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Trattamento Meccanico Biologico (TMB) per i rifiuti: l'alternativa all'inceneritore

A former member
Posted Oct 23, 2006 6:41 PM
Post #: 490
Nei 7 mesi in cui mi sono documentato sull'incenerimento, la gestione dei rifiuti e le alternative sostenibili all'incenerimento, ho accumulato una mole di materiale documentario che voglio fornire al meetup per farsi una cultura.
Premetto che la mole è enorme e quindi da digerire pian piano.

In tutto il mondo sta prendendo piede il trattamento meccanico biologico (TMB) perché è il miglior sistema di smaltimento dei rifiuti. La sua flessibilità permette di poter far funzionare gli impianti anche se un giorno si dovesse raggiungere il risultato del 100% di raccolta differenziata (cosa impossibile nel caso degli inceneritori).
In sintesi, il residuo delle raccolte differenziate entra nell'impianto e viene separato meccanicamente in diversi flussi (relativi ai vari materiali presenti: vetro, metalli, plastiche...). La parte organica separata dal residuo inorganico è ulteriormente separata per sottoporla in parte al compostaggio (per creare un compost per riempimenti e opere di copertura di discariche) e in parte alla digestione anaerobica per produrre biogas (impiegato come combustibile). Alla fine del processo rimane una piccola frazione residua da mettere in discarica (attualmente stimabile in un 9% di tutti gli RSU). Ma tale frazione è inerte, 10 volte meno inquinante del caso degli RSU (rifiuti solidi urbani) non trattati nelle discariche tradizionali.

Per qualche roba sintetica vi posso indirizzare ad alcuni articoli che ho scritto sul mio blog, corredati di link di approfondimento e le fonti da cui ho tratto le notizie:

1. Rifiuti Zero: la fine delle discariche (espongo l'obiettivo "rifiuti zero" citando il sito Zero Waste Alliance, un post sintetico di Beppe Grillo e il sito del GCR; faccio anche delle valutazioni su come si possa raggiungere un elevato recupero di materiali con una giusta gestione dei rifiuti);

2. L'inceneritore complica il problema delle discariche (spiego che gli inceneritori hanno bisogno di discariche speciali e cito Montanari che afferma che da 1 t di rifiuti si producono 2 t di emissioni);

3. L'incenerimento non conviene (una sintesi di un articolo di Federico Valerio, Passato e futuro degli inceneritori);

4. Il termovalorizzatore non esiste (una mia considerazione sul termovalorizzatore come impianto, citando degli approfondimenti sulla normativa europea e considerazioni di esperti);

5. Marchi tipici a rischio con gli inceneritori (esistono leggi per tutelare i marchi tipici);

6. A morte gli inceneritori: viva il TMB (un confronto tra inceneritori e TMB con alcuni riferimenti ad articoli di giornale).


Altri documenti molto più tecnici sono per esempio:

Impatto ambientale dei processi di incenerimento dei rifiuti, di Marco Caldiroli;
Approfondimento sugli inceneritori;
Costi di incenerimento;
Danno biologico dell'incenerimento;
Intervista a Paul Connett sull'incenerimento e l'obiettivo Rifiuti Zero;
8000 decessi l'anno per l'inquinamento;
Articolo di giornale sul TMB;
Scheda tecnica dell'impianto TMB di Sydney;
Scheda tecnica dell'impianto TMB di Tel-Aviv;
Documento di Greenpeace sul TMB.


Sulla raccolta differenziata posso indicare:

Studio sulla raccolta differenziata;
Consorzio Priula.
A former member
Posted Oct 23, 2006 6:53 PM
Post #: 492
La proposta di adottare il TMB come sistema di smaltimento è stata per la prima volta proposta da Greenpeace e dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero.
In Germania smaltiscono con questo sistema circa 7 milioni di tonnellate all'anno di rifiuti (circa il 23% dei rifiuti mentre il 27% è smaltito con l'incenerimento: tutto questo in soli 4 anni).
In Argentina, Nuova Zelanda, Australia, Giappone e a San Francisco hanno adottato l'obiettivo Rifiuti Zero (tutti i materiali e i prodotti dovranno essere riciclabili al 100% entro il 2020).

L'Italia è all'avanguardia nelle tecnologie TMB, vi sono numerose aziende leader mondiali, ma non vi sono impianti di questo tipo se non per produrre CDR. Mentre il massimo si otterrebbe se il sistema portasse i residui in una discarica di inerti.
Peppe Carpentieri
Posted Oct 24, 2006 7:08 AM
matierno
Parma, PR
Post #: 1,245
L'ottima sintesi sia sull'informazione circa l'incenerimento e la proposta alternativa della campagna rifiuti zero, credo che tratti a 360° l'intera questione dei Rifiuti.

