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seguito .... da qui:http://beppegrillo.me...
I loro azionisti di riferimento sono le imprese, le banche, le concessionarie dello Stato come per RCS, il gruppo che possiede il Corriere della Sera. Nessun giornale può denunciare i suoi padroni. Le televisioni sono sotto il controllo dello psiconano. Segue dal sito BeppeGrillo.IThttp://beppegrillo.me... Nessuna televisione nazionale denuncerà le società di cui è proprietario: Mondadori, Mediaset, Mediolanum. La Borsa è un rifugio del riciclaggio. Le mafie sono il primo business in Italia. Si stima che il giro di affari sia 100/150 miliardi di euro all’anno. Tutti in nero. L’Italia è un mercato ormai saturo e le mafie guardano all’Europa, alle borse europee. Io ho una proposta. Oggi esiste la BCE, una banca europea, con una moneta europea. Si istituisca una sola Borsa europea, la European Stock Exchange, la ESE. Il cittadino francese o spagnolo o italiano deve avere le stesse garanzie di trasparenza sui soldi che investe. Deve essere tutelato contro il falso in bilancio, i conflitti di interesse, i trucchi delle scatole cinesi, il riciclaggio di denaro sporco. Una sola Borsa con controlli veri, non le barzellette di Tremonti e di Cardia, il presidente della Consob. Una ESE è opportuna anche per evitare il contagio, per neutralizzare gli effetti della Borsa italiana in Europa, per evitare che l’Europa diventi il paradiso del riciclaggio. L’Italia è pericolosa perché anticipa le tendenze. Le banche, le fondamenta del capitalismo, sono nate in Italia. Il fascismo è nato in Italia e poi dilagato in tutta Europa, dalla Spagna alla Germania. Il capitalismo mafioso può essere la prossima tendenza. Insieme al alcuni amici informatici ho realizzato e messo in Rete un programma che permette in due click di vedere i conflitti di Borsa. Tutti i collegamenti tra consiglieri, sindaci e azionisti delle società. Per ora si può consultare solo per la Borsa italiana, entro fine anno includerà le più importanti Borse europee. Tra pochi mesi ci saranno le elezioni europee. In Italia si stanno già preparando Mastella, Bassolino e Del Turco, politici indagati o incarcerati. Il Parlamento europeo, fino ad oggi, è stato per gli italiani il cimitero degli elefanti grazie a pensionati del calibro di Albertini e di Occhetto. Da giugno diventerà il cimitero dei lestofanti. Preparatevi e occhio al portafoglio." Edited by Mauro Torta Italiano all'estero on Apr 1, 2009 3:43 PM |
| lucy cassini | |
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I SEI BLOGGER DELL' APOCALISSE
Postato il Mercoledi 1 Aprile 2009 Informazione DI HELAINE OLEN portfolio.com Non li avete ascoltati quando dicevano che l’economia si stava dirigendo contro una scogliera, li ascolterete adesso che predicano la fine della civiltà? Se siete navigatori abituali di Internet vi potrebbe venire in mente il nome di Nouriel Roubini, economista pessimista a cui Condé Nast Portfolio ha dedicato un articolo sul numero di Aprile, Nouriel non è nemmeno troppo negativo rispetto ad altri blogger che predicono di peggio da diversi anni. Quando i banchieri stavano ancora ordinando bottiglie di vino da mille dollari in trendy bar di Manhattan, le Sibille di internet dell’imminente apocalisse economica stavano giá profetizzando carenza di viveri e scarsità di benzina. Alcuni blogger sono schierati politicamente a sinistra, altri a destra, ma tutti hanno una cosa in comune – il traffico dei loro siti è aumentato esponenzialmente da quando Wall Street ha iniziato la recente caduta. Abbiamo fatto una panoramica degli opinionisti più "provocatori" per sapere le loro previsioni future. Suggerimento: prima di avventurarvi nella lettura vi consiglio di stappare la bottiglia di vino più costosa che avete. Vi servirá. ![]() Jim Kunstler con il suo cane Sammy CLUSTERFUCK NATION James Howard Kunstler Il romanziere e giornalista James Howard è la principale voce popolare del peak oil, la teoria che sostiene che abbiamo giá utilizzato più della metà delle risorse naturali mondiali della fonte energetica attualmente più utilizzata, il petrolio. Nelle sue puntuali pubblicazioni del lunedì mattina Kunstler predice le vessazioni mondiali provocate dalla carenza delle scorte petrolifere, che saranno la causa di tutto, dalle malefatte