Worldwide Beppe Grillo Meetup Message Board › OGG[color=vi
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Anarchico sputa contro La Russa
Un senatore del Pdl lo prende a pugni http://genova.repubbl... Contestazione contro il ministro della Difesa Ignazio La Russa, a Genova per la campagna elettorale. Il ministro stava visitando il centro storico quando un uomo, un cittadino spagnolo (ah ecco, mi pareva strano, gli italiani sono troppo occupati con il calcio e le veline, NdR), gli si è avvicinato e gli ha sputato addosso. L'uomo è stato subito fermato dalla polizia. Nel tentativo di difendere il ministro dall'aggressione il senatore Giorgio Bornacin ha sferrato un pugno all'aggressore (che coraggio!!!! difeso dalla polizia!!!!! NdR), mentre gli uomini della scorta lo mettevano in un angolo contro la vetrina di un negozio. La Russa era arrivato poco prima davanti alla Commenda di Prè, dove lo aspettavano il presidente del municipio Centro Est Aldo Siri, il parroco padre Maurizio e alcuni esponenti del partito. Il ministro ha visitato alcuni negozi di via Prè, fermandosi a dialogare con i commercianti, molti dei quali stranieri. Poco dopo l'aggressione da parte dell'italiano. Nel marsupio dell'uomo i carabinieri hanno poi trovato due cacciaviti e un tronchese. L'aggressore è stato accompagnato in caserma per l'identificazione: si tratta di un anarchico spagnolo, S.J.A. sulla trentina, da anni residente in Italia, pluripregiudicato. L'uomo fu arrestato in passato per fatti analoghi a Bologna. "Nel corso del giro ci avevano avvertito che c'era uno scalmanato - ha commentato il senatore Bornacin - per questo volevo che finisse presto. E ora mi chiedo se ci sia venuto da solo o se lo abbiano mandato. Siamo in un'Italia dove un ministro della Repubblica viene aggredito in un centro storico. Questo non era avvenuto neanche negli anni più pesanti". Il ministro La Russa ha minimizzato l'episodio e già in via Prè aveva esortato gli uomini della scorta a non fare del male al contestatore. (28 maggio 2009) ![]() |
| lucy cassini | |
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![]() C’era una volta il Bel Paese di Roberta Serdoz C’era una volta il Bel Paese Silvio Berlusconi e l’Italia si preparano ad ospitare il summit G8 nel bel mezzo di uno scandalo personale e non solo. Se è vero che nel nostro paese non va troppo di moda dire la verità, se –come ormai è dimostrato- siamo ben lontani dai moralismi americani, è pur vero che la “questione morale” del premier ha scavalcato i confini nazionali travolgendo, tra gossip e inquietudini politiche, prima l’Europa e ora l’America. Basta buttare un occhio alle edizioni on line dei quotidiani stranieri dell’ultima settimana per cogliere il malumore che sta accompagnando quella che solo Berlusconi e la sua maggioranza continuano a definire una “farsa da campagna elettorale”. Duri, anzi durissimi i giornali britannici: “influenza nefasta; malefico atteggiamento che potrebbe trascinarsi dietro l’intero vecchio continente” scrive il Times mentre The Guardian ironizza sul gelo che si starebbe creando persino con i coniugi Blair. L’International Herald Tribune, dedica una grande foto al premier ed un articolo a quattro colonne posizionato al centro, subito sotto l’apertura. Oltreoceano, il New York Times sferra il colpo. Nell’edizione del 29 maggio titola in prima: “Le scappatelle del premier sollevano alzate di ciglia”. L’articolo racconta la cronaca attenta degli ultimi giorni, della tolleranza degli italiani nonostante, scrive il giornale, “il premier abbia passato il segno”. Forse non interessarà al Presidente del Consiglio sapere che il popolo del web si è veramente irritato: non ha risparmiato feroci critiche all’uomo, alla sua gestione politica e anche alla sua vita personale, accusandolo di aver ridicolizzato l’Italia e i suoi cittadini attori, non per scelta, di una fiction ai limiti del buon gusto. Le domande poste dai colleghi giornalisti sui rapporti tra il Capo del Governo e la