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OGGI NOTIZIE

lucy cassini
Posted Feb 28, 2009 9:41 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 839
A proposito di censura........

Censura Internet : come funziona e come puoi aggirarla





Se pensi che oggi la censura internet riguardi solo la Cina e pochi altri paesi con regimi autoritari ti stai sbagliando di grosso, sono molti i paesi democratici, Italia compresa,
che tramite i fornitori di accesso internet (ISP), censurano determinati siti internet con differenti modalità di intervento.

Se ritieni che la libertà di informazione sia tra i tuoi diritti fondamentali, e che qualsiasi forma di limitazione, preclusione, divieto, o filtro informativo applicato da terzi a tua insaputa sia da combattere, allora troverai interessante e molto educativa la lettura di questa ottima guida su come bypassare la censura internet.

La guida é divisa in due parti, la prima analizza i vari metodi per censurare le informazioni in internet, mentre la seconda descrive le varie possibilità che hai a disposizione per baypassare la censura e raggiungere le informazioni che ti interessano.


# Metodi di censura descritti :
- Blocco URL tramite server DNS
- Passaggio forzato tramite Proxi server
- Filtraggio per "parole chiave"
- Bloccaggio porte di accesso
- Programmi di censura a livello PC
- Programmi di censura a livello Server
- Filtraggio "Whitelist"
- Blocco IP su routers

# Opzioni per baypassare la censura :
- ISP alternativi
- DNS non censurati
- Proxi server non censurati
- Servizi Web-2-phone
- Webproxy
- Servizi Webpages via eMail
- Steganografia
- Programmi proxi peer-2-peer
- Servizi speciali non WWW

A livello internazionale esiste una specifica organizzazione, la OpenNet Initiative, fondata da quattro prestigiose università, il cui scopo é appunto quello di studiare, analizzare e monitorare qualsiasi forma di censura internet messa in atto dai vari paesi al mondo.


Se vuoi saperne di piú sulle censure all'italiana
, i siti esteri di scommesse che non pagano i dazi italiani e che quindi vengono censurati, quali sono le garanzie per gli utenti e perché la censura online in Italia appare perlopiù inutile, guarda http://www.lastknight... Eludere i Controlli di Polizia: il video completo, un interessante video-post di Matteo Flora, esperto di computer forensics, con la sua presentazione tenuta al recente Infosecurity di Milano
http://abtechno.org/i...

lucy cassini
Posted Feb 28, 2009 9:44 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 840
Rob Faris, the OpenNet Initiative's Research Director and John Palfrey, one of the project's Principal Investigators, lead a discussion of Internet filtering and provided a glimpse of the results of ONI's first global survey of Internet censorship.

In the last year ONI has studied forty countries and found a substantial increase in Internet censorship, colored by complex and dynamic political, legal and social processes. The research will be documented in the forthcoming MIT Press book: Access Denied: the Practice and Policy of Global Internet Filtering.

The OpenNet Initiative is a partnership between the Citizen Lab at the Munk Centre for International Studies, University of Toronto, the Berkman Center for Internet & Society at Harvard Law School, the Advanced Network Research Group at the Cambridge Security Programme at Cambridge University, and the Oxford Internet Institute at the University of Oxford.




lucy cassini
Posted Feb 28, 2009 10:08 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 841
L'APPELLO DI MASSIMO FINI E DI MOVIMENTO ZERO "CONTRO LA DITTATURA BANCARIA E TECNOFINANZIARIA"

DI CARLO GAMBESCIA
carlogambesciametapolitics.blogspot.com

Per ragioni di stima e onestà intellettuale riproduciamo l ' Appello contro la Dittatura Bancaria e Tecnofinanziaria "lanciato" ieri da Massimo Fini e dagli amici di Movimento Zero. Diciamo subito che non lo condividiamo. Intanto però invitiamo i lettori a leggerlo (il testo in corsivo) . Più sotto spieghiamo perché.



Appello contro la Dittatura Bancaria e Tecnofinanziaria

di Massimo Fini - 26/02/2009
http://www.movimentoz...

No alla vita basata sul prestito e sull’usura
No al debito eterno degli Stati, dei Popoli e dei Cittadini
Il Popolo (attraverso lo Stato) torni titolare della Sovranità Monetaria.



