Worldwide Beppe Grillo Meetup Message Board › OGG[color=vi
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L'Associazione Difesa Lavoratori-Cobas (A.D.L. Cobas) e il Progetto Melting Pot Europa |
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Canzone Del Maggio |
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UN COMPLOTTO CONTRO L’ARTICOLO 21 DELLA COSTITUZIONE ? |
| lucy cassini | |
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Con Clementina Forleo il C.S.M. (come altre volte) ha agito illegalmente
![]() Il T.A.R. del Lazio, con sentenza n. 4454/09 dell’8/29 aprile 2009, ha dichiarato illegittimo e ha annullato il provvedimento del C.S.M. che ha trasferito Clementina Forleo dal suo ufficio di G.I.P. del Tribunale di Milano. L’intera sentenza può essere scaricata e letta a questo link. E’ difficile commentare questa dichiarazione giudiziale della illegalità del modo di agire del C.S.M.. Proveremo a farlo nelle prossime ore in altri scritti. Intanto vanno dette subito due cose. La prima è che il T.A.R. ha dichiarato illegittimo il provvedimento del C.S.M. per la semplice – e del tutto evidente – ragione che la legge non ne consentiva l’adozione in quel caso. La seconda è che il T.A.R. ha messo nero su bianco ciò che era sotto gli occhi di tutti: è inaccettabile che si sia consentito al consigliere Letizia Vacca di insultare con la massima pubblicità giornalistica possibile i magistrati che doveva “giudicare” ed è assurdo che le si sia poi consentito di “giudicarli” dopo le "scene" giornalistiche a cui aveva dato luogo. Dunque, patente violazione di legge e clamorosa non imparzialità del “giudice”. Se cose del genere le avesse fatte un qualunque magistrato sgradito al potere, oggi sarebbe senza stipendio. Il C.S.M. è ancora tutto al suo posto. La gravità della condizione nella quale versa il Paese è misurata dal tasso di illegalità con il quale agisce il potere politico. L’illegalità con cui agisce il C.S.M. costituisce, però, un indice certamente molto più preoccupante. Clementina è stata perseguitata e ha subito ingiustizia solo perché si è permessa di dispiacere alcuni potenti. Il C.S.M. non solo non l’ha difesa, ma addirittura ha contribuito all’opera della sua persecuzione. E ciò ha fatto illegalmente, per le semplici ragioni note a tutti e ora illustrate nella sentenza del T.A.R.. In un Paese normale tutto questo avrebbe delle serie conseguenze. In Italia resterà nei commenti dei bloggers. Questo è un indice di quanto profonda è la notte ella Repubblica. Come colleghi, come amici, ma prima ancora come cittadini, vogliamo dire a Clementina: grazie Clementina per quello che hai fatto, per i sacrifici che consapevolmente hai affrontato, per il bell'esempio di professionalità e di coraggiosa indipendenza che hai dato a noi e a questo Paese. Sulla vicenda di Clementina Forleo abbiamo pubblicato in questo blog (a oggi) 44 articoli, che possono essere letti cliccando sul banner “Dossier Forleo” che c’è nella sidebar di destra del blog o su questo link. Gli articoli compariranno in ordine decrescente di data e, per visualizzare quelli meno recenti, si dovrà cliccare sul link “Post più vecchi” che si trova in fondo alla pagina. Fra tutti quegli articoli, segnaliamo qui “Clementina Forleo e tutti noi avremmo diritto a un “giudice” imparziale” e “L’incolpevole trasferimento di Clementina Forleo”, nei quali erano trattate proprio le questioni affrontate dal T.A.R. nella sua sentenza. http://toghe.blogspot... |
| lucy cassini | |
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Abrogato l'emendamento D’Alia
