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L'EDICOLA DI UBUNTU. OPEN INFORMATION SOURCE

paolo de gregorio
Posted Aug 19, 2007 10:00 AM
user 2492767
Roma, RM
Post #: 173
- la decrescita impossibile (2) ?
a cura di Paolo De Gregorio ? 19 agosto 2007

Se vogliamo parlare concretamente di ?decrescita? dobbiamo immaginare uno scenario molto probabile, addirittura sicuro in tempi medi, in cui si diffonderanno notizie sulla reale consistenza delle riserve petrolifere (ingigantite dalle grandi multinazionali per dare più valore alle loro società), a cui si aggiungerà il fatto sicuro che una quota consistente del petrolio mondiale andrà verso CINA e INDIA, a cui si aggiungerà prima o dopo una perdita di influenza degli USA e di tutto l?Occidente nell?area mediorientale, mentre la recente alleanza militare russo-cinese significa una strategia che dagli Urali al Pacifico porterà a un?area integrata economicamente e militarmente di tale peso da scoraggiare qualsiasi prepotenza.
La concomitanza di qualcuno di questi fatti, l?abbandono Usa dell?Iraq, voci su una grande crisi petrolifera, porteranno il costo del barile a 150 dollari e tutta l?economia attuale andrà in crisi. La globalizzazione, favorita dai bassi costi dei trasporti (aerei, navi, TIR) andrà in frantumi e sarà necessario passare alla terza rivoluzione industriale in cui le nazioni per prima cosa dovranno pensare alla autosufficienza alimentare ed energetica (da energie rinnovabili), abolendo tutti gli sprechi, a cominciare dagli eserciti.
L?attuale follia per cui centinaia di Tir trasportano dall?Italia alla Francia bottiglie di acqua San Pellegrino, mentre altrettanti camion partono dalla Francia per l?Italia con bottiglie di acqua Badoit ed Evian, la follia per cui un vasetto di yogurt alla fragola venduto a Stoccarda percorre 9115 chilometri tenuto conto del percorso del latte, delle fragole coltivate in Polonia, dell?alluminio per l?etichetta e della distanza per la distribuzione, la follia per cui un agnello surgelato in Nuova Zelanda percorre 18.835 chilometri in aereo cargo per arrivare in Inghilterra, ebbene queste follie, che sono la sostanza della globalizzazione, saranno spazzate via dalla crisi petrolifera e dovranno essere sostituite da un imperativo buono per tutti: bisognerà cibarsi di alimenti prodotti in una dimensione locale (che è poi la raccomandazione che da 20 anni ci propone il ?contadino? Bovè).
Le nazioni che punteranno anticipatamente a ristrutturare settore energetico ed agricoltura in forme ecosostenibili e diventeranno autonome dalla globalizzazione, risparmieranno ai loro cittadini tragedie immense, anche se è lecito pensare che nulla si muoverà fino a quando i fenomeni sia del riscaldamento globale, sia la crisi petrolifera si manifesteranno.
Ricordo sommessamente che la nostra classe politica, pur avendo tutti i poteri per farlo, non impone ai palazzinari di realizzare le nuove costruzioni in cui vi siano due elementi strutturali obbligatori: le pareti rivestite di pannelli fotovoltaici proporzionate per dare 3 kilowatt a ogni appartamento, e un lastrico solare libero che convogli l?acqua piovana in una sottostante cisterna adeguata al volume dell?immobile. Praticamente avremmo case con l?autosufficienza energetica e l?autosufficienza idrica. E ciò costerebbe infinitamente di meno della urgente ristrutturazione di tutte le tubature che perdono per strada il 70% di preziosissima acqua. Ma il nostro ministro verde dell?ambiente, entusiasta difensore del suo appannaggio di 15.000 euro mensili, non disturba i palazzinari con queste ?farneticanti? richieste.
