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| Giuseppe Criseo | |
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Dopo la nascita di 'Movimento a 5 stelle'
Beppe Grillo alla Voce, ecco l'intervista integrale Ecco tutte le dichiarazioni-bomba del comico e politico rilasciate al nostro quotidiano Milano - Dopo l'anticipazione di ieri, pubblichiamo la versione integrale dell'intervista-bomba che ci ha rilasciato Beppe Grillo in occasione della presentazione del suo nuovo partito politico, 'Movimento a 5 stelle'. Quali sono le linee principali e gli obiettivi del suo Movimento? È un movimento in cui ognuno conta per uno, che parte dal basso, senza sedi, senza capi bastone. Daremo delle password e una carta digitale e chi si iscriverà avrà diritto di voto. Qualsiasi cosa verrà discussa, dallo statuto al programma. Che è intenso, riguarda energia, istruzione, sanità, Stato e cittadini, trasporti. Ora è tutto online e i commenti che riceveremo faranno parte del programma. È sotto traccia, è per i cittadini che vogliono riacquisire i propri diritti e vogliono far parte dello Stato perché sono lo Stato. L’aspetto multimediale è fondamentale per il suo movimento. È per distanziarvi dai partiti politici attuali? Noi siamo i veri conservatori. Pensi ai gruppi no profit che potrebbero legarsi ai vari progetti. Siamo i conservatori: noi vogliamo conservare l’acqua pubblica, l’istruzione pubblica, vogliamo togliere i monopoli, le energie rinnovabili, vogliamo togliere gli inceneritori, rendere le città vivibili con piste ciclabili e verde, wifi libero e gratuito. Vogliamo una riforma del copyright, del diritto d’autore. Siamo in collegamento con il Partito dei Pirati svedese che prendevano per il culo ma sono riusciti ad eleggere due rappresentanti in parlamento. Il nostro è un movimento sotto traccia che bypassa i vecchi mezzi tradizionali, i vecchi media, che sono morti. Con la rete siamo editori di noi stessi, siamo scrittori, siamo giornalisti. I politici attuali, secondo lei, non sanno utilizzare la rete per fare propaganda politica? No, attraverso la rete non si fa propaganda, si fa informazione bilaterale, nel senso che la fai e la ricevi. Di conseguenza non devi avere scheletri nell’armadio, perché la rete ti costringe a dire la verità. In un mondo di delinquenti e disonesti, per loro la rete è uno spauracchio. Devi avere la reputazione per scrivere in rete. Si immagini un blog di D’Alema o un blog di Berlusconi: lo chiuderebbero come ha fatto Mastella, che l’ha chiuso dopo dieci giorni. La rete è per persone oneste, accanite e per bene. Quale sarà il suo ruolo all’interno del Movimento? Sarò il Presidente onorario, sarò un capo traccia, traccerò una via. Poi lasciamo andare avanti persone di 30 anni. Lei non voleva fare il Presidente per motivi d’età. Non faccio politica attiva, se è quello che intende dire, non sarò segretario del Movimento, sono solo colui che ha fondato questa opportunità; non c’è più il leader, ognuno vota per uno. La massa diventa autocritica e propositiva, non deve più seguire il leader. Io ho aperto la strada solo perché ho una certa popolarità e una discreta reputazione. Politicamente come vi collocate tra destra e sinistra? Bisogna resettare la mente, sennò si è ancorati a vecchi schemi e a parole che non vogliono dire più nulla. Quando lei mi dice “destra” o “sinistra”, dobbiamo capire cosa intendiamo dire. Con le nostre idee dove ci colloca? Al contrario di quello che dice questo governo, l’anti-Stato che è al governo, e al contrario di quello che dice l’opposizione. Noi abbiamo idee, persone e tecnologie vincenti: loro scompariranno. Come scomparirà l’informazione su carta (lo sta già facendo), come scompariranno le televisioni così come sono concepite: i media saranno assorbiti dalla rete. L’unica speranza che hanno è fermare la rete con alcune leggi, ma non si può fermare l’intelligenza del mondo. Riassumendo alcune delle vostre posizioni riguardo le tematiche affrontate negli ultimi mesi nella politica italiana: voi avete dichiarato di essere contrari al pagamento del canone Rai. Sì, è una protesta che ho portato avanti, e sono stato tra i primi. Siamo contrari a questa Rai, io voglio una Rai pagata dai cittadini, libera da pubblicità e libera dai partiti. Quando ci sarà, i cittadini dovranno sovvenzionarla. Come la Bbc, che è finanziata da un canone: quando fa degli utili, il canone viene diminuito, quando è in perdita, fa un dibattito pubblico per aumentare il pubblico. Adesso la Rai non è un servizio pubblico, è un servizio immorale non pubblico. Si salvano solo tre o quattro trasmissioni che non giustificano un apparato di undici mila persone che sono messi lì da partiti, banche, Confindustria. Io credo in una televisione realmente pubblica. Cosa ne pensa della polemica attorno ad ‘Annozero’? Non l’ho vista la trasmissione, non so cosa dire. Se la cosiddetta sinistra ha partorito dieci domande sull’uccello dello ‘psiconano’ (rivolgendosi a Silvio Berlusconi, ndr) in tre anni vuol dire che è oltre il caffè, non alla frutta. Le vere mignotte in quella trasmissione lì non erano le escort, erano i giornalisti. Alcuni, almeno. Quando Belpietro diceva alla mignotta: “Lei come vive, chi le dà i soldi?”, bisognava fare la stessa domanda a lui. Lui è la vera mignotta, lui è sovvenzionato, è una onlus pagata con i contributi, e probabilmente lo stipendio di Belpietro glielo dava la mignotta se pagava le tasse. Le vere mignotte sono i giornalisti, e poi fanno della grande kermesse fumogena sulla libertà di stampa, mi vien da ridere. La manifestazione sulla libertà di stampa? Sì, la manifestazione era una cortina fumogena, cosa vogliono riformare? Si vogliono riformare da soli? È come chiedere a una baldracca di diventare vergine. Noi abbiamo fatto la grande manifestazione per la libertà di stampa, col secondo V-Day, ma non l’abbiamo fatta fine a se stessa che non vuol dire nulla. L’abbiamo fatta raccogliendo 1.650.000 firme contro la legge Gasparri, contro il finanziamento dei giornali, contro l’Albo dei giornalisti. Ma soprattutto contro la legge Gasparri, che è il conflitto d’interesse per eccellenza, che ha permesso allo ‘psiconano’ di avere tre televisioni. Siete contrari sia al lodo Alfano che alla Legge Gelmini, vero? E ci mancherebbe; col lodo Alfano siamo oltre la delinquenza, ecco l’anti-Stato, ci costringono a discutere se quattro persone devono essere al di sopra della legge, se la legge è uguale per tutti. Se tu discuti una cosa che non si dovrebbe neanche discutere, vuol dire che qualcosa si è incrinato nella democrazia di questo Paese, che non c’è più Stato, che i cittadini non sono più dentro lo Stato, è l’anti-Stato che fa le leggi per i delinquenti. Una di queste leggi è il lodo Alfano, un’altra è lo scudo fiscale che avvantaggia oltre che la mafia anche la Confindustria, che infatti non ha fatto alcun commento; che avvantaggia le banche che riceveranno il grano sia della Confindustria sia dei mafiosi i quali ridaranno i soldi alla Confindustria per investire nel cemento. È il giro che si chiude: la mafia passa attraverso la banca, che ridà i soldi per il cemento alla mafia. Siamo esattamente nei termini di questi anti-Stato delinquenziale. il resto su www.lagrandefamiglia.com |