Il simpatico senatore dell'UDC voleva portare l'italia al livello della Cina e della Corea nella repressione della comunicazione attraverso Internet. ![]() Abrogato l'emendamento D’Alia Il simpatico senatore dell'UDC voleva portare l'italia al livello della Cina e della Corea nella repressione della comunicazione attraverso Internet. Televisione dietro a Internet nel giro di 2 anni Secondo una ricerca commissionata da Microsoft, entro il prossimo anno passeremo più tempo sul Web che davanti alla Tv: i programmi arriveranno on demand sui telefonini, sulle console e sul Pc. Favorevoli al nucleare Con basso tasso di istruzione e in età avanzata. Questo il profilo degli individui favorevoli alle centrali nucleari. Gabriella Nuzzi, pubblico ministero a Salerno, lascia la Magistratura. L'Italia sembra ogni giorno di più assomigliare ad un paese Sud Americano che non ad uno Europeo. Pericolo di rottura dell'argine dell'Ombrone A Quarrata, provincia di Pistoia, in località Ferruccia da sito di Guido Scorza: Sono quasi le 2:00 quando la commissione riunita giustizia e affari costituzionali della Camera dei deputati sventa uno dei più gravi attentati alla libertà di informazione in Rete approvando un emendamento presentato dall’On.Cassinelli ed abrogando così il famigerato emendamento D’Alia. L’emendamento D’Alia, infatti - che fosse frutto di superficialità, ignoranza delle dinamiche di circolazione dei contenuti in Rete o di un eccesso di giustizialismo - avrebbe drammaticamente ridotto la libertà di informazione nel nostro Paese per effetto dell’applicazione di una perversa logica repressivo-cautelare in forza della quale la sospetta commissione da parte di un singolo di un reato di opinione avrebbe finito con il gravare sull’intera collettività che, dalla sera alla mattina, si sarebbe ritrovata nell’impossibilità di informare ed informarsi attraverso blog, ugc ed altre piattaforme telematiche. Appuntamento tra qualche ora su Punto Informatico per un primo commento, ma, frattanto, i più sentiti complimenti e ringraziamenti all’On. Cassinelli che ha presentato l’emendamento abrogativo ed ai suoi Onorevoli Colleghi che lo hanno votato. E’ una di quelle occasioni in cui - anche vista l’ora - non si può che dire che, anche in parlamento, a volte si lavora tanto e bene e che la Rete - a cui va il merito di aver fatto indotto il legislatore al pentimento operoso - è stata ascoltata. Guido Scorza www.guidoscorza.it Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione http://www.liberaopin... |
| lucy cassini | |
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OGGI DENUNCIO FACEBOOK
Informatica DI VITTORIO ZAMBARDINO Repubblica.it Oggi presenterò una denuncia contro Facebook al presidente dell’Autorità garante dei dati personali, il professor Francesco Pizzetti. Con il mio legale sto valutando di ripetere l’iniziativa con l’autorità per le Comunicazioni. Cos’è successo? Nulla di nuovo, purtroppo, non sono che uno dei tanti cui Facebook ha cancellato l’account senza alcun “warning” o avviso preventivo: centinaia di messaggi personali, decine di testi e foto, 859 contatti. Il tutto senza dare spiegazioni, senza dirmi il motivo del provvedimento. Ho perciò deciso di fare di questa vicenda il terreno di una battaglia non personale ma di diritto. Non si tratta di riavere indietro le mie poche carabattole digitali. E’ una questione di trasparenza e di legalità negate. Ma facciamo un passo indietro e vediamo i fatti nel dettaglio. Poi faremo qualche ragionamento. “Il tuo account è stato disabilitato” e non ti diciamo perché - Alle 7,02 del mattino di venerdì primo maggio ho aperto dal mio iPhone il programma di consultazione di Facebook. Non riuscivo ad entrare: login o password non corretta, era la risposta del sistema. Mi sono insospettito: le password erano memorizzate, non potevano esser cambiate da sole. Allora ho acceso il computer ed ho visto il messaggio di condanna: “la tua password è stata disabilitata”. Mi dicono che posso