finanziarie (vi ricorda qualcosa?) alle risse per il cibo, senza menzionare gli attacchi alla ricchezza, l’abbandono degli sviluppi edilizi suburbani ed il ritorno forzato allo stile di vita da piccolo centro. Previsione: alto potenziale di malcontento e violenza civile “Fará male alla tua salute essere un iper consumatore ”. THE TRENDS RESEARCH INSTITUTE Gerald Celente Non è un blogger per definizione il ricercatore di trend Gerald Celente che pubblica le sue predizioni future su un giornale quadrimestrale. Nel Dicembre 2007 ha titolato “Il panico del 2008” l’articolo che recita: “banche difettose, brokeraggio in fallimento, caduta delle grandi aziende, città in bancarotta, paesi indebitati...... Quando le grandi ditte cadranno schiaccierano l’uomo della strada” il giornale è accessibile solamente per abbonati a pagamento ma Celente fa frequenti apparizioni radio che molti dei suoi fans registrano e mettono on line. Previsioni: l’attuale crisi economica sará peggiore della Grande Depressione, con un incremento di stili di vita alternativi. Prevede che ogni individuo si creerá auto stoccaggio di unitá “le persone si auto stoccheranno da sole”. Per la cronaca l’ufficio di Roubin è situato nello stesso palazzo della Manhattan Mini Storage facility. Coincidenza? A voi la decisione. SPEAKING TRUTH TO POWER Carolyn Baker Previsoni: “Non sará come cadere da una scogliera ma una lenta discesa con punti di rovesciata. Ci saranno differenti tipi di Katrina, crisi economiche, disastri naturali e scambi nucleari, ma spero vivamente di non aver ragione su quest’ultimo punto” continua su .....http://www.comedonchi... |
| lucy cassini | |
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La gerontocrazia avanza, pure nei giornali - 1/04/09
![]() di Marco Cobianchi – da «E polis» Se è vero che il ceto politico dal 1994 (data della discesa in campo di Silvio Berlusconi) non ha prodotto un solo nuovo leader in entrambi gli schieramenti (Franceschini capo del centrosinistra è una parentesi più corta di questa che lo contiene), è anche vero che dal 1997, data della nomina di Ferruccio De Bortoli al Corriere della Sera, due grandi quotidiani italiani (Il Sole 24Ore e Il Corriere della Sera) non hanno prodotto un solo nuovo direttore (Stefano Folli in via Solferino è stata una parentesi ancora più corta). E il terzo, La Repubblica, è guidato dallo stesso direttore dal 1996. Forse non è che c’è qualche cosa che non va solo nella politica italiana, c’è molto che non funziona anche nella società e nelle “agenzie culturali” che dovrebbero interpretarla. La società, la politica, i giornali non riescono (che noia ripeterlo ogni volta) a rinnovarsi e a trovare al suo interno una leadership nuova, fresca, interessante. Viene addirittura da pensare che il giornalismo sia il fedele specchio della società italiana e dei gerontocrati che la governano e non tanto la politica, che vi si adegua in modo osmotico. O, forse ancora meglio, è chiaro che politica e grandi giornali sono retti dalle stesse identiche logiche, ossia la conservazione del presente, la gestione dell’ordinario, la trasmissione dell’immobilismo. Poi, certo, quando politica e giornalismo si trovano ad affrontare delle emergenze le affrontano come possono, ma l’emergenza (economia per la politica e di riduzione dei costi per il mondo dei giornali) è passeggera, non rivoluziona nulla. È l’ordinario quello che conta. Peccato. Gli azionisti de Il Sole24Ore e Il Corriere della Sera hanno avuto l’opportunità di mettere in pratica la teoria (giusta) in base alla quale è proprio nei momenti di crisi che si possono compiere le svolte più coraggiose. Sono i momenti di emergenza che nascondono le opportunità di cambiamento migliori. Solo che, evidentemente, il cambiamento va bene, ma se lo compiono gli altri è meglio. Ovvio che se poi un giovane quarantenne (solo in Italia un quarantenne è considerato giovane) scala i gradini del potere quegli stessi giornali totalmente incapaci di rinnovarsi si chiedono come abbia fatto. Non riescono a concepire un outsider nei circoli che contano e, invece di congratularsi, gli fanno la festa. In quell’altro senso. http://www.megachip.i... |
| lucy cassini | |
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Armi tricolore in giro per il mondo: serve una nuova trasparenza!
