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contro l'intolleranza zero ... contro l'informazione mistificatoria ... per Alberto, per Aldo, per Federico ...

Uto P.I.A. D'Elica
Posted Nov 2, 2007 4:42 PM
CertosinaPopVox
Roma, RM
Post #: 4,784
E si dimetta allora ... PER LE MORTI CAUSATE!

Da La Repubblica Salute, di Guido Blumir - 7 giugno 2007

Mi dimetto da deputato se mi trovate anche solo un ragazzo finito in prigione per un pezzetto di fumo ("nome e cognome e mi dimetto da deputato"), ha dichiarato Fini, in diretta da Daria Bignardi nella trasmissione Tv Le invasioni barbariche (1/12/2006).

La legge di Fini (e Giovanardi) è diventata pienamente operativa il 9 maggio dello scorso anno.

Ginosa (Puglia), 26 maggio. Arrestato un giovane incensurato, Giovanni P., 22enne, per 5 grammi.

Lamezia Terme (Vibo Valenzia), 15 giugno 2006. Arrestato F.I, 25enne, per possesso di 5 grammi di hascisc.

Cisterna (provincia di Latina), 15 giugno 2006. Due giovani incensurati, N.N., di diciotto anni, e S.G., di ventidue anni, sono stati arrestati per dieci gr. a testa.

Taranto, 15 giugno. In manette Fabrizio R., per 10 grammi di hascisc.

Terlizzi (Trani), 30 giugno. Rinchiusi nel carcere locale il 20enne Antonio Saverio P., il 18enne Daniele M., e il ventenne Alessandro R. per 10 gr a testa.

Taranto, 1 luglio. Arrestato il 18enne Carlo M., con nove grammi di hascisc.

Ispica, Ragusa, 10 luglio. Francesco M., rinchiuso nel carcere di Modica per "circa" nove grammi.

Castellaneta (Bari),10 luglio. Tre giovani sono stati tratti in arresto per 5 gr. a testa: il 25enne Giovanni F., di Acquaviva delle Fonti, il 25enne Vincenzo De B., di Bari, e il 25enne Francesco T., anch'egli di Bari. La somma di 40 euro a testa è stata considerata un pesante indizio.

Palagiano (Bari), 10 luglio. Il 26enne Martino P. è stato arrestato per dieci gr. di hascisc.

Todi (Perugia). Arrestato studente incensurato per 10 gr. Formia (Latina), 25 luglio. Due giovani incensurati, il 22enne Simone S., e il coetaneo Marco L., arrestati per 5 grammi a testa dopo la mezzanotte nella spiaggia libera di Mokambo.

In genere, i giornali pubblicano solo le iniziali dei consumatori.

In soli due mesi, e in sole dieci provincie su cento, 17 giovani sono finiti in carcere per la pura e semplice detenzione di un pezzo di fumo (10 gr. sono un dado da brodo) al solo fine del consumo.

Dunque, sull'intero territorio e per dodici mesi, gli imprigionati sono almeno diverse centinaia. Se poi la situazione è leggermente più complicata, l'incarcerazione è ancora più implacabile.

A Taranto il 23 mag 2007 viene fermato un giovane parroco con uno spinello: arrestato l'amico con cui fumava, "colpevole" di avergli passato la canna.

Casalincontrada (Chieti), 18 luglio. Arrestato Giovanni P., 42enne, incensurato, disoccupato, per una pianta di Cannabis.

Aprilia, 6 giugno. Un diciannovenne incensurato è stato condotto nel carcere di Latina perchè aveva alcune piccole piantine sul terrazzo.

Mola di Bari, 7 luglio. N.G., cuoco trentenne, sposato e con due figli, è stato arrestato per dieci grammi e sei piantine alte pochi centimetri.

La coltivazione in proprio di piante è l'unico modo per essere sicuri di non usare marijuana adulterata. Ma i rischi sono notevoli; quasi tutti vengono arrestati e poi condannati (otto mesi la media). Solo in qualche caso, correttamente, i giudici assolvono: la Cassazione (24. 05. 07), assolvendo un cittadino condannato per 5 piantine, ha rilevato che la coltivazione di poche piante rientra nell'uso personale.

