Worldwide Beppe Grillo Meetup Message Board › L'arroganza della camorra
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Domanda: http://beppegrillo.me... Scrive oggi Roberto Saviano su Repubblica (almeno lui la scorta ce l'ha, Pino no!): "..Infine, il 18 settembre, trivellano prima Antonio Celiento, titolare di una sala giochi a Baia Verde, e un quarto d'ora dopo aprono un fuoco di 130 proiettili di pistole e kalashnikov contro gli africani riuniti dentro e davanti la sartoria "Ob Ob Exotic Fashion" di Castel Volturno. Muoiono Samuel Kwaku, 26 anni, e Alaj Ababa, del Togo; Cristopher Adams e Alex Geemes, 28 anni, liberiani; Kwame Yulius Francis, 31 anni, e Eric Yeboah, 25, ghanesi, mentre viene ricoverato con ferite gravi Joseph Ayimbora, 34 anni, anche lui del Ghana. Solo uno o due di loro avevano forse a che fare con la droga, gli altri erano lì per caso, lavoravano duro nei cantieri o dove capitava, e pure nella sartoria. Sedici vittime in meno di sei mesi. Qualsiasi paese democratico con una situazione del genere avrebbe vacillato. Qui da noi, nonostante tutto, neanche se n'è parlato. Neanche si era a conoscenza da Roma in su di questa scia di sangue e di questo terrorismo, che non parla arabo, che non ha stelle a cinque punte, ma comanda e domina senza contrasto. Ammazzano chiunque si opponga. Ammazzano chiunque capiti sotto tiro, senza riguardi per nessuno. La lista dei morti potrebbe essere più lunga, molto più lunga. E per tutti questi mesi nessuno ha informato l'opinione pubblica che girava questa "paranza di fuoco". Paranza, come le barche che escono a pescare insieme in alto mare. Nessuno ne ha rivelato i nomi sino a quando non hanno fatto strage a Castel Volturno. Ma sono sempre gli stessi, usano sempre le stesse armi, anche se cercano di modificarle per trarre in inganno la scientifica, segno che ne hanno a disposizione poche. Non entrano in contatto con le famiglie, stanno rigorosamente fra di loro. Ogni tanto qualcuno li intravede nei bar di qualche paesone, dove si fermano per riempirsi d'alcol. E da sei mesi nessuno riesce ad acciuffarli. Castel Volturno, territorio dove è avvenuta la maggior parte dei delitti, non è un luogo qualsiasi. Non è un quartiere degradato, un ghetto per reietti e sfruttati come se ne possono trovare anche altrove, anche se ormai certe sue zone somigliano più alle hometown dell'Africa che al luogo di turismo balneare per il quale erano state costruite le sue villette. Castel Volturno è il luogo dove i Coppola edificarono la più grande cittadella abusiva del mondo, il celebre Villaggio Coppola. Ottocentosessantatremila metri quadrati occupati col cemento. Che abusivamente presero il posto di una delle più grandi pinete marittime del Mediterraneo. Abusivo l'ospedale, abusiva la caserma dei carabinieri, abusive le poste. Tutto abusivo. Ci andarono ad abitare le famiglie dei soldati della Nato. Quando se ne andarono, il territorio cadde nell'abbandono più totale e divenne tutto feudo di Francesco Bidognetti e al tempo stesso territorio della mafia nigeriana. I nigeriani hanno una mafia potente con la quale ai Casalesi conveniva allearsi, il loro paese è diventato uno snodo nel traffico internazionale di cocaina e le organizzazioni nigeriane sono potentissime, capaci di investire soprattutto nei money transfer, i punti attraverso i quali tutti gli immigrati del mondo inviano i soldi a casa. Attraverso questi, i nigeriani controllano soldi e persone. Da Castel Volturno transita la coca africana diretta soprattutto in Inghilterra. Le tasse sul traffico che quindi il clan impone non sono soltanto il pizzo sullo spaccio al minuto, ma accordi di una sorta di joint venture. Ora però i nigeriani sono potenti, potentissimi. Così come lo è la mafia albanese, con la quale i Casalesi sono in affari. E il clan si sta slabbrando, teme di non essere più riconosciuto come chi comanda per primo e per ultimo sul territorio. Ed ecco che nei vuoti si insinuano gli uomini della paranza. Uccidono dei pesci piccoli albanesi come azione dimostrativa, fanno strage di africani - e fra questi nessuno viene dalla Nigeria - colpiscono gli ultimi anelli della catena di gerarchie etniche e criminali. Muoiono ragazzi onesti, ma come sempre, in questa terra, per morire non dev'esserci una ragione. E basta poco per essere diffamati. I ragazzi africani uccisi erano immediatamente tutti "trafficanti" come furono "camorristi" Giuseppe Rovescio e Vincenzo Natale, ammazzati a Villa Literno il 23 settembre 2003 perché erano fermi a prendere una birra vicino a Francesco Galoppo, affiliato del clan Bidognetti. Anche loro furono subito battezzati come criminali. Non è la prima volta che si compie da quelle parti una mattanza di immigrati. Nel 1990 Augusto La Torre, boss di Mondragone, partì con i suoi fedelissimi alla volta di un bar che, pur gestito da italiani, era diventato un punto di incontro per lo spaccio degli africani. Tutto avveniva sempre lungo la statale Domitiana, a Pescopagano, pochi chilometri a nord di Castel Volturno, però già in territorio mondragonese. Uccisero sei persone, fra cui il gestore, e ne ferirono molte altre. Anche quello era stato il culmine di una serie di azioni contro gli stranieri, ma i Casalesi che pure approvavano le intimidazioni non gradirono la strage. La Torre dovette incassare critiche pesanti da parte di Francesco "Sandokan" Schiavone. Ma ora i tempi sono cambiati e permettono di lasciar esercitare una violenza indiscriminata a un gruppo di cocainomani armati. ....... Chiedo di nuovo alla mia terra che immagine abbia di sé. Lo chiedo anche a tutte quelle associazioni di donne e uomini che in grande silenzio qui lavorano e si impegnano. A quei pochi politici che riescono a rimanere credibili, che resistono alle tentazioni della collusione o della rinuncia a combattere il potere dei clan. A tutti coloro che fanno bene il loro lavoro, a tutti coloro che cercano di vivere onestamente, come in qualsiasi altra parte del mondo. A tutte queste persone. Che sono sempre di più, ma sono sempre più sole. Perché la devastazione cresce proporzionalmente con i loro affari, perché è irreversibile come la terra una volta per tutte appestata, perché non conosce limiti. Perché là fuori si aggirano sei killer abbrutiti e strafatti, con licenza di uccidere e non mandato, che non si fermano di fronte a nessuno. Perché sono loro l'immagine e somiglianza di ciò che regna oggi su queste terre e di quel che le attende domani, dopodomani, nel futuro. Bisogna trovare la forza di cambiare. Ora, o mai più. Copyright 2008 by Roberto Saviano ...... http://www.repubblica... Edited by catals on Sep 22, 2008 4:25 PM |
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| Francesca Costa | |
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Roberto Saviano (Napoli, 22 settembre 1979) è un giornalista e scrittore italiano. Nei suoi scritti, articoli e nel suo libro usa la letteratura e il reportage per raccontare la realtà economica, di territorio e d'impresa della camorra e della criminalità organizzata in genere.
