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| lucy cassini | |
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„Berlusconi crede lui stesso alle sue bugie“
Articolo di Personaggi d'Italia, pubblicato domenica 5 luglio 2009 in Germania. ![]() [Der Tagesspiegel] …e questo è un notevole strumento di potere, dice Alexander Stille a riguardo del premier. Perché gli italiani continuano ancora a votarlo nonostante tutti i suoi scandali (sessuali). Alexander Stille, 52 anni, autore di una biografia molto apprezzata intitolata “Citizen Berlusconi”, è professore di giornalismo alla Columbia University. Negli ultimi mesi il giornalista americano ha vissuto a Roma. Tra le altre cose scrive per la rivista “New Yorker”; suo padre era caporedattore del “Corriere della Sera”, il più grande quotidiano italiano. Signor Stille, la “Süddeutsche Zeitung” ha di recente descritto un capo di stato come un “dittatore disperato” che è “fuori di testa, eccentrico” e desta “voglie voyeuristiche”. Lo riconosce? Silvio Berlusconi? Potrebbe essere lui. O mi sta forse prendendo in giro? Si stava parlando del nordcoreano Kim Jong-Il. Oh! L’aspetto dell voglie voyeuristiche calza perfettamente. Ma Berlusconi non è un dittatore disperato. È atipico come figura politica, perché propone la sua vita e il suo stile di vita invece di un programma politico. Donne, feste, ville sono il sogno di molti italiani e questo lo rende così interessante. È importante dire che lui ha cambiato la cultura del paese prima di cambiarne la politica. Ha portato in Italia la televisione privata, ha inondato il paese di serie televisive che hanno per protagonisti gente ricca e famosa e ha celebrato il successo materiale. La trasmissione “Tutti Frutti” su RTL, questo è stato Berlusconi. Sì, la trasmissione si chiamava nella versione originale “Colpo Grosso”. Questo è stato il grande contributo di Silvio Berlusconi alla cultura mondiale. Altri paesi sono sopravvissuti abbastanza bene a trasmissioni come questa. Fino agli anni ’80 l’Italia è stata caratterizzata da due culture molto intransigenti, la chiesa cattolica e il partito comunista. Si era puritani e si usava il denaro con parsimonia. Poi è venuta l’ideologia del successo, con Ronald Reagan negli USA, con Maggie Thatcher in Inghilterra: Berlusconi non ha fatto altro che importare questa ideologia in Italia. Umberto Eco parla di un “colpo di stato strisciante”. Come vede Lei l’Italia da quando Berlusconi nel 1994 è diventato per la prima volta presidente del consiglio? Lui ha creato un sistema del tutto nuovo, né democrazia né dittatura. È una specie di democrazia plebiscitaria: viene eletto un uomo forte che non si preoccupa per nulla né del parlamento né del capo dello stato. Ma quello che è sempre più sconvolgente è che lui governa a forza di decreti legislativi. La costituzione glielo permette. A cosa servono ancora i dibattiti in parlamento? Berlusconi dice che è inutile chiamare a raccolta 600 parlamentari per le votazioni, basterebbero i capi di partito. Di fatto egli ritiene di non aver bisogno del parlamento. Per gli intellettuali non è un compito facile trovare un concetto che possa descrivere questa situazione. Massimo Giannini è autore del giornale “la Repubblica” e ritiene che “l’obiettivo di Berlusconi non è una dittatura nel senso classico del termine, ma piuttosto una moderna forma di ‘totalitarismo’ post-ideologico”. Questa opinione si avvicina molto alla mia. Berlusconi non ha un’idea di società, non ha una organica visione del mondo, questo lo distingue dai fascisti. A lui basta credere di essere la mente più brillante del paese, la persona più creativa e straordinaria che l’Italia abbia generato negli ultimi anni. Un Leonardo da Vinci per il nuovo millennio. Da Vinci non avrebbe mai potuto essere a capo del governo, perché era gay. Berlusconi dice addirittura di essere il “Gesù Cristo della politica”. Pensa che quest’uomo sia matto? È un megalomane. È affetto da una estrema forma di narcisismo. È interessante considerare che uomini con un simile difetto incorrono spesso in errori, perché sottovalutano i loro avversari. Pensano che il mondo giri intorno a loro, quando in realtà