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| lucy cassini | |
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Articolo 21 - INFORMAZIONE Il giornalista denuncia la mafia su Facebook. E la sua pagina scompare… ![]() di Stefano Corradino "Su Facebook mica si potrà solo scrivere, 'ho mangiato, ho dormito e tutte quelle altre fesserie che si leggono, no? Si potrà pur comunicare qualcosa di più serio e di più drammatico?" Ad affermarlo è Nino Randisi, giornalista e dirigente sindacale siciliano dopo aver scoperto di essere stato cancellato da Facebook, il social network di internet. Senza alcun preavviso. E in molti sorge il sospetto che non sia un problema tecnico ma che la motivazione possa affondare nelle cose che Randisi ha scritto, in particolare sulla mafia. Siamo al secondo caso in pochi giorni (il primo è stato Michelino Crosti di Radio Popolare) di cancellazione da FB di giornalisti che utilizzano il web non per parlare di sé ma per porre all'attenzione dell'opinione pubblica fatti ed opinioni. Che interessano a molti degli utenti. Ma altri, evidentemente, da queste rivelazioni, si sentono minacciati. Il messaggio ricevuto da Randisi è freddo e burocratico, e lo informa che il suo account "è stato disabilitato da un amministratore". "Avevo semplicemente ironizzato - ci dice Randisi al telefono - sul fatto che si dà diritto di cittadinanza su Facebook ad alcuni gruppi inneggianti la mafia e che invece se ne cancellano altri che contestano il presidente del Consiglio..." E così, in un solo colpo sparisce un profilo biografico, i contatti, la corrispondenza in bacheca (che tutti possono vedere), foto e filmati pubblicati e la propria posta personale. E qualcuno ricorda il film "The Net. Intrappolati nella rete" in cui a una persona qualunque, che aveva fatto una scoperta clamorosa, veniva cancellata l'identità... Censura o problema tecnico? Vorremmo saperlo. Facebook è un canale di comunicazione importante. Come ogni strumento di grande diffusione sul web ha i suoi problemi legati ai rischi di diffamazione, alle violazioni della privacy all'uso volgare ed offensivo del linguaggio, e delle immagini. Purtroppo però più di una volta il criterio di inclusione o di esclusione sembra appartenere a logiche piuttosto arbitrarie... Si consente l'esistenza di un gruppo “Per chi vuole aiutare la camorra ad ammazzare Roberto Saviano” che oggi conta solo 2 iscritti, mentre una settimana fa ce ne erano una decina, ma se ne cancella uno nel quale le donne allattano i figli perché sarebbe ai limiti della pornografia. Si consentono siti che inneggiano alla mafia e si cancellano giornalisti che della lotta alla mafia hanno fatto la loro battaglia quotidiana. Ci auguriamo che si tratti solo di un errore di sistema e che non sia questo, il sistema. http://www.articolo21... Luciano Simonelli ribadendo che secondo l'articolo 15 della Costituzione della Repubblica Italiana "la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili" stigmatizza la tendenza in atto da parte di molti politici di fare proposte di legge per imbavagliare la Rete. E mostra che non c'è bisogno di "misure speciali" ma basta applicare le norme già esistenti per perseguire chiunque commetta dei reati ed utilizzare bene gli strumenti tecnologici che la Rete già ha per espellere i delinquenti. |
| lucy cassini | |
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6 Mar 2009 Facebook riabilita il giornalista antimafia: “Colpa del software di controllo” In queste ore l’accesso del giornalista siciliano Nino Randisi (vedi post precedente) a Facebook è stato ripristinato. E’ quanto risulta a noi da fonti qualificate e professionali che preferiscono però l’anonimato. La sospensione, secondo la fonte, non sarebbe dovuta a scelte che entrano nel merito di quanto Randisi ha pubblicato sulla sua pagina. Quindi niente a che vedere con il suo impegno contro la mafia. Il provvedimento è invece dovuto all’attività del software dedicato al controllo delle attività potenzialmente lesive delle regole interne della piattaforma. Vengono tenuti sotto controllo il volume delle comunicazioni di un account, il numero di video o di testi pubblicati, la direzione delle attività - ad esempio se un numero anomalo di messaggi viene