Worldwide Beppe Grillo Meetup Message Board › L'IMPRENDITORE TESTIMONE DI GIUSTIZIA PINO MASCIARI E' SENZA SCORTA
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Le parole di Lumia
Estratto dall’interpellanza del 13 Novembre “Sottosegretario, lei sa che il sistema di sicurezza che si applica ai testimoni di giustizia prevede, in base alla legge, «misure di assistenza, anche oltre la cessazione della protezione, volte a garantire un tenore di vita personale e familiare non inferiore a quella esistente prima dell’avvio del programma, fino a quando non riacquistano la possibilità di godere di un reddito proprio». Signor Sottosegretario, non bisogna riportare delle cifre, ma ricordare chi era Masciari prima: un imprenditore capace, valente, ricco, che aveva una capacità produttiva elevatissima e quindi un tenore di vita elevatissimo; una moglie dentista brava, capace, competente, affermatissima e quindi con un tenore di vita altrettanto elevato. Rimandare a una cifra e renderla pubblica può impressionare, ma se si considera che la legge richiama il tenore di vita precedentemente posseduto, allora quella cifra può essere del tutto insufficiente. Quando poi si menziona la sicurezza in senso esplicito, occorre considerare che la legge non fa riferimento ad una sicurezza da garantire, Presidente, solo quando da una località protetta ci si trasferisce presso un tribunale per compiere il proprio dovere di testimone di giustizia. (…)” http://www.pinomascia... |
| Giorgio.R | |
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Come alcuni di voi già sapranno, Pino il 18 dicembre 2008 dovrà presentarsi presso il TAR del Lazio perchè finalmente a distanza di 46 mesi ci sarà la sentenza in merito al ricorso riguardante la delibera del 1 febbraio 2005 dove si revocava la scorta a Pino Masciari. Grazie all'impugnazione della stessa a tutt'oggi la famiglia Masciari è ancora nel programma di protezione che senza questo ricorso ne sarebbe privata.
Gli amici di Pino si stanno organizzando per andare a Roma, per stare vicino alla famiglia Masciari in una giornata così importante. Per sapere orari e informazioni più dettagliate andate sul MEETUP |
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«Io Donna» del 22/11/08
«I miei anni di vita fantasma» Marisa, moglie di Pino Masciari, 43 anni e due figli di 12 e 13: per loro, la vita clandestina è la normalità. Di quella strana giornata in caserma a Lamezia Terme, Marisa non conserva ricordi emotivi, solo immagini. Un questionario da compilare. La prospettiva, disegnata con apparente fermezza, di un limbo di sei mesi, un anno al massimo. Un funzionario del ministero dell’Interno che le rivolgeva una domanda retorica («Ci tiene alla vita dei suoi figli?») mentre lei sedeva attonita e svuotata con la bambina attaccata al seno. Tre giorni dopo, il segnale: stanotte si parte. Le valigie riempite in fretta, un fornello da campeggio e un pentolino per scaldare pappe in emergenza. Caricati su un furgone per destinazione ignota, i bambini avvolti nelle coperte. Dieci ore di viaggio per trovarsi in una casa piccola «con la cucina sporca e le impronte di sudore sui cuscini». Quattro traslochi in pochi mesi, infine la casa che Marisa abita da dieci anni, in località segreta, e sembra impossibile ma ancora non riesce a svuotare scatoloni, a riporre biancheria, a esporre le foto di famiglia nelle cornici buone, come abbandonata nel suo tempo sospeso. Da quella notte del 17 ottobre 1997 suo marito è un fantasma, lei e i due figli con lui: congelata in un eterno presente, così si dipinge, sommessa e rabbiosa, al tavolo di un bar in una città dov’è di passaggio per sbrigare una delle mille faccende burocratiche che le avvelenano la vita. È la prima volta che accetta di parlare, di aggiungere la sua storia a quella, più nota, del marito: Pino Masciari, oggi testimone di giustizia, ieri tra i maggiori imprenditori calabresi, che si ribella al pizzo e denuncia, facendo processare (in molti casi condannare) 41 affiliati a quattro potenti famiglie di ’ndrangheta, e anche un magistrato. Quando il ministero dell’Interno lo esclude dal programma di protezione, nel marzo 2005, nonostante i processi non siano finiti e il pericolo