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OGGI NOTIZIE

lucy cassini
Posted Jun 5, 2009 8:49 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 1,214
3 maggio 2009
Sembra proprio che siano intenzionati a cogliere questa "grande opportunità". Prendi un operaio cassaintegrato, con metà stipendio, figli e mutuo da pagare. Poi inizia a spaccare il Sindacato e chiedi "sacrifici e flessibilità".
Cosa resterà quando lo tsunami ritirerà la sua onda anomala?


http://www.controcorr...
lucy cassini
Posted Jun 10, 2009 3:43 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 1,215
ECCO PERCHE' L'EUROPA DEVE COMINCIARE A TEMERE GLI USA


Economia DI MAURO BOTTARELLI
ilsussidiario.net

La fuga di massa è iniziata. Dopo la clamorosa decisione del fondo governativo di Singapore, Temasek, di lasciare sul tappeto 4,6 dei 7,6 miliardi di dollari investiti pur di uscire dal colosso creditizio Bank of America, a sua volta “cavaliere bianco” di Merrill Lynch e la decisione del fondo sovrano di Abu Dhabi di convertire le obbligazioni di Barclays che possedeva e di liquidare in tempo reale le azioni ordinarie appena ottenute (costringendo Barclays a vendere a Blackrock il suo gioiello del fund management Bgi per 13 miliardi di dollari), ecco un’altra notizia che ci segnala come la terza ondata di crisi sia ben oltre la soglia di casa.

Due hedge fund che gestivano complessivamente 1,3 miliardi di dollari dei loro sottoscrittori hanno chiuso, dalla sera alla mattina: accadde così anche nel giugno di due anni fa, quando due fondi speculativi legati a Bear Stearns andarono a gambe all’aria dando il via alla crisi globale. Niente paura, era tutto previsto.

Non è un caso, infatti, che mentre i segnali che arrivano dal mercato segnano tempesta, qualcuno ricominci con le previsioni al rialzo e l’ottimismo a prezzo di saldo: Goldman Sachs, infatti, ha fissato a 85 dollari il prezzo che raggiungerà a breve il barile di petrolio. Lo scorso anno parlavano di quota 200 dollari e fallirono ma in parecchi fecero molti, molti soldi grazie alle montagne russe del greggio che schizzò a luglio a 147 dollari il barile dando vita a una danza dei futures mai vista. Questo nonostante non ci sia alcuna ripresa reale in corso per quanto riguarda economie e soprattutto industrie: il fabbisogno energetico della Cina è calato del 10% e sul mercato, anzi nei magazzini, ci sono 100 milioni di barili di greggio pronti alla consegna ma che non verranno consegnati. Se non riparte la crescita, nessuno ha bisogno di petrolio in più.

In Gran Bretagna, poi, la grave crisi in cui versa il governo dopo le elezioni locali ed europee sta affondando sia la Borsa che la sterlina, scaricata sia da investitori che da detentori di riserve: proprio ciò che la Bank of England temeva. Difficile dire come si potrà uscire da questa situazione, soprattutto perché la lista dei paesi in deflazione si allunga di giorno in giorno, impietosamente: Irlanda -3,5; Thailandia -3,3; Cina -1,5; Svizzera -0,8; Stati Uniti -0,7; Singapore -0,7; Taiwan -0,5; Belgio -0,4; Giappone -0,1; Svezia -0,1: Germania 0. Insomma, ogniqualvolta i mercati reagiscono in maniera positiva agli indicatori macro, allora è giunto il momento di preoccuparsi davvero.

Il fronte bancario, poi, continua a macinare perdite: ieri è stato il turno di Fortis, Ubs e Barclays, quest’ultima colpita da vendite a pioggia poiché la cessione di Bgi significa disperata necessità di capitalizzare dopo la fuga degli emiri. Una rights issue è esclusa dopo il colpaccio sull’azionario compiuto dai “salvatori” di Abu Dhabi, quindi si vende: certamente il Core Tier 1 della banca britannica, se la vendita andrà in porto, non dovrà più temere la prova del nove degli stress tests ma la sua operatività - e quindi redditività sui mercati - appare pressoché annullata.

Non va meglio negli Usa dove Citigroup e Bank of America perdevano il 3% già negli scambi pre-mercato: sarebbe interessante sapere se Barack Obama, dopo aver scorrazzato in giro per Europa e Medio Oriente, intende fare qualcosa visto che la ricetta Geithner appare del tutto incapace di risolvere la crisi strutturale delle banche Usa, potenzialmente insolventi dalla prima all’ultima. E anche la strategia industriale, ovvero la vendita di Chrysler a Fiat ieri ha subito una brusca frenata dopo che i fondi pensione dell’Indiana, investitori nel gigante fallito, hanno chiesto alla Corte Suprema di bloccare la cessione: se non si chiude entro il 15 giugno, il Lingotto ha il diritto di andarsene senza dover pagare né penali né altro.