Armi italiane per oltre 3 miliardi di euro: le autorizzazioni all’esportazione del 2008 fissano un nuovo record Fonte: Rete Italiana per il Disarmo - 01 aprile 2009 ![]() Confermando un andamento di crescita già evidente negli ultimi anni, nel corso del 2008 il Governo Italiano ha rilasciato (secondo i dettami della legge 185/90 sull’export militare) autorizzazioni definitive alla vendita all’estero per oltre 3 miliardi di euro. Il superamento di tale limite (che l’anno scorso si attestava sui 2,6 miliardi di euro) è frutto soprattutto della grande crescita di numero delle autorizzazioni, passate complessivamente da 1391 a 1880. I dati si evincono dal “Rapporto del Presidente del Consiglio sui lineamenti di Politica del Governo sull’esportazione e il transito di materiale d’armamento”, il documento che da qualche anno introduce i corposi dati che la Relazione annuale al Parlamento prevede secondo la legge. L’aumento in esso esplicitato arriva in termini assoluti a quasi il 30% rispetto al 2007, confermando le parole del Rapporto stesso che, con qualche soddisfazione, riporta come “L’industria italiana per la difesa ha, quindi, consolidato e incrementato la propria presenza sul mercato globale dei materiali per la sicurezza e difesa, confermandosi un competitivo integratore di sistemi, capace di affermarsi in mercati tecnologicamente all’avanguardia”. Un totale di 2,7 miliardi è relativo ai programmi intergovernativi (aumentati per quasi 900 milioni) cioè quei progetti di sviluppo di armamenti condotto congiuntamente e direttamente dagli Stati. Anche però non considerando queste autorizzazioni, che servono principalmente all’approvvigionamento diretto dei Governi, va notato come rispetto al 2007 ci sia stato un incremento “netto” di autorizzazioni pari al 28,5% contro una crescita di meno del 10% per l’anno precedente. Un dato che preoccupa la Rete perchè è in particolare in questa fetta di autorizzazioni fuori dalle produzioni dirette degli Stati che si annidano le consegne più problematiche. Nel 2008 sono poi state effettuate consegne, autorizzate quindi in passato, per circa 1,8 miliardi di euro. Riguardo ai paesi destinatari degli armamenti italiani, in testa alla classifica per il 2008 troviamo la Turchia che da sola (grazie alla vendita di elicotteri che il Governo Turco considera “da combattimento”) raggiunge più di un terzo delle esportazioni italiane. Un paese di certo problematico e nel quale il conflitto continuo nelle aree curde aveva spinto anche Rete Disarmo a chiedere la sospensione delle forniture militari. In generale i paesi del Sud del Mondo sono stati autorizzati a ricevere circa il 30% delle armi autorizzate nel 2008, e tra essi troviamo situazioni complicate come quella della Libia (93 milioni soprattutto per elicotteri) e dell’Algeria (77 milioni sempre per elicotteri) oltre che Nigeria, Venezuela, Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati Arabi. Come al solito, e in contrasto con i dettami della legge che vietano le forniture a paesi in conflitto, troviamo anche per il 2008 vendite autorizzate al Pakistan (30 milioni) e all’India che con 173 milioni arriva a quasi il 6% dell’intero export. Si conferma invece, come negli ultimi anni, l’uscita progressiva della Cina (posta sotto embargo dall’UE) dai destinatari di armi italiane. Il quadro esposto spinge la Rete Italiana per il Disarmo, che ha il proprio ruolo principale nel coordinamento degli organismi attivi sul controllo degli armamenti, a chiedere nuovamente e con forza una maggiore trasparenza su tutto quanto riguarda la vendita delle armi italiane. Le nuove indicazioni politiche e giuridiche che arrivano dall’ambito europeo, il costante aumento delle esportazioni, la problematicità di molti paesi destinatari ci spingono a richiedere al Governo Italiano (come da noi espresso in un recente incontro con l’ufficio del Consigliere Militare di Palazzo Chigi) la possibilità di un incontro a più livelli (politico e tecnico) per discutere i dati del Rapporto e della Relazione. La Rete lancia inoltre un appello affinché sia il Parlamento il luogo principalmente deputato a ragionare politicamente su quanto i dati riportano. Ciò è iniziato ad avvenire negli anni recenti con qualche discussione nelle commissioni competenti, ma la Rete Italiana per il Disarmo chiede soprattutto l’approdo in aula e la votazione esplicita su un tema così delicato come quello dell’export militare. In tal senso la Rete apprezza gli sforzi compiuti negli ultimi anni dalla Presidenza del Consiglio per migliorare l’accesso ai dati annuali e le intenzioni di ascolto nuovamente espresse nel Rapporto. Proprio legandoci alla frase in esso presente in cui si afferma che “Verrà, infine, posto ogni sforzo per continuare il dialogo con i rappresentanti delle Organizzazioni Non Governative (ONG) interessate al controllo delle esportazioni e dei trasferimenti dei materiali d’armamento, con la finalità di favorire una più puntuale e trasparente informazione nei temi d’interesse" chiediamo quindi che il Governo si faccia promotore di un percorso di confronto con il Parlamento e la Società Civile. Su