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VERGOGNA MARRAZZO!!! DIMISSIONI!!!angry

GAUDI' libero
Posted Oct 26, 2009 12:04 PM
AZULGRANA
Borgo San Lorenzo, FI
Post #: 434
Eccola la notizia della vergogna!! D I M I S S I O N I !!!


Roma, 26-10-2009

Dovrebbe arrivare a breve negli uffici della Regione Lazio il certificato medico in base al quale scatterà 'l'impedimento temporaneo' , fattispecie prevista dallo statuto della Regione grazie alla quale i poteri del governatore del Lazio, che si è autosospeso, passeranno al vicepresidente Esterino Montino che, da statuto, "sostituisce il presidente in caso di assenza o impedimento temporaneo".

Stamattina, a quanto si apprende, Marrazzo è stato visitato dai medici del Policlinico Gemelli di Roma, la diagnosi sarebbe quella di una sindrome da stress psico-fisico. Marrazzo sabato ha deciso di autosospendersi dopo il suo coinvolgimento in uno scandalo a luci rosse per il quale sarebbe stato ricattato da 4 carabinieri, in possesso di un video compromettente.

Come precisato in una nota dallo stesso Marrazzo, con l'autosospensione si apre un percorso che porterà alle sue dimissioni "entro qualche settimana".


Speriamo che ci sia un'indagine seria per poterlo perseguire penalmente!!!!
GAUDI' libero
Posted Oct 26, 2009 12:07 PM
AZULGRANA
Borgo San Lorenzo, FI
Post #: 435

E non è finita !! PD allo sbando!!angry



FIRENZE (Reuters) - Ventuno indagati, diciassette denunciati, sei persone agli arresti domiciliari, tra cui l'ex capogruppo del Pd al comune di Firenze, Alberto Formigli, e una in custodia cautelare. E' questo l'esito dell'operazione "Le mani sulla città" su una serie di abusi edilizi a Firenze.

Lo hanno detto in una conferenza stampa il procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi, che ha coordinato l'inchiesta dei sostituti Giuseppina Mione e Leopoldo Di Gregorio.

Per le persone coinvolte si ipotizzano a vario titolo i reati di corruzione, associazione a delinquere, falso ideologico, truffa al comune del Firenze e abuso d'ufficio per abusi edilizi relativi a 21 progetti in diverse zone della città.

Tra gli indagati ci sono Antongiulio Barbaro, altro esponente del Pd ed ex presidente della commissione urbanistica del comune di Firenze, e due dirigenti del servizio tecnico.

Secondo quanto ricostruito dal procuratore Quattrocchi, il gruppo dei quattro era a disposizione, con reciproco scambio di favori, per approvare delibere a favore di un gruppo di imprenditori, anch'essi denunciati.

Le indagini sono state eseguite anche attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche, riprese video e pedinamenti. In una delle intercettazioni, tra l'altro, si sente Barbaro affermare distintamente: "Qui non si muove foglia che il capogruppo non voglia".

Alcuni degli imprenditori indagati, addirittura, lavoravano direttamente al computer dei dirigenti del comune per modificare i progetti. Il procuratore Quattrocchi ha definito Formigli "socio occulto di Quadra s.r.l", che è una delle società indagate.


Tonino Silvestri
Posted Oct 26, 2009 12:39 PM
zittizitti
San Benedetto del Tronto, AP
Post #: 1,815

E non è finita !! PD allo sbando!!angry



Rutelli ventila la scissione:«Andrò con Casini».

http://www.corriere.i...
XLR
Posted Oct 26, 2009 12:49 PM
iRaul
Fáskrúðsfjörður, IS
Post #: 3,044

E non è finita !! PD allo sbando!!angry



Rutelli ventila la scissione:«Andrò con Casini».

http://www.corriere.i...