Viene da chiedersi se questa amministrazione statunitense fosse proprio ciò di cui il mondo aveva bisogno in questo momento o se non sia altro che un fattore aggravante della crisi: se infatti in campagna elettorale Obama strillava contro speculatori e banche, ora appare silente sia verso i primi (basta vedere l’inspiegabile aumento del prezzo del petrolio a fronte di fondamentali che non lo giustificano assolutamente), che verso le seconde, ancora intente a raggranellare soldi in maniera random (ovvero senza una strategia, soprattutto di risanamento, precisa) e a distribuire bonus milionari a fronte di tagli di dividendi e cedole.

Questi solo alcuni dati, raccolti in un giorno in cui l’attenzione d’Europa era rivolta al rinnovo del Parlamento Europeo e alla conseguenze politiche nazionali di questo voto: siamo all’entropia. E non è per nulla un segnale incoraggiante. I politici, però, sembrano troppo impegnati in altre cose per occuparsene. Speriamo non sia davvero troppo tardi quando cambieranno idea.

Mauro Bottarelli
Fonte: www.ilsussidiario.net
Link: http://www.ilsussidia...
9.06.2009

lucy cassini
Posted Jun 10, 2009 3:51 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 1,216
LA STANGATA DEL MILLENNIO ??
Italia


250milioni di dollari


DI PIETRO CAMBI
crisis.blogosfere.it

205 milioni di dollari sequestrati ai narcotrafficanti.

Una cifra pari ad un CINQUECENTESIMO di quella di cui si parla in questo post.

Una notizia davvero clamorosa, segnalata peraltro da un lettore del nostro forum, è passata quasi completamente sotto silenzio.

Durante un normale controllo di routine, la Guardia di finanza Italiana e la polizia di frontiera Svizzera hanno fermato un paio di distinti giapponesi con una bella valigia.

A seguito, " 96 miliardi di bond. Intervista al Col. Mecarelli" (Debora Billi, crisis.blogsfere.it);

Forse li ha insospettiti il vederli tutti impettiti in un treno di pendolari, di quelli che si fermano a tutte, ma proprio tutte le fermate.

Forse è stato il sesto senso dei nostri "canarini".

Fatto è che, dopo aver dichiarato che non avevano nulla da dichiarare, i due hanno aperto la valigia e, in un doppio fondo, sono stati trovati dei titoli di stato americani.

Per 138 miliardi di dollari.

Miliardi, si.

Sono, tra l'altro, dei titoli MOLTO particolari, in tagli da 500 milioni e da un miliardo di dollari L'UNO.

Come è evidente sono titoli che NON si usano nelle transazioni tra privati ma solo ed esclusivamente in quelle tra stati.

Ci sono parecchi campanelli che trillano nelle orecchie dei complottisti come me e Debora, in questa vicenda.

Punto 1: Sono falsi? ancora non si sa, stanno cercando di capire.

SE sono falsi sembrano fatti da veri e propri maestri del settore, imitati perfettamente, grana, filigrana e tutto il resto. Il gioco, ovviamente, varrebbe la candela.

SE sono falsi la stangata ( la più grande di sempre, immagino) era destinata non certo a un qualche facoltoso tonto ma, probabilmente, a un qualche "potente", desideroso di garantirsi un futuro per qualche secolo in cambio di servigi, con tutta evidenza, cospicui.

Ma se invece fossero veri?

Beh, a maggor ragione, la cosa fa rizzare le antenne.

Poniamo che qualcuno dei potenti di cui sopra abbia una qualche ideina su come butta nell'immediato futuro e che questa ideina non sia per niente positiva.

Poniamo che stia disegnando una bella traiettoria di uscita...

Poniamo che ci sia URGENTE bisogno di garantire a qualcuno una ENORME pensione in cambio di ENORMI favori....

Per dare una idea delle dimensioni della vicenda, potete verificare da soli (forse meglio qui) che la cifra in questione, del tutto casualmente, corrisponde all'importo TOTALE dei bonds che a Marzo 2009 erano nelle mani di investitori russi.

Casualmente?

Mbuh...ecco...

L'intrigo è spesso, pazzesco, tutto da scoprire.

Ovviamente, tra i nostri giornali, almeno finora non se ne è accorto quasi nessuno.

Eccerto: cosa volete che sia una cosuccia come questa in confronto della prematura diperatita per altri lidi di KAKA.

O tempora o Mores...
UPDATE: ancora nessuna notizia.

Eppure NON è una bufala.

La cosa DEVE essere grossa.

Se ne trova traccia anche sul sito della Guardia di Finanza, qui.

Notate che nel titolo parlano di 96 MILIONI di euro.

Mentre nel testo si fa riferimento, correttamente, a 96 MILIARDI di euro.

Correttamente perchè, a parte i lanci di agenzia italici, potrete trovare un facile riscontro sul "Ticino on line", giornale svizzero...

