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OGGI NOTIZIE

riccardo rosso
Posted Oct 9, 2009 4:17 AM
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Rifiuti radioattivi per fare stadi, strade e parcheggi


Il problema irrisolto dello smaltimento delle scorie nucleari


Francia, rifiuti radioattivi per fare stadi, strade e parcheggi


Lo denuncia un'inchiesta di France 3


L'inabissamento delle navi ha rappresentato, molto probabilmente, il modo più economico per smaltire scarti nucleari. Ma non è stata l'unica soluzione adottata per far sparire le scorie tossiche. In Francia un'inchiesta televisiva denuncia come i rifiuti pericolosi siano stati utilizzati per realizzare stadi, strade e parcheggi. Elevatissimo il livello di radioattività di molte aree rurali e urbane del Paese.

Una sola nave per il momento è risalita dal fondo del Mediterraneo. Il relitto segnalato dal collaboratore di giustizia Francesco Fonti potrebbe essere il «Cunsky» con il suo carico di rifiuti radioattivi. Fusti pericolosi sarebbero stati sotterrati anche nella Valle del Fiume Oliva. Il fascicolo di quest'ultima inchiesta è ancora in mano al procuratore di Paola, Bruno Giordano <http://www.agenziami.... che verificherà se esiste un collegamento tra il materiale lì interrato e la motonave della Ignazio Messina. Se così dovesse essere, il magistrato chiederà la riapertura del caso «Jolly Rosso».

L'insabbiamento nei fondali marini o nell'entroterra amanteano dei rifiuti radioattivi rivela, nella sua drammaticità anzitutto ambientale, la questione mai risolta dello smaltimento abusivo e criminale dei rifiuti tossici. Un'inchiesta di France 3, firmata da Emmanuel Amara et Romain Icard, denuncia mostrando l'elevatissimo livello di radioattività di molte aree rurali e urbane del Paese, come le scorie pericolose siano state utilizzate per realizzare opere infrastrutturali: stadi, strade e parcheggi.

La Criirad (Commission de Recherche et d'Information Indépendantes sur la Radioactivité), l'unica commissione di ricerca e d'informazione indipendente sulla radioattività, nel marzo del 2007 ha pubblicato un primo dossier in cui si stimava un totale di circa 225mila tonnellate di materiali di scarto provenienti da una vecchia officina di estrazione dell'Uranio sotterrati nell'area dello stadio nella cittadina di Gueugnon. L'industria in questione è la Cogema (Compagnia Generale delle materie radioattive) che ha prodotto per novantacinque anni uranio concentrato per l'industria nucleare. Nessuno degli abitanti della piccola città situata nella Borgogna è stato messo a conoscenza di quello che accadeva a pochi passi dalla loro quotidianità. Gli unici a conoscere il volto nero dell'impresa erano i lavoratori. Come Jules Rameau, impiegato nell'officina di trattamento dell'uranio dal 1955 al 1980: «L'uranio - racconta a France 2 - arrivava in forma di pietre dalla cava e qui veniva frantumato. Successivamente una macchina lo filtrava. Tutto ciò che era acqua e sabbia è stato portato qui. Vedete lo stadio? Il terrapieno è stato costruito con lo 'sterile'».

I detriti cosiddetti «sterili» sono quelli a basso contenuto di uranio, scartati perché non utili all'industria nucleare. 80 sono i siti contaminati in Francia a causa di un massiccio riutilizzo di materiali di scarto delle miniere di uranio. Sono state individuate infatti aree con una radioattività di 60-100 volte superiore a quella naturale. Ma chi ha abbandonato gli scarti? La CEA (Commissariato dell'energia atomica) e la Cogema, due aziende statali. La Cogema da tre anni è diventata Areva. Stiamo parlando del principale operatore nucleare francese.

I numeri che arrivano dal Paese transalpino sono preoccupanti: tra il 1946 e il 2001 sul territorio francese sono state sfruttate a pieno regime circa 210 miniere di uranio per fornire materia prima alle centrali nucleari nazionali e alle bombe atomiche. 25 i dipartimenti coinvolti dove sono stati interrati o utilizzati per realizzare infrastrutture circa 300 milioni di tonnellate di rifiuti radioattivi. Uno smaltimento a costi bassissimi. Gli unici a pagare, e il prezzo più alto, sono gli abitanti. Come evidenzia uno studio dell'Istituto di Radioprotezione e sicurezza nucleare (IRSN) che dimostra come prolungate esposizioni a basse dosi di radioattività possono creare problemi renali, di respirazione, comportamento, alimentazione e riproduzione. Chi risponderà di tutto questo?

