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OGGI NOTIZIE

lucy cassini
Posted Mar 3, 2009 5:50 PM
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Post #: 884
La controglobalizzazione affonda l’UE a 27 -
03/03/09

di Pino Cabras - Megachip


Non sappiamo se l’Europa del “Trattato di Lisbona” sia finita in questi giorni al vertice europeo straordinario di Bruxelles, se era già finita prima, o se dovremo fissare un’altra data in un futuro ravvicinato. Poco importa, sono convenzioni, che si intrecciano con l’imprevedibilità delle costruzioni giuridiche europee e soprattutto con l’imprevedibilità della loro possibile decostruzione. Sappiamo però che tutto l’impianto su cui si era fondato l’allargamento europeo sta precipitando a una velocità spaventosa nel gorgo della più grande depressione economica mai vista.


Dico mai vista, pensando perfino ai ritmi dell’altra Grande Depressione. Nel 1931 la produzione industriale europea calava del 5%.
Oggi il calo è tre volte più intenso. Con la differenza che a quel tempo la bolla bancaria e parabancaria non si misurava in Burning_50_Euromultipli del prodotto interno lordo dei singoli paesi, come oggi vediamo per i paesi della Vecchia Europa (non dà conto parlare di quelli della Nuova Europa, sull’orlo della bancarotta ).
La controglobalizzazione galoppa sulle ali degli attuali e dei prossimi fallimenti di banche, da soli in grado di innescare il default di interi stati.

Colpisce l’impotenza dei protagonisti politici dei vari paesi europei. Non c’è neanche il tempo di godersi lo svanimento repentino di certe sfrontatezze dei governanti di Polonia, Repubblica Ceca o Ucraina,
che avevano giocato a fare i campioni dell’americanismo e oggi sono con il cappello in mano, a chiedere soccorso dove pure piove a dirotto. Perfino la fine catastrofica di quell’arroganza mi sgomenta, perché è il segno di come ora possano essere annichiliti in un istante tanti punti di riferimento, negativi e positivi.

Le classi dirigenti adesso in campo non sono state selezionate dalla crisi, ma dal suo esatto contrario. Vengono da un sistema che non riusciva più nemmeno a contemplare qualcosa di diverso da una molle espansione indefinita. Com’è che recitava il mantra del Consiglio europeo di Lisbona? Diventare entro il 2010 «l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale.»

Riascoltate tutte queste parole una per una, e guardate come ormai invece i governi puntino solo a salvare il salvabile,
senza sapere come farlo, con quali priorità, con quali effetti a catena. Nel marasma, si ritorna entro perimetri più domestici, tanto nelle scelte dei governi, quanto negli orientamenti popolari. Gli aiuti nazionali alle banche scontano l’enorme prezzo di lasciare a se stesse le economie estere in cui quelle banche avevano investito, per concentrare la speranza di far ripartire il credito alle imprese, quelle che rimarranno, dentro il proprio paese. La controglobalizzazione, appunto.
A questo punto sarebbe abbastanza azzardato fare qualsiasi previsione su quel che accadrà in questo anno terribile. Nella testa dei governanti risuonano parole d’ordine senza più significato, ancora legate alla fase dell’egemonia neoliberista angloamericana. La sinistra europea è parimenti spiazzata. Qui e lì si cerca di ristudiare in fretta e furia una qualche forma di intervento statale.

Gli USA di Obama cercano di raggiungere un’enorme massa critica d’intervento pubblico in grado di deviare il corso delle cose. Contano sulla residua affidabilità della loro capacità d’indebitarsi senza fallire, coperti dallo status garante della superpotenza.
Il gioco reggerà finché i buoni del tesoro USA saranno acquistati. Una scommessa che vinceranno o perderanno quest’anno. E se vincono sarà a scapito di altri soggetti che emetteranno debito.

