Worldwide Beppe Grillo Meetup Message Board › OGG[color=vi
| Susanna Ambivero | |
|
|
|
| Mauro Torta Italia... | |
|
|
Marcello dall'estero, dopo aver visto Viky, ha avuto un colpo di fulmine e mi ha detto di salutarla. Ecco Marcello I LOVE ITALIA Edited by Mauro Torta Italiano all'estero on Apr 21, 2009 7:48 AM |
| lucy cassini | |
|
|
GEAB 34 PARTE II - INEVITABILE DEFAULT USA
Postato il Martedi 21 Aprile 2009 Economia FONTE: INFORMAZIONE SCORRETTA (BLOG) Mentre Tremonti e la Marcegaglia affermano che ormai la crisi è passata, sempre fedeli a rilanciare ogni flebile sussurro della troppo-grande-per-fallire Goldman Sachs (vedremo fino a quando), le Borse rispondono con una netta caduta come non se ne vedevano da un po’. Mentre scriviamo, infatti, Milano perde il 4%. Oltreoceano, Citigroup prosegue le montagne russe con una perdita del 15% ed un ritorno a 3 dollari per azione. Ampio risalto viene anche dato dai media alle dichiarazioni iraniane su Israele stato razzista. Ci sarebbe davvero molto da approfondire a riguardo, ma un post non basterebbe. Nessuna parola invece sul GEAB Report numero 34, che eppure parla di cose molto interessanti, a partire dal prossimo default degli USA sul loro debito. Come promesso nel post precedente, eccovi la seconda parte di tre. Se vi siete persi la prima parte, leggetela prima di procedere: racconta quella che sarà la Grande Fuga della Cina dal Dollaro. Inevitabile default degli USA - GEAB 34 parte II Tutti coloro che hanno letto la nostra Lettera Aperta ai leader del G20 pubblicata sul Financial Times il 24 Marzo (qui la nostra traduzione della lettera, NDFC) hanno già un’idea della nostra analisi di questo Summit di Londra. Ma dobbiamo ammettere che i risultati sono ancora peggiori di quanto immaginato. [...] Secondo LEAP/Europe2020, durante l’attuale crisi gli USA stanno scivolando giorno dopo giorno in una depressione che non ha pari nella storia della nazione e che sta arrivando ora al suo punto di rottura politico e sociale. [...] L’ipotetico appuntamento (del prossimo G20, NDFC) che hanno scelto per il loro prossimo incontro: a New York il prossimo Settembre, con l’occasione della Assemblea Generale annuale dell’ONU, è decisamente rivelatore. Non hanno nemmeno concordato su uno specifico (tema dell’) incontro, per paura di dover tenere conto di quanto dichiarato a Londra, e perchè sanno per certo che non possono aggiungere altro a quanto detto a Londra. All’interno della cornice delle Nazioni Unite, il G20 passerà sotto silenzio. Inconsciamente, i leader del G20 hanno deciso di radunarsi a New York, a Settembre, al centro della crisi attuale, a pochi isolati da Wall Street e da Ground Zero… molto simbolico! Il nostro team anticipa che, anzichè imbrigliare il processo della dislocazione geopolitica globale, probabilmente vedreanno i primi caotici passi dell’era postdollaro. A New York, nel Settembre 2009, i leader del G20, così come tutti i leader che prenderanno parte alla Assemblea generale dell’ONU, saranno solo in grado di riconoscere la gravità della crisi che sta sopraffacendo gli USA, alle prese con povertà sociale (non è una buona notizia quando un cittadino americano su 2 dichiara di essere a due stipendi di distanza dalla bancarotta), violenza urbana e omicidi in crescita, peggioramento della recessione economica (già visibile nelle vie di manhattan) …senza dubbio si focalizzeranno sul fallimento del piano di Obama di stimolo all’economia, volontariamente preso in ostaggio dai finanzieri di Wall Street, e punteranno ai prestiti del governo