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| claudiotorrenzieri | |
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DROGA: BOOM RICHIESTE TEST PARLAMENTARI, PER GIOVANARDI È OPPORTUNITÀ = 'OCCASIONE PER RIVENDICARE E GARANTIRE ONORABILITÀ DEPUTATI E SENATORÌ Roma, 5 nov. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - È boom di richieste per i test antidroga da parte dei parlamentari che partiranno da lunedì prossimo a cura del dipartimento Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Lo ha rivelato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, a margine della presentazione oggi a Roma del rapporto europeo sugli stupefacenti. «Da quanto ho sentito ieri dai colleghi penso che saranno molti -ha spiegato Giovanardi- i senatori e i deputati che approfitteranno di questa opportunità che viene data dal dipartimento». Per Giovanardi la massiccia adesione è importante anche perchè in Parlamento «c'è un problema non piccolo. È infatti al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica anche con una serie di illazioni verso le quali i parlamentari fanno benissimo a garantire e rivendicare la loro onorabilità. Il Parlamento non è una fumeria d'oppio». (segue) (Ram/Col/Adnkronos) 05-NOV-09 12:59 NNN
DROGA: TEST PARLAMENTARI; GIOVANARDI, MOLTE RICHIESTE (ANSA) - ROMA, 5 NOV - «Da quello che ho sentito ieri, penso che saranno molto numerosi i colleghi di Camera e Senato che approfitteranno dell'opportunità data dal Dipartimento politica antidroga». Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla droga, Carlo Giovanardi, a margine della presentazione in Italia del Rapporto annuale europeo sulle droghe e tossicodipendenze 2009, commentando l'iniziativa annunciata ieri per il controllo, attraverso il test, sul consumo di droghe in Parlamento. Giovanardi ha spiegato che i test ai parlamentari saranno realizzati «in un presidio che consente tutti i criteri di sicurezza e agibilità per fare questo tipo di analisi e controllo». Il capo dipartimento per le politiche antidroga, Giovanni Serpelloni ha aggiunto che i test verranno effettuati da lunedì prossimo a venerdì negli ambulatori della Presidenza del Consiglio «dove i parlamentari possono accedere in totale privacy e anonimato. Gli esami saranno anonimi, nessuno collegherà il nome del parlamentare al campione raccolto, ma gli esami saranno distinti da un codice. I laboratori a cui saranno inviati i campioni rimarranno segreti». Giovanardi ha affermato che il risultato generale di questi esami «potrà essere reso pubblico. Credo non leda nessun diritto alla privacy». Con questa iniziativa, secondo il sottosegretario, potrà rispondere «ad una serie di rilievi o di illazioni verso i parlamentari». Per Giovanardi è necessario infatti «garantire e rivendicare l'onorabilità» di chi è in Parlamento, «a dimostrazione che non è assolutamente vero che la droga è diffusa in Parlamento e che il parlamento è una sorta di fumeria d'oppio». (ANSA). YZD/STA 05-NOV-09 13:03 NNN 2009 Annual report: the state of the drugs problem in Europe - EMCDDA, Lisbon, November 2009 (pdf in italiano) |
| lucy cassini | |
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Come qualcuno di voi sa
giovedì 5 novembre 2009 di Doriana Goracci ![]() ” Come qualcuno di voi sa…” Così inizia una una lettera inviata a due oltre me, a stretto giro di collettivi e coordinamenti, non conosco chi sia il mittente, di cosa parla ma conosco gli altri che l’hanno ricevuta, mi conforta, vado avanti nella lettura e non mi sento bene affatto. Ora so un po’ di più di una madre che denuncia ai carabinieri i maltrattamenti subiti dal giovane figlio nel Centro di Salute Mentale 24 ore a San Polo nel comune di Torrile in provincia di Parma: non sanno migliaia di persone quello che avviene tra 4 mura pubbliche di una struttura cosiddetta sanitaria. E allora? Allora scrivo, batto i tasti e spero che vogliate fare altrettanto, inviando, diffondendo, aiutando nel far sapere. C’è sempre un ricordo che ci muove e lo racconto brevemente il mio, prima della lettera. Avevo diciotto anni quando mia nonna, una persona umile e un po’ bislacca, mi chiese di andare a trovare una sua amica in manicomio, ci stava chiusa da anni, da quando aveva sentito le voci: erano i due piccoli figli morti per la pandemia dell’epoca, una spagnola che tradiva qualunque amore. E il marito padre , pensò bene che l’unica cura era fargliele sentire le voci tra altre mura, che non quelle di casa. Uscì da lì solo quando era morta e forse è stato meglio così, le porte le avevano ormai aperte ma lei aveva paura, non più di quello che aveva dentro ma di quello che c’era fuori. Fu così che entrai a Santa Maria della Pietà a Roma e vidi un bambino che sembrava un pinocchietto, fare su e giù, in moto perpetuo sopra una sedia e certi aggirarsi e altre dietro a una rete. Lei era dentro, arrivò nella stanza, nuda e squallida ma con un bel crocefisso attaccato, era grossa al punto che non sapevo da dove cominciare a guardarla…e mi disse ti manda Pia? Mi chiese che facevo, gli anni e poi come era il cielo fuori, non volle niente perchè aveva paura che glielo avrebbero preso le altre, ma lo specchietto si, lo nascose tra le mani, in una sacchetta tra stoffa e carne e mi disse quello che faceva, le pulizie, i