Paolo De Gregorio
paolo de gregorio
Posted Aug 22, 2007 4:40 AM
user 2492767
Roma, RM
Post #: 174
Il SIPRI (Istituto internazionale di Stoccolma per la ricerca sulla pace) ha pubblicato i dati 2006 della spesa militare globale: 1.204 miliardi di dollari (Usa 529 e Italia 29,9)
paolo de gregorio
Posted Aug 24, 2007 4:38 AM
user 2492767
Roma, RM
Post #: 175
- la decrescita impossibile (3) -
a cura di Paolo De Gregorio ? 24 agosto 2007

Nelle mie precedenti riflessioni sulla ?decrescita? spero di non aver dato l?impressione che questo sia un processo che è possibile determinare cambiando solo stili di vita, perché, come senza appello ci dicono i dati scientifici sull?inquinamento: 50% industria, 30% trasporti, 20% consumi delle abitazioni, anche se tutti i cittadini avessero nel privato comportamenti virtuosissimi, sono l?industria e il sistema dei trasporti a determinare l?80% di inquinamento che rende l?attuale economia insostenibile sotto il profilo ecologico.
L?altro fattore fondamentale, che determina squilibri strutturali per la capacità del pianeta di rigenerarsi, è quello della crescita demografica, inarrestabile, non combattuta, anzi incoraggiata dalle religioni islamica e cristiana, che hanno strategie globali di espansione della loro influenza su masse di poveri e disperati.
Questi sono i veri ?poteri forti?, proprietari delle industrie, dei mezzi di informazione e delle coscienze, che sono saldamente alleati nel conservare le proprie strategie di ?eterno sviluppo?, di competizione, di ?scontro tra civiltà?.
Non vi è nessuna entità, né politica, nè etica, né razionale, capace di fermare queste forze per loro natura anarchiche, dogmatiche, prepotenti, che hanno tutto in mano, anche se si è dimostrato scientificamente che ormai sulla terra si consuma più di quello che essa è in grado di rigenerare, le falde acquifere si stanno abbassando, e squilibri climatici, scioglimento dei ghiacci, desertificazioni già sono in atto.
Il mondo globalizzato ha enormemente accelerato il processo economico capitalistico, iperproduttivo, cancellando ogni differenza tra comunismo e capitalismo, che si sfidano spietatamente nella conquista dei mercati e delle materie prime, e per ottenere questi obiettivi non si preoccupano di inquinare e di distruggere.
La logica è questa, senza eccezioni, e oggi è possibile fare una operazione solo ?culturale? indicando i responsabili, i complici, la subalternità vile della politica (di destra e di sinistra) e il ruolo delle religioni che stranamente difendono ?LA VITA? ma non quella del pianeta terra.
Insomma, quando ascoltiamo Prodi che, prima delle vacanze, ci ricorda che senza crescita non si va da nessuna parte, e i cattolici organizzati che chiedono premi economici per le famiglie numerose, vediamo di riservare loro un sentimento di compassione, perché questi ignoranti, incompetenti, irresponsabili, non sono degni della nostra rabbia, non vedono nulla al di là del loro ombelico, sono completamente inadeguati a fronteggiare i problemi del nostro tempo.
La posta in gioco dunque è la guida dell?economia.
Il capitalismo, nella sua fase suprema di massima espansione e globalizzazione, dopo aver comprato la politica e averla annullata, quindi senza nessun ostacolo e nessun condizionamento, ha prodotto un mostro che non riesce a fermarsi, può restare in equilibrio solo continuando a correre, ma così facendo distrugge tutto ciò che incontra sul suo percorso, e continua anche se distrugge equilibri della biosfera, culture, intere regioni.
E? a questo punto che il termine ?decrescita? assume un significato ambiguo che va superato, perché sembrerebbe che può bastare un po? di buona volontà dei responsabili del disastro e le stesse forze possono rimanere al potere e correggere gli errori.
Ecco perché bisogna parlare di rivoluzione Copernicana e non di decrescita. Bisogna passare dalla logica del profitto di una economia irragionevole, distruttiva, consumista, alla impostazione razionale e scientifica di una economia sostenibile e compatibile con la prosecuzione della vita sulla terra.
Progettare una economia sostenibile è una cosa seria,materia per scienziati, biologi, fisici dell?atmosfera, esperti di colture agricole, geologi, ingegneri specializzati in energie rinnovabili, esperti del riciclo dei rifiuti, deve essere ipotizzata sulla propria nazione e quindi valutate le proprie risorse in rapporto al numero di abitanti.
L?autosufficienza alimentare ed energetica deve essere la priorità assoluta con strategie diverse da paese a paese, e, quando la crisi petrolifera e climatica fermerà la globalizzazione, chi sarà stato previdente e si sarà reso autonomo con sagge scelte eviterà grandi tragedie.