fuori controllo sotto gli effetti combinati di aumento della spesa e diminuzione dei redditi da tasse, come descritto in questo report. Senza dubbio, questa processo riguarderà loro direttamente attraverso la crisi monetaria internazionale indotta dal default americano e dalla crisi del dollaro. Ci concentreremo ora su quale sarà la forma che prenderà questo default. [...] Le 4 più probabili modalità di default USA Il default americano puo’ prendere diverse forme in funzione di come sarà anticipato dalle autorità americane e dai loro principali creditori. Abbiamo deciso di concentrarci su 4 di queste modalità, che probabilmente si combineranno tra loro. Le prime due si riferiscono a processi organizzati, mentre le ultime due sono processi caotici. 1) il FMI porta il budget federale sotto la sua ala (come fa sempre) e impone severi tagli di budget (probabilmente sulla spesa militare e sui programmi sociali) - questa è una opzione altamente improbabile a questo livello per ragioni politiche, con un significativo rischio di colpo di stato durante il processo. 2) il dipartimento del Tesoro decide di emettere buoni del Tesoro denominati in Euro, Yuan o Yen anzichè denominati in dollari. Questo è già accaduto (emissioni in Marchi e Yen) su scala minore alla fine degli anni 70, durante una precendente crisi del dollaro (incomparabile con quella attuale) - questa è l’opzione più soft, ma probabilmente insufficiente, perchè la quantità di bond da emettere provocherebbe seri problemi alle nazioni interessate. [...] 3) il valore del dollaro viene improvvisamente dimezzato nei confronti delle altre monete così che il governo americano puo’ finanziare il budget federale ed i suoi titoli in mani straniere con dollari deprezzati - questa opzione creerebbe un parallelo tra Obama e Nixon, anzichè Kennedy. Comunque, questa opzione ha certamente dei sostenitori a Washington perchè potrebbe essere la meno dolorosa in politica interna USA nel breve periodo. 4) a causa delle crescenti difficoltà nel vendere buoni del tesoro all’estero, la Fed deve aumentare il programma TARP, automaticamente avviando la svalutazione del dollaro, in cambio riducendo l’appetito degli investitori per i beni denominati in dollari - questa opzione è già avviata. La domanda è: finirà nel modo qui descritto o una o più delle altre opzioni si materializzeranno prima? Le prime due opzioni necessitano una comunità internazionale coinvolta e ferma nel suo impegno. Il G20 non mostra ottimismo a riguardo. Le ultime due, in pratica, consistono nel lasciare che gli eventi seguano il percorso della minore resistenza. Questo tipo di approccio finisce sempre in disastro, ma è il più facile per tutti in fase iniziale. Si conclude qui la seconda parte del report. A breve la terza parte. (in caso di ripubblicazione si prega di mantenere attivi i link alle fonti e linkare gli articoli orginali: inevitabile default degli usa e la grande fuga della cina dal dollaro) Saluti felici Felice Capretta Fonte: http://informazionesc... Link: http://informazionesc... 21.04.2009 http://www.comedonchi... |
| lucy cassini | |
|
|
VI HANNO MENTITO SUI PIRATI SOMALI
