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INIZIATIVA DI DEMOCRAZIA "RADICALE"

catals
Posted Aug 5, 2008 4:21 PM
catals
Creazzo, VI
Post #: 1,545
ho proposto questo,devilish

italiani, un popolo incentivato all'indebitamento,
cause e responsabili cercasi!

e affinche' le chiacchiere non siano inutili .doppio filmatino produttivobiggrin

http://it.youtube.com...
http://it.youtube.com...

Sì, sì, sì! Quotiamo in pienobiggrin
Fausto
Posted Sep 1, 2008 2:02 PM
F-F-
Padova, PD
Post #: 27
Il mondo radicale si presenta pieno di contraddizioni. Mi spiego. Da un parte continuano con iniziative lodevolissime, dall'altra commettono degli errori madornali.
Appoggio logicamente l'iniziativa di confrontarsi.

Buone le chiacchiere, però i galani...

Xo venexian, scuseme!
catals
Posted Sep 2, 2008 2:14 PM
catals
Creazzo, VI
Post #: 1,686
Ciao Fausto, legittime le tue perplessità, ma riteniamo davvero che questa sia una splendida iniziativa, unica nel suo genere, che se mantiene le premesse darà una ventata di aria fresca in questo mondo ogni giorno che passa troppo ammuffito e privo di innovazioni degne di questo nome.
Questi alcuni degli argomenti:
Francesco Amitrano (Partito democratico di Marano di Napoli) - La Democrazia e il decisionismo di Berlusconi
Alessandro Capriccioli (Associazione Luca Coscioni) - Soccorso civile
Silvia Giacomelli - Il testamento biologico e la necessità di politiche di fine vita
Nicola Mattina - Spazio pubblico digitale
Stefano Bilotti - Il Digital Divide. Caso Italia
Giovanni Organtini - La libertà di voto
Alfredo Pauciulo - Economia per la Libertà. Riforme "rivoluzionarie" economiche e monetarie per una società di individui liberi dalle moderne forme di schiavitù e dipendenza. Autosufficienza economica ed indipendenza di pensiero. Il bene del tempo disponibile come strumento di conoscenza e libertà.
Alfredo Pauciulo - I collegi uninominali a lista proporzionale con scelta delle candidature attraverso elezioni primarie. Rompere l'autoconservazione medicea (nella Firenze dei De' Medici era istituito un sistema di voto simile alle attuali liste bloccate) dovuta all'attuale "antidemocratico" sistema elettorale dei "non eletti". Proposta di Referendum abrogativo.
Paolo Melis - Cittadini in divisa: diritti umani e libertà fondamentali. Un salvacondotto per il nostro sistema democratico. Quando l'Italia preferisce imitare l'Albania, l' Armenia, il Kazakistan, il Kirgikistan, la Moldavia, il Turkmenistan e l'Uzbekistan, piuttosto che il resto dell'Europa.
Davide Crimi - Internet come strumento per la libertà di parola. La filosofia open source come espressione progressista e anticorporativa. Oltre l'antagonismo destra/sinistra: partecipazione, emancipazione.
Enzo Russo - Abuso delle procedure di bilancio che emarginano il Parlamento. Riforma delle procedure di bilancio come stravolte dall'anticipazione della manovra d'estate rispetto allo stesso DPEF, al bilancio di assestamento, alla relazione previsionale e programmatica, alla legge finanziaria.
Rufo Guerreschi - Telematics Freedom Foundation
Pino Strano - Associazione Lista Partecipata
Raffaela Trequattrini- Trasparenza delle amministrazioni locali. Le scelte che riguardano l'investimento del budget in gestione ai vari Assessorati sono spesso dettate da obiettivi di natura clientelare piuttosto che da un'analisi sulle effettive esigenze dei territori.
Giovanni Merendino - Famiglia di fatto e di diritto: ma la famiglia è un semplice fatto oppure deve essere un vero diritto?
Palmira Mancuso - "Noi siamo quelli che aspettavamo": Radicali in Sicilia, prospettive e necessità di coordinarsi
Andrea Ferrise - "La sicurezza e il Grande Fratello Statalizzato". Cosa si è disposti a sacrificare per potersi sentire sicuri? Rinunciare alla propria intimità rende veramente sicuri? Siete disposti a perdere la libertà in favore di una presunta sicurezza?
Pasqualino Del Grosso - Welfare e democrazia: un rapporto produttivo o parassitario?
Francesco Raucea - L'Anarcosocialismo di Silvio Gesell ed il suo sistema economico a misura d'uomo affinchè il Socialismo torni a vincere.
Elisabetta Mirra - "Ecologia diretta": problemi e prospettive di una cittadinanza per il pianeta
Guido Allegrezza (blog Lampi di pensiero) - Dalla gente ai Cittadini: investire su sé stessi per investire nella comunità
Giovanni Palmieri - La corruzione in Italia: specificità, fasi evolutive, interazioni storiche e socio-politiche, influssi sulla società e rapporti con la politica.
Ernesto Belisario - Governo 2.0: le norme sull'e-partecipation sono destinate a rimanere sulla carta?
Mirella Belvisi - L'attuazione dei diritti costituzionali ed europei dall'informazione alla partecipazione
Simone Zuin - La Decrescita Felice come nuovo modello economico democratico
Mario Staderini - Una proposta per la democrazia comunale: il CCCP (Consigliere comunale collettivo e partecipato)
Robin Good - Web 2.0 e democrazia: Il web offre realmente maggiori opportunità di partecipazione democratica?
Aldo Santoro e Caterina Franchina - "La banalità del male": da un libro della storica Hannah Arendt la certezza che il totalitarismo delle idee porti alla scelta del male per ragioni di opportunismo e di inconsapevolezza di ciò che è il bene. L'altra faccia della stasi del mondo moderno
Roberto Malini Gruppo EveryOne - Democrazia e difesa delle minoranze. Il caso dei Rom in Italia
Nuovo Municipio - Costruire dal basso un progetto comune: la politica da professione ad agire condiviso.
Critica liberale - Diritti dei lettori e proprietà dell'informazione
Francesca Costa (Onerpo) - “Democrazia paritaria”: tema imprescindibile la cui emergenza deve essere assolutamente affrontata in un Paese che si vuole definire democratico; la questione femminile ha ancora molti, troppi nodi cruciali da risolvere.
Girolamo Foti - Allarme Italia ....