L?unica regione che conosco in Italia, capace di reggere una profonda crisi energetica è la Sardegna. E? abbastanza vasta per la sua popolazione di un milione e mezzo di abitanti, pochissimo industrializzata, ha una profondissima cultura agro-pastorale che utilizza terreni impervi senza uso di macchine. Con moderni impianti eolici e fotovoltaici può essere indipendente energeticamente, visto che sole e vento non mancano. In pochi anni, se il suo mare non fosse più arato e distrutto dai pescherecci a strascico, diventerebbe di nuovo ricchissimo di pesce che potrebbe essere pescato con piccole unità costiere. Praticamente un paradiso dove cercherebbero di sbarcare clandestinamente i leghisti in fuga dalla Padania.
Paolo De Gregorio
paolo de gregorio
Posted Aug 30, 2007 2:32 AM
user 2492767
Roma, RM
Post #: 179
- la decrescita impossibile (4) ?
a cura di Paolo De Gregorio ? 28 agosto 2007

- nel 1860 la terra aveva un miliardo di abitanti
- nel 1960 (dopo un secolo di rivoluzione industriale) la terra aveva 3 miliardi di abitanti
- nel 2006 la terra ha 6 miliardi di abitanti
- ogni aumento di un solo grado della temperatura provoca un ribasso del 10% dei rendimenti agricoli
- il dipartimento americano dell?Agricoltura sostiene che dopo gli anni ottanta si è registrato un ribasso di produzione; meno 11% per i cereali, meno 15% per vitello e pecora, meno 17% per pesci e crostacei
- secondo Lester Brown l?ondata di calore nel 2003 ha portato in Europa (dall?est della Francia fino all?Ucraina) una diminuzione del raccolto di cereali di 32 milioni di tonnellate.
Questi dati, accanto ai quali ribadisco quelli che riguardano l?inquinamento complessivo di cui sono responsabili per il 50% il sistema industriale, per il 30% il sistema dei trasporti, per il 20% i cittadini con le loro abitazioni, ci dicono che il problema dei problemi è il riscaldamento del pianeta, a cui si aggiunge quello demografico, e, malgrado ciò sia un dato scientifico acquisito, NULLA si sta facendo per contenere drasticamente le emissioni di Co2.
Ogni attività umana produce Co2 e quindi riscaldamento del pianeta. Sarebbe una dimostrazione di intelligenza e lungimiranza fermare tutte quelle produzioni di cose inutili, non necessarie alla vita, che costituiscono il nocciolo duro della ideologia consumista e industriale che sono la cultura dominante e la religione del nostro tempo.
?Avere per essere? questa è l?ideologia che condanna a morte il nostro eco-sistema. Non vi è alcuna iniziativa nel frenare emissioni di Co2 solo perché i profitti e gli interessi della CASTA capitalista prevalgono su tutto.
Per fare un esempio: oggi Internet è una tecnologia accessibile a tutti (si parla di un computer da 200 dollari grande come un tostapane con ricarica a manovella), e tutto il cartaceo, dai libri di scuola ai giornali, alle riviste, alle enciclopedie, agli archivi, può essere smaterializzato già domani, con risparmi di milioni di tonnellate di Co2 a giorno, e non si fa solo perché ci sarebbe una diminuzione di consumi e di profitti.
Ogni informazione, ogni novità, è già pronta in Internet, dal giornale quotidiano al testo universitario. Quasi tutti posseggono questa tecnologia, e noi non abbiamo di meglio da fare che procurare scoliosi ai nostri figli caricandoli di libri che ogni anno vengono aggiornati e buttati, e così se ne va in fumo buona parte del loro futuro.
Anche per quel 20% di energia consumata dalle nostre case vi è già pronta una tecnologia, quella fotovoltaica e quella del cosiddetto solare termico, che annullerebbe la Co2 derivante dalla combustione di petrolio e gas. Però nessuno parla di rendere autonoma energeticamente ogni abitazione, facendo di ogni lastrico solare una piccola centrale elettrica, e, per le nuove costruzioni, rendendo obbligatori impianti fotovoltaici già in fase di progetto, e compresa una cisterna sotterranea che raccolga l?acqua piovana dal tetto per rendere i condomini e le case autonomi anche idricamente.
Capire il perché queste semplici cose non si facciano, significa capire che siamo in mano ad una banda di irresponsabili, di menefreghisti, di avidi, in aperto comparaggio con una classe politica di subordinati che gli lascia campo libero.
