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Join CANTON DEL GRILLO - Amici di Beppe Grillo di Padova

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What's Meetup?

Maybe it's time for a little less face-to-screen and a little more face-to-face.

What's a Meetup Group?

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Roma 8 luglio2008 - mi dissocio fermamente

Stefano De Checchi
Posted Jul 9, 2008 3:49 PM
skype_perduellio
Group Organizer
Padova, PD
Post #: 1,132
Ennesima cappella di Grillo.

Ieri si è celbrato l'ennesimo stato confusionale tra un mondo di comici che fanno della politica una platea per i loro spettacoli.

La manifestazione era una cosa seria, politica, di forte impatto sociale e mediatico (ne hanno parlato giornali, TV, Radio, internet... c'era pure la diretta).

Invece è stata vissuta da Grillo come la solita carrambata. Intervento telefonico, faccione sullo sfondo, intervento tipico da blog, invettive come se stesse parlando con chi giornalmente lo legge, che contestualizza.
Ieri invece non era così. Ha parlato alla nazione, ai suoi concittadini, su temi delicatissimi, con alle spalle ragazzi che si stanno impegnando per tentare di migliorare un paese privo di idee... SPENTO!
Invece col suo modo di fare, li sta compromettendo.
Bravo e grazie!

Che, poi, pure la manifestazione sia stata una gran cagata lo posso dire per quel che ho visto e sentito ieri sera in diretta.

Intanto è stata fortemente politicizzata (ma questo è il minimo) ma soprattutto è stata strumentalizzata (quante bandiere... veramente troppe). E sono sicuro che nessuno tra la platea ha ben discusso il tema principale, che non era Berlusconi (salvo eccezioni). Buono l'intervento di Di Pietro, ma troppo poco.

Il meetup si spegne se non lo si organizza, se non gli si da dei tempi, se non matura. Buttarsi a capofitto solo per protestare è un privilegio lasciato ai giovanetti... a meno che non ci sia la politica di mezzo. Sembra, infatti, che se si fa politica allora si possa dire tutto ed il contrario di tutto pur di acquistare consenso. Altra idiozia attestata però da un corpo elettorale acritico che vota per partito preso.

Grillo... fuori i coglioni. Serve uno staff ben organizzato, privo di interessi, se non quelli del movimento, preferibilmente composto da persone equilibrate, serie e preparate. Saranno loro a coordinare le idee, le proposte e le attività dei vari meetp. Siamo in 60 milioni, cavolo. Dal basso sorgono solo opinioni.
Il risultato di tre anni di attività è stato solo un maggior risalto dei post di uno... che dice cosa fare dall'alto... ma mi faccia il piaciere.

La vedo sempre più così e non mi fa piacere.
Stefano
Marco Calzavara
Posted Jul 9, 2008 6:11 PM
marco_calzavara
Campodarsego, PD
Post #: 468
Tra coloro che la manifestazione l'hanno vissuta dal vivo è sorta una questione: opinabili o meno i discorsi dei comici (c'era pure la guzzanti che non si è risparmiata clicca qui) vale la pena di invitare dei monologhisti che fanno satira in una manifestazione che tratta cose del genere? può essere che sì, può essere che no. Ognuno ne dà una sua valutazione singolare e oggettiva. Ci sono interventi che mi sono piaciuti, altri meno, altri che si sono impressi nella mia mente e mi hanno dato motivazione ( moni ovadia) per andare avanti.
Il fatto è che , senza accorgersi, il popolo di grillo è stato chiamato ad un salto di qualità: basta con la provocazione e luce verde ad azioni propositive. Fatto stà che se prima eravamo una voce del coro, ora nell'essere propositivi, il coro ce lo troviamo davanti. Non so esattamente la posizione di grillo e fatico a capire la nostra da un po di tempo, quello che sò è che dobbiamo lasciare le nostre paure, i nostri dubbi da parte e partire con decisione. Forse la "forma" di grillo comincia a star stretta a chi vuole fare le cose seriamente ma i contenuti sono difficilmente discutibili.

