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OGGI NOTIZIE

lucy cassini
Posted Oct 26, 2009 4:35 PM
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Speranze di un cattivo magistrato




di Gabriella Nuzzi

da Il Fatto Quotidiano del 25 ottobre 2009



La scena finalmente si chiude, cala il sipario nero.
Regista ed attori tirano un respiro di sollievo: ancora un’ottima interpretazione, il pubblico può ritenersi soddisfatto. Giustizia è fatta.

Ma la platea è muta, nessuno plaude.

L’epilogo è paradossale, grottesco.

Due magistrati della Procura della Repubblica di Salerno sono stati severamente puniti dalla Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura. Esautorati delle loro funzioni inquirenti, allontanati dalla sede in cui le esercitano. Cassato un pezzo di vita professionale. Ore, giorni, mesi dedicati, in silenzio, con scrupolo, a studiare carte, leggi, sentenze; a scrivere, indagare, nel tentativo di amministrare giustizia. Una Giustizia eguale per tutti.
Tempo sprecato.

I giudici disciplinari, che non avevano mai fatto mistero del proprio convincimento e chiaramente interessati al celere seppellimento della vicenda, possono finalmente veder consacrato il proprio verdetto.

Dunque, ora, non mi resta che prenderne atto: sono ufficialmente inserita nella lista nera dei cattivi magistrati.


Perché, nel legittimo esercizio delle mie funzioni istituzionali, ho osato indagare su altri magistrati -quelli del distretto di Catanzaro- per gravi delitti di corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio, falso ideologico, omissione in atti d’ufficio, favoreggiamento, calunnia, diffamazione e quant’altro, connessi all’illegale sottrazione al Pubblico Ministero titolare, dott. de Magistris, delle inchieste POSEIDONE e WHY NOT e alla loro successiva disintegrazione.
Ho osato, come era mio obbligo, sequestrare atti e documenti processuali integranti il “corpo” di quei reati. Ho osato perquisire abitazioni e uffici dei magistrati indagati, per ricercare tracce e cose pertinenti ai reati, necessarie al loro accertamento.

Ho osato raccogliere e riscontrare minuziosamente decine e decine di denunce del Pubblico Ministero a cui le inchieste erano state sottratte, reo, anche lui, di aver scoperto il sistema di illecite cointeressenze che domina la gestione del denaro pubblico nel nostro Paese.
Ho osato fare i nomi e i cognomi dei presunti appartenenti a quel sistema e di coloro che, direttamente o indirettamente, ne avrebbero permesso il funzionamento.
Ho osato voler a tutti i costi applicare la legge, senza capire, assai imprudentemente, che nel mio “mestiere” il principio costituzionale dell’eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge non vige così rigorosamente, sempre e per tutti.......continua su


http://toghe.blogspot...
lucy cassini
Posted Oct 28, 2009 1:04 PM
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San Severo, FG
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Berlusconi a Ballarò: ''L'anomalia italiana sono i pm comunisti''











lucy cassini
Posted Oct 28, 2009 6:35 PM
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San Severo, FG
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SICUREZZA: IL GIORNO DELLA RABBIA DEI POLIZIOTTI. AUMENTI DI 2 EURO


(ASCA) - Roma, 28 ott - Poliziotti in divisa che scortano altri poliziotti, in borghese, 'armati' di bandiere e striscioni. L'insolita immagine e' 'andata in onda' per le vie del centro di Roma tra cittadini perplessi e un po' stupiti. Oggi e' stato, infatti, il giorno della rabbia (visibile) di agenti, funzionari e personale del comparto della sicurezza che hanno manifestato in migliaia (oltre 30 mila per i sindacati) con un corteo in piena regola partito da piazza Bocca della Verita' e concluso a piazza Navona. Ad essere toccati dalla manifestazione alcuni Palazzi delle istituzioni come quelli dove ha sede il Ministero della Funzione pubblica, dove si e' avuto uno dei momenti di maggior rabbia con slogan e fischi contro il ministro Renato Brunetta, e il Senato.

