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OGGI NOTIZIE

lucy cassini
Posted Feb 25, 2009 4:59 PM
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San Severo, FG
Post #: 806
Report su processo Mills & prescrizione (2nov2008) 10elode!

lucy cassini
Posted Feb 25, 2009 5:21 PM
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San Severo, FG
Post #: 807
L'Abc del ddl Brunetta
di Claudio Tucci


Ddl anti-fannulloni: le novità dal cartellino alla pagella
Il Ddl anti-fannulloni passa al Senato (di Marco Rogari)


Cartellini di riconoscimento per il personale a contatto con il pubblico, pagelle, come a scuola, agli impiegati, e, ogni anno, il Governo dovrà trasmettere a Parlamento e Corte dei Conti una relazione sull'andamento della spesa relativa all'esercizio delle prerogative sindacali dei dipendenti pubblici. Tra le novità contenute nel disegno di legge sulla produttività nel settore statale, targato Brunetta, approvato, nei giorni scorsi dall'aula di Montecitorio, anche, la riforma dell'Aran, al cui interno troverà spazio, seppur in posizione autonoma e indipendente, un organismo di valutazione del personale pubblico.

La class action diventa,
poi, legge anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici nel caso si discostino dagli standard qualitativi ed economici fissati o violino le norme preposte al loro operato. Si potrà, però, utilizzare solo per il ripristino del servizio e degli standard a disposizione degli utenti e non per ottenere il risarcimento dei danni, per i quali si continuerà ad applicare l'attuale disciplina. E, ancora, riordino delle procedure della contrattazione collettiva e stretta su malattie ed erogazione di trattamenti accessori per dirigenti negligenti, oltre ad aperture sulla vice-dirigenza, con la precisazione che sarà istituita e disciplinata esclusivamente dalla contrattazione collettiva nazionale del comparto di riferimento.

Cambio di rotta sul cosiddetto pensionamento "forzato" dei dipendenti pubblici previsto dall'articolo 72 della legge 133/2008 (manovra d'estate): l'obbligo, ora, è limitato a coloro che abbiano compiuto 40 anni di "servizio effettivo". Ecco, articolo per articolo, in ordine alfabetico, il contenuto del disegno di legge "anti-fannulloni".

Cartellino di riconoscimento (articolo 7, comma 2, lettera p).
Dovrà essere indossato obbligatoriamente dal personale a contatto con il pubblico. In alternativa, è richiesta l'esposizione sulla scrivania di una targhetta con l'indicazione del nome e del cognome dell'impiegato. Possono essere esclusi da tali obblighi determinate categorie di personale, in relazione alla specificità e particolare natura dei compiti attribuiti.

Class action (articolo 4, comma 2, lettera l)
Diventa legge anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici nel caso si discostino dagli standard qualitativi ed economici fissati o violino le norme preposte al loro operato. La possono proporre singoli cittadini, associazioni o comitati a tutela degli interessi dei propri associati, a condizione, però, che il ricorso sia preceduto da una diffida volta a responsabilizzare il dirigente o la struttura a porre in essere, senza troppi indugi, le misure correttive idonee a porre rimedio alle violazioni, omissioni o mancati adempimenti. Se non verrà fatto, si andrà in giudizio (davanti al giudice amministrativo) per ottenere il ripristino del servizio e degli standard a disposizione degli utenti. Non si potrà, però, ottenere il risarcimento dei danni, per i quali resta ferma la disciplina vigente (giudice ordinario). Specificato, poi, che per i servizi pubblici locali, i procedimenti davanti alle Autorità di settore avranno la priorità sulla class action. La class action, cioè, non potrà proseguire se un'Authority indipendente ha già avviato un procedimento.

Cnel (articolo 9)

Il Cnel dovrà predisporre una relazione annuale al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni a imprese e cittadini. È chiamato, anche, a mettere a punto una relazione annuale sullo stato della contrattazione collettiva nelle pubbliche amministrazioni con riferimento alle esigenze della vita economica e sociale e a organizzare una conferenza annuale sull'attività compiuta dalle amministrazioni pubbliche e sui problemi emergenti, aperta anche alla stampa, al mondo delle imprese e ai consumatori.

Concorsi (articolo 2, comma 1, lettera h)
Arriveranno nuovi concorsi su base territoriale che valorizzeranno, nel bando, il requisito della residenza dei partecipanti, se strumentale al miglior svolgimento del servizio.