questo ambito di apertura dei dati al pubblico va però registrata l’assenza dal rapporto della tabella riassuntiva delle banche che forniscono appoggio ai trasferimenti di pagamento delle vendite armiere che nel 2008 hanno raggiunto i 3,7 miliardi di euro (composti da tranche o saldi di autorizzazioni degli anni precedenti). La Rete Italiana per il Disarmo e la Campagna di pressione alle “banche armate” avevano già denunciato la sparizione dalla Relazione dello scorso anno della tabella di dettaglio delle operazioni bancarie di appoggio all’export militare (che probabilmente mancherà anche in questa Relazione) e sicuramente l’assenza della tabella riassuntiva dal Rapporto introduttivo 2008, una tabella in passato sempre presente, non fa che confermare l’allarme preventivo per una trasparenza che non si può assolutamente perdere in un ambito delicato come questo. Un segnale che, forse, la lobby dell’opacità e della conservazione degli interessi ha “armi” più efficaci della pressione delle organizzazioni della società civile verso una conoscenza chiara e trasparente dei dati dell’export militare italiano. http://www.peacelink.... |
| lucy cassini | |
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E' iniziato il Nuovo Rinascimento
Inviato da Redazione il 1/4/2009 ![]() Molti indizi suggeriscono che sia ormai iniziata la terza fase nell’evoluzione della fondamentale figura del debunker nel dibattito in Internet. Dopo Arcadia e Medioevo, ora tocca al Rinascimento. La prima fase ha avuto luogo approssimatamente dal 2002 al 2004, la seconda dal 2005 al 2008, la terza è appena cominciata, con l'avvento del 2009. (A chi non avesse ben chiara la definizione di “debunker” consigliamo di riguardarla, prima di proseguire, nel suo stesso interesse. Si trova in coda all’articolo). Per quanto Internet esistesse già da tempo (il cosiddeto Pleistocene), è stato indubbiamente l’11 settembre a trasformare la rete nel campo di battaglia globale che oggi conosciamo, dove si dibattono ormai tutti i più importanti argomenti che riguardano l’umanità. Falso terrorismo, scie chimiche, revisionismo storico, finanza internazionale, bugie mediatiche, poteri occulti, mafia medica, ecc. sono diventati tutti argomenti di scontro frontale fra chi trova ingiuste certe situazioni e chi invece vuole che restino immutate. Nei primi anni, con l’insorgere di queste problematiche, il debunker visse un periodo relativamente sereno – detto appunto Arcadia – nel quale gli bastava bighellonare allegro per la rete, buttando ogni tanto quà e là un “ma non diciamo stupidaggini!”. (Corrisponde alla prima fase descritta da Schopenhauer nel comportamento della società di fronte a una scomoda novità: il dileggio). Ma presto gli stessi debunker si resero conto che si trattava di problemi molto complessi e variegati, e dovettero organizzarsi seriamente per tenere a bada questo dilagare improvviso di ideologia destabilizzante. Iniziarono così gli anni bui del medioevo, dove il sangue scorse a fiumi, le bestemmie coprirono le parole, ... ... e ogni limite di decenza morale fu calpestato, nella disperata lotta di chi sa che per sopravvivere deve riuscire comunque a tagliare una testa più dell’altro. (E’ la seconda fase di Schopenhauer, la reazione virulenta). Poi di colpo fu la calma. Affrontati in qualche modo tutti gli argomenti più importanti, esulcerato all’inverosimile ogni aspetto più recondito, ci si rese conto che ormai Internet era diventato un luogo dove chiunque può trovare il meglio del meglio, su un fronte come sull’altro, di quanto è stato prodotto nel corso di questa lunga battaglia. Oggi non è più necessario rimettersi a discutere da zero ogni argomento del dibattito, basta confrontare le tesi già esistenti sui siti avversi, per potersi fare con serenità la propria opinione. (E’ la terza fase di Schopenhauer, l’introduzione della novità). Ecco quindi che il debunker, che fa di tutto per resistere al cambiamento, si ritrova a dover cambiare strategia. Di fronte al panorama desolante della novità, che ha ormai attestato le sue posizioni un pò dovunque, a lui non serve più convincere la gente che l’acciaio fonde a 40° sottozero, deve semplicemente evitare che troppe persone, informandosi qui e là, capiscano che non è vero. Tramonta quindi il debunker-guerriero medioevale, ormai lordo di sangue da non essere più nemmeno presentabile, e subentra il debunker-ideologico, molto più elegante e distaccato, che si presenta come il nuovo mecenate della verità in stile rinascimentale. Colto e delicato, con una approccio completamente diverso dai rudi antenati, il debunker ideologico si dedica esclusivamente ad una propaganda di ampio respiro, tesa a colpire nel suo insieme tutta l’ideologia destabilizzante, senza più sporcarsi le mani sui singoli argomenti (che fra l'altro non conosce nemmeno). Da oggi in poi lo sentirai semplicemente dire che “è stato smontato tutto”, mentre ti parlerà preoccupato di questa nuova malattia del secolo, il “complottismo”, che stranamente continua a diffondersi nonostante “non sia stato dimostrato un solo capo di accusa di una qualunque tesi complottistica”. La