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OGGI NOTIZIE

lucy cassini
Posted Feb 20, 2009 8:43 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 728
Un ddl in barba alla Costituzione
20/2/09
di Nicola Tranfaglia


C’è da chiedersi perché il disegno di legge in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali approvato fin dal 13 giugno 2008 dal Consiglio dei Ministri resta ancora così come è davanti al parlamento e la destra vuole farlo approvare a colpi di maggioranza,se l’opposizione non cede. Nato in un primo tempo come decreto d’urgenza e poi trasformato in disegno di legge in quanto, bollato da 134 professori di Diritto costituzionale come uno sfregio alla costituzione repubblicana, rappresenta con chiarezza il tentativo di ottenere dalle opposizioni il via libera per colpire nello stesso tempo i magistrati e i giornalisti e tornare alla legislazione degli anni trenta: fine della cronaca nera e silenzio per tutti i reati che possono dar fastidio al manovratore.
L’attacco netto che alla legge ha portato il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Nicola Mancino votando a larga maggioranza con il Consiglio una disamina precisa del provvedimento resta come un monito inascoltato alla maggioranza attuale del parlamento e al governo Berlusconi.
E’ molto semplice nella sua architettura ma nessuno dei quotidiani più diffusi nel nostro paese lo ha illustrato compiutamente ai suoi lettori.
Eppure vale la pena rendersi conto di quel che significa per la vita sociale e il controllo di legalità nel nostro paese.
Intanto si afferma, modificando l’attuale legislazione, che il giudice ha l’obbligo di astenersi (cioè rinunciare al giudizio) “se ha pubblicamente rilasciato dichiarazioni concernenti il procedimento affidatogli”Quindi “è vietata la pubblicazione degli atti coperti dal segreto istruttorio o anche solo del loro contenuto”.
Inoltre “è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto o nel contenuto, di atti di indagine preliminare nonché di quanto acquisito al fascicolo del pubblico ministero o del difensore, anche se non sussiste più segreto, fino a che siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare.”
I reati per i quali è consentita l’intercettazione sono delitti puniti con la pena dell’ergastolo o della reclusione al massimo a dieci anni; quelli di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, alla tratta di persone, all’acquisto e alienazione di schiavi, all’associazione mafiosa e ai reati collegati alla mafia, al sequestro di persone a scopo di estorsione, al terrorismo, al saccheggio, alla devastazione, alla strage, alla guerra civile, corruzione propria e concussione, reati di ingiurie, minaccia, usura, molestia o disturbo delle persone con il mezzo del telefono.
Mancano all’appello dei reati intercettabili quelli presenti oggi legati ai traffici di droga, armi ed esplosivi, oltrechè il contrabbando e quasi tutti i reati finanziari.
E ci sono due forti limitazioni a intercettare: ci vuole un intervento del tribunale in composizione collegiale per autorizzare il giudice. E il tempo consentito non può superare i tre mesi.Inoltre non si può iniziare l’intercettazione se non sono presenti gravi elementi di colpevolezza.E se il colpevole non è stato ancora individuato,non se ne fa nulla.
I giornalisti, come i magistrati, sono colpiti direttamente con multe e carcerazione (da 1 a tre anni di carcere) se violano le nuove norme.
Risultano, con estrema chiarezza, le conseguenze di una legge simile se verrà approvata nell’attuale formulazione.
La prima è che tre mesi, rispetto all’esperienza accumulata non solo in Italia ma in tutto il mondo occidentale, spesso non sono sufficienti per rendersi conto del crimine che si sta commettendo. In molti casi, anche recenti, è stato necessario intercettare per un anno o più i soggetti dell’attività criminosa.
La seconda è che l’elenco dei reati è limitativo sia perché restano fuori fattispecie criminose di notevole allarme sociale sia perché, quasi sempre, da reati minori si arriva alla conoscenza di quelli maggiori.
Basta pensare al caso della clinica di Milano in cui si è partiti dal sospetto di truffa nei confronti dell’ASL milanese e, intercettando, si è giunti alla scoperta di omicidi di pazienti verificatisi nell’istituto sanitario indagato.
Lo stesso problema si verifica per le indagini sulle associazioni mafiose in cui si parte a volte da truffe e furti che sembrano delitti comuni e si arriva, approfondendo l’indagine, agli omicidi mafiosi.
La terza conseguenza prevedibile è la reazione dei mezzi di comunicazione di fronte a una legislazione come quella prevista dal disegno di legge Alfano-Ghedini (né si sa, ancora tra i due, chi sia davvero il ministro).
Le pene previste per magistrati e giornalisti hanno una doppia funzione: da una parte impediscono a giornali e televisioni di parlare della scoperta dei reati compiuta dalla polizia e dai giudici se non quando le indagini sono finite, dall’altra sono limitate a poche ipotesi di reato .
Il risultato è l’ abolizione, pressoché completa, della cronaca nera sulle testate del nostro paese e in questo modo si riproduce fedelmente la legislazione adottata dal regime fascista dopo il suo consolidamento nel 1925.
Vogliamo vedere quali sono i reati esclusi dalle possibili intercettazioni della magistratura? L’elenco è impressionante: truffa, violenza sessuale, violenza in famiglia, diffusione di materiale pedopornografico, corruzione di minorenne, ricettazione, rapina, estorsione, furto in appartamento, scippo, spaccio di droga, incendio boschivo, ricettazione, calunnia, reati ambientali, omicidio colposo e falsa testimonianza.
C’è un ultimo punto da sottolineare: la propaganda di governo ha dipinto le intercettazioni come una spesa enorme del Ministero della Giustizia, addirittura un terzo del suo bilancio.
Ma si tratta di una notizia palesemente infondata perché siamo invece all’O,7 per cento di quel bilancio.
Inoltre in Francia dove le intercettazioni non sono minori che in Italia (riguardano circa 20mila soggetti all’anno come nel nostro paese) il Ministero della Giustizia spende meno che nel nostro paese giacchè chiede, e ottiene dalle compagnie telefoniche che sono concessionarie dello stato, di non pagare i canoni relativi.
Non si capisce perché questo non avvenga in Italia dove la situazione è del tutto simile.
Insomma,si vuol adottare una legislazione che sottrae ai giornalisti la possibilità di segnalare ai cittadini l’allarme sociale di gravi reati e, nello stesso tempo, ai giudici si toglie la possibilità di indicare alle classi dirigenti quel che sta succedendo nel paese perché adottino le misure conseguenti.
E’ a questo che vogliamo arrivare?
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lucy cassini
Posted Feb 20, 2009 8:47 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 729
Politkovskaja - I misfatti dei potenti travestiti da ragion di Stato - 20/02/06