Corte dei conti (articolo 11)
La Corte dei conti, anche a richiesta delle competenti commissioni parlamentari, può effettuare controlli su gestioni pubbliche statali in corso di svolgimento. Ove accerti gravi irregolarità gestionali o gravi deviazioni da obiettivi, procedure o tempi di attuazione stabiliti dalle norme, la Corte ne individua le cause e provvede a informare il ministro competente che, con decreto da comunicare al Parlamento e alla Corte stessa, può disporre la sospensione dell'impegno di somme stanziate sui pertinenti capitoli di spesa. Contro le deliberazioni conclusive di controlli sulla gestione, che abbiano rilevato il mancato raggiungimento degli obiettivi stabiliti o l'inefficienza dell'attività amministrativa svolta, il ministro competente, nel termine perentorio di 60 giorni dalla formale comunicazione, può proporre ricorso a un apposito collegio delle sezioni riunite della Corte dei conti, che giudica in via esclusiva, con sentenza di accertamento, sulla fondatezza degli esiti istruttori e delle risultanze del controllo.
CONTINUA ...»
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Ddl Brunetta: ministro, ora i fannulloni riflettano

(ANSA) - ROMA, 25 FEB - 'Con questa legge i dipendenti pubblici saranno chiamati a fare bene il loro lavoro': cosi' Brunetta commenta l'ok definitivo al suo ddl. E il ministro della Funzione Pubblica precisa: quelli bravi non avranno nessun problema, i fannulloni, invece, dovranno fare qualche riflessione'. 'I bravi, che sono la maggioranza -rassicura Brunetta- avranno finalmente una pubblica amministrazione apprezzata dai cittadini, che non sara' piu' una palla al piede ma il motore dello sviluppo del Paese.


http://www.unita.it/n...
lucy cassini
Posted Feb 26, 2009 9:35 AM
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San Severo, FG
Post #: 815
26 Febbraio 2009

Etica è responsabilità. Memoria e impegno contro le mafie Benevento

INCONTRO CON don LUIGI CIOTTI
Presidente di "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie"

Saranno presenti:
Antonella De Miro, Prefetto di Benevento - Aniello Cimitile, Presidente della Provincia di Benevento
Fausto Pepe, Sindaco di Benevento - Filippo Bencardino, Rettore dell'Università del Sannio
Vittorio Colantuoni, Pro-Rettore dell'Università del Sannio
Cosimo Rummo, Presidente di Confindustria Benevento - Alfonso Viola, Fondazione Unipolis-Cgil Campania
Pietro Rostirolla, Presidente UniCampania - Enrico Tedesco, Dirigente Regione Campania



XIV edizione della "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime"




La giornata del 21 marzo, primo giorno di primavera, è il momento che Libera dedica alla memoria di tutti coloro che hanno dato la vita nel nostro Paese per contrastare le mafie. E' questa l'occasione nella quale Libera rilancia ogni anno un impegno che non deve venire mai meno. In continuità con le altre edizioni il 21 marzo 2009 ribadisce con forza la voglia di tanti di essere contro tutte le mafie, contro la corruzione politica e gli intrecci clientelari che alimentano gli affari delle organizzazioni criminali e l'illegalità, e di voler continuare a costruire percorsi di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà.

Mancano meno di due mesi all'annuale appuntamento con la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. La XIV edizione avrà come sede la Campania, con una prima manifestazione il 19 marzo a Casal di Principe, in occasione del quindicesimo anniversario della morte di don Peppe Diana e una seconda manifestazione il 21 marzo a Napoli, con l'arrivo dei partecipanti da tutte le parti d'Italia.



Eravamo più di 100mila, sabato 15 marzo a Bari, ad ascoltare e scandire i nomi delle vittime delle mafie durante la "Giornata della memoria e dell'impegno". Sono oltre 700, quei nomi, ed è un elenco ancora incompleto, che stiamo cercando lentamente di ricostruire. Abbiamo letto quei nomi vivendo sulla nostra pelle il dolore, la rabbia, ma anche le speranze dei famigliari, presenti a centinaia, che guidavano il lungo corteo.

Quei nomi li leggeremo anche il 21 marzo, primo giorno di primavera, come facciamo da tredici anni. Il 21 marzo che resta, al di là di questo grande appuntamento di Bari, la data simbolo per ricordare tutte le vittime delle mafie. Li leggeremo in tante piazze d'Italia, in tutti i luoghi in cui Libera è presente sul territorio nazionale, con lo spirito che ci ha sempre animato, sottolineando i tre aspetti che fondano una memoria che vuole davvero farsi impegno. Il primo aspetto è la ricerca della verità. La maggioranza dei famigliari non conosce fino in fondo la verità sulla morte dei loro cari. E' una verità che va cercata e accertata in tutti i suoi aspetti, perché è solo sulla verità trasparente, completa, che è possibile fondare una giustizia. Il secondo aspetto è la prossimità. Il nostro stringerci attorno ai famigliari non è occasionale, limitato al 21 marzo o alla ricorrenza dei singoli lutti. E' una presenza costante che cerca di accompagnare, sostenere, coinvolgere, ma che si batte anche perché siano riconosciuti e garantiti ai famigliari i legittimi mezzi materiali per condurre una vita dignitosa. Il terzo aspetto è l'impegno. Impegno nel contrasto alle mafie e alle varie forme di illegalità in tutte le sue articolazioni. Il che significa: percorsi educativi nelle scuole, collaborazione con le università, promozione di una cultura della partecipazione e della responsabilità, diffusione dei diritti per una maggiore giustizia sociale. Ma vuol dire anche miglioramento della confisca dei beni, strumento decisivo per aggredire i patrimoni illeciti e colpire le basi del potere mafioso, nonché informazione attenta sui fenomeni mafiosi per evidenziare la loro contiguità, a volte connessione, con il potere economico e politico, la loro diffusione nazionale e internazionale. Non ci stanchiamo di ripetere che la ricerca della verità, la prossimità e l'impegno non devono essere solo predicati ma praticati, hanno bisogno di una sempre maggiore partecipazione, continuità, corresponsabilità. Diventare patrimonio comune, spina dorsale di una società che tutela la libertà e la dignità di ogni persona nel segno di quel "noi" che genera speranza e cambiamento.

