Worldwide Beppe Grillo Meetup Message Board › L'EDICOLA DI UBUNTU. OPEN INFORMATION SOURCE
| fagnini angelo gia... | |
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concordo pienamente quanto postato da guy.
organizziamoci deve essere la fesa della comunicazione ![]() |
| paolo de gregorio | |
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propongo di nuovo di portare avanti una battaglia perchè la RAI svolga la funzione di servizio pubblico.
Essa è stata realizzata con le nostre tasse e viene mantenuta con il canone che noi paghiamo.. Dobbiamo avere il diritto di scegliere il direttore generale (carica che dura 5 anni rinnovabile una sola volta) che nomina gli amministratori. Elezioni regolari ogni cinque anni. Canone pagato alla mano e in concomitanza con le elezioni politiche. Penso a Grillo come direttore generale o alla Gabanelli. In ogni caso ad una persona veramentevalida. Comunque via i prescelti dai partiti. Dobbiamo scegliere noi. ciao a tutti Paolo |
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| paolo de gregorio | |
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- sostenibilità: l?umanità è andata in rosso -
a cura di Paolo De Gregorio - 7 ottobre 2007 Sembra quasi che esistano due mondi paralleli che non si toccano mai, quello degli studiosi e della serietà e oggettività scientifica che ci informa che gli attuali abitanti della terra consumano il 20% in più di quanto questa è in grado di rigenerare, e il mondo dei politicanti degli industriali e dei preti, che francamente ci paiono più vecchi dei dinosauri e inadeguati a comprendere il presente, che parlano di necessità di aumentare produzione e consumi e farneticano allarmati per le culle vuote e la ?crescita zero?. ?L?umanità vive oltre i limiti della sua carta di credito ecologica? dice Malthis Wackernagel (direttore del Network mondiale dell?impronta ecologica), fin dalla metà degli anni 80 l?uomo consuma più risorse di quanto la terra ne produca. E? già da molto tempo che non si riesce a inchiodare politici, industriali e preti a fare i conti con questa evidenza che imporrebbe drastiche riduzioni di consumi e di popolazione, con decisioni politiche immediate e proporzionate all?urgenza di rimetterci in carreggiata, mentre le risposte sono: ignorare le parole degli scienziati, in subordine sostenere che questi dati non sono veritieri, SENZA SOSTENERE L?ONERE DELLA PROVA CONTRARIA, accusare di eccessività e di catastrofismo, anche qui facendo affermazioni senza nessuna base razionale. Qualche mese fa, in un mio articolo che parlava di ?sostenibilità? fui attaccato da un signore, forse un prete, che parlava da babbeo ignorante di una capacità della terra di sostenere una popolazione di 12 miliardi di persone. E? ora che venga sbeffeggiato e trattato da incompetente chiunque faccia affermazioni sulla capacità di reggere il carico umano e dei consumi non sostenute da evidenze scientifiche, ma da dogmi ottimistici o religiosi, dettati solo dal desiderio di mantenere privilegi e profitti, e dalla consapevolezza che una nuova capacità e un nuovo metodo di comprendere le cose spazzerebbero via l?ottimismo interessato degli industriali e l?ottusa contrarietà delle Chiese ad una razionale diminuzione delle nascite. Sono in pericolo i due pilastri dell?attuale potere nel mondo: la dittatura della economia e dei consumi, la cultura irrazionale e immobile delle religioni. In tutta evidenza, sono queste forze che ci hanno gettato nella gravissima e sottovalutata emergenza attuale, la legge del profitto ha inquinato, deforestato, creato la globalizzazione che ha fatto del mondo un formicaio impazzito dove merci inutili vengono trasportate con tutti i mezzi con costi spaventosi per l?ambiente, il capofila degli inquinatori, gli Usa, ha come presidente un petroliere che ha l?intenzione di estrarre tutto il petrolio fino all?ultima goccia,invece di usare le tecnologie rinnovabili, i preti fanno propaganda contro la contraccezione, terrorismo sull?aborto, in un mondo sovrappopolato pieno di affamati e di assetati. Se non si sconfiggono questi nemici irriducibili dell?ambiente e della ragione, l?umanità non entrerà mai nel circuito virtuoso dello sviluppo possibile e sostenibile, che oggi ha un solo nome: decrescita umana e dei consumi. Paolo De Gregorio |
