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contro l'intolleranza zero ... contro l'informazione mistificatoria ... per Alberto, per Aldo, per Federico ...

claudiotorrenzieri
Posted Nov 1, 2009 10:01 AM
amici-di-Alberto
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Post #: 822
CUCCHI:NAPOLI (PDL),DI PIETRO SPUTA SU TOGA CHE HA INDOSSATO (ANSA) - ROMA, 1 NOV - «Antonio Di Pietro sputa sulla toga che, con disonore, ha indossato per anni. Le sue accuse al ministro della Giustizia, colpevole di aver riferito alla Camera poche ore dopo la morte di Stefano Cucchi, e sulla base degli atti in quel momento disponibili, gettano fango sul lavoro dei magistrati chiamati a fare chiarezza su una vicenda agghiacciante». Lo afferma il vicepresidente dei deputati del Pdl Osvaldo Napoli che sottolinea come il Guardasigilli «contrariamente alle tesi di Di Pietro, ha circostanziato in quel momento i fatti focalizzando l'opinione pubblica su quello che è accaduto dal punto di vista oggettivo». «Di Pietro - accusa l'esponente del Pdl - non si smentisce e non smentisce il suo cinismo: per lui ogni occasione, fosse anche la morte tragica di un giovane in circostanza tutte da appurare, è buona per scagliarsi contro il governo. Solo gli ingenui possono stupirsi di questo atteggiamento del questurino Di Pietro, un uomo che liquidava con una scrollata di spalle la notizia del suicidio di Gabriele Cagliari o di Sergio Moroni». «Il vero dramma per l'Italia è proprio Di Pietro: tiene in scacco il quadro politico, avendo inchiodato il Pd su posizioni giustizialiste, impedendo di avviare un qualsiasi confronto parlamentare con la maggioranza», conclude Napoli che invita Bersani «a sciogliere questo nodo altrimenti tutta la sua strategia politica ne sarà pesantemente condizionata». (ANSA). SES 01-NOV-09 18:46 NNN
claudiotorrenzieri
Posted Nov 1, 2009 10:09 AM
amici-di-Alberto
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Post #: 823
"Fatti e testimoni, così è morto Stefano la soluzione è sotto gli occhi di tutti"

Da Repubblica.it, di Matteo Tonelli - 30 ottobre 2009

Intervista a Luigi Manconi, presidente dell'associazione "A buon diritto"

"I fatti sono chiari, indagine semplice a patto che la si voglia risolvere"

ROMA - "Si tratta di un'indagine che visti i particolari e i testimoni è di facile soluzione, sempre che si voglia risolvere". Luigi Manconi, un passato nella politica e un presente di impegno nel campo dei diritti, in particolare quelli legati al carcere (è presidente dell'associazione "A Buon diritto" e direttore del sito "Innocenti evasioni"), commenta così la morte di Stefano Cucchi, il 31enne morto in carcere dopo l'arresto. Una vicenda che, dopo la pubblicazione delle foto del cadavere martoriato, apre la strada a inquietanti interrogativi. Manconi, che si era occupato anche della vicenda di Federico Aldrovandi, è entrato in contatto con i genitori del ragazzo romano. Contribuendo a far accendere i riflettori sulla vicenda. Così come quelle foto, tremende, che i familiari di Stefano hanno deciso di pubblicare. "Non è stata una scelta facile ma i familiari sono stati in grado di trasformare un dolore privato in una iniziativa pubblica. E' chiaro che quelle foto aggiungono strazio allo strazio, ma l'hanno considerato un dolore ineludibile per arrivare alla verità" dice Manconi.

Partiamo dall'inizio e dall'arresto di Cucchi.

"Si parte con una certezza, all'una di notte del 16 ottobre, i genitori vedono Stefano dopo l'arresto. E il ragazzo, prima di essere portato in caserma dai Carabinieri, sta bene. Da quell'incontro passano 10 ore e madre e padre rivedono il figlio in Tribunale con il volto tumefatto. Inoltre c'è l'avvocato d'ufficio che noterà che Stefano cammina in modo che suscita interrogativi. Le due cose hanno un effetto tale che Stefano viene visitato in Tribunale e il referto conferma le lesioni. Questi sono dati che mi fanno dire che la soluzione del caso è sotto gli occhi di tutti.."