La stessa classe politica, argutamente, si lamenta che gli italiani fanno pochi figli (che è la cosa più progressista accaduta in Italia alla faccia della Chiesa e dei capitalisti), vuole premiare con denaro le famiglie numerose, e ci procura invivibilità e guai futuri permettendo una immigrazione che serve solo agli sfruttatori.
Paolo De Gregorio
paolo de gregorio
Posted Aug 31, 2007 11:51 AM
user 2492767
Roma, RM
Post #: 180
- la decrescita impossibile (5) -
a cura di Paolo De Gregorio ? 31 agosto 2007

Il legittimo rappresentante degli inquinatori, Luca di Montezemolo, trova disastroso il fatto che l?Italia cresca dell?1,6% mentre la Germania avanza del 2,5% e la responsabilità è del governo ?predatore? che sadicamente mette tasse che fermano l?economia.
In questa esternazione, a cui il ?Corriere della Sera? del 29 agosto offre graziosamente una intera pagina, il nostro confindustriale parla da politico, di bene collettivo, di principi guida, si propone come guida spirituale e capo del futuro governo, affibiando, alla pur servizievole CASTA politica la grave insubordinazione di non applicare alla lettera il programma confindustriale.
Fin qui niente di nuovo, anzi tutto antico, fuori del tempo, come se la questione ambientale non esistesse e fosse legittimo e giusto parlare di ?sviluppo? senza parlare di sostenibilità.
Infatti, nemmeno una parola è dedicata all?ambiente e se chi produce, con il sistema industriale e i trasporti, l?80% di Co2 non si preoccupa di contenere il riscaldamento del pianeta, anzi lavora per aumentarlo, ecco che la decrescita produttiva verso la sostenibilità diventa una chimera.
Un effetto devastante del riscaldamento globale, di cui ci parla il grande studioso americano Jeremy Rifkin, e di cui ancora non parla nessuno, è quello di far scongelare a breve la regione siberiana subartica (che è grande quanto Francia e Germania messe insieme), che sotto il ghiaccio ha una immensa torbiera, di materiale organico, che una volta in superficie si decomporrà producendo miliardi di tonnellate di Co2 e metano.
La dottoressa Katey Walter, dell?Istituto di biologia artica dell?Università dell?Alaska, definisce lo scioglimento del ?permafrost? una gigantesca bomba a tempo, e quando questo fenomeno sarà innescato l?uomo non avrà più alcuno strumento per fermarlo.
Dice Rifkin: nella punta nord della terra si sta svolgendo una tragedia mondiale di proporzioni enormi e gli uomini assistono indifferenti.
Le buone notizie non finiscono qui. Canada, Usa, Russia, Danimarca e le compagnie petrolifere ad essi collegate, aspettano con impazienza lo sciogliersi dei ghiacci artici per accedere ai grandi giacimenti petroliferi e di gas attualmente non sfruttabili, per la presenza dei ghiacci, e già si parla di tensioni militari fra questi stati per impadronirsi di materie che aumenteranno i gas serra in atmosfera.
Credo proprio che oggi possiamo dire con certezza che ci sono solo due classi al mondo: coloro che a testa bassa vogliono continuare a correre, anche se vanno verso il precipizio, e la classe degli scienziati, dei consapevoli, dei sobri, delle persone che usano il cervello. Ma se questa classe non si muove e non diventerà classe dirigente, soccomberà come tutti.
Bisogna finirla di cercare il pelo nell?uovo e perdersi in discussioni specialistiche parziali e fuorvianti. Non abbiamo più i 20 anni di tempo che le multinazionali del tabacco fecero perdere all?umanità per dimostrare nei tribunali che il fumo procurava la morte. Tutti lo sapevano, non c?era bisogno di dimostrare niente, come oggi. I gas serra riscaldano il pianeta in modo irreversibile con prospettive da incubo, e qualunque scelta industriale e produttiva deve tener conto di questo. Senza se e senza ma.
Paolo De Gregorio
paolo de gregorio
Posted Sep 4, 2007 6:04 AM
user 2492767
Roma, RM
Post #: 181
- lampi di genio -
a cura di Paolo De Gregorio ? 3 settembre 2007

Pochi giorni fa Bertinotti sosteneva con enfasi, con il tradizionale autocompiacimento per le sue frasi, che, prima di colpire i lavavetri, bisognava colpire il raket che li sfrutta.