(sabrina pisu) 2009-09-30 16:26:14

Fonte foto: France 3 <http://programmes.fra...



http://programmes.fra...

http://www.agenziami....



E da noi?

Cromo, radiazioni, fiori mutanti e tumori

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Radioattività presso il Politecnico di Torino

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Cantiere radioattivo a Torino, nessun pericolo secondo l'ARPA

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riccardo rosso
Posted Oct 9, 2009 5:03 AM
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Torino, TO
Post #: 2,244
Il retroscena Ghedini e Alfano al lavoro per approvarla entro febbraio
Sarà più facile ricusare i giudici, vietato usare le sentenze passate in giudicato
In arrivo una leggina per tagliare
la prescrizione del caso Mills
Più potere alle difese per far scadere i termini
anche nel processo sui diritti tv sotto inchiesta
di LIANA MILELLA


ROMA - Al tappeto dopo il micidiale knock out della Consulta sul lodo Alfano il team giuridico del Cavaliere sbanda, si divide, ma già è al lavoro su nuove sorprese ad personam. Una su tutte: intervenire di nuovo sui tempi di prescrizione, dopo il pesante intervento della Cirielli, nel disperato tentativo di far "morire" subito il processo Mills. Niccolò Ghedini e Angelino Alfano escono azzoppati dalla partita sullo scudo congela-processi, ma ancora a loro due si è rivolto il Cavaliere per esigere, in tempi brevi, una legge che spunti le armi dei magistrati milanesi. "Non voglio governare con l'incubo delle udienze, datevi da fare" gli ha detto liquidandoli. Tacchi indietro, i due si sono messi al lavoro. E adesso, in queste ore, nello studio di Ghedini e nelle stanze di via Arenula, comincia a prendere forma un disegno di legge "leggero" in cui mettere al primo posto i nuovi limiti della prescrizione e poi altre tre "creature" ghediniane, poteri potenziati delle difese a scapito dei giudici, ricusazione più facile delle toghe, stretta nell'utilizzo delle sentenze passate in giudicato. Tutto questo ha un solo norme: una nuova legge tagliata su misura per Berlusconi. Smilza, pochi articoli, di facile gestione parlamentare, con una corsia preferenziale garantita tra Camera e Senato. Da approvare per febbraio, marzo. In grado di chiudere subito il processo Mills, quello più pericoloso per Berlusconi, che con le regole di oggi è prescritto a metà del 2012.

Avrebbe voluto un decreto il premier. Ma, assai contriti, sono stati costretti a dirgli che sarebbe difficile spiegare a Napolitano quali sono le ragioni di necessità e urgenza per cambiare le regole della prescrizione e costringere i giudici ad ancorarla in modo meccanico. Un nuovo braccio di ferro con il Colle è meglio evitarlo. Dunque si vada a un ddl che anticipa, da quello sul processo penale in sonno al Senato, le norme già scritte da Ghedini per Berlusconi a febbraio. Lungimirante il Ghedini: alla fine del 2008, con il lodo Alfano appena applicato al processo Mills, l'avvocato di Padova era consapevole della sua inconsistenza e sfornava nuove norme per proteggere Berlusconi. Vediamole.


La prescrizione in primis. Che hanno fatto i pm di Milano? Hanno ancorato la decorrenza alla data in cui, era febbraio 2000, l'avvocato di Londra entrò in possesso dei 600mila dollari, regalo del premier per la sua versione addomesticata sui fondi neri, e non al 1998 quando quei soldi furono versati. Una scelta che Ghedini, da avvocato, ha sempre criticato. Adesso appresta lo strumento legislativo per togliere ai pm questa libertà mettendo dei paletti rigidi. Il reato fu commesso quando i soldi partirono e non quando furono utilizzati. Quindi la data è il '98. La norma, più favorevole all'imputato rispetto a quella attuale, dovrà essere applicata anche al processo Mills che, a quel punto, dovrà subito chiudere i battenti perché i dieci anni in cui si prescrive il reato risulteranno scaduti. Non basta. Per garantirsi che comunque, nel processo contro Berlusconi, non possa essere utilizzata la sentenza del troncone Mills, quando sarà definitiva, Ghedini cambia le regole e cancella la possibilità di usarla in un altro processo come invece avviene oggi.