non è così. Anche Berlusconi crede che il mondo giri intorno a lui, ma la cosa strana è che questo accade veramente! Ha plasmato la realtà italiana a tal punto che essa ogni giorno gli offre un ulteriore conferma di questo. Ma non appena lascia questa realtà e va all’estero resta esterrefatto: quello che in patria viene applaudito, diventa improvvisamente motivo d’imbarazzo! Il narcisista non riesce a capirlo. Come viene visto negli USA? Non viene preso sul serio. Tiene un discorso a Wall Street e vuole attirare investitori in Italia. Lo fa con le seguenti parole: “Venite, noi abbiamo le segretarie più carine del mondo”. Negli Stati Uniti un’atteggiamento del genere è considerato discriminazione sessuale. Non funziona proprio per niente. Con Berlusconi c’è stata un’amnistia generale per chi delinque, politici di rilievo godono ora dell’immunità, le leggi sui mezzi di comunicazione sono state smantellate… Qual è stato finora il suo colpo grosso? Indiscutibilmente il primo, ovvero entrare in politica. Nell’estate del 1993 è a capo di un impero mediatico sommerso dai debiti. Il suo più influente alleato, il socialista Bettino Craxi, viene accusato di corruzione e perde la sua influenza. I comunisti possono vincere le successive elezioni. Il centro-sinistra vuole togliere a Berlusconi una delle sue tre emittenti. Tutto il suo impero minaccia di sgretolarsi. È a questo punto che Berlusconi ha la folle idea di batterli tutti. E ci riesce. Poco prima è quasi sul lastrico, poco dopo è il presidente del consiglio e l’uomo più ricco d’Italia. Riteneva possibile che questo potesse succedere? Conosco l’azione dei media e sapevo quanto era potente. Non l’ho mai sottovalutato. È veramente un peccato che allora si sia persa un’occasione storica. Fino ad allora il sistema politico italiano era condizionato dalla guerra fredda e caratterizzato dalla corruzione. C’era la speranza che potessero sorgere dei partiti conservatori e dei partiti di sinistra normali, che si alternassero al potere come in altri paesi. C’era il movimento di “mani pulite”… …e “mani pulite” significa indagini per la lotta alla corruzione… …quasi tutti i politici infatti, questo emerse, erano coinvolti nella corruzione. E un sano sconvolgimento dell’ordine politico avrebbe fatto bene all’Italia. L’Italia sarebbe potuta diventare una società più civile. Per me era evidente che i processi contro la corruzione e Berlusconi erano due treni che correvano in direzioni opposte e che ci sarebbe stata una spaventosa collisione. La vittoria di Berlusconi ha distrutto ogni speranza. Lei ha incontrato Berlusconi personalmente nel corso del suo primo governo. Lui deve essere – così dicono in molti – incredibilmente carismatico. continua su .......[url=http://italiadallestero. |
| lucy cassini | |
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Una nuova pista nel rapporto Fininvest – Cosa Nostra?
Scritto da Antimafia Duemila Martedì 14 Luglio 2009 09:12 - antimafiaduemila.com ![]() Le dichiarazioni di Ciancimino, i fogli mancanti del processo e i messaggi mafiosi a Berlusconi… Massimo Ciancimino fa ancora parlare di sé e questa volta l’argomento scottante non è la trattativa tra mafia e Stato intercorsa all’epoca delle stragi del 1992, per il quale presto sarà chiamato a rispondere in udienza pubblica. Le sue dichiarazioni stanno irrimediabilmente sollevando un polverone attorno alla Palermo degli affari che negli anni Ottanta e Novanta ha basato il suo punto di forza sul patto economico stretto con la mafia di Riina e Provenzano. Sono i magistrati Nino Di Matteo e Antonio Ingroia i depositari delle nuove rivelazioni del figlio di don Vito Ciancimino, condannato a 5 anni e 8 mesi per riciclaggio, intestazione fittizia di beni e concorso in tentata estorsione, nell’ambito del processo sul tesoro occulto di suo padre. Rivelazioni che hanno già causato l’avvio di nuove indagini per corruzione aggravata a carico dei senatori Carlo Vizzini e Salvatore Cuffaro e degli onorevoli Romano e Cintola. continua....... http://www.megachipdu... |
| riccardo rosso | |
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I poliziotti si preparano per l'autunno...........
