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OGGI NOTIZIE

lucy cassini
Posted Feb 14, 2009 5:24 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 625

13.02.2009

Sciopero generale: 700000 in piazza. La Cgil vince la scommessa. (Quasi) assente il Pd
precariato sociale

Tute blu e lavoratori pubblici insieme per lo sciopero generale organizzato da Fiom e FP contro la politica economica del governo. Tre cortei attraversano la capitale.
Scontati gli attacchi dell'articolata controparte padronale e governativa. Berlusconi la prende larga: "Siamo preoccupati, la crisi ha dimensioni non definite". Sacconi attacca: "Lo sciopero è un errore costoso, la Cgil è isolata". Polemica a distanza Epifani-Bonanni sulle fratture nel sindacato. Per il Pd non c'è adesione ufficiale.

Le parole d'ordine del corteo: “No all’accordo separato per il rinnovo del contratto nazionale e no alle politiche di governo e Confindustria, che scaricano i costi della crisi su lavoratori e lavoratrici”; e ancora, "la dignità del lavoro è un bene pubblico, basta precarietà, più salario, più diritti e legalità": sono queste le parole d'ordine della protesta, a cui hanno aderito anche gli studenti universitari dell'Onda, il Forum italiano dei movimenti per l'acqua, la Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro, l'Anpi, Attac Italia, e alcuni partiti ormai dell'area extra-parlamentare. Le prime note dalla Fp-Cgil parlano di oltre 700 mila persone in piazza.

Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, ha detto che sono necessari "interventi di emergenza sociale, perché dilagano la cassa integrazione e la chiusura delle fabbriche, mentre aumentano la disperazione e l'esasperazione. "Serve un intervento del governo e un atteggiamento della Confindustria che permetta di estendere gli ammortizzatori sociali a tutti e garantire la continuità dei rapporti di lavoro precari". Il diritto di sciopero "non può essere attaccato" ha aggiunto Carlo Podda, segretario generale Fp-Cgil, riferendosi al progetto dell'esecutivo di intervenire sulla regolamentazione delle norme per le astensioni dal lavoro. "L'attacco alla democrazia sindacale di solito precede di poco l'attacco alla democrazia generale del Paese” ha precisato poi lo stesso Podda.

Nella difficoltà del momento, la riuscita della manifestazione segna comunque un momento di respiro per la Cgil, da oltre un anno sotto l'attacco incrociato di Confindustria, governo ed ex-alleati di cisl e uil (sempre più espliciti sindacati gialli) che sono comunque ridimensionati del loro potere, perlomeno sul piano politico pubblico. Le titubanze del Pd hanno diretto rapporto con il comportamento di questi pezzi confederali che ambiscono a giocare per il Pd il ruolo che la Cgil giocò per il Pci prima e i Ds dopo.

Gli studenti delle superiori: "Non sulla nostra pelle"
"Non sulla nostra pelle". Con questo slogan una delegazione di studenti delle scuole superiori venuti da tutta Italia ha indossato dei cartelloni che raffigurano un corpo nudo con sopra le scritte "razzismo", "tagli alla scuola", "precarietà", "cinque in condotta", "omofobia", tutte contrassegnate da uno zero. "Siamo in piazza a fianco dei lavoratori perché rappresentiamo il loro futuro, abbiamo intenzione di riprendere una primavera di contestazione".


http://www.infoaut.or...
Mauro Torta Italia...
Posted Feb 14, 2009 2:50 PM
ital.allestero
Paris, FR
Post #: 3,728
14 Febbraio 2009