Gli arresti e le denunce sono stati centinaia.

segue
Uto P.I.A. D'Elica
Posted Nov 2, 2007 4:42 PM
CertosinaPopVox
Roma, RM
Post #: 4,785
Dopo qualche tempo in galera gli arrestati vengono condotti davanti al giudice. Spesso i magistrati concedono gli arresti domiciliari. I malcapitati genitori devono, con l'aiuto dei penalisti, riempire carte per chiedere permessi per ogni cosa: per l'ora di palestra o nuoto, per una visita medica, etc.

Al di là delle "eventuali dimissioni dell'onorevole Fini", il vero problema è la denuncia penale che scatta contro la massa dei consumatori per possesso oltre la soglia minima: 5 gr. di hashish (di qualità media), fino a novembre 2006; 10 gr. fino a marzo 2007 grazie al decreto Turco; con l'annullamento del Tar siamo in uno stato di incertezza.

Comunque, per ogni 10 arrestati ci sono decine di denunce. La pena, da 1 a 6 anni. Un processo penale impegnativo, con una presunzione di colpevolezza.

Le famiglie sono costrette a spendere minimo 8.000 euro per una difesa decente: da 4.000 euro in su per il penalista, 4.000 per il perito chimico di parte, essenziale per il punto del quantitativo. Chi ha un avvocato così così, cerca nell'immediato il danno minore: e fioccano le condanne. Sei mesi ai due ragazzi di Cisterna (16 giugno) con patteggiamento. Otto mesi (e duemila euro di ammenda) ai due ragazzi di Formia (25 luglio).

Qualche consumatore è assolto, per uno spiraglio che qualche giudice nota.

Chi si difende resta nell'incubo del processo penale, fino all'appello e alla Cassazione, con spese stellari e con i danni della gogna mediatica ("Arrestato spacciatore").
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La campagna pro-coca da Fini in poi
Da Il Manifesto, di Guido Blumir - 24 marzo 2007

Come negli anni '70 è partita la campagna di criminalizzazione dell'erba. Per spianare la strada all'eroina allora, come alla cocaina oggi. Guido Blumir sul Manifesto del 24 marzo.

Alcol, Italia: 30.000 morti all'anno, 3.000 in incidenti stradali (molti, lavoratori). Tabacco, sigarette: 90.000 morti. Decessi totali alcol e tabacco: 120.000 morti. Due stadi olimpici di morti. Marijuana, Italia: zero morti l'anno. Totale morti alcol e tabacco Italia in 40 anni: 4 milioni e 800 mila. Totale morti marijuana: zero. Morti in Italia di eroina, negli ultimi 30 anni: 20.000. Erano 15.000 dieci anni fa, quando l'allora vice-presidente del Consiglio Walter Veltroni disse, di fronte a questa cifra: è il nostro Vietnam. Ma se l'eroina era/è il nostro Vietnam (15.000 morti), alcol e tabacco - quattro milioni di morti - cosa sono? La terza guerra mondiale?

E' criminale la tesi di chi dice che la cannabis è una droga come le altre: tra la marijuana e l'eroina c'è un abisso. Tra le droghe leggere e le droghe pesanti come alcol e tabacco c'è una voragine. All'inizio degli anni '70, una colossale campagna di stampa promosse la confusione fra droghe leggere e pesanti, aprendo la porta all'eroina, che stava arrivando, ma il cui consumo era limitato a poche centinaia di persone. Con un enorme lavoro di comunicazione siamo riusciti a contenere l'abuso di eroina: se non si fosse fatto quel lavoro, gli eroinomani oggi sarebbero un milione, invece da vent'anni sono fermi a 300 mila.