Speriamo il lavoro corretto di Cristian nell'aver raccolto in un unico post tutta la questione, possa essere utile a chi per la prima volta tenta di avvicinarsi al tema controverso e speculativo.

Controverso poichè molti non hanno le idee chiare, per tanti motivi, ma credo proprio per disinformazione, quindi grazie a Cristian.
Speculativo soprattutto quelli che hanno interessi diretti e scopi economici, e quindi va a loro vantaggio la disinformazione, e nel frattempo traggono profitti da una legge scandalosa sui CIP6.

Basta cancellare la parola assimilate dalla legge per far si che, i soldi vadano solo alle vere fonti rinnovabili (sole, eolico, geotermia), perchè non lo fanno?
Poichè il CIP6 è uno scandalo, ora sposteranno questi soldi su altre proposte, pericolose, rischiose come i Gassificatori e partirà la nuova campagna di marketing.
Ormai è assodato che, il gioco delle tre carte con i Termovalorizzatori è stato scoperto e si va avanti, per dare i soldi dei cittadini sempre alle stesse persone priviligiate, con concessioni pubbliche.
Ma basta bisogna finirla! Questi sono proprio convinti che siamo più fessi di loro.
A former member
Posted Oct 24, 2006 8:59 AM
Post #: 495
Per avere un'idea di come funzioni un impianto TMB finalizzato alla discarica e con produzione di biogas, ho realizzato per il coordinamento GCR uno schema semplificato.
Rossano Ercolini, coordinatore della Rete Nazionale Rifiuti Zero, ha invece realizzato questo schema un po' più complesso.

Per un'idea su cosa si ottenga nel giro di 3 anni dopo aver avviato politiche di riduzione, di riuso, di riciclaggio e un impianto TMB come quello sopra descritto, potete leggere quest'altro schema.
A former member
Posted Oct 24, 2006 1:28 PM
Post #: 395
Grazie Cristian per la gran mole di informazioni...
...l'argomento sembra essere interessante e, personalmente, ritengo che sia conveniente trovare un'alternativa da proporre agli inceneritori/termovalorizzatori perchè altrimenti rischiamo di ricevere, da parte delle amministrazioni locali, la classica risposta: "e allora cosa facciamo in alternativa?!"

Cercherò di leggere più documentazione possibile sull'argomento e poi interverrò nuovamente!
Grazie ancora!

Enrico
A former member
Posted Oct 28, 2006 4:27 AM
Post #: 510
Prima di addentrarmi ancora, in maniera approfondita, nella tematica del TMB, voglio sottolineare alcune nozioni fondamentali.

  • Quando si parla di incenerimento, si devono considerare tutte quelle metodologie di smaltimento che come risultato finale producono ceneri e polveri. Dunque, oltre agli inceneritori tradizionali, si devono considerare come impianti di incenerimento anche i gassificatori, gli impianti di pirolisi, al plasma e così via. Tale concetto è ribadito dall'art. 3 comma 4 dir. 2000/76/CE.

  • I commi 4 e 5 dell'articolo sopra menzionato definiscono cosa sia un impianto di incenerimento. Come si può notare, non c'è in nessun punto dell'articolo e dell'intera direttiva la parola termovalorizzatore. La stessa cosa accade nelle leggi italiane. Termovalorizzatore è un vocabolo impiegato soltanto dai politici e dalle delibere delle amministrazioni locali.

  • Bisogna capire che lottare contro gli inceneritori non è la stessa cosa che lottare contro l'incenerimento. Molti hanno proposto come alternative pulite ai primi i gassificatori. Premesso che l'inquinamento dei gassificatori di RSU è simile a quello degli attuali inceneritori, e potrebbero essere migliori soltanto se smaltissero un rifiuto piuttosto omogeneo (quindi trattato adeguatamente), comunque si tratta sempre di impianto di incenerimento, come spiegato nei punti precedenti.
    Quindi, bisogna ricordare che tutta la campagna fatta in Italia da decine di migliaia di persone è per abbandonare l'incenerimento dei rifiuti, in virtù delle stesse direttive europee che impongono di recuperare i materiali innanzitutto e solo dopo recuperare energia dai residui. Proporre gassificatori o impianti di pirolisi significa soltanto promuovere un altro tipo di incenerimento.