Scritto da Redazione sprintonline.com Sabato 11 Luglio 2009 OGGETTO: Rinnovo equipaggiamenti e dotazioni per i Reparti Mobili. - Segnalazione e richiesta - SIG. MINISTRO DELL’INTERNO - R O M A - - SIG. CAPO DELLA POLIZIA MINISTERO INTERNO – DIPARTIMENTO P.S. - R O M A - in più occasioni la scrivente Organizzazione Sindacale ha rappresentato l’esigenza di intervenire drasticamente su quelle che sono le attuali modalità di espletamento dei servizi di ordine pubblico, apportando quelle utili innovazioni che, oggi più che mai, si rendono assolutamente indispensabili per tutelare innanzitutto l’incolumità di tutti quei Poliziotti che tali servizi sono chiamati a svolgere. E’ ormai infatti di tutta evidenza che, negli ultimi anni, i Reparti mobili si sono dovuti ripetutamente confrontare con situazioni di vera e propria guerriglia, trovandosi sovente esposti a brutali aggressioni con bombe carta, spranghe di ferro, pesanti pietre, fionde con biglie di ferro e altre armi improprie, contro le quali hanno potuto opporre solo una fragile difesa passiva, spesso l’unica loro consentita. Non può pertanto stupire il gran numero di Agenti feriti, in modo grave o talvolta letale, durante ogni manifestazione contrassegnata da atti di devastazione e di inaudita violenza, eseguiti con fredda determinazione da gruppi di delinquenti militarmente organizzati che con siffatto armamento e con azioni mirate, hanno sistematicamente e ampiamente previsto (con relativa consapevolezza e volontà) la possibilità di poter ferire e finanche uccidere gli odiati Poliziotti. Criminali ai quali ancora oggi si consente impunemente di intromettersi in ogni manifestazione sebbene mascherati con caschi, bandane, cappucci e maschere antigas (che vanificano l’uso di lacrimogeni) tali da rendere pressoché impossibile l’identificazione, quindi, in sostanza, difficilmente qualcuno di loro pagherà mai per ciò che ha fatto. La creazione, a Nettuno, di una scuola per l’Ordine Pubblico, rappresenta sicuramente un fatto positivo, ma le tecniche di O.P. in vigore restano purtroppo ancora antiquate, poiché non tengono nella giusta considerazione l’esigenza di evitare preventivamente quel contatto fisico tra Polizia e dimostranti che di norma precede un’aggressione dagli effetti imprevisti e imprevedibili. Le Forze dell’Ordine non sono un’entità astratta, bensì uomini in carne ed ossa che nelle condizioni narrate continueranno quindi a rischiare la vita, fino a quando codesto Dipartimento non adotterà quegli strumenti non letali in grado di tenere i facinorosi a debita distanza, interrompendo o comunque contenendo ogni forma di attacco armato. Già nell’anno 2007 gli esponenti dell’U.S.P. avevano chiesto che venissero urgentemente rinnovati e attualizzati gli equipaggiamenti dei Reparti Mobili, ricevendo in tal senso ampie rassicurazioni durante un incontro ufficiale avvenuto presso il Ministero dell’interno. Di fatto, le attese innovazioni sono però rimaste un progetto mai concretizzato, oscurato perdipiù da una lunga serie di iniziative opinabili, comunque assolutamente inefficaci e non risolutive. Per questi motivi, anche alla luce dei recenti avvenimenti, si ritiene urgente e non più procrastinabile l’adeguamento degli standard operativi dei Reparti Mobili italiani a quelli delle altre Polizie europee, ponendo rimedio a quella grave e annosa situazione di squilibrio che non consente alcun tipo di reale contrasto contro chi, portando avanti palesi propositi eversivi, aggredisce, ferisce e, come purtroppo già