cosa non è affatto semplice, ovviamente, perchè ha di fronte nemici temprati dalle lunghe battaglie medioevali, che nel frattempo si sono guadagnati una reputazione non facile da scalfire al primo sparo di archibugio. Anche perchè appena si provano a sparare un pallettone vengono travolti da un fuoco di ritorno impressionante, che li obbliga a ritirate poco dignitose. Ecco allora spuntare l’arma segreta del debunker ideologico, vero e proprio Machiavelli rinascimentale. Laddove non sia possibile battere l’avversario sul campo, e sia necessario riconoscere le sue indubbie capacità critiche, si può sempre suggerire che queste capacità vengano usate a discapito del lettore stesso. Si suggerisce cioè - prima subdolamente, poi sempre più apertamente - che costui sia un gatekeeper, ovvero un personaggio mandato dal potere per “tenere buone le masse”, portandole a pascolare su prati appetitosi ma poco pericolosi. E’ una tentazione che purtroppo inizia a manifestarsi abbastanza spesso anche su questo sito, con frasi più o meno velate che cercano di alludere al “vero” ruolo del sottoscritto nel condurre le sue battaglie quotidiane. Di certo è molto più comodo che non stare ad argomentarle il singolo tema, perchè non devi più sforzarti di ragionare all’infinito, devi solo buttare là una mezza frase ambigua e vigliacca, nella speranza che poi germogli da sola. continua su ......http://www.luogocomun... DEFINIZIONE DI DEBUNKER: Va sempre ricordato che discutere con le stesse posizioni di un debunker non significa esserlo in prima persona. Uno può essere perfettamente convinto di quello che sostiene, pur usando le stesse argomentazioni dei debunkers. Anzo, sono loro che gliele confezionano apposta. Il debunker invece è una persona che PER PRINCIPIO, SISTEMATICAMENTE E IN QUALUNQUE CASO si dedica a smontare tesi contrarie allo status quo, che ci creda o meno. Trattasi, in utima analisi, di buonafede e di malafede. Un altro modo per individuarlo è quello di osservare la cura e l’attenzione che il debunker dedica allo smontaggio DELLE PERSONE, invece di dedicarsi esclusivamente agli argomenti trattati. Uno che discuta in buona fede potrà trovarsi d’accordo o meno con l’altro sull’argomento specifico, ma non gli verrà mai in mente di attaccarlo personalmente, in modo complessivo e radicale, perchè non ha alcun interesse a farlo. A lui interessa solo capire. Mentre il debunker ha già capito tutto, e mira proprio a screditare la persona, perchè vorrebbe screditare in quel modo tutto il suo operato.[/b] |
| lucy cassini | |
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Padania history X di Leonardo Bianchi (harlot) postato alle 10:30 del 1 aprile 2009 i ![]() Le frasi che trovate virgolettate nell’articolo qui sotto sono tutte autentiche, e fanno parte di un discorso realmente pronunciato in pubblico. E’ quello del vicesindaco leghista di Treviso, Giancarlo Gentilini, che potete trovare in versione integrale su La Tribuna di Treviso. Caro Druido, Ho appena sognato una cosa terribile! Ho sognato che ero a Roma e che le sue mura mi cingevano e mi stritolavano e non riuscivo a respirare, e i suoi Ladroni mi stavano mettendo il cuscino sulla faccia per uccidermi definitivamente, ma per fortuna era solo un incubo! Quando mi sono risvegliato, tutto sudato, ho preso il libro che è sempre sul mio comodino e che porto sempre con me perché è la mia guida di vita e spirituale, il “Vangelo secondo Gentilini” e mi sono subito tranquillizzato. Così recita Gent, 1.1: La Lega si è svegliataaaaaa! Le mura di Roma stanno crollando sotto i colpi di maglio della Lega. La mia parola è rivoluzione. Questo è il Vangelo Secondo Gentilini, il decalogo del primo sindaco sceriffo. Visto, le mura di Roma stanno crollando e non c’è nulla da temere!! Ora posso tornare a letto felice e pronto per la giornata di domani nella mia dolce Padania! Caro Druido, Questa mattina stavo camminando per strada quando ho visto un extracomunitario illegale clandestino negro che attraversava il marciapiede insieme a me. Non ti sembra una cosa gravissima? Da quando in qua gli extracomunitari hanno gli stessi diritti dei padani ed eventualmente degli esseri umani? Ma dove finirà il mondo senza la certezza della xenofobia? E c’è di più! Non solo il negro, ma mi sono dovuto sorbire una famiglia rom al completo, appena passata la strada, con i loro stracci lerci, i loro denti neri e marci e cariati e i loro bambinacci che sicuramente andranno a rubare perché è connaturato al loro DNA! Sai, ero proprio spaesato e non sapevo dove e a chi rivolgermi, in un primo momento, anche se sapevo di avere la risposta pronta e a portata di mano, il paragrafo Gent, 1.2: Voglio la rivoluzione contro i clandestini. Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari. Io ne ho distrutti due a Treviso. E adesso non ce n’è più neanche uno. Voglio eliminare i bambini che vanno a rubare agli anzianiiiiii. Se Maroni ha detto tolleranza zero, io voglio la tolleranza doppio zero. E io voglio la tolleranza triplo zero, quadro zero, quinto zero!!1!1 Caro Druido, La mia giornata è sempre più allucinante e preoccupante. Ero al bar che mangiavo un panino dopo aver pitturato il negozio della mia ditta romena che assume praticamente solo extracomunitari - ma loro vanno bene perché lavorano e pagano le tasse e aiutano i vecchi ad attraversare la strada e mi passano lo spinello quando stacchiamo dal lavoro - e insomma, ero al bar e purtroppo ho dovuto guardare il telegiornale perché non c’era altro da fare. È stato orribile! Dicevano che la Lega era brutta, cattiva, che ce l’aveva con i diversi e i deboli e gli emarginati e che ormai stava scivolando sempre di più verso il fascismo. Io ho gridato: “Beh che c’è di male in questo?” E ho recitato ad altissima voce il passo Gent, 1.3: Voglio la rivoluzione contro le televisioni e i giornali che infangano la Lega. Prenderò dei turaccioli per ficcarli in bocca e su per il culo a quei giornalisti. Non li voglio più vedere! Poi ho stappato una bottiglia che ho rubato preso in prestito dal banco, l’ho stappata e ho cercato di infilare il turacciolo nel culo del giornalista alla televisione ma non ci sono riuscito, che peccato! Mi sapresti dire perché? È colpa dei terroni? Eh? continua su ......http://www.giornalett... |
| lucy cassini | |
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Migranti. La storia di Kante, denunciata durante il parto
Mercoledì 01 Aprile 2009 15:55 ![]() di Tommaso Vaccaro Chi meglio di Kante è in grado di raccontare la trasformazione identitaria in atto nel nostro Paese? Lei, 25 anni e proveniente dalla Costa d’Avorio. Il suo piccolo, Abu, nato soltanto da qualche giorno nell’ospedale ‘Fatebenefratelli’ di Napoli. E’ nel pieno delle doglie che Kante viene segnalata alle forze dell’ordine, dallo stesso personale sanitario della struttura, come presunta immigrata clandestina. Un caso, questo, che racconta, forse più di ogni altro, come la deriva razzista di quello che un tempo veniva chiamato il ‘Bel Paese’, non risieda soltanto nei decreti del Governo in carica, ma in un clima più generale di “caccia al nemico straniero”. Un vento di xenofobia che penetra persino nei gangli più delicati della nostra società, quelli che dovrebbero occuparsi della salute dei cittadini. Nel giorno della nascita di Abu, il 5 marzo scorso, per Kante ed il suo compagno arriva l’ennesimo sopruso in una vita di violenze subite. Giunti in ospedale “ci hanno chiesto i documenti, ma non gli è bastata la fotocopia del passaporto. Non gli è piaciuta la richiesta di soggiorno ormai scaduta”. Il fax indirizzato alla polizia di Posillipo, parte quando ancora la giovane donna è nel pieno del travaglio. Con la segnalazione viene chiesto “un urgente interessamento per l´identificazione di una signora di Costa d´Avorio”. Un atto di adempimento ad un norma non ancora in vigore, quella voluta dalla Lega nel pacchetto sicurezza, che obbliga i medici a denunciare i pazienti “clandestini”. Si tratta di un caso, denuncia l´avvocato napoletano di Kante, Liana Nesta, in cui c’è “un medico o un assistente sociale più realista del re che ha messo in pratica una legge non ancora approvata dagli organi della Repubblica”. Per l’avvocato Nesta: “Siamo di fronte a un´iniziativa senza precedenti. Non è mai accaduto che una donna extracomunitaria, che si presenta al pronto soccorso con le doglie, ormai prossima al parto, venga segnalata per l´identificazione”. Ma nel frattempo il piccolo Abu viene al mondo, inconsapevole del fatto che i suoi primi giorni di vita dovrà trascorrerli lontano dalla madre. Il bambino sarà, infatti, tenuto separato da Kante per almeno 10 giorni, fino a quando cioè la Questura non comunicherà all’ospedale l’identità della donna. Neppure il padre di Abu, anche lui originario della Costa Avorio, otterrà le dimissioni del figlio perché, racconta, “al momento del parto non ero presente e quindi il piccino è stato registrato con il nome della madre. D’altra parte – aggiunge l’uomo – anche io sono senza permesso di soggiorno, in attesa che venga accolta la mia richiesta d’asilo politico”. La giovane coppia si trova, infatti, sprovvista di documenti perché è in attesa che gli venga convalidato lo status di rifugiati. Due vite, due odissee, quelle di Kante e del suo compagno Traore Seydou. Lei giunge in Italia nel 2007 dopo essere scappata da una guerra che gli ha portato via il marito. “L’ho visto morire dinanzi ai miei occhi – racconta – L'ho visto uccidere. A stento sono riuscita a sottrarmi ai miliziani che volevano portarmi via, sequestrarmi. E sono fuggita dalla guerra civile”. Per questo, aggiunge, “ho chiesto asilo politico qui in Italia, ma sono ancora senza documenti” perché richiesta viene negata per due volte. E poco importa se il Tribunale di Roma deve ancora prendere in esame il ricorso presentato contro l’ultima bocciatura, perché ad oggi Kante è niente di più che una immigrata clandestina. Una cittadina di “secondo livello” che gode di un numero limitato di diritti. A quanto pare, nemmeno del diritto alla salute propria e del figlio appena nato. http://www.dazebao.or... |
| lucy cassini | |
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LO SAPEVATE CHE NEGLI USA CI SONO PIU' DI 800 CAMPI DI CONCENTRAMENTO?