Da 5 anni è scattata una campagna per ricriminalizzare la marijuana in Italia, presentandola come una droga diventata pesante, come eroina e cocaina. Va detto che questa operazione è stata condotta in prima persona da uno dei massimi leader del centrodestra Gianfranco Fini. E anche Casini gli ha dato un assoluto appoggio. E va detto che invece non sono scesi in campo, con forza comparabile, i principali leader del centrosinistra. Per 5 anni, Fini e i suoi, hanno bombardato in centinaia di ore di trasmissioni radio e tv, con il concetto «la marijuana è diventata una droga pesante». Questo mentre, strutturalmente, per esigenze di consumo e mercato andava allargandosi l'uso di cocaina. La campagna anti-cannabis spalanca la porta (come verso l'eroina negli anni '70) all'imporsi della coca: 4 milioni di persone usano marijuana, altri milioni l'assaggiano e l'assaggeranno. Può piacergli o non piacergli, ma certo verificano di persona che non succede niente di grave. Mezza Italia dà credibilità alle idee di Fini. Dunque, per questi consumatori o potenziali assaggiatori influenzati da questa campagna, anche la cocaina apparirà come qualcosa di poco pericoloso. «No coca, no party». Ed ecco il boom.

Il cavallo di troia della campagna anti-marijuana è stato la teoria della nuova cannabis «pesante», a cui ho dedicato un intero capitolo del mio ultimo libro «Marihuana. Uno scandalo internazionale» (Einaudi). Per l'Osservatorio Europeo nei 25 paesi membri solo il 5% della canapa circolante ha una potenza un po' superiore a quella normale. L'Independent on Sunday di domenica scorsa era disinformato. Dunque, ancora una volta, a distanza di 60 anni dalla geniale campagna del Direttore del Narcotic Bureau Usa sulla «marijuana assassina» (sesso e delitti), c'è ancora nei media chi cade nella diabolica trappola. E' il proibizionismo, bellezza. Una macchina che continua a funzionare. Per un oscuro farmacologo del Sussex la fama è assicurata se sforna uno studiolino, per quanto abborracciato, da cui emerge che la canapa rende ciechi. Tv a gò gò all'esperto improvvisato che sposa tesi finiane. Un posticino all'Onu, una ricerchina da 200.000 (euro) al prof. Sulla base anche degli ultimi dati siamo pronti, da subito, per una grande campagna di comunicazione e prevenzione che faccia piazza pulita di tutte le sciocchezze e dia a giovani e adulti informazioni pulite (non drogate) su tutto: skunk e coca, smart drugs e canne. Jack Daniel's e Marlboro.
A former member
Posted Nov 2, 2007 5:08 PM
Post #: 1,082
grazie Uto per le importanti informazioni ... non ti dispiacerà se ne approfitto e copio e incollo in giro per i meetup ... c'è molta, troppa disinformazione ... e chi si crede a posto non sa cosa ci sia dietro l'angolo ...
A former member
Posted Nov 2, 2007 5:17 PM
Post #: 1,083
UN RINVIO PER IL FUNERALE DI BIANZINO 3/11/07