di Giulietto Chiesa – da «La Stampa»

Il sospetto che la banda di spostati portata dagl’inquirenti davanti al tribunale di Mosca, fosse un coniglio malconcio venuto fuori troppo in fretta dal cappello a cilindro, c’era stato fin dall’inizio.
Parevano confezionati apposta per colmare in fretta la domanda di giustizia dell’opinione pubblica (più di quella esterna che di quella interna), e per chiudere, riducendo il danno d’immagine, l’assassinio di Anna Politkovskaja.





La guerra di Cecenia, del resto, ha creato, in un decennio abbondante di massacri, una lunga scia di banditi, di killer professionali, di disadattati. Qualunque magistrato poco scrupoloso poteva pescare nel mucchio, sicuro di incappare in molti sospettabili a prima vista.

Sempre che fosse qualche “ceceno” l’esecutore materiale dell’assassinio. Sempre – ma come giurarci? - che fosse “ceceno” il suo mandante.

Proprio a questo, infatti, quasi ovviamente, molti avevano pensato, fin dai primi istanti. Secondo la logica, troppo banale forse, che Anna Politkovskaja doveva essere stata uccisa per quello che aveva scritto e continuava a scrivere.

La banda, assai presto trovata, rispondeva perfettamente a questo criterio, se s’intendeva per “ceceno” non solo una persona di quella etnia, o nazione che dir si voglia, ma uno che era passato attraverso quel tritacarne, o che aveva nuotato in quel fiume, sporco di sangue, di dollari e rubli transitati ai piedi del Caucaso del Nord, giungendo fino a Groznij.

Ma che l’assassino e il mandante fossero “ceceni” non era scontato. Il delitto si era rivelato subito troppo importante , troppo clamoroso, troppo internazionalmente significativo, per essere “soltanto” mosso dalla vendetta di un bandito, fosse pure un bandito diventato presidente di una repubblica della Federazione Russa.
anna
Avveniva proprio nel momento in cui , per esempio, Vladimir Putin stava facendo la grande virata strategica che, in pochi mesi, avrebbe fatto scorrere brividi di preoccupazione, e di irritazione, in molte capitali occidentali. Sicuramente a Washington.

L’occasione della morte della Politkovskaja sarebbe stata sfruttata, infatti, con grande tempestività da tutto il mainstream mondiale, per additare Putin come il responsabile, più o meno diretto. E, del resto, poco dopo, a doppiare la dose, era giunto un altro assassinio molto sospetto, quello dell’ex colonnello del KGB, Litvinenko.

Acqua passata, forse, anche se Putin continua sulla stessa strada di allora e il presidente della Russia ha ora un altro nome. Ma il problema di allora, quale che fosse il suo ideatore, non è stato risolto.

Adesso un tribunale di Mosca dichiara assolti gli arrestati. “Non colpevoli”, cioè, dopo un processo celebrato da una corte militare, con qualche irregolarità procedurale.

E noi, che non conosciamo le motivazioni della sentenza, ci troviamo con un pugno di mosche in mano, come la famiglia della vittima, come i colleghi della Novaja Gazeta che hanno appena seppellito un’altra giovane giornalista, uccisa in pieno giorno in una via centrale di Mosca.