L'importanza di chiamarsi Ugo




Il nome Ugo offre molti vantaggi per chi lo porta, ma ancora di più per chi lo pronuncia. Ugo si dice in meno di un secondo. Ideale per dare ordini, ottimo per un richiamo. Il nome perfetto per il figlio del commercialista di Berlusconi. Un nome che, se portato da uno che si chiama Cappellacci, è come un prestanome. Lo psiconano sta facendo campagna elettorale in Sardegna con le risorse dello Stato. Non si era mai visto un capo di governo fare il piazzista dei suoi dipendenti invece di occuparsi dei problemi del Paese per cui è pagato. E' più in Sardegna che a Roma.
Il dipendente sardo Ugo Cappellacci viene trattato da stuoino. Ieri a Cagliari, dal palco, lo psiconano ha richiamato Ugo: "Ugo... non darti troppe arie, perché qui ti abbiamo portato noi!". Poi, sopreso che Ugo volesse anche parlare, gli ha detto, da padrone piduista a schiavo isolano: "Quante volte ti devo dire che quando io sono qui, tu devi stare giù?".
Lo psiconano ha promesso l'attivazione di opere pubbliche "finanziabili già ora" per ottenere i voti dei sardi. Questo per me è un reato. Promettere risorse dello Stato, forte della propria carica di presidente del Consiglio, per favorire un partito politico è un illecito, è voto di scambio aggravato dall'importanza del ruolo istituzionale.
Berlusconi contro tutti con le risorse di noi tutti. Usa lo Stato per fare campagna elettorale com se fosse di sua proprietà, "Cosa Loro". Lo fa per istinto di sopravvivenza. Ma quanto può durare se perde in Sardegna?
Fortza Paris! http://www.beppegrill...
lucy cassini
Posted Feb 14, 2009 3:19 PM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 646
Ma...il contratto in Sardegna l'ha fatto come il suo candidato a Udine?.....



iciano
Posted Feb 14, 2009 3:22 PM
user 5001513
Forlì, FC
Post #: 1,640
oggi...14 febbraio San Consumino

martire del bankomat



kirieleison by iciano


Mauro Torta Italia...
Posted Feb 15, 2009 4:47 PM
ital.allestero
Paris, FR
Post #: 3,780
oggi...14 febbraio San Consumino
martire del bankomat
kirieleison by iciano


15 Febbraio 2009 - BeppeGrillo.IT



Tremorti è in giro per l’Europa a parlare di Nuovo Ordine Mondiale.
Lo psiconano inizia a nutrire qualche preoccupazione per l’economia.
La Marcegaglia degli inceneritori annuncia un rischio povertà. L’Italia produce sempre meno, - 0,9% il PIL nel 2008.
L’Italia si indebita sempre di più, il debito pubblico è di quasi 1.700 miliardi di euro.
Dall’inizio dell’anno centinaia di migliaia di precari hanno perso il lavoro in silenzio. Tecnicamente non erano dipendenti, ma lavoratori a progetto.
Terminato il finto lavoro a progetto, in realtà un vero lavoro continuativo, tutti a casa senza nessun paracadute sociale grazie alla legge Maroni intestata a Biagi.
Il precario del 2007 è diventato il non licenziato del 2009.
Nè vivo, nè morto, uno zombie sociale.
Le fabbriche chiudono senza sosta nell’indifferenza dell’informazione.
Dei manifestanti non si occupa la solidarietà pubblica.
Il manganello della Polizia arriva invece implacabile sul cranio del cassintegrato, del disoccupato, del padre di famiglia che alza la voce.
Gli stabilimenti Fiat di Pomigliano D’Arco hanno funzionato solo per poche settimane dall’agosto 2008, sono a rischio chiusura.
La protesta è finita a mazziate la scorsa settimana sull’autostrada.
Non è l’unica, sono decine, note però solo ai mazziati e ai mazzolatori.
I lavoratori dell’INNSE, fabbrica chiusa dopo decenni, sono stati caricati il 9 febbraio a Milano.
Un militare per ogni bella ragazza e un celerino per ogni operaio disoccupato.
Ormai parlare degli zoccoli dei bisonti è riduttivo.
Ogni giorno mi arrivano appelli di lavoratori di aziende che chiudono da ogni parte d’Italia.
Testa d’Asfalto si preoccupa delle intercettazioni e di fare propaganda elettorale in Sardegna mentre l’Italia affonda.
Le isole di disoccupazione sono ancora a macchia di leopardo, ma entro giugno si salderanno tra loro.
I celerini non basteranno, bisognerà chiedere aiuto ai caschi blu.
A inizio gennaio il PIL per quest’anno era -1%, dopo poche settimane siamo arrivati a previsioni di -3%.
Il gettito fiscale diminuirà per l’effetto combinato di chiusura delle fabbriche e della caduta dei consumi.
L’ultimo salvagente di Tremorti per continuare a pagare le pensioni e gli stipendi dei quasi quattro milioni di dipendenti pubblici sono i titoli di Stato.
Tra nuove emissioni e titoli in scadenza sono da acquisire dal mercato centinaia di miliardi di euro per coprire il debito dello Stato.
Insieme ai nostri ci saranno, però, anche migliaia di miliardi di euro di titoli messi in vendita dagli altri Stati.
Che sono meno indebitati di noi e senza rischio default.
Tremorti è ormai in pieno delirio.
Se lo intervisti fugge.
Quando parla da solo nomina il Nuovo Ordina Mondiale. Se non sarà tsunami, mi mangio il cappello.
iciano
Posted Feb 15, 2009 4:58 PM
user 5001513
Forlì, FC
Post #: 1,653
il linguaggio...di Grillo...e si mangia il cappello....