indirizzato a una sola persona. Se una di queste cose accade, il software opera una sorta di sospensione cautelativa dell’account, non lo cancella. Si tratta di prevenire l’uso commerciale indebito della piattaforma a scopi di marketing o attività di molestia o potenziali violazioni del diritto d’autore, insomma quelle tipologie di condotta per le quali il proprietario della piattaforma potrebbe essere chiamato a rispondere in tribunale. In qualche modo risulta anche confermato che il software non è che “ci pigli” proprio alla perfezione, in altre parole il margine di errore in questo momento è alto. Anche perché - ma non c’è bisogno di fonti anonime per capir questo - il sistema è in tutta evidenza sotto lo stress di una crescita rapidissima e forse, dico io, non prevista. La misura migliore per Facebook sarebbe quella di stabilire una sede in ogni paese in cui è significativamente insediato, anche per avere un rapporto con le istitituzioni di quel paese, oltre che per rispondere alle sollecitazioni degli utenti che, come si vede, al minimo incidente si trovano a brancolare nel buio. Ma su questo, sulla necessità di installare una “base” in Italia, non pare proprio che ci saranno novità a breve. E questo lo dice la fonte. http://zambardino.blo... |
| lucy cassini | |
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Il lato oscuro di Facebook
By bruce0wayne Perchè esiste? Come si finanzia? Quali sono gli obbiettivi dell’azienda? Quali sono le eventuali “omissioni incredibili” che ci sono dietro? Uno sguardo oltre la “face” del famoso “book”. Una breve premessa Questo articolo non vuole essere la solita critica sterile nei confronti di questa nuova moda che spopola nel web. Come tutte le tendenze, applicazioni, ha le sue qualità, difetti e pregi: non è mia intenzione giudicarne le caratteristiche, ognuno di voi si sarà fatto una sua idea: tenetevela buona.Perchè esiste? Che domande… Per far soldi! Che, te lo devo dire io? ![]() Inizialmente si trattava di un esperimento di un gruppo di studenti di Harvard. Il fine di questa web application (perchè di questo si tratta) era quello di essere una sorta di Database delle informazioni personali degli studenti; un database interattivo così come lo è “WordPress” (piattaforma su cui scrivo adesso) il cui fine era strettamente correlato ai dati contenuti e, tramite essi, alla possibilità di creare legami tra i vari iscritti (libri preferiti, hobby e sarcass vari). Il boss di Facebook ha ricavato (e continua a ricavare) un lauto flusso di soldi da questa applicazione web. ![]() Il “boss” in questione è principalmente Mark Zuckerberg, http://it.wikipedia.o... Nel tempo gli obbiettivi dell’azienda sono radicalmente cambiati, anche se a guardarla non si direbbe; più avanti spiego meglio. Come si finanzia? In modo potenzialmente illegale o quantomeno ingannevole. E’ ormai pratica diffusa il far soldi alle spalle dei consumatori (o potenziali tali). Il sistema in questione è quello pubblicitario, ma soprattutto statistico: la raccolta di dati in forma pseudoinformata. Tanto per farvi un esempio vi cito l’organizzazione Ciao.it. In questo sito (ramo di un’azienda molto più grande) si raccogono dati, pareri e recensioni nei confronti degli utenti che fanno da “cavie” per le proposte commerciali e il passato, presente e soprattutto futuro Marketing. continua su .......http://bruce0wayne.wo... |
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2009-03-06 15:51
BERLUSCONI: LA CRISI NON E' TRAGICA, NO ALL'ASSEGNO ROMA - La crisi "esiste" ma "é vissuta sui media in maniera più drammatica di quella che è", basti pensare al "calo delle borse è dovuto a una manciata di azioni". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi. ![]() "C'è una distonia completa" fra quello che raccontano i media e " il messaggio che noi ci sforziamo di dare ai nostri concittadini e che è un messaggio che anche tutti gli altri capi di Stato e di governo stanno cercando di dare", ha detto il premier. "Nel Consiglio europeo di domenica scorsa - ha proseguito - abbiamo concordato la necessità di far capire a tutti quanti che questa crisi, che esiste e davanti alla quale certamente noi non chiudiamo gli occhi, è vissuta sui media in maniera più drammatica di quanto non sia, perché anche guardando al calo delle borse, se si guarda quante sono le azioni cambiate a certi prezzi si vede che sono una manciata di azioni". "Chi ha delle azioni e non ha bisogno di fare cassa immediatamente - ha osservato il Cavaliere - si deve più o meno tranquillamente tenere le azioni nel cassetto e aspettare che passi questa crisi" Mentre, ha sottolineato, "se si continua a dare l'impressione che la crisi sia assolutamente tragica questo non fa che spaventare le persone che forse, soltanto per la paura, rischiano di cambiare il loro stile di vita". E questo, ha detto il presidente del Consiglio, "é il pericolo più grande". Berlusconi è tornato poi a fare l'esempio degli impiegati della pubblica amministrazione che "hanno avuto un incremento" salariale grazie ad una inflazione inferiore a quella tendenziale, grazie al prezzo basso del petrolio e alle tariffe delle bollette. I pubblici dipendenti, ha detto, "si trovano quindi gli stessi soldi di prima, anzi aumentati dal rinnovo del contratto" e "hanno un potere di acquisto superiore a quello di prima". "Non c'é quindi motivo - ha concluso - che queste famiglie riducano il loro stile di vita, aumentando la profondità della crisi". La Rai "é l'unica tv di Stato che attacca il governo in carica". "Non voglio rispondere qui a ipotesi dell'opposizione circa la garanzia per tutti coloro che perdono il posto di lavoro", ha detto il premier con riferimento all'assegno di disoccupazione proposto dal leader del Pd Dario Franceschini. "Il sistema attuale - ha aggiunto - è già un sistema che consente di intervenire e modulare gli interventi e di farlo in maniera opportuna e migliore di quella che non sarebbe se adottassimo la misura che è stata preconizzata" che "sarebbe una licenza di licenziare, soprattutto per i piccoli imprenditori e gli artigiani", i cui dipendenti "godrebbero dell'indennità e continuerebbero a lavorare in nero". Sarebbe quindi, ha concluso Berlusconi, "un incentivo a licenziare e un incentivo al nero". Il Consiglio dei ministri oggi ha stanziato 4 miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali. Ha detto Silvio Berlusconi aggiungendo che si aggiungono ai 4 miliardi di euro delle Regioni e al miliardo di euro della Finanziaria. "Complessivamente la somma diventa di 9 miliardi", ha sottolineato il premier. "Nessuno ha fatto più noi in Europa. Noi riteniamo che potremo fare di più, ma è tutto legato alla crisi e alla sua profondità". Il Cavaliere ha spiegato che in Europa infatti se vi sono stati stanziamenti "più imponenti sono stati per salvare le banche e non come supporto all'economia". Le misure varate dal governo in favore del settore dell'auto "stanno dando ottimi risultati" come dimostra il fatto che "le industrie hanno richiamato la quasi totalità dei lavoratori che erano in cassa integrazione". Ha detto il presidente del Consiglio. Il premier ha riferito di aver ricevuto i "complimenti dal presidente" della casa automobilistica Volkswagen per "l'efficacia" delle misure adottate dall'Italia per contrastare la crisi. CIPE: VIA LIBERA A 17,8 MLD PER INFRASTRUTTURE Via libera a un pacchetto di 17,8 miliardi per le infrastrutture: è quanto ha stabilito il Cipe che si è riunito questa mattina a Palazzo Chigi. E' quanto si apprende da fonti di governo. Disco verde alle risorse per l'avvio della costruzione del Ponte sullo Stretto. Il costo totale dell'opera è di circa 6,1 miliardi e le risorse che il Cipe doveva varare e che hanno ottenuto l'ok sono pari a 1,3 miliardi. Il pacchetto di risorse che ha ottenuto il via libera del Cipe è composto dai 16,6 miliardi previsti ai quali si aggiunge 1,2 miliardi per le infrastrutture dell'edilizia scolastica e quella carceraria. Il pacchetto di risorse aggiuntive di 1,2 miliardi è composto da un miliardo del fondo per l'edilizia scolastica e da 200 milioni del fondo per quella carceraria. Via libera allo stanziamento di 800 milioni di euro per il Mose. ARRIVANO 1.510 MILIONI PER METROPOLITANE E EXPO Sono 1.510 milioni di euro le risorse che, nell'ambito del pacchetto complessivo varato dal Cipe di 17,8 miliardi di euro, andranno a finanziare le 'reti di trasporto e i sistemi metropolitani'. L'elenco delle opere che beneficeranno di questo contributo pubblico è il seguente: Opere connesse a Expo 2015, Linea C metropolitana Roma, Rete metropolitana regionale campana, Reti metropolitane di Palermo e Catania, Investimenti Catania, Sistemi urbani e metropolitani di Bari e di Cagliari, Adeguamento sistemi metropolitani di Parma Brescia Bologna, Aeroporto di Vicenza, Sistemi di trasporto lacuale. continua su ......http://www.ansa.it/op... Edited by lucy cassini on Mar 6, 2009 11:53 AM |