Grillo stesso dice che non sa cosa fare.
Io so cosa fare come singolo, penso che dobbiamo contare su noi stessi e sulle nostre possibilità, senza tanto aspettare che qualcuno dall'alto ci dia una mano. Basta andare in cerca di una fantomatica mammella, siamo grandi abbastanza per badare a noi stessi. Andiamo avanti con convinzione e ,ripeto per la seconda volta, combattiamo contro le nostre paure che non fanno altro che dare vantaggio al nemico.
Tu fai la differenza, questo è il motto che mi è stato impartito dalla mia azienda e che mi ha permesso fare un salto qualitativo notevole. avevano ragione.
Non mi importa dell'organizzazione di grillo, non mi importa se la manifestazione è stata vista come una cagata, ciò che mi importa è di non concedere più niente a chi da anni mi fotte!

p.s. finchè stiamo qui a scrivere sti commenti molto critici sull'operato di uno o dell'altro il nemico continua a fotterci.
dtm
Posted Jul 10, 2008 12:04 AM
user 5013345
Padova, PD
Post #: 27
forse non ho il diritto di intervenire, visto che non mi avete mai conosciuto di persona, però vorrei rispondervi.
non ero in piazza navona ma ho seguito la diretta, quasi tutta. a parte l'intervento di sabina guzzanti (che ha attaccato gratuitamente il papa e attaccato al carfagna senza avere nulla in mano), l'intervento di grillo e quello degli altri (da travaglio a flores d'arcais, compreso camilleri e la borsellino, per dire) non mi sono dispiaciuti affatto.
grillo ha ribadito le critiche al presidente della repubblica (si badi: critiche, non attacchi, e per capire la differenza basta ascoltare la guzzanti sul papa), è l'unica cosa che, sostanzialmente, gli si rimprovera.
c'è qualcosa da rimproverare a travaglio o flores d'arcais? o a di pietro? per sapere cosa si son detti c'è youtube.
personalmente sottoscrivo quel che dice travaglio riga per riga, e sono d'accordo con grillo anche sulle critiche a napolitano.
poi su repubblica e sulle altre testate si legge che era una piazza di pazzi scatenati, ma credevo ci avessimo fatto il callo visti i VDay.

grillo non si butterà mai in politica, ed è meglio così, è meglio che continui a fare quel che ha sempre fatto: informare.

Stefano, mi sei sempre sembrato una persona riflessiva: se consideri così negativamente la manifestazione di ieri sarebbe buona cosa dire il come ed il perchè, altrimenti sono parole al vento.