La questione della Sovranità Monetaria non è questione economica. Riguarda tutti gli aspetti della nostra vita. La Banca Centrale Europea, proprietà delle Banche Nazionali Europee, come Bankitalia, emette le banconote di Euro. Per questa stampa pretende un controvalore al 100% del valore nominale della banconota (100 euro per la banconota da 100 Euro), appropriandosi del poter d’acquisto del denaro che crea a costo zero e senza garantirlo minimamente. E’ un’incredibile regalia truffaldina ai danni della popolazione intera. Gli Stati pagano questa cifra con titoli di Stato, quindi indebitandosi. Su questo debito inestinguibile, pagheranno (pagheremo) gli interessi passivi per sempre. Con le tasse dei cittadini, o vendendo a privati beni primari, come le fonti d’acqua. Per contenere il debito pubblico, che è generato soprattutto dal costo dell’emissione del danaro che lo Stato paga alla BCE, ogni governo è costretto ad aumentare una pressione contributiva diretta ed indiretta sempre più alta nel tempo, che per alcuni soggetti, i più deboli, corrisponde ad un prelievo forzoso di oltre il 60% del proprio guadagno.
Questo enorme profitto è incamerato ingiustamente, illegittimamente ed anticostituzionalmente dalla BCE, ovvero dai suoi soci, le Banche Nazionali, a loro volta controllate da soggetti privati.
Queste Banche sono di proprietà privata, e, soprattutto, di gestione privata, anche se ingannevolmente vengono fatte passare per “pubbliche”. Gli utili che traggono dalla emissione monetaria vengono occultati attraverso bilanci ingannevoli, in cui si fa un’arbitraria compensazione dei guadagni da Signoraggio con inesistenti uscite patrimoniali. Dopo 60 anni di Signoraggio (il guadagno sull’emissione) esercitato da Bankitalia e BCE, l’Italia ha un enorme debito pubblico generato esclusivamente dai costi per l’emissione del danaro pagati alle Banche Centrali.
Se l’emissione del danaro fosse stata affidata allo Stato, senza creare debito, oggi non avremmo un solo euro di debito pubblico e le tasse da reddito potrebbero non esistere od incidere minimamente sui redditi da lavoro. Tutti i costi sociali (pubblico impiego, opere, scuole, ospedali) si sarebbero potuti coprire con i proventi da IVA (imposta sul valore aggiunto) magari maggiorata al 30% per i prodotti di lusso e non popolari, e da tasse su transazioni soggette a pubblica registrazione.
Senza usura contro lo Stato da parte delle Banche Centrali, che ha costretto lo Stato a vessare i propri cittadini con tasse spropositate (ricordate il prelievo sul conto corrente voluto dal banchiere Ciampi, travestito da uomo politico?), non bisognerebbe lavorare 30 anni per comprare una piccola casa, pagando tassi da usura. Non esisterebbe il degrado sociale, la povertà, il precariato, la delinquenza come mezzo di sopravvivenza di massa. Senza il Signoraggio delle Banche Centrali gli Stati non avrebbero più debiti e non sarebbero più costretti a tassare e tartassare i propri cittadini, a sottoporli a forme di controllo poliziesco per la determinazione dei redditi. I guadagni da lavoro dipendente ed autonomo sarebbero tutti legittimi, provati e dichiarabili senza timore, senza evasione, senza elusione, e l’unica tassa da riscuotere sarebbe quella sull’acquisto di beni e servizi, favorendo quelli per la sussistenza con aliquote più basse ed alzando le aliquote per i prodotti voluttuari e di lusso.
Ritornando la sovranità monetaria nelle mani degli Stati sovrani si eliminerebbe il debito degli stessi e di conseguenza di larga parte della popolazione. L’esistenza di noi tutti, condizionata e vincolata fin dalla nascita dal principio usurocratico del debito sarebbe sollevata dall’angoscia da rata, da scoperto di conto corrente, da pignoramento, da sfratto, da banca dati della puntualità dei pagamenti. Le nostre vite sarebbero liberate dall’assillo dal lavoro, del doppio lavoro, del bisogno di guadagnare tanto, per poi pagare il 60% del proprio guadagno allo Stato, perché lo Stato è sotto l’usura dei Banchieri.
Merita trattazione a parte l’analisi delle influenze sulla nostra vita dell’assillo economico. Influenze negative di carattere psichico, culturale, sociale. Con i drammi della povertà, dell’emigrazione, del doppio lavoro familiare, del lavoro precario, del lavoro insicuro, delle pensioni minime, che, senza la voracità da usura delle Banche Centrali, si sarebbero potuti evitare. Sottoponiamo l’appello a deputati, senatori, giornalisti, intellettuali, contestatori,
anticonformisti, per promuovere la proposta di legge che faccia tornare l’emissione monetaria in mano statale, ovvero politica e popolare. Diffondiamo la verità negata: viviamo in una dittatura bancaria che impone a tutti l’angoscia esistenziale della vita basata sui debiti. Azzeriamo il debito degli Stati
Eliminiamo la schiavitù degli indebitati per sopravvivere
Riprendiamoci la nostra vita e la nostra libertà.
. Massimo Fini, Marco Francesco De Marco, Valerio Lo Monaco, Alessio Mannino, Andrea Marcon