Questa é un OTTIMA NOTIZIA per il PD. Che vada, che vada. E che se ne vadano tutti i leccaculo del Vaticano!!!!!!
nicola pascazio
Posted Oct 26, 2009 2:26 PM
user 7280703
Bari, BA
Post #: 118
Berluska a escort
Marrazzo a trans

Ma annoi(tuttoattaccato) che cene(tuttoattaccato) frega?

ps ho saputo che sgarbi fa autoerotismo facciamo qualcosa???
Gianfranco
Posted Oct 26, 2009 4:48 PM
user 3747409
Macerata, MC
Post #: 2,283
Cappero... Ma una sana scopata con una normale, che non sia escort o trans, è passato di moda????



PS: se Ruteli se ne va dal PD fa laprima cosa giusta in tutta la sua vita di VOLTAGABBANA
lucy cassini
Posted Oct 26, 2009 4:48 PM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 1,357

Berlusconi sapeva del video di Marrazzo: 3 domandine al Cavaliere







“Circola un video su di te. E’ stato offerto alla redazione di ‘Chi’, ma gli ho detto che non se ne parla proprio. Se vuoi ti do il nome dell’agente per passare a ritirarlo“. L’indiscrezione troneggia sulle prime pagine di tutti i giornali italiani, e il virgolettato è attribuito a Silvio Berlusconi che parla al telefono con Piero Marrazzo, il governatore del Lazio finito nella bufera per il ricatto dei quattro carabinieri che minacciavano di svelare le sue frequentazioni di transessuali. Dice al Corriere il direttore di Chi: “Me l’ha offerto la ti­tolare di un’agenzia fotografica, Carmen Masi, e io l’ho preso in visione. Mi disse che il prezzo era di 200.000 euro trat tabili. Ho spiegato subito che non mi interessava, però — come spesso avviene per vicende così delicate — ho detto che ne avrei parlato con i vertici del l’azienda. Ho subito informato la presidente Marina Berlusconi e l’amministratore delegato Maurizio Costa, con i quali abbiamo concordato di rifiutare la proposta». È a questo punto che, presumibilmente, la stessa Marina Berlusconi avvisa il padre di quanto sta accadendo. Lunedì scorso il presidente del Consiglio visiona le immagini. Poi chiama Marrazzo. Lo confermano ambienti vicini al capo del governo e lo stesso Marrazzo — quando ormai la vicenda è diventata pubblica — lo racconta ad alcuni amici, anche se non specifica a tutti chi sia l’interlocutore che lo ha messo in guardia. Durante la telefonata Berlusconi lo informa che il video è nella mani della Mondadori, gli assicura che la sua azienda non è interessata all’acquisto e gli fornisce i contatti della Photo Masi in modo da cercare un accordo direttamente con loro. L’obiettivo del capo del gover no appare chiaro: smarcare il suo gruppo editoriale da even tuali accuse di aver gestito il fil mato a fini politici, ma anche mostrare all’opposizione la sua volontà di non sfruttare uno scandalo sessuale. Una mossa che arriva al termine di trattati ve con altri quotidiani a lui vici ni che avevano comunque rite nuto il filmato «non pubblicabile », come ha sottolineato il direttore di Libero , Maurizio Bel pietro, quando ha raccontato di averlo visionato”. E se fosse tutto vero – il condizionale è d’obbligo essendoci di mezzo Alfonso Signorini - la questione potrebbe dare adito anche ad alcune domande moleste.

La prima è la più ovvia: in occasione degli attacchi a Fini, Tremonti, Boffo ed altri, non aveva sempre detto il Cavaliere che le sue testate editoriali non agivano di comune accordo con lui, ma bensì erano perfettamente indipendenti e pubblicavano lasciandolo all’oscuro di tutto? Non si era sempre giustificato così davanti agli alleati e alla stampa, per spiegare che lui con lo schiacciasassi Feltri non c’entrava né punto né poco? E allora come mai invece per Marrazzo è stato avvertito in anteprima del video e ha persino bloccato la trattativa per l’acquisizione e quindi la pubblicazione? Sembra un po’ strano che la notizia venga fuori adesso, o meglio non tanto: se davvero ha agito così, il premier finisce per essere messo in buona luce dai fatti, visto che ha rifiutato di trarre un vantaggio politico da una vicenda che era, obiettivamente, una notizia. Ma a questo punto è lecito per tutti pensare che fosse informato anche nelle altre occasioni. E la stessa cosa dovrebbero domandarsela Fini, Bossi e Tremonti.
continua su.....
.http://www.giornalett...
lucy cassini
Posted Oct 26, 2009 5:03 PM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 1,359
Caso Marrazzo:
quando il fatto privato
diventa di interesse pubblico