Forse non si è accorto che se spariscono i lavavetri scompaiono anche i prepotenti che li organizzano, esattamente come se spariscono le prostitute scompaiono i papponi, e il fenomeno della immigrazione clandestina finisce se finisce il lavoro nero.
Questi semplici, ma rigorosi ragionamenti, sembrano essere estranei alla nostra sinistra, infarcita di cattocomunismo, capace solo di complicare le cose semplici e lontanissima dalle persone comuni e dalla loro rabbia di non poter uscire di casa la sera in quei quartieri, crocifissi da spaccio e da prostituzione, a forte presenza di immigrati.
E soprattutto lasciano a questa destra dalla faccia di bronzo, e dalla infinitamente superiore potenza mediatica, l?iniziativa di chiedere ?legge e ordine? su problemi che in cinque anni di governo ha fatto marcire o non ha affrontato affatto.
Tra l?altro, chi più strepita contro gli immigrati, Bossi, parla a nome della Padania che è la regione d?Italia che ospita e sfrutta la maggior parte degli immigrati, e da dichiarazioni di imprenditori veneti sentiamo che se fosse per loro nelle loro imprese preferirebbero tutti stranieri perché gli italiani sono troppo sindacalizzati.
Questo luogo comune che vuole la sinistra favorevole alla immigrazione, e quindi responsabile di tutti i problemi che questo fenomeno crea nella società italiana, è semplicemente falso.
L?immigrazione è stata voluta dalle categorie imprenditoriali, che con la presenza di questo ?esercito di riserva?, hanno ferocemente attaccato e sconfitto le conquiste del movimento operaio, tradito dal sindacato e dai partiti di sinistra incapaci di leggere nella immigrazione selvaggia un attacco mirato alla forza e alle conquiste della classe lavoratrice, e foriera di peggiori condizioni di vita nelle periferie urbane.
Ci manca solo di seguire l?esempio americano che accoglie a braccia aperte i desperados ?latinos? e gli promette la cittadinanza a patto che si arruolino nei ?marines? (visto che l?intrepido corpo militare ha una forte crisi di vocazioni), e così avremmo anche noi un esercito di mercenari (volontari secondo loro), che vanno a farsi ammazzare per conto dell?Italia, al posto degli italiani, nelle guerre che facciamo a rimorchio degli USA.
Del resto il futuro Presidente del consiglio Veltroni è un appassionato estimatore della grande democrazia americana e certamente copierà quei luminosi principi compreso quello di una bella Sanità privata che finalmente curi solo i ricchi.
Paolo De Gregorio
paolo de gregorio
Posted Sep 6, 2007 10:19 AM
user 2492767
Roma, RM
Post #: 182
- prostituzione, che fare -
a cura di Paolo De Gregorio ? 6 settembre 2007

Ciò che leggo in tema di prostituzione mi fa rabbrividire per la approssimazione e per le potenti dosi di catto-comunismo, di ridicola sociologia, di moralismo, che parlano di denunciare i clienti, che bisogna cambiare cultura, che la prostituzione è un lavoro e le addette devono pagare le tasse, che vuole che la prostituzione sia un reato, il ritorno dei casini, più poliziotti in giro e via farneticando.
Brevissimamente dirò cosa penso.
La prima è che la prostituzione è una realtà insopprimibile e che qualunque atto repressivo è destinato al fallimento, cosa che la senatrice Merlin, responsabile della legge omonima che vieta le case chiuse, non aveva assolutamente capito, visto che il suo obiettivo (infantile) era quello di far scomparire la prostituzione.
La seconda è mettere in chiaro che la prostituzione NON è un lavoro, e chi lo sostiene dovrebbe tentare di convincere di ciò (a proprio rischio e pericolo) un operaio di fonderia durante l?esercizio delle sue funzioni, e magari alla fine del mese quando il salario è già finito.
Si dovrebbe uscire dalla ipocrisia distillata ogni giorno da una soffocante e indecente, per uno stato laico, egemonia culturale cattolica, e dichiarare legale la prostituzione con solo poche regole da far rispettare TASSATIVAMENTE: che questa attività sia svolta in appartamenti affittati o comprati a tale scopo, che l?età minima delle prostitute sia 18 anni, che non vi sia una concentrazione di attività con un massimo di quattro associate, che queste persone siano obbligate a svolgere ogni mese un test su Aids e malattie veneree da esibire a un eventuale controllo di polizia.
