Worldwide Beppe Grillo Meetup Message Board › OGG[color=vi
| lucy cassini | |
|
|
oggi...è carnevale news internazionali : ONG italiane sotto accusa Inviato da Redazione il 21/2/2009 Non è stato solo l’Iraq a fornire la scusa per rubare miliardi dalle tasche dei contribuenti americani. Anche in Afghanistan pare che il festino sia ampiamente in corso, e questa volta sembra che ci vadano di mezzo anche i soldi dei contribuenti italiani. Il servizio del Guardian accusa esplicitamente la ONG italiana INTERSOS ... http://www.luogocomun... Edited by lucy cassini on Feb 22, 2009 12:08 PM |
| lucy cassini | |
|
|
Napoli: buio a mezzogiorno
E’ notte e ci vogliono far credere che sia mezzogiorno. Che brilla sempre ‘o sole mio. Vi hanno tolto anche la nottata. Neppure la possibilità di dire “A da passà a nuttata” vi hanno lasciato. La spazzatura è diventata uno spot pubblicitario. La Camorra un business dell’informazione, del cinema, fa vendere libri, copie dei giornali. La Camorra è ormai letteratura. I nomi dei suoi capi sono diventati popolari come quelli degli indiani. Leggendari, lontani, rassicuranti. Toro Seduto, Sandokan, Cavallo Pazzo, Cicciotto è mezzanotte, Geronimo. La Campania è la nuova riserva indiana, una terra dei fuochi, un reality show. La Campania è un film in prima visione permanente. Un neorealismo governativo che ha superato Rossellini. La Campania è una non regione. Esiste, ma non esiste. La spazzatura non è più un problema. Gli abitanti di Chiaiano, i no global, gli irresponsabili, gli incivili abitanti di Chiaiano sono il problema. Le discariche abusive con rifiuti radioattivi non sono più un problema. Gli abitanti del Triangolo della Morte di Acerra, Nola e Marigliano sono il problema. Se devono morire di tumore, lo facciano senza disturbare, senza esporre in modo osceno il loro dolore. Cosa rimane se non si può gridare la propria disperazione? L’Italia non sente, non sa e forse non vuole sapere. Ha paura del contagio, ma non sa che è già infettata. Che andremo giù tutti insieme. L’Impregilo sotto processo continua a fare affari, inceneritori, discariche, pestilenze, malattie. A giugno l’indagato Bassolino andrà in Europa. Anche lui come Mangano è un eroe, premiato per il suo silenzio, per la sua omertà, da Veltroni e D’Alema. La Iervolino, una scimmietta che non sente e non vede e che purtroppo parla, continua a fare il sindaco. Un suo assessore si è suicidato, cinque sono stati arrestati, ma le sue mani sono pulite, la merda le scivola subito via, usa una crema formidabile. La Campania è stata normalizzata, militarizzata, riportata in Europa. Chi dice il contrario non è un patriota, non legge i giornali, non guarda la televisione. Le fabbriche stanno chiudendo, ma questo non lo dicono. Dall’agosto del 2008 la Fiat di Pomigliano d’Arco è rimasta aperta solo per quattro settimane. Nei giorni scorsi gli operai hanno protestato per paura di perdere il posto di lavoro. Hanno occupato un tratto di autostrada e sono stati picchiati dai celerini. Padri di famiglia ridotti alla disperazione manganellati come dei criminali. E’ vero, hanno impedito per mezz’ora la circolazione, ma allora perché non si invia l’esercito a presidiare la Salerno-Reggio Calabria, un’autostrada in mano da trent’anni alla criminalità organizzata e alla politica corrotta. Un’autostrada che non finirà mai e che uccide gli automobilisti con le frane annunciate. Le ronde padane il ministro Maroni non le manderà a Scampia, a Secondigliano, a Casal di Principe. Le camicie verdi si occupano solo di extracomunitari, sono cattive, persino perfide con le badanti moldave senza permesso e con i rom minorenni. I camorristi però sono diversamente criminali. Un po’ perché sono italiani, ma soprattutto perché sparano a vista. Borghezio lo farebbero al forno, come lui voleva fare con