http://barcamp.org/de...

Esserci potrebbe essere la vera opportunità per tutti noi che, di ascoltare, parlare ed imparare non ci stanchiamo proprio maiwink
Che ne dici?
catals
Francesca Costa
Posted Sep 2, 2008 3:36 PM
user 6543272
Pordenone, PN
Post #: 318
Il mondo radicale si presenta pieno di contraddizioni. Mi spiego. Da un parte continuano con iniziative lodevolissime, dall'altra commettono degli errori madornali.
Appoggio logicamente l'iniziativa di confrontarsi... Fausto

Il confronto sulle tematiche da affrontare è importantissimo e da esso potrebbero scatutire idee comuni. Chi ha proposto l'iniziativa penso sia andato oltre schemi precostituiti. wink

Esserci potrebbe essere la vera opportunità per tutti noi che, di ascoltare, parlare ed imparare non ci stanchiamo proprio mai... Catals

Quando le iniziative non hanno colore, ma lasciano spazio alle voci di qualisiasi natura esse siano, sono sempre positive. Se nel nostro Paese ci fosse più collaborazione per una costruzione di veri obiettivi da poter attuare insieme, senza mere speculzioni partitiche o personalistiche allora si getterebbero le basi di un bene/ssere comune. Del resto i problemi sono molti, poter dar voce ai/lle cittadini/e sarebbe la miglior procedura per risolverli. laughing

Francesca Costa
catals
Posted Oct 3, 2008 2:50 PM
catals
Creazzo, VI
Post #: 1,867
In anteprima pubblichiamo sul meetup gli interventi che faremo durante il barcamp organizzato da Radio Radicale domani 4 ottobre a Roma.
Parte di Aldo....

