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OGGI NOTIZIE

lucy cassini
Posted Mar 12, 2009 5:32 PM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 943

Confindustria: un'impresa
su 10 fa fatica ad accedere al credito


La stretta sul credito mette in crisi l'attività delle imprese italiane: una su dieci ha difficoltà a ottenere finanziamenti. E' la fotografia scattata dal Centro Studi Confindustria che nella «Congiuntura flash» avverte: «La carenza di credito ostacola l'attività del 9,9% delle imprese italiane».


A gennaio i prestiti alle imprese sono saliti dello 0,2% su dicembre (al netto della stagionalità). Ma la crescita tendenziale (anno su anno) - fa sapere il CsC -
ha rallentato al 6,4% dal 6,8% di dicembre e dal 12,8% del gennaio 2008. La qualità del credito nel nostro paese comunque, rimane buona. A dicembre 2008 infatti le sofferenze bancarie relative alle imprese, infatti, erano pari a 36,3 miliardi (3,8% dei prestiti). In calo rispetto al 4,8% di inizio 2007. Tuttavia, con la crisi, aumenta il rischio insolvenza e il tasso di decadimento (cioè il rapporto tra nuove sofferenze e il totale dei prestiti non in sofferenza all'inizio del periodo). Il dato infatti è salito a 0,31%, rispetto allo scorso trimestre e dello 0,24% rispetto a marzo 2007.

Riguardo invece ai tassi pagati dalle imprese, si registra un calo. Gli interessi sono passati dal 5,8% di ottobre all'attuale 3,8%. Anche se per le piccole imprese il tasso è mediamente più alto (anche se sceso a 4,6% dal 6,5% di ottobre).
http://www.ilsole24or...










Mauro Torta Italia...
Posted Mar 12, 2009 7:09 PM
ital.allestero
Paris, FR
Post #: 3,930





"Caro ragazzo, cara ragazza del 2009,
sono un ex ragazzo degli anni ’60, mi chiamo Beppe Grillo, ho sessant’anni. Faccio parte della generazione che ti ha fottuto. Il tuo futuro è senza pensione, senza TFR, senza lavoro. Il tuo presente è nelle mani di vecchi incartapecoriti, imbellettati, finti giovani. Quando ero bambino l’aria e l’acqua erano pulite, il traffico era limitato, la mia famiglia non faceva debiti e tornavo a scuola da solo a piedi. Non c’erano scorte padane e neppure criminali stranieri in libertà. I condannati per mafia non diventavano senatori.
Le stragi di Stato non erano iniziate, Piazza Fontana a Milano era solo un posto in cui passavano i tram. Le imprese erano gestite da imprenditori. E’ strano dirlo ora, ma c’erano persone che investivano il loro denaro per sviluppare le aziende. E manager che vedevano lontano. Enrico Mattei dell’ENI, ucciso in un attentato, Adriano Olivetti, Mondadori, Ferrari, Borghi e cento altri che non ricordo. Intorno alle città c’erano i prati e non i cimiteri di cemento che chiamano unità residenziali. La bottiglia di latte la riportavo al lattaio e non costruivano inceneritori. La televisione era un servizio pubblico in cui lavoravano anche veri giornalisti come Enzo Biagi, e con solo un quarto d’ora di pubblicità al giorno. Quando si parlava si usava il tempo futuro. Il presente e soprattutto il passato erano verbi di complemento. I giardini pubblici erano puliti e sui marciapiedi si camminava senza doversi destreggiare tra le macchine parcheggiate. Le persone erano più gentili, spesso sorridevano. Sul Corriere della Sera scrivevano Montanelli, Buzzati e Pasolini.
I genitori sapevano che i loro figli avrebbero avuto un futuro migliore. Solo dal punto di vista economico, ma questo non potevano prevederlo. I fiumi erano puliti e si poteva fare il bagno nel fine settimana che non si chiamava ancora week end. L’unico problema era rappresentato dagli imprendibili tafani. Le spiagge erano libere e il mare quasi sempre verde azzurro. La P2 era una variabile al quadrato e non ancora l’antistato progettato da Cefis. Gelli non aveva arruolato il novizio Berlusconi con la tessera 1816. L’Italia era una e indivisibile e Bossi studiava alla scuola per corrispondenza Radio Elettra. Si lavorava duro, ma si poteva risparmiare e la pensione era un approdo sicuro. Era un piccolo Eden, ora perduto. Non sapevamo di averlo. Molti lo disprezzavano. Negli ultimi sessant’anni abbiamo avuto uno sviluppo senza progresso. E ora non ci resta neppure lo sviluppo.
Le generazioni che ti hanno preceduto meriterebbero un processo da parte tua, caro ragazzo e cara ragazza. Sono colpevoli di averti rubato il futuro. Loro vivono nel presente con la seconda casa, le pensioni senza base contributiva. Loro ti governano. L’Italia ha la coppia di cariche dello Stato Presidente/Primo ministro più vecchia del mondo. Loro usano la Polizia contro gli studenti e i precari. Loro hanno ucciso la democrazia e le aziende come Tronchetti e Geronzi, i brizzolati di successo.
Caro ragazzo e cara ragazza, non potete più stare a guardare, la vita vi scivola tra le mani. Voi, invece di lasciarla scivolare, trattenetela. Io non sono in grado di dare lezioni a nessuno. Ho fatto troppi sbagli e sono troppo vecchio (anche se non dimostro i miei anni, belin). Ma ho vissuto un tempo più bello, più vero, più colorato, più umano. E so che è possibile anche per voi.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.” Beppe Grillo
iciano
Posted Mar 12, 2009 7:13 PM
user 5001513
Forlì, FC
Post #: 1,745
oggi siamo soli....sempre piu' soli...e solo il fatto che ne siamo coscienti