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"Calcestruzzi e Italcementi
eseguiti altri sequestri Due lotti dell'autostrada Valdastico in provincia di Vicenza, sono stati sequestrati dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza di Caltanissetta su disposizione della Direzione distrettuale antimafia della cittadina nissena. Il provvedimento rientra nellindagine sulle presunte attività illecite in seno alla Calcestruzzi Spa e alla Italcementi Spa di Bergamo. Le sedi di Italcementi di Porto Empedocle (Agrigento), Isola delle Femmine (Palermo) e Calusco dAdda (Bergamo) sono state perquisite così come la sede di Area Sicilia di Palermo e lo stabilimento deposito di Catania al fine di acquisire atti utili a verificare se vi è stata una corretta registrazione dei dati concernenti la fornitura di cemento alla Calcestruzzi. Italcementi sarebbe iscritta sul registro degli indagati in base alla legge 146/2006, che prevede la responsabilità amministrativa penale delle imprese." |
| lucy cassini | |
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REGGIO EMILIA: NASCE 'OPAL-RE', OSSERVATORIO ON LINE APPALTI PUBBLICI
Postato il 04/03/2009 di aedilweb Reggio Emilia, 2 mar. - (Adnkronos) - Un osservatorio online di tutti gli appalti pubblici, a prescindere dall'importo, in grado di conoscere in tempo reale, anche attraverso subappalti e subforniture, il mondo che ruota attorno a ogni singolo cantiere. Si chiamera' Opal-RE (Osservatorio provinciale appalti lavori pubblici della Provincia di Reggio Emilia) e sara' il primo in Italia ad assicurare una conoscenza dettagliata dei camntieri pubblici, che a Reggio Emilia sono uno su cinque. Comunicato stampa della provincia di Reggio Emilia Lunedi 2 Marzo 2009 Un osservatorio online per tutti gli appalti pubblici E' il secondo risultato raggiunto dall'Unità anticrisi. La presidente Sonia Masini: "Strumento unico in Italia per trasparenza e contrasto alla criminalità organizzata" Un osservatorio completamente online di tutti gli appalti pubblici, a prescindere dall'importo, e soprattutto in grado di conoscere in tempo reale - anche attraverso subappalti e subforniture - l'intero mondo che ruota attorno a ogni singolo cantiere. Si chiamerà Opal-RE (Osservatorio provinciale appalti lavori pubblici della Provincia di Reggio Emilia) e sarà il primo in Italia a permettere una conoscenza così dettagliata di un settore tra i più delicati e complessi della nostra economia, nonché tra i più importanti visto che nel Reggiano è 'pubblico' un cantiere su cinque. Dopo l'accordo raggiunto questa mattina in Provincia durante i lavori dell'Unità anticrisi, il Protocollo di intesa che istituirà in tempi brevi l'osservatorio sarà firmato nei prossimi giorni a Palazzo Allende. E il lungo elenco dei firmatari conferma l'importanza dello strumento e il buon lavoro che la Provincia, a partire dai Protocolli contro il lavoro nero del 2006 e quello per la sicurezza nei cantieri del 2007, ha svolto in questi mesi. Il Protocollo di intesa su Opal-RE sarà infatti sottoscritto da Prefetto, Provincia, Comuni, Inps, Inail, Direzione provinciale e Ispettorato del lavoro, Camera di commercio, Ausl e Azienda ospedaliera Santa Maria Nuova, i sindacati Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea-CGIL, Collegio Costruttori edili, Aniem-Confapi, Ancpl-Legacoop, Confcooperative, Cna, Confartigianato – Federimpresa e Confartigianato –Imprese, Coldiretti, Confesercenti, Acer, Act, Arni e Consorzi di bonifica Parmigiana-Moglia-Secchia e Bentivoglio Enza. "E' uno strumento, unico in Italia per trasparenza, in grado di favorire le pubbliche amministrazioni e le stesse imprese, anche al fine di prevenire e contrastare eventuali infiltrazioni da parte della criminalità organizzata", commenta la presidente della Provincia, Sonia