L?attività di ogni persona malata deve essere fermata fino alla guarigione.
Soltanto in queste condizioni legali, e senza nessuna pretesa tributaria per l?attività della prostituzione, si può pensare a provvedimenti di arresto per chi pratica la prostituzione per la strada o in casa clandestinamente e senza controlli sanitari.
I vantaggi possibili: anzitutto una quantificazione del fenomeno, un prevedibile calo di spesa sanitaria, la fine della occupazione di interi quartieri dove la gente non può uscire la sera, il contenimento del fenomeno dei ?protettori?, la possibilità di legiferare con durezza per i trasgressori perché non vi è alcun intendimento vessatorio né tributario ma si vogliono solo regole valide per la salute e la sicurezza di tutti.
Per far dispetto ai preti e per la ?par condicio? tra i sessi, auspicherei la attività di prostituti uomini, per la gioia di arzille cinquantenni a secco per i problemi prostatici del partner.
Paolo De Gregorio
paolo de gregorio
Posted Sep 9, 2007 11:20 AM
user 2492767
Roma, RM
Post #: 184
- Diliberto, Grillo e l?antipolitica -
a cura di Paolo De Gregorio ? 9 settembre 2007

Oliviero Diliberto, del PDCI, a nome delle immense schiere che rappresenta (l?1%), ci esterna con compiacimento le sue conclusioni sulla straordinaria raccolta di firme (300.000 in poche ore) promossa da Beppe Grillo: questa è antipolitica.
Ricordo che il tema proposto da Grillo è interamente POLITICO, non partitico, e riguarda proprio la moralizzazione della politica in tre punti fondamentali
-la facoltà del cittadino di esprimere le preferenze e quindi di non lasciare ai partiti tutto il potere
-che qualunque parlamentare non possa sedere in Parlamento per più di due legislature, affondando per sempre i politicanti di professione e a vita
-nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva o in 1° e 2° grado in attesa di giudizio finale.
Mi aspettavo dai vecchi pretoni democristiani (confluiti in Forza Italia) una levata di scudi con la parola d?ordine dell?ANTIPOLITICA, ed ecco invece il ?rivoluzionario comunista? Diliberto, seguito a ruota dal rifondarolo Russo Spena, che credo trovino scomodo schiodarsi dalle confortevoli poltrone e soprattutto dal consistente appannaggio mensile, fare da avanguardia nel bollare come antipolitica un movimento di cittadini sdegnati.
Chiunque, anche il meno informato, percepisce oggi la CASTA politica come un corpo estraneo alla società civile, arroccata nel Palazzo, blindata quando va in giro, con enormi privilegi e opportunità (vedi l?episodio recentissimo di CASA NOSTRA), e il tentativo di porre rimedio a questa situazione è espressione di ideali, di etica, di voglia di partecipare alle decisioni politiche, di democrazia, di moralità: insomma questa è la prima tappa che vede protagonista la parte migliore della popolazione italiana.
Alle prossime elezioni ricordiamoci delle parole di Diliberto e di quelli che sosterranno la stessa tesi!

Ad integrazione delle norme proposte da Grillo, spero che si tenga conto di una mia proposta di una nuova legge elettorale risalente all?1.11.2006 (consultabile su google digitando: paolodegregorio nuova legge elettorale, oppure paolo de gregorio nuova legge elettorale), senza la quale è difficile togliere a capitalisti e partiti il controllo del meccanismo elettorale.
(la pubblico nuovamente qui di seguito).
Paolo De Gregorio
paolo de gregorio
Posted Sep 10, 2007 2:59 AM
user 2492767
Roma, RM
Post #: 185
Iniziativa popolare per una nuova legge elettorale
a cura di Paolo De Gregorio ? 1 novembre 2006

Qualunque movimento, da quello studentesco, ai pacifisti, ai girotondi, ai no-global, che coglie sicuramente una crisi o una mancata rappresentatività dei partiti, se non vuole rifluire nel NULLA, si deve porre un obiettivo, UNO, unificante, e su quello insistere tenacemente fino alla vittoria.