Ed i poliziotti si sono rivolti direttamente ai cittadini spiegando dai megafoni le difficolta' in cui si dibattono sempre di piu' e distribuendo manifestini. Uno, significativo, era del Commissariato ''Trastevere'' di Roma che, e' stata la denuncia, manca anche dei fax per comunicare mentre altri hanno parlato di aumenti proposti pari a due euro mensili a fronte di orari sempre piu' massacranti e non pagamento di straordinari.

''Basta tagli, non possiamo garantire la sicurezza ai cittadini'' e' stato in grido congiunto delle migliaia di poliziotti scesi in piazza mentre sul palco allestito in piazza Navona si leggeva la grande scritta: ''La sicurezza e' un diritto. E i diritti non si tagliano''. Presenti alla manifestazione anche uomini politici dell'opposizione come il segretario del Pd Pier Luigi Bersani e quello dell'Idv Antonio Di Pietro oltre ad altri parlamentari come l'ex Prefetto Achille Serra.

Presenti, sul palco, invece, i Segretari Generali di praticamente tutti i sindacati di Polizia: Siulp, Sap, Siap, Silp per la Cgil, Ugl Polizia di Stato, Coisp-Up-Fps-Adp-Pnfi, Anfp. Ma anche i responsabili sindacali della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale dello Stato mentre a portare la propria adesione e' stato anche il Cocer della Guardia di Finanza ed un saluto e' venuto dai Cocer di Marina Militare e Aeronautica militare.

A nome di tutti ha parlato Felice Romano del Siulp: ''ancora una volta - ha detto dal palco - siamo stati costretti a scendere in piazza per protestare contro la politica del Governo sulla sicurezza. E vogliamo che la nostra voce giunga a chi, pur avendo la responsabilita' di governare il nostro Paese, dimostra sempre piu' spesso con i fatti di volersi in realta' limitare ad una politica di annunci. Si taglia sulle risorse delle Forze di Polizia: si taglia anche quest'anno, con la prossima Finanziaria, sugli investimenti che servono a garantire il livello di sicurezza minimo. - ha denunciato Romano - Vuol dire soprattutto macchine fatiscenti, vuol dire perdere ogni anno diecimila operatori tra tutte le Forze di Polizia e sostituirli con appena 2.500 uomini, vuol dire anche risparmiare sulla formazione, sull'addestramento, sull'equipaggiamento, sulla logistica, vuol dire cioe' farsi sfrattare dagli enti privati proprietari delle nostre caserme e dei nostri uffici perche' non paghiamo l'affitto, vuol dire scendere in strada con armi che non sono piu' efficienti''.


http://www.asca.it/ne...


lucy cassini
Posted Oct 30, 2009 11:20 AM
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San Severo, FG
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IL NUOVO PACCHETTO TELECOM DELL'UE: L'IMPERO DEL COPYRIGHT CONTRATTACCA





Ci troviamo di fronte ad uno dei momenti più duri della storia d’Internet Dopo due tentativi falliti, le lobby dell’industria del copyright cercheranno di fare in modo che il parlamento europeo approvi il pacchetto Telecom. Questo pacchetto di misure legali rappresenta un taglio dei diritti digitali che non ha precedenti:

* a) permetterà che ti stacchino la connessione ad internet senza garanzie giudiziarie (potrai andare in giudizio tre anni dopo per far valere i tuoi diritti)
* b) terminerà la neutralità della rete, cioè, gli operatori potranno filtrare il traffico che promuove i web con cui hanno dei contratti firmati emarginando (o direttamente censurando) il traffico che infastidisce i loro interessi (Skype, youtube, P2p, o quello che volete) e infine,
* c) raccoglierà e legalizzerà le intercettazioni e il monitoraggio del traffico senza garanzie giuridiche, nè rispetto per la presunzione di innocenza, nè garanzie per la privacy degli utenti.

Cosa sta succedendo proprio ora con il Pacchetto Telecom?