alcuni extracomunitari. Ho visto la disperazione negli occhi delle persone di Acerra che vivranno accanto al più grande inceneritore di Europa. In Campania sono passati miliardi di euro destinati all’ambiente, ai depuratori, alla raccolta differenziata. Dove sono finiti? La Regione Campania sa qualcosa? La politica campana si nutre di emergenza, vive della gestione dell’emergenza che lei stessa ha provocato. La politica è ormai marketing, controllo dell’informazione. E ora, che la verità comincia a emergere, ai politici rimane solo l’ordine pubblico. L’esercito a far la guardia alla monnezza e a picchiare i cittadini. E’ buio a mezzogiorno e ci vendono occhiali da sole. http://www.beppegrill... |
| lucy cassini | |
|
|
|
| lucy cassini | |
|
|
Napoli: buio a mezzogiorno Edited by lucy cassini on Feb 22, 2009 4:22 PM |
| lucy cassini | |
|
|
» 2009-02-23 20:43
TESTAMENTO BIOLOGICO: DA RUTELLI 'TERZA VIA' SU ALIMENTAZIONE di Adele Lapertosa ROMA - Pioggia di emendamenti sul ddl Calabro' relativo alle dichiarazioni anticipate di trattamento (dat), che registrano ancora una volta un Pd diviso. Non solo il capogruppo in commissione Sanita', Dorina Bianchi, non ha firmato l'emendamento su idratazione e nutrizione artificiale del gruppo, ma Francesco Rutelli ne ha proposto uno suo, in cui dice no allo stop di nutrizione e idratazione, affidando, in una sorta di compromesso, una 'terza via', la decisione al medico insieme a fiduciario e familiari in alcuni casi particolari. - QUASI 600 EMENDAMENTI: dei 585 emendamenti presentati, 38 erano dell'Idv, 96 del Pd (di cui 48 del gruppo e il resto a firma di singoli senatori), 270 dai Radicali Poretti e Perduca, cui si e' aggiunta la senatrice Pd Franca Chiaromonte. Dieci sono arrivati dall'Udc, che si e' concentrata sulla tutela dell'assistenza al dolore e cure palliative, una trentina dalla Lega e il resto dal Pdl, che nel pomeriggio si e' riunito per sfoltire il numero. - PD DIVISO: sembrava si fosse raggiunto l'accordo e invece no. Sul nodo cruciale di idratazione e nutrizione, l'emendamento del gruppo a firma Finocchiaro, Zanda e Latorre prevede che ''e' ammessa l'eccezionalita' del caso in cui la sospensione di idratazione e nutrizione sia espressamente oggetto della dichiarazione anticipata di trattamento''. Emendamento del gruppo non firmato dal capogruppo in commissione, Dorina Bianchi che ha preferito mantenersi neutra. ''Come relatrice - spiega - in questa prima fase non ho firmato nessun emendamento relativo a idratazione e nutrizione. Nel gruppo ci sono posizioni diverse, e quello che ha come prima firmataria Finocchiaro rispecchia la posizione generale''. Una posizione su cui Ignazio Marino ha espresso ''sconforto'' su come ''abbia serenamente ritenuto di non firmare gli emendamenti proposti dal suo stesso gruppo''. Per tutto il pomeriggio si sono rincorse voci di una riunione in Senato del neo-segretario Franceschini con i suoi, poi smentita in serata dal gruppo. - RUTELLI LAVORA SU POSIZIONI: l'ex leader Dl ha presentato quattro emendamenti, di cui tre a sua firma e uno con Luigi Lusi, che segnano una sorta di 'terza via' su idratazione e nutrizione, affidando la soluzione del problema al confronto tra medico curante e fiduciario. ''Alimentazione e idratazione artificiali sono forme di sostegno vitale'' che ''non possono essere oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento''. Ma, e qui sta la sua proposta, ''nelle fasi terminali della vita - si legge - o qualora il soggetto sia minore o incapace di intendere e di volere, la loro modulazione e la via di somministrazione, da commisurarsi alle aspettative di sopravvivenza, alle condizioni del paziente e alla necessita' di non dar corso ad accanimento terapeutico, debbono essere il frutto di una interazione e comune valutazione tra il medico