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contro l'intolleranza zero ... contro l'informazione mistificatoria ... per Alberto, per Aldo, per Federico ...

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Posted Oct 27, 2007 10:36 AM
Post #: 959
Un Paese intollerante e con sempre meno diritti è un Paese meno sicuro
Quello che non si dice però è che la vicenda di Aldo Bianzino sembra simile a quella di altri, come quella di Giuseppe Ales, di Federico Aldrovandi, di Alberto Mercuriali caduti uno dietro l'altro dentro il buco nero della nostra democrazia, un fossato scavato nel tempo, con gli arnesi della stigmatizzazione mediatica e dell'etichettamento, con il lavoro costante degli imprenditori politici della paura rafforzato con il mantra della zero tolleranza. Un pozzo senza luce dove in fondo si trova la repressione senza mediazioni, fisica o psicologica che sia poco importa. Che sia il titolo di un giornale ad uccidere un ragazzo o una manganellata, quello che emerge è il carico di violenza spaventoso che pervade queste storie. Storie d'innocenti che avevano la sola colpa di avere uno stile di vita alternativo, di essere sospettati di utilizzare sostanze o di fumarsi una canna in un parco, di girare senza documenti o di coltivare marijuana per uso personale in un paese che invece dei trafficanti persegue i consumatori.

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Sulla morte di Aldo Bianzino, ucciso nel carcere Capanne di Perugia nella notte tra sabato e domenica dieci giorni fa, indaga anche il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria che ha aperto un'inchiesta amministrativa. Mentre il caso diventa, da fatto di cronaca meramente italiano, anche un dossier del Comitato europeo per la prevenzione della tortura di Strasburgo

ALDO/ ANCHE VIA ARENULA INDAGA. MENTRE IL CASO DIVENTA EUROPEO 26/10/07

IL MISTERO DI ALDO 23/10/07
Di cosa è morto Aldo Bianzino arrestato dalla polizia e deceduto misteriosamente in un carcere di Perugia? La notizia esce dalle cronache locali e racconta una brutta storia che non ha ancora una verità. Mentre la famiglia aspetta il corpo di un uomo morto per un "trauma non accidentale"


chi conosceva Aldo Bianzino?

Assassinio di un antiproibizionista

Caso Bianzino: Sergio D'Elia presenta interrogazione parlamentare

La morte di Aldo Bianzino, il 54enne di Pietralunga, trovato morto in cella a Capanne ci ha lasciato sconcertati.

Notte tra 13 e 14 Aldo Bianzino, trovato morto nel carcere di Capanne (PG)

Perugia, Ciacca: si faccia luce sulla morte di Aldo Bianzino

ASSASSINATO DALLO STATO
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Posted Oct 27, 2007 10:57 AM
Post #: 964
Caso Bianzino: il Prc porta la questione in Parlamento
Caso Bianzino: il Prc porta la questione in Parlamento con un`interrogazione urgente al ministro Mastella. Le lesioni riscontrate configurerebbero la "compatibilità con l`omicidio", da escludere l`infarto.
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Posted Oct 27, 2007 11:04 AM
Post #: 966
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Posted Oct 28, 2007 6:01 AM
Post #: 974
CARCERI: MORTE DETENUTO; COMPAGNA, VOGLIO SAPERE PERCHÈ (V. 'CARCERI:MORTE DETENUTO; ATTESA PER...' DELLE 13) (ANSA) - PERUGIA, 25 OTT - Spiega di essere «esausta» ma continua a chiedere «la verità» sulla morte di Aldo Bianzino la sua compagna Roberta. «Lui è morto e non si sa perchè - ha detto al telefono con voce commossa - e c' è il rischio che non lo si sappia mai. Temo che qualcuno gli abbia fatto del male». Sulla morte nel carcere di Capanne dell'uomo la procura di Perugia ha aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti. L'autopsia ha infatti evidenziato alcune lesioni e gli investigatori stanno vagliando l'ipotesi che possano essere derivate da condotte volontarie. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile di Perugia e dal personale del Nucleo investigativo centrale (Nic) della polizia penitenziaria. Un'eventuale ispezione amministrativa del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap) - si è intanto appreso - verrà avviata solo una volta conclusa l'inchiesta penale, così da chiarire se ci siano responsabilità degli agenti, anche solo per omesso controllo. «Aldo non aveva mai avuto problemi di salute» ha spiegato la sua compagna. «Faceva il falegname - ha aggiunto - ed era vegetariano. Non beveva alcol e fumava solo una sigaretta ogni tanto. Era una persona mite e non avevamo segreti. Non abbiamo mai avuto a che fare con la giustizia, niente, nemmeno una multa». La coppia - che ha un figlio di 14 anni - viveva nelle campagne di Pietralunga. «Abbiamo un piccolo orto davanti casa - ha spiegato Roberta - che Aldo coltivava. Lì hanno trovato le piante di canapa indiana che hanno portato all'arresto da parte della polizia ma io non ne sapevo niente perchè sono stata sempre contraria a queste cose. Aldo lo ha anche spiegato agli agenti». La compagna di Bianzino ha definito «gentile» il comportamento del personale del commissariato tifernate. «Ci hanno portato al carcere di Perugia - ha aggiunto - con la stessa auto, mano nella mano. Il mio compagno stava benissimo. Durante la notte abbiamo visto l'avvocato d'ufficio. Prima lui e poi io. Il legale mi ha detto che Aldo era preoccupato per me e gli aveva chiesto di rassicurarmi. Poi il giorno dopo ho saputo che era morto. Ora - ha concluso Roberta - voglio sapere perchè». SEB-BAO 25-OTT-07 20:18 NNN