E ora veniamo alle ragioni del nostro dissenso.
In primo luogo, ritenere che la nazionalizzazione - perché di questo si tratta - delle Banche Centrali possa risolvere la questione della “dittatura bancaria e tecnofinanziaria” è semplicistico. Dal momento che affidare direttamente allo Stato l’emissione del denaro significa semplicemente passare dalla dittatura dell’Economico a quella del Politico, nella sua veste peggiore, anche rispetto a un passato, per quanto idealizzato: quella presente, dello Stato Partitocratico e Burocratico.
In secondo luogo, criticare l’ elevata tassazione e correlarla all’”usurocrazia” senza tenere conto della massiccia evasione fiscale, mai contrastata e recuperata – proprio da quei politici e da quelle burocrazie cui si vuole affidare il controllo dell’emissione di denaro - è estremamente ingenuo.

In terzo luogo, l’ “angoscia da rata” e l’ “assillo del lavoro” non possono essere collegate, altrettanto ingenuamente, all’usurocrazia. Vanno invece ricondotte a un preciso modello socioculturale consumistico, dove il denaro è un puro e semplice veicolo. Pertanto se prima non cambia la mentalità - che non può mutare a colpi di ukaze intellettuali per quanto nobili e sinceri - la sostituzione del Banchiere con il Burocrate Pubblico è assolutamente inutile.
continua su ...............http://www.comedonchi...
lucy cassini
Posted Feb 28, 2009 10:38 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 842

Trapani, 28.02.2009 | di Rino Giacalone
L’holding mafiosa dell’imprenditore Rosario Cascio
Mafia, cemento, appalti e soldi, 400 milioni tolti alla disponibilità del latitante Messina Denaro



Messina Denaro
Un secondo “colpo” è stato inferto alla mafia imprenditoriale che sta attorno al super boss latitante Matteo Messina Denaro. Un’altra “cassaforte” gli è stata sottratta. E’ il risultato, l’ennesimo, della strategia che stanno seguendo in Sicilia gli investigatori che gli danno la “caccia”. Gli stanno facendo “terra bruciata” attorno, non solo colpendo i diretti complici della sua latitanza e del suo comando dentro Cosa Nostra, ma puntando anche ai patrimoni. E’ un sequestro da 400 milioni di euro che alza il livello dell’azione antimafia quello che la Dia di Trapani ha messo a segno contro l’imprenditore belicino Rosario Cascio, 75 anni, originario di Santa Margherita Belice ma cresciuto nella zona di Partanna, in carcere dall’anno scorso perché coinvolto nell’operazione antimafia della Dda di Palermo “Scacco Matto”.