pasti…arrivò poi un’ inserviente, era una lontana cugina di mia nonna, assunta perchè il padre l’avevano ammazzato di notte con una spranga del letto, era solo in corsia…Allora …allora la apro, questa lettera, per conoscenza diffusione denuncia proposizione, proprio come fà una certa Maria della televisione, ma lì si incontrano i destini, i fatti, le persone, c’è anche chi non apre la posta e intanto hanno visto e sentito a milioni. Il 4 novembre del 2009, ormai passato, ci ha scritto Vincenzo Serra, il cognato di Francesco Mastrogiovanni: “Oggi sono trascorsi tre mesi dalla morte di Francesco presso l’ospedale pubblico di Vallo della Lucania. Voglio ringraziare anche a nome dei familiari tutte le persone che ci sono state vicine!” La madre del ragazzo afferma nell’articolo della Gazzetta di Parma e nella lettera che invio, che andrà fino in fondo, non solo per suo figlio ma per i tanti giovani che non possono rimanere soli e nel silenzio. Fateci sperare che possa essere anche questa Informazione. Doriana Goracci continua su...... http://www.reset-ital... |
| claudiotorrenzieri | |
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grazie per la testimonianza ... provvedo a inserire anche questo tuo "pezzo" alla pagina "altre segnalazioni"
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| claudiotorrenzieri | |
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IL GIORNO IN CUI LA NOTTE SCESE DUE VOLTE
Dopo il "manifesto di denuncia" degli "amici di Alberto", a due anni dalla tragica vicenda del "28enne agronomo castrocarese" suicidatosi per essere stato "sbattuto in prima pagina" additato come consumatore e spacciatore di droga, un film-documentario che narra la cronaca "nuda e cruda" di una vita spezzata; che ripercorre gli eventi attraverso la reazione civile della gente comune; che raccoglie dal vivo le testimonianze dei genitori e degli amici sul profilo umano di una giovane persona tradita da un sistema implacabile; un film di indagine che si interroga sul rapporto fra stampa, diritto e dovere di cronaca e tutela della dignità personale e della privacy, ma in particolare, un film dove, per la prima volta, parlano i giornalisti autori di quello "scoop" dettato da una conferenza stampa ufficiale dei carabinieri; un'inchiesta che è anche, e soprattutto, la riflessione autocritica di una giornalista che quel "pezzo" lo scrisse accorgendosi in seguito che dietro la "notizia" c'era una vita umana con una propria identità personale con tutte le sue debolezze, le sue convinzioni etiche ma anche con tutte le sue aspettative legittime di futuro! Edited by claudiotorrenzieri on Nov 6, 2009 12:26 PM |
| lucy cassini | |
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Federico Aldrovandi, Aldro, 18 anni, muore a Ferrara all'alba del 25 settembre 2005 tra le mani della polizia, dopo essere stato fermato mentre tornava a casa dopo un sabato sera con gli amici. Lasciano per ore il suo corpo riverso sull'asfalto, nascondendo la verità alla mamma, che lo cerca. La versione della questura parla della chiamata di un residente, allarmato dal comportamento del ragazzo, che una volta fermato avrebbe dato in escandescenze. Se sia vero non si sa: la polizia nega la responsabilità della morte, sostenendo che Federico si sia fatto male da solo e sia morto in seguito all'assunzione di droga. Gli esami tossicologici hanno smontato la favola dell'overdose: i referti medici parlano di numerosi segni di percosse su tutto il corpo, le strisce viola delle manette ai polsi... La mamma racconta di aver riavuto i vestiti di Federico completamente imbevuti di sangue, mentre la notizia rimane insabbiata per mesi dal sito che ride, s'indigna e accusa con Ascanio Celestini http://guerrillaradio... |
| lucy cassini | |
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Roma.Torpignattara. Arrivano in molti al corteo a per ricordare Stefano Cucchi, il ragazzo morto il 22 ottobre all'ospedale Sandro Pertini a sei giorni dall'arresto per detenzione di stupefacenti. La manifestazione, organizzata da alcuni centri sociali della Capitale e dai comitati di quartiere, per chiedere Verità e giustizia per Stefano Cucchi,si è mossa al grido di:"Assassini", rivolto verso la Polizia. Il corteo partito dal parco degli Acquedotti Alessandrini è passato in via Ciro da Urbino, dove il giovane abitava. I condomini del palazzo hanno posto uno striscione con le foto del giovane morto il 22 ottobre e la scritta Stefano, il tuo sorriso rimarrà impresso per sempre nei nostri cuori. "Tutte queste manifestazioni d'affetto ci scaldano il cuore". "Chiediamo dignità per la morte di Stefano". Queste le parole di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, che si è unita al corteo insieme ai genitori, Giovanni e Rita, scesi da casa quando i manifestanti hanno raggiunto via Ciro da Urbino. L' ultima raccomandazione della sorella del ragazzo però non viene ascoltata dai ragazzi che pochi minuti più tardi si scontrano con la polizia, incendiando cassonetti.
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| XLR | |
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| XLR | |
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E qualcuno osa venirmi a dire che LO STATO SIAMO NOI??? Ma vaffanculo.
STATO ASSASSINO!!!! |