signorina Noemi Letizia sono più che lecite vista la funzione pubblica rivestita. Ci sarà, indubbiamente, qualche affamato voyeur che vorrebbe sapere di più delle sue prestanze, lo stesso Bossi l’ha schernito: “alla sua età avrà bisogno del Viagra” ha detto durante un comizio. L’Italia si interroga nei bar, nei ristoranti, il nome di Noemi è sulla bocca di tutti; alla fine, il premier ha negato di aver intrattenuto una relazione con una minorenne, lo ha giurato sui suoi figli. Perché far passare due settimane? Perché accendere ogni volta la competizione elettorale con temi che in apparenza lo rendono vittima? Un Primo Ministro si identifica con la nazione che guida, nel blog nato dall’articolo del NYT del 29 maggio,l’Italia risulta perdente, sconfitta da comportamenti immorali ai quali i cittadini ammiccano. John Duggon da Lisbona scrive: “in un altro paese sviluppato, a questo uomo terribile sarebbe stato tolto il potere e messo in prigione. Sono state le disfunzioni politiche e la corrosa e corrotta società ad autorizzarlo ad usare la ricchezza e la sua posizione per proteggersi dai processi giudiziari…..Sono in allarme le altre democrazie occidentali” E ancora Jim Rosenthal da Annapolis: “ Bene, se vi piace farvi governare da uno satiro anziano e libidinoso, chi siamo noi per discutere? E’ evidente che l’uomo è sex obsessed”. C’è chi chiede ironicamente, ma non troppo l’aiuto della Nazioni Unite, “L’Italia non può sbarazzarsi da sola di Berlusconi che come una piovra, usa i suoi tentacoli per uccidere un paese meraviglioso” scrive Vince da Solomons. Da Philadelphia, Fizzy è spaventato: “Assomiglia a Benito…. Ho chiesto ad un mio cugino italiano come è stato possibile rieleggere una persona così…..Mi ha risposto: come voi americani stupidamente avete scelto due volte presidente quel fanatico di Bush”. Mike da Manhattan condanna l’ipocrisia nel mondo e si domanda come la Chiesa possa tollerare e difendere questi comportamenti parlando di scelte personali. Anche gli italiani hanno partecipato al forum di NYT : Fabiana da Padova ricorda che non tutti hanno votato Berlusconi “Io sono una di quelle e mi vergogno, B. non mi rappresenta”; Francesco prova un’analisi in difesa dell’Italia: “Non è semplice capire il popolo italiano. Mussolini era realmente adorato da tutti ma, perse la popolarità nel giro di due giorni. Le notizie sul Presidente del Consiglio sono come gocce d’acqua che riempiono una pentola. Quando sarà colma inizieremo a dare la colpa a Mr B. In ogni caso scusateci per i problemi che produce, lasciandolo comandare un così splendido paese”. Il blog del quotidiano newyorkese è stato bloccato poche ore dopo. Troppi, severi ed eccessivi i commenti del popolo del web. L’editore ha gettato la spugna. |
| lucy cassini | |
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Berlusconi impunito Articolo di Personaggi d'Italia, pubblicato mercoledì 27 maggio 2009 in Spagna. [El País] Il comportamento politico e personale del primo ministro fa perdere credibilità all’Italia Silvio Berlusconi ha concluso il primo anno del suo terzo mandato. Populista come non mai, Berlusconi continua a dimostrarsi tanto capace di governare per se stesso quanto incapace di pensare alla collettività. Esattamente come quando debuttò in politica, quasi 15 anni fa. Con il passare del tempo ha raggiunto l’unico obiettivo che realmente gli interessava: l’immunità giudiziaria. Nel mezzo di una sinistra inesistente, i sondaggi la danno 15 punti dietro i conservatori, il premier italiano mantiene ad oggi l’appoggio popolare, esercita un controllo ferreo sui media, fa promesse che non rispetterà, e quando lo ritiene opportuno si allea con la Chiesa. Nel complesso, si presenta come una specie di politico fortunatamente dimenticata nell’Europa democratica. Le ultime decisioni del suo Governo rivelano un aumento inquietante d’impunità morale. Berlusconi ha lasciato che la Lega Nord facesse indisturbata propaganda e seminasse la paura del diverso per