Messo a posto il caso Mills restano gli altri processi, come quello sui diritti tv che si prescrive nel 2012. E lì non rimane che guadagnare la prescrizione allungando a dismisura i tempi del processo e scandagliando nella vita dei giudici con l'obiettivo di trovare una pecca e ricusarli. Per questo Ghedini ha già scritto da mesi due norme ad hoc: la prima stabilisce che "l'imputato ha diritto, nelle stesse condizioni del pm, di ottenere l'acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore. Il giudice, a pena di nullità, le ammette".

Diventa un esecutore in mano alle difese. Quanto alle toghe si potranno ricusare "anche se esprimono giudizi fuori dall'esercizio della funzione giudiziaria" tanto da compromettere la loro imparzialità. Per capirci, basta che un magistrato intervenga in un'assemblea dell'Anm e esprima un giudizio negativo su una legge ed è fuori dal processo. Il lodo Alfano congelava i processi, queste norme li cancellano.

(9 ottobre 2009)

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lucy cassini
Posted Oct 10, 2009 8:20 AM
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LA BOLGIA INFERNALE DI CICERALE - LA GOMORRA ANIMALE


Ecologia (CHE SAVIANO NON CONOSCE E NON HA INSERITO NEL SUO LIBRO)

DI PAOLO RICCI
nothuman.org

Tempo fa mi scrisse una giovane campana. Aveva letto una cosa mia che girava nei siti.
Mi pare fosse la lettera a Vito Mancuso. Mi chiese se poteva vedermi e se potevo aiutarla per un problema riguardante i maltrattamenti dei cani. Le dissi che contavo poco ma se voleva, nei miei limiti, l’avrei aiutata. Le chiesi di spiegarmi cosa accadeva e la ragazza mi mandò delle foto che mi lasciarono esterrefatto.
Cose orrende. Provai una profonda vergogna di appartenere alla mia specie degenerata. Provai vergogna per non essermene accorto prima di quest’orrore . Di non aver capito l’entità dell’orrore. Quando questa roba ti arriva via mail e la apri è come ricevere un pugno nello stomaco o un calcio nei testicoli, ti lascia boccheggiante, ti passa la volontà di vivere. Spiegai alla giovane che stavo andando a Venezia e che sarei partito da Roma in macchina.

La ragazza mi incontrò nei pressi di Roma, veniva dal Sud e organizzò un incontro con alcune attiviste “animaliste”al mio ritorno da Venezia. Prima di partire per l’Inghilterra le incontrai e registrai (con un registratore) quello che mi dicevano. Queste ragazze, giovanissime, una romana, una fiorentina e una campana, non erano a contatto diretto con i canili ma avevano raccolto del materiale da persone che conoscevano l’orrore di quei luoghi e avevano sui volti i segni dello schifo che avevano visto. Negli occhi portavano la rabbia dell’impotenza davanti al Male. Perché di Male si tratta.
Avevo chiesto di incontrare i volontari che si occupavano delle adozioni presso quel canile . Mi risposero che non potevano entrare in diretto contatto con me e denunciare quello che avevano visto perché gli sarebbe stato interdetto l’accesso al canile, e rischiavano di essere denunciati. Quando sentii questo rimasi sbalordito. Ma come, nella Rutalia di Papi trionfante, nel regno dell’italietta civile, artistica, storica, del “Made in Italy”, della Ferrari, nell’Italia felix, gaudente e “cafonal” avvenivano ancora queste cose?
Chiesi: “Ma siamo forse in Colombia che un’attivista non può parlare perché rischia la vita? Dove cavolo siamo?” Ma quelle ragazze confermarono tutto. “Si rischia la pelle, gli interessi sono grandi e ci sono 97 comuni dietro alla mercificazione dei randagi”. Rimasi sbalordito. “Allora Saviano ha dimenticato di dire qualcosa?” Chiesi. Risposero: “Si, non sapeva. Ma i media sapevano. Eccome se sapevano! ”
“Non tutti sapevano o sanno” dissi. Risposero: “In molti sanno, ma gli animali sono il nulla per loro”
Erano dure e dirette le ragazze e avevano una rabbia in corpo e una selvaggia tristezza che mi colpirono .
Prima di passare all’intervista che spiega con chiarezza quello che accade; qualcosa voglio dire e spero che voi che leggete queste interviste le diffondiate tentando di raggiungere il massimo numero di giornali, associazioni e politici. E’ stomachevole che il grande giornalismo che ci massacra ogni giorno con le cretinate sulla vita privata di Papi (che in Inghilterra, dove vivo, non sarebbe durato un maledetto giorno)
su prostate sfasciate, escort e prosseneti, non metta mai il naso nel miasma olezzante del trattamento che impartiamo agli animali. Anzi, al non umano: aggiungiamo anche le piante e gli alberi. Se non interessano gli animali interesserà pure e dello spreco e il ladrocinio di denaro pubblico che si attua sulla loro pelle!
Io leggo Repubblica e l’Espresso da un vita, sono vecchio, e se dovessi chiedere a Eugenio Scalfari, a Giorgio Bocca, a Ezio Mauro, a Edmondo Berselli, a Giuseppe D’Avanzo - che ci affligge (giustamente) ogni giorno con le pippate sul Papi Ruteliano - a Francesco Merlo, a Giovanni Valentini di dire una parola, una sola, una sola volta su quello che facciamo agli animali, so già quello che mi risponderebbero: “Abbiamo problemi più gravi…” Anche Giorgio Bocca, che ho letto perfino in Alaska, mi ignorerebbe. Se io dovessi dire a Bocca: la leggo da una vita, mi dia una mano a salvare questi poveri cani, neanche risponderebbe. Dei giornalisti di destra neanche parlo perché conosco già le risposte. Chiedere a Ferrara o ad altri una roba del genere significherebbe farli schiattare dalle risate. Solo la Padania ha evidenziato l’orrore. Ma, mi domando: i media non si vergognano del loro silenzio? Per non parlare dei politici. Una classe mostruosamente cieca alla sofferenza del non umano. Ma è mai possibile che la gente che possiede cani come Francesco Totti, Raul Bova, Massimo D’Alema non riesca a dire una sola parola davanti a questo massacro continuo in autentico stile nazista? Non pensano che potrebbero essere i loro cani in quelle condizioni? Non pensano per un maledetto momento che potrebbero essere i loro animali a patire l’orrore che le povere bestie sperimentano - perché abbandonate da criminali (sto soppesando le parole)? Lo sanno che questi poveri animali subiscono trattamenti degni del “Dottor Morte” Aribert Heim? Ma come in un paese dove oltre 4.800.000 famiglie possiedono uno o due cani avvengono cose del genere? E Sofri perché non dice nulla? E perché non parla il Grillo furioso? Perché? Perché gli animalisti lo hanno offeso, come mi ha detto un’amica? Certo gli animalisti che lo hanno offeso se lo potevano risparmiare - spesso siamo suicidi e tatticamente folli – ma è ragione sufficiente?