don Luigi Ciotti





lucy cassini
Posted Feb 26, 2009 9:46 AM
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San Severo, FG
Post #: 816


lucy cassini
Posted Feb 26, 2009 9:54 AM
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San Severo, FG
Post #: 817

Traffico d’organi di bambini in Italia? Maroni lancia l’allarme…ma scherzava!
di Alessandro D'Amato (Gregorj)
postato alle 09:35 del 26 febbraio 2009 i


Stava a scherza’, ahò. Scherzava. Il ministro Roberto Maroni tre settimane fa aveva lanciato l’allarme all’assemblea dell’Unicef: “I minori stranieri non accompagnati vengono utilizzati per furti, accattonaggio, prostituzione ma anche per l’osceno traffico di organi, del quale abbiamo ormai evidenze certe“. Evidenze certe, aveva detto il responsabile del Viminale, mica chiacchiere. L’Aido aveva smentito il ministro a stretto giro di posta, ma giustamente i giornali all’epoca avevano sottolineato il fatto: Il Messaggero, Adn Kronos, La7 e la Stampa, ad esempio, alla quale il ministro aveva dichiarato: “Uno dei mezzi più efficaci che useremo per contrastarlo sarà l’attuazione di un accordo internazionale chiamato “Prud”, che istituisce la banca dati nazionale e degli altri paesi europei del Dna. Con questi strumenti - ha concluso - potremmo contrastare meglio il fenomeno“.




Ieri Maroni, a modo suo, ha smentito tutto. “Non ho mai detto che c’è evidenza che all’interno del sistema sanitario italiano si svolgano attività” che hanno a che fare con il traffico di organi di minori. Quando ho parlato di traffico di organi ho messo insieme le sparizioni di minori e le segnalazioni di inchieste svolte in diversi Paesi, anche tramite Interpol, sul traffico di organi. Il resto - ha aggiunto - sono libere interpretazioni“. Ovviamente, qui c’è parte del discorso pronunciato all’Unicef , dal quale si evince che il ministro non aveva detto che stava semplicemente facendo supposizioni incrociando dati. Aveva parlato di evidenze certe. Qui dice che il sistema sanitario nazionale (pubblico - ci mancherebbe pure - ma soprattutto privato) non c’entra. E perché? Ma perché “un traffico d’organi richiede: un trafficante, una vittima, un espiantatore, uno stoccaggio degli organi, una implementazione, forse un cadavere. Richiede comunque un’attrezzatura sanitaria di un certo livello“. Insomma, non sono cose che si possono fare in cantina, come ricettare un’automobile o riverniciarla per venderla come nuova dopo aver segato il numero del telaio. E quando Maroni si difende dicendo che lui ha soltanto messo insieme i dati, si smentisce di nuovo da sé: in che modo la sparizione di un minore (dove? In Italia? Il ministro non lo precisa, ma parrebbe intendere così) e le inchieste svolte dall’Interpol in paesi diversi dall’Italia porterebbero a dedurre che in Italia si svolge in maniera sistematica e attiva il traffico d’organi? L’unico modo che viene in mente è pensare che visto che in altri Paesi si aprono inchieste, ma in Italia no, questo significa che ci sono anche da noi ma la Polizia non è brava come all’estera. Il ragionamento però ha una piccolissima grinza: l’Interpol è stata istituita “per la ricerca di chi ha commesso dei reati all’estero o vi si è trasferito e per la repressione della criminalità operante su scala internazionale“. Quindi, avrebbe nel caso tutta la titolarità per muoversi anche in Italia. E se non lo fa, allora significa che non ha nulla su cui muoversi. I ministri dell’Interno, tra una fregnaccia e l’altra, dovrebbero pur averlo, uno straccio di funzionario che gli spiega come evitare di dire cose in palese contraddizione con la logica, o no?

