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OGGI NOTIZIE

lucy cassini
Posted May 9, 2009 6:49 AM
user 6657899
San Severo, FG
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Frontiera Sahara. I campi di detenzione nel deserto libico
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Polizia all'esterno della feritoia di un camionSEBHA - “Con noi c’era un bambino di quattro anni con la madre, durante tutto il viaggio mi sono domandato: come si può mandare una madre con un bambino di quattro anni insieme ad altre cento persone stipate come animali in un camion come quelli per la frutta, dove non c’è aria e dove stavamo stretti stretti, senza spazio per muoversi, per 21 ore di viaggio, dove le persone urinavano e defecavano davanti a tutti perché non c’era altra possibilità? Abbiamo viaggiato dalle 16:00 alle 13:00 del giorno dopo. Durante il giorno ogni volta che l’autista faceva una sosta per mangiare noi rimanevamo chiusi dentro il rimorchio sotto il sole. Mancava l’aria e tutti si alzavano in preda al panico perché non si respirava e volevamo scendere. Guardare il bambino ci faceva coraggio. Quando il camion si fermava lo prendevamo e lo mettevamo vicino al finestrino. Si chiamava Adam. Il camion si è fermato almeno tre volte nel deserto per far mangiare gli autisti e per la preghiera... Verso l’una siamo arrivati a Kufrah… Quando sono sceso ho rubato il burro con il pane che tenevano appeso fuori dal container. Non avevamo mangiato per tutto il viaggio, eravamo 110 persone, compreso Adam di quattro anni e sua madre”. [1]

Menghistu non è l’unico a essere stato chiuso dentro un container e deportato. In Libia è la prassi. I container servono a smistare nei vari campi di detenzione i migranti arrestati sulle rotte per Lampedusa. Ne esistono di tre tipi. Il più piccolo è un pick-up furgonato. Quello medio è l’equivalente di un camioncino. E quello più grande è un vero e proprio container, blu, con tre feritoie per lato, trainato da un auto rimorchio. Quando un rifugiato eritreo, nella primavera del 2006, me ne parlò per la prima volta, stentai a crederlo. L’immagine di centinaia di uomini, donne e bambini rinchiusi dentro una scatola di ferro per essere concentrati in dei campi di detenzione e da lì deportati, mi rievocava i fantasmi della seconda guerra mondiale. Mi sembrava troppo. Ma la figura del container ritornava, come un marchio di autenticità, in tutte le storie di rifugiati transitati dalla Libia che avevo intervistato dopo di lui. Finché quei camion ho avuto modo di vederli con i miei occhi.
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lucy cassini
Posted May 9, 2009 6:50 AM
user 6657899
San Severo, FG
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Speciale Libia: cosa accadrà ai 227 emigranti respinti a Tripoli?

PISTOIA, 7 maggio 2009 - Né a Malta, né a Lampedusa. Sono stati riportati in Libia i 227 emigranti e rifugiati (cittadini di Nigeria, Ghana, Gambia, Costa d'Avorio, Somalia e Mali) – tra cui 40 donne, tre delle quali incinte - soccorsi ieri a circa 35 miglia a sud est di Lampedusa dalle autorità italiane. Dopo una giornata di infruttuose trattative con il governo maltese sulla responsabilità dei soccorsi, l"Italia è riuscita a strappare a Tripoli il consenso per la riammissione in Libia dei naufraghi. Nessuno dei passeggeri è stato identificato, nessuno degli eventuali minori non accompagnati è stato tutelato, nessun rifugiato è stato messo nelle condizioni di chiedere asilo politico, e nessun medico ha verificato le condizioni di salute dei naufraghi. Prassi che sulla terra ferma sono obblighi previsti dalla legge. Ma non in mare aperto, fuori dalle frontiere e dallo stato di diritto. Maroni ha rivendicato quanto accaduto come “un risultato storico” e annunciato che sarà la prassi della prossima stagione di sbarchi. Maroni e l'Italia hanno la memoria corta.