Ma noi umani quando lo capiremo che non siamo soli sulla terra? Che esistono altri esseri e che fare loro quello che facciamo è vergognoso, è osceno. Ci macchia. E il silenzio ci macchia ancora di più.
Ma avete mai sentito le alte istituzioni o il Papa dire una sola parola su questi orrori?
Li avete mai sentiti? Avete mai sentito Vito Mancuso, che giorni fa ci spiegava il significato dell’imperativo categorico kantiano, dire una parola? Parla degli angeli ma mai del non umano. E io vorrei chiedergli: professore ma l’imperativo categorico è applicabile a una sola specie (come insinuava indirettamente Kant) o è applicabile anche agli altri esseri viventi? Perché se è applicabile a una sola specie è un imbroglio specista, è un gioco delle tre carte, un’emerita presa per i fondelli, per non dire un’altra cosa. E sarebbe bene, professore, che si chiarisca le idee sul concetto di antropocentrismo perché quel concetto, intriso di hybris pestilenziale, ha fottuto il pianeta. E l’uomo autentico, di cui Lei parla è quello che apre la propria compassione verso tutti gli abitanti del suo pianeta. Non solo verso la propria specie.
E dicano una benedetta volta una parola i cattolici: una sola volta! Dove è la vostra compassione se siete sempre silenti?

Un ultima cosa. Rivolgo una domanda
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lucy cassini
Posted Oct 10, 2009 5:37 PM
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Funerali a Messina, applausi e fischi per Berlusconi
10 ottobre 2009