ci fà sentire ancora piu' soli....

perchè ognuno ascolta se stesso ...riverso

nella solitudine

smile

il rimedio sarebbe la condivisione ...ma ognuno dovrà uscire dalla propria

per conoscere.....l'altra

lucy cassini
Posted Mar 13, 2009 10:26 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 945
La mafia sta divenendo un pericolo per l'economia e per l'intero Paese"

di Paolo De Chiara


Lorenzo Diana è stato parlamentare del centrosinistra, già responsabile antimafia Ds e membro per 10 anni della Commissione Nazionale Antimafia, oggi è consigliere della ‘Fondazione Caponnetto'
e responsabile dell'Osservatorio antimafia dell'associazione ‘Articolo21'. Da quasi 15anni è costretto a vivere sotto scorta per le minacce ricevute dal sanguinario clan dei Casalesi.

I cittadini onesti cosa devono fare per contribuire alla lotta contro le mafie?

"Serve diffondere la consapevolezza civica che non si può vincere la camorra e le mafie senza una maggiore partecipazione della popolazione,
senza un vero movimento popolare antimafia. Per questa ragione penso che molte iniziative come quella di Napoli del 21 marzo, la giornata della memoria organizzato da don Ciotti, possa contribuire a dare una spallata alle tante organizzazioni criminali che stanno infestando il Mezzogiorno e il Paese".

Lei è stato minacciato dal clan dei casalesi di morte per il suo impegno antimafia e da quindici anni vive sotto scorta. Ne vale la pena?


"Ci si abitua a vivere con la scorta. E' possibile e necessario non rinunciare alla dignità della persona, alla libertà di una società alla sicurezza dei cittadini.
Abbiamo bisogno di far crescere quei diritti e quelle libertà per i quali ci sono voluti secoli di battaglie. E' antistorico il fenomeno criminale, non il resistere. Resistere è possibile, ma è possibile vincere. Io sono convinto che Falcone avesse ragione. La mafia è possibile sconfiggerla".

Cos'è il clan dei casalesi?

"Il più potente clan camorristico dai caratteri mafiosi con radici nella provincia di Caserta, ma presente in più regioni italiane e in diversi paesi esteri.
Un clan che come altri gestisce i traffici della droga, di armi, dei rifiuti, le estorsioni, ma che ha una spiccata vocazione imprenditoriale, specialmente negli appalti e nell'edilizia.

Forse con un impegno maggiore da parte dello Stato e delle Istituzioni.