Postato il Lunedi 20 Aprile 2009 Geopolitica DI JOHANN HARI The Independent Da Repubblica.it (20/04): "Il Puntland contro il Buccaneer 'Doveva sversare rifiuti tossici'". Le accuse mosse dalle autorità della regione semi-autonoma della Somalia al rimorchiatore italiano sequestrato dai pirati. La società Micoperi: "Era vuoto". Chi avrebbe immaginato che, nel 2009, i governi mondiali avrebbero dichiarato una nuova Guerra ai Pirati? Mentre state leggendo quest’articolo, la British Royal Navy – con il sostegno dalle navi di più di due dozzine di stati, dall’America alla Cina- sta navigando verso le acque somale per affrontare uomini che noi ci figuriamo ancora come furfanti da sceneggiata con tanto di pappagallo sulla spalla. Presto inizieranno a combattere le navi somale e a cacciare i pirati sulla terraferma, in una delle regioni più piegate della terra. Ma dietro alla stravaganza del tipo ‘avanti-miei-prodi’ che questa storia racchiude, si nasconde uno scandalo non confessato. Le persone che i nostri governi stanno etichettando come “una delle più grandi minacce del nostro tempo” hanno delle storie incredibili da raccontare – e un po’ di giustizia dalla loro parte. I pirati non sono mai stati quello che noi in realtà crediamo. Nell’“età d’oro della pirateria” – dal 1659 al 1730 – venne creata dal governo britannico, sull’onda di uno spirito propagandistico, l’idea odierna del pirata come un ladro selvaggio e senza scrupoli. Molte persone comuni la ritenevano però non veritiera: i pirati venivano spesso tratti in salvo dalle navi da folle di sostenitori. Perché? Che cosa coglievano loro che a noi non è concesso intendere? Nel suo libro Furfanti di tutti i Paesi [“Villains of All nations”], lo storico Marcus Rediker scava tra le prove per scoprirlo. All’epoca, diventare mercante o marinaio – raccolto dai porti dell’East End londinese, giovane e affamato – significava finire a navigare in un Inferno di legno. Significava lavorare a tutte le ore su una nave sovraccarica e senza cibo, e a concedersi una breve pausa si finiva frustati con il Gatto a Nove Code dal plenipotenziario capitano. I perditempo abituali correvano il rischio di essere gettati in mare. E dopo mesi o anni di tutto questo, spesso si finiva con l’essere imbrogliati sulla paga. continua su .......http://www.comedonchi... |
| iciano | |
|
|
incredibile la faccia tosta dei colonialisti in ogni caso e per sempre di questa terra... portano in giro la loro merda tossica...quando non portano armi o intrallazzi meschini coi quali complottare assieme a fetidi ras locali e assassini senza scrupoli di tutte le nazionalità
tutti attenti a nascondere il marcio e diffondere l'insano potere dell'informazione che vadano a vanculo i royal con tutte le royalties anzi...che vadano in malora e poi i pirati hanno inventato il rum invece mi viene in mente una storia che mi ha raccontato mio fratello...il camionista... la prima volta che è andato in Inghilterra a un certo punto si ferma a dormire in una area di sosta...nel camion...la mattina presto si sveglia e spettinato e assonnato esce dal camion con il suo asciugamano e il borsellino con le cose da lavarsi... davanti a lui un altro camion ma inglese...un uomo scende e dice mio fratello...sembrava uno dei beatles.. giacchettino doppio petto capello a posto e camicia con cravattino...urka mio fratello era allibito e anche un po' demoralizzato a vedere la differenza nel bagno si sono incrociati...il camionista dei beatles sotto la giacca impataccata di unto come avesse dormito sotto il camion e...sotto la giacca...che si è tolto per lavarsi la faccia...aveva solo il davanti fatto a camicia con la cravattina già inserita...e una maglietta a mezze maniche ...piu' impataccata della giacca ![]() a pensarci...mi viene ancora da ridere ma il mondo li vuole così....basta un pensiero...di forma la royal fregata iciano Edited by iciano on Apr 21, 2009 5:14 PM |
| lucy cassini | |
|
|
Metamorfosi di un "antibufala"!