un grillo che si mangia un cappello....confused

la verità è la verità e per dirla non occorre continuare a mangiare....

e non è un caso eclatante la verità...e non è che gli altri non la sappiano...e il primo che la butta giù di là debba fare da garante per la divinità...dell'asserzione

no...??????????????????????????????????????????????????????????????????????????'

comincio a non sopportare il fiato di quelli che vogliono surrogare cio' che è spontaneo

ognuno metta la sua di rabbia...anche se è analfabeta...non fidatevi di quella degli altri

incazzatevi voi

augh
Mauro Torta Italia...
Posted Feb 16, 2009 4:38 PM
ital.allestero
Paris, FR
Post #: 3,783
smilenon ci posso credere...c'è lafrasca sveglio...

c'è gente che è su internet anche quando dorme..?biggrin...(è una battuta in generale...ma riferita)

sì comunque è una cosa che porta il condizionale più che il futuro

io credo che si autoformatteràcool

oppure? rivoluzione

BeppeGrillo.IT del 16 Febbraio 2009










Sommario della puntata:
Le leggi “ad sistemam”
Il rubinetto chiuso delle indagini
Controllarne 100 per educarne 2000
Magistrati nell'ombra
La norma in prestito dalla P2
La censura per magistrati e informazione

Testo:

"Buongiorno a tutti.
Partiamo da qua: dalla relazione della Corte dei Conti all'inaugurazione dell'anno giudiziario della giustizia amministrativa che, se siete interessati, potete trovare sul sito cortedeiconti.it.
E' una relazione agghiacciante per quanto riguarda il sistema della corruzione in Italia e per quanto riguarda gli sperperi del denaro pubblico nei settori delle consulenze, della sanità, dei rifiuti.
Si parla di enormi quantità di denaro pubblico che se ne vanno: noi continuiamo a pompare i soldi delle nostre tasse dentro un acquedotto bucato, pieno di buchi, una specie di groviera e i soldi escono a tutti i livelli senza arrivare quasi mai a destinazione.
Se voi leggete questo rapporto e poi leggete di che parlano i giornali e i politici, vi rendete conto del perché questo acquedotto, se non si cambiano radicalmente le cose, è destinato a perdere sempre più acqua e noi siamo destinati a non vedere più alcun risultato rispetto agli enormi sforzi che siamo chiamati a fare contribuendo alle spese di uno Stato che ormai non esiste più.
Perché i giornali, preso atto di quello che dice la Corte dei Conti, dovrebbero, in un paese normale e serio, registrare dichiarazioni allarmatissime dei politici e del governo ma soprattutto dell'opposizione con delle proposte concrete per tamponare questa enorme emorragia di soldi pubblici che fa dell'Italia il Paese più corrotto dell'Occidente, come ha detto anche l'ambasciatore americano Spogli lasciando l'Italia - “Paese corrotto” -, come dicono tutte le ricerche internazionali, come dice un grande giornale tedesco in questi giorni che ha definito l'Italia “stivale putrido”.
Invece, non c'è traccia anche di un minimo tentativo di rimediare a questa drammatica denuncia della Corte dei Conti, anzi si sta lavorando per praticare altri fori e voragini nell'acquedotto dei soldi nostri.
Soprattutto, si sta lavorando per cercare di impedire in tutti i modi che le forze dell'ordine e la magistratura riescano a scoprire chi pratica questi fori e chi succhia i nostri soldi dalla conduttura.