marco
Fausto
Posted Jul 11, 2008 2:29 AM
Fausto_Fanelli
Padova, PD
Post #: 2
Caro Stefano,
malgrado la riunione di ieri sera, continuo a leggere il tuo post e non riesco a togliermi di dosso la tristezza e l?indignazione per la ferocia delle tue parole. Troppo spietato e forse, eccessivamente aggressivo verso colui che, diciamoci la verità, è stata quella persona che ha dato una scossa a tutto il sistema politico italiano.
Mi hai spiegato che sono delle legittime perplessità e che in questo momento l?assenza dello staff nazionale ti crea frustrazione, imbarazzo e disorientamento. Sembra un paradosso, quasi una strana coincidenza, ma è la stessa cosa che molti ragazzi e ragazze dell?associazione Canton del Grillo provano con il consiglio direttivo, all?interno del quale vi sono persone che non abbiamo mai avuto il piacere di conoscere!
Credo che, seppur hai guardato la diretta, non hai saputo captare l?armonia, la libertà e la spontaneità della manifestazione! Una critica più ragionevole sarebbe stata quella che metteva in evidenza tutta l?ingenuità di Di Pietro e di Grillo.
La stampa ? ti ricordo che abbiamo fatto un V-Day in tal proposito ? è asservita, condizionata, messa sotto sequestro da un lato e dall?altro. In tanti ci siamo resi conto che l?intervento della Guzzanti è stato assolutamente fuori luogo, ma tutti gli altri erano assolutamente in linea con i loro stili di comunicazione. Non avevamo politici sul palco, come avresti voluto, bensì poeti, comici, letterati, dissidenti, operai, disoccupati, ecc... Camilleri, per esempio, mi ha fatto venire le lacrime agli occhi, eppure il significato delle sue parole valevano cento volte di più degli spropositi della Sabina. Ascanio Celestini, invece, mi ha lasciato indifferente, poiché non ho condiviso nemmeno una parola da lui pronunciata. Tuttavia, ha liberamente espresso una sua opinione.
Mi sembra che tu sia caduto nella trappola della politicheria! Hai preteso che Beppe Grillo si rivolgesse, visto il grande evento, alla ?nazione? come un classico uomo politico, così inducendolo a tradire il suo stile, il suo popolo, le sue intenzioni. Praticamente l?avresti voluto più ipocrita per la bella circostanza. Lo hai addirittura incolpato di ?compromettere? tutto il lavoro dei ragazzi che lo circondano, mentre l?unica cosa che è veramente compromessa in questo paese è la nostra libertà! Altro che bazzecole, la nostra attenzione deve essere rivolta sui vergognosi interventi legislativi che sono uno stupro alla nostra Costituzione al pari, se non peggio, delle volgarità di taluni. Bisogna tollerare che ognuno esprima il suo dissenso nel modo che gli è più conviene.
Il tuo intervento, invece, dimostra che hai portato la tua attenzione sulla punta del dito, invece che sull?obiettivo da osservare. Criticare è una cosa assolutamente legittima, ma il tuo discorso sembra la sentenza motivata ed inappellabile di un ultimo grado di giudizio. Una condanna definitiva completamente insensata e incomprensibile! Penso, invece, che ci siano molti spazi interpretativi sulla meravigliosa manifestazione di Piazza Navona e mi dissocio CATEGORICAMENTE dal definirla una ?gran cagata?!
Noi eravamo in piazza e in mezzo alla gente. La stramaggioranza delle persone provenivano dalle poliedriche realtà internaute dei Meet Up, dell?Italia dei Valori e della gioventù di tutti i colori, pertanto, il linguaggio che è stato usato da Beppe era perfettamente consono all?evento. Indubbiamente è sconosciuto ai baciabanchi, ai giornalisti venduti, ai moralizzatori di professione, ai corrotti, agli oppositori, ecc. Ti posso anche assicurare che molti della sinistra radicale, delle realtà ambientaliste e animaliste guardavano con moltissima simpatia le denuncie di Beppe. Pensa che c?erano pure alcuni, ben celati, di destra con il loro tricolore. Le bandiere, da te definite troppe, erano il segno della diversità, dell?eterogeneità e della distinzione ideologica. Questo a dimostrare che molte persone, con differenti ideologie, si sono riunite alla ricerca di un?idea politica coerente e libera da condizionamenti di qualsiasi genere con lo scopo di perseguire il bene comune! Mi lascia attonito e basito la tua insinuazione che vorrebbe una platea senza simboli distintivi e addirittura disattenta agli argomenti principali della disputa politica.
Esorti Beppe Grillo a tirare fuori i coglioni, perché lo staff deve essere meglio organizzato, privo d?interessi ? poi ci spieghi questo ? e composto da persone equilibrate, serie e preparate. E? proprio quello che vorremmo noi per il nostro Meet Up e per la nostra Associazione.
?Dalla base nascono SOLO opinioni? e mi chiedo cosa dovrebbe nascere! Dopo che hai individuato lo stereotipo dirigenziale di collaboratore per Beppe, arrivi a dimenticarti che lui non posta solamente i suoi monologhi, ma ha ideato e realizzato una rete nella quale, ogni giorno, molte persone si confrontano, discutono, si organizzano e fanno politica locale.
Evidentemente questo movimento deve crescere, apportando quelle correzioni che daranno un maggiore slancio all?iniziativa. Assolutamente condivisibile è il fatto che ci debba essere maggiore interazione e collaborazione tra lo staff centrale e gli organi periferici, ma questo lo si può fare solo con la dovuta serenità d?animo.
Infine, prima di mettere ordine in casa altrui, sarebbe più corretto riorganizzare il proprio domicilio!
Spero che tu possa rivalutare le tue considerazioni, riprendendo a cuore le originali motivazioni che c?hanno spinto ad unirci.