Emanuele Giordana

Sabato 3 Novembre 2007

Il funerale di Aldo Bianzino era stato fissato per oggi pomeriggio alle 16, nella chiesa della Madonna dei rimedi a due chilometri dal comune di Pietralunga, luogo di residenza del falegname ucciso nel carcere di Perugia venti giorni fa. Ma le esequie, così attese dalla famiglia di Aldo, dai suoi tre figli Elia, Aruna Prem e Rudra, dai parenti e dagli amici, all'ultimo momento è saltato e ha subito un ennesimo rinvio. Così almeno dopo le pressioni del legale di Roberta Radici, che fu portata con Aldo al carcere di Capanne la sera del 12 ottobre. L'avvocato Massimo Zaganelli ha infatti inviato alla procura di Perugia un' istanza propositiva, così si chiama in gergo, per ?ulteriori esigenze di accertamento?, come ci spiega al telefono. E la famiglia, anche se a prezzo di un ennesimo dolore, si è detta d?accordo.
Pessima notizia per la comunità di amici di Aldo che da venti giorni attendono il suo corpo. Soprattutto per i suoi figli, uno dei quali minorenne, che stanno seguendo con ansia la vicenda orribile di cui il padre è stato indifeso protagonista. Il funerale chiuderebbe infatti almeno un primo doloroso capitolo. Ma secondo una lettura fredda dei fatti forse il cimitero può ancora aspettare. Nel momento in cui il corpo di Aldo fosse interrato ci sarebbe infatti almeno un mese di tempo per un'eventuale riesumazione ma, posto che sarebbe un'ennesima tortura per il suo corpo fisico e la famiglia, futuri rilievi - così ha spiegato più di un patologo a Zaganelli - potrebbero essere messi in dubbio. E se dubbi non ce ne sono sul fatto che esteriormente il corpo di Aldo non portava segni o ematomi (e resta dunque tutta da accertare la dinamica della sua oscura morte) i dubbi potrebbero riguardare i traumi interni. Le famose ?due costole? fratturate - poi diventate una sola nella ridda di voci e indiscrezioni ? che addirittura deriverebbero da un massaggio cardiaco...per rianimarlo. Aldo è stato visitato dal medico legale scelto dalla procura e da quello nominato dalla prima moglie ma non da un altro perito di parte indicato da Zaganelli. Ecco perché la richiesta di rinvio. Un eccesso di zelo forse che l'avvocato non ha difficoltà ad ammettere ma che un suo senso, stando al legale, ce l'ha. Anche gli altri avvocati si sono detti d?accordo.
Un senso ce l'ha anche perché il nulla osta per il rilascio del cadavere arriva in un periodo festivo e dunque in condizioni difficili per poter organizzare una nuova perizia forse necessaria in questa vicenda dai contorni molto confusi e che ieri si è arricchita di un nuovo antipatico particolare.
La procura ha infatti ordinato per lunedi al carcere di Capanne un ?incidente probatorio?, un atto che, nel caso specifico, riguarda il confronto tra una guardia carceraria indagata per omissione di soccorso e alcuni detenuti che avrebbero sentito Aldo lamentarsi la domenica mattina prima che se ne constatasse il decesso. Il fatto piuttosto incredibile è che, al confronto, i legali dell'ex moglie di Aldo, Gioia, e di Roberta Radici, non erano stati invitati. La cosa si è risolta dopo un colloquio in procura e le convocazioni dovrebbero giungere stamani agli avvocati che così presenzieranno all'incontro di lunedi. Incontro sostanziale e ovviamente legato, seppur indirettamente, con la morte di Aldo per mano di ignoti.
Intanto i rilievi autoptici su alcune parti interne del suo corpo, la materia cerebrale segnatamente, sono ancora in corso e richiederanno tempo. Un tempo lungo e foriero di altro dolore soprattutto per i suoi figli. Con uno di loro, Elia, abbiamo parlato. Ha un bellissimo ricordo del padre e sia lui che Aruna Prem hanno un ottimo rapporto col piccolo Rudra. I loro genitori si preoccupano giustamente della sofferenza di questi ragazzi. E' il motivo per cui, prima dei funerali, rinviati di una settimana, hanno fatto sapere di non volere né fotoreporter né telecamere.
Aldo Bianzino, arrestato per la coltivazione di diverse piante di marijuana, entrò nel carcere di Perugia la sera di venerdi 12 ottobre e al sabato incontrò il legale d'ufficio nominato dalla procura. Ma la mattina della domenica il suo corpo inanimato, con la testa riversa sul letto della cella dalla parte dei piedi, fu notato da un inserviente. E qui si aprono i misteri. Sull'ora e la dinamica della sua morte e soprattutto sulla mano che lo uccise.
Uto P.I.A. D'Elica
Posted Nov 2, 2007 5:17 PM
CertosinaPopVox
Roma, RM
Post #: 4,786
DEVI, l'ho postato per questo.

Chiediamodevilishcoerenza al politico ...

CRONACA
repubblica.it

Su internet il video dello spinello in classe
E il professore "rolla" con gli studenti

ROMA - Spinelli in classe. Non è una notizia nuova. La morte ieri di uno studente nel Milanese dopo aver fumato una "canna" nel corridodio della scuola, è finita sulle prime pagine dei giornali ma il fenomeno sembra più diffuso di quanto appare. Addirittura su You Tube gira un filmato in cui alcuni ragazzi riprendono un professore che "rolla" uno spinello in classe. Le immagini, riprese con il videofonino da qualche studente, è finito su internet e chiara si sente anche la voce dell'insegnante che, imitando un tono preoccupato, dice: "La foto mi fai?"