Altrettanta massa critica non si vede ancora nell’intervento europeo. L’Europa non permetterà il default dell’Est, perché sarebbe davvero una catastrofe. Ma ignora ancora come impedirlo. Gli automatismi e le rigidità eurocratiche sono comunque in rapido declino. Se nascerà un intervento coordinato dal peso autenticamente continentale
, certo non passerà per la Commissione ma per il Consiglio europeo. Se fra qualche anno ci sarà ancora l’Euro a far da scudo, certo avverrà per una disponibilità al sacrificio dei paesi meno a rischio default, solo che oggi non la danno a vedere. Sono tanti i “se” che queste classi dirigenti vissute in tempi molli non sanno dipanare nei tempi duri.
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lucy cassini
Posted Mar 3, 2009 5:53 PM
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Post #: 885
" BRUXELLES - L' unità dell' Europa è durata poco. A pochi giorni dalla bella prova di coraggio e tempestività del summit dell' Eurogruppo di Parigi sulla crisi finanziaria, i ventisette sono tornati a dividersi nel vertice d'autunno a Bruxelles. Niente accordo e forte tensione sul clima, ennesimo rinvio sostanziale sul Trattato di Lisbona e, soprattutto, nuove perplessità sulla crisi finanziaria che ha messo in ginocchio le borse mondiali da parte di alcuni dei dodici Paesi che non adottano l'Euro.

Tutto questo mentre le borse - dopo il rimbalzo di lunedì e l'assestamento di ieri - hanno oggi ricominciato a precipitare sull' onda dei ripetuti annunci di una possibile recessione. L'impressione è che i quindici Paesi dell' Euro e la Gran Bretagna dopo il vertice di Parigi abbiano innestato una marcia superiore rispetto a quella degli altri undici Paesi dell'Ue. Dal summit di oggi e domani al Justus Lipsius - l'austero palazzo, sede del Consiglio Ue - ci si aspettava una nuova spinta alla fiducia, ma la prima giornata conferma che invece gli europei - al di là di colpi di reni che, purtroppo, appaiono sempre più episodici - hanno una intrinseca e irrimediabile difficoltà a trovare unità e coesione, anche nei momenti difficili e drammatici come è, indubbiamente, quello che l'Europa e il mondo stanno vivendo. I paesi guida, come la Francia, la Germania e la Gran Bretagna di un redivivo Gordon Brown cercano di indicare la linea e chiedono una "nuova Bretton Woods" per ridisegnare le regole e le grandi istituzioni finanziarie e un summit del G8 allargato entro l'anno. Ma al di là dei Paesi tradizionalmente europeisti, il resto della truppa europea marcia a un altro ritmo, rinnovando tutti i dubbi sulla reale possibile convivenza della babele di un' Europa a 27. I Paesi dell' est sono compatti nel chiedere una revisione tutto sommato abbastanza profonda dell' accordo sul clima, con la Polonia (recidiva...) che arriva a minacciare il veto. Più sfumata la posizione dell'Italia che non nasconde le proprie perplessità sui costi del piano e chiede una pausa di riflessione, anche se oggi il premier Silvio Berlusconi in fase negoziale ha evocato anch'egli la possibilità di un veto di Roma su una clausola del pacchetto. Del Trattato di Lisbona si parla ormai stancamente dando per scontato che non sarà possibile, come era negli auspici di qualche messe fa, arrivare a una soluzione prima delle elezioni europee della prossima primavera.

Eppure, proprio in quel Trattato l' Europa potrebbe trovare molte soluzioni ai problemi di oggi e a quelli di domani, a cominciare dalla mancanza di una guida autorevole e duratura. I colpi di reni delle Georgia - dove l'Ue è stata mediatrice efficace - e del summit di domenica scorsa sono dovuti in buona parte a una presidenza, quella francese, che ha dimostrato forza e efficacia. Le cose sarebbero andate nello stesso modo se a presiedere l'Europa fosse stata la Slovenia (presidenza precedente) o la Repubblica Ceca (presidenza del primo semestre del 2009)?. La presidenza fissa per due anni e mezzo prevista dal Trattato di Lisbona darebbe invece all'Ue quella continuità di lavoro e di gestione dei dossier che adesso manca del tutto. Eppure il Trattato di Lisbona è stato ancora oggi il convitato di pietra di un vertice dove i leader hanno pensato più ai bilanci nazionali (costo dei provvedimenti sul clima e peso di quelli per arginare la crisi finanziaria). E' giusto riflettere su questo punto perché il problema di domani sarà proprio quelli dei bilanci destinati a saltare in seguito alla crisi economica che sta arrivando dopo quella finanziaria ed agli esborsi pubblici per sanare la finanza privata. Ma in ordine sparso si va poco lontano. I Quindici Paesi dell' Euro più la Gran Bretagna hanno dimostrato di aver capito bene questa lezione. L'Europa a 27 e i nuovi entrati nell' Ue sembrano aver invece preso un'altra strada."





lucy cassini
Posted Mar 3, 2009 6:26 PM
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San Severo, FG
Post #: 886
L’associazione dei giornalisti tedeschi (DJV) conferisce il premio per la libertà di stampa a Marco Travaglio
Pubblicato martedì 24 febbraio 2009 in Germania



Libertà di stampa

I sette membri del consiglio direttivo federale della DJV, l’associazione dei giornalisti tedeschi, quest’anno hanno assegnato il premio per la libertà di stampa al giornalista e autore italiano Marco Travaglio.