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| paolo de gregorio | |
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- ?il Nobel scomodo? -
a cura di Paolo De Gregorio ? 13 ottobre 2007 Si parla molto di ecologia e sostenibilità, di decrescita più o meno felice, e si ha quasi l?impressione di una evoluzione in progress, positiva, del contenimento di inquinanti e gas serra nella nostra atmosfera. Addirittura arriva il Nobel per la PACE ad Al Gore che si è impegnato sul fronte ambientale, e l?illusione di una svolta epocale si affaccia nella testa di molti. Peccato che sul terreno delle scelte concrete, quelle imbeccate dagli industriali ai loro lacchè politici, abbiamo il signor Attali, ex socialista, ora al servizio del reazionario Sarkozy, che per la Francia prevede: PIU? MERCATO, MENO AMBIENTE per rilanciare l?economia, chiedendo di cancellare la ?salvaguardia ecologica?, voluta da Chirac nella Costituzione, considerata oggi un freno allo sviluppo. Questi estremisti della crescita ad ogni costo, ottusi e irresponsabili verso l?ambiente, inadempienti verso il trattato di Kyoto, che impunemente ignorano le conclusioni degli scienziati dell?IPCC (organismo internazionale dell?ONU dove per sei anni hanno lavorato 2.000 scienziati sui cambiamenti climatici) anch?esso premiato con il Nobel, addirittura decidono di peggiorare la insostenibile situazione attuale togliendo le poche norme di salvaguardia contro le emissioni nocive. La Casa Bianca, dopo la notizia del Nobel a Gore, sente l?esigenza di precisare che (la nazione più antiecologica della storia, quella che con il 5% della popolazione mondiale divora il 40% di tutte le risorse prodotte al mondo e inquina in proporzione) non deciderà alcun cambiamento di rotta nella politica ambientale. La mostruosità della ?demokrazia? contemporanea è che essa porta al potere i killer del nostro ormai fragile ecosistema, arroganti e ignoranti, che si fanno beffe delle conclusioni degli scienziati, e sono alleati di ferro della più feroce di tutte le leggi, quella del profitto che oggi tutto decide e plasma anche culturalmente tutta la società civile dove vediamo tutti contro tutti azzuffarsi per ritagliarsi una fetta di consumi, senza più progetti né futuro. Nuoce gravemente alla situazione attuale anche il fatto che paesi come la Russia e la Cina si siano fulmineamente inseriti nella folle globalizzazione di merci e consumi con la stessa logica e la stessa cultura dei vecchi ?imperialisti?, ma con maggiore disprezzo per i diritti dei lavoratori e meno scrupoli per la salvaguardia dell?ambiente. Il ?pensiero unico? del profitto, dei consumi, dell?eterno sviluppo, di negare l?evidenza dei cambiamenti climatici, è diventato globale e non si vede una via d?uscita. Se non identifichiamo nel liberismo e nel profitto i nemici giurati dell?ambiente e di tutta l?umanità mai potremo elaborare un progetto di società in cui la produzione di beni e di alimenti sia proporzionale alle risorse della terra, sia da questa sostenibile e non pericolosamente in rosso, visto che l?impronta ecologica della umanità è già del 30% fuori dalla capacità della terra di rigenerare la vita. Paolo De Gregorio |
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| paolo de gregorio | |
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- il Veltroni day -
a cura di Paolo De Gregorio ? 15 ottobre 2007 La lunga agonia, dallo scioglimento nel 1991 del Partito Comunista Italiano, che ha caratterizzato la vita di una sinistra fasulla, senza identità, né entusiasmo, né progetto politico, è finalmente giunta al termine, e il termine ?sinistra? sparisce e muore per mano dei nipotini di Togliatti e Berlinguer. Ma consoliamoci con il lato positivo dell?avvenimento! Non è cosa da poco il sollievo di non dover più mischiare con la sinistra personaggi come D?Alema, Fassino,Cofferati,Veltroni,Bassolino,Liv L?altra buona nuova è che il Partito Democratico è la nuova Democrazia Cristiana, e le speranze di Casini e Mastella di guidare un processo di aggregazione al Centro trova la piazza già occupata. Potrebbe anche essere positivo il fatto che si è liberato spazio per una sinistra antagonista a patto che azzeri dirigenti e apparati e ritorni nei movimenti di massa, con ben presente la necessità di dover riconvertire tutta l?economia e portarla su un terreno di sostenibilità ambientale, modernizzando e innovando. Veltroni è solo una malinconica figura di una persona che ha passato la vita a fingersi progressista, all?interno di un declino degli ideali della sinistra. Appare un soggetto americanizzato, che sostiene tutto e il contrario di tutto, non pesta i piedi a nessuno, è un perfetto politicante, e finalmente non lo vedremo più con lo sfondo di bandiere che non gli sono mai appartenute. Paolo De Gregorio |