Viva la libera informazione!
Fausto
Stefano De Checchi
Posted Jul 11, 2008 9:23 AM
skype_perduellio
Group Organizer
Padova, PD
Post #: 1,134
Il tuo commento mi sembra esagerato. Non sono così inferocito.
Rileggilo con animo sereno.
Per l'associazione: funziona così (dopo tante difficoltà) in base alle possibilità delle persone... prendere o lasciare.
Un saluto
Stefano
Giacomo Cariello
Posted Jul 11, 2008 1:01 PM
giacomo.cariello
Padova, PD
Post #: 648
Personalmente, ritengo che ci siano due anime all'interno del movimento di Grillo:

La prima è composta da persone dell'area moderata, che vedono in Grillo un'opportunità di rinnovamento della politica in Italia, poichè il movimento di Grillo sollecita i cittadini a partecipare alle scelte politiche, a interessarsi delle tematiche che riguardano la res pubblica e ad utilizzare strumenti nuovi per fare tutto ciò. Queste persone non pensano necessariamente che i partiti siano il male assoluto, ma che questi partiti debbano cambiare progetto politico e che Grillo possa essere uno sprono in tal senso. Queste persone desiderano conoscere qual è il progetto politico di Grillo e diventano critici quando gli si chiede di comprare a scatola chiusa. Al contrario, se scoprono che un partito al proprio interno contiene dei vettori di rinnovamento, non buttano tutto nel cesso a priori, ma cercano di costruire un percorso di interazione con queste entità.

La seconda anima è l'anima della protesta fine a se stessa, dell'invettiva acclamata con l'unica prescrizione di "dire la verità", del fanatismo verso quelli che "sono riusciti a bucare il velo di ipocrisia". Queste si identificano con l'idea di Grillo dell'attacco frontale, del carro armato che calpesta tutto senza distinzioni, perchè, come dice Grillo, "peggio o meno peggio, sempre peggio è". Tipicamente si tratta di persone che alle scorse elezioni hanno aderito all'appello a non andare a votare o hanno "buttato" il proprio voto e hanno così contribuito a permettere al Cavaliere di essere nella condizione di farsi le sue leggi ad personam, salvo poi contestarlo come se non fossero in effetti corresponsabili. Si tratta di persone che vivono sull'oggi e non si aspettano di conoscere il progetto politico di Grillo (dove per "politico" intendo nel senso ampio del termine).

Francamente, io faccio parte della prima schiera e per questo motivo il fatto che Grillo tenda sempre più alla radicalizzazione dello scontro senza capire esattamente cosa c'è dopo mi rende quantomeno perplesso.
Giuseppe.T
Posted Jul 11, 2008 3:41 PM
Skype_sklaxdix
Casalserugo, PD
Post #: 106
......La prima è composta da persone dell'area moderata, che vedono in Grillo un'opportunità di rinnovamento della politica in Italia, poichè il movimento di Grillo sollecita i cittadini a partecipare alle scelte politiche, a interessarsi delle tematiche che riguardano la res pubblica e ad utilizzare strumenti nuovi per fare tutto ciò. Queste persone non pensano necessariamente che i partiti siano il male assoluto, ma che questi partiti debbano cambiare progetto politico e che Grillo possa essere uno sprono in tal senso. Queste persone desiderano conoscere qual è il progetto politico di Grillo e diventano critici quando gli si chiede di comprare a scatola chiusa. Al contrario, se scoprono che un partito al proprio interno contiene dei vettori di rinnovamento, non buttano tutto nel cesso a priori, ma cercano di costruire un percorso di interazione con queste entità.
Per tutto il resto c'è Mastercard
a parte la battuta, sono d'accordo con le parole di Giacomo.
Ho cominciato ad impegnarmi civilmente nel 2001, entrando nel comitato della discarica di Roncajette e sostenendo, fino alla mia candidatura una lista civica del mio paese, fino ad oggi i risultati sono arrivati solo con la caparbietà di chi a voglia di fare qualcosa per migliorare il proprio futuro e nella moderazione dei rapporti sociali con gli altri.
L'estremo va bene per chi protesta, ma non per chi si deve impegnare ( vedi lista civica ) ad avere un dialogo con un'altra parte della società, che magari la pensa diversamente.