Michael Konken, presidente federale della DJV, ha motivato la decisione dichiarando: “Assegnamo il premio a Marco Travaglio, un collega che si è contraddistinto per il coraggio critico e l’impegno dimostrato nel combattere per la libertà di stampa in Italia.”

Travaglio ha saputo denunciare pubblicamente i tentativi dei politici italiani, in particolare di Silvio Berlusconi, di influenzare il lavoro dei media e di ostacolare lo sviluppo di un giornalismo critico. Le critiche di Travaglio si sono orientate anche ai colleghi italiani con lo scopo di incoraggiarli a non sottomettersi alla censura. “Il premio della DJV per la libertà di stampa è il riconoscimento più adatto a Marco Travaglio,” ha dichiarato Konken. “Travaglio deve dare coraggio ai giornalisti italiani affinché possano svolgere la loro funzione di vigilanza e non cadano vittima di intimidazioni”.

Il premio della DJV per la libertà di stampa consiste in 7.500 Euro e sarà conferito a Marco Travaglio a Berlino alle 18:30 del 28 aprile 2009 presso il Palazzo della Bundespressekonferenz (ufficio stampa federale). I rappresentanti dei media sono invitati a partecipare alla cerimonia.

Con questo premio la DJV onora personalità o istituzioni che si impegnano in prima persona in battaglie per il mantenimento e la creazione della libertà di stampa. I precedenti vincitori sono stati il giornalista serbo Miroslav Filipovic, la giornalista russa Olga Kitowa e la redazione del giornale “Berliner Zeitung”. Filipovic ha ricevuto il premio per aver scoperto i crimini di guerra serbi in Kosovo, Kitowa è stata premiata per la sua difficile battaglia contro la corruzione in Russia e la redazione del “Berliner Zeitung” per l’impegno dimostrato nel difendere la libertà di stampa in Germania e l’indipendenza editoriale da Mecom Group, la casa editrice che l’ha rilevata.

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iciano
Posted Mar 3, 2009 7:46 PM
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Post #: 1,670

03 marzo BeppeGRILLO.IT


Qualcuno bussa alla porta. Tu apri e tutto cambia. Il licenziamento è arrivato anche per te. Non fai più parte degli Schiavi Moderni tenuti in vita da uno stipendio miserabile. E neppure dei candidati alle Morti Bianche che però ha un lavoro. Ora sei un Morto di Fame. Hai diritto alla social card. Uno dei due, forse tre, nuovi milioni di disoccupati del 2009.
Il momento del distacco, dell'uscita dalla fabbrica o dall'azienda è uno stato di trance. Il cervello galleggia, tutto è in discussione. Chi l'ha vissuto o lo vive sa che è come un piccolo infarto. Ti senti perso nel nulla e non sai cosa fare. Il giorno prima i cancelli della fabbrica erano aperti e parlavi con i tuoi compagni di politica o di calcio. L'azienda poi chiude, senza un perchè, senza avvisare nessuno. Ti trovi alle 6 del mattino di fronte ai cancelli con i tuoi colleghi e con i celerini. Poca conversazione, molte manganellate.
Se sei precario non hai protezioni. Se sei dipendente hai la cassa integrazione per qualche mese. Sei fuori dal sistema e questo lo capisci solo adesso. La disoccupazione è contagiosa. Se chiude una società, spesso chiudono anche i suoi fornitori. Se i disoccupati in un una zona aumentano, in quella zona chiudono negozi e supermercati. Il disoccupato, il Morto di Fame moderno, è un virus. Abita in un Paese governato dall'uomo più ricco, dai parlamentari più numerosi e più pagati, dalle pensioni a senatori e deputati dopo due anni e mezzo. In città è circondato da Suv, da evasori fiscali che frodano 250 miliardi di euro all'anno allo Stato, da dipendenti della criminalità organizzata, la prima azienda del Paese per fatturato. Lui non è un politico, un evasore, un criminale, per questo è disoccupato. E' vissuto in un mondo a parte in cui la parola onestà aveva un significato.
Vedo persone dignitose chiedere la carità nelle stazioni o premere le gettoniere dei telefoni nelle metropolitane. Una signora mi ha chiesto qualche euro, non mi ha riconosciuto, non sapeva di parlare con un genovese, belin. Mi ha detto che aveva fame. Non era extracomunitaria, clandestina, zingara, era italiana e senza un lavoro. Era una nuova Morta di Fame.
Il blog riceve ogni giorno storie di nuovi Morti di Fame, su come sono stati licenziati. Ho deciso di raccogliere le testimonianze in un libro che pubblicherò in formato digitale scaricabile gratuitamente dal blog.
Raccontate le vostre storie e lucidate i vostri zoccoli.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

