Worldwide Beppe Grillo Meetup Message Board › contro l'intolleranza zero ... contro l'informazione mistificator
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CRESCE CRESCE .... ADERITE ADERITE
Adesioni alla manifestazione del 10 novembre Per aderire alla manifestazione manda una mail all'indirizzo veritaperaldo@autistici.org Adesioni: * P.I.C. (Pazienti Impazienti Cannabis) * Piobbichi Francesco - Politiche Sociali PRC * Associazione SOS Carcere & Giustizia onlus (Milano) * Livello 57 (Bologna) * Osservatorio Antiproibizionista (Pisa) * MillionMarijuanaMarch * Associazione Culturale Canapa Live (Roma) * Esc Atelier Occupato (Roma) * Circolo Primo Maggio (Bastia Umbra PG) * Civiltà Laica (Terni) * Radicaliperugia (Perugia) * Parasite Conspiracy * Circolo Arci Island (Perugia) * Libreria La Porta (Perugia) * Kandinsky (Perugia) * laboutUNIPG (Perugia) * Coordinamento per l'Unità dei Comunisti * Centro Sociale Ex-Mattatoio (Perugia) * Ass. studentesca Altra Sinistra (Perugia) * MDMA Perugia * CSOA Terra di Nessuno (Genova) * Associazione Comunità di San Benedetto al Porto (Genova e Alessandria) * Comunità Piazza Carlo Giuliani (Genova) * CSOA Gabrio (Torino) * Cinegatti (Perugia) * Midgard Editore (Perugia) * Collettivo Ipanema (Perugia) * Le fucine (Perugia) * associazione culturale [acme]---* (Perugia) * Strike spazio pubblico autogestito (Roma) * Arcisolidarietà Ora D'aria (Perugia) * Comunità virtuale di PerugiaLife.it * Massakritica (Perugia) * Forum delle donne PRC-SE * Rete Femminista della Sinistra Europea * ATTAC Perugia * Claudio Ortale capogruppo PRC-SE Municipio Roma 19 * Arcigay Lesbica Omphalos (Perugia) * Luigino Scricciolo- Giornalista - (Roma) * Artificio - Circolo Arci (Perugia) * Francesco "baro" Barilli, coordinatore www.reti-invisibili.net * Rifondazione comunista - federazione di Perugia * Rifondazione comunista - federazione regionale dell'Umbria * Giovani Comunisti (Perugia) * Italo Di Sabato resp. osservatorio sulla repressione del Prc/SE * Centri Sociali del Nord-Est * Assalti Frontali * Amici di Alberto * Salvatore Maccotta (Roma) * Ass. Sinistra Critica dell'Umbria * Associazione Walter Rossi * Vagine Volanti * Villa Ada Posse (Roma) * Cinzia Lamanna (Vercelli) * CSOA Officina 99 (Napoli) * Lab Occ. Ska (Napoli) * Area Antagonista Napoletana * Circolo PRC Peppino Impastato (Vercelli) * Galmacci Jacopo - Consigliere comunale PRC Umbertide, operatore di strada * Marinelli Alessio - Segretario PRC Umbertide * Rinaldi Nicola - Studente univeritario, Umbertide * Bellucci Simona - Assessore PRC Umbertide * Laboratorio Antipsichiatrico Antonino Artaud (Pisa) * Laboratorio Sociale Suburbia (Perugia) * Rete Italiana di Solidarietà, Colombia Vive! * Legambiente Circolo del Vercellese * Verdi e civici dell'Umbria * Oliviero Dottorini Consigliere regionale Verdi e civici * Associazione Saman * Massimiliano Porrini (Iraklion, Creta, Grecia) * Cs TPO (Bologna) * Vittorio Agnoletto * Palestra Popolare (Perugia) * Federica Stelli * Forum Droghe * Fuoriluogo * Associazione Culturale Centrodentro (Perugia) * Jap (Perugia) * Casa dei Diritti Sociali - Focus (Roma) * CSOA Forte Prenestino (Roma) * MDMA Roma * Uto P.I.A. D'Elica Meetup Nazionale "Amici di Beppe Grillo" * Confederazione COBAS * RdB Federazione Umbria * Piero Gorza - antropologo - Università di Torino * Maria Ciuffi - Madre di Marcello Lonzi * Alessandro Gagliardo * Lorenzo Marchese * Oziosi.org * Comitato Pietro Castellini Edited by User 4,052,267 on Nov 9, 2007 2:15 AM |
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Verità per Aldo