contattare il team che si occupa dei rapporti con i clienti. Nella foto: Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook ![]() “Leggi i terms of service, paisà” - Ovviamente scrivo subito all’indirizzo che mi è stato dato, in italiano e, poiché conosco i miei polli, anche in inglese. Pochi minuti e mi arriva una mail (in inglese). Evidentemente automatica. Dice che hanno ricevuto la mia segnalazione, ma che nel frattempo mi consigliano di leggere i termini d’uso - come per dire: hai la coscienza sporca, guardati dentro. E io li rileggo - l’avevo già fatto, perché mi occupo di questo campo da 17 anni - e ho la conferma di ciò che già so: non ho violato nessuna delle regole d’uso di Facebook. Ma non posso fare a meno di notare la follia di un documento scritto in parte in italiano ed in parte in inglese. I passi nella nostra lingua non sono stati nemmeno rivisti da un correttore: ci sono parentesi che non si chiudono, errori di lessico e qualche passaggio in puro italiano “broccolino”. Sembra di stare nel Padrino con Marlon Brando. Ma non siamo qui per fare colore: un testo come questo, che equivale a un contratto, è nullo perché non scritto in modo consono. Ma intanto - mi dico - mi risponderanno e mi daranno la possibilità di spiegargli che si sono sbagliati…”. Amenoché… “A pensar male, con tutto ciò che segue…” - A pensar male e a far peccato, ci sarebbero due o tre “stati”, i pensierini di Facebook, in cui ho ironizzato su fatti di cronaca. In uno ho scritto che si attendeva un pronunciamento del papa contro i wurstel (una battuta abbastanza tiepida sull’onnipresenza delle dichiarazioni pontificie, pubblicata mentre imperversava la paura dell’influenza suina). E poi ci sono vari articoli in questo post/rubrica in cui ho criticato Facebook, proprio a proposito di ciò di cui mi sto occupando adesso: il fatto che se succede il sia pur minimo incidente con il social network non hai a chi rivolgerti perché l’azienda di Mark Zuckerberg si rifiuta ostinatamente di aprire una rappresentanza italiana e il quartiere operativo europeo, che è a Dublino, resta un’entità lontana, irraggiungibile. Ma dai, mi son detto, stai a vedere che con 7 milioni di utenti in Italia se la prendono proprio con te. Intanto erano passate 24 ore e dal “team” ancora nessuna risposta. I robot di Facebook e la paranoia - Per la verità ho anche scritto più volte che Facebook è un grande fenomeno da prendere in seria considerazione. E l’ho onorato con la mia presenza e con i miei pensieri, come altri milioni di italiani fanno ogni giorno. L’ho fatto perché di cultura digitale scrivi se sei con le mani in pasta nelle diverse applicazioni, oppure fai solo elzevirismo inutile (e poi mi piace, ciò che posso dire di tutto il mio lavoro continua su ..... http://www.comedonchi... Edited by lucy cassini on May 4, 2009 6:22 PM |
| iciano | |
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.....un disegno comune
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| Susanna Ambivero | |
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| lucy cassini | |
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MIGNOTTOPOLI E IMBECILLOPOLI - La questione del culum e del curriculum
Venerdì, 08 maggio Italia DI ANTONELLA RANDAZZO lanuovaenergia.blogspot.com Oramai per distrarre la gente dalle tragiche questioni finanziarie ed economiche e per svilire le istituzioni politiche sono disposti a tutto. C’è addirittura la questione diventata pubblica del pericolo di divorzio di Berlusconi. Le domande da rivolgere alla signora Berlusconi sono: Signora Veronica cosa vuole da noi? Perché invece di discutere direttamente con suo marito di quello che non le va del suo comportamento si rivolge alla stampa? E’ evidente che la signora Veronica, come anche il noto marito, stanno