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa dice testuale: "Non ho strumenti per accertare. Di una cosa però sono certo: del comportamento corretto dei carabinieri in questa occasione".

"In pratica è un atto di fede. Se non sbaglio rispetto ai carabinieri arrestati per la vicenda Marrazzo usò altri toni. Nessun mette in dubbio l'Arma, semmai i comportamenti di alcuni singoli componenti".

La memoria torna ad altri casi, apparentemente simili, con quello di Federico Aldrovandi. Sono solo casi isolati?

"Non direi. La nuova legislazione antidroga sta portando le forze dell'ordine a forzature, abusi, arresti immotivati, operazioni fuori dalle regole, carcerazioni senza convalida. E di solito a subire sono o i consumatori o i piccoli spacciatori.Gli anelli deboli della catena. Come Stefano".
claudiotorrenzieri
Posted Nov 1, 2009 10:10 AM
amici-di-Alberto
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Post #: 824
Questa volta chiarezza subito

Da Corriere della Sera, di Luciano Ferraro - 30 ottobre 2009

Dopo Aldrovandi, il caso Cucchi.

Stefano Cucchi aveva 31 anni. Federico Aldrovandi 18. Il pri­mo è morto a Roma nella notte tra il 15 e il 16 ottobre. Il secondo a Ferrara, il 25 settembre 2005. Forse sono solo due personaggi di storie lontane. Ma per ora le loro vicende sembrano avere più di un punto in comune. Le due famiglie, in­nanzitutto. Gli Aldrovandi si sono battu­ti a lungo per scoprire il motivo della morte del figlio: Federico non sopravvis­se ad un controllo di polizia. Ora i Cuc­chi ripercorrono la stessa strada, fatta di proteste, contatti con i politici che si oc­cupano di detenuti, interviste televisive. Anche Stefano, come Federico, era af­fidato, come insiste a dire la famiglia, «allo Stato». Era stato arrestato dai cara­binieri per spaccio di droga. Aveva pas­sato la notte in caserma. Qualcosa è ac­caduto quella notte. I carabinieri sosten­gono che hanno udito il detenuto la­mentarsi. E per questo hanno chiamato un’ambulanza. Arrivato il medico, Cuc­chi ha rifiutato le cure, preferendo la cel­la all’ospedale. Il giorno dopo è stato portato dal giudice. Poi in carcere. E da lì al pronto soccorso dell’ospedale Perti­ni per un mal di schiena. È morto giove­dì scorso nel reparto dei detenuti.

La famiglia, che non ha avuto il per­messo di visitarlo durante la convale­scenza, prima ha descritto i segni di un pestaggio sul corpo di Stefano. E poi, proprio come era stato fatto nel caso de­gli Aldrovandi, ha diffuso le foto del ca­davere dopo l’autopsia. Una decisione presa con l’avvocato Fabio Anselmo. Lo stesso del processo di Ferrara.

Per scoprire la verità su Aldrovrandi ci sono voluti 4 anni e 32 udienze. Fino alla condanna di quattro poliziotti per omicidio colposo: l’avevano percosso e gli avevano tolto il respiro, ammanettan­dolo a pancia in giù. Tempi così lunghi hanno fatto male a tutti, alla famiglia e alla polizia. Ora, per spazzar via ogni dubbio, è necessario fare subito chiarez­za sulla morte di Cucchi. Ha fatto bene il ministro della Giustizia Alfano, a chiede­re «un approfondimento immediato». Ora deve ottenerlo.
claudiotorrenzieri
Posted Nov 1, 2009 10:11 AM
amici-di-Alberto
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Post #: 825
Morte in carcere, interrogazione in Comune e Parlamento

