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Il Trattato di Lisbona reintroduce la pena di morte e priva gli Stati membri della loro sovranità economica

A former member
Posted Apr 28, 2008 11:09 AM
Post #: 4,708
Il Trattato di Lisbona reintroduce la pena di morte e priva gli Stati membri della loro sovranità economica

L?eurocrazia reintroduce la pena di morte. In segreto.
Inviato da Maurizio Blondet
16 aprile 2008

Ricordate la Costituzione europea che i cittadini di Francia ed Olanda bocciarono quasi due anni fa? Col Trattato di Lisbona si sta tentando di superare la volontà di quei Popoli, con una versione radicale di costituzione europea, che priva gli Stati membri della loro sovranità economica e reintroduce la pena di morte per casi tutt?altro che tassativi.


Trattato di Lisbona
A former member
Posted May 2, 2008 2:34 PM
Post #: 4,755
Gazzetta ufficiale C 306 dell?Unione europea

leggete l'articolo 347




Una
minaccia gravissima pende sulle nostre teste: la carta europea, all'insaputa di tutti, prevede la pena di morte «in caso di guerra, di disordini, di insurrezione». Una sottile linea di confine separa i cittadini dai terroristi buoni per la forca.

In nessun Pese europeo è ormai in vigore la pena capitale. Ma ora, tutti stanno per introdurla senza saperlo - o senza dirlo - semplicemente per il fatto di ratificare il Trattato di Lisbona, la cosiddetta costituzione europea. Lo segnala Helga Zepp-Larouche (la moglie di Lyndon), messa a sua volta sull'avviso da un insigne gruppo di giuristi tedeschi ed austriaci
(1).

Uno di loro, il professor Albrecht Schachtschneider, uno dei quattro giuristi che stilarono uno storico esposto contro il Trattato di Maastricht, ha spiegato come la pena di morta venga reintrodotta alla chetichella. Non è citata nel testo del trattato, ma in una nota di una nota a piè di pagina.

Proprio così: chi accetta il Trattato di Lisbona accetta con ciò anche la Carta dell'Unione Europea. La quale proclama: la pena di morte è abolita, ma poi rimanda ad una nota a piè di pagina, in cui si legge: «Eccetto che in caso di guerra, di disordini, di insurrezione» (war, riots, upheaval). La cosa è di estrema gravità giuridica.



fino ad ora non ho trovato le note indicate dall'articolo di Maurizio Blondet



ho trovato questo...

Articolo 347
(ex articolo 297 del TCE)
Gli Stati membri si consultano al fine di prendere di comune accordo le disposizioni necessarie ad evitare che il funzionamento del mercato interno abbia a risentire delle misure che uno Stato
membro può essere indotto a prendere nell'eventualità di gravi agitazioni interne che turbino
l'ordine pubblico, in caso di guerra o di grave tensione internazionale che costituisca una minaccia di guerra ovvero per far fronte agli impegni da esso assunti ai fini del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.
A former member
Posted May 5, 2008 1:38 PM
Post #: 4,811
Intervento di Helga Zepp-LaRouche, presidente del Movimento Solidarietà tedesco (Buergerrechtsbewegung-Solidaritaet) alla conferenza di Roma (28.2.2008)