Il filmato, rilanciato da Italia 1, non è l'unico. Sul sito scuolazoo.com, compaiono altre riprese in cui i protagonisti sono ancora studenti. In un filmato, forse girato in Campania dall'inflessione dialettale dei ragazzi, un giovane passa lo spinello ad un compagno di classe: "Vai tranquillo - dice rassicurante - è roba leggera". In un altro filmato ripreso durante un'assemblea scolastica, un ragazzo illustra le varie fasi del "rullaggio" di uno spinello. "E' lo spaccato della vita scolastica - commenta Paolo De Nadai, webmaster del sito - un genuino reality delle classi italiane".

La pubblicazione delle riprese giunge a ventiquattro ore dalla tragica notizia del quindicenne morto dopo aver fumato uno spinello nei corridoi dell'istituto tecnico Gadda a Paderno Dugnano. Domani sarà eseguita l'autopsia e forse, tra qualche settimana, sarà possibile capire le cause del decesso.

Secondo Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri, è "molto improbabile che lo spinello di per sè sia stato la causa della morte. E' possibile invece che nello spinello fosse presente una sostanza tossica".

Anche Riccardo Gatti, responsabile del Dipartimento dipendenze patologiche della ASL città di Milano, la pensa nella stessa maniera: "Se il ragazzo fosse morto in seguito ad uno spinello, sarebbe uno dei primi casi documentati nel mondo".

Il sociologo Guido Blumir, presidente del comitato scientifico Libertà e droga, spiega che già due mesi fa, in Francia, "la direzione generale del ministero della salute ha segnalato la presenza sul mercato di marijuana adulterata. I trafficanti per imbrogliare i consumatori spargono sulle piante microsfere vetrose. Così l'erba appare più luccicante e pesa di più, con maggiori profitti, ma può provocare gravi difficoltà respiratorie. Si sono verificati due casi nel nord della Francia fortunatamente non mortali. Non è lo spinello ad uccidere - sottolinea Blumir - ma le ignobili tecniche del mondo dello spaccio".

(17 maggio 2007)

QUINDI???

QUINDI E' BENE COLTIVARSELA IN CASA!!!
Uto P.I.A. D'Elica
Posted Nov 2, 2007 6:18 PM
CertosinaPopVox
Roma, RM
Post #: 4,788
"COSÌ IL CARCERE HA UCCISO MIO MARITO"
Tratto da "la Repubblica" del 1° novembre 2007, pag. 16

Giallo in cella, la perizia: lesioni al cervello. Corteo a Perugia

PERUGIA - Qualcuno dovra sedersi qui, al tavolo di noce di questa casa sperduta sulle colline di Pietralunga. Dovrà guardare in faccia un ragazzo di 14 anni che si chiama R. e sua madre Roberta, che domenica compirà 54 anni, e spiegare loro come e perché il loro padre e compagno Aldo Bianzino è morto in galera, nemmeno due giorni dopo il suo arresto. Dovrà raccontare come sia possibile, in un carcere della Repubblica, entrare in cella alle 17,30 di un venerdi (12 ottobre 2007) ed essere portato all'obitorio poco dopo le ore 9 della domenica.
Fino a quando non saranno date spiegazioni, la signora Roberta Radici e suo figlio avranno tutto il diritto di denunciare uno Stato che non riesce proteggere le persone che ha deciso di mettere in "custodia cautelare".

Aldo Bianzino aveva 44 anni. Era alto 1,78 e pesava 55 chili. Esile, biondo, «quasi gandhiano», dice la donna che è sua compagna da 15 anni.

Faceva il falegname e coltivava la terra. Una vita nel silenzio della collina, in una casa ristrutturata grazie ai fondi per il terremoto. Una vita diversa da tante altre, ma con una grande attenzione all'educazione del figlio, che si alza la mattina alle 6 per poter frequentare la prima liceo scientifico.