Entrando nel merito della lista civica desidero sottolineare che le basi giuste per erano quelle buttate giù a casa Giò, da ragionarci su, certo ma quelle !
E le basi sbagliate erano quelle di Mercoledì scorso, dove chiedere a chi era seduto di metterci la faccia e chiederlo ad un passante in Prato della Valle, era la stessa cosa.

In primis la faccia c'è la deve mettere il Sindaco che deve avere il consenso massimo del gruppo e poi a ruota tutti gli altri.
Se mi sono perso qualcosa, beh allora ache questo è uno sbaglio .
Saluti
Donatello Negrisol...
Posted Jul 11, 2008 7:34 PM
promotore_lista
Padova, PD
Post #: 772
NON MI DISSOCIO


Caro Stefano,
quando tutta la stampa (Unità compresa), tutte le tv e persino alcuni protagonisti dicono la stessa cosa, e cioè che l'8 Luglio in Piazza Navona due comici (Beppe Grillo e Sabina Guzzanti) e un giornalista (Travaglio) avrebbero "insultato" e addirittura "vilipeso" il capo dello Stato italiano e quello vaticano, la prima reazione è inevitabile: mi sono perso qualcosa? Mi sono distratto e non ho sentito alcune cose - le più gravi - dette da Beppe, da Sabina e da Travaglio? Poi ho controllato direttamente sui video, tutti disponibili su you tube e sui siti di vari giornali, e sono spiacente di comunicarti che nulla di ciò che è stato scritto e detto da tv e giornali (Unità compresa) è realmente accaduto: nessuno ha insultato né vilipeso Giorgio Napolitano né Benedetto XVI. Nessuno ha "rovinato una bella piazza". E' stata, come tu hai potuto constatare in diretta web, una manifestazione di grande successo, sia per la folla, sia per la qualità degli interventi.

Per la prima volta si sono fuse in una cinque piazze che finora si erano soltanto sfiorate: quella di Di Pietro, quella di molti elettori del Pd, quella della sinistra cosiddetta radicale, quella dei girotondi e quella dei grillini, non sempre sovrapponibili. E un minimo di rigetto era da mettere in conto. Ma è stata una bella piazza plurale, sia sotto che sopra il palco: idee, linguaggi, culture, sensibilità, mestieri diversi, uniti da un solo obiettivo. Cacciare il Caimano. Le prese di distanza e i distinguo interni, per non parlare delle polemiche esterne, sono un prodotto autoreferenziale del Palazzo (chi fa politica deve tener conto degli alleati, delle opportunità, degli elettori, di cui per fortuna gli artisti e i giornalisti, essendo "impolitici", possono tranquillamente infischiarsi). La gente invece ha applaudito Grillo e Sabina come Colombo (anche quando ha chiesto consensi per Napolitano), Di Pietro, Flores e gli altri oratori, ma anche i politici delle più varie provenienze venuti a manifestare silenziosamente. Applausi contraddittorii, visto che gli applauditi dicevano cose diverse? Non credo proprio. Era chiaro a tutti che il bersaglio era il regime berlusconiano con le sue leggi canaglia, compresi ovviamente quanti non gli si oppongono.