Varrebbe la pena che tutte le persone che NON si riconoscono nell?attuale sistema di funzionamento della democrazia, potessero trovare un terreno di unificazione e di iniziativa che riguarda la riforma della legge elettorale, attraverso la presentazione di un disegno di legge di iniziativa popolare.
Il meccanismo fondamentale, che dovrebbe produrre democrazia, è quello elettorale, ed è lì che si producono enormi danni che fanno della democrazia una parola vuota che non produce partecipazione, passione civile, ma rassegnazione e alienazione.
..omissis..
Torniamo in Italia, ricordando che abbiamo consentito ad un soggetto proprietario di 3 televisioni e di metà dell?editoria stampata, di presentarsi alle elezioni come un cittadino qualunque, considerando spudoratamente questo un fatto democratico e una ?libertà? del noto personaggio.
Ma se un solenne principio costituzionale ci vuole uguali davanti alle leggi, perché mai questo principio è totalmente violato di fronte al rito più fondamentale della democrazia che è quello delle elezioni?
E? esiziale che si vada a definire una serie di regole rigidissime per una legge elettorale che deve rappresentare una rivoluzione culturale volta a mobilitare la passione civile e l?etica democratica dei cittadini.
- Il primo principio che deve ispirare queste regole è che il denaro non possa avvantaggiare un candidato che lo possiede ai danni di un concorrente che non lo ha.
Quindi gli strumenti consentiti nella campagna elettorale devono essere uguali per tutti e limitati tassativamente ai comizi e alla propaganda porta-a porta, con la distribuzione del proprio programma politico stampato.
Manifesti e ?santini?, che premiano la visibilità di chi se li può permettere, vanno vietati, pena l?esclusione dalle liste, e anche il luogo fisico dei comizi deve essere messo a disposizione dai Comuni e offerto gratuitamente ai candidati.
Non vi è alcuna limitazione nella ?libertà? di comunicare, comizi e rapporti diretti con i cittadini sono più che sufficienti, più riflessivi, e mettere nero su bianco il proprio programma è dimostrazione di serietà.
Si parla sempre di costi della politica. Sarebbe ora di adottare queste norme che tagliano drasticamente i costi delle campagne elettorali, le rendono più riflessive e meno legate alla creazione di false immagini e suggestioni superficiali.
- Il sistema elettorale deve essere proporzionale, a doppio turno, con uno sbarramento al 5% e che impedisca apparentamenti tra partiti, senza premio di maggioranza, con l?indicazione delle preferenze, abolendo le liste bloccate con candidati scelti dalle segreterie dei partiti.
I 15 giorni tra il primo e il secondo turno servono, con i risultati elettorali alla mano, a consentire ai partiti un accordo con l?indicazione del capo del governo, e dare così, ai cittadini che avessero votato un partito bloccato dalla soglia del 5%, la possibilità di far contare il proprio voto nel secondo turno.
- La più importante delle nuove regole elettorali, e vero segnale di rinnovamento e discontinuità, è quella di rendere ineleggibile chiunque abbia compiuto due legislature, con l?enorme risultato di non avere più politici di professione, ma un ricambio al passo con il rapido evolversi della società e della economia.
Va in tale direzione anche Beppe Grillo sul suo blog, con il post Uno, due, RESET del 23.10.06 con una proposta di legge popolare con raccolta di firme per ridurre a due il numero di legislature per i parlamentari. Effetto retroattivo. Due e basta, poi si torna a lavorare.
- ?I parlamentari sono nostri dipendenti? (Beppe Grillo) e la retribuzione giusta la decidiamo noi cittadini che siamo i loro datori di lavoro.
E apriamo lo scandaloso capitolo delle retribuzioni e delle pensioni dei parlamentari. L?appannaggio attuale dei parlamentari è vicino ai 30 milioni al mese di vecchie lire.
Lo stipendio secco, uguale per tutti, senza indennità speciali di alcun tipo, deve essere quello di un magistrato di Corte di Cassazione e stabilito una volta per tutte dalla legge elettorale.
- Bisogna assolutamente abolire anche la pensione di parlamentare. I deputati, durante il tempo massimo di due legislature, hanno diritto ai contributi pensionistici che normalmente essi versano nella loro professione: se c?è un deputato operaio l?amministrazione parlamentare gli verserà i contributi previsti per la sua categoria per tutto il tempo di permanenza in Parlamento, così per un avvocato o un giornalista, ai loro rispettivi enti previdenziali.