In un articolo precedente scrivevo: “I “debunker” si presentano al pubblico apparentemente come un gruppo di persone unite e coerenti tra loro. Ognuno sostiene l’altro, anche se in completo torto, sempre ed indistintamente.” Quasi completamente certo di non sbagliarmi, concludevo rivolgendo loro il seguente quesito: "Chi è tra voi "debunker" e seguaci che ritiene sostenibile la polemica di Attivissimo rivolta alla mia obiezione nei confronti della FAQ del NIST?" L’articolo è stato copiato e incollato in un loro fake-blog dove, confortevolmente e a proprio agio, i “debunker” si sono sentiti liberi di lasciare andare la propria fantasia: ...il pezzo trattava la FAQ del NIST riguardante Jennings e la polemica mossa contro la mia obiezione al NIST dal sedicente “antibufala”: i “debunker” sono riusciti con difficoltà a restare in topic per 24 commenti(escludendo i miei), su un totale di 105, fino all’arrivo di un utente buontempone meglio conosciuto in rete con lo pseudonimo di “siredward”… La forzatura di “siredward”, come visto anche nei precedenti articoli e commenti in “fakeblogdebunker”, sta nel voler sostenere a tutti i costi un fraintendimento di Jennings in merito alla propria time-line di eventi accorsi l’11 settembre 2001… Trovandosi in casa sua, in “OT” estremo (tollerato dal responsabile del blog), il coretto di commentini in suo sostegno morale non è mancato… Così, mentre l’articolo e il suo oggetto badavano a specificare una bufala da parte del NIST e una caduta di Attivissimo nella bufala contenuta nella FAQ, siredward si prodigava in una rozza operazione di “debunking” a lui congeniale: “lo spostamento del paletto”! Da qui in poi, in serie, le sue solite grossolane congetture dettate probabilmente da personali convinzioni ideologiche in contrasto con la realtà: - Jennings si è sbagliato sull’orario del suo arrivo all’OEM - Jennings era al piano 6° nel momento in cui crollava una delle 2 torri - Jennings non ha menzionato dolore agli orecchi quindi non è avvenuta un’esplosione - Jennings era troppo vicino all’esplosione si che quindi l’esplosione non avrebbe potuto essere quella di una carica da demolizione - Ecc. ecc. ecc. Volendo lasciarmi trascinare lietamente nel’OT imposto da siredward, dalla “discussione” conseguita si sono desunte altre singolarità proprie del “debunker”: - Non fornisce mai una versione dopo avertene deliberatamente rigettata una - Non risponde mai, o quasi, ai quesiti diretti che gli si pongono - Trascura i refusi che commette dopo che glieli hai fatti notare con estrema serenità - Evita di addentrarsi nella specificità del dettaglio ma pretende che tu segui la sua pseudo-logica - S’impermalosisce facilmente quando gli fai notare simpaticamente che ha detto una sciocchezza - S’indigna se introduci un’ipotesi ma se lui ne introduce una facendola seguire da una conclusione a lui favorevole, senza argomentarla, devi prenderla per certezza… - Se lui etichetta una testimonianza allora quella testimonianza si può scartare… - Lui può introdurre un esempio assurdo in una discussione(vedi “le mucche volanti”) per dimostrarti che è sbagliato ritenere demolizioni controllate i crolli delle torri cadute l’11 settembre 2001 e poi può dirti di “ritornare alla realtà”… - Lui può chiederti pro......continua su http://debunkerfakebl... |
| lucy cassini | |
|
|
Il buon senso si spreca!