Le leggi “ad sistemam”
Qualche anno fa si parlava di leggi ad personam, si facevano le leggi ad personam e la definizione era tecnicamente perfetta, perché le leggi fatte nella legislatura 2001-2006 dal secondo governo Berlusconi erano tutte per risparmiare i processi al presidente del Consiglio e ai suoi complici.
In questa legislatura di leggi ad personam abbiamo visto il lodo Alfano – e speriamo che sia presto spazzato via essendo una porcheria incostituzionale – ma quello che stanno preparando in Parlamento con una miriade di provvedimenti, che sembrano scollegati e improvvisati, non ha più niente a che fare con la logica delle leggi ad personam.
Queste sono leggi ad sistemam, se così si può dire: sono leggi molto organiche che non puntano più a salvare Tizio o Caio dai processi ma puntano a salvare l'intero establishment, l'intera Casta... diciamo l'intera cosca, chiamiamola con il suo nome perché ormai risponde a leggi che non sono più quelle che vengono imposte a noi, quindi è una gigantesca cosca politico-finanziaria, con i finanzieri al volante e i politici a rimorchio.
E' un disegno estremamente organico e pericoloso e se voi ci fate caso – io quale esempio lo farò – è un disegno che sistema tutto, proprio nei minimi particolari, anche negli angoli, anche se non c'è un disegno di legge organico: una norma la trovate nella legge sulle intercettazioni, un'altra nel pacchetto sicurezza, un'altra nella legge sulla giustizia, altre sono già passate e non ce ne siamo neanche accorti.
Proviamo a vedere questo disegno organico che, ripeto, soddisfa ogni esigenza dei settori più putribondi della cosca.
Intanto il punto di partenza: quando un'indagine parte, quando uno di questi reati che la Corte dei Conti denuncia: un miliardo e settecento milioni all'anno di citazioni per danni erariali.
Voi capite che stiamo parlando di quasi due miliardi di euro di danni erariali scoperti, quindi immaginate quanti sono quelli da scoprire.
Chi segue il blog di Beppe Grillo sa bene, grazie a giornalisti come Ferruccio Sansa e come Menduni, lo scandalo dei gestori di slot machines che devono allo Stato una barcata di soldi che lo Stato non è riuscito o non ha voluto incassare. Stiamo parlando di quello.
Quando si scoprono questi tipi di reati? Quando le forze di Polizia mettono le mani su uno di questi scandali o, più probabilmente trattandosi di personaggi potenti legati alla politica, quando il magistrato decide di sua iniziativa di aprire l'indagine.

segue: IL RUBINETTO
Mauro Torta Italia...
Posted Feb 16, 2009 4:39 PM
ital.allestero
Paris, FR
Post #: 3,784
Il rubinetto chiuso delle indagini.
Ora, l'abbiamo già raccontato nelle scorse settimane, il magistrato di sua iniziativa non potrà più avviare nessuna indagine: il disegno del governo prevede che le indagini si possano avviare soltanto quando le forze di Polizia le attivano. Dato che le forze di Polizia dipendono dal governo nessun poliziotto spontaneamente, salvo sia un suicida o kamikaze, si prenderà più la responsabilità e la briga di avviare un'indagine su un suo superiore, collega o politico da cui dipende la sua carriera.
Si inserisce un filtro nel rubinetto per bloccare alla fonte certi tipi di indagine e non farle più arrivare a valle sul tavolo del magistrato e poi del giudice che giudica. Tutto rimane com'è, tutti rimangono indipendenti, sia il PM, sia il GIP, sia il giudice, la Corte d'appello, la Cassazione ma tanto della loro indipendenza non se ne fanno più niente perché a monte il rubinetto ha filtrato fin dalla partenza, in modo che certe indagini sui colletti bianchi non partano più.
Questo è il primo punto.
C'è però il caso che qualche poliziotto, carabiniere, finanziere, vigile urbano, tutti quelli che possono fare l'ufficiale di Polizia giudiziaria, si imbatta in un reato e decida di non nasconderlo, di denunciarlo, di fare delle indagini a suo rischio e pericolo, coraggiosamente.
Siamo un Paese dove bisogna essere coraggiosi per fare il proprio dovere ma ci sono ancora tante persone coraggiose che fanno il proprio dovere. Negli altri Paesi ci vuole coraggio per fare i delinquenti, in Italia ci vuole coraggio per restare persone perbene ma ne abbiamo ancora, per fortuna, spesso anche nelle forze dell'ordine.
Come fare a evitare che questi onesti funzionari e servitori dello Stato portino a termine il loro lavoro? Oggi è difficile, oggi bisogna trasferirli oppure promuoverli in altra sede per mandarli via: promuoveatur ut amoveatur.
E' capitato a De Magistris: aveva un ottimo capitano dei Carabinieri, Zaccheo, e per mandarlo via hanno dovuto prima mandare via De Magistris, perché occorre il visto del magistrato per poter traferire un ufficiale di Polizia giudiziaria. Se il magistrato dice no, l'ufficiale rimane.
Anni fa si era scoperto, ascoltando mafiosi che parlavano tra di loro con le intercettazioni telefoniche a Trapani, che questi prevedevano entro poco tempo il trasferimento del capo della Mobile di Trapani, un grande poliziotto, si chiama Linares.
Contavano i giorni per il trasferimento di questo, che era diventato la loro bestia nera.
I magistrati, ascoltando i mafiosi, scoprono che i politici vogliono trasferire Linares e allora fanno un bel parere negativo in modo che non venga spostato, e Linares non viene spostato.
Stanno provvedendo a questo. Come? C'è uno degli articoli della legge sulla giustizia in discussione in Parlamento che prevede che si possano trasferire gli ufficiali e gli agenti di Polizia giudiziaria senza più il visto, il parere vincolante del magistrato.
Il magistrato dice “li voglio qua” e il governo li può trasferire lo stesso.
Risolto il problema, quindi.
Si crea un sistema per cui la Polizia non è più invogliata a portare certe notizie di reato sul potere, se poi qualche poliziotto, carabiniere o finanziere lo fa lo stesso lo si manda via e il magistrato non può più impedirlo.
Terzo: ci possono essere delle indagini nate come si vuole, gestite da un pubblico ministero giovane, uno dei tanti sostituti procuratori che costituiscono l'ossatura della magistratura in Italia.
Sono giovani, entusiasti, hanno studiato la Costituzione da poco, ci hanno creduto nella Costituzione, pensano che la legge sia uguale per tutti, conducono indagini e arrivano magari a risultati importanti.
Bene, per fare qualunque cosa dovranno ottenere il visto del loro procuratore capo: per chiedere un'intercettazione, un arresto, un rinvio a giudizio.

