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Archivio Genchi: la Cassazione annulla senza rinvio per i parlamentari
![]() di Monica Centofante – 26 giugno 2009 Un vero e proprio scandalo. In altro modo non si può definire la decisione, resa nota qualche minuto fa, della sesta sezione della Corte di Cassazione che ha accolto in parte il ricorso presentato dalla Procura di Roma contro l’ordinanza del Tribunale del Riesame che lo scorso 8 aprile aveva disposto il dissequestro dell’archivio di Gioacchino Genchi. Sottratto al consulente delle procure il 13 marzo scorso, nell’ambito di una quantomeno discutibile indagine condotta dai procuratori di Roma Achille Toro e Nello Rossi. Nel dettaglio, si apprende dalle agenzie, i giudici della sesta sezione penale hanno ritenuto di confermare il dissequestro di copia dell’archivio riguardante i tabulati che si riferiscono a utenze dei servizi segreti. Ma hanno dato ragione alla Procura capitolina nella parte del ricorso con il quale – guarda caso - si chiedeva il ripristino del sequestro di copia dell’archivio con riferimento ai tabulati delle utenze telefoniche di parlamentari. Decidendo addirittura un annullamento senza rinvio con il chiaro intento di mettere la parola fine su una vicenda scomoda che aveva coinvolto, tra gli altri, Romano Prodi e Clemente Mastella, all’epoca Presidente del Consiglio e Ministro della Giustizia e l’avvocato senatore Giancarlo Pittelli. “Non posso che prendere atto della decisione”, ci ha detto l’avv. Fabio Repici, legale di Gioacchino Genchi, che non intende fermarsi. “Continueremo a sostenere le nostre ragioni – ha proseguito – ma se la si vuole buttare sull’ironico possiamo dire che il Capo di Gabinetto del ministro Bianchi ricorre e il Capo di Gabinetto del ministro Ferrero accoglie in parte”. L’allusione è ad Achille Toro e al relatore Franco Ippolito, che in passato avevano rispettivamente ricoperto proprio quei ruoli. http://www.antimafiad... |
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L’IGNORANZA E’ FORZA
Informazione DI PAUL CRAIG ROBERTS onlinejournal.com/ La copertura unilaterale e propagandistica delle elezioni iraniane da parte dei media statunitensi ha trasformato il candidato perdente, Mousavi, in un eroe americano. C'è da restare a bocca aperta, e domandarsi se qualcuno dei giornali nazionali o dei membri del governo ricorda ancora che Mir-Hossein Mousavi, primo ministro della Repubblica islamica iraniana dal 1981 al 1989 (il decennio successivo alla caduta del governo fantoccio americano ad opera di Khomeini), fu definito il Macellaio di Beirut e venne considerato la testa pensante dei sanguinosi attacchi contro l'ambasciata americana e la base dei marine nella capitale libanese all'epoca dell'amministrazione Reagan , che fece a pezzi 241 marine, soldati e marinai. Come ha scritto Jeff Stein in CQ Politics del 22 giugno 2009, Mousavi "aveva scelto personalmente come uomo di punta per la campagna terroristica a Beirut Ali Akbar Mohtashemi-pur, che diresse la cellula terroristica responsabile degli attentati". Nella foto: L'allora primo ministro Mir-Hossein Mousavi a Ankara, Turchia nel 1985 Secondo l'ammiraglio a riposo James Lyons, all'epoca vicecapo delle Operazioni navali, la National Security Agency disponeva di una registrazione sull'ambasciatore iraniano in Libano. L'ammiraglio ha dichiarato a Jeff Stein che "l'ambasciatore iraniano aveva ricevuto istruzioni dal Ministro degli esteri di scegliere vari obiettivi tra il personale statunitense nel paese, e soprattutto di condurre un'azione spettacolare contro i Marine". Stein afferma che Lyons "considerava Mousavi responsabile anche del camion bomba usato nel 1988 contro la base della flotta navale statunitense a Napoli". Bob Baer, all'epoca responsabile della CIA per il Medio oriente, afferma che Mousavi "discusse direttamente con Imad Mughniyah", che organizzò entrambi gli attacchi. Sono tutti fatti evaporati