***

E a proposito di vaticini, chissà se ora anche all’Isae toccherà entrare nel novero dei corvi e dei porta sfiga compilato dal governo di recente. Anche l’istituto di ricerca che dipende dal ministero del Tesoro ha infatti ieri predetto per l’Italia un 2009 di recessione, quantificandolo in un -2,5% del Pil. Esattamente come aveva fatto il Centro Studi Confindustria la settimana scorsa, ricevendo dal responsabile delle Attività Produttive, Claudio Scajola, una durissima reprimenda: “Basta con i centri studi nazionali, che si compiacciono di diffondere il pessimismo, rivedendo sistematicamente al ribasso di mezzo punto percentuale le stime effettuate dagli istituti internazionalì. Finiamola con questi corvi che passano per strada”, aveva aggiunto il ministro. Spiace dover annoverare tra di essi quindi anche l’Isae, che - ricordiamolo - è un istituto di ricerca che dipende dal ministero del Tesoro. Anche Tremonti è un corvo. Magari inconsapevole, ma pur sempre un corvo.

***

Intanto, le ronde, appena istituite, non hanno nemmeno fatto in tempo a rendere qualcosa allo stato e diventare monopolio di fatto: le hanno già privatizzate . “Giuridicamente non ci sono dubbi - spiega Stefano Merlini, costituzionalista a Firenze - la norma per come è scritta lascia la possibilità di un finanziamento privato delle ronde. Le associazioni di cittadini, riconosciute dall’articolo 18 della Costituzione, possono infatti chiedere contributi a chicchessia. Le ronde potranno dunque rivolgersi alla Confcommercio, Confesercenti, aziende o negozianti. Nella loro funzione di pubblica utilità potranno chiedere finanziamenti. Il rischio è uno squadrismo pagato da quella parte della popolazione che non si sente sufficientemente protetta. Di più, si può finire per istituzionalizzare un rapporto mafioso: io ti proteggo, tu mi paghi”. Merlini è caustico: “Per lo Stato di diritto è il primo passo verso l’abisso“.

(Vignetta di Mauro Biani)
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lucy cassini
Posted Feb 26, 2009 5:32 PM
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San Severo, FG
Post #: 823
Banche di governo e di rapina
Le banche e gli enti di controllo sono i primi responsabili della catastrofe finanziaria. Dov'erano in questi anni la Banca d'Italia, la Consob, l'ABI, i ministri del Tesoro? I Tremorti e i Padoa Schioppa? I Fazio e i Draghi? I Geronzi, i Passera, i Profumo? I sindaci che hanno investito in derivati le tasse dei cittadini? Gli analisti finanziari? I giornalisti economici? I Cardia e i Capuano? I titoli spazzatura, i futures senza futuro, i subprime, i Cdo, i buchi di bilancio, le esposizioni bancarie senza garanzie. Questi signori o sapevano tutto, e allora sono dei criminali e vanno perseguiti, oppure sono degli incompetenti da licenziare al più presto.
Il rinnovamento deve partire dai vertici finanziari. Liquidare i politici e lasciare al loro posto i banchieri non serve a nulla. Al prossimo giro chi ha il controllo del sistema finanziario eleggerà altri prestanome, servi o soci in affari.
Per salvare il Paese distrutto dalle banche si prestano soldi alle banche senza rimuovere i responsabili. E' un mondo alla rovescia. Si premiano con soldi pubblici, frutto delle tasse delle famiglie, gli stupratori del risparmio dei cittadini. Senza neppure chiedere un ricambio, con Passera e Geronzi al loro posto con stipendi da milioni di euro. Invece di fare un passo indietro, hanno fatto due passi avanti. I responsabili sono premiati, i cittadini, spesso, hanno perso tutto. Se rubi per fame del prosciutto al supermercato ti arrestano, se mandi sul lastrico migliaia di famiglie diventi presidente di Mediobanca.
E' in atto una rimozione collettiva.
Le banche controllano i giornali, sono presenti nei consigli di amministrazione dei gruppi editoriali. Lo tsunami finanziario è descritto come un evento soprannaturale, qualcosa di inevitabile, di cosmico. I vertici delle banche sono vittime della situazione, non responsabili. Quanto hanno guadagnato di stock option negli ultimi anni i banchieri grazie ai titoli tossici? Di quanto si sono ridotti lo stipendio dopo la crisi? Credo che sia necessario una pubblica discussione con dati, nomi, responsabilità, guadagni illeciti di chi è stato al vertice delle istituzioni finanziarie e dei loro complici dell'informazione. Nel frattempo, non un solo euro dello Stato alle banche.

http://www.beppegrill...

Cosa i governi e le banche hanno fatto con i nostri soldi, perché dobbiamo lavorare sempre di più e per avere sempre di meno. Come fanno le banche a stampare denaro dal nulla. E molto di più. (letture consigliate... LO STATO FALSARIO - di Murray Rothbard - Leonardo Facco Editore
)
Categoria: Notizie e politica








lucy cassini
Posted Feb 27, 2009 3:51 PM
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San Severo, FG
Post #: 827
Questa è un'intervista che non si può commentare.
Beppe Grillo.