Con la benedizione delle salme, si sono conclusi i funerali solenni per le vittime dell’alluvione celebrati nel Duomo di Messina. Benedizione in rito ortodosso per Monica Balascuta, la badante romena di 48 anni morta. Un grande applauso ha accolto la fine della cerimonia. I feretri sono trasportati fuori dalla basilica. Quello di Pasquale Simone Neri, morto per salvare diverse persone, è portato a spalla dai suoi commilitoni della Marina Militare. «Ciò che non riusciamo a tollerare è il reiterato tentativo di strumentalizzare per l’ennesima volta, il dramma di questa nostra terra e di questa nostra amata gente». Lo ha sottolineato l’arcivescovo di Messina, monsignor Calogero La Piana nella sua omelia. Un passaggio applaudito a lungo dai fedeli in chiesa ma anche dalle migliaia di persone che seguono la messa dall’esterno. «Si è voluto anche polemizzare, giudicare e condannare con sufficienza e presunzione» ha ribadito ancora La Piana.
I solenni funerali chiudono il primo capitolo della tragedia che il primo ottobre ha colpito Messina. Nella camera ardente allestita nel duomo c’erano solo le bare di 21 delle 28 vittime recuperate finora dalle macerie: gli altri morti - tranne un cadavere che non è stato ancora riconosciuto - riposano già al cimitero, perchè i familiari hanno preferito la cerimonia privata. Nel giorno del lutto nazionale e delle bandiere a mezz’asta, alle esequie, celebrate dal vescovo di Messina Calogero La Piana, c’è Silvio Berlusconi ma non Giorgio Napolitano che ha deciso di delegare il presidente del Senato, Renato Schifani. Dal Quirinale una corona per le vittime, come ha spiegato il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca. Il presidente della Repubblica ha chiesto anche che il ministero dell’Interno avvii l’istruttoria per il conferimento della medaglia d’oro al valor civile a Pasquale Simone Neri, morto per salvare otto persone. Ai funerali rigide misure di sicurezza: la precedenza ai familiari delle vittime e agli abitanti delle zone colpite. E mentre a Giampilieri e a Scaletta Zanclea, i due paesi messi in ginocchio dal disastro, si continua a scavare, aumenta il numero degli sfollati: l’ultimo bollettino dell’unità di crisi ne conta 930, 41 in più rispetto all’ultimo dato. Otto i dispersi: cinque a Scaletta Zanclea, due a Giampilieri e uno ad Altolio. Ieri il sindaco ha preparato con i suoi uffici alcune mappe che mostrerà al premier: sono indicate le zone dove costruire le nuove abitazioni, secondo il modello L’Aquila, che saranno realizzate «in pochi mesi», ha ribadito Berlusconi. Il premier ha anche spiegato che si potevano utilizzare appartamenti liberi «ma gli abitanti ci hanno manifestato la volontà di ricostruire le loro comunità», ha spiegato. L’ipotesi di acquistare le case sfitte per gli sfollati era stata avanzata anche dall’assessore regionale ai Lavori pubblici, Antonio Beninati, mentre Gian Michele Calvi, l’architetto che ha progettato i complessi antisismici in Abruzzo, ha spiegato che «non c’è ripetitività nella soluzione di una crisi», a meno che per modello L’Aquila «non si intendano le logiche, l’idea, l’intelligenza». Quella finora mancata «a chi avrebbe dovuto provvedere alla sicurezza del territorio e non l’ha fatto», dice Nicola De Luca che ha costituito il comitato «Salviamo Giampilieri superiore». De Luca e altri suoi compaesani stanno raccogliendo le firme per impedire che i senza tetto possano essere trasferiti in altri quartieri: «Non ci muoviamo da qui - dice - soprattutto per onorare la memoria di chi ha perso la vita. Se andassimo via sarebbero morti invano». Finora si è cercato di tamponare l’emergenza e dare una sepoltura ai morti dell’alluvione, che si sarebbe potuta evitare, ha sostenuto il presidente dei senatori del Pd, Anna
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lucy cassini
Posted Oct 10, 2009 5:59 PM
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Post #: 1,338
Quell’orrido complotto contro Berlusconi


“Il presidente della Repubblica aveva garantito con la sua firma che la legge sarebbe stata approvata dalla Consulta, posta la sua nota influenza sui giudici di sinistra della Corte”. Parole e musica di Silvio Berlusconi, attuale presidente del Consiglio e, a quanto pare per sua stessa ammissione, golpista in combutta con il Quirinale. Ieri, dopo la sentenza sul Lodo Alfano, il premier poteva fare qualcosa di molto intelligente: lasciar parlare ministri, onorevoli e direttori di giornale in sua difesa. Invece il Cav. ha voluto tirare fuori il peggio di sé, prima passeggiando per le piazze di Roma e poi a Porta a Porta. Tra le frasi su Napolitano, la più grave – anche se nessuno se n’è accorto – è proprio quello che parla di rassicurazioni da parte del presidente della Repubblica sull’esito del giudizio sul Lodo Alfano. Già il povero Giorgio venne subissato dalle critiche quando lo firmò, visto che tutti lo accusarono di intellighenzia con il nemico. Con questa “rivelazione” di Silvio, rischia di finire davvero subissato dalle critiche di chi, forse con un poco di ragione, continua a vederlo come un presidente poco super partes. E la cosa divertente è che gli attacchi arriveranno in contemporanea a quelli del centrodestra, che ha già iniziato il fuoco di fila sul Quirinale. A forza di cercare di accontentare chiunque, si finisce spesso per scontentare tutti.