di vita, per chi scoperchi un intero sistema criminale, non possa considerarsi a termine, Masciari comincia a gridare. Fa ricorso al Tar del Lazio che si pronuncerà, con incredibile ritardo, il 18 dicembre. Apre un blog pinomasciari.org, gira l’Italia a parlare di legalità, invitato da associazioni, scuole e Comuni, e diventa uno scomodo ossimoro: un testimone di giustizia famoso, che cerca protezione nella visibilità e nella solidarietà che tanti gli stanno dando. Marisa ha condiviso ogni sua scelta. È la sua ombra e le sue fondamenta. Senza di lei, dice Pino, senza la sua fermezza, non avrebbe mai deciso di denunciare. Quarantatré anni, elegante, occhi azzurri speciali e una magrezza che, confida, deriva dai disturbi alimentari esplosi dopo lo strappo. La sua vita precedente era la laurea in odontoiatria con 110 e lode, lo studio dentistico avviato con il fratello, la grande casa a Serra San Bruno, ville al mare e in montagna, due tate per i figli, amiche, una famiglia numerosa e unita. Quando il marito è strangolato dalle cosche, che gli incendiano i capannoni e gli gambizzano il fratello, e una giudice di Vibo (poi arrestata nel 2006 nell’operazione anti ’ndrangheta «Dinasty-Do ut des») gli sentenzia il fallimento per un ammanco ridicolo rispetto all’entità dei suoi appalti, Marisa lo incoraggia a non subire più. «Non immaginavo una gestione così improvvisata delle nostre vite, che avevamo riposto con fiducia nelle mani dello Stato». Oggi lei passa le giornate accompagnando i figli a scuola, facendo la spesa, guardandosi attorno in continuazione. Pino ha avuto la scorta solo per alcuni spostamenti, lei mai. Vivono con il contributo statale previsto per i testimoni di giustizia («1.600 euro al mese»), ed entrambi impazziscono senza lavorare: «Il ministero mi ha autorizzato a esercitare la mia professione, stanziando una somma affinché apra uno studio dentistico, ma dovrei farlo a mio nome. E sarebbe come dire ai mafiosi: venite ad ammazzarmi». Carte alla mano, Marisa elenca episodi che ha vissuto come illogiche vessazioni: «Dicono di avermi trovato un posto in una Asl, ma a 70 chilometri da dove sto, come se per me fosse semplice allontanarmi dai miei figli. Mi hanno persino autorizzato a iscriverli a scuola con i veri nomi. Abbiamo alcuni documenti di copertura, sugli altri compare la nostra identità: non li hanno mai uniformati. Intanto dobbiamo nasconderci: Pino è stato operato d’urgenza di peritonite, si era trascurato per non presentarsi in ospedale con il suo nome. La vigilia di Natale del 2004, la Commissione centrale per la protezione dei testimoni non ci ha mandato gli auguri bensì una diffida a non creare conflittualità con il personale preposto alla nostra sicurezza; gli stessi che, quando Pino andava a testimoniare ai processi, parcheggiavano davanti ai tribunali calabresi l’auto con la targa della nostra località protetta… Giocano con le nostre vite. E io la paura me la sento addosso. Tanto varrebbe rientrare nella nostra terra, almeno avremmo i nostri affetti, la nostra casa. Ma ce lo hanno negato, dicono di non poterci garantire sicurezza laggiù. Perché qui, invece?». Sua madre, i due fratelli e la sorella, Marisa li ha rivisti solo due anni fa: lei e il marito sono passati per la Calabria rischiando, pur di incontrare le famiglie che nel ’97 li avevano immaginati in viaggio e dopo mesi di silenzio li piangevano come si piangono i morti. «I miei figli hanno conosciuto la nonna due anni fa. Per loro la clandestinità è la normalità: hanno 12 e 13 anni, non conoscono altra vita che questa. Quando erano piccoli ignoravano il loro cognome, poteva essere pericoloso, potevano riferirlo. Poi un giorno il maggiore ha detto: “Papà, io lo so che non fai davvero il poliziotto”. Ora sanno». È per loro che i Masciari non chiedono il cambio di generalità, che significherebbe trasferirsi ancora, cancellarsi. «La mia libertà, tanto, non la riavrò mai più». Marisa si sente in esilio, «murata viva». La amareggia che il ministero dell’Interno, alle loro proteste per la «gestione burocratica delle nostre vite», risponda con le cifre stanziate, e previste per legge. Anzi, ai testimoni di giustizia andrebbe garantito un tenore di vita pari