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Stefano cucchi massacrato , Giovanardi:morto perchè drogato anoressico

mario
Posted Oct 30, 2009 7:11 AM
user 7000724
Bari, BA
Post #: 2,022
Come e peggio Federico .....Stefano Cucchi massacrato Il massacro di Stefano
Ad una domanda del Tg3 sul perchè della morte di Cucchi , Maroni si gira annoiato ed in maniera arrogante dall'altra parte.
Maroni dimettiti! La verità sul massacro di Stefano subito!
Gianfranco
Posted Oct 30, 2009 8:19 AM
user 3747409
Macerata, MC
Post #: 2,292
Maroni si è semplicemente girato perchè, dato il suo QI, non ha capito la domanda.... laughing
iciano
Posted Oct 30, 2009 5:45 PM
user 5001513
Forlì, FC
Post #: 3,028

poveri ragazzi...illusi...accecati...emarginati...maltrattati...uccisi

da chi nei secoli e per secoli tutela la violenza

la legge che è piu' forte

la legge che odia di piu'

...

così ho deciso di rinunciare alla mia ora di libertà...De Andrè
Alex-G.Masciari
Posted Oct 31, 2009 5:40 AM
user 5788794
Prato, PO
Post #: 1,585
ADESSO BASTA... BASTA CON LE BUGIE E LA FALSITA'.

Maroni politicamente HAI CHIUSO.
E anche umanamente parlando non sei granche'.

Ah dimenticavo Giovanardi.... pero' non trovo le parole per descrivere simile individuo. A parte che politicamente e' insignificante, la storia lo dimenticherà volentieri
XLR
Posted Oct 31, 2009 8:28 AM
iRaul
Fáskrúðsfjörður, IS
Post #: 3,059
Ennesima conferma di quello che penso da sempre: IL PEGGIORE ASSASSINO, LA PIU' VASTA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, I PIU' GRANDE TERRORISTA E' LO STATO!!!!
E nessuno me lo toglerà dalla testa.

Il calvario
di Stefano

di ADRIANO SOFRI
http://www.repubblica...

PRIMA di tutto riguardiamo le fotografie di Stefano Cucchi. Quelle di un giovane magro, un geometra, che ha avuto a che fare con la droga e sa che gli potrà succedere ancora, e intanto vive, sorride, lavora, abbraccia sua madre, scherza con sua sorella. I giornali in genere hanno preferito pubblicare queste. E quelle di un morto, scheletrito, tumefatto, infranto, il viso che eclissa quello del grido di Munch e delle mummie che lo ispirarono, il corpo di una settimana di Passione dell'ottobre 2009. La famiglia di Stefano ha deciso di diffondere quelle fotografie.

Nessuno è tenuto a guardarle. Ma nessuno è autorizzato a parlare di questa morte, senza guardarle.
Per una volta, sembra che tutti (quasi) ne provino orrore e sdegno, e vogliano la verità e la punizione. È consolante che sia così. Ma è difficile rassegnarsi alle frasi generiche, anche le più belle e sentite. C'è un andamento provato delle cose, e le parole devono almeno partire da lì. Certo, le parole possono osare l'inosabile. Possono, l'hanno fatto perfino questa volta, dire e ripetere che Stefano Cucchi "è caduto dalle scale".

Non è nemmeno una provocazione, sapete: è una battuta proverbiale. Se incontrate uno gonfio di botte in galera, lo salutate così: "Sei caduto dalle scale". Hanno un gran senso dell'humour, in galera. Lo si può anche mettere per iscritto e firmare. Sembra che anche Stefano l'abbia messo a verbale presso il medico del carcere: "Sono caduto dalle scale". È un modo per evitare di cadere di nuovo dalle scale. Il meritorio dossier Morire in carcere curato da "Ristretti orizzonti" certifica che le morti per "cause da accertare" sono più numerose di quelle per "malattia".

Tuttavia bisogna guardarsi dall'assegnare senz'altro il calvario di Stefano al capitolo carcerario. Per due ragioni, già documentate a sufficienza. La prima: che fra la persona integra arrestata col suo piccolo gruzzolo di sostanze proibite e la persona cui vengono certificate nell'ambulatorio del tribunale "lesioni ecchimodiche in regione palpebrale inferiore bilateralmente", e che lamenta "lesioni alla regione sacrale e agli arti inferiori" (i medici del carcere le preciseranno come "ecchimosi sacrale coccigea, tumefazione del volto bilaterale orbitaria, algia della deambulazione", e quelli dell'ospedale come "frattura del corpo vertebrale L3 dell'emisoma sinistra e frattura della vertebra coccigea") fra quelle due condizioni c'è stata solo una notte trascorsa in una caserma di carabinieri.

Il ministro della Difesa - un avvocato penalista - pur declinando ogni competenza nel caso, ha creduto ieri di dichiarare: "Di una cosa sono certo: del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione". Non so come abbia fatto. So che qualcuno vorrà ammonirmi: "Ci risiamo". Infatti: ci risiamo. I medici e la polizia penitenziaria che dichiarano che Stefano "è arrivato in carcere così" hanno dalla loro una sequenza temporale interamente vidimata.