Twitter appena pubblicato dal Telecomix New Agency, che l'emendamento 138, che tutela il diritto di accesso a Internet come uno dei nostri diritti, è morto.

Le lobby del copyright hanno ottenuto che alcuni euro-rappresentanti abbandonino la loro missione di rappresentare i suoi cittadini e salvaguardare il bene comune per consegnare i nostri diritti alla privacy e la possibilità di accedere ad un internet neutrale alle industrie dell’intrattenimento. Diversi mass media allertano sulla preparazione di una bozza di “Telecom Package” da parte della Commissione Europea ed una delegazione del Parlamento. Tutto fa pensare ad una proposta che elimina l' Emendamento 138 o meglio includerà altre ammende che permetteranno all’industria dell’intrattenimento di tagliare le nostre libertà.

Un chiosco di “democrazia” corrotta su misura dell’industria della proprietà intellettuale.


La politica democratica europea di corridoi occulti e movimenti invisibili, inscrutabili per la cittadinanza, arriva alle più alte cime delle sue istituzioni; accordi e emendamenti manipolati con chiari interessi per trasormare il nostro stile di vita. Non è qualcosa che comincia adesso: il furto delle nostre libertà nell’Europarlamento è antico come se stesso. In questi ultimi anni abbiamo visto di tutto: dall’introduzione di emendamenti sulla “Proprietà intellettuale e brevetti” in commissioni di pesca cercando non vi è alcuna possibilità di discussione, fino al più recente tradimento politico di Alejo Vidal- Quadras che, contro l’88% degli Europarlamentari che hanno votato per mantenere l’ Emendamento 138, l’ha annullato completamente nella prima negoziazione della conciliazione del pacchetto (i progetti di legge passano a commissioni di conciliazione per arrivare ad un consenso, le lobby sono riuscite a far passare Vidal- Quadras come capo della commissione dedicata al pacchetto telecom). Perché vi facciate un' idea, agli europarlamentari del gruppo Verde/Partito Pirata e GUE/NGL (appartenenti alla commissione!) non è stato neanche permesso di leggere il testo finale. Vidal- Quadras ha finito la sessione dicendo che il testo “era stato discusso da tutti” ( proprio dopo aver negato la possibilità di leggere il testo agli europarlamentari della commissione) puoi verificarlo personalmente andando sul blog dell’europarlamentare svedese Henrik Alexandersson.

Offensiva mediatica delle lobby e complicità del governo.

Nel frattempo questa settimana accade un' incredibile offensiva mediatica da parte della multinazionali dell’intrattenimento come la Warner o EMI, che sostenute dalla Federazione Internazionale dell’ Industria Fonografica (IFPI) hanno seminato su mass media disinformazione e confusione in modo massiccio. Intanto, il governo spagnolo (Miguel Sebastian e Paco Ros) invita a tornare a sedersi al tavolo la coalizione dei creatori e gli operatori associati a REDTEL nonostante la rottura senza accordi di un mese fa. Ora ha chiesto di ricercare un accordo sulla base di quello che proporranno se il pacchetto telecom viene approvato, con una proposta che lo permetta, con tutto pagato da noi, tutto contro di noi.
Mentre ci dicono che difendono la libertà, cercano di creare nuove leggi Internet, per tagliare le nostre libertà, che Internet non è più libero di tutelare gli interessi degli azionisti miliardari, è un vero esempio di democrazia.
continua su......

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lucy cassini
Posted Oct 31, 2009 12:42 PM
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San Severo, FG
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Assolto nel penale, condannato nel civile: succede ad un blogger
pubblicato il 31 ottobre 2009


Per tribunale penale è innocente perché “non ha commesso il fatto”. Per quello civile è colpevole e deve pagare 8.000 euro di risarcimento. Ora “un giudice a Berlino” non basta, ce ne vogliono almeno due?