Segnalato da: Antonio Santoiemma - Martedì, 6 Novembre, 2007 - 15:41 Di cosa si tratta: Cry Sabato 10 p.v. a Milano, Piazza San Babila dalle ore 15 alle ore 20 ci sarà un presidio per solidarietà e denuncia in merito alla morte del detenuto Aldo Bianzino nel carcere capanne di Perugia. Il detenuto fu arrestato il 12 ottobre insieme alla moglie nella sua abitazione perchè coltivava alcune piantine di marjuana. Furono portati via lasciando da solo in casa il figlio di 14 anni. Il giorno dopo, sentiti dal GIP, la moglie venne scarcerata, invece, il povero Aldo, la mattina dopo, è stato trovato morto nella sua cella. Da un primo esame fu stilato il referto che dichiarava: morte per infarto. Intervenuti i periti della moglie, vengono rilevate lesioni al cervello, al fegato, alla milza e due costole rotte, per cui, a seguito della denuncia della moglie, la Procura della Repubblica di Perugia ha aperto una inchiesta e si è in attesa dei risultati dell'autopsia che richiede un tempo di circa due mesi. Nella convinzione collettiva che si sia trattato di omicidio per effetto di un pestaggio perpetrato dalla Polizia Penitenziaria e per giungere alla sacrosanta verità è in atto una mobilitazione eccezionale in tutta Italia. Per avere maggiori informazioni e per aderire all'iniziativa, si può contattare il sito: www.veritaperaldo.it - L'Associazione SOS Carcere & Giustizia, metterà a disposizione, in offerta libera, 200 copie del libro Il Carcere, la serra del male, cosa fare? E 200 copie della raccolta di poesie dal titolo: Poesia per un progetto. Il ricavato sarà devoluto interamente alla vedova di Aldo per sostenere le spese legali, perchè di carcere non si può morire! Dove: Piazza San Babila Quando: Da Sabato 10 Novembre - 15:00 a Sabato 10 Novembre - 20:00 Chi organizza: Associazione SOS XCarcere & Giustizia (onlus) Contatti: e-mail: soscarcere@soscarceregiustizia.org - 334/3546124 Sito web: www.soscarceregiustizia.org |
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Conferenza stampa di presentazione della manifestazione
veritaperaldo | 07 Novembre, 2007 14:57 A quasi un mese dalla morte di Aldo Bianzino, avvenuta il 14 ottobre scorso nel carcere ?Capanne? di Perugia, non ci sono certezze sulle cause di una morte inspiegabile, e si attende ancora l'esito definitivo delle perizie medico-legali. Il comitato ?Verità per Aldo? indice una manifestazione nazionale a Perugia per il prossimo 10 novembre 2007 ( alle ore 15 da Piazzale Bove) per sollecitare una risposta chiara e pronta da parte delle istituzioni, affinché sia fatta luce su questa vicenda. Ma occorre anche unire, alla ricerca di questa verità, la denuncia di tutte quelle leggi e quelle istanze politiche volte solo a creare un facile consenso (il recente pacchetto sicurezza, la mai abrogata legge Fini Giovanardi) , dimenticando che la repressione difficilmente si concilia con i diritti umani. E non a caso è proprio la legge sulla tortura, che li dovrebbe salvaguardare, che il Parlamento italiano non riesce ancora ad approvare dopo anni di dibattiti e modifiche. Il Comitato Verità per Aldo invita tutte le realtà sociali e politiche umbre e i cittadini/e a partecipare alla manifestazione e a sottoscrivere l'appello affinché non cali il silenzio sulla morte di Aldo. Conferenza stampa di presentazione della manifestazione Venerdì 9 novembre ore 11.30 Sala Consiliare della Provincia Piazza Italia - Perugia http://veritaperaldo.... |
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Quale verità per Aldo Bianzino? Intervista a Patrizio Gonnella presidente dell?associazione Antigone