giocando a prenderci per i fondelli, prospettandoci l’idea che debba importarci qualcosa se hanno controversie familiari o se scelgono di separarsi. La questione assai più grave è che i mass media, non sapendo più come distrarre l’attenzione e stimolare pettegolezzo, dedicano ampio spazio alle invocazioni etiche della signora Veronica, come se questa donna non fosse al corrente delle molteplici azioni criminali del marito. La signora Berlusconi vorrebbe farci credere che soltanto ora si è accorta che il marito non è propriamente uno stinco di santo. Le ricordiamo signora che suo marito da tempo osanna le autorità statunitensi, rendendosi complice di numerosi massacri che si stanno consumando in molte parti del mondo. Le ricordiamo anche, se lo avesse dimenticato, che ci sono numerosi reati di vario genere, corruzione, collusione con la mafia, ecc. che hanno permesso al suo celebre coniuge di arrivare dov’è arrivato. Dunque, la storia delle veline, attricette e vallette candidate in Europa e l’ambigua adolescente ammiccante, non sono che segnali della natura irrispettosa delle istituzioni e delittuosa che è propria del soggetto in questione. Si parla di politica spettacolo ad intendere come ai nostri giorni il settore che dovrebbe proteggere gli equilibri pubblici e tutelare gli interessi di tutti è ormai diventato un circo, in cui conta tutto fuorché la preparazione e la competenza. E poi competenza su cosa? E’ evidente che oggi i politici sono a servizio del gruppo di potere, e dunque la loro “competenza” si riassume nell’asservimento e nella capacità di ingannare gli elettori. Com’è risaputo, Berlusconi è il re dello spettacolo godereccio, viscerale, che lascia gli istinti vivi e la sensazione di sollazzo. La sua esperienza egli la riporta nel settore politico, non lesinando vallette e veline dei suoi programmi spazzatura. Ormai è nota la sua intenzione di candidare ben 20 persone, fra ex troniste, presentatrici, attrici e ex gieffine. I suoi criteri, evidentemente, non dovendo contemplare esperienza o preparazione specifica, mettono in primo piano l’avvenenza fisica. Egli è abituato a scegliere con tali criteri, dato che la bella immagine è la caratteristica precipua da considerare per i suoi programmi spazzatura. D’altronde, già da tempo abbiamo potuto appurare che la politica è diventata essa stessa programma-spazzatura, escludendo preparazione, serietà, intelligenza e competenza. Secondo Berlusconi, le bellezze femminili proposte alle elezioni europee del 6 e 7 giugno sono “volti giovani, facce nuove per rinnovare l'immagine del Pdl e dell'Italia in Europa”. Dunque, l’immagine va rinnovata, e si auspicano facce attraenti e magari anche ammiccanti. Ecco allora aprirsi la strada alla ex letteronza e attricetta di "Carabinieri 7" Barbara Matera, alla rossa ex gieffina Angela Sozio, all’attrice Eleonora Gaggioli o alla ex tronista Camilla Ferranti, celebre anche per aver posato per un calendario. Il problema non è tanto se queste donne non hanno trovato un posto nei programmi Fininvest e dunque vengono mandate altrove, oppure se si tratta di ex amanti da “ricompensare”. Agire in modo così spudorato, mostrando che i parlamenti sono svuotati di ogni contenuto, significa sancire il fatto che essi servono da paravento al potere per mostrare che c’è la “democrazia”, in un contesto in cui a prevalere non è la volontà dei popoli ma la prepotenza e la criminalità di pochi. Non è soltanto una questione morale o familiare, ma una questione di dignità delle istituzioni e di serietà necessaria a rendere possibile un futuro accettabile per tutti noi. Candidare persone sulla base del fatto che sono giovani e piacenti significa palesare la grossa truffa ai nostri danni: il cosiddetto sistema democratico non è altro che un insieme di