accaduto, talvolta ammazza i Poliziotti. Ciò premesso, come già enunciato nella richiesta precedentemente avanzata dall’Unione Sindacale di Polizia, si riepilogano nuovamente di seguito alcuni degli strumenti che, nel rispetto della normativa comunitaria, consentirebbero al Personale comandato di O.P. di respingere ogni attacco armato, creando nel contempo quel deterrente utile a impedire in futuro il proliferare dei descritti fenomeni di violenza. • Sfollagente elettrico; sprigiona una scarica fra 50.000 e 900.000 volt, in base ai modelli. Si aziona con un pulsante e, in un quarto di secondo, fa contrarre i muscoli, mentre da 1 a 5 si cade semiparalizzati per 7 minuti. Costa 80 Euro e si alimenta con 2 normali pile; • Proiettili di gomma; un’apposita pistola spara fino a 50 m cartucce in gommapiuma che si deformano all’impatto senza penetrare la pelle. Costa 292 Euro. In Francia è in dotazione ai Gruppi d’intervento della Polizia Nazionale e alle Brigate anti-criminali. Esistono pure apparecchi fissi, come il Modular Crowd control, con potenza di 600 colpi in successione per disperdere grandi assembramenti e frazioni di folla violenta; • Nuovi cannoni ad acqua; controllati con un joystick dall’interno del veicolo. Sparano 15 litri al secondo a 30 bar. Con l’aggiunta di additivi l’acqua può anche venire elettrificata, o colorata per facilitare l’individuazione e l’arresto dei facinorosi; • Spray irritante; acceca per 30 minuti, fino a 4 metri. Alcune bombolette contengono gel paralizzante Cs al pepe. In Italia, col principio attivo al 10%, è legale anche l’uso. Costa 32 Euro l’una; • Guardiano silenzioso; raggio a microonde da 95 giga hertz sparato dalle camionette con una parabolica manovrabile. Alza a 54° la temperatura della pelle fino a 500 m, senza ustionare, provocando una fuga istantanea. • Pistole elettriche (laser); due freccette a filo si piantano nei vestiti dando uno shock da 50.000 v. Negli USA è in dotazione a 9800 dipartimenti di Polizia su 18000. In Gran Bretagna viene usato dalla Metropolitan Police; • Armi acustiche; portatili o su jeep, colpisce le funzioni motorie attraverso l’emissione di infrasuoni a bassa frequenza; • Negtun, una rete che viene sparata ad aria compressa sul bersaglio, al fine di immobilizzarlo; • Blindato rg12, l’unico veicolo antigranate per l’ordine pubblico. Nel 2005 i Carabinieri ne hanno ordinati 30 al Sud Africa, a 10 milioni di dollari l’uno; L’ottenimento di simili dotazioni, in tutto o in parte, costituisce il principale requisito per il raggiungimento di quelle condizioni ottimali di sicurezza per tutti quei Dipendenti che, con gli attuali equipaggiamenti, sono invece esposti al serio rischio di riportare gravi lesioni in caso di scontro diretto con i dimostranti. Tale circostanza determina peraltro aggravi economici non indifferenti per l’Amministrazione della P.S. e, pertanto, quale ulteriore e sicuro deterrente, il Ministero dell’Interno dovrebbe valutare positivamente anche la possibilità di costituirsi parte civile nei confronti di chiunque ferisca o uccida un Poliziotto, devolvendo poi le somme su un fondo riservato alle vittime del dovere e alle loro famiglie. Si auspica l’attenta valutazione di quanto sopra esposto e, si prega l’Ufficio Relazioni Sindacali voler far conoscere determinazioni scritte in merito. F.TO F.TO IL VICE SEGRETARIO NAZIONALE IL SEGRETARIO GENERALE NAZIONALE ROBERTO BONI ISP. C. ANGELO PELLEGRINI |
| riccardo rosso | |
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http://www.ansa.it/op...