Nel 2006 in seguito al successo del "romanzo-nofiction" Gomorra, fortemente accusatorio nei confronti delle attività camorristiche, ha subito pesanti minacce, confermate da dichiarazioni di collaboratori di giustizia e informative che hanno svelato il progetto di eliminarlo da parte del clan dei Casalesi. Dopo le indagini dei Carabinieri di Napoli l'allora ministro dell'interno Giuliano Amato gli ha conferito una scorta e lo ha cautelativamente trasferito lontano da Napoli. Vive sotto scorta dal 13 ottobre 2006. http://it.wikipedia.o... A me non importa sapere chi è Dio, a me importa sapere da che parte sta Il clan dei Casalesi arriva ovunque ![]() SOSTENIAMO SAVIANO, un potere, anche se piccolo, lo abbiamo sempre Francesca Costa |
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L'arroganza della Camorra non ha confini: leggete qui è inorridite!
Ma quando riusciremo a sconfiggere questo malcostume, quando??!!! ![]() Se avete soluzioni, parlate! ![]() catals ![]() Edited by catals on Nov 19, 2008 4:07 PM |
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http://www.repubblica...
Due pensieri hanno riempito immediatamente la mente nell'apprendere dal giornale questa notizia. Il primissimo, piacevole e soddisfatto, di aver assicurato un nuovo pezzo grosso della criminalità organizzata all'autorità giudiziaria, ha da quasi subito lasciato spazio al pensiero che si lega alla domanda di come e perche' stanno cadendo tutte le pedine della parte armata del sistema camorrastico. Come mai? Anche la camorra si sta evolvendo come ha fatto la mafia negli anni? In calo,in termini di numero i fatti di cronaca e di delitti di mafia,imentre e' sotto gli occhi di tutti che l'organizzazione delle cosche e' passata dalla lupara e l'acido, all'influenzare la vita politica del Paese e delle realtà locali, alla legge ad hoc per la tutela dei propri interessi, agli appalti, alle operazioni finanziarie,di fatto condizionando i palazzi del potere e quelli delle piazze finanziarie del mondo. La politica "deviata" sta scaricando il braccio assassino rafforzando quello del politico e dell'amministratore "controllato"? Cosa ne pensate? |
| iciano | |
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certo...come ho letto qualche post indietro che "quelle donne" si aspettavano qualcosa che non avevano neanche prima...ma questo gli hanno insegnato della nostra cultura ...e sopratutto la religione glielo ha descritto ... e ora sono quà...lontano dalla disgrazia della guerra e dall'impossibilità di poter avere cura del loro terreno coltivando cio' che potrebbe essere la vita...nella loro terra
40 anni fà nelle nostre campagne veniva trasmessa la voce che il lavoro era ormai nelle fabbriche il futuro era quello e insieme alla televisione alla pubblicità avveniva l'esodo verso le città e l'abbandono della propria terra lasciando irrisolto il problema per cui questa terra non aveva o forse non rappresentava piu' una risorsa per la gente... al sud poi non ne parliamo...roba come carne da macello ...i famosi emigranti ma è vero che la terra non aveva o dava piu' risorse...???no non è mai stato vero e mai lo sarà e non è che ci vuole uno scienziato per dirlo... la gente comune quella che si deve arrangiare in ogni caso per vivere cresce con quello che questa cultura gli lascia credere...non gli si puo' chiedere di ribellarsi quando neanche sanno come sarebbero fatte le vere regole (?) la collusione non è altro che l'adattamento a questa società che si muove solo di approfittamenti proprio perchè è il "profitto" la vera regola della nostra vita...l'adeguarsi e se possibile emergere in questa società per malazioni mafie camorre andranghete e robe varie sono un po' come la banda bassotti...delle icone di riferimento per i media che vogliono sempre uno sfogo almeno della curiosità...intanto pensate un po' Milano 1-2-3-4 pensate alla cordata alitalia alla telecom di Tavaroli ai morti suicidi dell'Eni alla Mondadori alla Standa alle acciaierie alle automobili pensate soprattutto al cemento ecco dov'è nascosta l'informazione ...nel cemento iciano |