a quello goduto in precedenza: nel caso dei Masciari, che erano molto agiati, nulla è come prima. «Siamo trattati come pesi, non come risorse. Farci tornare in Calabria sarebbe la vittoria dello Stato: dimostrare che è in grado di proteggerci anche nella terra delle cosche. Darebbe un segnale importantissimo a tutti i cittadini per bene che vogliono denunciare ma hanno paura». Un giornale, intervistando Pino Masciari, ha titolato Dead man walking, uomo morto che cammina. «Fa male, ma è la verità. Tutti e quattro siamo bersagli. E lo saremmo di più se fossimo rimasi isolati, in silenzio: parlare, ricevere solidarietà da ogni parte d’Italia, ci restituisce almeno la dignità ». Agli incontri pubblici di Pino Masciari, ci sono tanti giovani a proteggerlo simbolicamente: a settembre il ministero dell’Interno lo ha infatti autorizzato a spostarsi «in piena autonomia » negandogli la scorta. Settimana prossima, diversi comuni piemontesi gli conferiranno la cittadinanza onoraria, come già hanno fatto Torino e Bologna. Marisa lo seguirà: a Ivrea, a Nichelino, a Cuneo, a Chieri. E forse, per la prima volta, anche lei parlerà davanti a una platea. Per buttar fuori, con voce carezzevole e sofferente, il suo senso dello Stato «tradito dallo Stato». Emanuela Zuccalà |
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Una settimana di Cittadinanza Onorarie e incontri in Piemonte
In Piemonte, dopo Torino, tante amministrazioni di piccoli e grandi comuni hanno deciso di sostenere la famiglia Masciari nel suo percorso di testimonianza, dimostrando attenzione e sensibilità ai valori di legalità e giustizia propri di chi si oppone al sistema mafioso. Sono ben 4 infatti le città che hanno deciso di avere Pino Masciari, la moglie e in un caso i figli, come loro concittadini insignendoli della Cittadinanza Onoraria: Alpignano, Ivrea, Nichelino e Chieri. QUI troverete il calendario dei conferimenti e degli incontri nelle scuole. Molti comuni così facendo stanno dando un chiaro segnale di vicinanza a Pino e di conseguenza di vicinanza alla legalità e alla giustizia! Con la speranza che in un prossimo futuro il numero dei comuni diventi sempre più ampio! |
| Giorgio.R | |
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Sul SITO di Pino è presente la registrazione video del conferimento della Cittadinanza Onoraria a Pino Masciari del comune di Ivrea!
Un momento emozionante per tutti! Lasciate un commento per condividere insieme a Pino e alla sua famiglia questo momento importante! |
| Giorgio.R | |
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Nichelino
Tre assemblee nelle scuole e una quarta in Comune, con la cittadinanza Mattina al Maxwell di Nichelino Pino davanti a molti ragazzi sembra quasi a suo agio; si presenta come imprenditore, racconta di se, della sua vita in calabria, delle sue aziende, dei suoi affari che andavano a gonfie vele; sorride ricordando il suo sogno di ingrandire l’impresa del padre entrando a far parte del mondo degli appalti pubblici. http://www.pinomascia... |
| Giorgio.R | |
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La settimana piemontese si è conclusa con note molto positive per Pino e per i suoi amici. Gli incontri ai quali Pino ha partecipato sono stati un tocca sana per la famiglia Masciari, specialmente in questo momento importante che vedrà il TAR del Lazio pronunciarsi sul ricorso presentato da Pino. La data della sentenza sarà il 18 di dicembre.
Vorrei che tutti voi possiate condividere questo momento positivo con la famiglia Masciari e per farlo basta semplicemente andare sul sito di Pino e leggere le toccanti testimonianze dei ragazzi che hanno assistito agli incontri e magari anche lasciare un commento, non servono grandi parole, per Pino è utile anche un semplice saluto per sentire che gli siamo vicino. Incontro a CUNEO Incontro ad ALPIGNANO Incontro a CHIERI Incontro a PINEROLO Incontro a GRUGLIASCO |
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Questa sera alle 23.30 all'interno dell'approfondimento "Dossier Storie" del Tg2 andrà in onda un intervista fatta a Marisa Masciari. Durante il Tg2 delle 20.30 verrà data notizia dell'intervista che successivamente trasmetteranno in tarda serata.