.....NOI CHI..?...I BELIN O CHI HANNO DI FRONTE..?
troppo facile questo resoconto di parole marcate in neretto qui sopra...
nuove leve per l'allodolatoconfused
il lavoro dell'industria non è mai esistito e lì fuori da quel cancello dove si è discusso di calcio e politica poi di licenziamento con i celerini assegnati al compito di buttafuori... proprio lì forse ci si dovrebbe far presente che magari...non si è mai parlato di lavoro...di cio' che si stava facendo...di cio' che si andava a rappresentare dentro quelle fabbriche quelle industrie un po' come grandi set riempiti ...di comparse
comparse che hanno abbandonato le loro terre e buttato le loro possibilità di far parte del loro futuro per assecondare chi li stava derubando della loro vita per la fabbrica dei sogni
anni secoli di cultura di tradizioni di arti di mestieri buttati al vento...ma non è per un virus...è solo per la visione comune che chi detiene il potere vuole e fà arrivare al popolo cio' che gli serve...che il popolo veda
attraverso la politica la religione insomma attraverso il luogo comune dove c'è sempre gran fermento e un cambiamento sempre pronto corredato da politicanti sempre convinti dall'uso...del potere
invece si potrebbe chiamare virus questa voglia che ha preso tutti di avere un pezzettino di comandita... una parola per un altro un po' di potere rappresentativo giusto per andare piu' in là del...calcio e della politica patinata....insomma...il politico fai da te
la gente è composta da persone non da precari licenziati disoccupati o morti di fame e tanti altri titoli nobiliari che creano categorie come marchi o bandiere
non si puo' piu' ripartire dalla politica se si vuole sconfiggere questo sistema....ma dal lavoro... dalla riconquista della propria dignità ed iniziativa...dallo scambio culturale e di informazioni fra le persone studenti e famiglie
lo studio è la conoscenza il lavoro è la coltivazione della conoscenza e l'informazione è la parola lo scambio ... e forse in questo caso la rete sì che potrebbe essere una buona opportunità di collegamento
l'umanità è un gran parolone che nessuno si sente di poterne fare qualcosa....e invece sarebbe l'unico punto di incontro tra le persone e sarebbe talmente forte in questo momento che il potere non potrebbe certo opporre i soliti mezzi istituzionali di imposizione di massa....per la vecchia teoria della massa che stà al peso....

oggi sarebbe la nostra forza...l'umanità

iciano
lucy cassini
Posted Mar 5, 2009 2:42 AM
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San Severo, FG
Post #: 887
PEGGIORE DELLA GRANDE DEPRESSIONE


Economia DI KRASSIMIR PETROV
GoldSeek.com


I media mainstream e Wall Street sono riusciti a convincere che l’attuale crisi del credito è la peggiore dal [Secondo] Dopoguerra.
L’affermazione di George Soros, secondo cui “il mondo affronta la peggiore crisi finanziaria dalla Seconda Guerra Mondiale” riassume il giudizio collettivo. La crisi è al momento l’ultimo capro espiatorio di tutti i mali economici che attualmente affliggono il sistema finanziario e l’economia globali – dal crollo dei mercati azionari alla scarsità di cibo nei paesi del Terzo mondo. Ci viene ripetutamente assicurato che l’ultimo crollo ha a che fare con la crisi del credito stessa; se non ci fosse la crisi del credito, tutte queste cose terribili non sarebbero mai successe nell’economia e nei mercati finanziari.