  • La prima cosa che i politici, i professionisti e i dirigenti che lavorano nel campo dell'incenerimento fanno nei confronti di chi protesta contro l'incenerimento è denigrarlo, ridicolizzarlo e confutarlo con il marketing e notizie scientifiche tendenziose. Per questo motivo, quando in pubblico si devono promuovere le alternative e si deve spiegare che la gestione dei rifiuti deve essere fatta in un altro modo, bisogna essere credibili agli occhi della gente, nonostante quello che dicono i potenti e i loro esperti prezzolati.
    I comitati devono avere, oltre cittadini determinati e sinceramente dediti alla questione, gente competente come chimici, ingegneri, architetti, geologi, medici, giornalisti, esperti di comunicazione e di pubbliche relazioni. Queste figure possono fornire preziose competenze in campo medico, sanitario, ambientale, energetico e urbanistico, perciò possono produrre una serie di osservazioni ai progetti e di documenti che possano contestare quanto le amministrazioni portano avanti e informare adeguatamente le persone. Se non sono all'interno dei comitati veri e propri, non importa, basta che conosciate queste figure che possano aiutarvi.
    Infine, siate preparati: nei dibattiti pubblici dovete saper rispondere alle domande; ci vorrà tempo ma ci si riesce, ve lo assicuro. Serve per risultare credibili, altrimenti non riuscirete a convincere i cittadini.

  • Contattate i comitati locali. Molti meetup locali come il mio lo hanno fatto (in realtà a Parma il comitato è stato proprio fondato da noi), altri no. Contattateli e dimostrate che possono fidarsi di voi. Infatti diversi comitati non sono convinti di farsi aiutare dal meetup a causa della presenza di diverse teste calde. Siate credibili, aiutate nell'organizzazione di manifestazioni, volantinaggi e banchetti informativi - soprattutto questi.

  • Il problema degli inceneritori non si riduce soltanto al problema delle nanoparticelle. Gli altri problemi sono:

    - inquinanti come diossine e furani, altri policlorobifenili (PCB), metalli pesanti (tra cui mercurio, cadmio, nickel e piombo), arsenico, ceneri pesanti, ceneri volanti, acido cloridrico, acido fosforico, ossidi di azoto e di carbonio;

    - problemi energetici come efficienza energetica nettamente inferiore alle vecchie centrali a carbone, bisogno di iniezioni di altro combustibile (metano o, peggio, gasolio e olio combustibile), scarsa efficienza nel teleriscaldamento, necessità di impianti turbogas per sopperire alla mancata produzione di energia durante i periodi di interruzione del servizio, recupero energetico pari a un quinto (quando va bene) dell'energia persa bruciando i rifiuti;

    - insostenibilità della gestione rifiuti in quanto un impianto di incenerimento ha bisogno, per abbattere i costi di gestione elevati, di un apporto costante di rifiuti (per questo a Brescia il 50% della plastica raccolta viene bruciata); dunque la politica di incenerimento si scontra con la riduzione dei rifiuti, il riutilizzo e il riciclaggio (prioritari nelle direttive europee e italiane - e per buon senso...); inoltre questi impianti hanno bisogno di discariche per rifiuti tossici per smaltire le loro scorie, e sono molto più pericolose e costose delle discariche tradizionali;

    - insostenibilità economica: se la raccolta differenziata supera il 40-50% l'inceneritore va in perdita; i cittadini pagano 3 volte per alimentare l'impianto (con il finanziamento alle rinnovabili, con la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, con la bolletta dell'energia prodotta - come se un benzinaio pagasse i propri clienti per il pieno); i costi sanitari e ambientali sono enormi e stimabili in centinaia di milioni di euri; il valore degli immobili intorno a questi impianti crolla mostruosamente; i prodotti tipici possono perdere il marchio se l'UE decide che la qualità non è soddisfacente.

    Dunque serve prepararsi non solo a esporre anche questi problemi, a conoscerli a fondo, ma anche a proporre alternative (per esempio, per la produzione di energia - cavallo di battaglia del marketing- si può proporre la microgenerazione).

Roberto Fico
Posted Nov 15, 2006 11:31 AM
robertofico
Napoli, NA
Post #: 515
Volevo farvi i complimenti e ringraziavi per il materiale prezioso che hai postato qui.
Questo siginifca essere del meetup e di questo tipo di cose che sono orgoglioso.

Grazie e un saluto,
Roberto
AndreaConti
Posted Nov 15, 2006 12:37 PM
No-N.W.O.
Terni, TR
Post #: 180
Grazie di tutto Cristian.
Puoi parlarci della microgenerazione?smile
Peppe Carpentieri
Posted Nov 15, 2006 1:37 PM
matierno
Parma, PR
Post #: 1,429
molti collegamenti li trovate

cmq in rete e non solo, si trova di tutto sulla micro-cogenerazione
A former member
Posted Nov 16, 2006 5:30 AM
Post #: 380
topic utilissimo, da tenere su.
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