Imprese, società, beni immobili, terreni, conti correnti, automezzi, sono stati sottratti al suo controllo. Così come pochi mesi addietro è accaduto per un altro imprenditore del Belice, il “re” della grande distribuzione Giuseppe Grigoli, che agiva sfruttando un portafoglio da 700 milioni di euro.
Anche Grigoli secondo gli investigatori aveva messo ogni cosa a disposizione del latitante Matteo Messina Denaro. Tant’è che tutti e due sono imputati nello stesso processo che si è aperto nelle scorse settimane davanti al Tribunale di Marsala.
Adesso è toccato a Rosario Cascio finire oggetto di attenzione nella ricerca dei “tesori” della mafia. E lo hanno trovato con le mani quasi poste su un maxi appalto da 45 milioni di euro, relativo a lavori di urbanizzazione tra Menfi e Porto Palo. Non è un personaggio sconosciuto alle cronache giudiziarie. Il suo nome lo si incrocia già nelle indagini sul delitto commesso a Ficuzza negli anni ’80 del colonnello dei Carabinieri Giuseppe Russo. Poi via via entra ed esce dalle indagini antimafia che riguardano Cosa Nostra insediata nelle province di Trapani e Agrigento. Ha alti e bassi con l’organizzazione mafiosa, ad un certo punto Totò Riina lo voleva morto, a Giovanni Brusca, il boss di San Giuseppe Jato, il “capo dei capi” di Cosa Nostra aveva chiesto di farlo fuori anche dopo 10 anni, poi “graziato” dall’intervento dei Messina Denaro. Di lui parlò il pentito Angelo Siino, il “ministro dei lavori pubblici” di Totò Riina: Cascio di Siino sarebbe stato il referente nelle zone belicine. La condanna scaturita da queste rivelazioni, sei anni, divenuta definitiva all’inizio del 2000, non gli ha impedito di diventare un potente. E’ cresciuto tanto da diventare uno dei punti di forza della mafia che fa impresa secondo la linea di condotta seguita dal super latitante Matteo Messina Denaro. Nel settembre del 2008 è stato arrestato, raggiunto in carcere da un ordine di carcerazione mentre stava per finire di scontare la precedente condanna. Nel contesto dell'indagine "Scacco Matto" condotta a suo tempo dai Carabinieri è stato arrestato assieme a suo fratello Vitino. In particolare incastrato dalle intercettazioni ambientali all'interno dell'officina meccanica di Antonino Gulotta a Montevago, provincia di Agrigento. Lì venne captata dagli investigatori una conversazione che fu ritenuta di rilevante interesse per avere fatto emergere il ruolo apicale che Gino Guzzo (presunto capo mafia di Menfi e capo del mandamento di Montevago) ha ricoperto in seno al sodalizio mafioso del Belice ma soprattutto, ha manifestato la caratura delinquenziale degli imprenditori Rosario Cascio e del fratello Vitino, che in forza dei forti legami con Filippo Guttadauro, incontrastato "uomo d'onore" organicamente inserito nel mandamento di Castelvetrano, hanno cercato di convincere Guzzo, Vitino avrebbe portato fuori dal carcere i voleri del fratello Rosario, a vessare quei produttori di calcestruzzo che con prezzi estremamente concorrenziali tentavano di inserirsi nelle forniture di calcestruzzo. E invece quel mercato doveva essere dei Cascio e di nessun altro. La tipica forza intimidatrice mafiosa che si riscontra in tante delle indagini antimafia condotte nel versante della Sicilia Occidentale. L’indagine ha anche rassegnato altro, e cioè il filo di unione tra Cascio e i Messina Denaro di Castelvetrano: quel Filippo Guttadauro non è un boss qualsiasi, è uomo dei Guttadauro di Palermo, i “padroni”, così ritenevano di essere, del rione di Brancaccio, Filippo è fratello di Giuseppe il medico coinvolto nelle inchieste sui colletti bianchi e sulle connessioni con la politica, è cognato di Matteo Messina Denaro per averne sposato una sua sorella. Filippo Guttadauro è indicato come referente di mille affari nei pizzini trovati a Provenzano, in carcere si trova per mafia e estorsioni, condannato in secondo grado a 14 anni per il racket imposto ad una serie di imprenditori del ramo commerciale che avevano insediato le loro attività nell’area di Castelvetrano. Imprenditori che anche davanti l’evidenza hanno negato e anche loro sono stati condannati. Ma le parentele importanti di Rosario Cascio sono anche altre, ci sono quelle altrettanto “pesanti” con gli Accardo di Partanna, la cosca della quale a parlarne quasi per prima fu Rita Atria e con lei la cognata Piera Aiello. Gli Accardo ancora comandano, passaggi generazionali che non hanno interrotto il potere mafioso in questa parte di Belice dove secondo il classico sistema “gattopardiano” cambia tutto per non cambiare niente.



continua su ...............http://www.liberainfo...

Ruoppolo Teleacras - Blitz " Scacco matto ", 33 arresti






Mafia: Sequestrati beni per 700 milioni



lucy cassini
Posted Feb 28, 2009 10:55 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 844

LIBERI DI INFORMARE, LIBERI DI SAPERE


Gli Stati generali dell'informazione uniti contro il disegno di legge Alfano sulle intercettazioni. A rischio il diritto di cronaca ma anche le sorti dell'intero sistema investigativo. Se ne è discusso presso la sede FNSI.
vedi video su.......http://www.megachip.i...