Intervista a Gioacchino Genchi:

"Io svolgo l'attività di consulente tecnico per conto dell'autorità giudiziaria da oltre vent'anni, lavoro nato quasi per caso quando con l'avvento del nuovo codice di procedura penale è stata inserita questa figura, come da articoli 359 e 360 che danno al Pubblico Ministero
la possibilità di avvalersi di tecnici con qualunque professionalità allorquando devono compiere delle attività importanti. Mi spiace che Martelli se lo sia dimenticato, Cossiga me lo abbia ricordato, proprio il nuovo codice di procedura penale che ha promulgato il presidente Cossiga inserisce questa figura che è una figura moderna. Che è nelle giurisdizioni più civili ed avanzate, mentre prima il Pubblico Ministero era limitato, e doveva per accertamenti particolari avvalersi solo della Polizia giudiziaria, il nuovo codice ha previsto queste figure.
Per cui per l'accertamento della verità, nel processo penale, accertamento della verità significa anche a favore dell'indagato o dell'imputato, il Pubblico Ministero non ha limiti nella scelta delle professionalità di cui si deve avvalere. Io ho fatto questa attività all'interno del Dipartimento della Pubblica sicurezza.

Abbiamo svolto importanti attività con Arnaldo La Barbera, con Giovanni Falcone poi sulle stragi. Quando si è reso necessario realizzare un contributo esterno per il Pubblico Ministero,
contenuto forse scevro da influenze del potere esecutivo, mi riferisco a indagini su colletti bianchi, magistrati, su eccellenti personalità della politica, il Pubblico Ministero ha preferito evitare che organi della politica e del potere esecutivo potessero incidere in quelle che erano le scelte della pubblica amministrazione presso la quale i vari soggetti operavano.
Nel fare questo ho fatto una scelta deontologica, cioè di rinunciare alla carriera, allo stipendio, per dedicare tutto il mio lavoro al servizio della magistratura. Questa scelta, anziché essere apprezzata è stata utilizzata dai miei detrattori che fino a ieri mi hanno attaccato in parlamento, al contrario.

Il ministro Brunetta non poteva non riferire che la concessione dell'aspettativa non retribuita che io avevo chiesto era perfettamente regolare, è stata vagliati da vari organi dello Stato, dal Ministero dell'Interno, dal Ministero della Funzione pubblica e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri di Berlusconi,
la stessa che mi ha attaccato in maniera così violenta e così assurda dicendo le fandonie che hanno fatto ridere gli italiani perché tutto questo can can che si muove nei miei confronti, questo pericolo nazionale, cioè una persona che da vent'anni lavora con i giudici e i Pubblici Ministeri nei processi di mafia, di stragi, di omicidi, di mafia e politica più importanti che si sono celebrati in Italia, rappresenta un pericolo.

Forse per loro! Per tutti quelli che mi hanno attaccato perché poi la cosa simpatica
(è chiaro che ora sto zitto, non posso parlare sono legato al segreto) ma mi scompiscio dalle risate perché tutti i signori giornalisti che mi hanno attaccato, da Farina a Luca Fazzo a Lionello Mancini del Sole 24 ore, al giornalista della Stampa Ruotolo, sono i soggetti protagonisti delle vicende di cui mi stavo occupando. Questo è l'assurdo!

Gli stessi politici che mi stanno attaccando, sono gli stessi protagonisti di cui mi stavo occupando. Da Rutelli a Martelli, Martelli conosciuto ai tempi di Falcone. Parliamo di persone che comunque sono entrate nell'ottica della mia attività. Martelli nei computer di Falcone quando furono manomessi, Rutelli perché è amico di Saladino usciva dalle intercettazioni di Saladino, Mastella per le evidenze che tutti sappiamo e così via, poi dirò quelli che hanno parlato alla Camera al question time, quel giornalista che gli ha fatto il comunicato, cose da ridere! Tra l'altro questi non hanno nemmeno la decenza di far apparire un'altra persona.

No, compaiono loro in prima persona! Sapendo che loro entravano a pieno titolo nell'indagine. Questo è assurdo. Io continuo a ridere perché il popolo italiano che vede questo grande intercettatore, che avrebbe intercettato tutti gli italiani, ma che cosa andavo ad intercettare agli italiani?
Per farmi sentire dire che non riescono ad arrivare alla fine del mese? Per sentir dire che i figli hanno perso il posto di lavoro o che sono disoccupati? Che c'è una crisi economica? Ma perché mai dovrei andare ad intercettare gli italiani? Ma quali sono questi italiani che hanno paura di Gioacchino Genchi?

Quelli che hanno paura di Gioacchino Genchi sono quelli che hanno la coscienza sporca, e quelli che hanno la coscienza sporca sono quelli che mi hanno attaccato. E con questo attacco hanno dimostrato di valere i sospetti che io avevo su di loro. Anzi, più di quelli di cui io stesso mi ero accorto, perché devo essere sincero, probabilmente io avevo sottovalutato il ruolo di Rutelli nell'inchiesta Why not.