Carissimi amici,
sono Aldo Santoro, faccio parte del forum "Gli altoparlanti in difesa dei cittadini - meetup 459 di Creazzo" di cui sono responsabile insieme a Caterina e che comprende 96 amici, che fra attivisti, lettori e scrittori, ci sostengono in questo sogno fondato sui valori della legalità,della giustizia e della trasparenza utilizzando in maniera prevalente la rete informatica come strumento di interscambio e diffusione.
Chi ci vuole etichettare, tra la fretta e la superficialità ci chiama grillini, quasi volendoci legare indissolubilmente all'immagine del nostro amato comico genovese, farci nascere e morire (speriamo tra 100 anni) con lui senza autonomia e indipendenza di idee;chi ci chiama grillini vuole forse darci l'etichetta della temporaneità della nostra esistenza politica sociale, così come ad esempio "i figli dei fiori" o "i girotondini" legati ad un momento della storia dei tempi e non destinati ad un processo di lungo corso, ma come un arcobaleno, regalare i colori al cielo dopo un temporale e dopo la nostra vivace e breve esistenza, sparire nel nulla.
Alla luce di ciò, ci siamo prepotentemente tolti di dosso questa etichetta e non facciamo come chi guardando i propri piedi per paura di inciampare sbatte contro un muro, ma guardiamo lontano, accanto a noi, intorno a noi, a tutti gli affini nello spirito e gli uguali combattenti dei valori più veri volendo costruire una società che ad essi si adegui e sia a misura.
Come "Altoparlanti" cerchiamo di vivere in mezzo alla gente intepretandone bisogni, necessità, esigenze di medio e lungo corso.
I valori della legalità e della trasparenza ispirano il nostro gruppo e persone come Pino Masciari, a cui lo stesso è dedicato, rappresentano lo stimolo di un'attività che mira a realizzare i sogni di democrazia, libertà e progresso civile del nostro Paese che tante volte e per tanto tempo si dimentica di coloro che si battono, affrontando in prima persona espressioni di malavita organizzata con cui si sono scontrati nel normale scorrere degli eventi di una quotidianità che nella contingenza si affida allo Stato per renderlo più forte attraverso una denuncia di chi continua a causarne crepe nella sua affidabilità, finendo fatalmente dallo stesso Stato abbandonati e vittime una volta di più della situazione che li ha resi protagonisti.
Cerchiamo di denunciare i casi di un precariato che oltre la crisi è una volta di più senza un perchè, come quello dei dipendenti della Molini Gazzi, ormai ex dipendenti della Molini Gazzi di Messina, che si sono trovati in mezzo ad una strada dopo aver fatto parte di un'azienda fiorente, che però all'improvviso ha visto il terreno dove la stessa sorgeva, trasformata da terreno a destinazione industriale ad edificabile, avviarsi con un "magheggio" economico al fallimento ed a partire dal 25 ottobre irrimediabilmente licenziati (o forse no, con l'intervento della politica); oppure il caso degli operatori socio sanitari di Venezia, lavoratori a tempo, perchè cronometrati nel vero senso della parola, nei loro spostamenti, nelle loro prestazioni, non tutelati adeguatamente nella malattie, vittime di un sistema che ha deciso di risparmiare sui dipendenti "da 1000 euro al mese", categoria ricca di esponenti e sempre più vessata.
Come "Altoparlanti" cerchiamo di informare ed informarci su di un problema molto caro, in tutti i sensi, alle famiglie italiane, i mutui, inserendo su di un apposito 3d, che vi invitiamo a visitare, istruzioni per l'uso ed avvertenze per evitare di finire nelle mani dei piraña che si annidano negli istituti di credito.
Come "Altoparlanti" stiamo cercando di vincere, con il supporto determinante di Radio Radicale la battaglia per la trasparenza a Creazzo, che vuole gettare un primo seme con l'installazione di una webcam (giacchè non ci permettono come bloggers di riprendere in autonomia) a video registrare e proiettare in streaming i lavori del Consiglio Comunale e poi sviluppare un processo di informazione capillare di atti e documenti attraverso il sito internet del Comune, disponibile sempre e comunque a tutti gli utenti.
Tuttavia per dare un valore aggiunto a queste nostre battaglie, c'è bisogno di un substrato morale che non possiamo trascurare e per parlare di ciò dò la parola a Caterina Franchina, mia moglie. Grazie.

catals
Posted Oct 3, 2008 2:51 PM
catals
Creazzo, VI
Post #: 1,868
.....Parte di Caterina