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| paolo de gregorio | |
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- giornali in trincea -
a cura di Paolo De Gregorio ? 18 ottobre 2007 Nel panorama italiano della ?libera stampa? (libera di dire ciò che gli ordinano i padroni della medesima), vi è il maggior quotidiano, per tiratura, il Corriere della Sera, famoso per aver offerto spazi eccezionali alla clerico-fascista guerrafondaia Oriana Fallaci,che si muove come un partito politico,apertamente ed esageratamente filo-atlantico, che non va a cercare notizie, punti di vista a confronto, origine dei problemi, ma propaganda TESI POLITICHE a favore della strategia USA. Risulta incredibile il pensiero personale di Franco Venturini nell?editoriale di oggi,18 ottobre, che agisce da agit-prop e non da giornalista, che recita così: ?l?Iran vuole conquistare il riconoscimento di primaria influenza regionale, l?America questo non può permetterlo perché ne risulterebbe diminuita la sua influenza con annessi rischi energetici. E in casi del genere una superpotenza sa cosa fare.? Il partito dell?attacco ?PREVENTIVO? all?Iran, che come ogni paese ha diritto a possedere armi che altri stati già posseggono, nella sua cellula del Corriere della Sera, già lavora a preparare l?opinione pubblica alla inevitabilità di questa aggressione preventiva con il solito arsenale di falsità sui pericoli che corre il ?mondo libero?. Benzina sul fuoco in una situazione in cui Bush parla di 3° guerra mondiale, dove Putin pone il veto su una eventuale aggressione all?Iran, ed è di pochi giorni fa un bombardamento israeliano in territorio siriano, umiliante e frustrante per la Siria, e la Turchia si appresta ad invadere il Kurdistan irakeno. Come al solito, per chi le vuole vedere, le ragioni di queste gravi tensioni sono elementari e sempre le stesse: vi è una falsa democrazia, gli Usa, che con la forza militare vuole mantenere controllo e privilegi su parti del mondo lontanissime dal proprio territorio, per stravolgere proprio le leggi del ?libero mercato? che prevedono che ogni paese sia LIBERO di vendere a chi gli pare il suo petrolio e che per questa sua materia prima possa essere pagato nella moneta che desidera. Paradossalmente proprio il paese capofila del capitalismo e della cultura del mercato libero, da 50 anni, impone al mondo il dollaro come moneta obbligatoria con cui denominare il petrolio, il cui prezzo viene fissato a New York e a Londra da due sole borse di proprietà degli Usa (Nimex e Ipe) E? inutile scomodare lo scontro tra civiltà, tra religioni, la ridicola minaccia che tra qualche anno l?Iran avrà la bomba, il terrorismo. Sono tutte sceneggiate per non confessare i biechi interessi di continuare a difendere il dollaro e di mantenere il controllo su più della metà del petrolio mondiale. La cosa misteriosa invece è il calcolo politico dei dirigenti iraniani, che puntano ad una arma che non può essere usata, mentre non hanno ancora la benché minima capacità di resistere ad un attacco aereo o missilistico che può essere operato in qualsiasi momento, conoscendo il cinismo e la storia degli Usa. L?Iran odierno può essere portato all?età della pietra da una campagna di bombardamenti americani, senza che un solo marine prenda terra, e senza nessuna perdita di piloti. La tentazione americana di fare questo passo è straripante, per vendicare il fallimento in Irak ed è l?occasione per Bush per appuntarsi la medaglia di aver fermato la ?minaccia degli ayatollah?. Le basi e le portaerei sono già lì, sembra brutto non utilizzarle! Personalmente, se fossi un dirigente iraniano, userei denaro e militanti per destabilizzare i regimi filoamericani dell?Arabia Saudita, del Pakistan, e dell?Egitto, che sono regimi debolissimi e in crisi identitaria, e penserei a progettare e produrre armi DIFENSIVE che facciano pagare caro qualsiasi attacco esterno. Ma si sa, FIDES et RATIO difficilmente convivono e la prepotenza imperialista è lì pronta ad approfittare di ogni errore e ogni contraddizione. Paolo De Gregorio |