Con un pugno di mosche in mano, come la democrazia russa che ancora geme sotto le macerie dell’Unione Sovietica.
E non sappiamo se siamo stati ingannati dal giudice inquirente, che ha sbagliato l’indagine, o l’ha accomodata; oppure dal giudicante che ha subito le pressioni dei militari e ha assolto gl’imputati commettendo a sua volta un delitto; oppure dalla ragion di stato, che riesce quasi sempre - non solo in Russia, come ben sappiamo – a proteggere e nascondere i misfatti dei potenti.

L’unica cosa che sappiamo – e che non fa onore ai dirigenti della Russia, che avevano promesso di mettere il paese “sotto la dittatura della legge” - è che assassini e mandanti di Anna Politkovskaja sono in libertà.

http://www.megachip.i...
lucy cassini
Posted Feb 20, 2009 4:57 PM
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San Severo, FG
Post #: 730
I responsabili dello sfascio
Sandra Bonsanti, 20-02-2009



Non sono affatto sicura che i cosiddetti dirigenti del partito democratico che stanno prendendo in queste ore decisioni importanti si rendano conto fino in fondo della responsabilità che un giorno sarà loro addossata: non soltanto di aver contribuito al fallimento e poi allo sfascio del Pd, partito che doveva rappresentare il vanto dell’avvenuto rinnovamento del centro sinistra, ma, colpa assai più seria, di aver cancellato in una fase così grave, quel poco di opposizione anche se troppo debole e impacciata al governo di Berlusconi.

Non credo infatti che come ci insegnano storici e costituzionalisti che hanno condiviso il manifesto di Libertà e Giustizia “Rompiamo il silenzio”, non credo che una democrazia possa vivere senza che nel Paese e nel Parlamento che lo rappresenta vi sia una opposizione degna di questo nome. L’assenza dell’opposizione non può non provocare esiti nefasti: cresce la volontà di onnipotenza di colui o coloro che governano, produce forme pericolose di “ribellismo” o di leaderismo demagogico.

Lo sfascio del Pd sta provocando un passo ulteriore sulla via di quella deriva nemica della democrazia che Gustavo Zagrebelsky ha per primo intuito e così appassionatamente denunciato.

Il Paese non se ne rende conto? Il Paese sorride ai lazzi di quegli esponenti della maggioranza che vengono costantemente mandati in Tv a deridere chi si prova a parlare ancora di giustizia per pochi (“una legge per quattro”, dice Benigni del lodo Alfano ), di conflitto di interessi, di Parlamento esautorato, di giornalisti intimiditi dal carcere, ed editori dalle sanzioni e così via. Il Paese è un paese sedotto e non ha voglia di scoprire che si tratta di un grande inganno. Gli sta bene così, gli altri, la “sinistra” è antipatica e incapace.

Possibile che attorno a questa preoccupazione principe, al fatto che si sta per consegnare completamente e senza via d’uscita l’Italia a un padrone, che la restituirà solo il giorno in cui si sarà stufato (e comunque ne avrà così stravolto le fondamenta democratiche, che la tengono in piedi a cominciare dall’unità del Paese e dalla sua storia, dalla sua civiltà, che molti faranno fatica a riconoscerla patria), possibile che consci di tutto questo fra l’ex Pd e la parte più responsabile del centro e della sinistra oggi non rappresentata non si trovi un minimo comun denominatore, una barriera da alzare insieme dicendo: da qui non si passa?

La situazione è così compromessa, l’ansia di mantenere il proprio potere così forte che non si sente più il grido di dolore che giunge dalla periferia, da tanti cittdini che assistono al consolidarsi di un regime pericoloso e vedono persino sfoggio di allegria nello sfascio?

Sarà la storia, un giorno, a suddividere le colpe e le responsabilità di chi ha consegnato per venti anni il Paese alla destra di Berlusconi. Ma nemmeno questo timore, nemmeno il pensiero dei figli e dei nipoti, sfonda la scorza delle oligarchie… Prima di tutto: il potere. Anche se fosse soltanto una briciola.

Il manifesto di LeG: Rompiamo il silenziohttp://www.libertaegi...
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lucy cassini
Posted Feb 20, 2009 5:47 PM
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San Severo, FG
Post #: 732
BANCHE ALLO STATO, POTERE ALLE ELITE


Economia DI MARCO SABA
danielemartinelli.it

Berlusconi e Tremonti gettano il sasso nello stagno e ritirano il braccio dietro la schiena. Cominciano a dire che vogliono nazionalizzare le banche, per salvare il culo alle oligarchie arricchite alle spalle dell’eterna fiducia a debito degli ignari cittadini.
La Rete e l’informazione possono svegliare le coscienze con qualche proposta. Siccome reputo Marco Saba del Centro studi monetari persona competente in materia di politiche monetarie, pubblico la lettera che mi ha scritto con le sue previsioni e le sue proposte.
Daniele Martinelli

Il cosiddetto salvataggio delle banche non può essere definito altrimenti, per il fatto che nel nostro sistema sono le banche a creare dal niente la moneta legale attraverso il meccanismo del “cinquantato credito” che deriva dal sistema della “riserva frazionaria” al 2%. Il valore di questa moneta bancaria pesca nel potere d’acquisto della collettività. Un esproprio silenzioso, paragonato al ladro che si introduce nottetempo nelle case per rubare ai cittadini ignari. Un meccanismo criminale, usato per affermare e promuovere una élite degna figlia di quel sistema.


