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uccidono la natura
per vendere gridando in piazza della loro falsa medicina col consiglio...degli dei tutto cio' che è sano non porta con sè il male se ne parla poco di questi argomenti... su Report domenica scorsa c'era ancora una parte di questo viaggio veloce verso la morte iciano Edited by iciano on May 20, 2009 8:06 PM |
| Mauro Torta Italia... | |
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uccidono la natura SPAM: ITALIANI ALL'ESTERO TV presenta: > ART TALK SHOW >CHAT DI MEZZANOTTE > NOTIZIE FLASH degli ITALIANI ALL'ESTERO >Facebook di Coordinamento: ITALIANI ALL'ESTERO TV A presto ! |
| Mauro Torta Italia... | |
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Edited by Mauro Torta Italiano all'estero on May 23, 2009 8:22 PM |
| Mauro Torta Italia... | |
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| Susanna Ambivero | |
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cliccate e firmate qui: http://firmiamo.it/be... Edited by Susanna Ambivero on May 24, 2009 11:11 AM |
| NESSUNO | |
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Chiedere le dimissioni dell'unico uomo che crede ancora nella magistratura italiana ? Mavalaaaaa ! ![]() |
| XLR | |
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Le due sinistre di Bologna
Se il PD non gradisce, la questione morale e' reato Un caso eclatante di conflitto tra l'apparato dei partiti e i movimenti politici 21 maggio 2009 - Franco "Bifo" Berardi Nella città di Boh si tengono elezioni amministrative. I candidati sono parecchi, ma quelli più potenti – per disponibilità di mezzi economici e per appoggi politici nazionali – sono Flavio Delbono, del PD, Giorgio Guazzaloca di La tua Bologna, e Alfredo Cazzola, appoggiato dal PDL. E’ chiaro a tutti in città che il Partito democratico teme che al ballottaggio il candidato Delbono debba affrontare il candidato Guazzaloca, che con ogni probabilità lo batterebbe per la semplicissima ragione che molti elettori di sinistra e di centro, schifati dall’esperienza di Cofferati, e memori del fatto che Delbono fa parte dello stesso partito di Cofferati, voterebbero l’innocuo soporifero ignavo Guazzaloca. Il PD sta dunque facendo tutto il possibile per favorire, o almeno per non sfavorire il candidato Cazzola, sostenuto da Berlusconi e dalla Lega Nord, nella speranza di poterlo poi battere più facilmente perché nessuna persona decente, per quanto offesa dal quinquennio cofferatiano, se la sentirebbe di votare per un razzista conclamato quale Cazzola che in diverse occasioni ha dichiarato che se potrà amministrare la città prenderà misure che riducano (ulteriormente) la libertà di movimento dei migranti. Orbene un giorno è accaduto che uno dei candidati di Bologna città libera, Serafino D’Onofrio, di professione ferroviere, ottenesse (in quale maniera poco mi interessa) un documento che comprovava senza ombra di dubbio che Cazzola ha evaso le tasse per la somma di ottocentomila euro. Non si trattava di una gran notizia, perché i giornali avevano parlato qualche anno fa della contestazione giudiziaria e del patteggiamento e della riconosciuta colpevolezza di Cazzola. Ma per quanto la storia dormisse negli archivi, nessun giornalista aveva ritenuto bene pubblicarla. Chissà perché, forse perché i direttori dei giornali cittadini non volevano creare difficoltà al democratico Delbono, mettendo in cattiva luce (cioè nella luce che si merita) l’evasore Cazzola. Il candidato D’Onofrio convocò una conferenza stampa insieme a Valerio Monteventi (candidato sindaco di Bologna città libera) e rivelò quella cosa che tutti sapevano ma che nessuno voleva dire. A questo punto scoppia lo scandalo del secolo. D’Onofrio e Monteventi sono delatori, sono turbatori dell’ordine democratico, sono mestatori pericolosi, perché si sono permessi di ricordare ai cittadini che fra i candidati ce n’è uno che ha evaso il fisco oltre ad essere – colpa a mio parere assai più grave – il fondatore del Motor show, e un nemico degli immigrati. Agli occhi del PD la colpa dei due di BCL consiste nell’aver favorito in questa maniera il candidato Guazzaloca, che non è razzista e neppure evasore fiscale, però gli fa paura come avversario potenziale. Il 15 maggio Monteventi e D’Onofrio si sono visti recapitare un invito a presentarsi presso il