“Le espulsioni collettive di migranti dall’Italia alla Libia costituiscono una violazione del principio di non refoulement. Le autorità italiane non hanno rispettato i loro obblighi internazionali”. Era il 14 aprile del 2005 e il Parlamento Europeo adottava una risoluzione di condanna contro le deportazioni collettive con cui il Governo italiano aveva espulso in Libia 1.500 persone intercettate al largo di Lampedusa tra l’ottobre 2004 e il marzo 2005. “Il parlamento europeo - continuava la risoluzione su Lampedusa P6_TA(2005)0138 - è profondamente preoccupato sul destino di centinaia di richiedenti asilo respinti in Libia, dal momento che questo paese non ha firmato la Convenzione di Ginevra sui rifugiati, non ha un sistema d’asilo, non offre garanzie effettive per i diritti di rifugiati, e pratica arresti arbitrari detenzioni e espulsioni”.

Un mese dopo, il 10 maggio del 2005, la Corte europea dei diritti umani sospese l’espulsione da Lampedusa di 11 cittadini stranieri sbarcati a marzo e che avevano presentato ricorso. Quattro anni dopo, ciò che ieri era illegale è divenuto regola d’ingaggio dei pattugliamenti di Frontex partiti la settimana scorsa nel Canale di Sicilia.
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iciano
Posted May 12, 2009 10:02 PM
user 5001513
Forlì, FC
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Oggi dov'è andato...
stavo facendo un intarsio pieno di colori
fuori c'era la luce del giorno e forse anche là alle frontiere
dove si nasconde la luce
ora è buio e stò facendo l'intarsio ma i colori hanno un altra luce
sta arrivando un altro giorno...ma
oggi dov'è andato...così impietosamente
il tempo certo...non aspetta
e la pietà forse...è solo un bisogno...della comprensione

iciano

notizie dal tempo
lucy cassini
Posted May 14, 2009 8:08 AM
user 6657899
San Severo, FG
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NON SENTIVA PIU' LE URLA DEGLI ANIMALI, NE' VEDEVA IL SANGUE SCORRERE


Ecologia DI JASON MILLER
Thomas Paine's Corner

Nota dell'autore: dedico questo pezzo ai coraggiosi difensori degli animali e ai salvatori che costituiscono l'ALF, il Justice Department, l'Animal Liberation Brigade e altri gruppi militanti di azione diretta che stanno lottando contro i vivisettori e il resto della loro genia, i quali costituiscono il complesso dello sfruttamento animale. Data l'incessante natura del tormento sistematico e del massacro di milioni di altri esseri senzienti che ha luogo giorno dopo giorno, sono inevitabili delle risposte violente da parte di persone che amano gli animali non umani, in quanto mezzo moralmente accettabile di auto-difesa allargata per conto delle vittime senza voce ed indifese. Come ha supposto il mio stretto collaboratore, dottor Jerry Vlasak -- e sono d'accordo al 100 % -- l'omicidio di uno o due vivisettori salverebbe probabilmente milioni di vite di animali non umani. E, data la sempre più incandescente situazione presso l'UCLA, chissà cosa potrebbe accadere?

Impiegando una miriade di tattiche e strategie, quelli di noi che vogliono vedere le gabbie vuote prevarranno. Come ha dichiarato un altro mio fermo alleato, il dottor Steve Best, durante una conferenza che ha tenuto ad Oxford nel 2005: "rendiamo la vivisezione un tabù". Sogno quel giorno.

"Il fisiologo non è un uomo del mondo. E' uno scienziato, ossia un uomo preso e assorbito da un'idea scientifica che persegue; non sente più le urla degli animali, nè vede il sangue scorrere; vede solo la sua idea: organismi che gli nascondono problemi che vuole scoprire. Non si sente nel bel mezzo di un'orribile carneficina; sotto l'influsso di un'idea scientifica, ricerca con piacere un filamento nervoso dentro della carne livida e maleodorante, che per un'altra persona sarebbe oggetto di disgusto ed orrore".
–Claude Bernard

Per vivisezione si intende l'anacronistica pratica di condannare animali non umani alla sterilità, l'isolamento e la prigionia in gabbie di laboratorio, sottoporli ad amputazioni, punture, bastonate, shock elettrici, bruciature, avvelenamenti e che, inoltre, sembra essere molto più vicina alla tortura medioevale che alla ricerca scientifica del 21esimo secolo. Appropriatamente, la storia della vivisezione ha le sue radici negli editti religiosi medievali, che proibirono la dissezione di cadaveri umani (1). E l'antropocentrismo è così profondamente inculcato nella nostra psiche che, pur vivendo in un'era "illuminata", continuiamo con la nostra barbarie collettiva basata su una dottrina clericale per cui dei cadaveri umani in decomposizione erano più sacri di esseri senzienti respiranti e vivi.