Masini, soddisfatta per il "secondo risultato concreto prodotto dall'Unità anticrisi dopo l'accordo con le banche per l'anticipazione della Cigs e la sospensione dei mutui firmato lunedì scorso a Palazzo Allende". "Opal-RE, che in parte utilizzerà banche dati già esistenti come il Sitar della Regione, sarà l'unico a garantire la massima trasparenza anche sugli appalti pubblici di importo inferiore ai 150.000 euro, ma soprattutto il primo a ricostruire attraverso subappalti e subforniture l'intera 'vita' del cantiere - spiega l'assessore provinciale al Lavoro, Gianluca Ferrari - Attraverso Internet potrà essere consultata una mappa provinciale che mostrerà tutti i cantieri aperti in provincia, indicando il tipo di intervento, l'importo, la ditta vincitrice dell'appalto e chi materialmente sta eseguendo i lavori". A realizzare il sito sarà la Nuova Quasco, agenzia regionale interamente pubblica: a maggio sarà installato il database, a settembre inizieranno i primi test, per gennaio 2010 è prevista la fine della sperimentazione e il debutto online. fonte: http://www.provincia.... http://www.aedilweb.i... |
| iciano | |
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OGGI ho sentito per radio il cavalier mi consenta che ha detto
si potrebbe dare al lindustriale la licenza di licenziare (per un modico prezzo) in via straordineria ![]() coscì il licenziato usufruisce del contributo dello Stato (in quanto prima c'era..) e poi...nel frattempo lavorare in nero...? adesso ce lo dice ai scindacati per scentire cosa dicono... (percentuale) questa poi...ma posso aver sentito una roba del genere...eppure ci sono andato piano con il verdicchio ![]() invece poi ho sentito che vogliono incentivare e premiare i piccoli artigiani per tradizionalità ed innovazione... in Islanda (sob) oggi stà andando a raggiungere ieri...devo fermarlo |
| lucy cassini | |
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A Napoli c'è il sole
![]() 21 Marzo E’ arrivato il momento di lanciare l’appello: tutti a Napoli! Tutti a Napoli il 21 di marzo per festeggiare l’arrivo della primavera con Libera. Anche quest’anno. Sì, di nuovo Libera e Avviso Pubblico, con l’adesione di centinaia di associazioni e amministrazioni, organizzano la grande giornata della Memoria e dell’Impegno. I blogghisti dovrebbero già saperlo, ma vale la pena ripeterlo. Il primo giorno di primavera è stato scelto da don Ciotti, tanto tempo fa, come il giorno ideale per ricordare insieme tutte le vittime della mafia e delle altre organizzazioni di stampo mafioso. Per leggerne tutti i nomi in pubblico, uno dopo l’altro, con le voci che cambiano, tirando fuori le vittime dall’oblio, dando a tutti pari dignità ed evitare che qualcuno senta il proprio abbandono davanti alla sola celebrazione degli anniversari più “importanti”. Un grande, sterminato lutto, ricordato in quell’atmosfera di speranza che il 21 marzo evoca inevitabilmente, specie se spunta il sole. Vedere tanti uomini e donne, anziani e giovani e giovanissimi, uniti da una stessa drammatica esperienza e però pure dall’idea che la giustizia sia possibile, significa -vi assicuro- vedere la stessa umanità in altro modo. E aiuta a dare un senso a quello che si fa: nelle scuole, nelle associazioni, amministrando, leggendo libri e scrivendo articoli, raccontando a chi non ha visto o addirittura non sa. Quest’anno tutto ciò sarà a Napoli, il luogo simbolico di Gomorra, capitale di un impero sempre più capace di mescolare violenza e impresa e corruzione. E la sera del 19 sarà Casal di Principe, dove verrà ricordato (ecco un anniversario..) il quindicesimo dell’assassinio di don Peppino Diana, ucciso un mattino in sacrestia, l’unico caso in cui mafia o camorra o ‘ndrangheta abbiano osato tanto. Venite a Napoli il 21, dunque. Ci sono anche i treni e i pullman. Lo scorso anno a Bari eravamo in centomila e fu come vedere d’incanto il popolo del mio paese ideale. Un paese non sfregiato da tante criminalità diverse, arroganti e feroci. Ieri ho letto quasi lo smarrimento negli occhi dei miei studenti quando ho parlato loro dei nuovi scenari mondiali, il traffico di esseri umani e la formazione di un immenso mercato del sesso e la riduzione in schiavitù. E me ne sono sentito indirettamente colpevole. Lunedì