Internet, Italia. La forma vuole che: “La legge è uguale per tutti”, sennonché, se ad occuparsi dello stesso caso sono giudici diversi, di tribunali in sezioni differenti (penale e civile) può capitare che l’assoluzione di uno equivalga alla condanna dell’altro. Questo almeno è quanto è capitato a Mirko Morini, giovane blogger ferrarese, assolto dal giudice monocratico del tribunale di Ferrara, per non aver commesso il fatto, per poi essere condannato in sede civile al risarcimento di 8.000 Euro più le spese processuali.

LA LIBERTA’ DI UN BLOGGER – Procediamo con ordine. Già in passato ci siamo occupati della vicenda delle sue implicazioni legate alla libertà d’espressione sul web e delle stesse motivazioni della sentenza pronunciate in sede penale. In breve, Gigi Moncalvo, già direttore de La Padania, poi conduttore di un programma televisivo in Rai ed infine pure dirigente (in quota Lega) di una struttura di “Viale Mazzini”, querelò per “diffamazione aggravata”, aggiungendo pure in sede civile il risarcimento danni, Mirko Morini, blogger noto con il nome di Butirrometro, oggi, poi, Banality Fair. Morini, in sostanza, aveva ironizzato con una satira dal taglio moto caustico sullo stesso Moncalvo definendolo: “Ex idiota, ora riabilitato dai più, famosa la sua faccia da rimprovero”. Moncalvo. All’epoca, sostenne che quasi casualmente, si era imbattuto nel suo “censore”. Un amico, infatti, avrebbe cercato il suo nome su di un motore di ricerca, e da questo sarebbe poi risalito al blog del Morini. L’autore di Butirrometro non si diede per vinto e, un po’ alla volta, costruì la sua campagna di difesa sostenendo che: “I blogger non hanno alle spalle editori che pagano e se si comincia a giudicarli con lo stesso metro con cui si valutano, per esempio, i giornalisti (che però, spesso, possono contare sulle spalle larghe degli studi legali dei loro editori n.d.a.), la libertà d’espressione di un paese è seriamente minacciata”.. Il suo avvocato argomentò proprio sulla natura del “genere” satirico, sull’enfasi che fa della realtà senza che questa sia oggetto d’insulto o diffamazione. Il pubblico ministero, a sua volta, aveva chiesto la condanna a 600 Euro di multa. Il giudice del tribunale di Ferrara, come detto, emise in seguito il verdetto d’assoluzione con la formula: “Per non aver commesso il fatto”. La sentenza, peraltro, giunse proprio, mentre alcuni gruppi indipendenti si stavano occupando di monitorare il “livello” della libertà di stampa nel nostro paese. Da lì a poco, infatti, uscì quella famosa classifica che retrocesse l’Italia adducendo, tra i motivi della penalizzazione, l’abnorme carico persecutorio ai danni di giornalisti e blogger.

DUE PESI E DUE MISURE – All’epoca, anche noi avevamo tirato un bel sospiro di sollievo. Quella sentenza riconosceva chiaramente la libertà di parola e di critica di un blogger e, per estensione, di chiunque esprima il suo pensiero anche sul web. Niente di straordinario, intendiamoci. Semplicemente veniva dimostrato quell’assunto costituzionale che afferma, per ogni cittadino della Repubblica, la libertà d’opinione e d’informazione. Passa qualche tempo, cambia la sezione del tribunale (da quello penale a quello civile) e, quasi incredibilmente, cambia pure l’esito del verdetto. Il tribunale civile di Ferrara, infatti, nella persona del giudice Angelo Cerulo, ha condannato Mirko Morini a corrispondere a Moncalvo ben 8.000 (ottomila) Euro più gli interessi e a rimuovere dal suo blog la frase “incriminata”. Infine, il giudice ha imposto al Morini il pagamento delle spese processuali. La sentenza è stata depositata lo scorso 12 ottobre, ed è immediatamente esecutiva. Che dire? Si tratta di un caso di “due pesi e due misure” della nostra giustizia o, peggio ancora, siccome ogni verdetto fa a suo modo “giurisprudenza”, dobbiamo cominciare ad abituarci all’idea che la sede “civile”, ormai, è ridotta a mera sede di risarcimento economico? Il civile non è obbligato a seguire il penale in caso di assoluzione, perché anche se non c’è reato può esserci danno. Ma nel caso specifico, Morini ha qualche diritto di sentirsi defraudato. In un certo senso, lo saremmo tutti noi. Ogni cittadino di questa Repubblica.