Intanto buongiorno a tutti i presenti in sala ed un grazie a mio marito di avermi passato la parola... sembra di essere a casa...nei nostri consueti dialoghi, scusatemi se esco fuori dalla forma ma mi sento tra amici e quindi il mio atteggiamento e' consono al mio stato d'animo.
Le ragioni per cui, quando qualche anno fa io ed Aldo ci siamo innamorati, lui perchè sicuramente in me ha trovato la gemella di Claudia Schiffer, io invece rimasi tramortita perchè, nel pieno del mio moto idealistico post universitario e che poi gioco forza hanno costituito la spina dorsale del mio carattere e del mio modus agendi trovai in lui l'incarnazione della nostra dissertazione: conoscere il male per scegliere il bene.
I contenuti di questa sezione di "Barcamp" mi vietano di non indugiare per evitare di annoiare degli uditori molto attenti alla contemporaneità in essere, su aspetti di teoria ma mi permetto di chiedervi una wild card.
"La banalità del male", motivo conduttore del nostro intervento, è un inno alla speranza per un uomo moderno che si trova con le spalle al muro; esso trae spunto da i lavori di Hannah Arendt, filosofa e storica tedesca naturalizzata statunitense. I lavori della Arendt riguardarono la natura del potere, la politica, l'autorità e il totalitarismo. Nel suo resoconto del processo ad Eichmann per il New Yorker, che divenne poi il libro “La banalità del male – Eichmann a Gerusalemme” (1963), ha sollevato la questione che il male possa non essere radicale ma semplicemente originato dalla banalità e dalla propensione del popolo a non correre rischi , nella fattispecie, sotto il regime nazista, atteggiamento che evitò ogni ribellione. Oggi che come non mai, si sente soffiare il vento di una "dittatura soft" come dice Ezio Mauro e di una Repubblica che vive a più riprese una grave umiliazione, con le leggi ad personam che ritornano, il governo del Paese ridotto a scudo privato del premier, la maggioranza parlamentare trasformata in avvocato difensore di un cittadino indagato che vuole sfuggire al suo legittimo giudice, deformando le norme, sembra di grandissima attualità parlare di "etica della responsabilità", alla luce dello spettro di un totalitarismo che ritorna, ma che si maschera e si nasconde colpendo alle spalle come un nemico vigliacco la nostra democrazia.
Allora come ora, gli italiani hanno scelto il più forte per traghettare il nostro Paese in un momento di enorme difficoltà, lui che abile comunicatore, vincente imprenditore, anchorman della politica, non c'è traguardo lecito ed illecito che si è prefisso che non sia riuscito con ferma determinazione a raggiungere e con il nostro tacito placet.
Gli Italiani a torto o a ragione hanno scelto lui, ed ora come allora c'è un popolo che pur consapevole di ciò che sta inesorabilmente accadendo intorno a noi non riesce a ribellarsi con la determinazione che dovrebbe perpetrare per il trionfo di una libertà di intenti e di una democrazia reale.
Oggi più che mai la storia ed i popoli che la determinano hanno la necessità di rivolgersi ad una teoria della morale, un sistema di valori a cui rivolgersi in momenti di contigenza evitando, alla luce della loro evidenza di rivolgersi al male dotato di maggiore attrativa, di una maggiore opportunità e maggiore utilitarismo ma che ci sottrae, ci ruba, quella possibilità di vivere e lottare per il migliore dei mondi possibili.
Lo stesso infatti non è come disse qualcuno "Berlusconi che ha espresso la sua solidarietà al governatore Del Turco, dalla cella accanto" ma assolutamente il fine ultimo della nostra azione sociale.
Infatti senza un patrimonio di valori su cui fondarsi, la nostra azione socio politica è come un gigante dai piedi d'argilla destinato fatalmente a non stare il piedi ed a barcollare crollando pesantemente a terra al suo primo passo.
Questo è un lusso che noi tutti non ci possiamo permettere, come individui che sono certa, nutriamo la stessa ambizione di diventare in questa società promotori ed attori di un bisogno di cambiamento che ci attraversa e che purtroppo ci trova imbrigliati come un toro nell'arena, destinati a soffrire e fatalmente a soccombere con un torero che si chiama totalitarismo delle idee e si serve dei mezzi a sua disposizione ( radio, giornali e tv) per impedire la personalizzazione delle idee, per impedirci di scegliere superando la contingenza degli eventi, paralizzare i nostri bisogni che non sono principio di superbia ed egoismo ma motori mobili di questa società al bivio. Carissimi amici, è forse anche troppo facile piegarsi agli eventi in un passivo fatalismo, ma per resistere alle tentazione e contribuire davvero alla realizzazione del migliore dei mondi possibili dobbiamo guardare come fece la nostra autrice Arendt agli esempi più alti, punendo, escludendo "dalla compagnia dei giusti", tutti noi, coloro i quali non nutrono il nostro stesso sentire e non vivono sentendo la sofferenza dell'umanità come dolore, non capendo come aiutando gli altri si aiuti in realtà se stessi.
Credere connesso a voglia di lottare può rendere realizzabile l'irrealizzabile, sia in occasione di avvenimenti di eccezionale intensità emotiva sia nell'affermazione quotidiana delle proprie convinzioni etiche. Interroghiamoci sulle possibilità di agire autonomamente, di pensare di vivere, di costruire un mondo in cui possa essere realizzato l'ideale; un' utopia che condivisa da tutti noi può finalmente diventare realtà?