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| paolo de gregorio | |
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- campioni del mondo di disastri -
a cura di Paolo De Gregorio ? 22 ottobre 2007 La certezza che l?homo sapiens è senza futuro e che l?umanità si sta comportando come l?orchestrina che suonava sul Titanic, mi viene dal vedere l?enorme entusiasmo di popolo, industriali, politici, per la vittoria della Ferrari (manca solo il Papa), rito in cui ottusamente si celebrano i maggiori protagonisti della distruzione del nostro ecosistema, visto che viene esaltato il mito della potenza, della velocità, del trasporto individuale, che conquista culturalmente e materialmente buona parte della umanità. Ancora più ottuse mi appaiono quelle persone che considerano uno sport questa macchina infernale,il circo della Formula 1,che altro non è che un gigantesco SPOT gestito dagli industriali dell?auto e del petrolio, per vendere auto che sono uno status-simbol che garantisce a chi le possiede il certificato di vincente, circondato da una subliminale atmosfera di successo negli affari e con le donne. Questa cultura, nefasta e distruttiva, che prevede che gli uomini siano in perenne lotta tra di loro per arrivare ad esibire i successi economici e di carriera, è imposta in modo ossessivo e dittatoriale da un complesso industriale e mediatico, in sinergia profonda, che non solo fabbrica le auto, ma fabbrica anche le teste di chi deve poi acquistarle, puntando soprattutto sulla sfera emotiva. In questi anni tutto l?apparato mediatico ha giocato sul suscitare emozioni per spingere al consumo e nulla è stato concesso alla razionalità, agli allarmi degli scienziati, alla insostenibilità di uno sviluppo insensato e suicida. Celebrando la vittoria della Ferrari si celebra la vittoria dei barbari ignoranti e primitivi che si fanno esaltare dal rombo dei motori,dalla velocità e dalla possibilità di morte sempre IMMANENTE, accecati da queste pulsioni primitive che non gli fanno vedere dove ci stanno portando la religione del profitto e del disprezzo per l?ambiente. Il nostro è un mondo dominato dagli egoismi, dal denaro, e dal superpotere privato degli industriali e del loro apparato mediatico. La ?democrazia? è un guscio vuoto senza il potere di cambiare nulla, ed è la cornice entro la quale queste forze distruttive stanno benissimo e prosperano. Sarà cambiato qualcosa solo quando vedremo nei pronto soccorso degli ospedali la stessa efficienza che viene esibita nei Pit-stop, e le capacità ingegneristiche usate per progettare lo smaltimento dei rifiuti in modo corretto e sostenibile, e vedere le persone che girano con auto elettriche che fanno al massimo 50 km all?ora. Quei soggetti entusiasti, che sotto lo sguardo benevolo di industriali, politici e preti, inneggiano alla vittoria della Ferrari, non sono semplici tifosi, essi applaudono i responsabili di migliaia di morti per le strade, se ne fregano delle decine di migliaia di invalidi per incidenti stradali, volutamente ignorano il disastro ambientale che l?auto e il petrolio stanno portando, e finchè ci saranno persone di questo stampo saremo sempre dei primitivi, destinati all?estinzione. Per dare una idea del CORO unanime che sostiene questa cultura, l?Espresso e Repubblica, che solo l?anziano Berlusconi definisce stampa di sinistra, propongono l?acquisto di modellini Ferrari insieme alle loro pubblicazioni accompagnando l?operazione con annesso kit di retorica. Paolo De Gregorio |
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| paolo de gregorio | |
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- conquiste femministe? -