Scritto da Administrator Martedì 21 Aprile 2009 ![]() Il Comune di Colorno (PR) ha stipulato nelle settimane scorse una convenzione con L’Università degli studi di Parma con la quale l’Ateneo parmense è stato incaricato di effettuare una diagnosi energetica su due palazzine dell’Acer situate in Via Ferrari a Colorno, al fine di verificare i consumi energetici di due edifici campione del territorio comunale e mostrare i margini di risparmio ed efficienza energetica su gran parte dell’enorme patrimonio edilizio privato esistente. I risultati, presentati nei giorni scorsi in occasione del penultimo consiglio comunale della consiliatura, hanno evidenziato potenziali risparmi per oltre il 55% dell’attuale “bolletta energetica”, con investimenti di manutenzione straordinaria nell’ordine dei 77.000,00 euro, recuperabili grazie al risparmio economico nel giro di 9 anni circa: coibentazione degli edifici (cappotto esterno), efficientamento impianti (caldaie a condensazione), produzione energia pulita (pannelli solari termici). “Il progetto che abbiamo fortemente voluto – commenta l’Assessore alle Attività Formative Marco Boschini – dimostra una volta di più quanto andiamo dicendo da tempo: intervenire a favore dell’ambiente conviene, crea occupazione, muove l’economia, e garantisce una migliore qualità della vita. L’indagine fatta in collaborazione con l’Università di Parma e grazie alla disponibilità di ACER, mette in evidenza l’enorme margine di manovra e il percorso su cui dovrà cimentarsi la prossima legislatura: dopo il lavoro fatto in questi cinque anni all’interno della pubblica amministrazione (acquisti verdi, riqualificazione pubblica illuminazione, interventi di risparmio ed efficienza eneegetica, adozione regolamento energetico comunale) si tratta ora di avviare un programma più generale di riqualificazione energetica di tutti gli edifici privati presenti a Colorno. Il prossimo atto sarà l’adozione del Piano Energetico Comunale, ciò che consentirà al comune di programmare una serie di bandi, incentivi e investimenti a favore dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, al fine di raggiungere l’indipendenza energetica comunale.” http://www.comunivirt... |
| lucy cassini | |
|
|
TRE ANNI PER UN EQUILIBRIO PLANETARIO
Postato il Mercoledi 22 Aprile 2009 (19:00) di davide Come uscire dalla crisi: parla Eugenio Benetazzo Intervista all’economista che, nel 2006, profetizzò l’attuale congiuntura negativa. Ospite a palazzo Ciacchi ha detto, fra l’altro: “a tutti consiglio di informarsi sulla rete, preferendo i siti indipendenti, e di acquistare un manuale che spieghi le variabili macroeconomiche” Eugenio Benetazzo, come è riuscito a profetizzare la crisi che stiamo vivendo ? “Quando, ad inizio 2006, scrissi il mio primo saggio economico, ‘Duri e Puri: aspettando un nuovo 1929’, venni letteralmente apostrofato come un catastrofista inattendibile dalla penna facile, uno scrittore esordiente a cui faceva comodo attirare addosso a sè l’attenzione mediatica per i toni apocalittici utilizzati. Adesso mi fa sorridere ascoltare in tivù con che ovvietà disarmante si menziona l’attuale scenario macroeconomico come il peggiore di sempre. Si perde ormai il numero dei cosiddetti pseudo giornalisti economici, che fanno a gara a dire io l’avevo detto e così via: in realtà in Italia sono stati realmente solo pochi operatori a lanciare il segnale di ‘May Day’, mentre la quasi totalità di analisti, giornalisti, gestori e consulenti continuava ad elogiare le opportunità e potenzialità del mercatismo. La matrice di analisi che mi ha portato a profetizzare con largo anticipo quanto oggi sta accadendo si è basata sull’evoluzione e consistenza di tre variabili macro: la discutibile politica per la prima casa adottata dagli Usa, lo scenario sui tassi di interesse e soprattutto i processi di delocalizzazione selvaggia consentiti dal Wto”. ![]() Nella foto: Eugenio Benetazzo E’ possibile affermare che il sistema bancario italiano è più sicuro ? “Dobbiamo doverosamente fare un distinguo: il panorama bancario italiano non è omogeneo in quanto presenta in prima linea tre grandi gruppi bancari (di portata internazionale), attorniati da una dozzina di banche satelliti, di medie dimensione, alle