Francesca Costa
Posted Oct 4, 2008 6:42 AM
user 6543272
Pordenone, PN
Post #: 375
Grazie ai Catals per aver condiviso con noi il loro intervento così pieno di buon senso che sembrerebbe mancare a chi dovrebbe averne, soprattutto perchè prende decisoni che ci riguardano tutti. Prendendo esempio da loro Catals) e anche io vi posto il mio "contributo alla non conferenza".
Purtroppo, non ho potuto partecipare al Barcamp di Radioradicale, ma era irrinunciabile per me la partecipazione. Per tale motivo, suono alla mia voce è stata data da Gloria Kassar, una givane donna a cui va tutta la mia stima.
Il titolo dell'iniziativa era: esperimenti democratici nella crisi della (non)democrazia. Il mio argomento:
“Democrazia paritaria”: tema imprescindibile la cui emergenza deve essere assolutamente affrontata in un Paese che si vuole definire democratico; la questione femminile ha ancora molti, troppi nodi cruciali da risolvere.

Prima parte

Gentile pubblico,
sono immensamente dispiaciuta per l’impossibilità di poter partecipare di persona a questa “non conferenza”. Tuttavia mi premeva presentare quelli che per me sono i nodi cruciali per la realizzazione dell’uguaglianza di genere. Ringrazio quindi Gloria Kassar che gentilmente darà voce al mio pensiero. Quello che vorrei affrontare e la cui problematicità vorrei condividere con tutti/e voi è la tematica che rappresenta l’emergenza della democrazia paritaria. In questo paese essa è disattesa e ciò non è degno di uno stato che si vuole definire democratico. Questo incontro dunque ci dà l’occasione di confrontare i nostri punti di vista e le nostre esperienze su una tematica così fondamentale. Per lungo tempo le donne sono state considerate sottospecie del genere umano, accessorio del capofamiglia (padre o marito) e mi riferisco al pensiero risorgimentale di Gioberti, secondo cui "La donna è in un certo modo verso l’uomo ciò che è il vegetale verso l’animale, o la pianta parassita verso quella che si regge e si sostentata da sé".
Per poter comprendere le ragioni della mancata attuazione della democrazia paritaria non si può prescindere dal fattore culturale che permea la società. Essa vede al suo interno svariate differenze, fra cui quella di genere e ne deve determinare l’uguaglianza, disattesa nonostante sia garantita da articoli di legge presenti anche all’interno della Costituzione Italiana.
Cultura che passa attraverso i media proponenti modelli di marketing, in una società che ha perso il senso dell’essere a vantaggio dell’avere – possedere. L’anima del commercio si fonda ormai sulla commercializzazione, che non risparmia di certo il corpo femminile, possibilmente presentato più nudo possibile. Della nudità del corpo possono “abusarne” solo i media e non è gestibile in prima persona dalle donne: utilizzare abiti succinti è segno di prostituzione, ma solo in strada. In quanto accade si riscontra una certa incoerenza: nei media sì, in strada no.
La cultura passa anche attraverso l’uso del linguaggio che ancora oggi si rivela altamente sessista. La parola femmina ha connotazione negativa rispetto a maschio: femina deriva da due parole fe (fede) e minus (meno) la femmina ha meno fede dell’uomo. Donna quindi sempre con il segno negativo, sempre inferiore nei confronti dell’uomo. Pensiamo a parole come strega, esiste un equivalente maschile? Stregone non rimanda certo al significato che evoca la parola al femminile. Moltissime le donne accusate di stregoneria mandate al rogo tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo, in Friuli gli artefici principali furono i "benandanti" (stregoni buoni), una per tutte Antonia che aveva la colpa di curare varie malattie, considerata per questo artefice di malefici, perché chi fa del bene… può fare anche male. Voglio ricordare lei perché riuscì a fuggire e mi piacerebbe considerarla come riscatto per tutte le donne morte senza un valido motivo, se non quello di essere donna.

La donna, per lungo tempo non è stata “degna” di poter avere istruzione, se non quella che riguardava la sua condizione di donna. A lungo è stata considerata addirittura con meno cervello.
Lo stereotipo femminile è assai difficile da sradicare e ciò è dimostrato dalla persistente difficoltà per le donne di raggiungere posizioni di rilievo nel mondo della ricerca e dell’innovazione. Che dire di Mileva Maric, nome sconosciuto ai più che invece ricordano suo marito, A. Einstein. Eppure, Mileva non fu certo estranea alla straordinaria progressione creativa del suo uomo, con il quale condivideva molti interessi scientifici. Dopo gli studi universitari di Fisica, sposandosi rinunciò alla sua indipendenza di scienziata e assunse il ruolo tradizionale di moglie: troppe le difficoltà incontrate dalla giovane che finirono con l'indebolirla e con il relegarla a un ruolo subalterno riconoscendo solo al marito il merito della teoria sulla relatività.