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lucy cassini
Posted Nov 2, 2009 5:00 PM
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L'UE FINANZIA UN PIANO "ORWELLIANO"


DI IAN JOHNSTON
telegraph.co.uk

L’UE finanzia un piano “Orwelliano” di intelligenza artificiale per monitorare la gente in cerca di “comportamenti anormali”

L’Unione Europea sta spendendo milioni di sterline per sviluppare tecnologie “Orwelliane” progettate per scandagliare internet e le immagini delle telecamere a circuito chiuso in cerca di “comportamenti anormali”. Un programma di ricerca quinquennale, chiamato Project Indect, punta a sviluppare programmi informatici che funzionino da “agenti”, monitorando e processando informazioni da siti internet, forum di discussione, server, reti peer-to-peer e perfino singoli computer. Tra gli obiettivi principali c’è la “rilevazione automatica di minacce e comportamenti anomali o violenza”.

Project Indect, che ha ricevuto quasi 10 milioni di sterline di finanziamento dall’Unione Europea, coinvolge il Servizio di Polizia dell’Irlanda del Nord (PSNI) e gli scienziati informatici dell’Università di York, oltre a colleghi di altri nove paesi europei. Shami Chakrabarti, direttore del gruppo per i diritti umani Liberty, ha descritto l’introduzione di queste tecniche di sorveglianza di massa come un “passo sinistro” per qualsiasi nazione, aggiungendo che su scala europea diventa particolarmente agghiacciante.

La ricerca Indect, iniziata quest’anno, arriva mentre l’UE prosegue nell’espandere il suo ruolo nella lotta al crimine e al terrorismo e nella gestione delle migrazioni, aumentando il suo budget in questi settori del 13,5% fino a quasi 900 milioni di sterline. La Commissione Europea chiede una “cultura comune” nell’applicazione delle legge, da diffondere in tutta l’UE, e l’addestramento di un terzo delle forze di polizia – più di 50 mila unità nel solo Regno Unito – in materie europee entro i prossimi cinque anni.

Secondo il think-tank Open Europe, la crescente enfasi sulla cooperazione e la condivisione dell’intelligence vuol dire che molto probabilmente le forze di polizia europee avranno accesso a informazioni sensibili in possesso della polizia britannica, incluso il database dei DNA. Ci si aspetta anche che il numero dei cittadini britannici estradati in base al controverso mandato di arresto europeo possa triplicare.

Stephen Booth, un analista di Open Europe che ha collaborato alla stesura di un dossier sull’agenda europea di giustizia, ha detto che questi sviluppi e progetti come l’Indect sanno di “Orwelliano” e alimentano seri dubbi sulla libertà individuale. “Queste a mio avviso sono tutte cose piuttosto preoccupanti. Questi progetti implicherebbero una grossa invasione della privacy e i cittadini devono chiedersi se l’UE dovrebbe investirvi le loro tasse”, ha dichiarato. “L’UE non ha un sufficiente equilibrio di poteri e non ci sono prove che qualcuno abbia mai chiesto “ciò è davvero nell’interesse dei cittadini?”. Miss Chakrabarti ha detto: “Schedare intere popolazioni al posto di individui sospetti è un passo sinistro per qualsiasi società”.