Aldo Bianzino, 44 anni, di professione falegname è morto. Non era un terrorista, non era un pedofilo, non era uno psicopatico omicida. Ma coltivava e si fumava la marjuana. Il suo corpo inanime è stato rinvenuto in una cella d'isolamento dell'Istituto penitenziario Capanne di Perugia il 14 ottobre, due giorni dopo l'arresto. Aldo, rinchiuso con l'accusa di coltivazione e detenzione di canapa Indiana, avrebbe dovuto incontrare il 15 novembre il giudice titolare dell'inchiesta per l'interrogatorio preliminare. Dal un primo referto, redatto dal personale medico del carcere, le motivazioni del decesso sono riconducibili a malattie cardiache. Ma successivamente, viene scoperto che Aldo non è morto per cause accidentali, anzi. Il suo corpo presenta evidenti segni di lesioni traumatiche. Il fegato e la milza spezzate, quattro ematomi celebrali e due costole fratturate. Il giudice Petrazzini, che conduce l'indagine su Aldo Bisanzio per detenzione di droga, apre subito un'inchiesta per omicidio volontario. Nel frattempo, il Comitato Verità e Giustizia per Aldo ha organizzato un sit-in davanti al carcere di Perugia sabato 10 novembre dalle 15,30. Abbiamo incontrato Patrizio Gonnella, presidente dell'Associazione Antigone. Da questo episodio viene da domandarsi quali siano i metodi praticati all'interno delle carceri. Un fatto che inevitabilmente apre il capitolo sul trattamento dei detenuti. Come commenti l'epilogo di questa vicenda? «L?inchiesta aperta su Bianzino per omicidio è per adesso un?inchiesta contro ignoti. Saranno le indagini a stabilire chi sono i responsabili. Certo è che, comunque siano andate le cose, non è il solo omicida materiale a essere coinvolto. Una quota di responsabilità è collettiva. Da un lato, di una collettività rintracciabile nell?istituto e, dall?altro, della collettività del sistema penitenziario. Quanto alla prima, chiunque sia il colpevole ha potuto contare quanto meno su comportamenti omissivi da parte di altri. Quanto alla seconda, io non credo a responsabilità esclusivamente individuali, a singoli elementi devianti di un sistema complesso come quello carcerario. Credo piuttosto a un brodo di coltura dove matura la possibilità di certi comportamenti. Se il messaggio che viene dato agli operatori penitenziari è quello di una diffusa illegalità nel rispetto dei diritti dei detenuti, se la violenza all?interno delle carceri è diffusamente tollerata e in qualche caso perfino incitata, se il segnale lanciato centralmente è che lo spirito di corpo è più importante della vita di un uomo, allora anche l?estrema periferia, il singolo agente o il singolo medico penitenziario che certifica il falso, potrà vivere il suo mandato secondo questa ispirazione». Esistono casi analoghi? «Un episodio così cruento è difficile ritrovarlo nel passato. Ma le inchieste per maltrattamenti nelle carceri sono decine e decine. Molte finiscono nel nulla, altre vedono conferire promozioni di ruolo alle persone coinvolte al fine di toglierle dal posto di lavoro originario. L?inchiesta più colossale è quella su Sassari. Nel 2000, alla casa circondariale di San Sebastiano, ci fu una pacifica protesta dei detenuti. A seguito di ciò, l?amministrazione decise uno sfollamento generale verso altri istituti sardi. Durante il trasferimento, circa trenta detenuti furono brutalmente maltrattati, trascinati nudi per terra, presi a calci e a pugni. Il processo di primo grado si concluse con pene ridicole». La vostra Associazione, impegnata da anni su questo fronte come si adopera per contrastare questo fenomeno? «Nel 1998, Antigone ha creato un Osservatorio sulle condizioni di detenzione in Italia. Siamo autorizzati dal Ministero della Giustizia a visitare periodicamente tutte le carceri del territorio nazionale. La filosofia dell?Osservatorio è proprio quella della prevenzione: più il carcere è visitato dalla società civile, più è reso luogo aperto all?esterno e non opaco, maggiore sarà la tutela delle persone che in esso vivono. Noi pubblichiamo ogni due anni un Rapporto sulle carceri nel quale raccontiamo anche tutti gli episodi di violenza che vi accadono, che denunciamo pure al Consiglio d?Europa. In casi particolari