Più in generale la difficoltà si riscontra a tutti i livelli dirigenziali, siano essi del mondo manageriale o politico. Anche in questo caso il linguaggio riflette questa criticità, poiché le parole di alcune carriere sono per l’appunto al maschile: magistrato, giudice, sindaco, assessore… sebbene ci sia la volontà di “attivarle” anche al femminile e per alcune il tentativo è riuscito: ministro – ministra, per esempio. Come ebbe a dire Ludwig Wittgenstein “i limiti del linguaggio sono i limiti del mio mondo” e quindi, il messaggio dell’uguaglianza dovrebbe passare prima di tutto attraverso l’uso del linguaggio.

Rispetto al fenomeno globale l’emarginazione delle donne, passata anche attraverso la storia della caccia alle streghe, ha una triste continuità.

La caccia alle streghe finì nei primi del ‘700 e non è un caso quindi, se proprio in questo secolo venne presentata da Olympe de Gouges la DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLA DONNA E DELLA CITTADINA (1791). Secondo l’autrice la donna nasce libera ed ha gli stessi diritti dell’uomo e così come sale sul patibolo, può salire in tribuna. Olympe de Gouges fu ghigliottinata il 3 novembre del 1793 per aver dimenticato le virtù che convengono al suo sesso ed essersi immischiata nelle cose della Repubblica. Ormai però era nato il movimento femminista che crebbe sempre più numeroso in Francia, in Inghilterra e in Germania sostenendo fermamente l'emancipazione femminile. Da allora, molto è stato il cammino che ha portato la donna ad un maggior riconoscimento dei diritti di cittadinanza.
Vale la pena di ricordare che nell’Italia unita le donne vennero escluse dal godimento dei diritti politici Nel 1881 Anna Maria Mozzoni tenne un’accorata perorazione del suffragio femminile (il Comizio de Comizi): "Se temeste che il suffragio alle donne spingesse a corsa vertiginosa il carro del progresso sulla via delle riforme sociali, calmatevi! Vi è chi provvede freni efficaci: vi è il Quirinale, il Vaticano, Montecitorio e Palazzo Madama, vi è il pergamo e il confessionale, il catechismo nelle scuole e ... la democrazia opportunista!". Ed infatti tutti i progetti di legge per garantire il voto alle donne, o meglio ad alcune categorie di donne, venivano regolarmente bocciati (Minghetti 1861, Lanza 1871, Nicotera 1876-77, Depretis 1882 etc.).

Francesca Costa
Posted Oct 4, 2008 6:43 AM
user 6543272
Pordenone, PN
Post #: 376
Seconda parte

Le conquiste del riconoscimento della parità sono state piuttosto lente, sappiamo bene come fossero trattate..” le mezze forze” dove serviva, precluse carriere dove “potevano far timore”. Nel 1920 la presidente del Comitato pro suffragio dichiarò: "La legge non è stata votata per paura dell’incognita che l’ingresso della donna nella vita politica rappresenta per tutti i partiti. [...]. Nella mentalità dei dirigenti politici, il suffragio femminile deve essere un servizio calcolato e ben sicuro".
Il fascismo concesse il diritto di voto passivo ad alcune categorie donne per le sole elezioni amministrative. Tuttavia, subito dopo le abolì. Sciolse l’Associazione per la donna, Mussolini nominò la presidente del Consiglio nazionale delle donne italiane (privo ovviamente di significato politico). Come dire: corsi e ricorsi della storia. Tale episodio mi ricorda quanto accaduto recentemente per la costituzione della Consulta delle Donne all’interno di Italia dei Valori. Il fascismo inaugurava una sua politica sul tema dei diritti delle donne… entro le mura domestiche. Nel libro "Politica della Famiglia" del teorico fascista Loffredo, si legge: "La donna deve ritornare sotto al sudditanza assoluta dell’uomo, padre o marito; sudditanza e, quindi, inferiorità spirituale, culturale ed economica" per far questo consiglia agli Stati di vietare l’istruzione professionale delle donne, e di concedere soltanto quell’istruzione che ne faccia "un’eccellente madre di famiglia e padrona di casa".
Solo il 1 febbraio del 1945, su proposta di Togliatti e De Gasperi venne concesso il voto alle donne. La Costituzione garantiva l’uguaglianza formale fra i due sessi, ma di fatto restavano in vigore tutte le discriminazioni legali. Le italiane si confessano, di Gabriella Parca fu pubblicato il libro di nel 1959 e suscitò un vero scandalo. Per la prima volta donne di ogni strato sociale confessavano i rapporti con l’altro sesso: ricatti subiti, prevaricazioni, oltre che i diffusi pregiudizi. Scrisse Zavattini nella prefazione al libro: "L’Italia è ancora un grande harem". Scandalo ha suscitato anche Sabina Guzzanti l’8 luglio, che amaramente ci ha ricordato la condizione femminile, considerata da sempre figlia di, mamma di, moglie di, amante di, compagna di...
Per quanto riguarda la partecipazione femminile odierna in politica, non si vuole parlare di quote rosa, da molti definite riserva indiana, ricordo infatti che l’UDI lo scorso anno promosse una raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare “50&50 ovunque si decide” – il cui slogan era appunto S-quotiamo la politica. La riserva non può rappresentare in alcun modo le donne.