dalla memoria comune. I media e il governo statunitensi hanno trasformato Mousavi, il sanguinario macellaio dei militari americani, in colui che potrebbe liberare l'Iran dalla teocrazia. Solo negli USA e tra i personaggi del profetico libro di George Orwell, 1984, possiamo trovare una tale ignoranza dei cittadini. Ogni giorno negli Stati Uniti, o se vogliamo in Oceania (una delle tre potenze mondiali nel romanzo di Orwell, di cui faceva parte il continente nordamericano. NdT), constatiamo il crescente potere dei tre slogan del Grande Fratello: LA GUERRA È PACE, LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ, L'IGNORANZA È FORZA. Dall'ignoranza nasce la forza per trasformare in eroe Mousavi, il terrorista nemico degli USA. Dalla libertà nasce la protezione offerta dall'essere costantemente spiati, senza più i rischi della privacy che potrebbe impedire al Grande Fratello di scoprire un qualche complotto terroristico. E questo ci porta dalla libertà alla schiavitù di essere in stato di detenzione perpetua senza prove a carico. L'habeas corpus si è trasformato nel nemico della libertà, perché c'impedisce di essere protetti dai terroristi. Il 23 giugno il Grande Fratello Obama, nel solco della tradizione dei Grandi Fratelli Bush e Cheney, ha dichiarato che Oceania e il "mondo intero" erano "sconvolti e indignati" per i violenti sforzi dell'Iran di porre fine alle proteste alimentate dalle interferenze straniere nelle elezioni del paese. Nel frattempo, Oceania porta avanti le sue guerre in Iraq, Afghanistan e Pakistan, uccidendo gente a destra e a manca, e si prepara a portare la pace in Iran. Nessuno si scandalizza per queste violenze: la guerra è pace, e chi non combatte le guerre non può elargire la pace. La pace si ottiene quando l'egemonia del Grande Fratello si estende su quelle regioni che non si rendono conto che la Guerra è Pace, la Libertà è Schiavitù, l'Ignoranza è Forza. v "Il volto del Grande Fratello parve però indugiare per diversi secondi sullo schermo, come se l'impatto che aveva esercitato sulle pupille dei presenti fosse troppo intenso per poter essere eliminato all'improvviso. La donna dai capelli color sabbia, allungandosi al di sopra del sedile che aveva davanti, tese le braccia verso lo schermo e mosse le labbra in un tremulo bisbiglio nel quale parve di poter distinguere le parole "Mio Salvatore!", dopodiché nascose il volto tra le mani. Era chiaro che stava pregando. "In quel momento tutti intonarono una sorta di salmodia lenta, ritmata, solenne: Grande Fratello, Grande Fratello, Grande Fratello!", incessantemente, lentamente, con una lunga pausa tra la G e la F, un murmure sordo e in un certo senso selvaggio, nel cui fondo sembrava di udire il battito cadenzato di piedi nudi e le vibrazioni dei tam-tam. Continuarono a cantare per quasi trenta secondi, seguendo un rituale che si ripeteva quasi tutte le volte in cui l'emozione si faceva particolarmente forte. Si trattava in parte di un inno alla saggezza e alla maestà del Grande Fratello, ma soprattutto di un atto di autoipnosi, di un volontario ottundimento della coscienza, raggiunto per mezzo del ritmo" [ 1984] Il volontario ottundimento della coscienza, raggiunto per mezzo del ritmo, riassume in modo perfetto la funzione del Ministro della Verità di Oceania. Quanto manca agli Americani prima che Grande Fratello e il Ministro della Verità diano vita allo Psicoreato? "Che scrivesse o meno ABBASSO IL GRANDE FRATELLO! non faceva alcuna differenza. La Psicopolizia lo avrebbe preso lo stesso. Aveva commesso quel reato fondamentale che conteneva dentro di sé tutti gli altri. Psicoreato, lo chiamavano". In America, i neoconservatori i neoconservatori hanno creato comitati di controllo dei Psicoreati tra i professori. I membri del mondo accademico che si allontanano dalla loro linea, o la rimettono in discussione, sono additati e sottoposti a campagne denigratorie: la carriera di Sami