«Delitto di cui agli artt. 11,73 c.1° e 1° bis dpr 309/90 per avere in concorso fra loro coltivato n.56 piante di marijua na rinvenute in sede e altre n.47 piante di marijuana estirpate e in fase di essiccazione...». I poliziotti sono arrivati venerdi mattina. Ore di perquisizione, in casa e nei campi. «Mio marito l'ha detto subito: se cercate l' "erba", è dietro quel filare. Ne ho anche qui, a seccare dietro la canna fumaria. Se è un reato, sono pronto a pagare. Ma mia moglie non sapeva nulla, lasciatela in pace. L'ho coltivata per il mio consumo personale». «E invece hanno arrestato anche me, lasciando a casa mio figlio minorenne e mia madre che ha 91 anni. Il mio Aldo pensava di tornare a casa subito. È entrato in carcere con le ciabatte infradito. E lì è successo il dramma».

Sono le 8 di domenica quando un detenuto lavorante scopre il corpo di Aldo Bianzino «sulla parte superiore di un letto a castello, con il volto sulla parte opposta al cuscino».

Il carcere parla subito di «presumibile infarto», di collasso cardiocircolatorio. Su richiesta della prima moglie, avvertita dall'attuale compagna, la famiglia nomina un perito. L'autopsia si svolge il martedi. Si accertano «lesioni al cervello, a una costola e al fegato, in assenza di segni sulle parti esterne». Si prelevano alcuni organi, per altri accertamenti. «I periti - dice l'avvocato Massimo Zaganelli, che tutela la signora Roberta ? dissezionando l'encefalo hanno trovato lesioni cerebrali traumatiche, anche in questo caso senza lesioni esterne».

Ora c'è un'inchiesta per «verificare tempo e cause del decesso di Bianzino Aldo accertando in particolare l'esistenza di eventi traumatici e determinandone, in ipotesi affermativa, la loro consistenza».

Due agenti sono già indagati per omissione d'atti di ufficio e omissione di soccorso.

«Il carcere me l'ha ucciso, voglio la verità», dice la signora Roberta. «Io ho visto Aldo per l'ultima volta venerdi mentre entravamo in carcere, mano nella mano. Ci hanno diviso subito. Sabato pomeriggio arriva da me l'avvocato d'ufficio che mi dice di avere appena visto Aldo. Stava bene e mi mandava a dire di stare tranquilla, che se c'era una colpa era tutta sua. Domenica mattina, alle 9, mi chiamano. "Roberta Radici, scenda subito". Io mi spavento. Penso al figlio, a mia madre anziana. E invece giù a piano terra trovo un ispettore capo che si mette a gridare: "Suo marito soffre di qualcosa? Ce lo dica subito. Ha problemi di cuore?". Mi spavento ancor di più, e lui si arrabbia."Io dovevo andare a caccia, non essere qui. Suo marito ha forse ingoiato un ovulo di droga?". Mi dice che l'hanno trovato svenuto, che lo stanno rianimando, che lo stanno portando all'ospedale. Poi mi rispediscono in cella. Due ore dopo arriva il direttore. Io gli dico di avvertire la prima moglie, perché Aldo abbia qualcuno vicino all'ospedale. "Non si preoccupi, nel caso la scarceriamo». Altra attesa poi alle 12 mi chiamano ancora giù. "Firmi qui e qui, presto, faccia presto. Adesso può uscire». Io non capisco piu nulla dalla paura. "E Aldo, quando posso vederlo?». Mi risponde il solito ispettore capo. "Martedi, dopo l'autopsia". Mi è scoppiato il cuore. "E adesso come faccio a dirlo a nostro figlio?"».

A sedersi al tavolo di noce, nella casa di Aldo, lunedi è arrivato Luigi Manconi, vice ministro alla Giustizia. «Il decesso di una persona che è sotto la custodia e la responsabilità dello Stato richiede un fortissimo impegno nell'accertamento della verita. Per me è un punto di onore irrinunciabile non lasciare zone d'ombra». I1 direttore del carcere di Perugia "Capanne", Pantaleone Giacobbe, assicura che l'istituto «non è l'hotel Ruanda». Una telecamera, dice la direzione, dimostrerebbe che nessuno è entrato di notte nel corridoio con le celle di isolamento. ll corpo di Aldo Bianzino dovrà essere esaminato da altri periti. Il 10 novembre a Perugia ci sarà una manifestazione nazionale. Per chiedere «verità e giustizia» per un falegname che è entrato in carcere in ciabatte, «tanto, cara, vedrai che lunedì saremo a casa».
[DATA: 01/11/2007]
Uto P.I.A. D'Elica
Posted Nov 3, 2007 6:04 AM
CertosinaPopVox
Roma, RM
Post #: 4,790
Hanno parlato di Aldo al Congresso dei radicali e ieri hanno mandato l'intervento in radio.
A former member
Posted Nov 3, 2007 1:14 PM
Post #: 1,089
Ho visto anche degli zingari felici (introduzione)