Per il resto, l’orrido complotto contro Berlusconi c’è, ed è inutile negarlo. Ma i colpevoli da individuare sono molto più vicini di quanto Silvio creda. Gaetano Pecorella e Niccolò Ghedini, ad esempio. Che hanno passato gli ultimi giorni a sussurrare nelle orecchie del Capo che stavolta ce l’avrebbero fatta, che avevano avuto precise rassicurazioni dai loro amici alla Consulta, e non c’era alcun problema di merito: stavolta i giudici avrebbero salvato Silvio, e sarebbe stata la rivincita delle molte sconfitte patite nelle aule giudiziarie. Da questo derivavano tutte le dichiarazioni ossequiose nei confronti del ruolo della Corte nella vigilia, che uscivano dalla bocca del Gatto e della Volpe: “Rispettiamo il ruolo della consulta, non sarà una sentenza politica, ci fidiamo del giudizio dei giudici“, ripetevano i due in coro. Ventiquattr’ore dopo, ecco l’intero Popolo delle Libertà gridare al Grande Gombloddo contro quei comunisti della Consulta. Con la chicca di Silvio che dice che ci sono 11 giudici di sinistra in quanto nominati da tre presidenti della Repubblica a loro volta di sinistra. Il ragionamento non fa una grinza, ne fa due: la “partita” è finita 9 a 6 e non 11 a 4, e Ciampi venne proposto al Quirinale proprio da Berlusconi. Chi è causa del suo mal pianga sé. Spesso.

Oggi Berlusconi promette battaglia mediatica: “Ci sono due processi farsa, risibili, assurdi, che illustrerò agli italiani andando anche in televisione” – dice al Gr1 – Quindi scenderò io stesso nelle Aule del tribunale facendo esporre al ridicolo gli accusatori dimostrando a tutti gli italiani di che pasta sono fatti loro e di che pasta sono fatto io. Per fortuna che Silvio c’è se no saremmo completamente nelle mani di questi signori della sinistra che hanno un’organizzazione di una minoranza della magistratura che usa il potere giudiziario a fini di lotta politica, hanno più del 70% della stampa che è tutta di sinistra, con in testa Repubblica e altri giornali, hanno tutti i programmi di approfondimento politico e la Tv pubblica pagata con i soldi di tutti e un capo dello Stato di sinistra e c’è una Corte Costituzionale con 11 giudici di sinistra che non è certamente un organo di garanzia ma è un organo politico come si è visto in questa occasione. Il Governo va avanti tranquillamente, serenamente e se possibile con più grinta di prima perchè si sente assolutamente necessario, indispensabile alla democrazia, alla libertà e al benessere di questo Paese. Abbiamo governato senza questo lodo per cinque anni dal 2001 al 2006, continueremo a governare senza questo lodo“.

Auguri. Di certo quello che tutti gli italiani si aspettano, oggi, non è un premier a reti unificate che parla di quanto sono matti i giudici. Ma se Silvio, dopo le parole dei suoi consigliori, ritiene giusto riportare il paese a un clima da guerra civile, non c’è che da sperare che la mobilitazione permanente buon pro gli faccia. Così, ad occhio, ci verrebbe da dire che invece farebbe bene a liberarsi dei legulei che l’hanno infilato in questa condizione, e oggi continuano a sbagliare tutto quello che è possibile sbagliare. Anche se invece fare un po’ di pulizia tra chi ha un immarcescibile sprezzo del ridicolo potrebbe giovargli assai di più.

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riccardo rosso
Posted Oct 12, 2009 4:51 AM
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Torino, TO
Post #: 2,272
beccati questa

Il governo a puttane, gli italiani in galera.
per ora solo 20.000 nuovi posti! Verrebbe da dire
affrettatevi, posti LIMITATI ma la notizia nn fa ridere

è grave ma nn seria
lucy cassini
Posted Oct 17, 2009 6:23 PM
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San Severo, FG
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Il giudice Mesiano si difende



di Achille


Canale 5 fa pedinare e riprendere di nascosto il giudice Raimondo Mesiano e manda in onda le riprese facendo sostenere a un tal Claudio Brachino, ritenuto “giornalista”, che è veramente stravagante che un magistrato cammini a piedi per la città e vada dal barbiere, aspettando correttamente il suo turno, rispettando il semaforo per strada e, addirittura, attraversando sulle strisce pedonali (ma dove andremo a finire, signora mia!).