quali si contrappone una prateria di piccole realtà bancarie (credito cooperativo, banche popolari e casse rurali), che hanno mantenuto la loro vocazione storica di vicinanza e contiguità con il territorio, evitando i processi di crescita forzata ed il ricorso alla budgetizzazione di tutta l’attività commerciale. Sulla base di questa distinzione possiamo affermare che le prime stanno vivendo un momento di profondo stress finanziario, dovuto a fenomeni di contagio con i mercati internazionali, mentre le seconde, prese nella loro generalità, si possono considerare finanziariamente immuni dal punto di vista della presunzione di maggior affidabilità patrimoniale”. Perché gli italiani sono ritenuti finanziariamente i più ignoranti di Europa ? “Il pubblico risparmiatore italiano è stato abituato per decenni ad investire nell’immobile o sui titoli di stato: questo ha prodotto intere generazioni di cassettisti, che non hanno mai dovuto preoccuparsi di come investire il loro denaro in quanto esistevano soluzioni piuttosto remunerative e prive di rischio. Da quando il rendimento dei titoli di stato è sceso velocemente, molti hanno iniziato a provare l’investimento azionario in quel periodo con potenzialità attraenti. Ricordiamo inoltre che i fondi comuni di investimento e la figura del promotore finanziario sono stati introdotti piuttosto di recente, rispettivamente nel 1986 e nel 1991”. Cosa pensa dei Tremonti bond ? “Rappresentano una strada obbligata per il nostro Paese: con questi strumenti ibridi è possibile, infatti, rafforzare patrimonialmente le realtà bancarie maggiormente in tensione di liquidità e garantire allo Stato una forma di blando controllo nelle politiche di affidamento del credito. L’attuale ridimensionamento del credito industriale è una diretta conseguenza di questa fase epocale, in quanto il sistema bancario, per riallineare velocemente i quozienti di solidità patrimoniale (il cosiddetto core tier) a parità di riserve e mezzi propri (che non possono essere aumentati in poco tempo), è obbligato a sottodimensionare gli impieghi e le posizioni a rischio. Il processo di vigilanza e controllo sul territorio a cura di Comitati istituiti presso le Prefetture consentiranno di verificare come le banche beneficiarie di questi interventi di sostegno provvedono a supportare il sistema delle piccole e medie imprese”. Lei mi sembra favorevole alla nazionalizzazione delle banche… “E’ il mio personale parere, in quanto le istituzioni bancarie rappresentano un’infrastruttura per l’economia di ogni Stato: non è possibile pensare che soggetti privati (i banchieri) possano mettere l’economia a servizio dell’attività bancaria come sta avvenendo e non il contrario ovvero le banche a servizio dell’economia”. Dove conviene informarsi ? “Le più grandi testate di informazione mediatica in Italia vedono come principali appaltatori pubblicitari proprio i grandi gruppi bancari: ognuno di voi faccia le opportune considerazioni. Abbiamo avuto modo di vedere come dai grandi uffici studi alle prestigiose agenzie di rating, nessuno dei grandi interlocutori di mercato sia riuscito a prevedere od allertare su quanto poteva accadere: proprio per questa ragione d’ora in poi non dovrebbero più di tanto essere presi in considerazione significativa. L’informazione finanziaria indipendente e priva di censura purtroppo si reperisce solo attraverso la rete: per esempio gran parte del mio lavoro e di quello di altri miei colleghi è visionabile dal mio portale o dalle mie videopillole su Youtube. Invito comunque chi desidera intraprendere un percorso di crescita in cultura finanziaria di comprarsi qualche manuale, che spiega al neofita la speculazione di borsa e soprattutto il funzionamento e comportamento delle variabili macroeconomiche”. Un vero e proprio lavoro… “Lentamente in Italia sta emergendo una classe di professionisti, a cui io stesso sento di appartenere, che si prefigge lo scopo di informare il pubblico risparmiatore su quanto sta accadendo attorno a lui. Rattrista sapere che questa attività o questa funzione non è adeguatamente svolta dalla stampa di settore e dagli operatori del risparmio gestito”. Il Fondo Interbancario di tutela dei depositi pensa a proteggere i depositi dei risparmiatori e correntisti italiani. Una sua estrema applicazione pratica può consentire il salvataggio di quanto depositato ? continua su.. Francesco Guazzolini Fonte: www.eugeniobenetazzo.com Link:: http://www.eugenioben... Aprile 2009 http://www.comedonchi... |