“È già abbastanza pericoloso a livello nazionale, ma su scala europea diventa particolarmente agghiacciante”. Secondo il sito ufficiale del Project Indect, avviato quest’anno, gli obiettivi principali del progetto comprendono “sviluppare una piattaforma per la registrazione e lo scambio di dati operativi, l’acquisizione di contenuti multimediali, la gestione intelligente di tutte le informazioni, la rilevazione automatica di minacce e il riconoscimento di comportamenti anomali o violenza”. Si parla della “creazione di agenti assegnati a un monitoraggio automatico e continuo di risorse pubbliche come siti web, forum di discussione, reti utenti, server, reti peer-to-peer e singoli computer, per costruire un sistema online di raccolta di informazioni di intelligence, sia attivo che passivo”.
Il sito web del dipartimento di informatica dell’Università di York spiega nel dettaglio come il suo compito sia quello di sviluppare “tecniche linguistiche computerizzate per la raccolta di informazioni e apprendimento dal web”. “Il nostro focus è sulle nuove tecniche di word sense induction, risoluzione dell’identità, estrazione dati sulle relazioni, analisi dei social network e sentiment”, si legge.

Un altro progetto di ricerca finanziato dall’UE, denominato “Adabts” – la rilevazione automatica di comportamenti anomali e minacce in luoghi affollati – ha ricevuto circa 3 milioni di sterline. La base del progetto è in Svezia, ma tra i partner c’è il Ministero degli Interni britannico e BAE Systems.
L’obiettivo è di sviluppare modelli di “comportamenti sospetti” per rilevarli automaticamente utilizzando telecamere a circuito chiuso (CCTV) e altri metodi di sorveglianza. Il sistema analizzerebbe il tono della voce della gente, il modo in cui i corpi si muovono e traccerebbe gli individui nelle folle.

Il Dott. Jorgen Ahlberg dell’Agenzia svedese di ricerca della difesa, coordinatore del progetto, ha detto che il sistema aiuterebbe semplicemente gli operatori di CCTV a rendersi conto di quando stanno per arrivare i problemi. “Di solito la gente non inizia a picchiarsi da un momento all’altro”, ha detto. “Prima litigano e si spingono. Non è esattamente “Oh, vi state spingendo, dovreste essere arrestati”, ma è giusto per allertare un operatore che sta succedendo qualcosa. “Se si tratta di un centro commerciale, puoi mandare una guardia di sicurezza nelle vicinanze e probabilmente certe cose [le risse] non succederebbero”.

Open Europe ritiene che le informazioni raccolte da Indect e altri sistemi del genere potrebbero essere usati da un ente poco conosciuto, il Joint Situation Centre dell’UE (SitCen), che si sostiene essere “effettivamente l’inizio di un servizio segreto dell’UE”. I critici hanno detto che potrebbe evolversi nella “CIA d’Europa”. Il dossier spiega: “Il SitCen è stato fondato inizialmente per monitorare e valutare eventi e situazioni mondiali per 24 ore al giorno con un focus sulle regioni a rischio di crisi, terrorismo e proliferazione di armi di distruzione di massa. Comunque, dal 2005, il SitCen è stato utilizzato per condividere informazioni anti-terrorismo.

“Un ruolo più ampio del SitCen dovrebbe preoccupare perché l’ente è avvolto da una totale segretezza. L’espansione di quello che in effetti è l’inizio di un “servizio segreto” dell’UE desta interrogativi fondamentali sul controllo politico negli stati membri”.
Il commissario Gerry Murray, del PNSI, ha detto che il principale ruolo del suo servizio sarebbe di verificare se il sistema, che a suo dire potrebbe operare a livello nazionale o europeo, possa essere uno strumento utile per la polizia. “Gran parte del progetto è [al momento] molto accademico e scientifico. I nostri budget si stanno riducendo, le nostre risorse umane anche e stiamo cercando tecnologie informatiche che ci aiuteranno nei prossimi cinque anni a ridurre il crimine e combattere le gang criminali”, ha dichiarato. “All’interno del Project Indect c’è una tavola etica di cui si terrà conto: se è permesso dalla legislazione del paese che lo userà, chi lo controlla e se è conforme ai diritti umani”.

continua su.....http://www.comedonchi...
XLR
Posted Nov 2, 2009 6:37 PM
iRaul
Fáskrúðsfjörður, IS
Post #: 3,074
A Parigi fioriscono nel metro pannelli pubblicitari "intelligenti". Schermo HD, 4 computer all'interno, una telecamera che scruta i passanti, capace di riconoscerli nel tempo (quante volte passa alla settimana tale persona, ecc ecc) e calcolare il tempo che guardano la pubblicità, più tardi dovrebbero essere capaci di seguire il movimento degli occhi per vedere cosa si guarda in primo luogo in un'immagine. Sono anche capaci di inviare SMS sui telefonini dei passanti e chissà quali altre diavolerie.