Al-Arian, un docente di scienza informatica della Florida University, è stata distrutta dal Dipartimento della giustizia [sic!] statunitense perché aveva difeso il punto di vista palestinese. L'operazione di spionaggio accademico dei neoconservatori è stata rilanciata da Dennis C. Blair, direttore della National Intelligence. Su CounterPunch del 23 giugno , David Price segnala che Blair ha annunciato piani per addestrare funzionari dello spionaggio, la cui identità e attività saranno celate ai docenti e agli amministratori, destinati a condurre operazioni segrete nelle aule universitarie. Ecco avverarsi le profezie di Orwell: pensare in modo indipendente sta rapidamente diventando un grave Psicoreato. Winston Smith era l'unico, tra gli schiavi del Grande Fratello, capace di un pensiero indipendente, ma il crimine venne scoperto e punito. Già adesso vediamo che i media nazionali sono incapaci di pensare in modo autonomo, e anche nel mondo continua su ...... Fonte: http://onlinejournal.... Link: http://onlinejournal.... http://www.comedonchi... |
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GOLPE IN HONDURAS: I MILITARI ARRESTANO IL PRESIDENTE ZELAYAS. CHAVEZ MINACCIA D'INTERVENIRE ![]() 29 giu. - Un gruppo di militari ha arrestato il presidente dell'Honduras e lo ha portato in una base dell'aviazione militare, appena prima che iniziassero le operazioni di voto per il contestato referendum sulla riforma costituzionale. Il segretario privato di Manuel Zelayas ha spiegato che il presidente è stato arrestato e condotto in una base alla periferia della capitale Tegucigalpa. Un cronista dell'Associated Press ha riferito di aver visto questa mattina decine di soldati con l'elmetto verde circondare la residenza del presidente; poco dopo sono saliti a bordo di camion e sono andati via. Circa sessanta poliziotti continuano a pattugliare l'abitazione. Il presidente Zelaya aveva promesso di andare avanti con il referendum sulla riforma costituzionale malgrado l'opposizione della Corte Suprema, dell'esercito, del Congresso e dei membri del suo stesso partito. L'arresto arriva dopo la delicata crisi istituzionale che si era aperta a seguito della decisione di Zelaya di rimuovere il capo di stato maggiore delle forze armate, Romeo Vasques: decisione contestata dallo stesso militare, la cui reintegrazione all'incarico era stata d'altra parte chiesta dalla Corte suprema del paese centroamericano. Tramite il referendum il presidente punta ad ottenere una riforma costituzionale che gli permetterebbe di presentarsi per un secondo mandato presidenziale di quattro anni. HONDURAS: CHAVEZ, E' IN ATTO UN "COLPO DI STATO TROGLODITA" - In Honduras e' in atto un "colpo di Stato troglodita". Lo ha affermato il presidente venezuelano, Hugo Chavez, che ha chiesto una presa di posizione del presidente americano Barack Obama sulla situazione in atto nel Paese del centro-America. UE CONDANNA L'ARRESTO DEL PRESIDENTE: "URGENTE IL RILASCIO" - L'Unione europea ha condannato all'unanimita' l'arresto del presidente dell'Honduras, Manuel Zelaya, da parte dell'esercito e ha chiesto l'immediato ripristino dell'ordine costituzionale. Lo ha annunciato a Corfu' il ministro degli Esteri della Repubblica Ceca, Jan Kohout, il cui Paese e' attualmente presidente di turno dell'Ue. "L'Unione europea condanna con forza l'arresto del presidente della Repubblica dell'Honduras da parte delle forze armate", ha affermato Kohout parlando con i giornalisti a Corfu' a margine del vertice dei ministri degli Esteri dei Ventisette. Per Kohout si tratta di "un'azione di inaccettabile violazione dell'ordine costituzionale in Honduras". L'Ue chiede quindi l'"urgente rilacio del presidente e il ritorno a un a normaita' costituzionale". Anche dal ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Moratinos, e' arrivata una condanna per "questo colpo di Stato militare". Moratinos ha chiesto "l'immediato rilascio del presidente e