La cosa più straordinaria è che i media mainstream non hanno mai provato a paragonare l’attuale situazione economica con quella che ha preceduto la Grande Depressione. In sintesi, si dà per scontato che la Grande Depressione non potrà verificarsi nuovamente, evitando così il bisogno di un confronto del genere. Io credo in verità che i fondamenti macroeconomici siano oggi peggiori, siamo quindi di fronte ad un lungo periodo di depressione economica – una depressione peggiore della Grande Depressione, una depressione che probabilmente sarà ricordata nella Storia come “La Seconda Grande Depressione” o la Più Grande Depressione [The Greater Depression], come l’ha giustamente chiamata Doug Casey. Di seguito trovate le ragioni per le quali credo che questo sia il caso.

La Ripetizione degli Errori della Grande Depressione


Alla propria base, la situazione del 1990 e la risposta della Fed alla bolla tecnologica e della comunicazione ha creato un ambiente economico che ha incoraggiato la ripetizione di errori molto simili a quelli che hanno condotto alla Grande Depressione.
Qui di seguito viene presentato una breve sintesi degli errori ampiamente riconosciuti commessi negli anni ’20, senza andare nei dettagli, con chiari parallelismi nell’attuale situazione economica:

· Bolle degli asset – inizialmente nel mercato azionario durante gli anni ’90, poi nel mercato immobiliare durante gli anni 2000, rispecchiando notevolmente le bolle nel mercato azionario ed immobiliare degli anni ’20.


· Cartolarizzazione – benché non nell’assai “ultra-moderna” forma degli anni 2000, con lo spezzettamento e l'affettamento dei blocchi e delle tranche di seniority
, è stato ampiamente riconosciuto negli anni ’30 il fatto che la cartolarizzazione durante gli anni ’20 abbia dato il via all’effetto domino nel sistema finanziario statunitense durante la Grande Depressione.

· Rapporto di indebitamento eccessivo – come nel 2008 l’argomento del giorno è la riduzione del rapporto d’indebitamento [“deleveraging”],
così il dipanamento della riduzione del rapporto d’indebitamento durante gli anni ’30 è stato alla base di liquidazioni forzate e problemi finanziari. Naturalmente, era molto chiaro a quei tempi che la radice del problema non era la riduzione del rapporto d’indebitamento di per sé, ma l’eccessivo rapporto d’indebitamento che si era formato prima del processo di riduzione. I fondi di investimento furono determinanti sia nella cartolarizzazione sia nell’eccessivo rapporto d’indebitamento, come gli odierni Hedge Fund.

· Controllori corrotti – sappiamo bene che le Enron e le Worldcom sono state aiutate e hanno avuto come complici le società contabili – quelle stesse aziende che si riteneva fossero i controllori della comunità finanziaria, e che invece hanno approfittato notevolmente del boom evitando di svolgere le loro funzioni di controllo.
Nell’attuale crisi finanziaria, sappiamo inoltre che le agenzie di rating si sono anch’esse arricchite durante il boom. Molto simili erano le problematiche durante gli anni ’20, che hanno spinto all’istituzione della SEC e di altri enti regolatori per sostituire i malfunzionanti “controllori” dell’epoca.

· Ingegneria finanziaria – siamo spinti a credere che l’ingegneria finanziaria sia un fenomeno abbastanza recente, germogliato durante la Nuova Era della Finanza degli ultimi 15 anni,
in realtà l’ingegneria finanziaria era prevalente negli anni ’20 con obiettivi molto chiari, oggi molto familiari a tutti: 1) eludere regole restrittive, 2) incrementare l’indebitamento e 3) rimuovere le passività dai libri contabili.

· Regole datate – come al sistema dei controlli sfuggirono gli eventi degli anni ’20, e le regole furono introdotte solo dopo che la Grande Depressione ebbe distrutto il sistema finanziario statunitense,
così siamo pronti a vedere nuove regole che si occupino delle cause dell’attuale crisi. Comprensibilmente, le regole avrebbero dovuto prevedere gli odierni problemi finanziari e avrebbe$ro dovuto essere introdotte prima della crisi.

· Ideologia di mercato – negli anni ’20, come negli ultimi due decenni, l’ideologia di mercato del laissez faire, che Soros ha descritto in modo abbastanza appropriato come “fondamentalismo di mercato”, è dilagata nei mercati finanziari. Naturalmente, il libero mercato sa cosa è meglio, ma la realtà che il mercato monetario non è veramente libero – quando la Fed determina il costo del denaro (tassi d’interesse), e può cambiare questo costo per tutto il tempo che vuole, allora ogni genere di squilibrio finanziario può essere sostenuto senza le regole imposte dal mercato. Questo può condurre a tutti i generi di problemi con cui abbiamo a che fare attualmente.