curante, cui spetta la decisione finale, l'eventuale fiduciario e i familiari''. - VINCOLANTE PER PD: nei suoi emendamenti il Pd definisce la dat non obbligatoria ma vincolante, ed elimina le complicazioni burocratiche rappresentate dal notaio, affidando la redazione e sottoscrizione del documento al soggetto insieme al medico di fiducia. Sul tema dell'idratazione e nutrizione Anna Finocchiaro ha spiegato che ''e' stato presentato un emendamento sottoscritto dalla presidenza del gruppo, da senatori laici e da senatori cattolici, coerente con la posizione largamente prevalente nei gruppi parlamentari e in sintonia con quella assunta sabato dal segretario Dario Franceschini. Sono stati poi presentati altri emendamenti da senatrici e senatori del gruppo che esprimono posizioni diverse ma che hanno la stessa dignita' politica''. - MAGGIORANZA PENSA A VENTILAZIONE: mentre il Pd discute su idratazione e nutrizione, nel Pdl c'e' chi va oltre come Laura Bianconi, che vorrebbe rendere 'obbligatorie' e non suscettibili di dat, oltre a idratazione e nutrizione, anche la ventilazione artificiale. http://www.ansa.it/... |
| lucy cassini | |
|
|
Il testo del testamento biologico di Paolo Ravasin Io Paolo Ravasin nato a Ceggia, in provincia di Venezia il quattro aprile 1960, attualmente ospite presso la Casa Soggiorno Villa delle Magnolie a Monastier, in provincia di Treviso e sono stato adeguatamente informato, nel corso di approfonditi colloqui con il dottor Agostino Paccagnella (06.02.08) e il dottor Guido Zerbinati (06.02.08 e 13.02.08) alla presenza del dottor Camillo Barbisan Presidente del Comitato di Bioetica dell'ULSS 9, dell'evoluzione della mia malattia e della conseguente indicazione ai relativi trattamenti. In particolare per quanto riguarda la possibilità di nutrirmi ed idratarmi. La mia ferma, convinta e documentata volontà in proposito è la seguente:"nel momento in cui non fossi più in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiale sostitutive della modalità naturale. Tale rifiuto è da ritenersi efficace anche nella circostanza in cui perdessi qualsivoglia capacità di esprimere e ribadire la mia volontà.Inoltre, a partire dal momento in cui non fossi più in grado di nutrirmi e idratarmi attraverso la mia bocca rifiuto la somministrazione di qualsiasi terapia medica destinata a trattare la malattia di cui sono affetto e oltre altre patologie sopravvenienti intese come complicazioni. Accetto unicamente i farmaci necessari a trattare i sintomi dolorosi derivanti, in particolar modo, dalla disidratazione nella modalità di somministrazione che il mio medico - dottor. Guido Zerbinati o i suoi sostituti - riterrà appropriata.Affermo di essere stato informato e quindi sono pienamente consapevole delle conseguenze a cui mi espongo mediante tale rifiuto che tuttavia considero quale mia insuperabile manifestazione di volontà. Infine oppongo il mio rifiuto ad ogni trasferimento in strutture ospedaliere". Non essendo in grado di sottoscrivere materialmente tale documento a causa della mia infermità attribuisco al medesimo il valore di espressione della mia autentica volontà attraverso una videoregistrazione nel corso della quale ho letto la lettura di questo testo al quale ho dato oralmente il mio assenso e che viene sottoscritto dai testimoni presenti. FONTE Associazione Luca Coscioni http://www.lucacoscio... |
| lucy cassini | |
|
|