"Lo Stato deve liberarsi di un antico vizio, quello dell'emergenza. Rispondere dopo il clamore di un assassinio, della mattanza. Serve invece avere una lotta permanente, un contrasto quotidiano delle criminalità fino a quando non siano sconfitte. Non possiamo ritenerci vittoriosi quando boss sono latitanti per oltre un decennio, fin quando ci sono esercenti, imprenditori che devono subire la morsa delle estorsioni, fin quando un cittadino non sia libero su un territorio di agire come in qualsiasi angolo libero del mondo. Per queste ragioni lo Stato deve assumere la lotta alla camorra e alle mafie come una priorità, destinare risorse, riformare la giustizia perché sia più rapida e veloce, confiscare i beni dei clan e non consentire, in alcun modo, collusioni con l'economia e con la politica. Bisogna tagliare le radici di potere ad una criminalità che sarebbe una banda di delinquenti se non avesse spalle potenti. Oggi la mafia sta divenendo un pericolo per l'economia e per l'intero Paese perché dispone di troppo denaro. E' quindi un problema nazionale e non un problema locale. E se è un problema nazionale merita una risposta prioritaria forte, fin quando non si vince. Io sono convinto che sia possibile farlo. Sono state sconfitte dittature tremende come si potrebbe non sconfiggere organizzazioni criminali che sono un'infinitesima minoranza del nostro popolo".
http://www.articolo21...

Pizzo attentati e camorra a Casal di Principe - parla Lorenzo Diana sotto scorta




Mauro Torta Italia...
Posted Mar 13, 2009 6:05 PM
ital.allestero
Paris, FR
Post #: 3,950
oggi siamo soli....sempre piu' soli...e solo il fatto che ne siamo coscienti

ci fà sentire ancora piu' soli....

perchè ognuno ascolta se stesso ...riverso

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per conoscere.....l'altra







Un bambino italiano che frequenta l'asilo deve essere vaccinato.

Un immigrato clandestino che entra in Italia non può essere curato.

Il medico deve denunciarlo. Il clandestino spesso preferisce morire che essere espulso.

Una ragazza nigeriana che si prostituiva è morta di tubercolosi ieri a Bari.

Era in uno stadio avanzato con alta possibilità di contagio.

I clienti e le persone che ha incontrato nelle ultime settimane potrebbero essersi ammalati del mal sottile. E' sufficiente un colpo di tosse.

L'emendamento della Lega che obbliga alla delazione il medico che visita un clandestino è una legge tafazzi.

Una legge lazzaretto che ci riporta alla peste del Manzoni.

Per scoprire un clandestino si mette a rischio la salute degli italiani. Non c'è che l'imbarazzo della scelta.

Tra le malattie d'importazione vi sono tbc, scabbia, aids, colera, malaria, lebbra.

Nei Paesi di origine degli immigrati la profilassi spesso non esiste, alcune malattie scomparse da noi, lì sono endemiche.

La Lega è il partito dei nuovi untori. I monatti, quelli che portano via le carrette dei cadaveri per strada, sono invece del PDL.

Hanno inventato le malattie clandestine.
In Italia ci sono migliaia di casi di tbc, una malattia diffusa in Romania e Bulgaria, Paesi comunitari.

Va introdotto il passaporto sanitario per gli immigrati dai Paesi a rischio e fatto emergere il fenomeno della clandestinità.

Chi è clandestino deve avere l'opportunità di curarsi. Il suo problema è il nostro.

Il virus che ospita è un killer.

Altro che stupri.

I bambini italiani sono vaccinati contro il morbillo e dall'est arriva la tbc senza controlli alla frontiera.

Le porte della stalla Italia sono sempre aperte ai virus e il Governo riesce sempre a peggiorare la situazione.

E' più forte di loro, in fin dei conti il vero virus degli italiani è in Parlamento.
lucy cassini
Posted Mar 13, 2009 8:24 PM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 954