il ripristino dell'ordine costituzionale". OBAMA "PREOCCUPATO": SIA RISPETTATO LO STATO DI DIRITTO - Il presidente americano, Barack Obama, si e' "profondamente preoccupato" per la detenzione e l'espulsione del presidente dell'Honduras, Manuel Zelaya, e ha chiesto agli "attori politici e sociali" del Paese il rispetto delle norme democratiche e dello stato di diritto. Per Obama, "ogni tensione e ogni disputa dovrebbe essere risolta in modo pacifico, attraverso il dialogo". ZELAYA: NON CHIEDO ASILO, E' STATO UN SEQUESTRO - ''Non ho chiesto asilo al governo del Costa Rica. Questo e' stato un sequestro compiuto dai militari'' honduregni: lo ha detto il presidente dell'Honduras, Manuel Zelaya, ''dall'aeroporto di San Jose''', in Costa Rica, dove si trova dopo il golpe di oggi nel suo paese. ''La comunita' internazionale deve difendere l'Honduras'' ha detto Zelaya, raccontando a Telesur e alla Cnn in spagnolo i dettagli del suo ''rapimento''.''Hanno mitragliato la mia casa, spero non ci siano stati feriti'': lo ha detto a San Jose', in Costa Rica, il presidente dell'Honduras, Manuel Zelaya, che ha raccontando il golpe di oggi a Tegucigalpa. ''La mia guardia d'onore ha opposto resistenza per almeno venti minuti, sono stato svegliato dagli spari e dalle urla. Sono stato portato via di fatto in pigiama'', ha raccontato Zelaya. I militari, ha aggiunto, sono entrati ''sparando, e ho dovuto proteggermi dai colpi: mi hanno minacciato e puntato contro le armi''. Dopo il golpe di oggi in Honduras, il presidente Manuel Zelaya ha rivolto un appello ai suoi concittadini a manifestare contro il colpo di stato ''pacificamente, senza violenza''. Zelaya ha d'altra parte chiesto a ''tutti i settori'' della societa' di pronunciarsi contro il golpe, precisando che intende ascoltare tra l'altro l'opinione della Chiesa Cattolica. Gli autori del colpo di Stato ''rimarranno soli e usciranno pieni di vergogna'' da questa vicenda, ha proseguito Zelaya, che ha chiesto ''il ritorno immediato'' allo Stato di diritto, ''che e' stato violentato''. CASA BIANCA, NESSUN RUOLO NEL GOLPE - La Casa Bianca ha respinto con forza l'accusa di aver avuto un ruolo nel golpe in Honduras che ha deposto il presidente Manuel Zelaya. "Non c'e' stato alcun coinvolgimento statunitense in quest'azione contro il presidente Zelaya", ha riferito un funzionario sottolineando di rifersi al leader honduregno sempre con il titolo di presidente. A puntare il dito contro Washington era stato il presidente venezuelano Hugo Chavez. Lo stesso Zelaya ha rivolto un appello agli Usa affinche' sostengano il suo diritto a tornare al potere. http://www.clandestin... |
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IRAN: 8 ARRESTI ALL'AMBASCIATA GB. ONG: OLTRE 2000 ARRESTI E CENTINAIA DI DISPERSI
![]() 29 giu. - Otto iraniani che lavorano per l'ambasciata britannica a Teheran sono stati arrestati, secondo quanto riferisce oggi l'agenzia Fars, vicina al governo del presidente Mahmud Ahmadinejad. La Fars, senza citare fonti, afferma che gli otto avrebbero avuto ''un ruolo'' nei disordini seguiti alle elezioni presidenziali del 12 giugno. Il ministro degli Esteri iraniano, Manuchehr Mottaki, ha accusato domenica scorsa la Gran Bretagna di avere ordito un complotto contro le elezioni presidenziali. Il giorno dopo l'Iran ha espulso due diplomatici britannici dell'ambasciata a Teheran, e Londra ha risposto con l'espulsione di due diplomatici iraniani. Nei giorni scorsi il ministro dell'Intelligence, Gholamhossein Mohseni-Ejei, ha detto che tra gli identificati come fomentatori dei disordini vi erano alcune persone con passaporto britannico. Tra gli arrestati nell'ultima settimana vi e' anche un giornalista del quotidiano americano Washington Times con doppia cittadinanza greca e britannica. "Quando si arrestano funzionari di un'Ambasciata si compiono fatti certamente gravi", sui quali serve una "posizione comune": lo ha