Rutelli ha dimostrato probabilmente di avere il carbone bagnato e per questo si è comportato come si è comportato. Quando ci sarà la resa della verità chiariremo quali erano i rapporti di Rutelli con Saladino, quali erano i rapporti del senatore Mastella, il ruolo di suo figlio, chi utilizzava i telefoni della Camera dei Deputati... chiariremo tutto! Dalla prima all'ultima cosa. Questa è un'ulteriore scusa perché loro dovevano abolire le intercettazioni, dovevano togliere ai magistrati la possibilità di svolgere delle intercettazioni considerati i risultati che c'erano stati, Vallettopoli, Saccà, la Rai eccetera, la procura di Roma immediatamente senza problemi però apre il procedimento nei confronti del dottor Genchi su cui non ha nessuna competenza a indagare, perché la procura di Roma c'entra come i cavoli a merenda. C'entra perché l'ex procuratore generale di Catanzaro ormai fortunatamente ex, ha utilizzato questi tabulati come la foglia di fico per coprire tutte le sue malefatte e poi le ha utilizzate come paracadute per non utilizzarle a Catanzaro, dove probabilmente il nuovo procuratore generale avrebbe immediatamente mandato a Salerno.
Perché in quei tabulati c'è la prova della loro responsabilità penale. Non della mia. Quindi, non li manda a Salerno che era competente, non li manda al procuratore della Repubblica di Catanzaro che avrebbe potuto conoscere quei tabulati e quello che c'era, non li manda al procuratore della Repubblica di Palermo dove io ho svolto tutta la mia attività ma li manda a Roma che non c'entra niente.

Quindi si va a paracadutare questi tabulati sbagliando l'atterraggio perché in una procura che non ci azzecca nulla. Perché tra l'altro in quei tabulati c'erano delle inquisizioni che riguardavano magistrati della procura della Repubblica di Roma! Su cui stavamo indagando.
Ora la procura di Roma indaga su di me e sui magistrati della procura della Repubblica di Roma. Si è ripetuto lo scenario che accadde tra Salerno e Catanzaro e si è ripetuto lo scenario che era già accaduto tra Milano e Brescia all'epoca delle indagini su Di Pietro. Con la sola differenza che all'epoca si chiamava Gico l'organo che fece quelle attività, adesso si chiamano Ros, ma sostanzialmente non è cambiato nulla.

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lucy cassini
Posted Feb 27, 2009 4:08 PM
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Post #: 828


di Giuseppe Giulietti

No alla legge sulle intercettazioni. Ma se passasse sarà obiezione di coscienza

Giorgio Santelli, con parole che condivido, ha lanciato un appello alla obiezione di coscienza qualora dovesse essere approvata la legge bavaglio,chiamata anche legge ammazza notizie o lodo Alfano bis.Sino all'ultimo istante,così come ci hanno chiesto tanti cronisti e tanti cittadini,ci batteremo nelle aule parlamentari per impedire che questa sorta di legge speciale possa diventare legge dello stato repubblicano. Se e quando questo norma contra personas e contra veritatem dovesse essere approvata bisognerà utilizzare tutti gli strumenti per contrastarla e non venire mai meno all'obbligo etico e deontologico di far prevalere sempre e comunque il diritto della comunità ad essere informata su qualsiasi vicenda possa essere considerata di rilevanza sociale.

Per queste ragioni sarà necessario coinvolgere i cittadini,informarli che quanto sta accadendo li riguarda,perché diventeranno ciechi,sordi, muti. Altro che sicurezzaa: le ronde padane invece di farle nelle strade, bisognerebbe organizzarle nei corridoi dei palazzi del governo.
Nei giorni scorsi,la Federazione Nazionale della stampa, ha invitato i direttori a valutare la possibilità di realizzare una pagina simulata, scrivendo i pezzi di cronaca giudiziaria "come se" la legge bavaglio fosse già entrata in vigore. "La Gazzetta del Mezzogiorno" ha già deciso di inserire sotto ogni pezzo una nota per ricordare ai lettori che, tra breve,non potranno più leggere tali articoli. Mi sembra una scelta civile, garbata,efficace,immediatamente comprensibile. Sarebbe utile che una simile iniziativa diventasse nazionale, che ciascun giornale e ciascuna emittente decidessero di far sapere ai cittadini che si sta procedendo a sequestrare l'articolo 21 della costituzione. Non ci sembra poca cosa, mai come in questo caso ci sembra più che doveroso parlare di "allarme democratico" e di comportarsi in modo conseguente.


Intercettazioni, in Usa quella legge non sarebbe nemmeno pensata

di Ugo Dinello



"Poche parole: prepariamoci a forme di protesta estreme perché è in ballo il futuro stesso della democrazia italiana". Furio Colombo,
oltre ad essere giornalista, scrittore e senatore della Repubblica è stato anche insegnante di giornalismo alla Columbia University di New York ed è uno dei pochi autentici conoscitori del sistema costituzionale statunitense. Un Paese dove una norma come il disegno di legge sulla limitazione della cronaca (quello che viene fatto passare come "anti intercettazioni") non potrebbe essere nemmeno pensato.