Come mai allora questa percezione non è emersa, nemmeno nei commenti di persone come te? Io temo che viviamo tutti nel Truman Show inaugurato 15 anni fa da Al Tappone, che ci ha imposto paletti (anche mentali) sempre più assurdi e ci ha costretti, senza nemmeno rendercene conto, a rinunciare ogni giorno a un pezzettino della nostra libertà. Per cui oggi troviamo eccessivo, o addirittura intollerabile, ciò che qualche anno fa era normale e lo è tuttora nel resto del mondo libero (dove tra l'altro, a parte lo Zimbabwe, non c'è nulla di simile al governo Al Tappone). In Italia l'elenco delle cose che non si possono dire si allunga di giorno in giorno. Negli Stati Uniti, qualche anno fa, uscì senz'alcuno scandalo un libro di Michael Moore dal titolo "Stupid White Man" (pubblicato in Italia da Mondadori), tutto dedicato alle non eccelse qualità intellettive del presidente Bush. Da dieci anni l'ex presidente Clinton non riesce a uscire da quella che è stata chiamata la "sala orale". In Francia, la tv pubblica ha trasmesso un programma satirico in cui un attore, parodiando il film "Pulp Fiction" in "Peuple fiction", irrompe nello studio del presidente Chirac, lo processa sommariamente per le sue innumerevoli menzogne, e poi lo fredda col mitra. A nessuno è mai venuto in mente di parlare di "antibushismo", di "anticlintonismo", di "antichirachismo", di "insulti alla Casa Bianca" o di "vilipendio all'Eliseo". Tanto più alta è la poltrona su cui siede il politico, tanto più ampio è il diritto di critica e di satira e anche di attacco personale.

Quelli che son risuonati l'altroieri in piazza Navona non erano "insulti". Erano critiche. Grillo, insolitamente moderato e perfino affettuoso, ha detto che "a Napolitano gli voglio bene, ma sonnecchia come Morfeo e firma tutto", compreso il via libera al lodo Alfano che crea una "banda dei quattro" con licenza di delinquere. Ha sostenuto che Pertini, Scalfaro e Ciampi non l'avrebbero mai firmato (sui primi due ha ragione: non su Ciampi, che firmò il lodo Schifani). E ha ricordato che l'altro giorno, mentre Napoli boccheggia sotto la monnezza, il presidente era a Capri a festeggiare il compleanno con la signora Mastella, reduce dagli arresti domiciliari, e Bassolino, rinviato a giudizio per truffa alla regione che egli stesso presiede. Tutti dati di fatto che possono essere variamente commentati: non insulti o vilipendi.

....
Donatello Negrisol...
Posted Jul 11, 2008 7:34 PM
promotore_lista
Padova, PD
Post #: 773
.....

Travaglio, in tre parole tre, ha descritto la vergognosa legge Berlusconi che istituisce un' "aggravante razziale" e dunque incostituzionale, punendo - per lo stesso reato - gli immigrati irregolari più severamente degli italiani, e mi sono rammaricato del fatto che il Quirinale l'abbia firmata promulgando il decreto sicurezza. Nessun insulto: critica. Veltroni sostiene che Travaglio avrebbe "insultato" anche lui, e che "non è la prima volta". Lo invito a rivedersi l'intervento di Travaglio: nessun insulto, un paio di citazioni appena: per il resto la cronistoria puntuale dell'ennesima resurrezione di Al Tappone dalle sue ceneri grazie a chi - come dice Furio Colombo - "confonde il dialogo con i suoi monologhi". Sono altri dati di fatto, che possono esser variamente valutati, ma non è né insulto né vilipendio. O forse il Colle ha respinto al mittente qualche legge incostituzionale, e non ce ne siamo accorti? Si è o non si è liberi di pensare e di dire che si preferisce Scalfaro e i suoi no al Cavaliere? Oppure la libertà di parola, conquistata al prezzo del sangue dai nostri padri, s'è ridotta a libertà di applauso? Forse qualcuno dimentica che quella c'è anche nelle dittature. E' la libertà di critica che contraddistingue le democrazie. Se poi a esercitarla su temi quali la laicità, gli infortuni sul lavoro, l'ambiente, la malafinanza, la malapolitica, il precariato, la legalità, la libertà d'informazione sono più i comici che i politici, questa non è certo colpa dei comici.