![]() A CURA DI BOLPRESS – INSURGENTE Questa non è fantascienza. Negli Stati Uniti sono stati costruiti più di 800 campi di concentramento tutti pienamente operativi e pronti a ricevere i detenuti. Seguendo lo stesso percorso adottato da Hitler, i vari governi degli Stati Uniti grazie all’inestimabile aiuto dei clan delle corporations, hanno costruito più di 800 campi di detenzione (alcuni dei quali equipaggiati con speciali installazioni per possibili cremazioni) in tutto il territorio degli Stati Uniti, e fuori da esso. Questo è quello che la società multinazionale incaricata della costruzione, la Halliburton, pubblica sulla sua pagina web insieme al dato dei profitti derivanti dall’incarico. Le installazioni sono provviste di ferrovia, strade che portano da e per i centri di detenzione, alcuni sono collegati ad aeroporti. Come Auschwitz, alcuni campi sono provvisti di edifici ermetici e forni. La maggior parte dei campi hanno una capacità di accoglienza di 20.000 detenuti. Attualmente, il più grande è quello nelle vicinanze della cittá di Fairbanks, Alaska. Questa installazione chiamata di “salute mentale”, può ospitare migliaia di persone. Perchè queste disposizioni entrino in vigore serve solo un decreto presidenziale e l'elenco dei nomi firmato dal Procuratore Generale degli Stati Uniti. Il Programma REX 84 [vedi anche qui N.d.r.] venne promulgato ipotizzando un esodo massiccio di persone al confine tra USA e Messico; questi stranieri illegali verrebbero isolati ed inviati ai centri di detenzione FEMA. REX 84 prevede che le basi militari, in caso di bisogno, possano essere convertite in prigioni. Due sotto-programmi - “Operation Cable Splicer” e “Garden Plot” – riguardano, il primo, il rimpiazzo delle autoritá statali civili con il governo federale e, il secondo, il controllo della popolazione. La FEMA dirigerà le operazioni. I campi di detenzione dispongono di installazioni ferroviarie, strade, aeroporti o si trovano vicino ad aeroporti. Qualcuno di essi può arrivare a contenere fino a 20.000 persone. Il più grande si trova vicino a Fairbanks, Alaska. Si tratta di un’imponente struttura sanitaria psichiatrica che pùo contenere fino a 2 milioni di persone. Bisogna segnalare che tutto ebbe origine circa 30 anni fa’. Doveva servire ad affrontare stati “d’emergenza” provocati da catastrofi naturali o guerre; tutto ciò che si richiede per l’attivazione di uno stato marziale è la firma presidenziale. Questo decreto autorizza il governo, fra le altre cose, a: controllare tutti i mezzi di trasporto, autostrade, porti lacustri, fluviali e di mare, incluse imbarcazioni e veicoli; censurare i mezzi di comunicazione: controllare le fonti e distribuzione di energia; espropriare la produzione e la distribuzione di alimenti, incluse le fattorie familiari; mobilitare la popolazione civile per organizzare brigate di lavoro; assumere il controllo di centri di salute, educativi e per il benessere sociale; instaurare un sistema di identificazione nazionale; espropriare veicoli aerei, inclusi quelli stranieri, e controllare tutte le operazioni aeroportuali; possibilità di ordinare l’abbondono di aree e la riubicazione di comunità; Una volta che la FEMA (l'Agenzia Federale che gestisce le emergenze) abbia posto in marcia il piano di emergenza, il congresso non avrà tutela né controllo sugli ordini dell’Esecutivo per un periodo di sei mesi. continua su ......http://www.comedonchi... |
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Al Parlamento Europeo ieri c'erano tante facce pulite, di ragazzi e ragazze italiani che vivono a Bruxelles e che erano presenti insieme ai deputati. Hanno ascoltato il mio intervento sulla Borsa italiana, l'avvocato Roberto Vassalle sulle truffe bancarie e l'economista Loretta Napoleoni sul riciclaggio del denaro mafioso in Europa. Interventi che pubblicherò sul blog a partire da oggi. Ringrazio l'eurodeputata Monica Frassoni per l'invito e l'organizzazione. Ho parlato con alcuni ragazzi in sala. La sensazione che mi hanno trasmesso è stata di rabbia e di sconforto. Uno di loro mi ha detto: "Una volta ci deridevano con: 'Italia-spaghetti-mafia-mandolino', ora sono più sintetici ci apostrofano con: 'Italia-Berlusconi'. Il danno di immagine