Da Fuoriluogo.it, - 29 ottobre 2009

«Una vicenda inquietante, alla quale bisogna dare al più presto una risposta, per fare chiarezza e accertare eventuali responsabilità. Serve verità per fare piena luce sulla vicenda e per dare risposte alle dolorose domande della famiglia di Stefano Cucchi. È giusto che anche il Comune di Roma e il Garante per i detenuti, facciano quanto gli compete, pretendendo dai ministri della Giustizia e dell'Interno un rapido accertamento dei fatti e qualora venissero riscontrate responsabilità soggettive, costituirsi parte civile in un eventuale processo». Lo dichiara il consigliere del Pd al Comune di Roma, Athos De Luca, che ha presentato oggi al Sindaco un'interrogazione urgente. «A quanto dicono i familiari, aveva già gli occhi pesti il mattino dopo l'arresto, Stefano Cucchi, 31 anni. Morto dopo quattro giorni di ricovero nel reparto penitenziario del Pertini. Il viso sfigurato, due vertebre rotte. I familiari non lo hanno potuto vedere. Poi - conclude - i carabinieri di Tor Pignattara hanno bussato a casa loro per dire che Stefano era morto, in ospedale».

La deputata Radicale-Pd membro della Commissione Giustizia, Rita Bernardini, «ha presentato un'interrogazione urgente ai ministri della Giustizia e della Difesa sul caso di Stefano Cucchi, il detenuto 31enne morto in circostanze poco chiare presso l'ospedale Pertini di Roma nella notte tra le 22 e il 23 ottobre scorsi. L'uomo era stato arrestato dai carabinieri per possesso di stupefacenti nella notte tra il 15 e 16 ottobre. Al momento del fermo, secondo i familiari, era in buona salute ma il giorno successivo, all'udienza per direttissima, il padre aveva notato tumefazioni al volto e agli occhi del figlio. Nonostante i fatti contestati a Cucchi non fossero di estrema gravità, all'uomo non sono stati concessi gli arresti domiciliari e alla famiglia non è stato permesso di vederlo fino al giorno 23 ottobre, quando l'uomo era già deceduto presso il reparto detentivo dell'ospedale Pertini. I familiari hanno potuto rivedere Stefano Cucchi solo all'obitorio, per il riconoscimento, e in quella sede si sarebbero trovati davanti a un 'volto devastatò, che ai consulenti di parte è stato impedito di fotografare». Rita Bernardini «si è dunque rivolta ai ministri Alfano e La Russa per chiedere di fare chiarezza, negli ambiti di rispettiva competenza, sulle circostanze che hanno portato alla morte del detenuto 31enne e di prendere provvedimenti nei riguardi di eventuali responsabili». La deputata radicale «ha inoltre ribadito al ministro della Giustizia l'urgenza di un'indagine conoscitiva sui decessi in carcere che stanno in modo drammatico scandendo il tempo dell'illegalità penitenziaria italiana». «Mentre diramiamo questo comunicato, infatti, ci giunge notizia che un altro ragazzo, un rumeno di 24 anni si è suicidato impiccandosi nel carcere di Tolmezzo. La notizia è stata confermata dalla direttrice Silvia Della Branca che ancora una volta, come tutti i direttori dei penitenziari italiani, ha stigmatizzato l'insostenibile carenza di personale», conclude.
claudiotorrenzieri
Posted Nov 1, 2009 10:14 AM
amici-di-Alberto
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Post #: 826