Articolo 21 - INTERNI

Arresto Strangio, Vincenzo Macrì: fondamentali le intercettazioni

di Nello Trocchia, Econews


E’ finito in manette ad Amsterdam l’ultimo dei responsabili della strage di Duisburg: Giovanni Strangio. E’ accusato di essere l’autore e l’esecutore della mattanza di ferragosto. Una strage quella di Duisburg nella quale furono ammazzate 6 persone, compiuta il 15 agosto 2007 fu l’ epilogo tragico della faida di San Luca, iniziata nel 1991 che vedeva contrapposte le ‘ndrine Nirta-Strangio contro i Pelle-Vottari. Morti e sangue di cui la ‘ndrangheta si è presto pentita perché ha attirato lo stato e richiesto una risposta immediata. Le mafie preferiscono il silenzio. Il magistrato Vincenzo Macrì, profondo conoscitore del fenomeno ‘ndrangheta, oggi sostituto procuratore alla direzione nazionale antimafia, parla di Strangio come di un “ un reggente del gruppo, visto che gli altri esponenti erano detenuti o bloccati, lui non ha la statura del capo in senso mafioso, ma sicuramente era diventato un riferimento importante”. Macrì si sofferma anche sulle indagini e non risparmia critiche alla polizia tedesca: “Non voglio fare polemiche ma sono eccellenti i risultati raggiunti soprattutto se messi a confronto con la mancanza di risultati degli organi di polizia tedesca che non solo non hanno dato contributi, ma l’omicidio è avvenuto a casa loro, avrebbero dovuto fare loro gli arresti, invece, hanno lasciato fare a noi”. Questo arresto chiama in causa gli affari che la ‘ndrangheta continua a fare nel centro Europa e Macrì suggerisce: “Occorre il coordinamento tra le polizia, l’Italia deve ancora recepire la direttiva europea sulle squadre investigative comuni e poi possibilmente serve l’omogeneizzazione delle tipologie di reato perché manca in molti paesi europei l’associazione mafiosa”.

Dopo l’operazione che ha portato all’arresto di Strangio, come sempre arrivano gli encomi delle forze politiche, ma ora è tempo di responsabilità. Il ministro degli interni Roberto Maroni parla di una giornata da incorniciare. Ma bisogna chiedere come possa il ministro evitare di sciogliere il comune di Fondi, dove proprio le influenze della ‘ndrangheta avrebbe condizionato l’agire politico della giunta di centro-destra e non alzare un dito contro la legge liberticida sulle intercettazioni. Un punto quello delle intercettazioni che anche Macrì vuole sottolineare come decisivo anche in questa ultima cattura. “ Sono state decisive le intercettazioni sia allora per arrivare alla individuazione di questi personaggi, sia oggi. Senza gli ascolti non sarebbe possibile arrivare al nascondiglio di un latitante che inevitabilmente deve avere rapporti con parenti e sodali”. L’obiezione è che per associazione mafiosa si possono fare. “ Sono a rischio molte indagini, tutta una serie di fatti possono sfuggire sia per il tempo così breve, sia per i meccanismi introdotti. E’ vero che per i reati di mafia e terrorismo non c’è limite, ma come si può immaginare se un omicidio o un altro reato siano riferibili al contesto mafioso, se si procede con rito ordinario dopo 60 giorni non si può più intercettare e questo significa che gli elementi che prefigurano uno scenario mafioso arrivano dopo e non si potranno più scoprire. Quindi il limite c’è anche per i reati di mafia e terrorismo”.

Bisognerebbe spiegarlo ai Quagliariello del Pdl che continuano a garantire che con la nuova legge le indagini su mafie e terrorismo non subiranno nessuna limitazione

http://www.articolo21...
lucy cassini
Posted Mar 14, 2009 5:49 AM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 957
Perché raccogliere dati sull’informazione? Una tecnica che inchioda i media alla realtà - 14/03/09



www.BayesFor.eu

Eventi reali quali un incendio, uno stupro o un cambio al vertice nella segreteria di un partito trovano il loro eco sui mezzi di informazione.
Articoli, interviste, servizi speciali alla tv e tante immagini soddisfano il nostro bisogno di sapere cosa succede fuori nel mondo. Il dubbio che questo meccanismo sia affetto da condizionamenti esterni è tuttavia molto forte ed è ormai da molti anni che in Italia si dibatte sul ruolo dei mass-media sulla politica e in particolare sul meccanismo dei consensi.

Forse esiste un complotto. C’è chi crede che il complotto esista, e forse c’è anche chi crede, forte di un narcisismo che non manca all’italica natura, di governarlo.

Vi proponiamo una diversa lettura.


Forse quello a cui assistiamo sono gli effetti di un equilibrio tra informazione e intrattenimento.
Le tv parlano di quello che noi vogliamo sentire, i nostri desideri e paure rincorrono quello che ci viene detto e i mezzi di informazione rimettono in circolo le nostre reazioni emotive, amplificate.

Le ragioni ultime di questo meccanismo sono antropologiche più che politiche. Riguardano l’uomo come animale politico e sociale più che la regia di qualche magnate dell’informazione.
I media accorciano le distanze non solo tra chi è oggetto dell’informazione e chi la fruisce, ma avvicinano tutti noi uomini e donne in uno spazio che è una rappresentazione semplificata della realtà.