| lucy cassini | |
|
|
Come e perché è nata la crisi finanziaria che sta sconvolgendo il mondo e come è possibile uscirne. Un viaggio dall'economia dell'inferno alla società del paradiso. Il viaggio dall'economia dell'inferno alla società del paradiso. Introduzione al corso di critica del'economia del debito.Parte Prima
|
| lucy cassini | |
|
|
Report ficcanaso:
la Gabanelli deferita al Comitato Etico Rai Bologna, 23 aprile 2009 ![]() (avv. Antonello Tomanelli) Cosa abbiano fatto di male quelli di "Report" nella puntata del 5 aprile intitolata “Poveri noi!” è tutto da scoprire. Sta di fatto che Milena Gabanelli è stata deferita al Comitato Etico Rai, che da qualche anno è l’organo competente a proporre al direttore generale sanzioni a dipendenti e collaboratori che violano il codice etico Rai, un corpo di norme finalizzato a salvaguardare l’immagine dell’azienda. E’ quell’organo interpellato dopo che Deborah Bergamini e Agostino Saccà furono intercettati mentre, rispettivamente, concordavano palinsesti col concorrente Mediaset e piazzavano donne in Rai per volontà di Berlusconi. Ma cosa avrà fatto la Gabanelli per vedere il suo comportamento messo sullo stesso piano di quello di una Bergamini o di un Saccà? La puntata incriminata di Report è sotto gli occhi di tutti. Tratta in gran parte della “Carta Acquisti”, meglio nota come “Social Card”: una sorta di bancomat caricato dallo Stato per qualche decina di euro al mese e che permetterebbe agli indigenti di fare un po’ di spesa e pagare qualche bolletta. Come di consueto, tramite i suoi inviati la Gabanelli va a fondo della questione. Evidenzia le contraddizioni e soprattutto le inefficienze del sistema su cui poggia la social card. Viene fuori che la social card è stata distribuita a poco più di 500.000 persone, e solo per una parte di esse risulta effettivamente caricata. Poi il “bonus famiglia”, inaccessibile alla gran parte di coloro che ne avrebbero bisogno. Il tutto viene dimostrato con documentazioni ufficiali e attraverso le interviste di economisti, responsabili dell’Agenzia delle Entrate e dei Caf (gli enti attraverso i quali gli aventi diritto possono richiedere la social card e il bonus famiglia). Viene intervistato anche il ministro Giulio Tremonti, ideatore di quel sistema. Ad intervistarlo è la Gabanelli in persona. Il ministro è nervoso, a tratti palesemente in difficoltà. Messo all’angolo dalle domande della Gabanelli, diventa arrogante. Sarà lui, pare, a sollecitare ai vertici di viale Mazzini il deferimento della giornalista al Comitato Etico. Da tempo “Report” è nel mirino dei vertici Rai, per la sua attitudine a relazionare il telespettatore al fatto. Una relazione che viene instaurata tramite lo strumento dell’inchiesta giornalistica, suddivisibile in due momenti. In un primo momento, si ricostruisce il fatto attraverso fonti ufficiali e con l’ausilio di esperti. In un secondo momento, si attua un contraddittorio tra giornalista (l’inviato) e chi è più o meno responsabile della situazione sulla quale verte l’inchiesta giornalistica. E a quest’ultimo il giornalista rappresenterà dubbi, contraddizioni, difetti rilevati nel primo momento, dandogli la possibilità di controbattere. E’ quel tipo di giornalismo televisivo che registra il massimo grado di aderenza al dovere di verità, caposaldo del diritto di cronaca e, tra i doveri deontologici del giornalista, quello più pregnante. La citazione delle fonti ufficiali e la consultazione di esperti garantiscono la rappresentazione del fatto nella sua obiettività. Il contraddittorio che segue tra giornalista e responsabile della situazione oggetto dell’inchiesta è un po’ la prova del nove. Se si innervosisce o cade in contraddizione, significa che ha qualcosa da nascondere ai telespettatori che vedranno i risultati dell’inchiesta. Oppure, messo alle strette, finisce per ammettere quanto rappresentato dagli esperti interpellati dal giornalista continua su ....http://www.difesadell... |