?Col Trattato di Lisbona l?Europa si trova ad affrontare un pericolo più grave di quello che la persona media immagina. Nel novembre 2007 il presidente francese Sarkozy ha presieduto una riunione segreta con alcuni parlamentari francesi e, stando alla stampa inglese, ha dichiarato che se ci fosse stato un referendum sul trattato di Lisbona nei Paesi europei, sarebbe stato sconfitto.
Quindi il 13 dicembre, i capi di stato europei a riuniti a Lisbona hanno firmato il Trattato di Riforma Europea, che ha preso il nome di Trattato di Lisbona. Non c'è dubbio che l'intenzione era quella di dire "procediamo a ratificare questo trattato il prima possibile, senza un dibattito pubblico, senza un dibattito parlamentare, altrimenti saremo sconfitti".
Ad esempio, in Germania il testo del nuovo trattato non è stato pubblicato, quello che è stato pubblicato è il testo della Costituzione bocciata dal referendum in Francia e in Olanda nel 2005. A questo è stato aggiunto un testo che dice "al trattato vecchio si applicano le seguenti modifiche... articolo 1, comma b... la frase tot sostituisce la frase tot..."
State sicuri che due parlamentari in tutto, forse un giornalista, hanno letto tutte queste modiche; ma nessun'altro. Perché il testo originario, quello del trattato originale, è già così impenetrabile che non si capisce, a meno che il lettore non sia un esperto giurista.
Solo perché un bravo studente di legge di Lipsia s'è preso la briga di leggere tutta questa roba, e poi a pubblicarlo sul sito di un parlamentare tedesco (l?on. Gauweiler), il Governo è stato costretto a far circolare la versione provvisoria del Trattato.
Nel frattempo, alcuni giuristi di fama internazionale hanno scritto delle perizie sul nuovo trattato, che io raccomando veramente a tutti di voi. Una è quella prof. Schachtschneider, che è uno dei giuristi tedeschi che ricorse in appello, alcuni anni fa, contro il Trattato di Maastricht, e contro l'euro. Un altro è il prof. Klecatzky, ex ministro della Giustizia, che è uno dei padri della Costituzione austriaca.
Io ho studiato il nuovo testo, sulla base delle perizie di questi professori, e ho scoperto delle cose che adesso vi spiegherò.
La cosa più importante è che questo Trattato trasformerebbe quella che è un'alleanza di nazioni europee in uno Stato federale, che sarebbe governato per mezzo di un'oligarchia. Ad esempio, la cosiddetta "clausola generale" prevede che il Consiglio d'Europa e la Commissione Europea legiferino su tutto quel che vogliono, tranne che sulla politica estera e sulla politica di difesa.
Il Parlamento Europeo verrebbe ascoltato, ma solo come opinione, non avendo alcun potere legislativo, decisionale, ecc. Lo stesso dicasi per i parlamenti nazionali. A quel punto le direttive che vengono da Bruxelles, che oggi costituiscono il 70-80% della legislazione europea (il resto spetta ai governi e ai parlamenti nazionali), diventerebbero il 100%.
Poi c'è la cosiddetta "clausola di solidarietà": essa chiama in causa non meglio precisate "minacce terroristiche", tutte da definire, in base alle quali si definisce un'azione militare, che può essere un'azione di "peace-keeping", può essere un'azione militare difensiva, può essere un'azione militare offensiva. E nessun Paese ha la possibilità di veto, perché si decide a maggioranza, e se un Paese è contrario, è comunque tenuto a partecipare.
Quindi senza dibattito, senza dibattiti parlamentari o pubblici, l'Unione Europea verrebbe trasformata in un'alleanza militare, in cui si è obbligati a mantenere degli obblighi di riarmo, ad esempio.
Se, poi, teniamo in considerazione che dei 27 Paesi dell'Unione Europea, 22 fanno anche parte della NATO, si viene a creare un intreccio di quasi corrispondenza, di identificazione della nuova alleanza militare con la NATO: allora si capisce perché da questo punto di vista, da un po' di tempo, la Russia e la Cina abbiano, nei loro attacchi alla NATO, parlato di una politica di accerchiamento della NATO con l'espansione ad oriente dell'Unione Europea.
I Russi, compresi alcuni leader con cui ho parlato, considerano la politica di accerchiamento della Russia da parte della NATO, come una potenziale causa di una guerra mondiale.
Il modo in cui questa nuova Europa viene venduta all'opinione pubblica è, ad esempio, con l'argomentazione che l'Europa deve diventare forte, deve assumere un ruolo forte, da protagonista nel mondo, per controbilanciare, magari contenere, la politica aggressiva americana.
Ma questa è un'altra delle menzogne che vengono raccontate, perché se ci sarà una coincidenza tra la possibile affermazione di Bloomberg negli Stati Uniti e una dittatura di Lisbona in Europa, io penso che ci avvicineremo a questa Terza Guerra Mondiale.
Si capisce da come l'Europa si è comportata di fronte alle pressioni americane, in special modo del ministro della Difesa americano Gates per un maggior coinvolgimento in Afghanistan. Oppure si pensi al modo precipitoso con l'Europa si è mossa nei confronti del Kossovo, quando ancora c'era un disaccordo tra i Paesi membri dell'Europa, eppure la burocrazia europea aveva già deciso, inviato 1800 persone, come personale di amministrazione, polizia, ecc. Tuttora c'è il disaccordo tra i Paesi dell'Unione Europea.
Il riconoscimento dell'indipendenza del Kossovo ha aperto un vaso di Pandora, perché adesso tutti vogliono la loro indipendenza, a cominciare dai Baschi, dai Curdi, passando per l'Ossezia, per l'Abkazia, fino a Taiwan, e alla Lega Nord. E' giusto quel che hanno detto alcuni
leader russi, e cioé che con un colpo solo si è buttata a mare un'intera tradizione secolare giuridica, internazionale, che veniva dal Trattato di Westfalia.
Un altro punto indicato dal prof. Schachtshneider è che il Trattato di Lisbona reintroduce furtivamente la pena di morte, quella pena di morte che soprattutto l'Italia ha fatto di tutto per abolire, guidando un movimento mondiale che si è affermato col voto alle Nazioni Unite lo scorso dicembre.
Naturalmente la pena di morte non viene reintrodotta ufficialmente, ma furtivamente, con una nota a pie' pagina della Carta Europea, poiché il Trattato di Lisbona integra la Carta Europea. Sulla Carta Europea c'è scritto che la pena di morte è abolita. Questo lo riportano nel testo del trattato; però c'è una nota a pie' pagina che dice "eccetto che in casi di guerra, di disordini, di insurrezioni, ecc."
Ritengo che sia urgente un dibattito pubblico, su questo.
Ritengo che questo sia un cambiamento così grave delle costituzioni europee, che ci debbano essere un dibattito e un referendum.
Per cui chiedo a tutti voi di aiutarmi a mobilitare la popolazione europea per
questo dibattito e per questo voto. Grazie?.
Vincenzo Bruno
Posted Oct 21, 2009 6:05 PM
user 3460056
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Corato, BA
Post #: 511
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Giulietto Chiesa – ANCORA SUL TRATTATO DI LISBONA E LA PENA DI MORTE – 21/6/08 – Il Trattato prevede la pensa di morte? Non esattamente. Anzi, alla lettera la esclude categoricamente. Prevede però che le forze dell’ordine possano legalmente uccidere un cittadino europeo, al di fuori di ogni regolare giudizio, in condizioni eccezionali, certo, ma la cui definizione è affidata a organi di Stato al di fuori di ogni possibile verifica giurisdizionale. Vediamo come stanno le cose. [...]