criminalizzare gli immigrati, i quali adesso dormono in Libia invece che a Lampedusa. Inoltre, ha recentemente dato il colpo di grazia alla già precaria indipendenza della televisione pubblica nominando come nuovi dirigenti dei suoi fedeli seguaci. Ha poi risposto all’esemplare sentenza del caso Mills, talmente documentata e inequivocabile che qualunque altro dirigente si sarebbe dimesso all’istante, accusando la giustizia penale di essere “una patologia del sistema”. Berlusconi cerca di assoggettare i giudici per riformare il sistema a suo piacimento, in modo che in Italia sia praticamente impossibile condannare qualcuno per i crimini dei colletti bianchi. A 72 anni, la fragile relazione del Cavaliere con l’aspirante soubrette Noemi Letizia gli è costata il divorzio ed ha rivelato un clima decadente da basso impero, che persino la Chiesa comincia a criticare. Lo scandalo ha assunto una dimensione politica tale da mettere il leader italiano sulla difensiva. Accusando l’opposizione di strumentalizzare la situazione in concomitanza con le elezioni europee del prossimo mese ed il G8 di luglio, ha annunciato di voler comparire in Parlamento per difendere il proprio nome, senza però precisare quando. Berlusconi, sprezzante delle regole del gioco democratico, ha mentito ripetutamente a proposito della sua relazione con Noemi e si rifiuta di rispondere alle domande elementari che il quotidiano La Repubblica gli ha posto al riguardo. Tutto ciò fa pensare che l’Italia abbia davanti a se 4 (quattro) anni di barzellette e di scarsa credibilità. [Articolo originale "Impune Berlusconi " di Miguel Mora] http://italiadalleste... |
| lucy cassini | |
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I 72 eurodeputati “fannulloni” di Strasburgo Articolo di Politica estera, pubblicato giovedì 28 maggio 2009 in Francia. ![]() http://lamontagnainca... [Le Figaro] I deputati italiani battono tutti i records nella capitale dell’Alsazia: sono i più pagati, i meno presenti e i più distratti. Secondo Jas Gawronsky, eurodeputato italiano (PPE) per cinque legislature, un terzo dei suoi colleghi “sono dei fannulloni che farebbero meglio a non farsi eleggere”: “Non seguono i lavori, non capiscono niente e compromettono l’immagine dell’istituzione. Molti di loro viaggiano a spese dei contribuenti per scopi privati”. Fino a quest’anno lo stipendio annuale di un eurodeputato italiano arrivava fino a 150.000 euro lordi. Contro gli 84.000 di un deputato tedesco o britannico, 63.000 di un francese. A questi si aggiungono i rimborsi per le spese di viaggio, di segreteria, di alloggio, di telefono, assunzione di assistenti parlamentari e altro: tra stipendi e rimborsi spese alcuni parlamentari percepirebbero 40.000 euro al mese. Una perdita netta del 40% Questa situazione dovrebbe cambiare con la nuova legislatura. Gli stipendi saranno uniformati. Cosa che si tradurrà in una perdita netta dell’ordine del 40% per gli Italiani. Le spese saranno rimborsate solo se con ricevute. Gli Italiani non brillano neanche per assiduità. Secondo l’Università di Duisburg, il tasso di presenza raggiunge il 69%. Fanno meglio i Francesi con l’ 82% e i Belgi con il 90%. L’ex leader comunista Achille Occhetto, eletto nel 2004, non ci ha mai messo piede. Sarà probabilmente anche il caso di Berlusconi. Un buon terzo dei deputati che vengono a Strasburgo non partecipa attivamente ai lavori. Durante l’attuale legislatura, 61 dei 78 deputati uscenti non hanno presentato alcuna proposta di legge e 17 non hanno mai preso la parola. Secondo il settimanale L’Espresso, il più assiduo, con il 97,2% di presenza, è stato il deputato della SVP sud-tirolese Sepp Kusstatscher. Per quanto la cosa non lo renda più famoso . Altra pratica condannabile: prendere Stasburgo per una zona di transito. La metà degli eurodeputati italiani del 2004 ha fatto i bagagli per partecipare alle elezioni del 2006 e del 2008 in Italia. È il tasso d’abbandono più elevato dell’Assemblea. I francesi, con undici defezioni, arrivano