Poi c'è Sabina. Che ha fatto, di tanto grave, Sabina? Ha usato fino in fondo il privilegio della satira, che le consente di chiamare le cose con il loro nome senza le tartuferie e le ipocrisie del politically correct, del politichese e del giornalese: ha tradotto in italiano, con le parole più appropriate, quel che emerge da decine di cronache di giornale sulle presunte telefonate di una signorina dedita ad antichissime attività con l'attuale premier, che poi l'ha promossa ministra. Enrico Fierro ha raccolto l'altro giorno, sull'Unità, i pissi-pissi-bao-bao con cui i giornali di ogni orientamento, da Repubblica al Corriere, dal Riformatorio financo al Giornale, han raccontato quelle presunte chiamate (con la "m"). Ci voleva un quotidiano argentino, il "Clarin", per usare il termine che comunemente descrive queste cose in Italia: "pompini", naturalmente di Stato.

Quello di Sabina è stato un capolavoro di invettiva satirica, urticante e spiazzante come dev'essere un'invettiva satirica, senza mediazioni artistiche né perifrasi. Gli ignorantelli di ritorno che gridano "vergogna" non possono sapere che già nell'antica Atene, Aristofane era solito far interrompere le sue commedie con una "paràbasi", cioè con un'invettiva del corifeo che avanzava verso il pubblico e parlava a nome del commediografo, dicendo la sua sui problemi della città. Anche questa è satira (a meno che qualcuno non la confonda ancora con le barzellette). Si dirà: ma Sabina ha pure mandato il papa all'inferno. Posso garantire che, diversamente da Travaglio, lei all'inferno non crede. Quella era un'incursione artistica in un genere letterario inaugurato, se non ricordo male, da Dante Alighieri. Il quale spedì anticipatamente all'inferno il pontefice di allora, Bonifacio VIII, che non gli piaceva più o meno per le stesse ragioni per cui questo papa non piace a lei e a molti: le continue intromissioni del Vaticano nella politica. Anche Dante era girotondino?

Il fatto è che un vasto e variopinto fronte politico-giornalistico aveva preparato i commenti alla manifestazione ancor prima che iniziasse: demonizzatori, giustizialisti, estremisti, forcaioli, nemici delle istituzioni, e ovviamente alleati occulti del Cavaliere. Qualunque cosa fosse accaduta, avrebbero scritto quel che hanno scritto. Lo si sapeva, e si è deciso di non cedere al ricatto, parlando liberamente a chi era venuto per ascoltare, non per usare comici-scrittori-giornalisti-politici-"vippini" come pedine dei soliti giochetti. Poi, per fortuna, a ristabilire la verità sono arrivati i commenti schiumanti di Al Tappone e di tutto il centrodestra: tutti inferociti perchè la manifestazione spazza via le tentazioni di un'opposizione più morbida o addirittura di un inciucio sul lodo Alfano (ancora martedì sera, a Primo Piano, due direttori della sinistra "che vince", Polito e Sansonetti, proclamavano in stereo: "Chi se ne frega del lodo Alfano"). La prova migliore del fatto che la manifestazione contro il Caimano e le sue leggi-canaglia è perfettamente riuscita.
Giuseppe.T
Posted Jul 11, 2008 9:25 PM
Skype_sklaxdix
Casalserugo, PD
Post #: 107
Ciao Tello.
Ho visto la diretta, e la Sabina era sinceramente fuori tema, non tutti hanno la tua cultura, nemmeno io tanto per essere sincero, ma un cittadino medio ( ne sono sicuro ) che scende in quella piazza, per quel tipo di manifestazione non era preparato a quelle parole.
Il tema delle manifestazione era " No Cav day ".
Poi,che la manifestazione si riuscita, sono d'accordo.
Che Travaglio è stato grande., sono d'accordo.
Che Di Pietro ha fatto, anche se breve, un bel discorso.
Che Grillo non abbia aggiunto nulla di più di quello che monologa nei suoi spettacoli, ne ha fatto un'occasione perduta.
Che casalseggio si una società che gestisce Grillo e non un vero e proprio staff che coordina, ce ne siamo accorti !
Con affetto
Giuseppe
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