"Un progetto estremamente preoccupante - spiega - con due effetti terribili. Da un lato ci isolerà da ogni altro Paese democratico, dato che una democrazia è tale se i limiti alla libertà di stampa sono limitati alla sola natura penale. Dall'altro è un disegno che mira a portarci drammaticamente fuori dal tracciato costituzionale, dato che nella nostra Costituzione non vi è alcun punto e alcuna norma che giustifichi la limitazione di due diritti fondamentali: quello di informare e quello di sapere".


Lei è stato il decano dei corrispondenti dagli Stati Uniti, Paese a cui la maggioranza dice di volersi ispirare...
"Ma per piacere! Ma scherziamo?
Guardi, vale per tutti questi discorsi quanto scritto nel 1972 dal giudice della Corte suprema Hugo Black in occasione dei pronunciamenti sul Watergate: "Il governo non potrà mai porre alcun limite alla critica garantita dalla libertà di stampa, questo affinchè la stampa resti per sempre libera di criticare il governo". E questo spiega una cosa".

Cioè?
"Che la democrazia si fonda sulla libertà di stampa.
Si fonda. Non è possibile altrimenti. Non a caso questa sentenza della Corte suprema riflette il principio fondamentale voluto da Alexander Hamilton nel 1786. E che circa mezzo secolo dopo fece dire ad Alexander De Toqueville: "Fondamentale per la democrazia degli Stati Uniti è la difesa della libertà di stampa". Con chiunque abbia parlato negli Stati Uniti, dal più importante politico al meno interessato dei cittadini, con chiunque di essi non ho mai sentito una sola parola contro la libertà di stampa. Anzi: tutti sono paladini di questa che è la loro libertà di conoscere e quindi di poter decidere".

Scusi, ma allora perché questa reazione indignata non avviene anche da noi in Italia?

"Noi siamo in condizioni precarie. La nostra democrazia è in condizioni precarie. Questa legge è un pericolo massimo, perché potrebbe segnare il punto di non ritorno verso una non-democrazia. Se abbiamo a cuore la democrazia prepariamoci a una battaglia estrema".

Da dove si comincia?


"Da due percorsi estremamente urgenti e agili: inondare di email i membri del Parlamento più sensibili al problema, soprattutto quelli della maggioranza. Iniziare subito, ora, una raccolta di firme per fare sapere che non saremo mai d'accordo con questo disegno che limiterà la democrazia in Italia".


http://www.articolo21...
lucy cassini
Posted Feb 27, 2009 5:28 PM
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San Severo, FG
Post #: 833
SCIOPERI: IL GOVERNO PREPARA NUOVE REGOLE, REFERENDUM PREVENTIVO E ASTENSIONE VIRTUALE

Obbligo del referendum consultivo preventivo, introduzione dell'istituto dello sciopero virtuale, dichiarazione preventiva di adesione, divieto di forme di protesta lesive del diritto alla mobilita'. Sono alcune delle nuove regole per il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali con particolare riferimento al settore dei trasporti. La bozza del ddl che dovrebbe andare al prossimo
Consiglio dei ministri prevede l'introduzione del referendum preventivo per lo sciopero ''a meno che non si tratti di proclamazioni da parte di organizzazioni sindacali con rappresentativita' superiore al 50% dei lavoratori''.

Inoltre viene introdotta ''la dichiarazione preventiva di adesione allo sciopero da parte del singolo lavoratore almeno con riferimento a servizi o attivita' di particolare rilevanza''.


La bozza di ddl poi prevede l'istituto dello sciopero virtuale che puo' essere reso obbligatorio ''per determinate categorie professionali'' che possono determinare la concreta impossibilita' di erogare il servizio principale ed essenziale''.


Il provvedimento inoltre introduce la predisposizione di ''adeguate procedure per un congruo anticipo dello sciopero al fine di eliminare i danni causati dall'effetto annuncio''.

Verranno riviste le regole sulla concomitanza di scioperi che incidano sullo stesso bacino di utenza. Sara' disciplinato il fermo dell'autotrasporto con specifico riferimento alle prestazioni essenziali da garantire e alla durata massima dell'astensione.

Il provvedimento introduce anche novita' sulla commissione di garanzia che si trasforma in commissione per le relazioni di lavoro. Il governo inoltre rivedra' e aggiornera' il regime sanzionatorio nel caso di violazione delle regole.


Dalle opposizioni gia' si levano gli scudi: ''Le nuove regole per gli scioperi nei servizi pubblici (sciopero virtuale per i servizi essenziali, obbligatorio un referendum consultivo preventivo) sono gravissime e inaccettabili. Si vuole portare cosi' a compimento l'attacco al lavoro e alla democrazia alla base dell'accordo separato sulla contrattazione, si vuole distruggere l'autonomia del sindacato e la possibilita' che questo ha di organizzare i lavoratori'', afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc, aggiungendo: ''Queste norme raffigurano un vero tentativo, da parte del governo, di controriforma costituzionale, che viola il principio del diritto di sciopero sancito dalla Costituzione e la liberta' dei cittadini. Contro provvedimenti di tal genere invitiamo tutti i sindacati alla lotta.


Come Rifondazione comunista siamo pronti sin da subito alle barricate, contro un provvedimento simile''.



http://www.asca.it/ho...