Si assiste così alla negazione plausibile della causa criminale della crisi che, come quella del 1929, viene portata avanti attraverso la contrazione dello sfintere bancario del credito.
A che serve? Senza circolazione monetaria si crea una deflazione artificiale dei prezzi, fin quando il cittadino in bancarotta sarà costretto a cedere i suoi beni reali a due palle un soldo. Sempre sperando che nel frattempo non scopra la verità, e cioè che il 100% delle tasse trattenute in busta serve per ripagare l’inutile debito pubblico acquistato (con lo sconto) in prima battuta dalle banche. Debito inutile perché l’élite sa bene che se la funzione monetaria e creditizia fosse esercitata direttamente dallo Stato, tale debito non esisterebbe.
Basterebbe emettere biglietti di Stato a corso legale (come accadeva con le 500 lire) che non creano debito pubblico e nemmeno enormi profitti privati.

La diffusione dell’informazione in Rete sta aumentando la consapevolezza dei cittadini che cominciano a chiedersi se i governi siano solo specchietti per allodole che occultano ‘arricchimento di alcune èlite.
Cominciano a dubitare che lo Stato sia diventato esattore per conto di una congrega di banchieri nati stanchi. Si chiedono se il Trattato ribattezzato di “Matrix” con la cessione della sovranità monetaria ai banchieri privati che si nascondono dietro la BCE, abbia rappresentato un atto di alto tradimento firmato da Cossiga, De Michelis, Carli e Andreotti.
Dubitano che se le tasse servono a pagare il pizzo alla rendita monetaria privata, farebbero bene a ricorrere al nero ed ai paradisi fiscali.

Durante il fascismo i partigiani venivano chiamati terroristi. Come saranno chiamati gli evasori fiscali? I resistenti al pizzo del signoraggio nella Terza Repubblica dove lo Stato non dovrà più nascondersi dietro ai suoi segreti monetari? Ma soprattutto, come ci arriveremo a questa Terza Repubblica? Col sangue per le strade? Dobbiamo aspettare che la Polizia spari sui civili, sui disoccupati ed i poveracci per vedere riforme sensate?

Ecco alcune modeste proposte per una transizione a bassa intensità.

Introduzione della valuta Amazonida, adottata al Forum di Belèm (BRA) in concomitanza col Forum di Davos. Il principio di copertura valutaria già proposta da Giuseppe Mazzini ne “I doveri dell’uomo” del 1860, prevede l’istituzione di luoghi di deposito pubblici, dai quali, accertato il valore approssimativo delle merci consegnate, si rilascia un documento simile a un biglietto bancario, ammesso alla circolazione e allo sconto, tanto da render capace l’Associazione di poter continuare nei suoi lavori e di non essere strozzata dalla necessità d’una vendita immediata e a ogni patto”. La logica è semplice: si immettono sul mercato sia le merci (ed i servizi) che il mezzo congruo per poterle transare, senza bisogno di acquisire ad usura questo mezzo monetario, e quindi impedendo alle banche di intromettersi coi loro diktat strampalati nel libero commercio tra i cittadini.

La proposta di adottare monete locali e/o complementari non attua - in queste condizioni - lo scopo più ampio della redistribuzione della ricchezza in senso lato, poiché si tratta di iniziative per forza di cose limitate dal punto di vista dell’impatto economico. Però svolgono una critica duplice funzione:
fanno riflettere i cittadini sulla reale funzione e natura della moneta.
Permettono di abituare la cittadinanza all’uso di un nuovo mezzo che potrebbe rivelarsi cruciale, nel caso molto prevedibile, di un abbandono brusco ed immediato del sistema a corso forzoso.
E’ uno strumento su cui reindirizzare la fiducia che la cittadinanza sta ritirando dal sistema economico-politico attuale.

La sua adozione su vasta scala costerebbe poco rispetto alle iniziative al vaglio dei G7. La stimo in circa due miliardi di euro una sua implementazione su scala europea nel giro di 6-12 mesi.
La maggior spesa sarebbe nell’informare e istruire la cittadinanza, quindi nei mezzi di comunicazione di massa. Soluzione molto più sensata ed economica del ricorrere ad un indebitamento pari a 50.000 euro per ogni cittadino europeo per salvare un sistema corrotto e già condannato.