Casta vs libera informazione (dedicato a Giuseppe Gatì)



lucy cassini
Posted Feb 28, 2009 11:43 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 851
Scioperi, tutte le nuove regole

ROMA (28 febbraio) - Il disegno di legge delega varato ieri dal governo sarà limitato al settore dei trasporti e non più all’intero comparto pubblico.

Il governo ha dovuto prendere atto di questa esplicita richiesta avanzata dai sindacati al momento della prima bozza presentata dal ministro Sacconi.
Tra i punti più rilevanti del ddl la soglia del 50% di rappresentatività sindacale per proclamare lo sciopero. In alternativa, il referendum che viene però corretto fissando una soglia del 20 di rappresentatività per chiedere la consultazione dei lavoratori. Viene poi stabilito «un congruo» lasso di tempo per ritirare la protesta annunciata, al fine di limitare i danni dell’effetto annuncio. Le sanzioni per chi viola le norme vengono fissate da 500 a 5.000 euro e saranno effettivamente applicate. Oggi le sanzioni dovrebbero essere applicate dal datore di lavoro, ma quasi sempre vengono congelate per garantire la ”pax interna”. Viene anche riformata la Commissione di garanzia.

Rappresentatività, soglia del 50%. Il disegno di legge fissa una soglia del 50 per cento di rappresentatività dei sindacati per poter proclamare uno sciopero. In sostanza, occorre che le varie sigle sindacali riescano a dimostrare di essere “dotate” complessivamente , a livello di settore, di un grado di rappresentatività superiore a questa soglia per poter proclamare e vedere “legittimata” la protesta. Una soglia che difficilmente potrebbe essere raggiunta da una sola confederazione e che quindi spinge le organizzazioni a individuare un accordo sulla decisione di scioperare.

Divieto di blocco alla circolazione. Viene fissato il divieto di forme di protesta o astensione «in qualunque attività o settore produttivo che, per durata o modalità di attuazione» possono essere «lesive» del diritto alla mobilità e alla libertà di circolazione dei cittadini. Anche i fermi degli autotrasportatori dovranno essere sottoposti a regole: dovranno, in particolare, garantire servizi minimi e limitare la durata dell’astensione. In pratica, il disegno di legge dovrebbe poter arginare il fenomeno degli scioperi selvaggi che si sono verificati sulle strade e, recentemente, negli aeroporti.

Referendum per le sigle che hanno almeno il 20%. In alternativa alla definita soglia del 50% per essere legittimati a proclamare lo sciopero, le sigle minoritarie potranno ricorrere a una consultazione referendaria. Queste sigle devono però, a loro volta, avere un tetto di rappresentatività di almeno il 20 per cento, sempre a livello di settore. Lo sciopero tuttavia potrà essere proclamato solo se il referendum tra i lavoratori otterrà il via libera da 30 per cento che sono impiegati nel comparto o nell’azienda interessata alla protesta. In pratica, verrebbero eliminate le sigle poco rappresentative.

Multe fino a 5 mila euro per le proteste selvagge. Lo sciopero selvaggio, svolto al di fuori delle regole previste dalla legge o dai contratti, può costare al lavoratore da 500 a 5.000 euro di multa. Il provvedimento prevede infatti che possano essere considerati, in alternativa alla sanzione disciplinare attualmente prevista dalla legge, «illeciti amministrativi» i comportamenti dei «lavoratori che si astengono dal lavoro in violazione delle norme di legge o di accordo o contratto collettivo». La multa sarà decisa rispetto alla gravità dell’infrazione, alle motivazioni e alle modalità dell’astensione.

Sciopero virtuale. La sua previsione viene rimandata alla contrattazione, ma potrà essere obbligatorio per quelle categorie la cui astensione dal lavoro determina «la concreta impossibilità di erogare il servizio principale essenziale». Insomma, saranno le parti a disciplinarlo. Potrà essere attuato in varie modalità, con o senza trattenuta del salario. In quest’ultima eventualità - ha precisato il ministro sacconi - dovrà esserci un danno anche per la controparte, più che proporzionato alla rinuncia dei lavoratori. Lo sciopero virtuale - ha aggiunto - si potrà anche fare con una fascia al braccio.