ci siamo costituiti parte civile nei processi». Lo Stato dovrebbe garantire l'incolumità del trattamento del carcerato. Le nostri leggi italiane cosa prevedono rispetto alla vita reale all'interno di un carcere? «Le leggi prevedono tante cose che non vengono rispettate. Ben sette anni fa, è entrato in vigore un nuovo regolamento penitenziario che prescriveva una serie cose rimaste inattuate. Erano norme di buon senso, che volevano andare nella direzione di considerare la pena non un periodo di tempo morto e inutilizzabile bensì un momento di reintegrazione sociale delle persone condannate. Un esempio tra tutti: venivano previsti mediatori culturali per gli stranieri, che costituiscono oltre il 30% della popolazione detenuta. Come pensare di ?rieducare?, come dice la nostra Costituzione con un termine che non amo particolarmente, se neanche ci preoccupiamo di capirci linguisticamente? Quanto allo specifico della violenza, l?Italia sarebbe obbligata da accordi sovranazionali firmati e ratificati a prevedere il crimine specifico della tortura, quando la violenza è effettuata da qualcuno che non aveva bisogno di sequestrare la propria vittima per maltrattarla visto che già lo Stato gli attribuiva il compito di custodirla. Ma la legge che introdurrebbe questo reato nel nostro codice penale è ferma in Parlamento». La famiglia di Bianzino si costituirà parte civile. Tuttavia, l'episodio si è verificato all'interno di un istituto penitenziario. Un luogo per lo più sconosciuto dalla società civile. Nonostante ciò, credi si potrà fare chiarezza sull'episodio e rendere giustizia? «Credo che il caso Bianzino possa costituire uno spartiacque tra il prima e il dopo. Al Governo ci sono forze di centrosinistra, e il sottosegretario Luigi Manconi ha dichiarato che non permetterà che non si faccia luce su questa vicenda. Si ha oggi la possibilità di dare un segnale netto di inversione di tendenza: il carcere non è più un luogo separato, dove la violenza si può usare perché tanto all?esterno non viene notata. Della violenza carceraria si parla, su di essa si fanno inchieste portate fino in fondo, i suoi responsabili vengono identificati». |
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Morire di carcere: dossier 2000 - 2007
Suicidi, assistenza sanitaria disastrata, morti per cause non chiare, overdose In 8 anni sono morti più di 1.100 detenuti, di cui oltre 400 per suicidio |
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Faccia a faccia i detenuti e l?agente
veritaperaldo | 04 Novembre, 2007 12:31 La Nazione Umbria del 4/11/2007 Faccia a faccia i detenuti e l?agente Domani il confronto a Perugia per la morte di Aldo Bianzino di CRISTINA CRISCI ? PERUGIA ? UNA DECISIONE presa di comune accordo da tutti i familiari di Aldo Bianzino. Quella di celebrare i funerali non ieri come inizialmente annunciato (a seguito della restituzione della salma da parte della magistratura), ma domenica 11 è stata una scelta unanime. C?è così un?altra settimana di tempo per fare ancora più chiarezza sulla morte avvenuta in carcere nella notte tra il 13 e 14 ottobre scorso. E? L?AVVOCATO Massimo Zaganelli all?indomani della notizia del rinvio delle esequie funebri ad evidenziare dettagli più precisi: «Non c?