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Lettera di Alex Zanotelli sul pacchetto sicurezza

Nicoletta Paci
Postato il 3-lug-2009 19.03
user 7078921
Parma, PR
Post n.: 188
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Napoli, 2 luglio 2009



PACCHETTO SICUREZZA:

ABBIAMO SOLO DA VERGOGNARCI




Il Senato ha approvato oggi il cosiddetto Pacchetto Sicurezza del ministro

degli interni Maroni.

Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato

che un paese come l'Italia avrebbe potuto varare una legge così razzista e

xenofoba. Noi che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di

pane (sono 60 milioni gli italiani che vivono all'estero!), ora ripetiamo sugli

immigrati lo stesso trattamento, anzi peggiorandolo che noi italiani abbiamo

subito un po' ovunque nel mondo.

Questa legge è stata votata sull'onda lunga di un razzismo e una xenofobia

crescente di cui la Lega è la migliore espressione.

Il cuore della legge è che il clandestino è ora un criminale. Vorrei

ricordare che criminali non sono gli immigrati clandestini ma quelle strutture

economico-finanziarie che obbligano le persone a emigrare. Papa Giovanni 23°

nella Pacem in Terris ci ricorda che emigrare è un diritto.

Fra le altre cose la legge prevede la tassa sul permesso di soggiorno (i

nostri immigrati non sono già tartassati abbastanza?), le ronde, il permesso di

soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari e matrimoni

misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non rispettano l'ordine

di espulsione ed infine la proibizione per una donna clandestina che partorisce

in ospedale di riconoscere il proprio figlio o di iscriverlo all'anagrafe.

Questa è una legislazione da apartheid, che viene da lontano: passando per la

legge Turco-Napolitano fino alla non costituzionale Bossi-Fini. Tutto questo è

il risultato di un mondo politico di destra e di sinistra che ha messo alla

gogna lavavetri, ambulanti, rom e mendicanti. Questa è una cultura razzista che

ci sta portando nel baratro dell'esclusione e dell'emarginazione.

"Questo rischia di svuotare dall'interno le garanzie costituzionali erette 60

anni fa - così hanno scritto nel loro appello gli antropologi italiani - contro

il ritorno di un fascismo che rivelò se stesso nelle leggi razziali". Vorrei

far notare che la nostra Costituzione è stata scritta in buona parte da esuli

politici, rientrati in patria dopo l'esilio a causa del fascismo. Per ben due

volte la costituzione italiana parla di diritto d'asilo, che il parlamento non

ha mai trasformato in legge.

E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di essere

cristiano: questa legge è la negazione di verità fondamentali della Buona

Novella di Gesù di Nazareth. Chiedo alla Chiesa Italiana il coraggio di

denunciare senza mezzi termini una legge che fa a pugni con i fondamenti della

fede cristiana.

Penso che come cristiani dobbiamo avere il coraggio della disobbedienza

civile. È l'invito che aveva fatto il cardinale R. Mahoney di Los Angeles

(California), quando nel 2006 si dibatteva negli USA una legge analoga dove si

affermava che il clandestino è un criminale. Nell'omelia del Mercoledì delle

ceneri nella sua cattedrale, il cardinale di Los Angeles ha detto che, se

quella legge fosse stata approvata, avrebbe chiesto ai suoi preti e a tutto il

personale diocesano la disobbedienza civile. Penso che i vescovi italiani

dovrebbero fare oggi altrettanto.

Davanti a questa legge mi vergogno anche come missionario: sono stato ospite

dei popoli d'Africa per oltre 20 anni, popoli che oggi noi respingiamo,

indifferenti alle loro situazioni d'ingiustizia e d'impoverimento.

Noi italiani tutti dovremmo ricordare quella Parola che Dio rivolse a

Israele: "Non molesterai il forestiero né l'opprimerai, perché voi siete stati

forestieri in terra d'Egitto" (Esodo 22,20).



Alex Zanotelli
Marco Vagnozzi
Postato il 4-lug-2009 16.57
user 3313958
Terni, TR
Post n.: 283
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Condivido le parole di Padre Alex Zanotelli e con esse la vergogna di essere italiano.
Questa classe politca non mi rappresenta.
Andrea Medioli
Postato il 5-lug-2009 21.22
user 9530443
Parma, PR
Post n.: 3
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