a cura di Paolo De Gregorio ? 27 ottobre 2007 Leggo in un importante quotidiano la notizia che alcune femministe inglesi hanno commentato l?aumento del numero di aborti praticati nel Regno Unito come segno di emancipazione ed evoluzione delle donne. E? veramente bizzarro considerare un errore nell?uso di metodi contraccettivi, o peggio il non uso di questi, da parte di persone che evidentemente non desiderano procreare, come segnale di evoluzione femminile. Mi sembra evidente, invece, che un minore ricorso alla pratica abortiva sarebbe il segnale di una più diffusa cultura contraccettiva (che oggi ha nel suo arsenale anche la pillola del giorno dopo), per evitare responsabilmente e facilmente quello che è pur sempre un intervento invasivo, psicologicamente pesante, e comunque a spese della collettività. Sono favorevolissimo all?aborto, in strutture pubbliche, e che la decisione sia presa solo dalla donna, e che non le si debba addossare alcun senso di colpa, ma utilizzare l?aborto come metodo contraccettivo non è segno di alcuna emancipazione. Anche perché l?emancipazione non è una cosa che si vede solo in una sfera della vita individuale, questo fenomeno si estende a tutte le altri manifestazioni della vita interpersonale e sociale. Pure il divorzio, che oggi viene richiesto in maggioranza da donne, e sembra anche esso un fattore di emancipazione, è al contrario un fallimento delle proprie capacità di valutazione dell?altro, nella più benevola delle ipotesi. Spesso il matrimonio è scelto freddamente per convenienze economiche o per avere figli. Anche in questo caso il vero fattore di emancipazione non è quello di divorziare di più, ma di sposarsi meno o non sposarsi affatto, visto che la molla principale che spinge le persone verso il matrimonio non è quasi mai affinità profonda, ma un determinismo biologico e ormonale per la riproduzione che viene definito amore. Le file davanti alle cliniche dei chirurghi plastici e la entusiastica adesione alla dittatura della moda non mi sembrano fatti che liberino le donne dal secolare archetipo che le vuole OGGETTO di desiderio e perciò belle ed eleganti a tutti i costi,e qui il fenomeno è così diffuso e visibile che anche il femminismo più settario se ne deve accorgere. Non pare un segnale di emancipazione la facilità con cui molte donne ricorrono alla prostituzione, e non parlo di quella indotta dalla miseria materiale e culturale, ma da quella di studentesse di famose università inglesi e di casalinghe che si offrono su Internet per pagarsi tasse universitarie e capricci di abbigliamento. Resta il fatto che la più immonda forma di prostituzione è quella di sposarsi per interesse economico. Vedo anche le chiese, che storicamente hanno rappresentato le culture della infelicità e della oppressione delle donne, piene di donne, malgrado il Vaticano pratichi una pesante ingerenza sulle leggi che forze progressiste e femminili avevano faticosamente conquistato. Francamente, allargando un po? lo sguardo, lo schema femminista della contrapposizione donna-uomo mi sembra sorpassato. Noi tutti oggi, uomini e donne, siamo sottoposti al PENSIERO UNICO e alla prassi quotidiana in cui tutti sono in competizione contro tutti, competizione che vede sempre un unico vincitore, il profitto delle forze capitaliste che sono l?unico superpotere che possiede i mezzi per fabbricare gli oggetti di consumo e anche quelli mediatici per fabbricare i consumatori. La vera cifra del nostro tempo è la globalità della corsa a produrre e consumare, a testa bassa, senza ascoltare la scienza che ci dice, senza se e senza ma, che questo sviluppo non è sostenibile dal nostro fragile e sovrappopolato ecosistema. Possiamo più utilmente e saggiamente, superando lo schema uomo-donna, dividere le persone in due grandi categorie: quelle che collaborano a questo sviluppo distruttivo e irrazionale e vogliono godere della fetta di consumi più ampia possibile e coloro che comprendono che questo ?sviluppo? è un suicidio,e lo stato dei rapporti sociali è pieno di precarietà, discriminazione, violenza, e bisogna fermarlo a cominciare da se stessi non consumando e non collaborando. La razionalità, il sapere scientifico, la lungimiranza, il rispetto per l?ambiente, la equità sociale, la PACE, sono oggi in frontale rotta di collisione con quei barbari primitivi che negano i danni fatti all?ambiente, continuano a fare guerre per bruciare più petrolio, si oppongono a qualsiasi contenimento delle nascite. Sarebbe ora di schierarsi dall?una o dall?altra parte, riconoscersi tra noi, organizzarci e decidere il ?che fare?. Paolo De Gregorio |