maschere-fantocci che devono apparire accettabili, attraenti o seduttivi. Tanto il loro compito non sarà certo quello indicato ufficialmente. Di fatto essi non avranno alcun potere che non quello di asservimento al sistema, e reciteranno il loro ruolo all’interno del teatrino manovrato da chi non appare. L’idea di scegliere vallette, presentatrici o attrici sembra “naturale” in un contesto in cui non serve altro che l’immagine o proprio la capacità di recitare. Peraltro, non è certo da oggi che Berlusconi candida persone incompetenti ma di bella presenza o con cui ha intrattenuto rapporti non chiari. Abbiamo il noto esempio di Mara Carfagna, che di certo non ha mai brillato per le sue doti politiche. Le candidate di Silvio Berlusconi, come altri candidati, non sono altro che rosse, bionde o giocolieri appartenenti allo stesso circo. Il circo della dittatura mondiale. Uno spettacolo che mette in scena la nostra schiavitù, intesa come gabbia di precarietà, controllo, inganno, stress, nevrosi e crisi. La domanda è: a cosa servono i Parlamenti nel sistema attuale? Semplicemente a creare un gruppo di persone che, in quanto elette dal popolo possano rappresentare la "prova" dell’esistenza della “democrazia”. Ma chi sceglie i candidati e cosa di fatto fanno i parlamentari? Il Parlamento europeo dovrebbe rappresentare i popoli europei, ma i suoi componenti vengono eletti ovunque con le stesse regole, ovvero attraverso partiti che scelgono i candidati. Nei secoli passati i popoli avevano consapevolezza del fatto di essere colonizzati o oppressi, oggi invece credono di essere in democrazia, e quando molte persone hanno la sventura di cadere in miseria o di dover chiudere i battenti della propria ditta credono che la colpa sia della fantomatica “crisi” e che nessuno in particolare sia responsabile della rovina. Convinto di contare qualcosa, ma destinato a soccombere in un modo o nell’altro, il cittadino europeo assume le caratteristiche descritte dallo scrittore Giuseppe Capograssi, che nei suoi saggi, già negli anni Cinquanta, descriveva la sudditanza con cui vengono trattati gli individui: "L'uomo è forza vuota, che non vale se non in quanto è addetta allo scopo che questo o quel gruppo dominante ha imposto alla società. (...) Dato che l'individuo non ha valore per sè, ma il solo valore umano che ha consiste nel suo conformarsi allo scopo per così dire ufficiale del gruppo, la soppressione di colui che non si conforma rientra per la più ovvia delle deduzioni nella sfera del lecito, se del caso nella sfera del doveroso e dell'obbligatorio. continua su ......http://www.comedonchi... |
| lucy cassini | |
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“Li avete mandati al massacro in quei lager stupri e torture”
di Francesco Viviano (Giornalista) da Repubblica.it dell’8 maggio 2009 A questo link alcuni video molto interessanti con alcune drammatiche testimonianze. Il racconto. Tra le reduci del Pinar: meglio morire che tornare lì. “Voi italiani siete buoni, come potete fare una cosa del genere?”. Le lacrime di Hope e Florence per i disperati riportati in Libia: i nostri mesi all’inferno. Lampedusa - “Li hanno mandati al massacro. Li uccideranno, uccideranno anche i loro bambini. Gli italiani non devono permettere tutto questo. In Libia ci hanno torturate, picchiate, stuprate, trattate come schiave per mesi. Meglio finire in fondo al mare. Morire nel deserto. Ma in Libia no”. Hanno le lacrime agli occhi le donne nigeriane, etiopi, somale, le “fortunate” che sono arrivate a Lampedusa nelle settimane scorse e quelle reduci dal mercantile turco Pinar. Hanno saputo che oltre 200 disgraziati come loro sono stati raccolti in mare dalle motovedette italiane e rispediti “nell’inferno libico”, dove sono sbarcati ieri mattina. Tra di loro anche 41 