Questa era la prima ragione. La seconda è che nell'agonia di Stefano - di questo si è trattato, questo sono stati i suoi ultimi sette giorni - sono intervenute tante di quelle autorità costituite da far rabbrividire. Carabinieri, dall'arresto fino al trasporto al processo e alla consegna al carcere. Magistrati, uno dell'accusa e uno giudicante, che in un processo per direttissima per un reato irrisorio e con un giovane imputato così palesemente malmesso da suggerire la visita medica nei locali stessi del tribunale, rinviano l'udienza al 13 novembre e lo rimandano in carcere ammanettato.

Agenti di polizia penitenziaria, che piantonano così rigorosamente il pericoloso detenuto nell'(orrendo) reparto carcerario dell'ospedale intitolato a quel gran detenuto che fu Sandro Pertini, al punto di impedire ai famigliari del giovane di chiederne una qualche notizia ai medici, facendo intendere che occorra un'autorizzazione del magistrato: espediente indecente, perché per parlare col personale sanitario non occorre l'autorizzazione di nessuno. (Sono stato moribondo e piantonato in un ospedale, e nessuno si sognò di dire ai miei che non potevano interpellare i medici: e vale per chiunque). Espediente, oltretutto, che costringe a chiedersi quale movente lo ispirasse.

Una sovrintendente e, a suo dire, un medico di turno, che, anche ammesso che non abbiano saputo delle visite ripetute e trepidanti dei famigliari, hanno dichiarato di non aver notato i segni delle lesioni sul volto di Stefano, "in quanto si teneva costantemente il lenzuolo sulla faccia"! Frase che insegue l'altra sulla caduta dalle scale: un detenuto malconcio al punto di essere tradotto in ospedale non viene visto da chi lo sorveglia e da chi lo cura perché si tiene il lenzuolo sulla faccia.

Non hanno visto "il volto devastato, quasi completamente tumefatto, l'occhio destro rientrato a fondo nell'orbita, l'arcata sopraccigliare sinistra gonfia in modo abnorme, la mascella destra con un solco verticale, a segnalare una frattura, la dentatura rovinata"... Non era un lenzuolo: era l'anticipazione di un sudario. Questo non ha impedito a un medico di turno di stilare un certificato in cui si legge che Stefano è morto "di presunta morte naturale".

Infine, c'è l'autopsia eseguita sul cadavere straziato, nel corso della quale si proibisce al consulente di parte di eseguire delle foto. (Quelle che guardiamo oggi, chi ne ha la forza, sono state prese per la famiglia dal personale delle pompe funebri). È stata, la settimana di agonia di Stefano, una breve marcia attraverso le istituzioni. Questo sono infatti, al dunque, le istituzioni: persone che per conto di tutti si trovano a turno ad avere in balia dei loro simili: persone delle forze dell'ordine, giudici, medici, e anche politici e giornalisti...

Tutti (quasi) chiedono giustizia e verità. Bene. Un pubblico ministero ha già imputato di omicidio preterintenzionale degli ignoti, ieri. I colpevoli non sono certo noti, e non lo saranno fino a prova provata: ma gli imputati sono noti. Quanto al preterintenzionale, è un segno di garantismo notevole, venendo da una magistratura che quando l'aria tira imputa di omicidio volontario lo sciagurato che abbia travolto qualcuno con l'automobile.
XLR
Posted Oct 31, 2009 8:39 AM
iRaul
Fáskrúðsfjörður, IS
Post #: 3,060
Quanto alla "caduta dalle scale" confermo. Io stesso quante volte ho sentito questa frase quando ero fermato negli anni '70 e portato in questura e i poliziotti: "attento a non cadere dalle scale!!!" e giù a ridere.
Anche in Francia usano la stessa identica. Salvo che in Francia, ogni tanto, dopo l'ennesima "bavure" della polizia, scoppia la rivolta. In Italia invece puo' succedere qualsiasi cosa, reazione: nulla. Normale che in questo contesto si sentano autorizzati a fare quello che vogliono.
Infatti, dopo le rivolte del 2005 e del 2006 in Francia i poliziotti, stranamente, sono diventati più "cortesi" e seguono di più le "procedure". Danno del "lei" durante i controlli e le "bavures" sono in diminuzione. Chissà perché.
iciano
Posted Oct 31, 2009 7:28 PM
user 5001513
Forlì, FC
Post #: 3,037
smile

quanti anni avesse visto alloooooraaaa
di che colore i suoi capelli
ma nella mente mia ho l'immagine suaaaa
gli eroi son tutti gioooovani e belliiii
gli eroi son tutti giovani e belli