Pietro Cambi
Fonte: http://crisis.blogosf...
Link: http://crisis.blogosf...
8.06.200

lucy cassini
Posted Jun 15, 2009 6:06 PM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 1,220


LA SOLUZIONE FINALE: COME FUNZIONA LO STERMINIO MILITARE DI MASSA

DELLA “POPOLAZIONE IN ECCESSO”

DI MANUEL FREYTAS
IAR Noticias

Laboratori sperimentali del "nuovo ordine mondiale".

I parametri funzionali del sistema capitalista (stabilito come "unica civiltà") designano come "popolazione eccedente" le masse espulse dal circuito del consumo come conseguenza della dinamica di concentrazione della ricchezza in poche mani. Queste masse che si moltiplicano alle periferie di Asia, Africa ed America Latina, non riuniscono gli standard minimi del consumo (sopravvivenza minima), che è la struttura centrale del sistema che genera profitti e nuovi cicli di concentrazione di attivà imprenditoriali e fortune personali.

Inoltre, queste stesse masse estromesse del circuito del consumo, implicano (per dare una facciata "compassionevole" al sistema) l’esigenza di una struttura "assistenziale" composta dall’ONU e dalle organizzazioni internazionali, che rappresentano un "passivo indesiderabile" nei bilanci di governi ed imprese multinazionali a scala globale.

Nella foto: Vittime civili dei bombardamenti in Sri Lanka.

Dentro la logica del mercato e della società del consumo capitalista, la produzione non si misura in base alla soddisfazione dei bisogni primarie della società (cibo, abitazione, salute, educazione etc.), bensì secondo i parametri d’ottimizzazione del rendimento privato. Della produzione di beni e servizi (essenziali per la sopravvivenza) che viene controllata dal capitalismo benchè socializzata ne viene fatto un uso privato: ossia non risponde a fini sociali di equa distribuzione della ricchezza prodotta con il lavoro sociale, bensì ad obiettivi di rendimento capitalista privato.

L'obiettivo strategico principale del sistema (la sua logica e l’essenza funzionale) è mossa dalla ricerca del rendimento per quelle imprese e banche multinazionali che sono la sua colonna vertebrale, esecutrice del sistema economico dominante a scala mondiale. Questa dinamica - storicamente provata - genera le seguenti contraddizioni: contrazione del consumo, concentrazione della ricchezza in poche mani ed espulsione dal circuito del consumo e della sopravvivenza di migliaia di milioni di persone.

Oggi la popolazione del mondo è di 6,5 miliardi di persone, delle quali solo 500 milioni raggiungono lo status di "livello ottimo" del consumo, che le esigenze operative di rendimento di banche ed imprese che dominano l'industria richiedono per il commercio e la finanza del sistema capitalista imposto a scala globale.

Fuori dal triangolo del "consumo ottimo", composto al suo vertice dal segmento dei "super-ricchi" ed alimentato alla sua base dal settore produttore di ricchezza a scala mondiale, si trovano 2 miliardi di persone, le quali (senza arrivare al "consumo ottimo") sviluppano un "consumo regolare" di beni e servizi prodotti ed offerti (per chi paghi per essi) dalla struttura produttiva capitalista.

Un’altro segmento è composto approssimativamente da altri 2 miliardi di persone di “basso consumo”, con una situazione sociale irregolare e fluttuante che non copre sempre le necessità di alloggio, salute o comodità e che non compensa la struttura produttiva del rendimento del capitalismo (sostenitore della società del consumo) e che risulta inoltre essre il settore più vulnerabile nell'attuale crisi recessiva che si sta estendendo a tutto il mondo. Sotto a questi primi due segmenti c'è un’altra fascia di popolazione di circa altri 2 miliardi di persone, che oscillano tra la "povertà strutturale" (non coprono i bisogni primari), e l'"indigenza" (carenza dei mezzi di sopravvivenza), i quali formano una "massa critica" di espulsi dal circuito del mercato del consumo.

"Consumatori irregolari", "poveri strutturali" ed "indigenti" sono il risultato storico più rappresentativo e l'emergenza sociale di un sistema economico che non produce con fini sociali, bensì con fini di rendimento individuale ottenuto attraverso lo sfruttamento del lavoro sociale.

Visto che il sistema dominante produce solo per chi possa pagare per beni e servizi, esso porta ad escludere questa massa dal circuito del consumo (dovuto alla dinamica che accentra la ricchezza in poche mani) e di questa “eccedenza” del sistema capitalista solo una ridotta quantità (la massa che si reintegrata) genera guadagno alle grandi imprese e banche multinazionali che controllano tutti i livelli del mercato e della produzione mondiale. Prendete nota, registrate e trasmettete questo avvertimento: Libano, Iraq, Gaza, Afghanistan, Pakistan, Sudan, Somalia e Sri Lanka, e altri (al margine degli obiettivi geopolitici e militari che rappresentano nella scacchiera internazionale della guerra intercapitalista per l’appropriazione del petrolio e delle risorse strategiche) sono teatri sperimentali di sterminio militare in massa della "popolazione eccedente" attuata dietro la maschera operativa della "guerra" contro il terrorismo.