E' vero che dalle finestre
non riusciamo a vedere la luce
perché la notte vince sempre sul giorno
e la notte sangue non ne produce,
è vero che la nostra aria
diventa sempre più ragazzina
e si fa correre dietro
lungo le strade senza uscita,
è vero che non riusciamo a parlare
e che parliamo sempre troppo.

E' vero che sputiamo per terra
quando vediamo passare un gobbo,
un tredici o un ubriaco
o quando non vogliamo incrinare
il meraviglioso equilibrio
di un'obesità senza fine,
di una felicità senza peso.
E' vero che non vogliamo pagare
la colpa di non avere colpe
e che preferiamo morire
piuttosto che abbassare la faccia, è vero
cerchiamo l'amore sempre
nelle braccia sbagliate.

E' vero che non vogliamo cambiare
il nostro inverno in estate,
è vero che i poeti ci fanno paura
perché i poeti accarezzano troppo le gobbe,
amano l'odore delle armi
e odiano la fine della giornata.
Perché i poeti aprono sempre la loro finestra
anche se noi diciamo che è
una finestra sbagliata.

E' vero che non ci capiamo,
che non parliamo mai
in due la stessa lingua,
e abbiamo paura del buio e anche della luce, è vero
che abbiamo tanto da fare
e non facciamo mai niente.
E' vero che spesso la strada ci sembra un inferno
e una voce in cui non riusciamo a stare insieme,
dove non riconosciamo mai i nostri fratelli,
è vero che beviamo il sangue dei nostri padri,
che odiamo tutte le nostre donne
e tutti i nostri amici.

Ma ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l'amore
e rotolarsi per terra,
ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.

Ma ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l'amore
e rotolarsi per terra,
ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.
A former member
Posted Nov 4, 2007 5:05 AM
Post #: 1,096
Ho visto anche degli zingari felici (conclusione)

Siamo noi a far ricca la terra
noi che sopportiamo
la malattia del sonno e la malaria
noi mandiamo al raccolto cotone, riso e grano,
noi piantiamo il mais
su tutto l'altopiano.
Noi penetriamo foreste, coltiviamo savane,
le nostre braccia arrivano
ogni giorno più lontane.
Da noi vengono i tesori alla terra carpiti,
con che poi tutti gli altri
restano favoriti.

E siamo noi a far bella la luna
con la nostra vita
coperta di stracci e di sassi di vetro.
Quella vita che gli altri ci respingono indietro
come un insulto,
come un ragno nella stanza.
Ma riprendiamola un mano, riprendiamola intera,
riprendiamoci la vita,
la terra, la luna e l'abbondanza.

E' vero che non ci capiamo
che non parliamo mai
in due la stessa lingua,
e abbiamo paura del buio e anche della luce, è vero
che abbiamo tanto da fare
e che non facciamo mai niente.
E' vero che spesso la strada ci sembra un inferno
o una voce in cui non riusciamo a stare insieme,
dove non riconosciamo mai i nostri fratelli.
E' vero che beviamo il sangue dei nostri padri,
che odiamo tutte le nostre donne
e tutti i nostri amici.

Ma ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l'amore
e rotolarsi per terra.
Ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.
Ma ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l'amore
e rotolarsi per terra.
Ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.
Uto P.I.A. D'Elica
Posted Nov 4, 2007 5:15 AM
CertosinaPopVox
Roma, RM
Post #: 4,804
Ma ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l'amore
e rotolarsi per terra.
Ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.
Ma ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l'amore
e rotolarsi per terra.
Ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra
Ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
raggiunti dal folle sprangatore.
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