No alle sovrapposizioni alle proteste. Nuove regole sono anche previste sugli intervalli minimi tra uno sciopero e l’altro e sulla concomitanza di stop che incidono sullo stesso bacino di utenza. Nella sostanza, il disegno di legge punta ad evitare che nell’arco di una stessa giornata possano coincidere più scioperi in settori diversi del trasporto pubblico, da quello aereo a quello ferroviario o a quello urbano. E punta altresì ad evitare che più agitazioni possano essere attuate nella stessa regione, nella stessa provincia o nella stessa città provocando il blocco della circolazione.

Stop all'effetto annuncio. Per la revoca di uno sciopero sarà necessario un «congruo anticipo». Si potranno così evitare i danni dell’effetto annuncio e si potranno ampliare le possibilità di conciliazione tra le parti. La revoca all’ultimo momento della protesta sarà possible solo di fronte a un accordo definitivo, e dunque non di fronte ad un semplice compromesso che possa portare ad una tregua. Secondo la Commissione di garanzia, nel 2008 rispetto a oltre 4.000 dichiarazioni di sciopero, gli scioperi effettivamente attuati sono stati 2.625, cioè oltre la metà di quelli proclamati.

La commissione per le relazioni di lavoro. Nuovi poteri e nuovo nome alla Commissione di garanzia degli scioperi nei servizi pubblici che diventa “Commissione per le relazioni di lavoro” ed avrà anche un ruolo di intervento preventivo degli scioperi attraverso attività di conciliazione e arbitrato. La Commissione, che resta «indipendente», scenda da nove a cinque componenti, inoltre «avrà una dotazione di personale certa». Insomma, «manterrà la sua funzione di garanzia, ma sarà un organo più efficace e compatto». «Cercherà - ha spiegato Sacconi - di prevenire il formarsi dei conflitti».

Scioperi, via libera alla riforma: sanzioni
per chi blocca strade o aeroporti >>
continua su .......http://www.ilmessagge...


Intervista a Giovanna Ventura Seg. Gen. CISL Piemonte su nuove regole sullo sciopero




lucy cassini
Posted Feb 28, 2009 11:52 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 853
Crisi, in migliaia in piazza a Torino
Il Pd: assegno a chi perde il posto



TORINO (28 febbraio) - Sono stati 70.000 - secondo la Cgil - i lavoratori, pensionati e studenti che hanno partecipato a Torino alla marcia per il lavoro e la difesa del contratto. Il sindacato guidato da Guglielmo Epifani parla di «manifestazione imponente». Assenti Cisl e Uil che hanno accusato la Cgil di avere organizzato «una iniziativa a forte connotazione politica».

Franceschini. «Un assegno mensile di disoccupazione per quelli che perdono il posto di lavoro. Berlusconi porti subito questa proposta in Parlamento, faccia un decreto d'urgenza, come ne ha fatti tanti. Su questo noi in Parlamento lo sosterremo». Lo ha detto il segretario del Partito democratico Dario Franceschini.

Il corteo, aperto dallo striscione «Contro la crisi una soluzione c'è: lavoro e contratto», è partito da piazza Vittorio Veneto e ha sfilato fino a piazza Castello. Hanno partecipato i lavoratori di aziende in crisi, come la Indesit, la Olimpias (Benetton), la Zegna Baruffa, la De Agostini. Numerosi gli esponenti politici presenti, tra i quali il segretario nazionale di Rifondazione, Paolo Ferrero, che ha distribuito il pane al prezzo di un euro al chilo, i parlamentari del Pd, Cesare Damiano, Stefano Esposito, Magda Negri e Antonio Boccuzzi.

«Sono oltre 200.000 - ha ricordato il segretario generale della Cgil Piemonte, Vincenzo Scudiere - i lavoratori piemontesi coinvolti dalla crisi in pochi mesi, lo stesso numero di posti di lavoro che si sono persi in dieci anni tra il 1980 e il 1990

http://www.ilmessagge...
lucy cassini
Posted Mar 1, 2009 2:44 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 856
2009-03-01 08:21
CRISI: OGGI VERTICE STRAORDINARIO UE, I 27 CERCANO UNITA'
dell'inviato Fabrizio Finzi