pare che il nastro originale dell'allunaggio del 1969 sia andato perso. così leggo su una agenzia Edited by riccardo rosso on Jul 19, 2009 5:09 PM |
| riccardo rosso | |
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| lucy cassini | |
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Libera Informazione rilancia l'appello per "I Siciliani"
![]() Appello per 'I Siciliani' Per non far chiudere “I Siciliani” un’altra volta, per non lasciare solo Pippo Fava una seconda volta, per non mortificare un’informazione libera, per non registrare un’altra vittoria della mafia e di quel sistema mafioso che Fava ed i suoi amici e giornalisti hanno continuato a combattere. E tu da che parte stai? Dopo l’assassinio mafioso di Giuseppe Fava, il 5 gennaio 1984, i redattori de I Si ciliani scelsero di non sbandarsi, di te nere aperto il giornale e di portare avanti per molti anni la cooperativa giornalisti ca fon data dal loro direttore, affrontando un tem po di sacrifici durissimi in nome della lotta alla mafia e della libera informazione. Anni di rischi personali, di stipendi (mai) pagati, di solitudine istitu zionale (non una pagina di pubblici tà per cinque anni!) Oggi, a un quarto di secolo dalla morte di Fava, alcuni di loro (Graziella Proto, Ele - na Brancati, Claudio Fava, Rosario Lanza e Lillo Venezia, membri allora del CdA della cooperativa) rischiano di per dere le loro case per il puntiglio di una sentenza di fal limento che si presenta - venticinque anni dopo - a reclamare il dovuto sui po veri de biti della cooperati va. Il precetto di pignoramento è stato già no tificato, senza curarsi d’attendere nemme - no la sentenza d’appello. Per pa radosso, il creditore principale, l’Ircac, è un ente re gionale disciolto da anni. E’ chiaro che non si tratta di vicende perso nali: la redazione de I Siciliani in que gli anni rappresentò molto di più che se stes sa, in un contesto estremamente dif ficile e rischioso. Da soli, quei giovani giornalisti diedero voce udibile e forte alla Sicilia onesta, alle decine di migliaia di siciliani che non si rassegnavano a convivere con la mafia. Il loro torto fu quello di non dar spazio al dolore per la morte del direttore, di non chiudere il giornale, di non accetta re facili e comodi ripieghi professionali ma di andare avanti. Quel torto di coerenza, per il tri bunale fal limentare vale oggi quasi cen tomila euro, tra interessi, more e spese. Centomila euro che la giustizia catanese, con imbarazzan te ostinazione, pretende adesso di incassa re per mano degli uffi ciali giudiziari. Ci saranno momenti e luoghi per approfondire questa vicenda, per scrutarne ra gioni e meccanismi che a noi sfuggono. Adesso c’è da salvare le nostre case: già pi gnorate. Una di queste, per la cronaca, è quella in cui nacque Giuseppe Fava e che adesso, ereditata dai figli, è già finita sotto i sigilli. Un modo per affiancare al prezzo della morte anche quello della beffa. La Fondazione Giuseppe Fava ha aper to un conto corrente (che trovate in bas so) e una sottoscrizione: vi chiediamo di darci il vostro contribuito e di far girare questa ri chiesta. Altrimenti sarà un’altra malinconi ca vittoria della mafia su chi i mafiosi e i loro amici ha continuato a combatterli per un quarto di secolo. I bonifici vanno fatti sul cc della "Fonda zione Giuseppe Fava" Credito Siciliano ag. di Cannizzaro 95021 Acicastello (CT) IBAN IT22A0301926122000000557524 causale di ogni bonifico: per I Siciliani http://www.liberainfo... Edited by lucy cassini on Aug 7, 2009 5:37 PM |
| lucy cassini | |
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Don Diana diffamato:
a Telelombardia nasce il paradosso di Pecorella Bologna, 3 agosto 2009 ![]() Don Diana (avv. Antonello Tomanelli) Quanto qualcuno che ricopre un ufficio come quello di presidente della Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle Ecomafie arriva a delegittimare la figura di Don Peppino Diana, assassinato il 19 marzo 1994 nella sua parrocchia di Casal di Principe, affermando che fu ucciso per non aver restituito armi che gli erano state affidate in custodia da un clan, allora significa che al peggio non c’è mai fine. Quel qualcuno è Gaetano Pecorella, storico avvocato di Silvio Berlusconi, ma anche di Nunzio De Falco, condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio del prete anticamorra, boss di quei Casalesi che sono leader incontrastati nello smaltimento illegale dei rifiuti. Questi i fatti. Durante una trasmissione sulla mafia dell’emittente “Telelombardia” del 20 luglio scorso, Pecorella, a telecamere spente, tratta come un deficiente Alessandro Didoni, presente tra il pubblico, che gli chiede conto della sua decisione di difendere nel 2003 il boss De Falco, pur essendo all'epoca presidente della Commissione Giustizia alla Camera. Alla fine, reagendo al tentativo di Didoni di tenere alto il pericolante onore di Don Peppino, al cospetto di un attonito Nando Dalla Chiesa Pecorella esclama: “Ma lo sapete che Don Peppino Diana custodiva le armi della camorra?”