Dunque gli elementi di grave minaccia al diritto umano alla vita, e di grave minaccia alle libertà democratiche, rimangono all’interno del Trattato di Lisbona nella sua formulazione attuale, seppure nascosti in un protocollo.

Ma la ricostruzione di questa storia denuncia la tremenda distanza tra la democrazia e questo tipo di giurisprudenza, che rende estremamente difficile ogni trasparenza e concede ai poteri reali, politico-burocratici, strumenti subdoli di eversione. Cosa sia imminente tempo di guerra, cosa sia insurrezione, è lasciato al loro giudizio. La pena di morte è solennemente esclusa, ma si prevede l’uso della forza in termini tali che un cittadino europeo può essere ammazzato (non giustiziato) dai pubblici poteri. Ripeto: di questa Europa gli europei non hanno bisogno.



Vincenzo Bruno
Posted Oct 21, 2009 6:07 PM
user 3460056
Group Organizer
Corato, BA
Post #: 512
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Ecco qua tutti a gioire per la bocciatura del Lodo Alfano. Tutti pieni di soddisfazione per la Corte Costituzionale che ha fatto semplicemente il proprio dovere, almeno questa volta.

Eppure nell’assordante silenzio dei media, la nostra Carta Costituzionale è stata “bocciata” nel luglio 2008, all’unanimità, dal Parlamento italiano approvando l’antidemocratico Trattato di Lisbona, già criticato dalla Corte Costituzionale tedesca, già bocciato dai popoli: francese, olandese ed irlandese; quest’ultimo ha poi cambiato idea dopo appena un anno. Il popolo della sinistra cinicamente gioisce per un evento normale – bocciatura lodo Alfano – ed ignora totalmente sul fatto che la dittatura orwelliana è in corso di realizzazione. All’appello dell’Europa dei 27 Stati, per il trattato, mancano solo Repubblica Ceca e Polonia poi, addio diritti e Costituzione.