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| paolo de gregorio | |
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- ma a che serve l?ONU? -
a cura di Paolo De Gregorio ? 1 novembre2007 All?appello all?ONU del criminale guerrafondaio Bush per rafforzare l?embargo contro Cuba, che come è noto è una grave minaccia per gli Usa, 184 paesi hanno risposto no, mentre le superpotenze Palau, isole Marshall e Israele, complessivamente meno di 6 milioni di persone, hanno reso vano il voto dei rappresentanti di 6 miliardi di abitanti della terra. Si teme che i 50.865 (compresi donne e bambini) abitanti delle Marshall, noti per la loro focosità,possano invadere Cuba per offrirla agli Usa,che peraltro si sono piazzati su due di queste isole: Eniwetok e Bikini con due poligoni atomici (come si sa indispensabili per estendere la democrazia). Se poi si aggiungono i 19.128 abitanti di Palau le cose per Cuba si fanno serie. Per la precisione, ricordiamo che l?unità monetaria di queste isole è il dollaro americano, gli Usa provvedono per la difesa e la politica estera, e l?unica ricchezza di queste isole, la pesca, è stata data in licenza a flotte straniere. E c?è ancora qualche buontempone che sostiene che l?imperialismo non esiste! Ma torniamo all?ONU. Quello che dovrebbe essere il massimo consesso democratico e punto di riferimento assoluto contro le guerre e le prepotenze non usa le fondamentali regole democratiche della maggioranza e della opposizione e lascia decidere tutto ad un feudale ed arcaico diritto di veto, che poi significa la totale impotenza e non credibilità di questo organismo. Sarebbe ora che tutti i paesi che vogliono la PACE e che ogni controversia sia risolta senza l?uso della forza, decidessero l?abolizione della CUPOLA dei paesi con diritto di veto, che poi sono i più ricchi e più armati, e finisse questo paradosso che un consesso mondiale di PACE è in mano ai guerrafondai con armi atomiche in grado di distruggere la terra. Certo che noi europei ci dovremmo vergognare come ladri visto che non siamo capaci di darci, come UE, le stesse regole che valgono nei parlamenti nazionali, e non abbiamo una politica estera, né un esercito europeo, perché, come l?ONU, non rispettiamo la regola democratica della maggioranza. Ci ritroviamo ancora un protettorato Usa, con centinaia di basi militari sul nostro territorio e la nuova ?guerra fredda? decisa, contro i nostri interessi, a Washington per unilaterale installazione di uno scudo spaziale americano in territorio polacco e ceco. Con le regole democratiche tale decisione avrebbe dovuto avere come sede Strasburgo, sede del Parlamento europeo, senza se e senza ma. Sarà difficile chiedere una riforma dell?ONU se l?Europa non abbandonerà l?immobilismo della ?unanimità?, parlerà con una voce sola, democratica e potrà chiedere con tutto il suo peso, economico e monetario (che è superiore a quello degli USA), di introdurre anche all?ONU deliberazioni a maggioranza senza veti di nessuno. Se vogliamo una dimostrazione pratica dello stallo provocato dalla presenza del ?diritto di veto?, possiamo utilizzare la Birmania, dove da quasi mezzo secolo esiste una dittatura militare di stampo fascista, ma dove esistono due contendenti principali, la Cina con vasti interessi economici, e gli Usa che vorrebbero subentrare in questi interessi appoggiando il movimento buddista. Il sottobanco diplomatico dell?Onu dice che in caso di sanzioni alla Birmania la Cina porrebbe il veto e quindi la giunta fascista rimarrebbe al potere. Senza questo veto il via libera all?isolamento economico della Birmania sarebbe stato dato, e in poco tempo il popolo spinto dalla crisi economica, senza nessun tipo di aiuto esterno, avrebbe liquidato la giunta fascista, portando al potere i protagonisti di questa rivoluzione. Vogliamo l?ONU democratico e vogliamo anche che i cittadini di tutto il mondo, nelle normali elezioni, decidano il loro rappresentante all?ONU e non le segreterie dei vari partiti. Paolo De Gregorio |
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| Uto P.I.A. D'Elica | |
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