dell'Italia all'estero era negli occhi dei giovani di Bruxelles. Nessuno di quelli che ho conosciuto tornerà indietro se non cambieranno le cose, la politica, le mummie che occupano le istituzioni. Sono preoccupati da chi sarà eletto al Parlamento europeo a giugno. Essere sputtanati per quello che succede nel proprio Paese è già pesante, ma essere sputtanati sul posto è intollerabile. Il club dei mostri, degli indagati, degli incapaci sta per approdare in Belgio. Mastella, Bassolino, Nino Strano che mangiava la mortadella in Parlamento, la Zanicchi, perfino una letteronza di 28 anni. Poveri ragazzi, non li lasciano in pace neppure a Bruxelles. Incontrare il ceppalonico a passeggio per le strade o Bassolino, detto o' malamente, vicino a un cestino della spazzatura li farà sentire a casa. I giornali internazionali ci prendono per i fondelli, il nostro capocomico, lo psiconano è il più grande buffone-premier della Storia Moderna. A Bruxelles devono andare persone per bene, di cui essere orgogliosi. Durante il mio discorso ne ho suggerite due: Sonia Alfano e Luigi De Magistris. In Europa potranno fare uno splendido lavoro. Sonia Alfano può fermare il contagio dei capitali mafiosi in Europa che sembra inarrestabile con l'estensione del reato di associazione mafiosa ai Paesi comunitari. Luigi De Magistris ha tutte le conoscenze per evitare che miliardi di euro di finanziamenti europei siano destinati in Italia alla criminalità organizzata e a politici collusi. Tieni pulita Bruxelles, vota persone puli Edited by Mauro Torta Italiano all'estero on Apr 2, 2009 4:18 PM |
| italianiallestero.... | |
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Ilaria D'Amico, Fabio Fazio e Pippo Baudo hanno una caratteristica in comune: la dissociazione. E' una qualità necessaria per non perdere il posto di lavoro in televisione. Si dissociano ogni volta che i loro ospiti dicono la verità. Ho accettato di intervenire a Exit dalle 21.35 alle 22. E così ho fatto, forse ho sforato anche di qualche minuto. Nessuno mi ha pagato per la mia presenza. Ho chiesto solo di non proporre la pubblicità prima del collegamento. Ma così non è stato. Non ho promesso a nessuno di fermarmi per un contraddittorio. La dissociata D'Amico ha preso la pippite da Baudo che si scusò con Craxi. Ha imitato lo stuoino Fazio che si umiliò in diretta con Schifani dopo l'intervista a Travaglio. "Sono molto rammaricata e desidero scusarmi con tutti gli spettatori, con La7, con l'Editore Telecom Italia Media, con le tutte persone citate e con gli ospiti in studio", ha detto. Spero che questa posizione alla Monica Lewinski consenta alla D'Amico di non essere licenziata. Non me lo perdonerei mai. Ilaria si scusa con tutti e con "le persone citate" che non ha neppure il coraggio di citare. Tutti i media hanno parlato della fuga di Grillo (da chi? Da Tabacci o da Urso, le salme di seconda fila della politica?). Nessuno ha riportato i nomi delle "persone citate". Gli innominabili. La Repubblica di ieri, in un trafiletto, ha scritto di un violentissimo attacco di Grillo. Senza specificare contro chi, perché, con riferimento a quali fatti. Nel programma ho nominato i campioni dell'economia italiana. I Manager Wanted. Colaninno, Geronzi, Ligresti, Scaroni. Tutta gente con precedenti giudiziari e al vertice del sistema industriale e bancario. Ho nominato il tronchetto dell'infelicità come esempio dello scandalo delle stock option e delle buonuscite date a chi ha distrutto la società. A chi ha contribuito al licenziamento di migliaia di persone. Li avete letti o sentiti i nomi dei Manager Wanted sui giornali e sulle televisioni? Tutti a parlare della fuga di Grillo, della maleducazione di Grillo, della incapacità di Grillo a sostenere un confronto. Prima di Exit sono stato al Parlamento Europeo a denunciare lo stato della Borsa italiana, le truffe ai danni dei piccoli azionisti, con dati, esempi, nomi e anche cognomi. La sala era piena. Ho risposto a tutte le domande del presenti. Qualcuno dei media nazionali ne ha accennato? L'Italia è un Paese dissociato dalla verità perché informato da giornalisti dissociati. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure. Edited by italianiallestero.TV on Apr 3, 2009 5:52 PM |