![]() che cos'è il Testamento biologico Il Testamento biologico consiste in una dichiarazione anticipata di volontà: un atto formale che consente a ciascuno, finché si trovi nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, di dare disposizioni riguardo a futuri trattamenti sanitari per il tempo nel quale tali facoltà fossero annullate o gravemente ridotte; disposizioni che devono risultare vincolanti per gli operatori sanitari qualora non siano in contrasto con la deontologia professionale e con le realistiche previsioni di cura. Si tratta di un atto che può essere revocato dal firmatario in qualsiasi momento e che può prevedere l’indicazione di una persona di fiducia, alla quale affidare scelte che l’interessato non sarà più in grado di assumere. [01/12/08] La medicina è giunta a un punto di evoluzione e di progresso tale da poter mantenere in vita persone afflitte da gravi malattie, e destinate alla morte, pur in presenza di sofferenze non sedabili e in assenza di qualsivoglia prospettiva di regressione della loro patologia; e pazienti, idratati e alimentati artificialmente, talvolta stimolati nella funzione cardiaca e in quella respiratoria da macchine sofisticate, senza il cui ausilio morirebbero in breve tempo: quei malati esistono in uno “spazio intermedio”, tra vita e morte, del quale poco sappiamo. E si trovano in quella condizione, nella quasi totalità dei casi, non per propria scelta, bensì per un concorso di prassi e tecniche mediche sinora sottratto al controllo del malato; e senza possibilità alcuna da parte di questi di tutela giuridica dei propri interessi. La libertà terapeutica, di cui il Testamento biologico (o Dichiarazioni anticipate di volontà) rappresenta un aspetto rilevante, ancorché parziale, è uno di quei temi correntemente definiti “eticamente sensibili” (formula mistificatoria che occulta una sostanza sociale e giuridica dove le implicazioni morali si intrecciano a domande di diritti e facoltà, di libertà e prerogative). Si tratta di un tema che – per la sua portata generale - esige uno sforzo di ridefinizione, o quantomeno di precisazione, dei confini della sfera dell’agire personale e privato rispetto a quelli dell’agire pubblico; e, ancora, la ricerca di una linea di demarcazione che salvaguardi la libertà dell’individuo di disporre della propria vita – quindi anche del proprio corpo e della propria salute – dai condizionamenti che ad essa possono venire dal progresso della medicina, dalla tecnicalizzazione e dalla burocratizzazione del rapporto tra il terapeuta e il paziente e da vuoti normativi in materia. E infatti le implicazioni esistenziali ed etiche cui rimanda il testamento biologico hanno a che fare con il rapporto dell’uomo con la modernità, e con quel suo tratto distintivo che è l’innovazione scientifica, dal momento che la medicina è uno dei campi in cui maggiormente si sperimentano le biotecnologie. Un esempio solo: si è creduto, per millenni, che la morte corrispondesse all’interruzione del battito cardiaco, ma oggi sappiamo che il cuore può continuare a battere anche quando sia sopravvenuta la morte cerebrale; e sappiamo che si può sopravvivere per decenni in stato vegetativo permanente. Evidentemente, con il Testamento biologico si possono intendere cose assai diverse: dal solo rifiuto dell'accanimento terapeutico o di determinate terapie alla richiesta di interruzione delle cure in caso di grave patologia..........continua su http://www.abuondirit... |
| lucy cassini | |
|
|
Il reddito delle famiglie fa un balzo all'indietro
di dieci anni di Fabrizio Galimberti 23 Febbraio 2009 «Non torniamo al Medioevo, al massimo torniamo al 2005 -2006», ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti a proposito della marcia indietro del Pil prevista per quest'anno. Il che è tecnicamente vero, anche se forse, con la continua revisione al ribasso delle stime (c'è chi vede il -3%, ma si tratta di congetture), stiamo più verso il 2004-2005 che il 2005-2006. Tuttavia, quello che conta per la "sensazione" di ricchezza o di povertà delle famiglie italiane è il Pil pro-capite, e qui il confronto si fa più pesante. Il livello del 2009 torna a quello di dieci anni fa. L'italiano medio, insomma, fa un indesiderato "bagno di gioventù": si