L’equilibrio tra informazione e intrattenimento è tuttavia instabile. Come la dinamica di popolazione dei lemming, oscilla tra variabili risorse e predatori. Eventi che oggi non hanno seguito, domani sono degni delle prime pagine di prestigiosi giornali. È il baraccone mediatico che cavalca le onde dell’emotività condivisa. Il senso comune, è stato barattato per il comune sentire.

Internet cambierà tutto questo, forse l’ha già cambiato e noi non ce siamo accorti. Non è merito di Facebook, è merito della memoria fisica di milioni di server che intrappolano gli eventi nei lori dischi fissi.
E che ne rendono fruibile l’archivio storico. Le parole sono i mattoni con cui costruiamo i nostri pensieri. Ma mentre i pensieri non sono riducibili alle loro componenti, le parole scritte sono quantificabili e misurabili.

Perché c’è bisogno di quantificare l’informazione? Lo spazio della comunicazione è e rimarrà verbale. Tuttavia la trasposizione numerica degli eventi non è che il primo passaggio di una procedura il cui scopo è filtrarne l’emotività. La serie storica di come una parola è utilizzata dai media, ci restituisce un dato oggettivo che è pronto a essere riammesso nella soggettività del nostro sentire. Ma ogni punto di quella serie inchioda gli eventi e le persone che li hanno generati alla loro storia e quindi alle loro responsabilità. I numeri tornano a essere parole, e il dialogo scevro dall’emozione può essere in fine civile.

Questo è l’ambizioso scopo della nostra associazione dal nome strano BayesFor.

Vi presentiamo un’immagine emblematica proveniente dai 30 siti di informazione più visitati del nostro paese (quotidiani, blog, agenzie stampa…). Il grafico riporta il numero di volte che la parola “stuprata” è stata utilizzata negli ultimi 2 mesi e precisamente dalla fine di Dicembre alla fine di Febbraio. Ci sembra verosimile che il numero di violenze sulle donne sia purtroppo abbastanza regolare nel corso del tempo [1], ciò nonostante si nota un incredibile discontinuità nelle tre settimane che vanno dalla fine di Gennaio alla seconda settimana di Febbraio. In queste settimane la parola compare con una frequenza molto elevata. Il 20 Febbraio viene approvato il così detto “decreto anti-stupri”, la parola stuprata scompare dai media.



Ci sono alcuni commenti che ci appaiono rilevanti.

Abbiamo scelto la parola “stuprata” e non la parola “stupro” o “stupri” in quanto è la parola che più strettamente può essere riferibile ad un fatto preciso.
Se avessimo usato la parola “stupro” la frequenza delle volte che la parola è stata usata nel dibattito sarebbe stata indistinguibile dalle volte che invece i giornali usavano la parola per riferire di un evento. Al contrario la parola “stuprata” è difficilmente utilizzata per discutere di una legge che riguarda le pene per gli stupratori e non chi la violenza l’ha subita.

Il secondo punto interessante riguarda la frequenza della parola nei periodi precedenti a fine 2008. Il software sviluppato da BayesFor infatti non legge tutte le parole che compaiono sui siti internet ma conta solo le parole che sono comparse più di 4 volte, in un giorno, in almeno un sito di informazione
. Il fatto che nel database la parola compaia per la prima volta il 26 Dicembre (15 occorrenze) ci dice che fino a quel momento in nessun giorno era comparsa in un sito monitorato più di 5 volte, e avendo iniziato il software a funzionare nel dicembre del 2007, questo ci da un’idea della relativa bassa frequenza della parola in tutto il 2008.

Infine riportiamo quanto detto dal Presidente del Consiglio in conferenza stampa il giorno 20 Febbraio dopo l’approvazione del così detto “pacchetto sicurezza”,
ovvero che le misure urgenti adottate «andavano incontro ad un allarme sociale che si è diffuso nel paese, malgrado nel 2008 ci sia stata una diminuzione delle violenze sessuali rispetto agli anni precedenti, anche nel territorio di Roma» [2].