Questa "soluzione finale" maltushiana attuata militarmente è una chiaro esempio del modello di occupazione militare (Iraq ed Afghanistan) e dei distinti scenari di "guerra" contro il terrorismo in Asia, Africa e Medio Oriente.

Non si tratta di una "teoria cospirativa", solo di fatti e di prove riscontrate dentro un processo che ripete modelli operativi internazionali, non solo militari, ma anche politici, diplomatici e mediatici. L'ultimo laboratorio sperimentale di sterminio di "popolazione eccedente" è stato lo Sri Lanka.

Benché la formula del massacro di civili fosse già stata applicata da Israele in Libano e Gaza, il cosiddetto "massacro occulto" in Sri Lanka, l'antica Ceylon, ha mostrato chiaramente che i livelli di impunità internazionale per questi genocidi sono quasi totali.

In Sri Lanka, nella fase finale contro il terrorismo "tamil" come lo ha definito il governo burattino degli USA e delle potenze occidentali, sonio stati assassinati in sole quattro settimane più di 20.000 civili, come rivela un'indagine del quotidiano britannico “The Times” di questa settimana.

La cifra triplica il dato ufficiale comunicato dall'ONU e dal governo di Ceylon. Inoltre, l'operazione di sterminio militare, ha lasciato 300.000 civili senza casa costringendoli ad affrontare una catastrofe umanitaria senza precedenti.

Il massacro, realizzato mediante ininterrotti bombardamenti aerei e terrestri sulla popolazione civile mette in mostra la "pratica genocida impunita", un procedimento di sterminio militare accettato e tollerato sulla base della complicità e del "silenzio" dei governi mondiali e delle organizzazioni internazionali, ai quali si sommano, in qualità di grande occultatori e manipolatori, le grandi “catene mediatiche” ed i loro ripetitori locali nei cinque continenti.

Nell’ultima fase della "soluzione finale" in Sri Lanka 50.000 persone sono rimaste bloccate - come successe a Gaza - in una piccola fascia di territorio per 24 ore sotto il fuoco incrociato di batterie terrestri, carri armati ed aeroplani del governo alleato degli USA e “dell’asse occidentale."


continua su .......http://www.comedonchi...
lucy cassini
Posted Jun 17, 2009 4:42 PM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 1,221
IL TIMES E BERLUSCONI: MACCHE’ NOEMI


Italia DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Che il Times di Londra arrivi a scrivere un editoriale dove chiama il capo di governo di un Paese europeo “clown” e “buffone sciovinista”, e ciò solo per motivi di indignazione politica, lo lascio credere ai giornalisti, ma noi persone raziocinanti dobbiamo andare oltre. Un quotidiano della portata del Times, storico bastione del conservatorismo mondiale, voce internazionale dei Consigli di Amministrazione più potenti del pianeta, non si muove così violentemente per così poco (Noemi e festini), né è pensabile che abbiano scoperto solo oggi che Silvio Berlusconi alla guida del G8 è come un orango alla guida di un pullman. La scusante ufficiale per quell’editoriale di fuoco ai danni del Cavaliere è un insulto all'intelligenza. Rattrista, ma non stupisce, che in Italia nessuno dei paludati opinionisti pro o anti ci stia pensando.

Il motivo è altro, non v’è dubbio, ed è assai più importante. Per farvi capire, cito la caduta dal potere del dittatore indonesiano Suharto nel 1998. Uno dei peggiori assassini di massa del XX secolo, nulla da invidiare a Hitler per numero di morti, era il cocco di mamma degli USA e della Gran Bretagna, media inclusi, che lo adoravano perché obbediva puntigliosamente a ogni diktat dell’establishment economico neoliberale d’Occidente e soddisfaceva ogni sua voracità di profitto, naturalmente a scapito dell’esistenza di milioni di disgraziati suoi connazionali.

Nel 1997 Suharto fece l’errore delle sua vita: disobbedì al Tesoro americano (leggi Fondo Monetario Internazionale), una sola volta. L’allora Segretario di Stato di Clinton, Madeleine Albright, gli disse due parole secche. Fine di Suharto.