Bologna, 25 ottobre 2009

(avv. Antonello Tomanelli)

E’ bene precisarlo subito. Quanto trapelato in queste ore sul governatore della Regione Lazio Piero Marrazzo, sorpreso a Roma agli inizi di luglio nell’abitazione di un transessuale, ritaglia una vicenda che non si può minimamente paragonare a quella che riguarda il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. A differenza di quest’ultimo, Marrazzo non ha mai portato prostitute nelle stanze del potere senza un minimo di controllo. Marrazzo non ha mai disertato gli incontri ufficiali per intrattenersi con delle prostitute, adducendo problemi fisici. Marrazzo non ha mai ricambiato i favori sessuali ricevuti candidando alle elezioni persone prive di ogni capacità rappresentativa. Marrazzo non ha mai sottoscritto, o solo appoggiato, leggi che puniscono i clienti delle prostitute. Marrazzo non ha mai pubblicamente propugnato i valori cattolici, né sponsorizzato giornate come il “Family Day”.

In altre parole, il comportamento del governatore della Regione Lazio non incide sul suo ruolo pubblico, perché non vi è alcuna contraddizione tra gli aspetti della sua vita privata emersi in queste ore e il modo di amministrare la regione Lazio o di presentarsi agli elettori. In sintesi, l’avere Marrazzo frequentato transessuali a pagamento costituisce il classico fatto privato, che la collettività non ha alcun interesse ad acquisire, e la cui divulgazione è, in punto di diritto, illegittima. La conclusione si può trarre dall’art. 6, comma 2°, del codice di deontologia dei giornalisti, che è parte integrante del cosiddetto Codice della Privacy, secondo cui “La sfera privata delle persone note o che esercitano funzioni pubbliche deve essere rispettata se le notizie o i dati non hanno alcun rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica”.

Ma, come è noto, quel fatto privato del governatore Marrazzo è stato ampiamente divulgato dai media, inducendolo ad autosospendersi dalla carica di governatore della regione. Una lezione di stile a chi, a fronte di fatti indicativi di una personalità opposta a quella pubblicamente ostentata a fini elettorali, persevera nel conservare incarichi ben più delicati. In ogni caso, la domanda che si impone è la seguente. Vi è stata ai danni del governatore Marrazzo una violazione di massa del diritto alla riservatezza, peraltro particolarmente grave visto che qui ad essere diffusi sono stati dati sensibili, in quanto idonei a rivelare la sua vita sessuale?

continua su.......
http://www.difesadell...
mario
Posted Oct 27, 2009 5:02 AM
user 7000724
Bari, BA
Post #: 2,005
IL vero problema del caso Marrazzo(premesso che si dimetterà e farà bene a dimettersi) :
Lo strapotere di berlusconi , la sua macchina del fango , i ricatti ....
La verità occulta che i giornali negano.
Repubblica ricostruisce l'episodio che dimostra l'anomalia italiana e lo strapotere berlusconiano :

Berlusconi si cucina da solo i suoi guai. Distrugge, di giorno, i muri che i suoi consiglieri fabbricano, di notte, per difenderlo. Quelli si erano appena rimboccati le maniche, con buona volontà, per riproporre - complici, le debolezze di Piero Marrazzo - la separatezza e l'inviolabilità della sfera privata dalla funzione pubblica (ancora!).

Salta fuori che l'Egoarca ha avvertito per tempo il governatore: "C'è in giro un video contro di te". Frammento superbo della nostra vita pubblica. Merita di essere analizzato, e con cura. Viene comodo farlo in quattro quadri.