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COMUNICATO STAMPA
” Dico Basta! voglio vivere pienamente o morire!” Il 7 aprile a Roma, alle ore 10, l'imprenditore e testimone di giustizia GiuseppeMasciari inizierà lo sciopero della fame e della sete. Cittadino che ha denunciato la 'ndrangheta, Giuseppe Masciari vive da 12 anni sotto il programma di protezione che ha "sospeso" la sua vita, comportandogli privazioni e sofferenze patite unitamente alla sua famiglia . Il Tar Lazio, in data 23 gennaio 2009, dopo ben quattro anni di attesa, ha emesso la sentenza sul ricorso presentato dal Masciari nel 2004 contro la revoca del programma di protezione cui era sottoposto. Ad oggi, tale sentenza non trova attuazione da parte del competente Ministero degli Interni, nonostante la richiesta di ottemperanza. L'estremo gesto di protesta a cui ora Giuseppe Masciari si accinge è una costrizione dettata dalla necessità di vedere riconosciuti i diritti, suoi e della sua famiglia, a vivere in sicurezza e a riprendere una attività lavorativa, anche se non più da imprenditore quale egli era precedentemente alla denuncia . La protesta avrà luogo nei pressi del Palazzo del Quirinale, in quanto riferimento istituzionale della garanzia dei diritti costituzionali della Repubblica Italiana Pino legge il comunicato stampa Il messaggio audio di Marisa, moglie di Pino |
| Giorgio.R | |
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A tutti gli amici di Pino Masciari.
Lo vedete ben evidente sul blog di Pino Masciari (http://www.pinomascia... Noi direttamente non possiamo ottemperare la sentenza emessa dal TAR (“ottemperare” è diventata la parola di moda in questi giorni): questo è compito del Ministero degli Interni. Ma se ognuno di noi fa la sua parte, così come abbiamo fatto in questi anni stando accanto alla famiglia Masciari, la somma di ogni nostra singola parte farà la differenza. C'è una sezione apposita sul blog, di azioni DA FARE (http://difesapopolare... E accettiamo qualsiasi altra idea per sbilanciare la Storia verso il Diritto e la Giustizia. Perchè crediamo che questa rivoluzione si possa fare, perchè é limpida, pulita, non violenta, determinata e giusta! come non mai, figlia dell'insegnamento che alle persone come i Masciari si sta al fianco soprattutto ora che sono vivi e non si lasciano mai sole, dimenticate, a diventare bersagli degli attacchi più vili. Sappiamo tutti che fu così in passato in Italia e non possiamo più permetterlo e permettercelo. Ci indigniamo, ci appassioniamo, ci incazziamo pure, sempre nel rispetto delle Istituzioni, ma noi sappiamo e abbiamo le prove che le ragioni di Pino, Mari, Fra e Otta sono tante e tali che devono essere riconosciute: perchè é inaccettabile che siano le nostre Istituzioni a non rispettare loro stesse. Fino all'ultimo secondo del countdown noi ci impegneremo, ci muoveremo, ci inventeremo di tutto e di più perchè si ottempri la sentenza e Pino non proceda con lo sciopero della fame e della sete, perchè sappiamo come sa lui stesso, così come Mari, che la sua salute non sosterrà a lungo le privazioni. Ma come in questi ultimi dodici anni, Pino agirebbe di nuovo secondo il criterio di fare quello che é giusto, e non ciò che é più conveniente. Perchè la battaglia per riaffermare i diritti funziona solo in questo modo. Non c'é altra via. Rete splendida delle amiche e degli amici di Pino Masciari, tu che lo conosci da anni, tu che lo hai ascoltato in una conferenza della tua città, tu che segui il blog da più o meno tempo, è ORA di vivere la Storia e non esserne spettatore. Perchè chi fa le rivoluzioni non sta dietro alla macchina fotografica che le documenta, ma davanti, e non si ferma in posa per sorridere. Non c'è il tempo di fermarsi, il conto alla rovescia non si può fermare. Questa volta in Italia chi è stato vittima del malaffare non sarà solo, sarà immerso tra le persone per bene e la rivoluzione è tutta qua: questa volta non saremo complici dell'ingiustizia della quale siamo a conoscenza e finalmente eviteremo di diventare tutti complici del misfatto e pentiti di non aver fatto quanto era in nostro potere per ristabilire il Diritto e il Giusto. Avanti così, tutti al fianco di Pino, Marisa, Ottavia, Francesco! Tutti attivi perchè arrivi l'ottemperanza della sentenza del TAR! Per la loro vita, la loro sicurezza e il loro re-inserimento nella società! Per i Diritti di tutti i cittadini! |