Nell’improbabile ipotesi che venga scelta questa strada, le autorità statali potrebbero attivare istituzioni gia esistenti per la gestione dell’emissione dei biglietti di stato a corso legale: Banca d’Italia (post rinazionalizzazione), Cassa DD PP, Tesoreria dello Stato, sportelli delle Poste, codice fiscale come identificativo univoco del conto di cittadinanza, sedi distaccate della Banca d’Italia per la supervisione delle monete regionali, etc.
Strada che va tentata perché di fronte ai venti di guerra civile che arrivano dagli Stati Uniti, nessuna precauzione va tralasciata. Sempre che non si voglia trasformare l’Europa in un enorme campo di concentramento economico, ma anche in questo caso non sarebbe da escludere la moneta locale, così come venne adottata nel campo di concentramento di Theresienstadt.
Marco Saba
Fonte: http://www.danielemar...
Link: http://www.danielemar...
20.02.2009
http://www.comedonchi...



lucy cassini
Posted Feb 20, 2009 6:27 PM
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San Severo, FG
Post #: 734

Censura: si comincia? Idioti all’assalto di Internet, o scherzo?
di Dario Ferri
postato alle 10:15 del 20 febbraio 2009 in Tecnologia

DOLCETTO O SCHERZETTO? - Almeno questo dimostra una cosa: che era vero che la legge voluta dal senatore Gianpiero D’Alia non era necessaria, visto che gli strumenti per effettuare operazioni di questo tipo - almeno per quel che riguarda un reato orrendo come la pedopornografia - ci sono già nella legislazione italiana. Ma qualche dubbio viene. La legge 38/2006 dice: “Art. 14-quater. - (Utilizzo di strumenti tecnici per impedire l’accesso ai siti che diffondono materiale pedopornografico) - 1. I fornitori di connettività alla rete INTERNET, al fine di impedire l’accesso ai siti segnalati dal Centro, sono obbligati ad utilizzare gli strumenti di filtraggio e le relative soluzioni tecnologiche conformi ai requisiti individuati con decreto del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro per l’innovazione e le tecnologie e sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei fornitori di connettività della rete INTERNET. Con il medesimo decreto viene altresì indicato il termine entro il quale i fornitori di connettività alla rete INTERNET devono dotarsi degli strumenti di filtraggio”. E’ evidente che si parla d’altro rispetto al sequestro d’un intero server. Anche il “comunicato” a cui si accede reca con sé qualcosa di strano: intanto, reca i link al Ministero dell’Interno, alla Polizia di Stato ed alla PolCom. Una cosa un pochino troppo raffinata per il ministero. Poi, di solito la Postale opera diversamente, anche se in questo caso non poteva visto che i server non risiedono su territorio italiano. Il richiamo al C.i.r.c.a.m.p., poi, appare del tutto arbitrario visto che l’istituzione non è citata all’interno della legge. In ultimo, non risulta che la polizia - e gli enti in genere -




utilizzino i punti esclamativi (due, per giunta), all’interno dei comunicati ufficiali, e siano soliti anche avvisare i visitatori che il loro IP non verrà registrato. Insomma, qualche elemento per pensare piuttosto a uno scherzetto dimostrativo di un hacker c’è. D’altronde, sul sito dell’Associazione Italiana Internet Provider si scrive: “A quanto pare il decreto Gentiloni istituzionalizza la funzione del Centro quale collettore di segnalazioni e sancisce in capo ai provider l’obbligo di oscurare un sito entro 6 ore dalla segnalazione. Cosa c’è di diverso rispetto a prima? I provider hanno già l’obbligo di rispondere ad un ordine delle autorità. Non solo: anche la Polizia postale ha la possibilità di intervenire nel sequestro di un sito, impedendone l’accesso a chiunque a maggior ragione quando, come nel caso della pedopornografia diffusa tramite le reti telematiche, il sito stesso è una fonte di prova o costituisce il corpo del reato. Il decreto specifica due «livelli di inibizione» ovvero di filtraggio all’accesso ai siti segnalati. Tali siti potranno cioè «essere inibiti al livello minimo di nome a dominio ovvero a livello di indirizzo ip, ove segnalato in via esclusiva»“. Insomma, le procedure potrebbero essere state rispettate alla lettera. Ma qualche sospetto permane. Abbiamo chiesto lumi alla Polizia Postale. Siamo in attesa di una risposta.

EDIT: Alle ore 10,30 ancora nessuna replica da parte della Polizia Postale.

EDIT #2 (12:55): Possiamo escludere l’ipotesi di hacking: abbiamo verificato che il server, 62.211.65.19, appartiene a Telecom Italia ed è lo stesso al quale si viene reindirizzati tentando di accedere ad altri siti bloccati dalla Polizia delle Comunicazioni per azioni di contrasto alla pedofilia in rete. E’ il caso del famoso ibld.net.