Nel primo quadro, bisogna riscrivere con parole più adatte quel che sappiamo. Non il signor Silvio Berlusconi, ma il presidente del consiglio - proprietario del maggior gruppo editoriale del Paese - allerta il governatore "di sinistra" che il direttore di una sua gazzetta di pettegolezzi (Chi) ha in mano un video che lo compromette. Glielo ha detto la figlia (Marina, presidente di Mondadori). A questo punto, il capo del governo potrebbe consigliare all'altro uomo di governo di non perdere un minuto e di denunciare il ricatto all'autorità giudiziaria. Nemmeno per sogno. Il presidente del Consiglio indica all'altro attraverso chi passa il ricatto, ne fornisce indirizzo e numero di telefono: che il governatore si aggiusti le cose da solo mettendo mano al portafoglio e "ritirando la merce dal mercato", come pare si dica in questi casi. È la pratica di uomini che governano senza credere né alla legge né allo Stato, né in se stessi né nella loro responsabilità. In una democrazia rispettabile, l'argomento potrebbe essere definitivo. Nell'"Italia gobba", la legalità è opzione, mai dovere, e quindi l'argomento diventa trascurabile. Trascuriamolo (per un attimo solo) e immaginiamo che Marrazzo riesca nell'impresa di ricomprarsi quel video.

È il secondo quadro. Vediamo che cosa accade a questo punto. Piero Marrazzo annuncia la sua seconda candidatura al governatorato. Si vota in marzo. Il candidato "di sinistra" è consapevole che il suo destino politico e personale è nelle mani del leader della coalizione "di destra". In qualsiasi momento, quello può tirare la corda e rompergli il collo. A quel punto, a chi appartiene la vita di Piero Marrazzo? A se stesso, alle sue decisioni politiche, ai suoi comportamenti privati o alla volontà e alle strategie dell'antagonista? È una condizione di vulnerabilità politica che dovrebbe consigliargli la piena trasparenza a meno di non voler diventare un burattino. Al contrario, Marrazzo tace e tira avanti. Scoppia lo scandalo e mente ("È una bufala", "Non c'è alcun video"). Lo scandalo diventa insostenibile e ancora rifiuta la responsabilità della verità: non dice dell'avvertimento di Berlusconi; non dice come si procura il denaro che gli occorre per le sue scapestrate avventure. (Sono buone ragioni per chiedergli di nuovo le dimissioni perché non è sufficiente l'ipocrita impostura dell'autosospensione). Quel che accade al governatore ci mostra in piena luce come funziona "una macchina".

È il terzo quadro. Al centro della scena, i direttori delle testate di proprietà del presidente del Consiglio (o da lui influenzate). In questo caso, Alfonso Signorini, direttore di Chi, già convocato d'urgenza da una vacanza alle Maldive per confondere, con una manipolazione sublunare della realtà, il legame del premier con una minorenne.

Signorini spiega come vanno le cose in casa dell'Egoarca, premier e tycoon. Direttamente con le redazioni o, indirettamente, da strutture esterne o da chi vuole qualche euro facile - i direttori raccolgono fango adatto a un rito di degradazione. Una volta messa al sicuro la poltiglia del disonore (autentica o farlocca, a costoro non importa), il direttore avverte i vertici del gruppo, l'amministratore delegato e il presidente. Che si incaricano di informare l'Egoarca. A questo punto, il premier è padrone del gioco. Pollice giù, e scatta l'aggressione. Pollice su, e il malvisto finisce in uno stato di minorità civile. Accade al giudice Mesiano, spiato dalle telecamere di Canale5.

Berlusconi addirittura annuncia l'imboscata: "Presto, ne vedremo delle belle". Accade al direttore dell'Avvenire, Dino Boffo, colpevole di aver dato voce all'imbarazzo delle parrocchie per la vita disonorevole del premier. Accade al presidente della Camera, Gianfranco Fini, responsabile di un cauto e motivato dissenso politico. Accade a Veronica Lario, moglie ribelle. A ben vedere, accade oggi al ministro dell'Economia che può intuire sul giornale del premier qualche avvertimento. Suona così: "Tremonti in bilico"; "Se Tremonti va, Draghi arriva". C'è da chiedersi: quanti attori del discorso pubblico sono oggi nella condizione di sottomissione che anche Marrazzo era disposto ad accettare?