Nessuno sembra rendersi conto della gravità dei fatti eccetto quei giuristi che da tempo dibattono e scrivono sulle enormi differenze fra la nostra Costituzione che tutela realmente i diritti e la futura Costituzione europea che tutela prima di tutto gli interessi dei banchieri e delle SpA. Dunque, i Governi hanno deciso di ratificare un trattato che scavalca le costituzioni nazionali senza consultare il popolo sovrano e già questo aspetto dovrebbe far nascere una rivoluzione prima di domani mattina. Da sottolineare il fatto che i cittadini chiamati a votare sul trattato, per mezzo di regolare referendum, hanno bocciato l’antidemocratico trattato e successivamente i Governi hanno violato la volontà del loro sovrano, solo questo aspetto è inquietante.

Da brividi gli iniziali commenti sul trattato della prof. A. Algostino (Università Torino): La cessione di competenze e sovranità all’Unione europea comporta l’attribuzione di una sfera di decisione ad un governo sottratto sostanzialmente al controllo dei governati, contravvenendo il principio di sovranità popolare e l’essenza della democrazia, consistente nell’identità governanti-governati (art. 1 Cost. it.). Il Parlamento europeo, organo rappresentativo dei cittadini, è estremamente debole. Il Trattato di Lisbona amplia le ipotesi di codecisione fra Parlamento e Consiglio, ma il potere legislativo, violando il classico principio liberale della separazione dei poteri, resta sempre non solo condiviso con l’esecutivo, ma vede in posizione di preminenza l’esecutivo stesso, come è evidente solo che si consideri come titolare del potere di iniziativa legislativa sia la Commissione. Viene violato altresì un altro classico principio della democrazia liberale (borghese): no taxation without representation [nessuna tassazione senza rappresentanza], visto la debolezza o l’esautoramento del Parlamento nel controllo sul bilancio e nelle scelte relative all’imposizione fiscale, a favore dell’esecutivo e di una Banca centrale politicamente irresponsabile e con l’obiettivo primario e imprescindibile del «mantenimento della stabilità dei prezzi». Essenziale poi per la garanzia delle libertà dei cittadini è l’indipendenza del potere giudiziario dall’esecutivo: [invece] nell’Unione i giudici sono nominati dai governi degli Stati membri. Non è solo la democrazia sociale che manca nell’Unione europea, ma quella liberale, ovvero l’Unione europea non è tout court democratica (come osserva il liberale Dahrendorf: «se l’UE facesse domanda di essere accolta nell’UE, questa domanda dovrebbe essere respinta per insufficienza di democrazia»).

Dopo circa 15 anni gli italiani si lasciano ancora prendere in giro dal teatrino dell’antisistema SpA contro il male assoluto Silvio Berlusconi, puntualmente votato quando si tratta di partecipare al ridicolo rito del voto una tantum. Buona parte degli italiani “moralisti” non parla mai nei media di sovranità monetaria, mai di democrazia diretta, mai di vera class action e mai di decrescita felice.

In questi anni il potere invisibile sta accelerando la formazione dell’unico stato fascista europeo (Unione Europea) mentre il popolo è continuamente manipolato ed orientato su questioni meno rivelanti addomesticato al gossip dei politici ed, ignorante sulle questioni importanti, sui diritti civili. Forse, la drammaticità sociale italiana è rappresentata anche dall’assenza di un movimento politico forte e consapevole capace di far ragionare. La maggior parte degli ambienti accademici, quelli dotati di competenza e conoscenza sembrano anch’essi addomesticati o per lo meno incapaci di comunicare valori etici per informare il popolo sui rischi derivanti da un’apatia ed un cinismo politico-sociale che forse ha già superato la soglia di una patologia psichica collettiva.

Eppure la ripresa civile è possibile. Condividere, usare internet in maniera virtuosa può aiutarci nel creare quella rete di persone capaci di produrre innovazioni civili e sociali utili alla vita degli esseri umani.
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