· Mancanza di trasparenza – negli anni ‘30, era ampiamente riconosciuto il fatto che le aziende e in modo particolare le istituzioni finanziarie mancavano di trasparenza,
che consentì a squilibri ed abusi di accumularsi. Oggi i mercati e le istituzioni finanziarie hanno intenzionalmente compromesso la trasparenza attraverso una serie di ingegnose, o meglio in malafede, astuzie contabili ed espedienti finanziari, come somme di denaro lasciate fuori dal bilancio, derivati di difficile comprensione e strumenti poco chiari di straordinaria complessità. Oggi i direttori generali e i responsabili dei rischi dei principali istituti finanziari non possono calcolare la propria esposizione ai rischi. In origine la mancanza di trasparenza era stata concepita per raggirare i mercati; ironicamente, i direttori finanziari odierni sono giunti al punto di raggirare se stessi.

Peggiore della Grande Depressione

Quindi, perché Peggiore della Grande Depressione? Cosa mi fa credere che l’attuale depressione sarà peggiore della Grande Depressione? I
llustrerò i sei fondamenti più importanti che si riflettono già nei mercati finanziari e che fanno pensare ad una Più Grande Depressione.
continua su......http://www.comedonchi...
Mauro Torta Italia...
Posted Mar 5, 2009 4:20 AM
ital.allestero
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Riuscite a immaginare Bruce Sprigsteen, Bob Dylan, Michael Moore, Joan Baez, David Lettermann in campagna elettorale per georgedabliubush?
Che tacciono sulle armi di distruzione di massa mai trovate in Iraq?
Che rimangono indifferenti allo scempio del pianeta e al rifiuto degli accordi di Kyoto voluto dalle lobby del petrolio?
Le stesse che hanno finanziato nell'ultimo decennio le presidenze repubblicane.
Lo Star System americano ha voluto Obama e ha subito Bush. In Italia le stelle sono nane, fisse, indifferenti a tutto.
Stelle nane che stanno a guardare. Il nostro Star Nano System, come la Fiat, è sempre governativo.
Lo stuoino Fazio, il bamboccione Jovanotti, il monnezzaro Pino Daniele, il silenzioso Vasco Rossi, il mammaro Baglioni.
Gli attendenti Bonolis e Gerry Scotti.
L'ex compagno De Gregori, l'ottimista Pieraccioni. L'Aquila di Arcore Iva Zanicchi.
Il Benigni in braccio Mastella per un pugno di euro.
Nessuno che denunci il lodo Alfano, le centrali nucleari, la morte della democrazia parlamentare, il corruttore di Mills, gli inceneritori.
Ho invitato alcuni di loro ai V day.
Non sono venuti, tranne qualche rara eccezione.
Erano impegnati. Se avessero partecipato, addio televisione, produttori, serate, palazzetti, inviti alle feste di partito e pubblicità.
Baudo si dissociò in diretta quando dissi che i socialisti erano dei ladri e conservò il posto di lavoro.
Oggi non si dissocia più nessuno, Da chi si dissociano?
Dovrebbero dissociarsi da sé stessi.
Hanno raggiunto la tranquillità del posto fisso.
A Piazza Farnese, a Chiaiano, alla Notte grigio topo di Genova non c'era nessuna stella nana.
L'influenza che esercitano le stelle nane clonate dal Sistema sull'opinione pubblica è enorme in uno Stato televisivo come è ancora l'Italia.
Il silenzio d'oro, la parola d'argento e il potere è di piombo.
Una cappa di piombo
.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Ps: per i buoni, i pochi rimasti, farò un post a parte
lucy cassini
Posted Mar 5, 2009 4:29 PM
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San Severo, FG
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VENETO/SICUREZZA: GIORGETTI, NO ALLE RONDE FAI DA TE