. Pecorella ha diffamato Don Peppino Diana. Tecnicamente è “offesa alla memoria di un defunto”. E’ il classico reato del vigliacco, che colpisce chi non può più difendersi. Per questo l’art. 597 del codice penale prevede la facoltà dei familiari dell’offeso di agire nei confronti del diffamatore. Ma è interessante vedere come, in questo caso, si è concretizzato il reato di diffamazione. Per la verità, l’affermazione di Pecorella non è totalmente inventata. La sentenza di primo grado, emessa nel 2001 dalla Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere, aveva concluso che il clan dei De Falco aveva dato armi da custodire a Don Peppino, il quale, anziché restituirle, le aveva date al clan nemico degli Schiavone. Uno sgarro punito con la morte. Questo secondo il racconto del pentito Giuseppe Quadrano, sul quale i giudici di primo grado avevano totalmente basato la propria decisione, senza che sussistesse uno straccio di riscontro oggettivo. Una decisione completamente ribaltata nel 2003 dalla Corte di Assise di Appello di Napoli, che ha considerato inattendibile il pentito Quadrano sottolineando l’impegno civile di Don Diana quale unica causa del suo assassinio. E nel 2004 la Corte di Cassazione ha confermato in toto la sentenza d’appello, che è così passata in giudicato. Don Peppino Diana fu assassinato non per aver tradito un clan della camorra, ma perché dava fastidio a tutta la camorra. Essendo la magistratura un organo dello Stato, i suoi provvedimenti costituiscono fonte ufficiale. Chi riporta il contenuto di una fonte ufficiale non entra mai in conflitto con la verità. Tra l’altro, la magistratura è proprio quell’organo istituzionalmente deputato all’accertamento della verità. Al contrario, chi cita fatti che contrastano con quanto stabilito da una fonte ufficiale, comunica delle falsità. E se da tali falsità deriva la lesione della reputazione di un soggetto, commette il reato di diffamazione. continua su ..... http://www.difesadell... |
| iciano | |
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terribile....fuga dalle macellerie
oggi 13 agosto 2009 si è verificato un teribile attacco delle carni...filetti amburgher fiorentine braciole salsicce quarti di bue inferociciti hanno invaso le strade dei nostri paesi chiedono l'uguaglianza e la parità dei diritti per troppo tempo hanno visto eluse le loro richieste di solidarietà sociale a dare il via a questa ribellione o invasione è stato il gruppo amburgher dei mac-schifald coi suoi famosi chisburgher e subito dopo a Modena si è scatenato un putiferio... milioni di tagli di carne maleodorante resa però cosciente da quantità di estrogeni e sostanze chimiche rivitalizzanti hanno potuto convertirsi in comitati della guerriglia e sembra anche carne nelle scatolette sia riuscita a partecipare la loro rivendicazione per il momento sembra essere una vita libera e all'aperto...chiedono all'uomo di considerare la dieta vegetale...(ma sembra che le carote non siano daccordo) e comunque chiedono che al momento del decesso per loro non ci sia la vita futura tanto reclamizzata dall'uomo e dalla sua religione ipocrita e ingannevole si consiglia a tutte le persone all'ascolto di cercare dei preservativi nei quali nascondersi....sembra che le bistecche e i quarti di bue non li notino...giusto i maiali potrebbero avvicinarsi e strisciarvisi contro sensualmente... in bocca al lupo...cittadini iciano |
| iciano | |
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![]() la chiesa e il stato governo si scagliano contro il tar che non si tocchi l'omo della religione nelle scuole la teologhia viene prima della filosofia della storia e della grammatica zibideus ![]() |
| riccardo rosso | |
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Chiunque ti paghi per scrivere qui è uno sciocco
Le cose che scrivi infatti sono senza senso, solo prendere in giro chi si da da fare per informare. Certo credi di fare gli interessi di qualcuno deprimendo questo gruppo con insulti, viltà derisioni e infami frasi incomprensibili. Ti nascondi come tutti i vigliacchi dietro ad un pietoso anonimato e ti esprimi come se per te l'italiano fosse una lingua straniera. Fai credere di sentirti molto furbo e spiritoso mentre emetti solo formalina e ragnatele. Pensi che questo tuo modo di vivere sia buono invece vivi come i topi, nascosto in una cantina. Chiunque al posto tuo si vergognerebbe e si sentirebbe un eunuco (uomo senza palle) |