Le pensioni d?oro a vita ai parlamentari che hanno fatto anche una sola legislatura sono uno scandalo e creano odio e ostilità verso la classe politica.
- Abolizione del Senato (e dei senatori a vita), che è un dannoso fattore di rallentamento di tutta la attività legislativa, che rappresenta spesso una disomogeneità con gli equilibri del Parlamento e sarebbe molto più utile per la democrazia avere un numero di deputati più elevato in ragione di collegi elettorali più piccoli e quindi con delegati di maggiore rappresentatività.
- Deve essere abolito il finanziamento pubblico dei partiti perché esso è un ostacolo alla emersione di nuove forze politiche che sono senza mezzi, e comunque è giusto che i partiti brillino di luce propria, ossia finanziati solo dai propri tesserati.
- Ogni parlamentare deve essere processato dalla magistratura ordinaria, come qualunque cittadino, senza alcuna autorizzazione da parte del Parlamento, né godere di alcuna immunità che non sia legata alla sua attività politica.
- Un?altra regola da abrogare, che grida vendetta per manifesto tradimento della volontà del cittadino elettore, è quella che consente ad un parlamentare di cambiare gruppo durante la legislatura, permettendo tutte quelle manovre sottobanco che assomigliano ad un mercato e azzerano la dignità del Parlamento.
Qualunque parlamentare non sia più d?accordo con il suo partito ha solo la facoltà di dimettersi ed essere sostituito dal primo dei non eletti dello stesso partito. Senza se e senza ma!
- I candidati non possono presentarsi in più collegi, ma devono essere residenti da almeno un anno nel collegio in cui si presentano, facendo così finire il potere dei partiti che piazzano nei collegi più sicuri persone di loro fiducia da favorire, e finirebbe lo scandalo delle candidature multiple, acchiappavoti, che sono un palese imbroglio per gli elettori, attirati dalla notorietà del capolista e poi, ad elezioni avvenute, si trovano uno sconosciuto perché il capolista famoso si è dimesso.
- Deve essere INELEGGIBILE chiunque possieda più del 10% di un mezzo di informazione, sia esso televisivo, radiofonico o della carta stampata, perché il proprietario di tali mezzi si trova in intollerabile vantaggio rispetto ad un candidato normale, alterando il risultato elettorale in senso classista.
L?ineleggibilità deve essere estesa a tutti coloro che sono in potenziale conflitto di interesse, a partire dai fruitori di concessioni pubbliche.
..omissis..
paolo de gregorio
Posted Sep 10, 2007 3:00 AM
user 2492767
Roma, RM
Post #: 186
Queste norme, ed anche altre eventuali concepite con lo stesso spirito, non sono altro che una richiesta di elementare democrazia e un limite allo strapotere del denaro che ha portato l?uomo più ricco d?Italia alla carica di primo ministro.
Rappresentano anche un ridimensionamento dei costi della politica, una moralizzazione con la fine di privilegi di casta, un ricambio costante degli eletti, e un possibile ritorno alla politica attiva delle persone perbene.
I movimenti, che in questi anni hanno abboccato alle promesse dei partiti di far proprie le loro rivendicazioni, si dovrebbero essere accorti di essere stati ingenui, e che l?inserimento nei partiti di pochi leader dei movimenti è stata una manovra per avere voti e nulla di politico è cambiato, nemmeno la guerra in Afghanistan, decisa da Berlusconi, è stata abbandonata.
Tra pochi mesi si dovrà parlare sicuramente della legge elettorale, e sarebbe bello farsi trovare preparati, magari con Grillo portavoce, con un disegno di legge che sia di svolta, a cui offro il mio contributo, che tolga potere ai partiti, ne dia più ai cittadini e magari coaguli intorno a sé un movimento capace di continuità e di vincere le sue battaglie.
Bisogna convincersi che, se durante la discussione sulla nuova legge elettorale, non saremo capaci di circondare pacificamente il Parlamento con decine di migliaia di persone, e distribuire a parlamentari e cittadini la nostra proposta di legge sulla materia elettorale, niente accadrà per iniziativa dei partiti, che ormai si sono chiusi alla società civile, si sono impossessati della RAI, si sono arroccati nei confortevolissimi ?Palazzi?, sono visibili solo loro, e contano sul fatto che la gente rimanga passiva e subalterna.
Paolo De Gregorio
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