Approposito di dottrina clericale, Claude Bernard, il "Padre della Fisiologia", il cui principale mezzo di indagine era la vivisezione, ricevette un'educazione gesuita e crebbe nella Francia del 19esimo secolo (2). Bernard era ossessionato dalla nozione per cui tutti i progressi scientifici significativi, in particolare nella medicina, potevano venire solo dal laboratorio.

"Come la mette lo storico della medicina Brandon Reines: l'effetto reticolare delle pubblicazioni di Bernard sul pancreas servì a canonizzare l'elemento vivisezionista della sua medicina sperimentale, a spese delle analisi cliniche. I suoi successivi lavori pedagogici portarono ad una ulteriore diminuzione nell'impatto degli studi clinici, e un corrispondente aumento del dramma dei già allora allettanti esperimenti su animali" (3).

Il laboratorio di Bernard era una casa degli orrori per animali non umani, pieno di grottescherie e dolore oltre ogni immaginazione, tra cui forni in cui arrostiva le sue vittime ancora vive (4). Sfortunatamente, l'influenza di Bernard restò potente fino al giorno d'oggi, portando molti scienziati ad affidarsi quasi esclusivamente alla vivisezione - con un'enfasi virtualmente nulla sugli altri metodi di ricerca.

Come le primitive religioni e i dogmi scientifici che l'hanno generata, la vivisezione è una reliquia del passato che è sopravvissuta alla sua utilità, se mai ne ha avuta una. Da una prospettiva di liberazione animale, non ci sono giustificazioni morali per torturare e assassinare animali non umani in modo da far "avanzare la scienza", ma anche se considerata da una inveterata ma intelligente prospettiva specista, la vivisezione è una pratica deleteria, per il suo tremendo spreco di tempo, denaro e sforzo, ed è più una minaccia alla salute umana che una salvaguardia della stessa.

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lucy cassini
Posted May 14, 2009 8:13 AM
user 6657899
San Severo, FG
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di Federica Pezzoli

Contro il razzismo di stato

Si è svolto ieri a piazza Montecitorio il sit-in di protesta contro il pacchetto sicurezza pensato e proposto dal Governo di (centro) destra capitanato da Berlusconi e portato avanti in Parlamento a colpi di fiducia, nonostante le forti contestazioni interne alla stessa maggioranza e la compatta opposizione parlamentare del centro-sinistra, come della sinistra extra-parlamentare. Alla manifestazione ha aderito l'Associazione Articolo21 che ha partecipato con una sua delegazione. “Abbiamo aderito a questa iniziativa – ha affermato il portavoce Giuseppe Giulietti – e aderiremo a tutte quelle che saranno fatte su questi temi. Vi consegno una preoccupazione che non riguarda solo l'oggetto di oggi, ma l'idea che il Parlamento sia considerato, ormai, un luogo inutile. Vengono votate tre fiducie in un giorno e il Governo ha chiesto di poter mettere la fiducia anche sulle intercettazioni telefoniche. In sostanza si tende a dire: creiamo una Repubblica Presidenziale nella quale venga eliminata ogni forma di controllo. Il Parlamento non può votare perché c'erano delle divisioni nella maggioranza sul DDL sicurezza. Si stabilisce di imbavagliare anche le istituzioni. E' grave per il DDL in se. E' grave per tutto quello che ne accadrà. Ecco perché noi aderiamo. Aderiamo (aggiunge ancora Giulietti) anche perché è una grande questione di civiltà e di libertà. Una volta passata l'idea del bavaglio anche a quei pochi cronisti che ancora raccontano, ci sarà il silenzio su quello che sta accadendo. Ecco perché ci riguarda. Due proposte: la prima, come ha detto Ferrero, una manifestazione nazionale su questo tema, magari con una parola d'ordine semplice, unificante, che consenta anche ai molti del mondo cattolico che oggi stanno protestando, di poter ritrovarsi assieme. Significa dire no anche alla paura, ai ricatti. Avvertire che questo tema, è un tema che può essere affrontato assieme. Credo che l'Arci, insieme a tante associazioni, alle Acli, al Tavolo della Pace, ai migranti, possa promuoverla, magari anche con tutti noi politici in ultima fila, ma vale per dire che questo è un grande tema civile. E una richiesta la faccio ai mezzi di comunicazione. Questa sera non fate dei pastoni politici di un'ora su tre inutili fiducie. Non fate la sfilata dei parlamentari che dichiarano pro o contro. Ma ciascuno di voi, invece di parlare delle tre fiducie, racconti tre storie di immigranti. Racconti tre storie di chi è tornato ed è stato picchiato e violentato. Racconti tre facce che sono state cancellate. Questo non sarebbe un atto eroico, ma il più elementare rispetto dei valori dell'Articolo 21 della Costituzione"."