viva el Che
claudiotorrenzieri
Posted Nov 1, 2009 3:19 AM
amici-di-Alberto
Castrocaro Terme e Terra del Sol, FC
Post #: 792
STEFANO CUCCI, UN ORRORE SENZA FINE
intervento di Franco Corleone su il manifesto del 1 novembre 2009 pg. 10
«... Stefano Cucchi non è un caso isolato, purtroppo. Che cosa dicono oggi i nomi di Marco Ciuffrida, di Giuseppe Ales, di Alberto Mercuriali, di Roberto Pregnolato, di Stefano Frapporti, di Aldo Bianzino? Sono persone morte in carcere in circostanze non chiare o suicidatesi per reazione all'arresto legato alla detenzione di pochi grammi di stupefacenti. Sono persone presto dimenticate o su cui neppure si è acceso l'interesse dei media e delle istituzioni. ...»
mario
Posted Nov 1, 2009 4:06 AM
user 7000724
Bari, BA
Post #: 2,032
Quanto alla "caduta dalle scale" confermo. Io stesso quante volte ho sentito questa frase quando ero fermato negli anni '70 e portato in questura e i poliziotti: "attento a non cadere dalle scale!!!" e giù a ridere.
Anche in Francia usano la stessa identica. Salvo che in Francia, ogni tanto, dopo l'ennesima "bavure" della polizia, scoppia la rivolta. In Italia invece puo' succedere qualsiasi cosa, reazione: nulla. Normale che in questo contesto si sentano autorizzati a fare quello che vogliono.
Infatti, dopo le rivolte del 2005 e del 2006 in Francia i poliziotti, stranamente, sono diventati più "cortesi" e seguono di più le "procedure". Danno del "lei" durante i controlli e le "bavures" sono in diminuzione. Chissà perché.
In Francia un ministro dell'Interno fu costretto a dimettersi perchè vennero smascherati gli infiltrati nei cortei , in Italia chi fa cosìviene fatto Presidente della Repubblica e poi rivendica questi comportamenti(Cossiga). Da notare che sono inziati i depistaggi dei giornali di regime on indiretto infagamento della vittima Le ferite?Precedenti....
Da notare il vergognoso video che mostar ancora una volta le forze del disordine in azione a Catania , la città disastrata dal medico di berlusconi , suo glorioso sindaco....
Bisognerebbe ricordare ai signori in divisa che hanno giurato fedeltà alla Repubblica ed alla Costituzione non alla destra fascistoide...
attenti che il teatrino è sato scoperto , mettti Provenzano al posto di Riina , arrsta un paio di camorristi per non far sapere di Cosentino accusato dai pentiti....
L'invito a tutti è rifiutare la violenza , le provocazioni , la non violenza attiva è la migliore risposta.
Non abboccare alla strategia dello scontro....E' quello che vogliono lorsignori...
XLR
Posted Nov 1, 2009 4:19 AM
iRaul
Fáskrúðsfjörður, IS
Post #: 3,063
Circola un filmino scandaloso...
http://pigiotto.blog....

Gira un filmino scandaloso, una cosa davvero schifosa e impresentabile, un film concepito per il ricatto che se dovesse uscire farebbe vergognare chiunque. È il filmino dell'Italia. Il paese dove ti ammazzano in galera spezzandoti la schiena in due punti, il posto dove i carabinieri tentano l'estorsione. Il paese che sta nelle prime posizioni mondiali per diseguaglianza economica, il posto dove un cittadino su quattro sotto i 25 anni è disoccupato.
Nel filmino si vede tutto questo e altro ancora, un po' sgranato, ma si vede tutto bene: mica è il Tg1!. Ho tentato di venderlo e di farmi un gruzzoletto, perché mi adeguo alla morale corrente. Il Giornale ha visionato ma non l'ha preso. Libero ha guardato ma ha deciso: no, grazie. Nel filmino c'è tutto quello che c'è da sapere: i capitali mafiosi che rientrano anonimi con la modica spesa del cinque per cento, vita e opere di Dell'Utri, le leggi per farla franca, due o tre morti sul lavoro ogni giorno, la libertà di stampa ai minimi storici e il papello dei patti con la mafia.
Filmino lungo, è vero, ma meno noioso del Barbarossa che ci è pure costato dei soldi. Questo è gratis. Ci sono i nazi che accoltellano gay e stranieri, ma di cui fa fico parlare come se fossero intellettuali un po' ribelli. Ci sono gli imprenditori sovvenzionati che chiedono soldi. Ci sono i giovani imprenditori, loro figli, che chiedono soldi. Ci sono ministri che difendono le radici cristiane e adorano il dio Po, il dio Eridano e chissà quale altra puttanata celtica. C'è ancora Cossiga. C'è ancora Andreotti. Ci sono i militari per le strade «per la nostra sicurezza». Ci sono ministri che dicono viva il posto fisso dopo aver creato milioni di precari. Nel filmino si vedono avvocati che studiano come accorciare la prescrizione, come spostare i processi, come evitare grane al capo. L'ho mandato a Signorini, a «Chi», che ha detto: ne parlo con Marina. Marina ha detto: ne parlo con papà. Papi ha visto e ha detto: embé? L'Italia è il paese che io amo. Ecco, mi pareva.
Alessandro Robecchi
il manifesto 1.11.09
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