Tribunale ordinario di Bologna perché indagati. A che proposito? Ecco come risponde il giudice Silverio Piro: “il consigliere comunale D’Onofrio, di concerto col candidato Monteventi – in una conferenza stampa appositamente convocata, distribuiva fotocopie del documento, destinate all’utilizzo da parte dei giornalisti, una delle quali copie veniva riprodotta e pubblicata sulla prima pagina del quotidiano L’Informazione Domani di Bologna del 1 maggio 2009, realizzandosi così una operazione politica che – finalizzata a rendere edotto l’elettorato dei precedenti giudiziari del Cazzola, candidato sindaco, si proponeva di recare a quest’ultimo nocumento, sottraendogli consensi e privilegiando invece il Guazzaloca, in vista di un futuro eventuale ballottaggio col candidato Delbono.” Di che sono accusati di due rappresentanti di Bologna città libera? Di null’altro sono accusati di fare campagna elettorale seguendo linee politiche che dispiacciono ai candidati Delbono (PD) e Cazzola (PDL). Rileggiamo infatti l’atto di accusa e traduciamolo in italiano. Il consigliere D’Onofrio, di concerto con Monteventi hanno distribuito una fotocopia che è stata pubblicato da un giornale cittadino, costringendo così anche gli altri (perfino la riluttantissima Repubblica) a parlare di Cazzola come un evasore riconosciuto. In questo modo essi hanno realizzato un’operazione politica (orrore) finalizzata a rendere edotto l’elettorato (che invece deve rimanere all’oscuro?) dei precedenti giudiziari di Cazzola (appunto) con l’intenzione di danneggiarlo sottraendogli consensi. E allora? Cos’altro si deve fare in una campagna elettorale se non denunciare le magagne degli avversari (soprattutto quando sono razzisti appoggiati da Berlusconi) per sottrarre loro voti? Ed a che scopo D’Onofrio avrebbe voluto sottrarre consensi a Cazzola? Allo scopo forse di favorire Guazzaloca? E che ne so, può darsi. Poniamo che il candidato di BCL D’Onofrio intenda favorire Guazzaloca rispetto a Cazzola – cosa che non mi parrebbe affatto scandalosa, visto che Guazzaloca non è razzista e neppure evasore – ciò autorizza un giudice a perseguirlo penalmente? Io non so molto di legge, ho studiato i codici quando stavo in una cella del carcere bolognese perché accusato di istigazione all’odio di classe (istigazione nella quale non ho mai smesso di esercitarmi) e forse nel frattempo sono cambiati. Ma non mi risultava che la legge punisse la rivelazione di notizie vere ai danni di un candidato, né che la legge punisse il favoreggiamento politico di un candidato contro un altro candidato. Forse dovrei chiedere illuminazione giuridica all’assessore Libero Mancuso, il quale, affaticato assai dalla passata attività di reggicoda del peggior sindaco di tutti i tempi, si prepara forse a reggere altre code dal momento che l’attività sembra aggradargli. L’Assessore Mancuso, fine conoscitore del diritto (che certo non ha studiato in una cella di San Giovanni in Monte) potrà “rendermi edotto” sulle ragioni per cui D’Onofrio e Monteventi vanno perseguiti penalmente, anche se mi par di capire che render edotto qualcuno di qualcosa sta diventando assai pericoloso. Acqua in bocca, il silenzio è d’oro e chi non risica non rosica perché chi si loda s’imbroda. Chi rompe paga e i cocci sono suoi. http://www.mamma.am/m... |
| XLR | |
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Dal nulla compare «Berlusconi presidente»
http://www.unita.it/n... Il Tg1 delle 20 rilancia le immagini dell'intervista a Silvio Berlusconi sulla Cnn, quella in cui il premier parla del caso Noemi («un boomerang per la sinistra»), dell'imminente voto, del rapporto con l'opposizione, di un prossimo incontro con Obama. Ma sul video mandato in onda dal canale all news statunitense manca il simbolo del Pdl. E allora? Il telegiornale di Rai 1, in attesa di essere diretto da Augusto Minzolini, provvede, aggiungendo il simbolo con la scritta «Berlusconi presidente» alle spalle del premier. E per fare un lavoro più pulito viene aggiunta anche una bella ombra, lavorata ben bene per creare l'effetto giusto sulle pieghe della tenda. ![]() ![]() |
| XLR | |
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Il nostro cronico provincialismo ci fa sbagliare perfino le comunicazioni di servizio