Oltre a Giulietti erano presenti numerose personalità del mondo della politica: Dario Franceschini - Pd, Antonello Soru - che ha portato l'adesione alla manifestazione dei deputati del Pd, Paolo Ferrero - Rifondazione Comunista/Sinistra Europea, Roberto Musacchio - Sinistra e Libertà; ed ancora: Roberto Natale - FNSI, l'Arci che ha comunicato l'inizio dello sciopero della fame dei suoi dirigenti e operatori come protesta contro il DDL sicurezza e la barbarie dei respingimenti in mare, la CGIL, l'Associazione Nosotres di Firenze e tanti altri ancora uniti in un unico grido di protesta: "Contro il razzismo di stato, contro l'apartheid".

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lucy cassini
Posted May 14, 2009 4:56 PM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 1,186
Vauro e la Borromeo
dalla Bignardi: un caso
di censura squinternata



Bologna, 14 maggio 2009http://www.gennarocar...


(avv. Antonello Tomanelli)

La censura, essendo vietata dall’art. 21 Cost., obbliga chi la effettua a mentire, nel tentativo di nascondere al pubblico la vera ragione: bloccare una manifestazione di dissenso. Quindi, chi censura deve essere bravo, perché deve fornire motivazioni credibili.

A volte le motivazioni ufficiali riescono a convincere molti, altre volte lasciano un po’ perplessi. Ma, francamente, quanto accaduto l’8 maggio scorso a Raidue in occasione della registrazione della consueta puntata del venerdi sera di “L’Era Glaciale”, condotta da Daria Bignardi, fa pensare non tanto ad un’intensificazione delle iniziative censorie, quanto all’evidente decadimento intellettuale e professionale dei vertici Rai. Insomma, in considerazione delle motivazioni addotte dal direttore di Raidue Antonio Marano per bloccare la messa in onda delle interviste a Vauro e a Beatrice Borromeo, quanto accaduto quel venerdi in viale Mazzini può tranquillamente definirsi un caso di censura squinternata.

I fatti. Vauro e la Borromeo si presentano dalla Bignardi per realizzare la programmata intervista. In breve, dalla Borromeo vengono denunciate le forti pressioni che la trasmissione di Santoro subiva dai vertici Rai durante la sua collaborazione ad “Annozero”. Vauro, dal canto suo e nel suo solito stile, si lascia andare a commenti poco lusinghieri nei riguardi dell’attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Finita l’intervista, la Borromeo viene coperta di insulti da un isterico Marano. Che impedisce alla Bignardi di mandarla in onda. Stessa sorte per Vauro. Motivazione ufficiale: siamo in campagna elettorale e quelle interviste vìolano la par condicio.

Una breve premessa. Un simile potere di intervento sui contenuti di un programma televisivo non è previsto da alcuna norma dell’ordinamento. In generale, l’art. 30 della legge n. 223 del 1990 (“Legge Mammì”) legittima i vertici Rai a controllare il contenuto dei programmi televisivi, ma al solo fine di impedire la messa in onda di trasmissioni a carattere osceno, o a contenuto impressionante o raccapricciante, o lesive dell’equilibrio psichico dei minori, in forza del rinvio agli artt. 14 e 15 della legge sulla stampa. In questi casi, la messa in onda può essere bloccata. E’ una soluzione normativa conforme all’art. 21 Cost., che vieta sì la censura (comma 2°) ma anche le manifestazioni di pensiero “contrarie al buon costume” (comma 4°).