mi incaricherò di unire la giusta consapevolezza di quel che accade con l’altrettanto giusta speranza che tutto non sia già scritto al peggio. La legge (la buona legge) è sempre possibile. Nell’attesa di verificarlo ancora, non spacciamo come colpevoli degli innocenti, come nel caso dei due romeni a Roma. E, al contrario, non rendiamo innocenti per diritto divino o per pigrizia investigativa quelli che i reati li fanno davvero, dalla strada al parlamento. A Napoli, andiamo a Napoli per dirlo (e poi “a Napoli c’è il sole”, come diceva una bellissima Claudia Cardinale ai due carbonari in pericolo nella Roma papalina, in quel capolavoro che fu “Nell’anno del Signore”). www.nandodallachiesa.it http://www.liberainfo... |
| lucy cassini | |
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Cinema: NEL NOME DEL POPOLO ITALIANO
Postato il Sabato 7 Marzo 2009 Spesso… troppo spesso ci affidiamo alle parole per esporre la nostra visione dei fatti ed attribuire un significato ad eventi e situazioni. La verità è che le parole sono come le fibre di un vestito troppo stretto per essere indossato dalla realtà che ci circonda. Il campo semantico possiede un’estensione troppo minuscola per venire coincidere con la complessità del reale. Quando scriviamo , quando traduciamo con l’inchiostro le nostre prospettive , quando realizziamo i nostri piccoli articoli e i nostro piccoli saggi rimane sempre un che di incompiuto e di irrisolto. La pubblicistica , gli articoli e post , per quanto ben elaborati e congegnati mantengono spesso un carattere fondamentalmente asettico e qualche volta abbiamo pure l’impressione di una decontestualizzazione dei fatti , della forse inconsapevole eliminazione di pulsioni nascoste ma pure ben presenti. E’ come dipingere un quadro totalmente astratto fatto di colori reali ma informi , privi di vera sostanza e perciò concreta. Non mi sorprende che i più grandi uomini che la storia abbia saputo esprimere , personalità come Socrate e Gesù , non avessero lasciato nulla di scritto temendo certamente di essere fraintesi e , quindi , in certo modo vilipesi. Conosciamo la loro opera attraverso i loro discepoli o , addirittura , attraverso i discendenti dei loro discepoli , quindi , in certo qual modo , non la conosciamo affatto. Laddove la parola difetta , nell’intento di descrivere ed interpretare la nuda realtà , interviene la creatività , l’arte se volete. Nelle sue forme migliori l’arte rappresenta una forma di sapienza : essa penetra in profondo e tocca le corde più segrete facendole vibrare. In questo territorio la scarna parola finisce per perdere significato. L’arte è razionale o irrazionale ? Non possiede nessuno dei due tratti e li possiede al contempo , perché si manifesta come una specie di intuizione “organizzata” che si appropria ed assorbe ragione e sentimento. La parola può , però , uscire da sé stessa e diventare autenticamente creativa come nel caso della poesia. Non è più parola in sé , ma fonte da cui sgorgano fiumi di significato. Perché questa introduzione ? Perché ritengo che , alle volte , per illustrare una situazione nelle pieghe più nascoste e per interpretare i fatti sia necessario affidarsi alla creatività più che alla saggistica. Se me lo consentirà , l’amico comedonchisciotte , procederò a quella che ha tutto l’aspetto di una recensione cinematografica , un omaggio a quel grande maestro della commedia all’italiana che è stato Dino Risi. E’ trascorso qualche mese dalla sua dipartita , ma chi ha avuto modo e occasione di visionare le pellicole di un periodo d’oro della nostra cinematografia , non può che rimpiangere quel passato e , insieme , l’opera del maestro Risi che ci ha regalato alcuni dei ritratti al vetriolo più azzeccati nel panorama della commedia italiana. Nella sua lunga e invidiabile carriera Risi ha spesso ceduto alle lusinghe del botteghino e della cassetta dirigendo anche film dalla comicità più facile e di grana grossa – penso , ad esempio , a quelle pellicole incentrate sulle tematiche sessuali e “pruriginose” - , ma quando ha potuto tradurre in immagini la sua vena migliore i risultati sono stati e continuano ad essere difficilmente eguagliabili perfino da parte dia altri illustri colleghi come Monicelli. Il miglior Risi ha