BRUXELLES - La crisi morde, e non solo i Paesi dell'Europa dell'est, dove il sistema bancario è alle corde. Affonda i denti anche negli anelli più deboli dell'eurozona, Grecia ed Irlanda in primis, portando il panico nel cuore del sistema-Euro.
Ecco quindi che i Paesi forti della vecchia Europa sono costretti a confrontarsi con una serie di ipotesi di aiuti e salvataggi - anche di intere economie nazionali - che rischiano di rimettere in discussione il principio stesso su cui si fonda il Trattato di Maastricht, cioé il rigore di bilancio e le regole base del libero mercato. Con queste drammatiche incognite i capi di Stato e di Governo dell'Unione europea si troveranno oggi a Bruxelles, alla ricerca di una complessa quadratura del cerchio per arrivare al decisivo G20 di aprile a Londra con una visione comune e, soprattutto, con una serie di misure già prese che possano dare ruolo e concretezza alla Ue senza farla apparire come l'Europa del protezionismo. Sarà un vertice straordinario breve ma complesso quello di oggi, quasi una prova di equilibrismo.

La crisi sembra essere sempre più veloce delle decisioni e le pur incisive misure individuate dai sei Grandi d'Europa solo una settimana fa a Berlino sembrano già toppe in una tela che non smette di squarciarsi.
Fortunatamente non sarà una prova senza appello: i 27 infatti torneranno a riunirsi solo tra 18 giorni per il consueto vertice ordinario di primavera, tradizionalmente dedicato all'economia.

Ma la "summit-mania", lanciata dall'iperattivo presidente francese Nicolas Sarkozy durante la scorsa presidenza di turno francese dell'Unione, si sta rivelando sempre più utile vista la progressione dei problemi da affrontare. E la Francia si presenterà all'attacco: darà battaglia per ottenere una serie di aiuti europei al settore auto, un vero e proprio piano comune che fino a qualche settimana fa nessuno avrebbe avuto il coraggio di chiedere alla Commissione.

Una battaglia che potrebbe vedere l'Italia al fianco di Parigi: Roma è sì impegnata ad "evitare qualsiasi distorsione" e forme di protezionismo ma, spiega una fonte diplomatica, non si tirerà indietro da una "valutazione solidale" nei confronti dei Paesi dell'est.
Ed è consapevole che negli Stati Uniti ci sono aiuti settoriali in corso. Mai come oggi la Ue si trova a fare i conti con venti di crisi che spazzano il continente da est ad ovest, dividendo nuova e vecchia Europa, zona Euro da valute nazionali. La presidenza ceca dell'Unione si è appellata oggi alla necessità di evitare spaccature. Ma la gravità della situazione si legge anche nei fatti che travolgono le forme: la giornata sarà aperta da un "summit pre-summit" che non ha precedenti.

I nove Paesi del blocco Est, quelli della nuova Europa, quelli che hanno già ottenuto aiuti per quasi 25 miliardi di Euro da Bers, Bei e Banca Mondiale, si vedranno tra loro di buon mattino, ospiti dell'ambasciata di Polonia in Belgio,
per affilare le armi e concordare la linea, quasi che al vertice successivo, quello vero a 27, trovassero un antagonista, e nella vecchia Europa un nemico da blandire perché ricco. La crisi delle banche dell'est certo preoccupa, ma forse meno di due altre minacce che solo ieri erano all'orizzonte ed oggi rischiano di diventare il piatto forte del vertice: il rischio "Grecia ed Irlanda" e il conseguente problema del controllo centrale dei Paesi Euro che entrano in difficoltà. Il Patto di stabilità è già stato sufficientemente infiacchito e non prevede interventi sui Paesi che 'sbagliano'.

Ma se nessuno in questa fase può pensare di buttare giù dalla torre un Paese Euro, dall'altra nessuno vuole dare assegni in bianco a Governi che truccano i conti o non prendono misure di risanamento.
Ecco quindi che si riaffaccia l'annoso dibattito sul controllo dell'Eurozona e se questo debba essere affidato alla Commissione o ad una sorta di Euro-Consiglio a Sedici. Ma se prima era quasi un dibattito tra pericolosi intellettuali comunitari ed economisti eurocentrici, oggi il tema dei controlli di Bilancio e delle misure nazionali - in una parola di un Governo economico della zona Euro - viene messo in cima alle priorità dall'emergenza di queste settimane. Realismo vuole, infine, che il tema dell'entrata nell'area Euro di altri Paesi sia per il momento prudentemente congelato.
http://www.ansa.it/...
lucy cassini
Posted Mar 1, 2009 2:39 PM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 866
PER UNA RINASCITA DEMOCRATICA DELL'ITALIA


Claudio Scajola, ministro dello sviluppo economico: «[Bisogna] coniugare il diritto allo sciopero con la necessità di garantire ai cittadini diritti fondamentali».