(ASCA) - Venezia, 3 mar - ''Per dare attuazione al decreto del Governo nazionale, che autorizza tra le misure da adottare per garantire il presidio del territorio anche le cosiddette ronde, serve una circolare del ministero dell'Interno che sara' emanata entro un mese e che mettera' nero su bianco gli ambiti operativi dei volontari e le modalita' di intervento. Per il momento dunque la parola d'ordine e' mantenere la calma e tenere i nervi saldi. Anche perche' la sicurezza e' una cosa seria e i presidi a tutela dei cittadini non si possono affidare a volontari impreparati o persino a milizie di partito con il rischio di ostacolare invece che supportare il lavoro estremamente serio e professionale delle Forze dell'ordine.'' Cosi' l'assessore alla Sicurezza, Massimo Giorgetti, invita tutte le persone di buona volonta' a sedersi attorno a un tavolo e a concertare una strategia comune che tuteli i cittadini. Per l'assessore, e' davvero indispensabile disciplinare la materia altrimenti il rischio e' che sulle strade e sulle piazze regni la confusione piu' totale e nessuno si assuma la responsabilita' di coordinare i volontari. ''Il decreto del Governo - ricorda inoltre l'assessore - nulla aggiunge e nulla toglie al dovere dei cittadini che hanno il senso civico di segnalare alle Forze dell'ordine situazioni sospette e potenzialmente pericolose. Non serve in questo momento nessuna demagogia e forse sarebbe meglio mettere al bando la propaganda politica: sono passati gli anni lontani del farwest quando ciascuno poteva farsi giustizia in autonomia. Non ci piacciono i dilettanti allo sbaraglio. Preciso per altro che le ronde non avranno ne' compiti di sicurezza ne' di ordine pubblico''.

Sicurezza e ronde:
lo Stato privatizza
la tutela dell'ordine pubblico

Bologna, 4 marzo 2009


(avv. Antonello Tomanelli)

“Gli enti locali, previo parere del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, sono legittimati ad avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati al fine di segnalare agli organi di polizia locale ovvero alle forze di polizia dello Stato eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale”. E’ l’art. 52 del disegno di legge sulla sicurezza, approvato in via definitiva dal Senato e ora in esame alla Camera, che istituisce le controverse ronde. Nella stesura iniziale era anche prevista la possibilità di armarle, queste ronde. Ma la disposizione è in breve tempo sparita, data la sua manifesta incompatibilità con l’art. 17 Cost., che garantisce il diritto dei cittadini “di riunirsi pacificamente e senz’armi”.

Il testo definitivo approvato dal Senato, grazie ad un emendamento presentato da Felice Casson (Pd), ha anche tolto alle ronde la funzione, inizialmente prevista, di “cooperare nello svolgimento dell’attività di presidio del territorio”. Una funzione che avrebbe formalmente attribuito a tali ronde il medesimo status di cui godevano le famigerate “Camicie Nere”: la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, istituita dal Gran Consiglio del Fascismo nel 1923, almeno prima che venisse ufficialmente assorbita nell’esercito regio.

continua su .....http://www.difesadell...
05-03-09
RONDE: LA RUSSA, DOPO MODIFICHE ORA UTILE SUPPORTO PER SICUREZZA


(ASCA) - Roma, 5 mar - Di fronte ''alla richiesta di sicurezza che resta forte da parte dei cittadini'' anche le ronde, ''associazioni di volontariato civile'' per la sicurezza possono costituire ''un aiuto'' per le forze di polizia. A promuovere gli aggiustamenti a questa forma di controllo del territorio e' il ministro della Difesa, Ignazio La Russa che ha espresso, a piu' riprese, le sue riserve sulla misura adottata dal Governo.

Nel corso di una intervista su Sky, La Russa ha poi aggiunto che ''nessuna norma adottata dall'esecutivo puo' far pensare, solo lontanamente, a pregiudizi verso una nazionalita''' come dimostra la stessa ''accuratezza'' dell'inchiesta che sta riguardando lo stupro della Caffarella che vede imputati due romeni.

Dopo aver rivendicato la bonta' della decisione di impiegare uomini dell'esercito anche in compiti di controllo del territorio, il ministro della Difesa ha aggiunto: ''Non e' la presenza dei militari il toccasana, ma la presenza visibile e riconoscibile dello Stato. E lo dico da responsabile della Difesa''.


http://www.asca.it/ho...