Il filmato si conclude con una scena veramente stupefacente: il collega Mesiano che – cosa davvero inaudita! – si siede su una panchina e si fuma una sigaretta.

Mi auguro che il C.S.M. sospenda al più presto dalle funzioni e dallo stipendio un giudice tanto assurdo.

Lui, Mesiano, però, si difende e dichiara: “Quelle mandate in onda su Canale 5 sono riprese parziali. Io non sono come mi hanno descritto. Ho anche io una vita normale come tutti: faccio festini nelle mie ville, vado a puttane e organizzo orge con minorenni”.

Certo, se questo che dice Mesiano fosse vero, Canale 5 dovrà chiedergli scusa e proporlo al Capo per una candidatura importante a qualcosa di molto istituzionale.

______

P.S. - Ovviamente le parole riportate sopra fra virgolette non sono davvero del dr Mesiano. Si tratta solo di una ipotesi scherzosa.


La caccia al giudice Raimondo Mesiano è cominciata. Berlusconi sguinzaglia "Il Giornale e "Chi" contro il magistrato, per aver scritto la sentenza Mondadori e che ha condannato la Fininvest al risarcimento di 750 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti.
Berlusconi lo aveva detto: "Ne sentirete delle belle", detto, fatto.



lucy cassini
Posted Oct 17, 2009 6:26 PM
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San Severo, FG
Post #: 1,342
Un giudice condanna Fininvest:
scatta la rappresaglia
di Canale5

Bologna, 17 ottobre 2009

(avv. Antonello Tomanelli)

Quello che si è visto ieri mattina, 16 ottobre, sugli schermi di Canale5 è solo uno degli effetti perversi del macroscopico conflitto di interessi in cui si trova Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, leader della maggior forza politica rappresentata in Parlamento e, nel contempo, padrone di un impero mediatico che produce informazione. Mattino Cinque, la trasmissione di Canale5, ha mandato in onda un servizio su Raimondo Mesiano, magistrato del tribunale di Milano, quello che pochi giorni fa ha condannato la Fininvest in sede civile ha risarcire alla Cir di Carlo De Benedetti il danno (quantificato in 750 milioni di Euro) prodotto dalla corruzione, accertata con sentenza penale passata in giudicato nel 2007, di quei giudici romani che occupandosi del “Lodo Mondadori” avevano assegnato il colosso editoriale alla Fininvest con una sentenza scritta nello studio legale di Cesare Previti, avvocato di Berlusconi.

Mattino Cinque ha mandato in onda un servizio a firma di un’aspirante giornalista, il cui nome non riportiamo per mera pietà cristiana. E’ una sorta di candid camera, che spia il giudice per le vie di Milano in atteggiamenti assolutamente ordinari: passeggia, siede dal barbiere, si rilassa su una panchina. Mentre scorrono le immagini, la voce fuori campo insiste sui gesti ripetitivi del giudice mentre attende l’apertura del barbiere (“avanti e indietro, avanti e indietro”), ne sottolinea la dipendenza dal fumo, denuncia la sua “stravaganza”. Il servizio si chiude così: “Guardatelo seduto su una panchina: camicia, pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese, di quelli che in tribunale non è il caso di sfoggiare”.

Chiunque, persino la stessa aspirante giornalista che ha confezionato il servizio, capirebbe che qui non vi è alcuna “notizia”. Molti vedono in quel servizio un pestaggio mediatico, una sorta di intimidazione a futura memoria per chiunque pregiudicherà gli interessi del Gruppo Fininvest. In ogni caso, è certo che quel servizio non vuole soddisfare alcuna esigenza di cronaca, ma solo fare ironia, stolta e di dubbio gusto, su un soggetto che ha dato una mazzata al gruppo Fininvest. Una mazzata che peraltro il giudice Mesiano non poteva non dare, visto che il fatto illecito (la corruzione) posto alla base della richiesta di risarcimento avanzata dalla Cir era stato definitivamente accertato in sede penale. Circostanza che il servizio si guarda bene dal riferire.

Nessuna esigenza di cronaca, ma solo la volontà di ironizzare sul giudice Mesiano. Diritto di satira, dunque?


http://www.difesadell...
lucy cassini
Posted Oct 17, 2009 6:33 PM
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San Severo, FG
Post #: 1,343
E’ consigliata a tutti, specie alle persone facilmente impressionabili, la visione del filmato che Canale 5 ha dedicato l’altro ieri al giudice Raimondo Mesiano. Basta andare su Internet: innumerevoli siti lo ripropongono. Davvero bisogna vederlo. ( http://www.youtube.co... )

Per due motivi. Il primo è che, se non lo si vede, non ci si crede. Il secondo è per rendersi conto di quale livello abbia ormai raggiunto il giornalismo con l’elmetto.