Gianfranco Fini, presidente della Camera: «Non si tratta di soffocare il diritto di sciopero, ma di armonizzarlo con l'esercizio degli altri diritti di tutti i cittadini in un'opera di bilanciamento che deve tener conto dell'evoluzione sociale».

Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria: «Lo sciopero è un diritto democratico, così come è un diritto democratico che le persone non vengano bloccate ore e ore, giorni, negli aeroporti, nelle stazioni e sulle strade.
Crediamo sia giusto si misuri la rappresentatività del sindacato che proclama lo sciopero e in un paese civile evitare i blocchi stradali, ad esempio, è una necessità».



Raffaele Bonanni, segretario Cisl (1): «Spero che la legge delega prodotta dal consiglio dei Ministri sia la più larga possibile in modo da dare la possibilità alle parti sociali di intervenire per regolare una materia come lo sciopero nei trasporti che noi stessi abbiamo chiesto da molto tempo che sia regolata. Mi auguro che il Governo sia rispettoso del diritto di sciopero, che va garantito attraverso un equilibrio esercitato dalla maggioranza dei lavoratori: occorre, infatti, che il diritto del singolo non confligga con quello dei più».

Raffaele Bonanni, segretario Cisl (2): «Sono rassicurato dal disegno di legge delega appena approvato dal Consiglio dei ministri: è molto largo e rinvia alla contrattazione. Mi pare una formulazione abbastanza equilibrata e va incontro a ciò che la Cisl ha richiesto ».


Dal piano golpista di "rinascita democratica" stilato dalla loggia massonica segreta P2 ( il testo completo è consultabile qui: it.wikisource.org/wiki/Piano_di_rinascita_democratica )

«Per quanto concerne i sindacati la scelta prioritaria è fra la sollecitazione alla rottura, seguendo cioè le linee già esistenti dei gruppi minoritari della CISL e maggioritari dell'UIL, per poi agevolare la fusione con gli autonomi in una libera confederazione, oppure, senza toccare gli autonomi, acquisire con strumenti finanziari di pari entità i più disponibili fra gli attuali confederali allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all'interno dell'attuale trimurti.
Gli scopi reali da ottenere sono:
a) restaurazione della libertà individuale nelle fabbriche e aziende in genere per consentire l'elezione dei consigli di fabbrica con effettive garanzie di segretezza del voto;
b) ripristinare per tale via il ruolo effettivo del sindacato di collaboratore del fenomeno produttivo in luogo di quello illegittimamente assunto di interlocutore in vista di decisioni politiche aziendali e governative».

«Dare attuazione agli articoli 39 e 40 della Costituzione regolando la vita dei sindacati limitando il diritto di sciopero nel senso di:
i - introdurre l'obbligo di preavviso dopo avere espedito il concordato;
ii - escludere i servizi pubblici essenziali (trasporti; dogane; ospedali e cliniche; imposte; pubbliche amministrazioni in genere) ovvero garantirne il corretto svolgimento;
iii - limitare il diritto di sciopero alle causali economiche ed assicurare comunque la libertà di lavoro.»[/b]

Sergio Baratto
Fonte: www.ilprimoamore.com
Link: http://www.ilprimoamo...
http://www.comedonchi...

Gli intrighi della loggia massonica P2, dalla nascita nell''800 come loggia Propaganda a Roma attraversando la storia italiana dailo scandalo della Banca Romana allo scandalo del Banco Ambrosiano, il caso Calvi, il caso Pecorelli arrivando fino allo scioglimento della loggia massonica all'inzio degli anni '80. Gran parte della storia della è legata a Licio Gelli, gran maestro dell'ordine dal 1969 al 1981 e i suoi intrighi con i regimi fascisti sudamericani (in particolare con Peron e con la giunta militare argentina con Massera che decise di invadere le Falkland)


lucy cassini
Posted Mar 1, 2009 2:57 PM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 867
domenica 1 marzo 2009
L'ITALIA CONSEGNATA ALLA CRIMINALITA'

Milano, Casa della Cultura, 23 febbraio 2009 - Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto presso la Procura antimafia di Palermo, parla della imminente riforma delle intercettazioni.


http://paolofrancesch...
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