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lucy cassini
Posted Feb 20, 2009 6:41 PM
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Post #: 735
Guerra!
di Marco Francesco De Marco

20 febbraio 2009


Siamo in guerra. Una guerra sporca che non ha nulla di antico ed ascetico. Nessuno può mostrare il suo valore o il coraggio degli Eroi. Il nemico è invisibile e pertanto non si può combattere, almeno non con i metodi tradizionali.
E’ un Sistema tecnocratico, fatto di apparati e procedure, dietro le quali si nascondono uomini freddi e spietati. Il loro obiettivo, attraverso la creazione a tavolino di questa cosiddetta “crisi”, è l’impoverimento di Stati, aziende e cittadini. Dalla tempesta che ci attende ricaveranno una ricchezza incalcolabile. Essi tendono al controllo di tutto, ed il dominio parziale del quale oggi dispongono è poca cosa per il loro desiderio di potere assoluto.
Vogliono tutto il pianeta più il cinque per cento, come dice Bankestein. Nei giorni scorsi il loro piano è stato ben descritto su questo blog dagli articoli di Marco Della Luna e di Marco Milioni. Il prezzo di questo dramma sociale sarà pagato con le parole che scandiscono le tragedie: espropri, pignoramenti, fallimenti, sfratti, licenziamenti. Le angosce, le nevrosi, le ansie, la disperazione di tutti coloro i quali dovranno subire il piano di impoverimento e demonetizzazione, sono il prezzo dell’aggressione, della loro sporca guerra invisibile che attenta al nostro cervello ed al nostro equilibrio psichico. Il piano bellico è pronto; hanno preparato il terreno con la propaganda e la pressione psicologica.
Tutti attendono la crisi, quella vera, quella che produrrà la catastrofe esistenziale di milioni di italiani. Le pecore ipnotizzate sono pronte per essere tosate e macellate. L’esercito di collaboratori passivi, e tutto sommato individualmente non responsabili delle attività criminose che il Sistema ha posto in essere per impoverirci e farci disperare, è già pronto.

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lucy cassini
Posted Feb 21, 2009 3:34 AM
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Post #: 737
L’ESPULSIONE DEL VESCOVO NEGAZIONISTA WILLIAMSON. L’ARGENTINA È UN PAESE SERIO

Gennaro Carotenuto
(20 febbraio 2009)

Giovedì il governo di Buenos Aires ha ordinato al vescovo negazionista lefebvriano Richard Williamson di lasciare l’Argentina. L’espulsione materiale scatterà tra dieci giorni. E’ una misura importante e apprezzabile per il paese delle Ratlines naziste e dell’attentato all’AMIA. Vista la dignità della decisione sudamericana, l’opinione pubblica italiana deve attivarsi perché il vescovo non tocchi suolo italiano, da nessuna delle due sponde del Tevere, un personaggio così lugubre.
L’annuncio del Ministro degli Interni Florencio Randazzo non ha colto di sorpresa visto il malessere della casa Rosada per quella presenza così intollerabile e improvvisamente così incontinente e presenzialista. Il vescovo Williamson, liberato da Joseph Ratzinger dalla scomunica che lo colpiva in quanto levebvriano anticonciliare, aveva usato quell’occasione per fare propaganda antisemita e negazionista così come avevano fatto nelle settimane passate in Italia altri come don Floriano Abrahamowicz, il negazionista per il quale le camere a gas servivano per disinfettare, vicino politicamente alla Lega Nord.
Dopo l’intervista alla televisione svedese del mese scorso, nella quale aveva sciorinato il consueto repertorio della propaganda negazionista nazista, alla richiesta di ritrattazione giunta da parte del Vaticano, Williamson aveva usato una generica formula di scuse solo a Benedetto XVI ma non a quanti altri aveva offeso, a partire dalle vittime della Shoah.
L’ordine di lasciare il paese entro dieci giorni, pena l'espulsione (che avrà carattere di urgenza e immediatezza) testimonia un decisione importante da parte del governo di Cristina Fernández de Kirchner. Cittadino britannico, Williamson aveva ripetutamente mentito sui veri motivi della sua permanenza in Argentina dichiarandosi un impiegato amministrativo e non direttore (ex dal 2003) dell’unico seminario lefebvriano nel paese. Tanto è bastato per poter far scattare la misura e dichiararlo persona non grata.
L’Argentina, dove vive la seconda più importante diaspora ebraica dopo quella statunitense, ha una storia complicata per quanto concerne tanto la questione dell’antisemitismo come quella di essere un paese rifugio di nazisti. Alla fine della guerra, insieme agli Stati Uniti, al Sud Africa, al Cile, al Paraguay, all’Unione Sovietica e altri paesi vi poterono trovare rifugio centinaia di criminali di guerra, con la connivenza, come altrove, di apparati dello Stato.
In Italia il più famoso di questi è Eric Priebke, uno dei boia delle Fosse Ardeatine, rintracciato a Bariloche, che sta scontando la sua pena a Roma. Nel mondo il caso più famoso è quello del capo della sezione ebraica delle SS Adolf Eichmann. Catturato proprio in Argentina con una epica operazione dal Mossad, il servizio segreto israeliano, fu condotto in Israele (Cfr. H. Arendt, La banalità del male), processato e finalmente giustiziato.
Più tardi, nel 1994, l’Associazione Mutuale Israelo-Argentina (AMIA) fu vittima del più grave attentato terroristico della storia argentina. Una bomba dai contorni tuttora non chiari, anche se i processi non conclusi disegnano una trama che coinvolge l’Iran, Hezbollah e perfino il governo di Carlos Menem, come presunti colpevoli, uccise 85 persone.
Tra le speculazioni sulla possibile destinazione di Williamson non c’è di sicuro la Germania, dov’è sotto processo per negazionismo e finirebbe in carcere ma, a patto di evitare estradizioni, ci sono sia la Gran Bretagna che l’Italia, su entrambe le sponde del Tevere. Evitare che entri nel paese potrebbe essere un sussulto di dignità di un’Italia che la sta perdendo.