Mauro Torta Italia...
Posted Feb 16, 2009 4:40 PM
ital.allestero
Paris, FR
Post #: 3,738
Controllarne 100 per educarne 2000
Una volta, fino a due anni fa prima che ci toccasse la disgrazia di Mastella ministro della giustizia e prima ancora di Castelli ministro della giustizia, l'azione penale era nelle mani di ogni singolo sostituto procuratore.
Sono circa duemila: se uno apre un'indagine il suo capo non gli poteva fare niente. L'indagine non era delega dal capo al sostituto, era il sostituto titolare di quell'indagine e nessuno gliela poteva portare via, a meno che non ci fossero gravi motivi che però il suo capo doveva andare a giustificare davanti al Consiglio Superiore.
Hanno fatto la riforma dell'ordinamento giudiziario, l'ha fatta Castelli, l'ha rimaneggiata Mastella: i responsabili dell'azione penale sono diventati i capi delle procure, che sono pochissimi, circa 150.
Controllare 150 persone o una parte di essi è molto più facile che non controllare 1500-2000 pubblici ministeri.
I capi sono più anziani, stanno stare al mondo, sono gente in carriera e magari prima di chiedere l'arresto di qualcuno o l'intercettazione di qualcuno ci pensano due volte, mentre un sostituto procuratore molto spesso certi calcoli non li fa, bada soltanto al fatto che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.
Questo è stato il primo filtro, adesso abbiamo l'altro: il visto per qualunque provvedimento. Il sostituto deve continuamente andare dal suo capo e sperare che stia dalla sua parte; quante volte, in questi anni, abbiamo visto che i capi degli uffici stanno contro il magistrato e spesso stanno d'accordo con gli indagati, vedi quello che succedeva a Catanzaro con il povero De Magistris.
Questo segherà alla base un'altra serie innumerevole di possibilità di arrivare a risultati concreti perché voi sapete che, molto spesso, un'indagine va bene, spedita, fa il salto di qualità se si fanno le intercettazioni o se si arresta una persona, che quindi è più invogliata a collaborare con la giustizia che non se la lascia in libertà. Quando uno è in carcere ha tutto l'interesse a far venire meno le ragioni che l'hanno portato in carcere, quindi spesso comincia a collaborare perché così elimina alla radice il pericolo di inquinamento delle prove o il pericolo di ripetizione del reato che stanno alla base della sua carcerazione.
Mauro Torta Italia...
Posted Feb 16, 2009 4:42 PM
ital.allestero
Paris, FR
Post #: 3,786
Magistrati nell'ombra
Un'altra norma che stanno predisponendo, questo per dirvi quanto sono precisi e certosini e chirurgici questa volta, proibisce ai giornalisti di nominare il magistrato che fa le indagini.
Voi direte: sono pazzi. Sarà una vendetta nei confronti dei magistrati per evitare che si mettano in mostra, per evitare i malati di protagonismo.
Assolutamente no, è una norma perfetta nel disegno che dicevamo: se il magistrato viene sabotato dai suoi capi o viene perseguitato dai politici – interrogazioni parlamentari, ispezioni ministeriali – o viene boicottato dai suoi colleghi, o viene isolato, chiamato o trasferito dal Consiglio Superiore su richiesta magari del ministro come è avvenuto per i tre PM di Salerno che avevano avuto il torto di perquisire il palagiustizia o il malagiustizia di Catanzaro, oggi i cittadini lo vengono a sapere.
C'è ancora qualcuno che le racconta, queste storie: quante volte ne abbiamo parlato nel passaparola, nei blog, nei giornali dove io scrivo.