Torno in Italia. Io sono convinto che lo stesso meccanismo sia in opera col nostro capo di governo. Deve aver fatto qualcosa di non gradito a chi oltrefrontiera aveva scommesso su di lui. Forse non gli sta obbedendo, da troppo tempo, e la corda si è spezzata, dunque l’attacco del Times. C’è un’ipotesi ragionata (e qui documentata) che vale la pena considerare e ve la propongo come riflessione. Naturalmente, seguendo lo schema Suharto, per l’establishment degli investitori internazionali non è altrettanto facile sbarazzarsi di Berlusconi. Un dittatore al tuo soldo lo sciacqui giù dal lavandino con relativa semplicità, basta chiudere i rubinetti che lo foraggiano. Per un leader democraticamente eletto le cose sono molto più complesse. Di mezzo c’è la sua gente (noi) che ahimè lo vota, e continua a votarlo. In quei casi la strategia è altra, e nel mondo anglosassone si chiama ‘character assassination’. Lo si dipinge sui maggiori media compiacenti come uno scandaloso incapace, si fanno cordate con alcuni media dell’opposizione interna, e si spera che in tal modo egli ne riceva un danno elettorale. Ma soprattutto gli si manda un messaggio, chissà mai che non si ravveda. Purtroppo per i manovratori, in questo caso hanno a che fare con gli italiani, e questo non l’avevano previsto. Ma continuiamo.

Berlusconi entrò sulla scena politica come il tipico Liberista economico (Liberal Economics), colui cioè che invoca privatizzazioni a raffica, tagli fiscali ai ricchi, botte ai sindacati, flessibilità ultras per i lavoratori, riduzione del ruolo del governo, deregulation selvaggia, socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti. Nelle Corporate Boards della City di Londra come a Bruxelles fu un giubilo unico. Era il 1994, Tangentopoli aveva appena eliminato quella fastidiosa classe politica così statalista, popolana, centralista, che non piaceva affatto alla classe dei neoliberisti rampanti di Londra e Washington. L’ipotesi che Tangentopoli sia stata teleguidata dall’esterno proprio per far strada alla Liberal Economics sul modello Thatcher/Reagan, non è cospirazionismo da Internet; ne discussi molto seriamente una sera con l’ex magistrato del pool Gherardo Colombo, che già ne sapeva qualcosa. Torniamo al ’94. Dopo pochi mesi fu chiaro che l’uomo di Arcore era tutto meno che un purista del mercato. Prima cosa, nella sua compagine di governo troneggiavano (ancora oggi) partiti simil-nazionalisti con legami molto radicati con le classi medio-basse, e avversi al concetto di leadership finanziaria sovranazionale incontrastata. Secondo, e ancor più cruciale, Berlusconi non dava segno di voler trasformare la ricca Italia in una trincea del capitalismo speculativo d’assalto, col minor numero di regole possibili, e paradiso degli investitori selvaggi. E mai lo ha fatto. L’Italia dei tre mandati del Cavaliere rimane ancora oggi un Paese tradizionalista nel Capitale, nelle banche, zeppo di zavorre statali, poco profittevole (questo fra parentesi ci ha salvato dal crack finanziario USA, ma agli investitori frega nulla di noi cittadini e dei nostri risparmi, nda). L’ipotesi è dunque che nella stanza dei bottoni i famelici Padroni del Vapore si siano spazientiti dopo anni di frustrazione dei loro piani per l'Italia, ergo l’attacco del Times. Vediamo i fatti.

Siamo nel 2004, la prestigiosa e influente fondazione di destra neoliberale Stockholm Network di Londra pubblica un rapporto dove si legge “Alberto Mingardi e Carlo Stagnaro (due teorici ultra Liberisti italiani, nda) sono delusi dalla differenza fra la retorica del Libero Mercato di Silvio Berlusconi e la sua reale capacità di fornire le tangibili riforme dell’ostinata burocrazia statale italiana” (1). Parole che trovano eco su decine di pubblicazioni della destra economica europea, sigle troppo oscure per questo contesto, ma tutte improntate a un senso di delusione verso le politiche economiche di Silvio. Passano due anni e il noto Economist (che non è quel bastione di progressismo che alcuni sciocchi qui pensano, nda) scrive: “L’Italia necessita urgentemente di riforme radicali, ma la coalizione di Berlusconi, che in teoria doveva essere dedita al Liberismo economico, ha fatto quasi nulla nei suoi 5 anni al governo” (2). Da notare che siamo nel 2006, a poco dall’avvento del governo Prodi, che riceverà in quegli anni il plauso di una ridda di fanatici del Libero Mercato, come il Fondo Monetario Internazionale, e il motivo c’è: Prodi alla Commissione Europea fu uno dei falchi del Liberismo economico, e nella stanza dei bottoni sapevano bene a quel punto che per ottenere le radicali riforme del lavoro e della finanza, in Italia era sui dalemiani che bisognava puntare, visti i tentennamenti di Silvio. Dopo pochi giorni esce il tedesco Der Spiegel: “L’amministrazione Berlusconi non ha mai mantenuto le promesse di taglio alle tasse, ulteriori privatizzazioni, e riforme strutturali necessarie per aumentare la competitività e privare le burocrazie del potere”. (3)



continua su .....