[1] In realtà esiste qualche evidenza di un aumento dei casi di violenza sessuale nel periodo estivo come dimostrato dallo studio di Michael e Zumpe dal titolo “Sexual violence in the United States and the role of season” pubblicato alcuni anni fa nell’American Journal of Psychiatry.
[2] www.governoberlusconi.it
http://www.megachip.i...
italianiallestero....
Posted Mar 14, 2009 3:19 PM
internetTV
New York, NY
Post #: 303









La Sicilia è la regione italiana più povera. Ha la disoccupazione più alta. La Sicilia è il nostro Far West Oscuro. In Sicilia ci sono i fichi d'india, i cannoli e i morti ammazzati. Gli eroi italiani sono spesso siciliani. I mafiosi non sempre sono siciliani. L'elenco degli eroi siciliani del dopoguerra è sterminato. Una mattanza. Mi domando talvolta se Borsellino (siciliano) e Falcone (sicilano) sarebbero ancora vivi se la Sicilia fosse una nazione indipendente. Il tritolo per Borsellino arrivò dal continente. Gli spostamenti di Falcone furono tracciati da Roma. La Sicilia in povertà, soggetta alla criminalità, è un serbatoio di elettori. Chi controlla il pacchetto di voti controlla la politica nazionale. E' successo con Andreotti e il suo referente Lima. Più tardi vi furono 61 seggi su 61 assegnati a Forza Italia. Una percentuale imbarazzante persino per Ceaucescu. La Sicilia è il banco del Parlamento italiano. Una strana condizione. Gli equilibri della politica nazionale sono influenzati dalla regione ultima per reddito pro capite. Il valore del siciliano è nell'urna. La Sicilia ha più abitanti di Irlanda e Norvegia. Mussolini inviò il prefetto Mori in Sicilia. La trattò come una colonia. Qualche risultato lo ottenne, ma si fermò di fronte ai notabili. Stabilì con loro un patto di non belligeranza. La seconda guerra mondiale in Sicilia la vinsero in due: gli Stati Uniti e la mafia americana. L'esercito alleato fece una passeggiata in Sicilia. Una gita in confronto alla resistenza che incontrò dopo. Qualcuno gli consegno le chiavi dell'isola ed ebbe molto in cambio. Ammistrazioni locali, posti in Parlamento. La Sicilia ha avuto l'intelligenza di Majorana e la profondità di Pirandello, la ferocia di Riina e la gestione del potere di Provenzano. La Sicilia è eterna. E' crudele. E' indefinibile. E' ovunque ci sia un siciliano. Per chi vi e nato Palermo è il centro del mondo. La Sicilia ha tutto. Sole, mare, paesaggi, arte, storia, agricoltura. La Sicilia non ha niente. Inceneritori, emigrazione, criminalità. E' una chimera nata con l'Unità d'Italia. Una Nazione? Stato? Regione? in crisi di identità o, forse, con identità multiple. In Sicilia si dice ancora cattivo come un piemontese. I libri di Storia raccontano la favola di mille camicie rosse che liberano un'isola di milioni di persone. Quell'isola è in catene. E' autonoma, ma senza autonomia. Ricca, ma povera. Ha il maggior numero di patrimoni dell'umanità dell'UNESCO in Italia. Catania e Palermo sono sommerse dai debiti. L'Italia non ha fatto bene alla Sicilia. Forse, da sola, la Sicilia può risorgere. Con l'Italia, questa Italia, può solo affondare. U pisci feti da testa. E la testa è a Roma.
lucy cassini
Posted Mar 14, 2009 4:17 PM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 959









http://www.osservator...