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iciano
Posted May 14, 2009 6:37 PM
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Forlì, FC
Post #: 2,152
smile AnnoZero 14mi aggio dumilanove

e vi basti vedere quella sarcastichella espressione sul volto del seppur Onorevole Castelli quando si viene a confrontro con la disonorevole massa plebea dell'operaiato a cui va ribadito la sua INSTABILE E MODESTA PRETESA e il governo si sa...è ben altra cosa...una classe piu' agiata e di merito....eh sì
il merito di scroccare la propria agiata vita ....a chi lavora

ora ci si aspetterebbe la formale richiesta da parte di chiunque lavori...alla restituzione degli Oneri e la ricusazione degli Onorevoli...in quanto per primi usurpatori di risorse

cordiali augh

iciano
iciano
Posted May 14, 2009 9:48 PM
user 5001513
Forlì, FC
Post #: 2,161
cool...intanto arrivano e-mails dall'alto nord ancora umide e grige dalla nebbia...e dallo smog
dicono che stanziano fondi...due milioni di fondi...per l'abbattimento degli interessi se compri qualcosa di nuovo... eh sì.....attraverso le associazioni e i giornali...tu compra poi ti danno 3 euro spalmati in 3 anniconfused
intanto le banche ti spalmano qualcosa di scivoloso nell'ingresso...che se cadi....ti torna il conto
finanziano finanziano...e poi che bei nomi questi finanziamenti...uno si chiamava "fapi"shock...ci trovate qualche analogia...?e se lo chiamano direttamente..."tope"...???

ecco perchè si costruiscono il 30% in piu' delle macchine che servono e di tutte le produzioni industriali... per i fondi "papi"

love struckcoollove struck
Susanna Ambivero
Posted May 17, 2009 2:46 PM
voglioscendere
Cologno Monzese, MI
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lucy cassini
Posted May 20, 2009 6:56 PM
user 6657899
San Severo, FG
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Il caso del Dottor Giuseppe Nacci


L'oncologia ufficiale - quella ben rappresentata dai Veronesi di turno e dalle corporation del farmaco - non sa spiegare cos'è il tumore, quali sono i motivi che spingono delle cellule a "impazzire" e proliferare invadendo tutto il corpo; non sa proporre altri strumenti oltre la chirurgia, la radio e chemioterapia (questi ultimi devastanti per l'organismo già debilitato e totalmente nelle mani delle case farmaceutiche).

L'oncologia ufficiale - nonostante le incoraggianti parole degli esperti di turno - non riesce ad ottenere alcun risultato serio e infatti si continua a morire sempre e più di prima.

L'oncologia ufficiale adotta programmi di screening di massa, spacciandoli per "prevenzione", per cercare e trovare sempre nuovi "pazienti" (lo screening infatti NON previene, ma diagnostica, cioè "trova"). La vera prevenzione è un'altra cosa: alimentazione sana, biologica e integrale e comprende l'intero nostro stile di vita.

Questa oncologia - nonostante i risultati totalmente fallimentari - si arroga il diritto di estromettere, radiare e/o sospendere medici, nonostante i risultati terapeutici siano positivi, semplicemente perché non abbracciano il paradigma e non usano gli strumenti e i protocolli imposti dell'establishment scientifico (i farmaci delle lobbies).

Emblematici i casi di Pantellini, Bonifacio, Hamer, Di Bella, Simoncini e moltissimi altri ricercatori.
Oggi nel Malleus Maleficarum (il "Maglio o Martello delle Streghe, il manuale dell'inquisizione redatto nel 1486), è stato iscritto il nome del dottor Giuseppe Nacci...

La Redazione di disinformazione.it


La terapia NACCI - Pubblicato da “Il Piccolo” giovedì 26 marzo 2009

Di recente l’Ordine dei Medici di Trieste ha nuovamente sospeso dall’Ordine il dottor Giuseppe Nacci. Ma chi è questo dottore e cosa ha fatto di tanto grave? Il dottor Nacci, medico specializzatosi in medicina nucleare al San Raffaele di Milano ha contribuito anche con una sua scoperta, …

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