secondi. In compenso, 92 eletti tedeschi su 99 e 74 dei 78 Britannici sono rimasti fedeli al loro mandato europeo. Almeno questi parlamentari rinunciano ai vantaggi legati ai contributi pensionistici. Come il giornalista Michele Santoro, soprannominato l’UFO di Strasburgo. Appena reintegrato dalla RAI ha lasciato l’Emiciclo. Lilli Gruber, famosa presentatrice televisiva, eletta nel 2004, è stata la più perseverante. È dopo ben quattro anni di mandato che ha deciso di mettere fine alla sua esperienza di “giornalista prestata alla politica” per assumere la direzione di una trasmissione di attualità su una rete privata italiana. http://italiadalleste... |
| XLR | |
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Da «venerabile» a «gran poeta», Ostia premia Licio Gelli con i soldi pubblici
http://www.ilmanifest... «La poesia non è meno misteriosa degli altri elementi dell'Universo», diceva Jorge Luis Borges. Un mistero come il premio che l'associazione culturale Città di Ostia vuole conferire a Licio Gelli, piduista e pluricondannato certo, ma soprattutto «grande poeta» e autore di un testo fondamentale per la cultura italiana: il «Dizionario poetico». Un librone di 1500 pagine dal sottotitolo ambizioso («Antologia di tutte le poesie») come del resto il costo (75 euro). Tonino Colloca, organizzatore del premio internazionale, non sta nella pelle e aspetta il prossimo 13 giugno per salire sul palco e consegnare al Venerabile la «meritata onorificenza». Sotto, al palco, troverà però chi a «questo scempio» si oppone. Un «presidio democratico» come lo definisce Angelo Bonelli dei Verdi, «indignato» per la presenza dell'ex capo della P2 in un concorso letterario «finanziato con fondi pubblici tra cui quelli del Comune di Roma». Non è vero, risponde il Campidoglio che per bocca dell'assessore alla Cultura Umberto Croppi precisa: «La sinistra confonde le amministrazioni. Questa edizione del Premio Città di Ostia non ha infatti ricevuto nessun finanziamento dal Comune di Roma». Una mezza verità quella dell'assessore. Perché se è vero che nessun euro è stato mai elargito dalla giunta Alemanno al suddetto premio, è altrettanto vero che l'associazione Anco Marzio, che organizza la manifestazione e il cui presidente è sempre Tonino Colloca, i soldi dalla casse capitoline li prende eccome. Dunque, basta fare uno più uno per capire chi mente. Ma non è solo questo a far imbufalire Bonelli. È un problema di messaggi sbagliati. «Questo paese - dice - a partire dalla strage della stazione Bologna, ha bisogno di verità e giustizia e non premi letterari a Licio Gelli. Così si manda un pessimo segnale al paese». Un appello che ha trovato l'Idv e il Pd solidali. Ci saranno anche loro il 13 giugno davanti al teatro Nino Manfredi di Ostia a manifestare contro «questa deprecabile iniziativa». Che ha già avuto il beneplacito di Giacomo Vizzani, presidente del XIII municipio e di tutta la sua giunta, compreso quello di Salvatore Colloca, figlio di Tonino, consigliere con delega alla cultura. «E allora perché non indire un premio letterario anche sull'ermetismo?» si domanda il consigliere comunale del Pd Paolo Masini che suggerisce al centrodestra capitolino già un possibile vincitore: «Michele Provenzano con la sua raccolta di pregevoli pizzini». Polemiche a parte, Licio Gelli ha già fatto sapere che ci sarà. Non solo, regalerà al pubblico anche qualche verso. Gliene suggeriamo uno noi, di un suo illustre collega, tale Dante Alighieri che nel VI canto del Purgatorio non poteva sintetizzare meglio il dna di questo nostro paese, ieri come oggi: «Ahi serva Italia, di dolore ostello/nave sanza nocchiere in gran tempesta/non donna di province, ma bordello!». |
| iciano | |
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e così dopo Bondi e Il Temerabile la poesia subisce l'attacco della "farsa"....speriamo che li assorba la commedia...e mentre sono sul palco...il sipario abbia un cedimento e cali finalmente...il suo pietoso velo ![]() iciano |