Le panneau publicitaire intelligent qui nous regarde...


lucy cassini
Posted Nov 3, 2009 7:22 AM
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San Severo, FG
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CONTINUA.......

Scorie




di Danilo Arona

Come ha dimostrato il recente e nefando episodio della “nave dei veleni” affondata dalla 'ndrangheta al largo di Cetraro, il mare ormai contiene di tutto. Non solo migliaia di resti umani appartenenti ai disgraziati clandestini che perdono la vita sulle rotte della disperazione, ma ogni genere di sostanza tossica così smaltita dall'ecomafia. Non che la cosa non fosse già nota. Così Roberto Saviano a pagina 324 di Gomorra:

“Una delle cose che mi sconvolgeva era vedere i volti degli stakeholder campani tesi e preoccupati i giorni dello tsunami. Appena osservavano le immagini del disastro nei telegiornali, impallidivano. Era come se ognuno di loro avesse mogli, amanti e figli in pericolo. In realtà in pericolo c'era qualcosa di più prezioso: i loro affari. A causa dell'onda del maremoto infatti vennero trovati sulle spiagge della Somalia, tra Obbia e Warsheik, centinaia di fusti stracolmi di rifiuti pericolosi e radioattivi intombati negli anni '80 e '90.

L'attenzione avrebbe potuto bloccare i loro nuovi traffici, le nuove valvole di sfogo. Ma il rischio fu subito scongiurato. Le campagne di beneficenza per i profughi distolsero l'attenzione sui bidoni di veleni fuoriusciti dalla terra, che galleggiavano a fianco dei cadaveri. Il mare stesso stava divenendo territorio di smaltimento continuo. Sempre più i trafficanti riempivano le stive delle navi di rifiuti e poi, simulando un incidente, le lasciavano affondare. Il guadagno era doppio. L'assicurazione pagava per l'incidente e i rifiuti si intombavano in mare, sul fondo.”

Val la pena di approfondire questo aspetto, non così conosciuto, legato alle conseguenze dello tsunami di fine dicembre 2004. La potenza distruttiva dell'evento riportò in superficie tutte quelle scorie che per anni erano state scaricate nell'Oceano Indiano, con le coste africane divenute la pattumiera illegale di certi paesi europei, Italia in testa. Le conseguenze del rigurgito in superficie non tardarono a manifestarsi: sin dai primi mesi del 2005 alcune anomale patologie iniziarono a colpire le popolazioni della costa settentrionale della Somalia, manifestandosi con emorragie addominali, acute infezioni alle vie respiratorie e sanguinamenti della bocca, sintomi che sembravano essere tutti riconducibili a fenomeni di inquinamento.
L'intera costa africana subì certamente un pericolosissimo contagio dal mix di uranio, mercurio e cadmio fuoriuscito dalle rudimentali cisterne interrate sui fondali, con danni di cui poco si sa – ma che si possono immaginare – per le popolazioni locali. Una situazione gravissima – purtroppo solo una delle tante – che dimostra che dal mare prima o poi riemerge tutto quel che per anni gli abbiamo “donato”, ovvero le scorie e i fantasmi del nostro benessere.
Senza esimerci dal ricordare che le chiavi dell'omicidio di Ilaria Alpi stanno da quelle parti, possiamo anche di tentare di spostare il discorso sui corpi più “sottili”. Perché è impossibile non considerare che l'acqua “conduce” e che possiede una “memoria” senza limiti. Se da un lato si finge d'ignorare che i mari di tutto il mondo rigurgitano di quantità immani di scorie di ogni tipo (al punto tale che il mondo poco si preoccupa del Pacific Trash Vortex, quell'immane isola di plastica e spazzatura di 2500 chilometri di diametro che vampirizza come un cancro tutta la vita attorno a sé nel mezzo dell'Oceano Pacifico), dall'altro proprio non sfiora le menti che ci sono altre scorie che i mari sono in grado di “rigurgitare”. Un indizio pesante ci giunse proprio nelle ore successive allo tsunami. Così Paolo Colonnello da Phi Phi Island su “La Stampa” del 4 gennaio 2005:

“Di notte i soldati stanziati nell'isola di Phi Phi hanno paura: sostengono di vedere gli spiriti di centinaia di stranieri annegati che nuotano verso le spiagge delle due baie devastate dallo tsunami, in cerca del proprio corpo. Per questo sull'isola sono arrivati i monaci buddisti, nonché degli scintoisti giunti dal Giappone, con il compito di bonificare a suon di benedizioni e incenso tutta la zona. E di circondarla con sottili cordicelle bianche che serviranno a tenere lontano gli spiriti, affinché questi si decidano a trovare la strada del cielo.”

E così Massimo Dell'Omo su “La Repubblica” dell'11 gennaio dello stesso anno da Patong:
continua su.....

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lucy cassini
Posted Nov 4, 2009 8:01 AM
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San Severo, FG
Post #: 1,392
Nucleare: sberle per i francesi (e anche per noi...)
Le agenzie per la sicurezza nucleare di Gran Bretagna, Francia e Finlandia hanno seri dubbi sui reattori Epr. Quelli che vogliamo importare in Italia...


L'agenzia APCOM ha reso nota una notizia che non farà piacere al nostro ministro Scajola...

Le agenzie per la sicurezza atomica francese, inglese e finlandese hanno, infatti, avanzato seri dubbi sulla sicurezza delle centrali atomiche Epr. Cioè le centrali basate su tecnologia della francese Areva che noi vorremmo installare anche in Italia in seguito all'accordo Enel-Edf.

Il problema nella sicurezza deriverebbe dal fatto che ci sarebbe troppa interconnessione tra il sistema di controllo del reattore e il sistema che gestisce la sicurezza.

Secondo le tre agenzie, insomma, se il reattore ha un problema causato dal suo sistema di controllo, allora c'è il serio rischio che smetta di funzionare contemporaneamente anche il sistema di sicurezza.

Non è la prima volta che i reattori Epr finiscono sotto i riflettori: il caso più eclatante è quello della centrale finlandese di Olkiluoto.

Tempo fa, persino l'Espresso lo aveva definito "l'esempio più interessante in Europa".

Eppure i problemi a quella centrale sono notevoli e noti da tempo, anche grazie ad un comitato locale che si muove assai bene sia sul campo che sulla stampa.

Problemi anche legati al sistema di sicurezza.

Dove sta, quindi, la novità?

Nel fatto che prima era solo l'agenzia di sicurezza atomica finlandese ad alzare la voce mentre ora si aggiungono anche quella inglese e, persino, quella francese. Tutto ciò nonostante i reattori Epr siano una tecnologia della francese Areva.

Da notare come la centrale finlandese che ha avuto mille problemi (ci fu persino un periodo in cui le maestranze extracomunitarie non riuscivano a capire cosa dicessero i tecnici e gli ingegneri francesi...), sia praticamente gemella a quelle previste dall'accordo Enel-Edf.

Rimane solo da sperare che la burocrazia italiana allunghi il brodo abbastanza da dare il tempo ai francesi di progettare un sistema di sicurezza che non fa le bizze se il reattore si inceppa.

Altrimenti.... BOOM
!


http://cip6.blogspot....
riccardo rosso
Posted Nov 4, 2009 5:54 PM
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Torino, TO
Post #: 2,360
Mettere una toppa ad un reattore nucleare
... buon progetto, certamente, ma siamo matti?
ma vi rendete conto che si tratta delle forze

più dirompenti dell'universo tutto, che
nn è mai abbastanza sicuro?
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