La Sicilia è la regione italiana più povera. Ha la disoccupazione più alta. La Sicilia è il nostro Far West Oscuro. In Sicilia ci sono i fichi d'india, i cannoli e i morti ammazzati. Gli eroi italiani sono spesso siciliani. I mafiosi non sempre sono siciliani. L'elenco degli eroi siciliani del dopoguerra è sterminato. Una mattanza. Mi domando talvolta se Borsellino (siciliano) e Falcone (sicilano) sarebbero ancora vivi se la Sicilia fosse una nazione indipendente. Il tritolo per Borsellino arrivò dal continente. Gli spostamenti di Falcone furono tracciati da Roma. La Sicilia in povertà, soggetta alla criminalità, è un serbatoio di elettori. Chi controlla il pacchetto di voti controlla la politica nazionale. E' successo con Andreotti e il suo referente Lima. Più tardi vi furono 61 seggi su 61 assegnati a Forza Italia. Una percentuale imbarazzante persino per Ceaucescu. La Sicilia è il banco del Parlamento italiano. Una strana condizione. Gli equilibri della politica nazionale sono influenzati dalla regione ultima per reddito pro capite. Il valore del siciliano è nell'urna. La Sicilia ha più abitanti di Irlanda e Norvegia. Mussolini inviò il prefetto Mori in Sicilia. La trattò come una colonia. Qualche risultato lo ottenne, ma si fermò di fronte ai notabili. Stabilì con loro un patto di non belligeranza. La seconda guerra mondiale in Sicilia la vinsero in due: gli Stati Uniti e la mafia americana. L'esercito alleato fece una passeggiata in Sicilia. Una gita in confronto alla resistenza che incontrò dopo. Qualcuno gli consegno le chiavi dell'isola ed ebbe molto in cambio. Ammistrazioni locali, posti in Parlamento. La Sicilia ha avuto l'intelligenza di Majorana e la profondità di Pirandello, la ferocia di Riina e la gestione del potere di Provenzano. La Sicilia è eterna. E' crudele. E' indefinibile. E' ovunque ci sia un siciliano. Per chi vi e nato Palermo è il centro del mondo. La Sicilia ha tutto. Sole, mare, paesaggi, arte, storia, agricoltura. La Sicilia non ha niente. Inceneritori, emigrazione, criminalità. E' una chimera nata con l'Unità d'Italia. Una Nazione? Stato? Regione? in crisi di identità o, forse, con identità multiple. In Sicilia si dice ancora cattivo come un piemontese. I libri di Storia raccontano la favola di mille camicie rosse che liberano un'isola di milioni di persone. Quell'isola è in catene. E' autonoma, ma senza autonomia. Ricca, ma povera. Ha il maggior numero di patrimoni dell'umanità dell'UNESCO in Italia. Catania e Palermo sono sommerse dai debiti. L'Italia non ha fatto bene alla Sicilia. Forse, da sola, la Sicilia può risorgere. Con l'Italia, questa Italia, può solo affondare. U pisci feti da testa. E la testa è a Roma.

lucy cassini
Posted Mar 14, 2009 4:39 PM
user 6657899
San Severo, FG
Post #: 960
"Report" sul dissesto catanese
La trasmissione di Raitre domani sera proporrà uno speciale sul buco di bilancio dell'amministrazione Scapagnini: dall'indebitamento complessivo di un miliardo di euro all'intervento del Cipe




ROMA - La trasmissione Report, condotta da Milena Gabanelli, nella puntata in onda domani alle 21.30 su Raitre propone il reportage "I Vicerè" di Sigfrido Ranucci, dedicata al dissesto del bilancio del Comune di Catania, guidato per otto anni, dal 2000 al 2008, da Umberto Scapagnini, medico di fiducia di Silvio Berlusconi.

"Scapagnini - dice l'autore - ha amministrato Catania per otto lunghi anni, dal 2000 al 2008 e ha lasciato un buco di bilancio di oltre 360 milioni di euro e un indebitamento complessivo di circa un miliardo di euro. Lo scorso inverno a causa delle casse vuote, Catania è rimasta al buio. L'ha temporaneamente salvata un decreto del governo che ha destinato i 140 milioni, che il Cipe aveva concesso per la realizzazione di alcune opere urgenti, alla copertura dei disavanzi di bilancio degli anni passati evitando così all'amministrazione siciliana la dichiarazione di dissesto finanziario".

Il Comune, aggiunge Ranucci, "non aveva pagato le bollette all'Enel: il segno più evidente di una città sull'orlo del fallimento. Duecento aziende fornitrici non sono state pagate, gli automezzi del trasporto urbano hanno viaggiato con l'assicurazione scaduta e a singhiozzo perché non avevano i soldi per pagare il gasolio, i servizi sociali non erano più in grado di fornire assistenza, ancora oggi uffici giudiziari, scuole, commissariati rischiano lo sfratto perché il Comune da mesi non paga l'affitto".

Come si è arrivati a questo? Come sono stati spesi i soldi che hanno provocato il buco? "Una gestione fatta di opere inutili e abbandonate, milioni di euro spesi per piccoli appalti, consulenze e progetti mai realizzati, una gestione dei 4 mila dipendenti comunali che ha trasformato l'amministrazione siciliana in un gigantesco pachiderma che costa 400 mila euro al giorno. Scapagnini è stato poi nominato commissario straordinario per il traffico e per l'emergenza sismica: ma ha lasciato l'ufficio con poche opere realizzate e molti debiti. Tutto in una città dove l'informazione è in regime di monopolio".


14/03/2009
http://www.lasiciliaw...
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