CARCERI: MORTE DETENUTO; PER PROCURA ANCORA NESSUNA CERTEZZA (ANSA) - PERUGIA, 26 OTT - Allo stato delle indagini «qualsiasi prospettazione di responsabilità a carico di personale della casa circondariale di Perugia o di terzi è del tutto ingiustificata e intempestiva»: lo ha sostenuto oggi il procuratore della Repubblica di Perugia Nicola Miriano a proposito dell'inchiesta sulla morte di carcere di Aldo Bianzino. Per fare chiarezza su quanto successo i magistrati del capoluogo umbro hanno aperto un fascicolo nel quale si ipotizza il reato di omicidio a carico di ignoti. In una nota il procuratore ha evidenziato che gli accertamenti medico-legali sono tutt'ora in corso. «Solo all'esito definitivo degli stessi - ha spiegato Miriano - potrà disporsi di un quadro chiaro della tragica vicenda». Il magistrato ha infine spiegato che per quanto riguarda le modalità di restrizione di Bianzino, la squadra mobile della questura di Perugia e personale del Nucleo centrale investigativo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e della stessa casa circondariale stanno svolgendo «approfonditi accertamenti» definiti «essenziali alla definizione del caso». Intanto oggi volantini nei quali si chiedeva «Verità per Aldo» sono stati esposti davanti al carcere in occasione del presidio di solidarietà con i cinque arrestati nell'operazione contro una presunta cellula anarco-insurrezionalista. Il segretario del centro di Iniziativa radicale di Perugia Tommaso Ciacca ha ricordato che il parlamentare della Rosa nel pugno Sergio D'Elia ha presentato una interrogazione al ministro della Giustizia per conoscere quali iniziative intenda adottare per fare piena luce sulle cause «che hanno determinato la morte di Bianzino». (ANSA). SEB 26-OTT-07 19:07 NNN
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Posted Oct 28, 2007 6:13 AM
Post #: 975
ricevo dall'amico FRANCESCO PIOBBICHI
articolo pubblicato oggi 28 ottobre 2007 su Liberazione a pag. 5 con il titolo "Fra giri di vite e pacchetti sicurezza siamo scivolando verso l'autoritarismo - un Paese intollerante e con sempre meno diritti è un Paese meno sicuro"