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarna...
17.06.2009
lucy cassini
Posted Jun 18, 2009 7:15 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 1,223
Homer Simpson lavora alla Centrale Nucleare dietro casa vostra


di Gianni Elvezia

Il 10 di giugno c'è stata una riunione tra un comitato di abitanti di alcuni villaggi del Suffolk, sulla costa orientale inglese che dà sul Mare del Nord, ed un rappresentante del British Nuclear Group che gestisce i tre reattori presenti nella zona, rispettivamente Sizewell A, B e C. Tutto nasce dalla chiusura improvvisa, avvenuta circa 3 anni fa, del reattore A, il più vecchio dei tre, un reattore Magnox che era entrato in funzione nel 1966, dopo quasi 5 anni di lavori.

Doveva essere il solito monologo di quello “studiato” che arriva dalla capitale e spiega con spocchia a pescatori e bottegai cose che loro non sarebbero in grado di capire, non fosse stato per l’incomodissima presenza della troupe di John Snow, l’unico direttore di telegiornale europeo che si possa ancora definire un giornalista, con le telecamere di Channel 4 News. Le cose andarono quindi molto diversamente, perchè era stata fatta una domanda formale, secondo la prassi prescritta dal Freedom of Information Act, e quindi giornalisti e pubblico avevano avuto accesso ai documenti sul caso.

Correva l'anno 2006, e Tony Blair - uno dei politici più corrotti nella storia della Gran Bretagna - si apprestava a lasciare l’incarico in quanto non più presentabile al pubblico di casa.

Era infatti evidente per tutti che avesse mentito sapendo di mentire, ...

.. quando con le lacrime agli occhi, in un programma televisivo di grande ascolto, aveva giurato solennemente di avere prove incontrovertibili che Saddam Hussein non solo avesse armi di distruzione di massa, ma che fosse in grado di colpire addirittura la Gran Bretagna, mentre l’intelligence militare avrebbe avuto solo un quarto d’ora per organizzare una reazione ad un eventuale attacco alla Madrepatria. Prove che però non poteva mostrare pubblicamente, disse Blair, per ovvii motivi.

Negli anni sucessivi molte cose vennero a galla, e Blair arrivò a dover decapitare la BBC, iniziando dal Direttore, e facendo poi licenziare tutti quelli che si erano distinti per un qualunque tipo di acume giornalistico. Blair infatti non poteva nemmeno più apparire in pubblico, senza che ci fossero elementi perturbatori che la polizia dovesse zittire.

Prima di lasciare l’incarico e di andare dal Papa - dopo essersi convertito al cattolicesimo: notare che fino a poco prima aveva nominato le massime gerarchie della Chiesa Anglicana - a ricevere la benedizione per l’investitura come primo Presidente del Superstato Fascista Europeo prossimo venturo, Blair decise di fare un regalo al suo popolo, gettando le basi per un nuovissimo programma di centrali nucleari, che riducesse la dipendenza dal petrolio. O almeno questa era la scusa.

Proprio in quel periodo qualcuno stava facendo le pulizie alla Centrale Nucleare Sizewell A, e si accorse che diversi allarmi stavano suonando con insistenza, senza che il personale addetto mostrasse reazioni particolari. Decise così – immaginate di essere al suo posto, in una situazione del genere – di premere l’allarme generale.

Il personale a quel punto intervenne, per accorgersi che l’acqua di raffreddamento non ricopriva più gli elementi del reattore, e che quindi si era arrivati ad un soffio da un incendio catastrofico. Il combustibile nucleare infatti si può incendiare già a temperatura ambiente, mentre c’era già stata una perdita di scorie radioattive nel Mare del Nord, durata 45 minuti, paragonabile alla somma di tutte le perdite radioattive – di cui non ci parlano mai – che avvengono nel corso di un anno.

La centrale venne immediatamente chiusa e sottoposta ad ispezione. Gli ispettori conclusero che la centrale era stata gestita con incuria criminale, e dopo aver pubblicato un rapporto che non fu mai divulgato, insistettero per portare i responsabili in tribunale.

Cominciarono così a raccogliere prove contro di loro, ma dopo mesi di lavoro e ingenti spese a carico del contribuente, si sentirono dire che non avevano giurisdizione per portare il caso in tribunale.

Fu naturalmente una coincidenza che proprio in quel periodo la Nuclear Decommissioning Authority abbia deciso di smobilitare tutti i siti dotati di reattori Magnox, compreso quindi il Sizewell A.

Di tutta questa vicenda sappiamo qualcosa solo oggi perchè gli abitanti del luogo, preoccupati da insistenti voci di nuove perdite - ma prontamente rassicurati dalle autorità che tutto fosse sotto controllo, e che la chiusura dell’impianto fosse dovuta solo al decommissionamento dei Magnox - si rivolsero a tutti quelli che potevano essere raggiunti, fra i quali c’era anche John Snow.