Ad oggi non c’è nessuna volontà politica reale a favore dell’inserimento delle donne in politica. Per esempio, Italia dei Valori si dichiara a favore della società civile, a favore delle donne, ma di fatto solo 4 sono le esponenti femminili elette, contro i 39 uomini. Che dire della censura avvenuta in internet attuata nei confronti della Consulta delle Donne che aveva svolto un lavoro eccellente sin dalla formazione del partito suddetto. Può considerarsi democratico tutto ciò?
A tutti i livelli viene ormai percepita una maggiore volontà di partecipazione da parte delle donne alla vita politica, tuttavia a poco sono valsi i corsi “Donne Politica ed Istituzioni” promossi dal Ministero delle Pari opportunità, che si sono svolti e alcuni continuano a svolgersi nelle università italiane. Se la politica femminile non è sostenuta dalle segreterie di partito, essa non potrà mai decollare.
Tutti sono pronti ad urlare contro la casta, ma si rivelano solo slogan sterili, poiché rimangono vibrazioni nell’aria o inchiostro su foglio. L’uguaglianza, la considerazione di quello che dovrebbe essere il merito della donna passa ancora principalmente attraverso l’essere considerata figlia di, moglie di, madre di, amante di.

La precedente legislatura vedeva l’Italia dal 68° posto nella classifica mondiale riguardo a presenza femminile nei parlamenti dei singoli stati, ora è passata al 50° grazie al PD ed ai radicali, che hanno attuato una maggiore attenzione nella compilazione delle liste delle candidature. Ciò non è avvenuto in altri partiti, fra cui Italia dei Valori. Wanda Montanelli, in segno di protesta, per oltre 40 giorni ha attuato lo sciopero della fame ed è stata portavoce di chi pensa indispensabile la presenza femminile nei gangli vitali delle istituzioni.
La legge “porcata” è stata una scusa per il numero non sufficiente di donne elette, infatti esse non sono state messe in condizione di eleggibilità. In Friuli, nonostante l’obbligo del 40% di presenza femminile nelle liste delle candidature, non c’è stato l’esito desiderato e pochissime sono state le donne elette. Le segreterie di partito hanno infatti privilegiato la presenza maschile – quanti manifesti di uomini e di donne avete visto durante l’ultima campagna elettorale? – Non mi si dica che è una questione di merito e che la propaganda non conta – sappiamo bene le querelle che ci sono state per maggiori o minori spazi di visibilità.
A questo proposito vorrei ricordare le parole dello stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano quando dice che : “I tempi sono maturi da un pezzo anche in Italia per avere delle donne ai vertici dello Stato e del Governo ed il modo per favorire la presenza delle donne in politica non è tanto quello di approvare norme di legge, quanto quello di apportare modifiche nella vita democratica dei partiti, che poi esprimono le candidature’’ e aggiunge: “Quando c’è una democrazia funzionante e se ci sono anche all’interno dei partiti politici procedure democratiche, le donne possono ottenere il riconoscimento che a loro spetta. Quindi forse più che con altri mezzi che non sono stati efficaci, la strada maestra è questa". Il presidente ha, infine, ricordato che in Italia ci sono "esempi positivi di donne che hanno raggiunto responsabilità di governo anche notevoli". "Ma - ha concluso - sono esempio ancora molto limitati". Ricordo anche che il Capo dello Stato ha espresso solidarietà a Wanda Montanelli scrivendo testualmente: “i valori per i quali si battono persone come lei consapevoli dei diritti delle donne e coraggiose nel rivendicarli, promuoverli e difenderli, siano tenute in primaria considerazione dalle istanze istituzionali politiche e sociali”.