Aldo Bianzino viveva vicino a dove sono nato, Aldo è morto in circostanze sospette dopo essere finito in carcere perchè accusato di coltivare marijuana.
Sembra che queste notizie comincino a diventare normalità in un paese che fra giri di vite e pacchetti sicurezza sta lentamente scivolando verso una forma di autoritarismo di cui non si conosce la fine.
Sembra quasi che stia (ri)nascendo una zona d?ombra nella nostra democrazia, generata dall?intreccio tra retoriche securitarie e piano simbolico, tra guerra al povero e disprezzo per la diversità.
Né Repubblica né il Corriere hanno scritto una riga sulla vicenda, impegnati come sono a mobilitare il ventre molle del nostro paese contro il capro espiatorio di turno.
Per loro la morte di un cittadino pacifista che finisce in galera per coltivazione di marijuana e che in una cella d?isolamento trova la morte (sembrerebbe per le botte prese) non fa notizia.
Si dirà che i giudici hanno da subito aperto un?indagine, si dirà che in un paese di diritto queste cose vanno subito chiarite e che verrà fatta giustizia, si dirà questo e tanto altro.
Quello che non si dice però è che la vicenda di Aldo Bianzino sembra simile a quella di altri, come quella di Giuseppe Ales, di Federico Aldrovandi, di Alberto Mercuriali caduti uno dietro l?altro dentro il buco nero della nostra democrazia, un fossato scavato nel tempo, con gli arnesi della stigmatizzazione mediatica e dell?etichettamento, con il lavoro costante degli imprenditori politici della paura rafforzato con il mantra della zero tolleranza.
Un pozzo senza luce dove in fondo si trova la repressione senza mediazioni, fisica o psicologica che sia poco importa.
Che sia il titolo di un giornale ad uccidere un ragazzo o una manganellata, quello che emerge è il carico di violenza spaventoso che pervade queste storie.
Storie d'innocenti che avevano la sola colpa di avere uno stile di vita alternativo, di essere sospettati di utilizzare sostanze o di fumarsi una canna in un parco, di girare senza documenti o di coltivare marijuana per uso personale in un paese che invece dei trafficanti persegue i consumatori.
Come non accorgersi che queste vicende, che non a caso accadono nella provincia ?comunitaria? sono molto simili a quelle dove la violenza viene agita direttamente dalla società dei ?normali?.
In fin dei conti un filo rosso lega le coltellate a Renato Biagetti, considerato da un fascista una zecca da colpire solo perché ascoltava musica reggae fino a tardi, alle prese in giro che portano minori a togliersi la vita, gettandosi dal terzo piano perché considerati gay.
Sembra che ci sia nel nostro paese una sorta di ?spontaneismo intollerante? che agisce violentemente, psicologicamente e fisicamente contro la diversità generalmente intesa.
Un fenomeno che trova sponda, accoglienza e legittimazione nell?idea di una società tradizionale messa sotto assedio dalla modernità che va difesa a tutti i costi, una dinamica che viene alimentata quotidianamente nel discorso pubblico utilizzando la logica del capro espiatorio che condensa in sé tutta l'ansia sociale.
Altro che la sicurezza non è di destra né di sinistra, se uno come Amato non ha mai fatto caso che se sul piano dei linguaggi e dei segni legittimando la tolleranza zero si finisce al tempo stesso per legittimare l?intolleranza vuol dire che sul piano della cultura politica c?è uno smottamento senza precedenti.
Una deriva questa che produce i suoi effetti travolgendo sia il rispetto dei diritti e delle garanzie costituzionali, ma anche e soprattutto l?idea stessa di società moderna.
Io penso che questi segnali ci dicano che è arrivato il punto limite, e che c'è la necessità di dare una risposta immediata sia sul livello normativo che su quello dell'egemonia culturale.
Sembra insomma che la nostra società non sia più in grado di metabolizzare i fenomeni che l'attraversano, e che stia delegando all'apparato repressivo la risoluzione di tutte le sue contraddizioni; perchè questo avvenga è sicuramente il frutto di dinamiche complesse e multifattoriali, sulle quali occorre riflettere seriamente.
Quello che è certo però è che questa deriva va contrastata a fondo, senza cedimenti, per questo rivolgo un'appello per organizzare al più presto, in una modalità tale da permettere la massima convergenza di tutte le forze che ritengono utile impegnarsi in questo senso, un grande appuntamento nazionale contro l'intolleranza, perché un paese intollerante è tutto tranne che un paese sicuro.
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Posted Oct 28, 2007 6:22 AM
Post #: 984
un Paese intollerante e con sempre meno diritti è un Paese meno sicuro

Fra giri di vite e pacchetti sicurezza siamo scivolando verso l'autoritarismo

Organizziamo un grande appuntamento nazionale contro l'intolleranza
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Posted Oct 28, 2007 9:32 AM
Post #: 1,016
Perugia, terra di droghe. In città e nel carcere
Non è la prima morte a Capanne, il penitenziario della migliore piazza d'Italia per le sostanze stupefacenti
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Posted Oct 28, 2007 10:06 AM
Post #: 1,022
dal meetup di perugia
"Un pò di gente si sta cercando di organizzare per cercare di far circolare la notizia, sensibilizzare l'opinione pubblica e dare una risposta pubblica a sta storia.
Per chi avesse voglia di partecipare l'appuntamento è lunedi 29 ottobre 2007 presso il circolo arci Island in via Magno Magnini a Perugia alle ore 21.30"
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Posted Oct 29, 2007 5:51 AM
Post #: 1,031
ALDO BIANZINO: LETTERA ALLE AUTORITÁ ITALIANE

ALDO BIANZINO E? MORTO - VOGLIAMO GIUSTIZIA - VOGLIAMO LA VERITA?

VOGLIAMO LA FINE DELLA GUERRA ALLE PERSONE E ALLE PIANTE

La seguente lettera può essere firmata e spedita al sottostante indirizzo e-mail. Se volete spedire la lettera a persone diverse, per favore assicuratevi di aver cambiato l?intitolazione all?inizio della lettera.
Uto P.I.A. D'Elica
Posted Oct 30, 2007 5:02 AM
CertosinaPopVox
Roma, RM
Post #: 4,750
Su
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