CUCCHI: PEDICA,NEGATO A ME E ALLA SORELLA ACCESSO AL CARCERE (ANSA) - ROMA, 1 NOV - «Non ci hanno fatti entrare e non hanno permesso alla sorella di Cucchi, Ilaria, di visitare la cella 6 della medicheria dove Stefano ha passato una notte. Non c'è una legge però che specifichi che per entrare insieme a un parlamentare serva essere collaboratori diretti, si può essere anche simpatizzanti come Ilaria o come l'avvocato Stefano Maranella, responsabile giustizia dell'Idv Lazio. Forse hanno qualcosa da nascondere». Lo ha detto il senatore Idv Stefano Pedica uscendo dal carcere di Regina Coeli a Roma. Pedica era andato nel carcere, «dopo accordo presi ieri con il direttore», ha detto, per approfondire la vicenda di Stefano Cucchi morto nel reparto detentivo dell'ospedale Pertini. «È stato negato un gesto di umanità - ha aggiunto - alla sorella di un defunto, il gesto del direttore è sbagliato».«Esco molto amareggiata», ha aggiunto Ilaria Cucchi. In merito al caso, Pedica ha detto che «c'è una grande confusione, ci sono tante verità e bisogna capire qual è quella vera. Non vogliamo certo sostituirci alla magistratura ma come parlamentari stiamo raccogliendo informazioni per rispondere martedì in aula al ministro della Giustizia Angelino Alfano. Inoltre il ministro della Difesa Ignazio La Russa dovrebbe riflettere sulle sue parole di qualche giorno fa». Pedica ha raccontato di aver visto le foto di ingresso di Cucchi a Regina Coeli: «C'erano evidenti ecchimosi dallo zigomo alla mascella, evidenti arrossamenti sul volto e sulla nuca. Un occhio era aperto ma si vedeva che era sofferente». Domattina il parlamentare chiederà di visitare la caserma dei carabinieri dove è stato portato Cucchi dopo l'arresto, «perchè ci sono lati oscuri da chiarire». In particolare, ha aggiunto Ilaria Cucchi, «sull'ora dell'arresto: chi dice alle 22 e chi alle 23». L'avvocato Maranella, alla domanda se sarebbe entrato a far parte del collegio difensivo, ha risposto: «Ne sarei molto lieto, deciderà la famiglia ma essendo il loro avvocato da anni, sarò a loro vicino col cuore e con l'affetto». (ANSA). J5J-GB/SAF 01-NOV-09 19:05 NNN
claudiotorrenzieri
Posted Nov 1, 2009 10:25 AM
amici-di-Alberto
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Post #: 827
CUCCHI: DONADI, PDL LEDE DIGNITÀ FORZE DELL' ORDINE (ANSA) - ROMA, 1 NOV - «L'insensato starnazzare di esponenti del Pdl contro Di Pietro dimostra quanta fatica faccia il centrodestra a confrontarsi con la verità, anche la più elementare. Di Pietro ha detto che servono indagini e verifiche per accertare le responsabilità. Una verità elementare». Il capogruppo dell'Idv alla Camera prende le difese di Di Pietro attaccato dal centrodestra e dice che «non si può voltare la faccia dall'altra parte come fa il Pdl, perchè in questo modo si lede la dignità delle forze dell'ordine in primis».(ANSA). COM-SES 01-NOV-09 19:11 NNN
claudiotorrenzieri
Posted Nov 1, 2009 10:27 AM
amici-di-Alberto
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Post #: 828
fa schivo leggere di questi populisti battibecchi fra politici ... offendono il dolore di una famiglia!
claudiotorrenzieri
Posted Nov 1, 2009 10:46 AM
amici-di-Alberto
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Post #: 829
CUCCHI: FINOCCHIARO, NESSUNA SPECULAZIONE MA FARE CHIAREZZA (ANSA) - ROMA, 1 NOV - «È necessario capire cosa è successo. Nessuno vuole speculare su una vicenda drammatica, come quella della morte di un ragazzo, ma c'è bisogno di sapere la verità e di accertare, se ci sono, le responsabilità di una vicenda che ha tanti punti oscuri». Lo afferma Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, intervenendo sul caso della morte di Stefano Cucchi. «Lo dobbiamo alla famiglia, lo dobbiamo all'opinione pubblica, lo dobbiamo fare per giustizia. Ci auguriamo - conclude la Finocchiaro - che il governo martedì ci dia elementi importanti per capire». (ANSA). COM-GMB/FV 01-NOV-09 19:31 NNN
claudiotorrenzieri
Posted Nov 1, 2009 12:59 PM