Quello che auspico è la promozione dei diritti di cittadinanza, promozione per la realizzazione degli obiettivi del Millenium, contro le discriminazioni, che si riferiscono in questo caso alla condizione femminile e in favore della messa in atto reale degli articoli 51, 3 e 2 della Costituzione Italiana affinché il valore democratico non rimanga solo una bella mostra di democraticità, ma venga attuato nel segno della partecipazione alla cittadinanza in modo duale. Non si attui cinismo populista e sciacallaggio politico nei confronti delle donne da parte dei partiti politici, perché se così fosse, ancora una volta sarebbero considerate solo strumento e mezzo per renderle oggetti usa e getta.

Francesca Costa
Posted Oct 4, 2008 6:45 AM
user 6543272
Pordenone, PN
Post #: 377
Terza parte

Concludo dicendo che i valori rappresentano l’anima della cultura e che il sesso biologico non dovrebbe essere il fattore pre-determinante che modella l'identità sociale o i diritti sociopolitici o economici della persona. Ritengo quindi che si debbano compiere numerosi sforzi al fine di raggiungere una vera democrazia duale, affinché venga presa in considerazione la dignità sensata ed operosa delle donne, che non sono sottospecie del genere umano, ma ad esso appartengono di diritto tanto quanto gli uomini. Ribadisco quanto diceva Olympe de Gouges sul finire del 1700: la donna nasce libera ed ha gli stessi diritti dell’uomo, ma con rammarico osservo che dopo oltre 200 anni, c’è ancora bisogno di azioni forti che possano mettere in primo piano tale affermazione.
Ringrazio Gloria Kassar per avermi fatto la gentilezza di leggere quanto scritto. Mi auguro che da oggi in poi vi possa essere una maggiore attenzione affinché si apra un nuovo capitolo della storia, che veda le donne maggiormente presenti nella vita politica italiana. A tutti voi, per l’attenzione che avete prestato, un sentito grazie


Francesca Costa
A former member
Posted Oct 4, 2008 7:11 AM
Post #: 455
devilishgia', la crisi della democrazia nei nostri ,cosi' civili paesi, gia'
i nostri democratici paesi consentono ai nostri civilissimi cittadini DANARO-MUNITI di comperare anche i CORPI O PEZZI DEI MEDESIMI, dei cittadini POCO-O- NIENTEDANARO-MUNITI,
CERTO POTREMMO SCIORINARE FILOSOFI
SOCIOLOGI
PSICOLOGI
STORICI
E CHISSA' CHE ALTRI STUDIOSI
ED ADDENTRARCI PER ORE NELLE DISCUSSIONI, BENE, BENISSIMO,
MA ALLA FINE DELLA FIERA
CHI LAVORA PER IL CATERING
CHI PULISCE I CESSI CHI PULISCE LA SALA
CHI HA PRODOTTO A BASSO O ALTO COSTO, PAGATO POCHISSIMO, IN ENTRAMBI I CASI, LE NOSTRE SCARPETTINE DA GINNASTICA,
IL NOSTRO GIUBBETTINO, I MAGLIONCINI COLORATI , LE SALVIETTE ,I TAPPETI O LA TAPPEZZERIA DELLE COMODE POLTRONCINE, CHI PRODURRA' O SMALTIRA', COL SUO LAVORO DI FATICA, I NOSTRI CELLULARI E I COMPUTERS, E CHE ALTRO C'è DI PRONTO ALL'USO, PER NOI E I NOSTRI CONVEGNUCCI,
QUELLI A CUI è NEGATA QUESTA "DEMOCRAZIA" PARRUCCONA ED OBSOLETA

DOMANDIAMOCI CHI, CHI CI PERMETTE DI ESSERE QUI BELLI COMODIcool A PARLARE DI DEMOCRAZIA, CHI?
GUARDIAMO NEGLI OCCHI QUESTA GENTE CHE CI PREPARA TUTTO PRONTO ,E VEDREMMO A CHI è NEGATA LA DEMOCRAZIAcool
A VOI I FILOSOFI, A ME....LO STOMACO CHE MI SI ACCARTOCCIAcoolDALL' IRA
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