è stato l?intervento della magistratura per quanto riguarda lo stop alla sepoltura ? puntualizza il legale della compagna di Bianzino Roberta e del figlio quattordicenne ? ma la decisione è dovuta esclusivamente alla concorde volontà dei familiari del defunto». OVVIO è che su questa ultima disposizione un suo peso ce l?ha avuta la consultazione tra tutti i legali dei familiari che hanno insieme valutato l?opportunità di poter procedere nel corso di questa settimana ad ulteriori visite post mortem sul cadavere, prima della sua sepoltura. Proprio nella lunga giornata di venerdì infatti Zaganelli aveva inviato alla procura di Perugia quella che tecnicamente si chiama «un?istanza propositiva» avanzando «ulteriori esigenze di accertamento». Infatti se il corpo venisse sepolto, ci sarebbero circa 30 giorni di tempo per una ipotetica riesumazione per nuovi rilievi. Eventualità che caricherebbe i familiari stessi di maggior dolore. Da qui la decisione finale di celebrare i funerali domenica prossima a Pietralunga nella chiesa della Madonna dei Rimedi e poi nel cimitero di Pagialla. Una settimana ancora per cercare di eliminare i dubbi attorno alla natura dei traumi interni già emersi nei precedenti accertamenti. Sul rinvio dei funerali anche gli altri legali coinvolti non hanno evidenziato eccezioni. IN ATTESA che sul fronte delle nuove perizie giungano certezze, domani nel carcere di Capanne si svolgerà l?incidente probatorio fissato dal gip Claudia Matteini. Un faccia a faccia tra l?agente della penitenziaria indagato per omissione di soccorso e alcuni detenuti che avrebbero reso testimonianze piuttosto circostanziate sulla notte precedente al ritrovamento del cadavere di Bianzino nella sua cella. I detenuti pare abbiano dichiarato di aver sentito più volte lamentarsi Aldo e chiedere aiuto. All?incidente probatorio hanno fatto espressa richiesta di partecipare, come prevede la legge, anche gli avvocati dei familiari della vittima. sss Ci sarà invece da attendere ancora per i risultati delle analisi autoptiche. # LA SOLIDARIETÀ SABATO L?INIZIATIVA NAZIONALE. I VERDI. «TROPPI LATI ANCORA OSCURI» Manifestazione per chiedere verità ? PERUGIA ? ALLA VIGILIA dei funerali, una manifestazione nazionale per chiedere giustizia. E? il comitato «Verità per Aldo» (www.veritaperaldo.noblogs.org») ad aver promosso la mobilitazione che partirà alle 15 di sabato prossimo da piazzale Bove a Perugia per poi percorrere le principali vie della città. «Un appuntamento nazionale contro tutte le intolleranze ? si legge nel volantino ? perché un Paese intollerante è tutto tranne che un Paese sicuro? Perché in carcere non si deve morire». sss «La tragica vicenda di Aldo Bianzino getta un?ombra pesante sul nostro sistema carcerario e sulla rispondenza tra presunti reati commessi e pene inflitte. Se fossero accertate le gravissime lesioni dovute a percosse che il falegname di Pietralunga avrebbe subìto, saremmo di fronte a un fatto di sconcertante gravità». Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini annuncia l?adesione del gruppo dei Verdi e civici «a tutte le iniziative che servano a chiedere chiarezza sulla vicenda che ha coinvolto l?artigiano altotiberino e la sua famiglia». «Pur con tutta la possibile cautela circa le cause del decesso ? aggiunge Dottorini ? è del tutto evidente che ci troviamo di fronte a un fatto grave e inspiegabile, del quale vanno accertate tutte le eventuali responsabilità, da qualsiasi parte provengano. Il fatto che il caso stia assumendo un rilievo nazionale e internazionale e che il sottosegretario Manconi assicuri trasparenza e collaborazione riguardo all?individuazione delle cause della morte ci tranquillizza, ma non rende ragione a una famiglia spezzata senza apparenti motivi. E? giusto ? conclude ? che la comunità regionale e l?intero paese si mobilitino per chiedere la verità e una spiegazione razionale e coerente per una vicenda con troppi lati oscuri». PER CHI VUOLE fare donazioni a favore della compagna e del figlio minorenne di Aldo è attivo il Banco posta: cc n.27113620. |
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LA NOTTE prima di morire Aldo Bianzino chiamò aiuto