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lucy cassini
Posted Feb 21, 2009 10:31 AM
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San Severo, FG
Post #: 741

La pasta e fagioli del ministro Brunetta

Avete mai visto un celerino caricare dei politici, dei banchieri, dei bancarottieri? Le cariche sono riservate agli impiegati, studenti, operai che protestano. Si può affermare, in tutta sicurezza, che il braccio del potere con il necessario prolungamento del manganello cala solo sul cranio degli ultimi, degli indigenti, dei precari. E un manganello orientato in base al censo, sopra a un certo reddito sei al sicuro. Quello che vale per le mazzate fisiche, vale ancora di più per le leggi. Forti e spietate con i deboli, genuflesse e condiscendenti con i parlamentari. Dura lex, sed Brunetta lex.
Se l'impiegato con la gamba rotta è costretto agli arresti domiciliari e al fax di ordinanza, il deputato può fare ciò che vuole. Può fare l'assenteista in Parlamento, può avere un doppio incarico e paga doppia, può continuare a fare il suo lavoro, come l'avvocato Ghedini pagato dai soldi pubblici e remunerato dal suo cliente Berlusconi per difenderlo nei processi. Lo stipendio da parlamentare più alto d'Europa, il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo. Il parlamentare italiano è un dipendente pubblico a Statuto Speciale. Un esempio per la Nazione, infatti se le leggi non valgono per il Parlamento, allora non devono valere neppure per i cittadini. Dipendenti pubblici compresi. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?), noi neppure.

"Buongiorno Beppe,
vorrei porre alla tua attenzione il mio caso. Sono un' infermiera di un'Azienda Ospedaliera, poche settimane fa mi è successo uno spiacevole incidente, nel quale ho riportato una frattura dello stiloide radiale e dello scafoide, con una prognosi di 90 giorni. Immaginerete che questa situazione è di per se assai disagevole, ma dato che al peggio non c'è mai fine si aggiunge la nuova legge Brunetta.La suddetta legge sottolinea tre punti importanti:
1- Dare la reperibilità per la visita fiscale dalle 8:00 alle 20:00 con solo "un'ora d'aria al giorno" (dalle 13:00 alle 14:00)
2- Dare comunicazioni solo per via fax ad ogni spostamento per visite di controllo ed altro.
3- Decurtazione degli incentivi dallo stipendio.
Primo punto:
Vorrei sapere dall'On. Brunetta se ha mai letto la Costituzione Italiana ,in particolare gli art.13 e art.14 (rapporti civili) dove viene trattato il principio inviolabile della libertà personale e un individuo non può essere relegato contro la sua volontà a differenza della nuova legge Brunetta che impone una sorta di arresti domiciliari.
Secondo punto comunicazioni via fax.
Io vivo da sola e non posseggo un fax nell'incidente ho riportato anche una distorsione al piede che non mi permette la deambulazione. Il primo negozio provvisto di fax dalla mia abitazione dista circa 3km, non posso guidare,vorrei sapere come posso inviare antecedentemente i vari fax che mi dovrebbero garantire gli spostamenti senza incorrere in sanzioni.
Terzo punto detrazioni sullo stipendio.
Mi viene negata la mia libertà;non posso tornare a lavorare per via della frattura. Come un detenuto devo comunicare tutti i miei spostamenti e per finire in più vengo anche penalizzata sullo stipendio.
Mi sembra che questa penalizzi solo chi ha dei veri problemi di salute e i soliti "furbetti del quartierino" riusciranno comunque a farla franca A questo punto faccio un appello per trovare a livello mediatico qualcuno che mi sostenga per una provocazione: essere riammessa al lavoro come "portatrice di gesso". Questo perché non voglio rimanere in "carcere"per ben 3 mesi con solo la colpa di essermi infortunata. Saluti." Paola M.
http://www.beppegrill...

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lucy cassini
Posted Feb 21, 2009 10:46 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 742

Cercasi Ricostituenti per la Ricostituzione




Un particolare ringraziamento

alla cura ri-costituente

di paura e ignoranza.

Questa Ricostituzione, nata per il 60° anniversario della Costituzione Italiana nasce da un'analisi realista della nostra società e del nostro assetto politico.
Perciò, seppur in vigore dagli anni '80, viene promulgata nel 2008.
Se non ci svegliamo resterà lo specchio della realtà per molto molto tempo.



PRINCIPI FONDAMENTALI


Art. 1.

L'Italia è una Gerontocrazia monomediatica, fondata sul lavoro precario.
La sovranità appartiene al governo, che la esercita nelle forme e nei limiti di questa nuova Costituzione.

Art. 2.

La Gerontocrazia riconosce i diritti inviolabili dell'uomo, e li evita, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di individualismo politico, economico e sociale.