affermato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, spiegando che per questa ragione ne parlerà questo pomeriggio alla riunione sull'Iran dei Ventisette, organizzata a margine del vertice Osce di Corfu'. "Oggi ne discuteremo - ha detto - perché il problema non può essere affrontato a livello nazionale. Serve una posizione comune". GB - ARRESTO FUNZIONARI E' INTIMIDAZIONE: SUBITO IL RILASCIO. L'arresto degli otto funzionari iraniani dell'ambasciata britannica e Teheran e' considerata dal governo britannico un "abuso" e una "intimidazione". Londra ha chiesto l'immediata liberazione degli arrestati. Un "abuso e una intimidazione di tipo assolutamente inaccettabile", ha detto il ministro degli esteri, David Milliband, da Corfu'. "Vogliamo che siano rilasciati indenni", ha aggiunto. ONG: OLTRE DUEMILA ARRESTI, CENTINAIA I DISPERSI - Sono oltre duemila le persone arrestate in Iran, centinaia quelle scomparse, nel corso delle manifestazioni contro i risultati delle elezioni presidenziali annunciati dal governo. Lo rende noto la Federazione internazionale dei diritti umani (Fidh). ''Sulla base delle informazioni in nostro possesso oltre duemila persone sono state arrestate e si trovano attualmente in carcere'', ha detto il vicepresidente della Fidh, Karim Lahidji, che e' anche presidente della Lega iraniana dei diritti dell'uomo, con sede a Parigi. Fonti indipendenti, ha segnalato inoltre Lahidji, confermano che ''centinaia di persone risultano scomparse''. Lahadji ha precisato che l'Fidh ha ricevuto direttamente le informazioni dalle famiglie degli interessati focus/367480-iran-arrestati-8-funzionari |
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Internet e diritto all'oblio:
quando la memoria cade in prescrizione ![]() http://www.bergamonew... Bologna, 28 giugno 2009 (avv. Antonello Tomanelli) Il generale Rafael Videla, capo della giunta militare che governò l’Argentina tra il 1976 e il 1981, amava ripetere che “la memoria è sovversiva”. Il senso della frase è che niente che possa nuocere al Potere va ricordato. In un’ottica opposta, Roberto Scarpinato, magistrato antimafia della procura di Palermo, dice che “la memoria è come un indice puntato contro i crimini del Potere”. Carolina Lussana, deputata della Lega, ha fatto propria la tesi del dittatore argentino presentando alla Camera dei Deputati il disegno di legge n. 2455, che vuole regolamentare il cosiddetto “diritto all’oblìo” su internet. Un disegno di legge che impedirebbe di mantenere in Rete, decorso un certo periodo di tempo, informazioni su persone che in precedenza hanno avuto guai con la Giustizia. Molto sinteticamente, il diritto all’oblìo, creato da quella giurisprudenza degli anni ’70, attentissima ai diritti della persona, che lo collocò tra i diritti inviolabili di cui all’art. 2 Cost., è il diritto di ognuno a non vedere riproposti al pubblico fatti propri che in passato furono oggetto di cronaca. A volte è sufficiente una singola pubblicazione perché una notizia venga acquisita con completezza dalla collettività. Altre volte sono necessari approfondimenti, che fanno sì che la notizia perduri nel tempo. In ogni caso, a partire dal momento in cui il fatto è acquisito nella sua interezza, l’interesse pubblico alla sua riproposizione va scemando fino a scomparire, come se diventasse un fatto privato, e sorge il presupposto del diritto all’oblìo. Una tutela sacrosanta. Ma che, per ovvi motivi, riguarda il “cittadino X”, il tossicodipendente che per procurarsi la dose rapinò la bottega, o l’anonimo funzionario che si fece corrompere per coprire un abuso edilizio. Non certo il politico di lungo corso, quello il cui rapporto con la collettività perdura nel tempo e che sarà sempre attenzionato dall’opinione pubblica, anche per ciò che riguarda il passato. continua su......com/ultime_notizie/132/internet-e-diritt |
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Muore reduce dal Kosovo. La moglie: "Sono disperata, voglio verità e giustizia"