Raimondo Mesiano è il giudice che ha condannato la Fininvest a risarcire il gruppo De Benedetti con 750 milioni di euro. Canale 5 l’ha fatto seguire di nascosto dalle sue telecamere. Come fanno per «Scherzi a parte» o, per citare un precedente di livello superiore, come faceva lo «Specchio segreto» di Nanni Loy. La differenza è che in quelle trasmissioni alla fine la vittima dello scherzo viene avvicinato da un funzionario che dice: non se la prenda, se ci dà il permesso di mandare in onda per favore firmi qui. Invece le immagini trasmesse l’altro ieri a Mattino 5 erano rubate all’inizio delle riprese e rubate sono rimaste fino alla fine. Il giudice Mesiano ne è venuto a conoscenza, in compagnia di qualche milione di italiani, solo al momento della messa in onda.

L’altra differenza è che le gag di Nanni Loy facevano ridere, questa no. Il giudice viene ripreso, anche se sarebbe più corretto dire spiato, mentre è nell’esercizio di sue privatissime funzioni: uscire di casa, passeggiare, fumare una sigaretta, entrare dal barbiere, farsi radere, uscire, sedersi su una panchina, fumarsi un’altra sigaretta. Nulla di più banale, ordinario e scontato: eppure per Mattino 5 quelle immagini sarebbero la prova di «comportamenti stravaganti», come più volte sottolinea l’autrice del memorabile scoop. Non sapendo a cosa attaccarsi per giustificare quell’accusa di stravaganza, la giornalista sottolinea il «passeggiare avanti e indietro fumando una sigaretta» nell’attesa di entrare dal barbiere e - orrore - i calzini turchesi nei mocassini bianchi. Stravagante, e quindi un mezzo squilibrato, questo giudice che ha condannato la Fininvest.

Canale 5 è del gruppo Fininvest e ha tutto il diritto di criticare una sentenza che la colpisce. Può anche dire che in Italia ci sono le toghe rosse. E potrebbe perfino insinuare il sospetto che il giudice sia un mezzo squilibrato, se scoprisse che parla con i muri o si lancia da un quinto piano convinto di volare. Ma il filmato dell’altro ieri a Mattino 5 lascia sbalorditi, nonostante si sia abituati ormai da anni a una guerra mediatica fatta di colpi sempre più bassi.

Sbalorditi per la pretestuosità delle argomentazioni. Il filmato non mostra alcunché di bizzarro, davvero bisogna arrampicarsi sui vetri per vedere, nella passeggiata del giudice Mesiano, «comportamenti stravaganti». E sbalorditi per la meschineria dell’equazione «calzini turchesi uguale giudice inaffidabile»: equazione che mette i suoi autori allo stesso livello di chi ieri sfotteva Andreotti per la gobba e oggi sfotte Brunetta per la bassa statura. Siamo al livello della fisiognomica utilizzata dalla «Difesa della razza» di Telesio Interlandi.

Ma la cosa peggiore - quella che mette i brividi - è il pedinamento, lo spionaggio, la violazione della privacy, quindi la messa alla pubblica gogna, il sottinteso avvertimento «guarda che ti controlliamo». Ne avevamo già viste tante, da una parte e dall’altra. Ma che un giudice autore di una sentenza sgradita (e magari sbagliata: non è questo il punto) potesse essere seguito e filmato di nascosto, è una cosa che avevamo visto solo al cinema. Ad esempio ne «Le vite degli altri» di Florian Henckel von Donnersmarck, un capolavoro. Ambientato a Berlino Est. Roba da comunisti.

Michele Brambilla
Fonte: www.lastampa.it

GAUDI' libero
Posted Oct 18, 2009 12:16 PM
AZULGRANA
Borgo San Lorenzo, FI
Post #: 401
Ma che un giudice autore di una sentenza sgradita (e magari sbagliata: non è questo il punto) potesse essere seguito e filmato di nascosto, è una cosa che avevamo visto solo al cinema. Ad esempio ne «Le vite degli altri» di Florian Henckel von Donnersmarck, un capolavoro. Ambientato a Berlino Est. Roba da comunisti.
Roba da comunisti.....biggrin....roba da Fininvest!!! Il vero capolavoro è il commento ed il ricordo del film!!Perfetto!
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