Perciò, quando vi dicono che non c’è pericolo, cominciate ad ammassare provviste nel vostro rifugio anti-atomico…

Gianni Elvezia (Pike Bishop)

Channel 4 News

http://www.luogocomun...

lucy cassini
Posted Jun 26, 2009 5:37 PM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 1,243
Neda Soltan(i): viva, morta o X?
di GloriaDemo
postato alle 11:30 del 26 giugno 2009 in Esteri

Neda Soltani, poco più che ventenne, è viva, un po’ stressata da tutto quello che va costruendosi intorno al suo nome da qualche giorno, ma viva. Neda Salehi Agha Soltan, 26 anni, studentessa di filosofia, potrebbe essere davvero morta invece, ammazzata durante la manifestazione di sabato scorso a Teheran da un proiettile sparato non si sa bene ancora, né da chi, né perché, nonostante le dichiarazioni in merito. Neda e Neda sono due donne diverse che hanno in comune, dando per buono quanto stiamo per dirvi, un nome, parzialmente un cognome e, soprattutto, una foto,

LEI, LEI. ANZI, NO LEI - L’avrete vista tutti: un primo piano del volto di una splendida ragazza dal trucco leggero e i capelli rossicci raccolti da un foulard nero a fiori, che indossa una camicia scura. Nei giorni scorsi la sua immagine ha fatto rapidamente il giro del web finendone persino fuori, nelle piazze e per le strade, simbolo di una rivoluzione in nome della libertà. Ebbene. Ad essere ritratta in quello scatto che ci è diventato così rapidamente familiare potrebbe non essere stata la giovane ragazza insanguinata, colpita al petto nel fiore degli anni, quella per cui abbiamo sospeso un attimo il respiro prendendo visione di un video che qualcuno-ma questa è un’altra storia, tenta di dimostrare essere un fake. Più di qualcuno, anzi. No, le vere foto di Neda Salehi Agha Soltan sono presumibilmente quelle che ci sono state fatte vedere dopo, consegnate al web ed alla stampa dalla famiglia, o piuttosto dall’insegnante di musica, l’uomo che, erroneamente scambiato per il padre, era con lei al momento del decesso, o, ancora, dal fidanzato che ha parlato in questi ultimi giorni ai giornali. Il viso della ragazza incorniciato dal foulard a fiori potrebbe essere piuttosto quello dell’altra Neda, la Soltani, qualche anno più giovane, iraniana anche lei. A raccontarci questo presunto ed assurdo equivoco è una bionda signora, la dottoressa Amy L. Beam, professoressa, scrittrice ed editrice, come indica nel suo profilo.

CHI LO DICE – Scrive sul suo blog il 23 giugno un post esplicativo dal titolo: “Come la foto della Neda sbagliata è diventata il simbolo della libertà iraniana “. Parlando di sé dapprincipio in terza persona ci spiega la sua verità in proposito, chiamandosi direttamente in causa. A suo dire l’errore in cui sarebbero cascati tutti sarebbe nato su Facebook. Tra i primi 120 utenti ad aver visionato il video uplodato su youtube da un amico dell’amico del medico iraniano che compare nella drammatica clip, ora scappato fuori dal suo Paese-ci fa sapere Paulo Coelho nel suo blog, – la dottoressa Beam avrebbe poi inviato un messaggio all’intestatario del canale di videosharing per chiedergli il nome della ragazza. “Neda Soltani”, lui le avrebbe risposto. Così la donna, dopo una ricerca su facebook tra i vari profili, avrebbe tentato di identificare quello della ragazza morta, contattando le varie Neda, come dire, per esclusione. La ragazza dal foulard a fiori le avrebbe risposto e, a seguito dell’amicizia, avrebbe cominciato a frequentare anche la sua bacheca. Un messaggio, nel quale le consegnava un link con la traduzione in inglese di un articolo, tratto da un sito scritto in farsi, che parlava della vicenda della giovane iraniana sua omonima, con allegato a fianco, come sarà facilmente intuibile per quanti frequentano il SN, il suo avatar, avrebbe indotto gli amici della dott Bean a credere che quell’immagine fosse proprio quella della povera giovane donna ammazzata. Capita spesso, infatti, che in molti su Facebook si vestano della figura che incarna la propria causa. E............

http://www.giornalett...
lucy cassini
Posted Jun 27, 2009 8:10 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 1,245
Allarme dalla Corte dei Conti: mazzette occulte ed immorali
di Roberta Lemma

Nulla è immune al progresso, nemmeno il sistema usato per far girare soldi, tangenti e corruzione.

Non spettatevi o immaginatevi dunque, persone distinte che girano con la 24 ore e s'intrufolano negli uffici delle alte sfere e lentamente, con un ghigno, tirano fuori dalla valigetta gonfie buste piene di denari, no: il sistema della corruzione si è adeguato ai tempi.