ritrova con i livelli di reddito del 1999, i quali, anche se superiori (grazie al cielo!) a quelli del Medioevo, non sono quelli che si aspettava quando, due lustri or sono, guardava al futuro. Aspettative deluse In effetti, quel che ha caratterizzato l'economia del dopoguerra - un "pianeta diverso" rispetto al passato - è quella che è stata chiamata la "rivoluzione delle aspettative crescenti". Ci siamo talmente abituati a questa rivoluzione che non la consideriamo nemmeno più tale. Ma non era così nel passato. Traguardando l'andamento dell'economia e del benessere dei popoli nella tela dei secoli, vediamo una linea essenzialmente piatta per millenni, che comincia a innalzarsi con la rivoluzione industriale del tardo Settecento, va avanti a scatti, strappi e ritirate fino alla Seconda guerra mondiale, e finalmente s'invola, dritta e sicura, a partire dalla seconda metà del Novecento, un periodo felicemente unico nella storia dell'umanità. Ed è in quest'ultimo periodo che è iniziata quella rivoluzione, per cui consideriamo normale e quasi dovuto il fatto che ogni anno dobbiamo star meglio dell'anno prima, e se non stiamo meglio stiamo male, protestiamo, cambiamo Governo ed esigiamo che la crescita riprenda. Si comprende quindi come sia triste il fatto che un giorno ci svegliamo e ci accorgiamo che siamo tornati agli standard di vita di dieci anni fa. La "rivoluzione della aspettative crescenti" è stata soffocata dalle bieche vicende della crisi. E quello che succede in Italia succede anche negli altri Paesi: in America le vendite di auto crollano a livelli che non si vedevano da un quarto di secolo; l'inflazione è al livello più basso da mezzo secolo (e purtroppo la bassa inflazione è dovuta a un'economia debole); e i nuovi sussidi di disoccupazione come i nuovi cantieri per costruzione di case sono ai livelli più bassi «da quando sono iniziate le rilevazioni». Come si traduce tutto questo nella vita di tutti i giorni? Qui si apre un altro problema, perché gli effetti di questi "passi del gambero" in un sistema economico non sono omogenei. Si apre un grosso divario fra quelli che quasi non si accorgono della crisi (coloro che hanno un posto di lavoro o un altro reddito fisso come la pensione, e gli aumenti mantengono almeno il passo con l'inflazione) e coloro che sono in prima fila nel ricevere lo "schiaffo" della crisi: precari il cui posto di lavoro non è rinnovato, giovani che non riescono a trovare un impiego, fabbriche chiuse, fallimenti e altre disgrazie. Impatto differenziato A differenza della pioggia che "cade sui giusti e sugli ingiusti", la crisi è molto diseguale nei suoi effetti. Ed è importante che la politica economica di contrasto alla crisi, pur limitata come è in Italia, tenga conto di questa diversità negli effetti e si concentri nel sostegno a coloro che ne sono maggiormente colpiti. Tuttavia, come la pioggia, la crisi un giorno o l'altro finirà. E, come suggeriscono i dati dell'andamento del Pil pro-capite, in volume, dall'Unità d'Italia al 2009, la crescita riprenderà: è troppo forte lo stacco fra il dopoguerra e i novant'anni che lo hanno preceduto per non capire che sono state messe all'opera possenti forze strutturali. Queste forze - apertura dei mercati, rafforzamento delle istituzioni, accettazione crescente dell'economia di mercato, innovazione tecnologica e manageriale, livelli crescenti di istruzione... - covano sotto le ceneri della crisi e riprenderanno forza una volta riparato il sistema finanziario e tornata la fiducia. Auguri. fabrizio@bigpond.net.au http://www.ilsole24or... |
| lucy cassini | |
|
|
Cassazione: «Le banche diano