Per le Europee votano anche i Romeni, ma l'Italia non lo sa Il governo butta nel cesso l'ennesima vagonata di soldi per fare spot elettorali pieni di errori: "votano solo gli italiani" 25 maggio 2009 - Ulisse Acquaviva Negli spot elettorali che stanno infestando le reti televisive si spiega come votare alle prossime elezioni europee, dichiarando che "possono votare i cittadini italiani che hanno compiuto i 18 anni". E basta? Gli spottoni furbacchioni dimenticano che il Trattato di Maastricht riconosce a tutti i cittadini comunitari il diritto di voto, attivo e passivo, nelle elezioni europee (e amministrative) nel paese in cui sono residenti, anche se cittadini di un altro stato. In pratica i cittadini di altri paesi dell'Unione non solo possono votare in Italia per le elezioni europee, ma anche essere candidati. Perfino il Ministero dell'Interno e' stato costretto ad ammettere l'evidenza con una circolare che il buon Maroni avra' firmato ubriaco, sotto l'effetto allucinogeno di troppa "cassoeula", o dimenticando di leggere le clausole scritte in piccolo: "il principio che sottende la direttiva e' quello della ‘cittadinanza dell'Unione’, in un’ottica di integrazione europea" La circolare spiega chiaramente che per votare alle europee "i cittadini dell’Unione residenti in Italia devono presentare al sindaco del comune di residenza domanda di iscrizione nell’apposita lista aggiunta istituita presso lo stesso comune". E allora perche' negli spot si parla solo degli italiani? L'allarme sugli spot-bufala lanciato da Francesca Lacaita e Nicola Vallinoto del Movimento Federalista Europeo rischia di cadere nel vuoto, e moltissimi cittadini comunitari non italiani si convinceranno di non avere diritto al voto per colpa della disinformazione televisiva seminata da un governo ignorante e xenofobo. Di fronte a tutto questo Mamma! lancia un appello alla mobilitazione popolare. Scrivete a tutti i vostri amici europei che vivono in italia, rompiamo la congiura del silenzio e diciamo a Romeni, Sloveni, Bulgari, alla gente della Guyana Francese, ai cittadini delle Azzorre e delle Canarie e tutti i cittadini europei che vivono in Italia: ribellatevi! Richiedete l'iscrizione alle liste elettorali! Mandate in tilt gli uffici comunali con una valanga di richieste, cosi' imparano! Extraitaliani europei! E' il momento di far aumentare le percentuali degli altri partiti per rosicchiare alla Lega quel consenso che ormai nutre solo nelle valli padane dove non siete voi ad essere extracomunitari, ma sono loro ad essere extraeuropei. http://www.mamma.am/m... |
| lucy cassini | |
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Il padre di Noemi
fa causa a Repubblica. Ma la diffamazione dov'è? Bologna, 25 maggio 2009 (avv. Antonello Tomanelli) Allo scopo di far luce sui rapporti tra Silvio Berlusconi e Noemi Letizia, il quotidiano “La Repubblica” intervista Gino Flaminio, l’ex fidanzato di Noemi, scaricato dopo che questa è entrata a pieno titolo nelle grazie del presidente del Consiglio. Un bravo ragazzo, che non nutre alcun rancore verso Noemi, e le cui dichiarazioni fanno pensare ad un rapporto diretto tra Noemi e Silvio, e non mediato dai genitori di lei, come ha sempre cercato di far credere il presidente del Consiglio. Passa qualche ora dalla pubblicazione della videointervista, ed Elio Letizia, padre di Noemi, addirittura con un comunicato all’Ansa annuncia una querela nei confronti del quotidiano e dello stesso Flaminio, affermando: “Il racconto reso dal signor Flaminio, apparso oggi sul quotidiano La Repubblica e relativo a mia figlia Noemi, è gravemente diffamatorio, perché le attribuisce cose mai fatte né dette né pensate. Ciò che si legge è un nuovo commento di mera notorietà che il quotidiano La Repubblica, strumentalizzando, ha voluto concedere al signor Flaminio, a danno nuovamente dell’immagine di mia figlia Noemi”. A parte i problemi che, con tale comunicato, il signor Letizia dimostra di avere con la lingua italiana, ciò che rileva è la sua intenzione di intentare un’azione legale per diffamazione. Probabilmente la volontà è da riferire a Noemi, visto che la ragazza, essendo ormai maggiorenne, ha il pieno esercizio dei propri diritti. Ma, a parte ciò, non si riesce a capire dove sia in questo caso la lesione della reputazione, che è il bene tutelato dall’art. 595 del codice penale, norma che punisce la diffamazione. continua su ......http://www.difesadell... |