I soldi arrivano alla persona “ giusta “ attraverso la sovrafatturazione di operazioni commerciali, utilizzando società esistenti solo sulla carta ma che in effetti non esistono, inventate, società fantasma; ecco perchè ogni potente vanta a suo seguito una lunga lista di società stile scatole cinesi, ditte prestanome, o vere imprese issate con nomi di fantasia ma governate dagli amici dei parenti, dai cugini o persone a loro invisibilmente vicine.
In questo modo, risalire ai veri colpevoli è una impresa impossibile, perche tutto si basa sul rigorosissimo inter nos. Presunte consulenze, spese elettorali gonfiate, spese di viaggio e di rappresentanza e altre voci di fantasia.

Il lupo perde il pelo, grazie all'operazione – mani pulite – ma non di certo il vizio: corruzione, per pagare un “ favore “. Concussione, quando si utilizza il proprio ruolo per costringere il privato a pagare, detta anche estorsione, abuso di ufficio; nuove formule per vecchi reati.

Il procuratore generale della Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, nella relazione sul rendiconto generale dello Stato per il 2008 ha affermato che “il fenomeno della corruzione all’interno della Pubblica amministrazione è talmente rilevante e gravido di conseguenze in tempi di crisi come quelli attuali da far più che ragionevolmente temere che il suo impatto sociale possa incidere sullo sviluppo economico del Paese anche oltre le stime effettuate dal servizio Anticorruzione e Trasparenza del ministero della Funzione pubblica, nella misura prossima a 50/60 miliardi di euro all’anno costituenti una vera e propria tassa immorale ed occulta pagata con i soldi prelevate dalle tasche dei cittadini”.

Perche il procuratore generale della Corte dei Conti identifica questo giro d'affari usando termini quali: - tassa occulta e immorale - ?

Una formula grammaticale apparentemente innocua e a tratti superata, obsoleta, ma che in realtà richiama, senza paura di cadere in errore, vecchi scenari massonici.

Parole come - occulta – immorale - non lasciano dubbi nei rituali linguistici.

http://www.reportonli...
lucy cassini
Posted Jun 27, 2009 8:21 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 1,246

C’è una congiura contro Berlusconi. Ed il colpevole è un insospettabile
di Alessandro D'Amato (Gregorj)


E’ ufficiale: un’oscura trama si va delineando contro il premier e il governo. Le prove ci sono tutte, e sono ben più che schiaccianti. Ed ormai i complottardi hanno un nome e un volto: sono Silvio Berlusconi e il centrodestra. Se anche, alla fine di tutto, questa vicenda dovesse risolversi in una bolla di sapone (e non ci sono motivi per pensare il contrario, finora), la Papi & Noemi + Patrizia 3msc finirà per segnare la carriera politica del povero Cavaliere. Ma d’altronde, è anche normale. Berlusconi ha vinto per tre volte le elezioni politiche di questo Paese. Le altre due, ha perso per un’intaccatura. Riuscendo a trasformare ciascuna tornata di voti in un referendum su di lui. E’ ovvio: Silvio è uno nato per vincere. E quindi non poteva finir battuto – o meglio: messo “sotto scacco”, perlomeno mediatico – che da sé stesso: semplicemente perché è stato troppo “fuoriclasse” per trovare un antagonista che durasse, visto che per batterlo ha sempre dovuto mettere su non delle alleanze politiche, ma dei cartelli elettorali. Ora è proprio quel Berlusconi “autentico“, “nazional-popolare“, “che piace alla gente“, ad essere finito nei guai a causa di sé stesso. Il Cavaliere ha fatto una cosa che, purtroppo, non è bene vantarsi di aver fatto in Italia, nel 2009: è andato con una prostituta. Nulla di male o quasi, legalmente parlando, ma qui c’è un fatto: una signora ha detto a un magistrato di essere andata da Berlusconi, e che il Zilvio era il suo “utilizzatore finale” (cit.). Siccome stiamo parlando di un uomo pubblico, questo fatto è una notizia in tutti i media del mondo occidentale. Pubblici o privati che siano. Rassegnatevi, non è cattiveria. Si chiama giornalismo.
continua su .......
http://www.giornalett...
XLR
Posted Jun 27, 2009 5:40 PM
iRaul
Fáskrúðsfjörður, IS
Post #: 2,698
2008:



PARIGI: GAY PRIDE 2009



Tra 200.000 (secondo la polizia) e 700.000 (secondo gli organizzatori) partecipanti.
Come dice Bertrand Delanoé (sindaco di Parigi) PER LA LIBERTA' E L'EGUAGLIANZA DEI DIRITTI E DELLE IDENTITA' DI TUTTI. Non una manifestazione solamente gay, ma di tutti quelli che amano e si battono per la libertà. Io non sono gay ma partecipo ogni anno.

Foto.



Tra i partecipanti:


Partito Comunista:


UMP (partito sarkozista):


poliziotti gay e lesbiche (sito):


Federazione Sportiva Gay e lesbiche:


Ferrovieri della SNCF (ferrovie di stato) (sito):

genitori gay:



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