più informazioni sui derivati» di Giovanni Negri 23 febbraio 2009 La sentenza della Cassazione La sentenza del Tribunale di Cuneo Più rigore nelle informazioni sui derivati. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3773 della Prima sezione civile, depositata il 17 febbraio, fornisce un'ampia ricognizione degli obblighi di trasparenza che riguardano gli intermediari finanziari e, a proposito di derivati, spiega che l'avvertimento che deve essere dato al risparmiatore quando le perdite iniziano a farsi eccessive non può essere rispettato con la sola comunicazione periodica dell'esito delle operazioni. Stessa esigenza di trasparenza per quanto riguarda l'«effetto leva», una sorta di volano per guadagni e perdite su derivati e futures: l'intermediario doveva informare con chiarezza il cliente del profilo di rischio dell'attività anche prima del Regolamento Consob che esplicitamente disciplinava la fattispecie. La Cassazione è intervenuta così ad annullare con rinvio una sentenza della Corte d'appello di Torino che aveva respinto il ricorso di un risparmiatore che, in una serie di operazioni di borsa attraverso la sottoscrizione di contratti a termine futures e options, aveva subìto perdite per circa 75mila euro. Tra i motivi di ricorso, gli addebiti alla banca di non avere rappresentato le caratteristiche dell'investimento e lo specifico rischio che le operazioni finanziarie avrebbero comportato e l'assenza di informazioni sulla congruità dell'investimento. Per la Corte d'appello la responsabilità dell'intermediario non può derivare automaticamente dall'esito infruttuoso di operazioni rischiose su un mercato di borsa «oggettivamente aleatorio», ma deve essere provata con rigore quanto al nesso tra inadempimento e danno. Tanto più, sostenevano i giudici torinesi, che il risparmiatore era stato messo al corrente dei rischi dell'investimento e aveva sottoscritto le condizioni generali dei contratti negoziati. La Cassazione, sottolinea però, in termini generali, gli obblighi di buona fede che fanno capo all'intermediario anche dopo la sottoscrizione del contratto con il cliente e fa notare come non risultava essere stata osservata quella prudenza che i regolamenti interni alla banca imponeva (per esempio erano stati stipulati nello stesso giorno una pluralità di contratti d'investimento mobiliare addebitando i margini di garanzia in scoperto di conto corrente quando il Regolamento interno prescriveva l'autorizzazione da parte della filiale di non più di 2 al giorno). Ma dove la sentenza scende ancora più nel dettaglio è nella specificazione del comportamento imposto all'intermediario in materia di negoziazione di prodotti derivati. Su questo punto la Cassazione ricorda la disciplina Consob per cui gli intermediari autorizzati informano tempestivamente e in forma scritta l'investitore appena le operazioni in derivati disposte per obiettivi diversi da quelli di copertura hanno provocato un volume di perdite, effettive o potenziali, superiore al 50% del valore delle somme costituire a provvista e garanzia per l'esecuzione delle operazioni. Questo vincolo, avverte ancora la Cassazione, non può essere considerato rispettato solo con la comunicazione periodica dell'esito delle operazioni. Quanto poi all'effetto leva, la Corte ricorda la definizione Consob per cui le operazioni su futures comportano un elevato grado di rischio, tanto che «l'ammontare del margine iniziale è ridotto (pochi punti percentuali) rispetto al valore dei contratti e ciò produce il cosidetto "effetto di leva". Questo significa che un movimento dei prezzi di mercato relativamente piccolo avrà un impatto potenzialmente più elevato sui fondi depositati presso l'intermediario: tale effetto potrà risultare a sfavore o a favore dell'investitore». La banca aveva sostenuto che la Consob aveva provveduto a regolamentare l'effetto leva» solo a partire dal 1997 e le operazioni precedenti dovevano essere escluse da un obbligo specifico di informazione, ma la Cassazione precisa