Bene, non potremo più nominare, quindi voi non potrete più sentir nominare, i magistrati che fanno questa o quella indagine. Perché? Perché se uno non può più fare il nome del magistrato – chi fa il nome del magistrato, cioè il giornalista che dice “l'indagine tal dei tali è seguita da tal magistrato” facendo un'opera di informazione – se il magistrato lavora bene sappiamo come si chiama uno che lavora bene, se il magistrato lavora male, fa degli errori, delle cazzate, sappiamo che lavora male.
E' informazione.
Il magistrato non potrà più essere nominato e se verrà nominato il giornalista che lo nomina rischia la galera fino a tre mesi o la multa fino a 10.000 euro. Per avere detto il nome di un magistrato vero che sta seguendo un'inchiesta vera. Galera per tre mesi e multa fino a 10.000 euro.
Voi capite che siamo alla paranoia o c'è qualcosa. C'è qualcosa.
C'è che se io non posso più dirvi che la tale indagine la sta facendo il magistrato Tizio, quando poi magari gliela levano o quando mandano via Tizio voi non sapete nemmeno chi era Tizio e io non ve lo posso dire, perché non posso mai fare il suo nome collegato alla sua indagine.
I magistrati diventeranno tutti uguali, il che significa che quelli incapaci, venduti, cialtroni, pelandroni, pavidi godranno dell'anonimato e potranno continuare a fare le loro porcherie lontano da occhi e orecchi indiscreti, e quelli bravi che per esse bravi, coraggiosi, efficienti, competenti vengono perseguitati non potranno più essere difesi.
Che ruolo può svolgere la stampa nel controllare i magistrati se per la stampa i magistrati sono tutti uguali? Sono 10.000, come fanno a essere tutti uguali?
Pensate a che cosa ha voluto dire negli anni Ottanta la campagna della stampa perbene contro il giudice Carnevale: diventò “l'ammazza sentenze” nell'immaginario collettivo perché ogni volta che gli arrivava un processo di mafia, soprattutto quelli istruiti a Palermo con tanta fatica da Falcone e Borsellino, annullava le condanne e rimandava indietro e si ricominciava da capo.
Alla fine, a furia di parlarne in articoli, libri, eccetera, prese la vergogna alla Cassazione e istituirono quel criterio di rotazione per cui non fu sempre e soltanto lui a presiedere i collegi dei processi di mafia. E non a caso, quando arrivò il maxiprocesso al gennaio del 1992, un altro presidente guidò quel collegio a posto di Carnevale e guarda caso proprio quella volta le condanne dei mafiosi furono confermate in via definitiva.
Perché non si può dire “la Cassazione ha annullato” ma “il collegio presieduto dal solito Carnevale ha annullato”, così chi di dovere se ne occupa, quando si comincia a vedere che uno si comporta sempre nello stesso modo nei confronti dei processi di mafia.
Allo stesso modo, quante volte i magistrati che rischiavano di essere cacciati non per i loro errori ma per i loro meriti – pensate a tutti i procedimenti disciplinari che hanno subito quelli di Mani Pulite, quelli di Palermo, o che continuano a subire magistrati meno importanti – la stampa interviene, segnala nome e cognome, spiega cosa sta succedendo e la gente capisce e magari ogni tanto qualcuno provvede anche nel senso giusto.
Noi non potremo più raccontare quando un magistrato subisce un torto per i suoi meriti e viene magari scippato della sua inchiesta o trasferito per punire, ripeto, i suoi successi e non i suoi demeriti.
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