iciano
Posted Mar 5, 2009 7:59 PM
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NO AL RONDO' VENEZIANO

smile
Mauro Torta Italia...
Posted Mar 6, 2009 1:31 AM
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NO AL RONDO' VENEZIANO

smile


La Romania la più dura contro i rom
Caro Bsev,
ho passato per anni le vacanze al mare in Romagna (Cervia) in un albergo dove tutto il personale (tranne la cuoca) era romeno. Gente stupenda e molto premurosa. Mi è successo spesso di parlare col capocameriere, barman e uomo di fiducia dell'hotel. Eravamo diventati amici. Mi ha spesso parlato di casa sua e del problema dei rom che anche presso la sua cittadina erano una incongruenza mal digerita dalla popolazione (furti e altro). Sembrava parlasse dell'Italia. Mi ha detto un giorno: "Voi italiani siete stupidi. Per i crimini per cui voi arrestate i romeni, questi in Romania sconterebbero tutta la pena (molto più grossa che da voi) e da subito. Senza nessun arresto domiciliare o sanatoria. I rom poi, che da noi sono non rumeni, vengono allontanati in fretta. Mio fratello che è un ufficiale della Polizia locale, si mette d'accordo con i contadini, e mentre lui risponde ad una falsa chiamata, i contadini col trattore livellano il campo rom. E per mesi non se ne vedono più". La popolazione, non particolarmente più ricca (spesso molto più povera) dei rom, appoggia al 100% questa soluzione artigianale del problema dei migranti (che non migrano). Mi sembra che concordi con chi afferma che in Romania i rom vengono trattati peggio che in tutto il resto d'Europa. Finché transitano, come se fosse un ostello della gioventù, nessuno dice niente. Dopo i 3 giorni sembra che, per i romeni, i rom siano come il pesce! Però l'Italia è l'unica nazione sempre accusata, mentre in altri paesi la gente fa molto peggio e nessuno che nessuno dice nulla. Come sempre i buonisti siamo sempre noi, soprattutto chi non corre rischio alcuno! Zapatero, a chi cercava di varcare i confini in Africa, ha fatto sparare contro dai soldati! Con l'appoggio del 100% della popolazione. Idem la Grecia sulle barche degli albanesi che cercavano di sbarcare in Grecia. Nessuna protesta. Loro, o sono la sinistra o non hanno una sinistra ideologica come la nostra, e fanno quello che devono fare. http://www.corriere.i...
lucy cassini
Posted Mar 6, 2009 10:19 AM
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Articolo 21 - INTERNI

Romeni accusati. La storia della Caffarella non convince

di Guido Columba

Romeni accusati. La storia della Caffarella non convince Caro Vittorio, sulla vicenda dei romeni accusati dell'orrendo stupro poni giusti interrogativi, ma sei sicuro che accompagnarli dalle foto segnaletiche dei due "mostri" sia stata la scelta migliore?
La storia della Caffarella, così come la raccontano gli inquirenti non convince. Anzi puzza.
Nei giorni scorsi il questore di Roma Giuseppe Caruso ha "ripreso" i cronisti per il modo scorretto con cui riferivano le notizie di violenze sulle donne.

Oggi alle 12,16 l'agenzia Ansa ha trasmesso una notizia nella quale il sindaco di Roma Giovanni Alemanno afferma testualmente : "Mi auguro che la magistratura e gli inquirenti lavorino il meglio possibile. Non dobbiamo fare giustizia sommaria ma trovare i responsabili, quelli poi devono pagare fino in fondo"

Impegnati in un "vertice" in procura per "fare il punto" sulla inchiesta, il procuratore Giovanni Ferrara e il questore Caruso hanno emesso un comunicato, trasmesso dall'Ansa alle 18,50, nel quale si afferma: "Preme sottolineare come tutta l'attività investigativa sia stata orientata alla ricostruzione di quanto accaduto e dalla ricerca della verità. Sono stati infatti gli stessi organi inquirenti ad accogliere, doverosamente, tanto gli elementi a sostegno delle ipotesi accusatorie che quelli favorevoli agli indagati nel pieno rispetto delle regole processuali".

Perché un sindaco notoriamente appartenente a un "partito dell'ordine" sente l'impellente necessità di chiedere che l'inchiesta non abbia un "mostro", anzi due predeterminati ? Perché il procuratore capo e il questore della capitale della sesta -settima potenza industriale del pianeta, devono rispondere - dopo 6, 5 ore - che (titolo ansa) sono state "rispettate tutte le regole" ? Chi può dubitare che il procuratore capo e il questore non abbiano rispettato tutte le regole pur di trovare un "mostro", anzi due ? A dubitare, abbiamo visto è stato - 6,5 ore prima - il sindaco di Roma.

E' una storia che non convince, anzi puzza.

I cronisti avranno le loro responsabilità, come scrivi, certo, Ma mi sembra che ci siano persone con ruoli ben più importanti che di responsabilità ne hanno anche loro.

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