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, ma alcuni sono <<più eguali degli altri>>. La Gerontocrazia riconosce e incentiva le distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Gerontocrazia promuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, ragionevolmente impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4.

La Gerontocrazia riconosce a tutti i cittadini e non il diritto a morire sul lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, oltre le proprie possibilità, convinzione e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso economico o materiale del Vaticano.

Art. 5.

La Gerontocrazia, nell' “Italia uno!” è indivisibile? riconosce e promuove le autonomie locali come la Padania; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio clientelarismo e incompetenza amministrativa; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia padana o dell'accentramento a seconda dei sondaggi.

Art. 6.

La Gerontocrazia tutela con apposite norme le minoranze linguistiche italiane, le altre le tutelano a casa loro!

Art. 7.

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, ma anche nella vita di tutte e tutti, interdipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti non sono possibili.

Art. 8.

Tutte le confessioni religiose cattoliche sono egualmente libere davanti alla legge, le altre lo sono a casa loro.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica e ebraica non hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto contrastano l'ordine pubblico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze estere.

Art. 9.

La Gerontocrazia deplora lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, in quanto eretiche.
Tutela la cementificazione del paesaggio e svende il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 10.

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto statunitense riconosciute o meno.
La condizione giuridica dello straniero è di clandestinità.
Lo straniero, quindi terrorista, al quale non sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla vecchia Costituzione italiana, può decidere di non farsele garantire qui.
E' ammessa l'estradizione dello straniero per il reato di esistere

Art. 11.

L'Italia sponsorizza la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente le limitazioni di sovranità decise dagli USA. Promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Art. 12

La bandiera della Gerontocrazia è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni ma anche solo verde pisello.

PARTE I

DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI

TITOLO I

RAPPORTI CIVILI



Art. 13.

La libertà personale è violabile.
E' ammessa qualsiasi forma di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, qualsiasi altra restrizione della libertà personale, per atto anche non motivato dell'autorità giudiziaria nei casi e modi previsti dalla CIA.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, come i commissariati possono durare anni.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva, sperando nella prescrizione.
Art. 14.

Il domicilio è inviolabile, lo difendiamo con le armi.
Ma vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, soprattutto per detenzione di droghe leggere.

Art. 15.

La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono violabili.
La loro limitazione non può più avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.

Art. 16.

Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, a suo rischio e pericolo, e senza sedersi in Piazza Verdi a Bologna. Tutte le restrizioni possono essere determinate da ragioni arbitrarie o da ronde di volontari.
Ogni cittadino per vivere libero è pregato di uscire dal territorio della Gerontocrazia e di non rientrarvi per raccontare ad altre persone quanto si viva bene all'estero.


Art. 17.

I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente solo nei locali che servono aperitivi a non meno di 7 euro a consumazione con o senz'armi.
Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, è richiesto preavviso.
Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, chepossono vietarle arbitrariamente.

Art. 18.

I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza aspettative di finanziamenti o di semplice riconoscimento.
Sono auspicabili associazioni segrete e quelle che perseguono, ancheindirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare, come la P2 e la mafia.

Art. 19.

Tutti hanno il dovere di professare liberamente la fede calcistica e religiosa cattolica in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, anche con metodi repressivi.

Art. 20.

Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività, tranne che per la religione islamica e gli atei.

continua su..........http://giogugio.splin...





lucy cassini
Posted Feb 21, 2009 10:49 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 743
Testamento biologico. Oggi manifestazione a Roma contro la tortura di Stato
21 Febbraio 2009

La manifestazione 'Si' al testamento biologico, no alla tortura di Stato' e' confermata per oggi, con inizio alle 15 a piazza Farnese, a Roma. Verso le 17, 17.30 interverra' in collegamento telefonico Beppino Englaro. Sul palco ci saranno Mina Welby, il decano della facolta' teologica valdese, Daniele Garrone, don Giovanni Franzoni per le comunita' cristiane di base, Dacia Maraini, Lidia Ravera, il direttore del "Manifesto", Gabriele Polo, un medico impegnato nelle cure palliative per i malati terminali, Emma Bonino, e alcuni dei promotori dell'appello che e' all'origine della manifestazione, tra cui, Andrea Camilleri, Furio Colombo, Paolo Flores d'Arcais, Pancho Pardi e Stefano Rodota'. Italia dei valori, Rifondazione comunista, Sinistra democratica, Partito radicale, hanno aderito alla manifestazione invitando i loro militanti a "partecipare, ma senza bandiere di partito", come chiesto dagli organizzatori. L'Italia dei valori ha messo a disposizione le sue strutture tecniche e tutte le sue risorse per la realizzazione del palco e i problemi logistici e organizzativi. Antonio Di Pietro sara' presente. Tuttavia il leader di Idv ha chiesto di non prendere la parola, proprio "in nome dello spirito di servizio verso un'iniziativa autonoma della societa' civile", a cui il suo partito ha fornito apporto.

http://www.aduc.it/dy...
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