saputo mantenere il giusto ed invidiabile equilibrio fra elementi disparati e spesso contrastanti : l’amaro e il dolente , il mostruoso ed il grottesco , il satirico , il burlesco ed il goliardico. Come i migliori maestri della commedia all’italiana , in questo assistiti da valenti sceneggiatori (Age e Scarpelli , Maccari , ecc…) e dai migliori attori della storia del cinema italiano (Sordi , Gassman , Tognazzi , ecc…) , Risi non ha realizzato opere di sapore semplicemente “comico” , ma affreschi più complessi in cui l’effetto gioioso e liberatorio della risata veniva immediatamente assorbito dalla visione spesso cupa e pessimista della realtà. Anzi questa considerazione vale forse più per lui che per i suoi colleghi. Abile ritrattista degli aspetti più aberranti e negativi dell’umanità e dell’italianità e dotato di un occhio finissimo nel cogliere anche i vizi più nascosti , la sua poetica è stata compendiata nel film “I mostri” , un capolavoro assoluto della commedia ad episodi in cui nulla e nessuno viene risparmiato coinvolgendo il costume , la morale , la politica , la religione , ecc… A ben guardare le migliori incursioni cinematografiche di Risi non sono state altro che il proseguimento del filo discorsivo de “I mostri” – e nel caso de “Il sorpasso” l’anticipazione – così come pure “In nome del popolo italiano” che mi appresto ad analizzare. Al di là , quindi , delle indubbie capacità tecniche e della perizia dimostrata nella direzione degli attori , la migliore filmografia di Risi si fa apprezzare per lo sguardo lucido , disincantato e spietato con cui il maestro ritrae la mostruosità umana invitandoci alla riflessione e rammentandoci che , nell’umanità come nell’agire umano , sono insite ed insopprimibili inclinazioni che , troppo spesso , o ci sforziamo di ignorare o archiviamo alle voce “mostruosità”. V’è tanto di mostruoso nell’umano come v’è altrettanto di umano nel mostruoso : Risi non rinuncia a infondere nei suoi “mostri” una carica sinceramente umana trasmettendo nello spettatore non solo la sensazione di ribrezzo , ma anche di compassione nel migliore dei casi. Normali cittadini , baraccati e barboni , preti , industriali , uomini dello spettacolo , avvocati e giudici , sportivi, ecc… I mostri costituiscono lo specchio delle nostre personali bassezze e paure. Accanto a “Il sorpasso” e “I mostri” – ma pure “Una vita difficile” che toccava altre corde – “In nome del popolo italiano” rimane , fra le opere di Risi , fra le mie preferite , a cui sono particolarmente affezionato per svariate ragioni. Innanzitutto venne realizzata nel 1971 , l’anno in cui vidi la luce e che Pasolini ritenne il punto di partenza e di avvio del neocapitalismo edonista e consumista dagli effetti omologanti nel nostro paese. In secondo luogo , anche se pare passato un secolo , l’argomento e le tematiche trattate mantengono immutato il loro interesse e la loro valenza , più che mai forti e pregnanti. “In nome del popolo italiano” è imperniato sul confronto fra l’integerrimo giudice Bonifazi e il subdolo imprenditore Santenocito rispettivamente interpretati dai due “mostri sacri” della commedia all’italiana non a caso già protagonisti de “I mostri” Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman. Per chi ne ha un minimo di nozione e di memoria non è difficile scorgere nei due protagonisti tratti comuni a personaggi ben noti oggi alla politica come l’”imprenditore” Silvio Berlusconi e il “giudice” Antonio Di Pietro a dimostrazione della grande attualità del gioiello di Risi. continua su .....http://www.comedonchi... |
| lucy cassini | |
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Il memorabile e attuallissimo dialogo tra una toga "rossa" (Ugo Tognazzi) e un imprenditore "nero" (Vittorio Gassman).
-...con il fruitore del prodotto finito. - Con chi prego? - Con il fruitore del prodotto finito, vuol dire consumatore. - E perché non dice consumatore. - Oh bella! Perché rifiuto il piattume delle terminologie indifferenziate. Più parole più idee. Si, io amo il linguaggio aderenziale e desemplicizzato. Ecco mi dica lei, che cosa mi offre in alternativa a desemplicizzato. - Desemplicizzato? Complicato. - Complicato? - Eh! Complicato, si! - Si Va be'. Così son buoni tutti. (1971) |