SCIOPERI: è scontro tra maggioranza e opposizione. Interviene anche EPIFANI.



Sacconi, ecco lo "sciopero virtuale"


lucy cassini
Posted Feb 28, 2009 9:32 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 838


Sab Feb 28, 2009 1:50 pm Oggetto: Bavagli e bavaglini
Ieri qui a L’espresso abbiamo fatto una lunga chiacchierata-confronto (a chiamarlo dibattito già ci si annoia, ma questo era) sullo scivoloso tema della regolamentazione della Rete.

C’erano tre politici (Di Pietro, Cassinelli, Palmieri) un docente di diritto legato al Web (Scorza) più un po’ di persone che non solo hanno un blog ma che di blog e Web ci capiscono (Jacona, Mattina, Napolitano, Parisi, Sofi, Zambardino) e che soprattutto abitano a Roma o dintorni, quindi sono riuscite a venire qui in redazione.

Si è parlato del bavaglio di D’Alia (il quale invece non è voluto venire, nonostante le reiterate richieste)
e degli altri bavaglini più o meno decenti di cui si discute in queste settimane. Vedrete presto sul sito de L’espresso (se vi interessa) tutto il nostro bla bla. Per ora mi limito a qualche impressione a caldo.

1. I parlamentari presenti hanno detto e ripetuto che non c’è alcuna intenzione censoria sulla Rete, né tra loro medesimi né tra i loro colleghi. Sostengono che se al Senato è passata una roba come l’emendamento D’Alia, il problema è più d’ignoranza della materia che di volontà repressiva
. Io sono d’accordo in parte: temo che ignorare una sfera culturale determini paura verso la stessa, e quindi una tendenza quasi naturale a cancellare ciò che non si conosce; la non conoscenza genera paura, la paura genera avversità. Quindi l’intento censorio non sarà la causa iniziale dei bavagli e dei bavaglini, ma ne è un comunque un effetto collaterale.

2. Uno dei motivi per cui la Rete sta sulle palle a molti onorevoli è il fatto che ogni giorno li massacra. Cioè: noi crediamo che i nostri blog non se li fili nessuno, invece (Di Pietro dixit)
pare che i rappresentanti di Montecitorio e Palazzo Madama la prima cosa che fanno al mattino è chiedere al proprio portaborse di fare un giro sul Web per vedere che cosa si dice di loro. Ho trovato la cosa molto incoraggiante, forse la migliore notizia della settimana.

3. Anche tra i politici che la Rete un po’ la conoscono (tutti e tre i parlamentari di ieri non erano infoanalfabeti) c’è la convinzione che questa rischi di produrre e diffondere subculture da reprimere: ad esempio l’incitamento alla persecuzione degli zingari o l’esaltazione delle camere a gas. Io tendo invece a pensare che le idee aberranti si combattono con idee migliori, non con le censure, gli oscuramenti e le manette. Per capirci: a me è sembrata una vergogna anche che lo storico revisionista David Irving si sia fatto più di un anno di galera per le sue idee. Internet permette alle idee più aberranti di farsi pubblicità e magari diffondersi: per qualcuno è un problema da risolvere con l’autorità, per me è un problema da risolvere con la civiltà e con l’educazione.

4. Per Di Pietro i gruppi e i siti che inneggiano ai forni di Auschwitz aut similia sono utilissimi perché consentono alla polizia e ai pm di identificare immediatamente le testa calde in questione.
Non è esattamente quello che intendo io come confronto tra idee, ma insomma Di Pietro è un ex pm e un ex poliziotto e non è che non si veda.

5. Un certo stupore ha creato tra alcuni dei politici la notizia riferita da una blogger che gli oscuramenti della Rete servono a poco o a nulla, perché una volta che un contenuto è immesso di solito questo gira, rimbalza, viene indicizzato e ciao. Mi pare che non ci avessero pensato tanto.

6. A poco a poco alcune idee che un tempo erano proprie della Rete stanno penetrando anche nel Palazzo. Ad esempio, quella di aprire i propri siti e i propri blog per “wikizzare”
un minimo eventuali proposte di legge confrontandosi con gli altri, prima di scrivere porcate come quella di D’Alia.

7. Forse sono incautamente ottimista, ma ho l’impressione che così com’è l’emendamento D’Alia alla Camera non passerà - o comunque sarà parecchio mitigato. E se questo risultato verrà ottenuto, il merito sarà proprio del casino fatto in rete da molti blog. Insomma, non è che sono completamente sordi. Anche questa mi è parsa una buona notizia. (Palmieri ha detto che i blog hanno reagito “di pancia” e troppo istericamente alla proposta D’Alia, io gli ho risposto: «E meno male!»).

8. Mi sono rivisto un pezzo del video e ho stabilito che devo assolutamente perdere almeno cinque chili.

Alessandro Giglioli
Fonte: http://gilioli.blogau...
Link: http://gilioli.blogau...
27.02.2009

http://www.comedonchi...
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