che Consob non ha fatto altro che registrare un fenomeno economico collegato a un preciso contratto. Infine, per il Tribunale di Cuneo la veridicità della dichiarazione degli amministratori sul fatto che la società «è munita di competenza ed esperienza in materia finanziaria» è affidata «a un criterio di autoresponsabilità che grava su chi la rende»; e una volta resa, la "Dichiarazione di operatore qualificato" trasferisce di fatto il rischio-swap sull'investitore, a meno che il proponente abbia messo in pratica comportamenti dolosi. http://www.ilsole24or... continua........... |
| lucy cassini | |
|
|
Frattini: Romania mandi altri poliziotti
Sì di Bucarest ma no limiti a circolazione ![]() L'Italia chiede che i romeni condannati scontino pena in patria Diaconescu: connazionali hanno stessi diritti cittadini europei Commenti Invia Stampa Franco Frattini (foto Lapresse) ROMA (23 febbraio) - La Romania mandi altri poliziotti in Italia. E' la richiesta del ministero degli Esteri Franco Frattini a Bucarest nell'incontro di questa con il collega romeno Cristian Diaconescu. I circa venti poliziotti di Bucarest che hanno aiutato ad arrivare all'arresto dei due romeni accusati dello stupro alla Caffarella non bastano. Diaconescu ha garantito «piena collaborazione» all'Italia ed è favorevole alla «tolleranza zero» nei confronti dei reati, da chiunque essi siano compiuti, ma non prenderà «nessuna misura che limiti il diritto di circolazione» in Europa dei suoi cittadini. I due ministri sono tornati insieme da Bruxelles dove oggi hanno partecipato alla riunione dei ministri degli Esteri dei 27. Carcere in Romania per i romeni condannati. Roma e Bucarest secondo Frattini devono «aggiornare» e migliorare l'accordo quadro del 2003 che potrebbe favorire anche il rimpatrio di quei cittadini romeni condannati in Italia in via definitiva che devono scontare la loro pena nelle carceri romene. «Si tratta - ha detto Frattini - di 900-1000 rumeni condannati in modo definitivo». Il ministro ha citato anche i casi degli «arresti fatti in flagranza di reato o quasi» e che devono essere processati in Italia, sulla base della legislazione italiana. «Ciò che chiediamo alla Romania è di temperare gli effetti di quei 10mila che creano problemi e che hanno fatto un po impressione all'opinione pubblica». E cita la Francia che ha espulso solo nel 2008 oltre 7000 cittadini romeni, «l'Italia ne ha espulsi circa 40, quindi le rassicurazioni le debbono dare i romeni a noi, che non ci siano più criminali romeni nelle nostre strade». D'accordo sul « principio della non colpevolezza fino alla condanna» richiamato da Diaconescu oggi che l'Italia rispetta «per prima». Frattini ha ribadito il concetto di «tolleranza zero» verso chi commette reati «al di là di una nazionalità». Il ministro degli Esteri ha puntualizzato che l'Italia «accoglie bene i 990 mila rumeni perbene che lavorano e rispettano le leggi». Duri solo con romeni che delinquono. Frattini chiarisce: «Noi accogliamo e continueremo ad accogliere i romeni che lavorano rispettando la legge, ma al tempo stesso che saremo fermissimi nei confronti di coloro che non rispettano la legge». Bucarest: non limiteremo diritto di circolazione. Diaconescu assicura la collaborazione all'Italia, ma non prenderà «nessuna misura che limiti il diritto di circolazione» in Europa dei suoi cittadini, considerato «una conquista del nostro popolo dopo il comunismo che vogliamo difendere». I romeni che vivono in Italia, ha osservato Diaconescu, sono «cittadini europei che hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri» degli altri cittadini comunitari: «La criminalità non ha una nazione, non ha un passaporto», ha rimarcato Diaconescu che arriverà a Roma per dare solidarietà ai connazionali oggetto di atti di xenofobia. http://www.ilmessagge... |