![]() http://www.repubblica... Ancora un militare italiano morto per presenta contaminazione da uranio impoverito. Si tratta di un uomo di Roma, deceduto l'11 novembre scorso all'età di 49 anni. A rivolgersi al nostro blog, dopo mesi di dolore e silenzio, è stata L. P., 46 anni, moglie dell'uomo, morto in seguito ad un adenocarcinoma, presumibilmente di origine polmonare. Il militare era stato in missione in Kosovo a Pec dal 2000 al 2001, faceva il radiologo. Ha lasciato, oltre alla moglie, tre figli, di dieci, sette e un anno e mezzo. In una lettera la donna di dice "disperata" e chiede agli organi competenti che sia fatta luce e giustizia sulla morte del marito. Solo alcuni giorni fa avevamo denunciato un altro caso di morte e due di malattia. Secondo un recente bilancio del Goi (Gruppo Operativo Interforze della Sanità Militare), sarebbero 250 i militari morti e 1991 quelli malati a partire dagli anni novanrta fino ad oggi. In molti si stanno rivolgendo alle strutture preposte per ottenere i risarcimenti previsti dal Governo, che ha stanziato per questo 30 milioni di euro, ma l'iter sembra più difficoltoso del previsto." Francesco Palese http://inchiestaurani... |
| lucy cassini | |
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BOLLETTINO DELLA CRISI
![]() La situazione come tutti sanno è drammatica gli ordinativi all´industria europea nel suo complesso sono crollati ulteriormente del 35% e viste le differenze con gli altri paesi europei la situazione italiana sia peggiore. La scorsa settimana la bce ha emesso un prestito di 442 miliardi di euro per le banche europee di cui il 10% andrà alle banche italiane. Questa della bce è una operazione che NON ha predenti e la dice molto lunga sul grado reale dello stato delle cose. Oltretutto questa enormità di denaro non si riverserà nell´economia reale, ma finirà a ripianare perdite pregresse, e nella speculazione.continua su .....http://www.comedonchi... |
| iciano | |
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il bollettino della crisi
questo è il vero tema...questo è cio' che succede ufficio alla moda....magari un impiegato di banca...con camicia cravatta...e cartello firmato s.o.s. le liste ciniche il nucleare la televisione la memoria che svanisce insieme all'informazione è questo l'unico motivo per il quale si dovrebbe combattere nel nostro paese... perchè il potere non finanzi piu' se stesso con la vita della gente questo sì coinvolgerebbe la quasi totalità delle persone che lavorano e che studiano o che sperano in qualcosa allora sì sarebbe bello cambiare il proprio destino iciano oggi... |
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Storie di ordinaria follia......
Mafia: attentato incendiario al direttore di Terra Nostra ![]() http://www.laltrasici... Dopo una minaccia di morte di stampo mafioso, alle 00.45 del 2 luglio un attentato incendiario ha distrutto l’automobile del direttore di Terra Nostra. Il giornalista Gianni Lannes si batte da anni per la legalità e la giustizia, contro le mafie d’ogni latitudine. Si teme per la sua vita. Stamani il deputato Leoluca Orlando ha sollecitato il Governo ed il prefetto di Foggia, Nunziante, ad assicurare protezione al temerario cronista. http://www.italiaterr... |
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PANDORA TV LE VERITA' DELLA CRISI ECONOMICA di Giuliano Battiston e Francesco Giurato Di fronte alla più grave crisi economica dagli anni Trenta del secolo scorso, il governo italiano quali politiche ha adottato? E gli altri paesi europei, cosa hanno fatto? Giulio Marcon, portavoce della campagna "Sbilanciamoci!", e Mario Pianta, docente di Politica economica all'Università di Urbino, rispondo a queste ed altre domande, e suggeriscono di dare vita a un un altro modello di sviluppo economico, che sia compatibile con la giustizia sociale e la sostenibilità ambientale. http://www.megachip.i... |