amici-di-Alberto
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Post #: 830
CUCCHI:FAMIGLIA,MIO FRATELLO SANO,GLI NEGARONO AVVOCATO/ANSA OSPEDALE, CURATO CON ATTENZIONE; 5 MINUTI SILENZIO ALL'OLIMPICO (ANSA) - ROMA, 1 NOV - Ilaria Cucchi, forse per scelta, porta una borsa con la scritta «I love my life», che stona col viso, indurito da queste ore ma senza lacrime. Di certo c'è una cosa che non ama, «le insinuazioni sulla salute» del fratello Stefano, il geometra romano di 31 anni arrestato per droga la notte tra il 15 e il 16 ottobre e che il 22 mattina era cadavere con il volto tumefatto e le ossa rotte. «Stava bene - dice - non era caduto dalle scale il 30 settembre, come pure si è detto». Lo ripete anche nel pomeriggio sulla porta del carcere romano di Regina Coeli. Ha chiesto, insieme al senatore Idv Stefano Pedica, di poter vedere la cella 6 della medicheria, una delle tappe della settimana più oscura, l'ultima, della vita del fratello. Permesso negato. I due, accompagnati dall'avvocato di fiducia dei Cucchi, Stefano Maranella, responsabile Giustizia dell'Idv Lazio, sono stati fermati in anticamera. Il direttore, raggiunto al telefono, ha spiegato Pedica, ha detto di no: «Non ha permesso alla sorella di un defunto un gesto di umanità, nonostante le aperture di ieri». «Sono amareggiata» aggiunge Ilaria, ma c'è un'altra cosa che le preme: «Stefano al momento dell'arresto aveva chiesto di contattare il suo avvocato, Maranella. Gli è stato negato». Il legale va giù duro («se fosse stato difeso da un avvocato di fiducia le cose sarebbero andate diversamente») e già pensa a «eventuali ipotesi di reato. Se entrerò assieme a Fabio Anselmo nel collegio di difesa? Deciderà la famiglia». Ilaria Cucchi e Pedica, intanto, vanno avanti. Domattina il senatore richiederà di visitare la caserma dei carabinieri dove il giovane ha passato la prima notte dopo il fermo. Ma è contro l'ospedale Pertini, dove è morto e nel quale i Nas hanno raccolto documenti, che punta il dito Ilaria: «Non si può morire di disidratazione in un ospedale». Critiche che già dalla mattina erano state mosse dall'avvocato Anselmo e rimandate al mittente dall'Asl RmB. «È stato curato con attenzione e professionalità», avevano replicato i responsabili sanitari evidenziando però «un atteggiamento scarsamente collaborativo alle cure» da parte di Cucchi. I due vogliono ripercorrere la settimana nera di Stefano, raccogliere informazioni «non per sostituirci alla giustizia, ma per poter rispondere al ministro della Giustizia Angelino Alfano, martedì in Senato». Ci sarà anche Ilaria, e sarà scontro: oggi il leader Idv Antonio Di Pietro ha definito «indegna» la relazione del guardasigilli alla Camera, «parole gravi che nel peggiore dei casi possono addirittura rappresentare il tentativo di insabbiare un omicidio». «Un volgare sciacallo, Alfano ha ribadito che bisogna far luce», ha replicato a Di Pietro il presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto, mentre Maurizio Gasparri ha chiesto a polizia penitenziaria e carabinieri «risposte credibili, nè speculazioni nè omerta». Un punto su cui la presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro ha concordato: «Nessuna speculazione, serve chiarezza». Oggi i tifosi romanisti all'Olimpico all'inizio della partita Roma-Bologna hanno osservato 5 minuti di silenzio per ricordare Cucchi. (ANSA). J5J-GB 01-NOV-09 21:23 NNN
claudiotorrenzieri
Posted Nov 3, 2009 12:05 AM
amici-di-Alberto
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Post #: 852
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