donne. Alcuni hanno gravi ustioni, altri sintomi di disidratazione. Ma la malattia più grave, è quella di essere stati riportati in Libia. Da dove “erano fuggite dopo essere state violentati e torturati. Non solo le donne, ma anche gli uomini”. I visi di chi invece si è salvato, ed è a Lampedusa raccontano una tragedia universale. La raccontano le ferite che hanno sul corpo, le tracce sigarette spente sulle braccia o sulla faccia dai trafficanti di essere umani. Storie terribili che non dimenticheranno mai. Come quella che racconta Florence, nigeriana, arrivata a Lampedusa qualche mese fa con una bambina di pochissimi giorni. L’ha battezzata nella chiesa di Lampedusa e l’ha chiamata “Sharon”, ma quel giorno i suoi occhi, nerissimi, e splendenti come due cocci di ossidiana, erano tristi. Quella bambina non aveva un padre e non l’avrà mai. “Mi hanno violentata ripetutamente in tre o quattro, anche se ero sfinita e gridavo pietà loro continuavano e sono rimasta incinta. Non so chi sia il padre di Sharon, voglio soltanto dimenticare e chiedo a Dio di farla vivere in pace”. Accanto a Florence, c’è una ragazza somala. Anche lei ha subito le pene dell’inferno. “Quando ho lasciato il mio villaggio ho impiegato quattro mesi per arrivare al confine libico, e lì ci hanno vendute ai trafficanti e ai poliziotti libici. Ci hanno messo dentro dei container, la sera venivano a prenderci, una ad una e ci violentavano. Non potevamo fare nulla, soltanto pregare perché quell’incubo finisse”. Raccontano il loro peregrinare nel deserto in balia di poliziotti e trafficanti. “Ci chiedevano sempre denaro, ma non avevamo più nulla. Ma loro continuavano, ci tenevano legate per giorni e giorni, sperando di ottenere altro denaro”. Il racconto s’interrompe spesso, le donne piangono ricordando quei giorni, quei mesi, dentro i capannoni nel deserto. Vicino alle spiagge nella speranza che un giorno o l’altro potessero partire. E ricordano un loro cugino, un ragazzo di 17 anni, che è diventato matto per le sevizie che ha subito e per i colpi di bastone che i poliziotti libici gli avevano sferrato sulla testa. “È ancora lì, in Libia, è diventato pazzo. Lo trattano come uno schiavo, gli fanno fare i lavori più umilianti. Gira per le strade come un fantasma. La sua colpa era quella di essere nero, di chiamarsi Abramo e di essere “israelita”. Lo hanno picchiato a sangue sulla testa, lo hanno anche stuprato. Quel ragazzo non ha più vita, gli hanno tolto anche l’anima. Preghiamo per lui. Non perché viva, ma perché muoia presto, perché, finalmente, possa trovare la pace”. Le settimane, i mesi, trascorsi nelle “prigioni” libiche allestite vicino alla costa di Zuwara, non le dimenticheranno mai. “Molte di noi rimanevano incinte, ma anche in quelle condizioni ci violentavamo, non ci davano pace. Molti hanno tentato di suicidarsi, aspettavano la notte per non farsi vedere, poi prendevano una corda, un lenzuolo, qualunque cosa per potersi impiccare. Non so se era meglio essere vivi o morti. Adesso che siamo in Italia siamo più tranquille, ma non posso non stare male pensando che molte altre donne e uomini nelle nostre stesse condizioni siano state salvate in mare e poi rispedite in quell’inferno, non è giusto, non è umano, non si può dormire pensando ad una cosa del genere. Perché lo avete fatto?”. “Noi eravamo sole, ma c’erano anche coppie. Spesso gli uomini morivano per le sevizie e le torture che subivano. Le loro mogli imploravano di essere uccise con loro. La rabbia, il dolore, l’impotenza, cambiavano i loro volti, i loro occhi, diventavano esseri senza anima e senza corpo. Aiutateci, aiutateli. Voi italiani non siete cattivi. Non possiamo rischiare di morire nel deserto, in mare, per poi essere rispediti come carne da macello. continua su ......http://toghe.blogspot... |