...
mario
Posted Oct 27, 2009 5:03 AM
user 7000724
Bari, BA
Post #: 2,006
II PARTe
Quarto e ultimo quadro, allora. Non viviamo nel migliore dei mondi. La personalizzazione della politica ha cambiato ovunque le regole del gioco e il fattore decisivo di ogni competizione è la proiezione negativa o positiva dell'uomo politico - e della sua affidabilità - nella mente degli elettori. È la ragione che fa del "killeraggio politico - scrive Manuel Castells (Comunicazione e potere) - l'arma più potente nella politica mediatica". I metodi sono noti. Si mette in dubbio l'integrità dell'avversario, nella vita pubblica e in quella privata. Ricordate che cosa accade a McCain e Kerry? Si ricordano agli elettori, "in modo esplicito o subliminale", gli stereotipi negativi associati alla personalità del politico, per esempio essere nero e musulmano in America. È la lezione che affronta Barack Obama. Si distorcono le dichiarazioni o le posizioni politiche. Si denunciano corruzione, illegalità o condotta immorale nei partiti che sostengono il politico. Naturalmente, le informazioni distruttive si possono raccogliere, se ci sono; distorcerle, se appaiono dubbie o controverse; fabbricarle, se non ci sono. È uno sporco lavoro, che ha creato negli Stati Uniti, dei professionisti. Uno di loro, Stephen Marks, consulente dei repubblicani, ha raccontato in un libro (Confessions of a Political Hitman, Confessioni di un killer politico) il suo modus operandi. È interessante riassumerlo: "Passo I, il killer politico raccoglie il fango. Passo II, il fango viene messo in mano ai sondaggisti che determinano quale parte del fango arreca maggior danno politico. Passo III, i sondaggisti passano i risultati a quelli che si occupano di pubblicità, che passano i due o tre elementi più dannosi su Tv, radio e giornali con l'intento di fare a pezzi l'avversario politico. Il terzo passo è il più notevole. Mi lascia a bocca aperta l'incredibile talento degli addetti ai media... quando tutto è finito, l'avversario ha subito un serio colpo, da cui non riesce più a riprendersi". Qui, quel che conta è la segmentazione del lavoro e soprattutto "l'incredibile talento degli addetti ai media" perché devono essere i più abili e i più convincenti. I media, negli Stati Uniti, non sono a disposizione della politica e per muoverli occorre "provocare fughe di notizie rimanendo al di fuori della mischia", offrire "merce" che regga a una verifica, a un controllo, che sia significativa e in apparenza corretta anche quando è manipolata.

In Italia, non esiste questo scarto. Non c'è questa fatica da fare perché non c'è alcuna segmentazione della politica mediatica. Uno stesso soggetto ordina la raccolta del fango, quando non lo costruisce. Dispone, per la bisogna, di risorse finanziarie illimitate; di direzioni e redazioni; di collaboratori e strutture private; di funzionari disinvolti nelle burocrazie della sicurezza, magari di "paesi amici e non alleati". Non ha bisogno di convincere nessuno a pubblicare quella robaccia. Se la pubblica da sé, sui suoi media, e ne dispone la priorità su quelli che influenza per posizione politica. È questa la "meccanica" che abbiano sotto gli occhi e bisogna scorgere - della "macchina" - la spaventosa pericolosità e l'assoluta anomalia che va oltre lo stupefacente e noto conflitto d'interessi. Quel che ci viene svelato in queste ore è un sistema di dominio, una tecnica di intimidazione che mette freddo alle ossa, che minaccia l'indipendenza delle persone, l'autonomia del loro pensiero e delle loro parole. I più onesti, dovunque siano, dovrebbero riconoscerlo: non parliamo più di trasparenza della responsabilità pubblica, di vulnerabilità, di pubblico/privato. Più semplicemente, discutiamo oggi della libertà di chi dissente o di chi si oppone. O di chi potrebbe sentirsi intimidito a dissentire o a opporsi all'Egoarca.

p.s. Indovinate chi ha fatto il video a Marrazzo? Se avete visto Video cracy potete capire cosa sta succedendo ..
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