veritaperaldo | 06 Novembre, 2007 12:43 La Nazione del 6 novembre 2007 ? PERUGIA ? LA NOTTE prima di morire Aldo Bianzino (nella foto grande) chiamò aiuto. Suonò due o tre volte il campanello di emergenza della sua cella. La numero 20 della sezione transito del carcere di Capanne a Perugia. Ma l?agente di polizia penitenziaria in servizio gli rispose di smetterla e stare tranquillo perché il medico sarebbe passato solo il giorno dopo. E agli altri detenuti che intervennero in suo ?difesa? impose di non intromettersi. L?incidente probatorio davanti al gip Claudia Matteini (nel tondo) per fare luce sul giallo della morte in cella non scioglie completamente le ombre attorno alla fine del falegname di 44 anni. I detenuti confermano la versione dell??omissione di soccorso?, accusando il poliziotto indagato che però ha sempre negato. Difeso dall?avvocato Daniela Paccoi ha sostenuto, anche davanti al pm Giuseppe Petrazzini, di avere controllato regolarmente la cella di Bianzino senza notare alcunché di anomalo. Le testimonianze sono state assunte ieri mattina in aula alla presenza del pm, dell?avvocato Paccoi, dell?agente indagato e dei difensori delle persone offese: l?avvocato Massimo Zaganelli per la compagna e il figlio e l?avvocato Donatella Donati per la ex moglie di Bianzino. Prima hanno deposto i due tunisini che occupavano la cella 18. Uno dei due ha spiegato di essere sicuro che si trattasse del falegname arrestato per la coltivazione di alcune piante di marijuana perché conosceva la voce dell?altro italiano rinchiuso alla numero 21. Le chiamate sarebbero avvenuto tra la mezzanotte e le una e sarebbero state due o tre. I detenuti hanno però anche chiarito, rispondendo ad alcune domande, di non aver sentito alcuno entrare nella cella e di non aver sentito grida provenire da lì dentro. «Ci trattano bene e non siamo mai stati picchiati» ha riferito uno di loro. Poi sul banco dei testimoni è comparso un rumeno, un lavorante che vide alle 7 di mattina Bianzino (un?ora prima dell?intervento degli agenti) seduto sulla branda e appoggiato al muro. A quell?ora però probabilmente era già morto. Infine sono stati interrogati altri due tunisini (l?incidente probatorio è stato allargato in un secondo momento) che hanno confermato di aver sentito i suoni provocati dal campanello di emergenza senza però riuscire a individuare da quale cella, precisamente, provenissero. BIANZINO era stato trovato morto in cella la mattina del 14 ottobre scorso, un giorno e mezzo dopo essere stato arrestato. L?ipotesi iniziale era stata di un malore ma l?autopsia ha poi evidenziato alcune lesioni sospette all?encefalo, al fegato e alla milza e la procura perugina ha aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti per chiarire la vicenda. Nell?ambito delle indagini condotte dalla squadra mobile è stato indagato l?agente della polizia penitenziaria per omissione di soccorso e omissione di atti di ufficio. «Prendo atto dei risultati dell?incidente probatorio» ha commentato l?avvocato Zaganelli. Mentre secondo l?avvocato Paccoi i detenuti hanno fornito versioni «contraddittorie» in particolare sull?orario nel quale ciascuno ha sentito il campanello. «Il mio assistito è tranquillo per il proprio operato, ? ha spiegato il legale ? consapevole di non essere mai stato chiamato da Bianzino quella notte. E? inoltre più volte passato davanti alla sua cella e alle altre senza mai notare alcunché di anomalo». Erika Pontini |
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ANSA - UMBRIA
CARCERI: DETENUTO MORTO; DOMANI MANIFESTAZIONE A PERUGIA Saranno la compagna e il figlio di Aldo Bianzino, il falegname di Pietralunga sulla cui morte nel carcere di Perugia è in corso un'inchiesta della magistratura, ad aprire domani alle 15 nel capoluogo umbro la manifestazione nazionale, con corteo nel centro storico cittadino, indetta dal comitato «Verità e giustizia per Aldo» per chiedere chiarezza sulla vicenda. |