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Dagli scienziati un appello e una raccolta di firme contro il nucleare E' su Internet l'appello con cui un gruppo di scienziati presieduto da Enzo Balzani, docente di Chimica all'Università di Bologna, chiede al Governo di non tornare al nucleare.

Daniele
Posted Jun 17, 2008 2:16 PM
user 5661493
Urbino, PU
Post #: 19
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Dagli scienziati un appello e una raccolta di firme contro il nucleareE' su Internet l'appello con cui un gruppo di scienziati presieduto da Enzo Balzani, docente di Chimica all'Università di Bologna, chiede al Governo di non tornare al nucleare.

Hanno aderito finora oltre 1300 fra docenti e ricercatori e più di 4.000 cittadini. La raccolta di firme è on line.

In origine l'appello era rivolto ai candidati alle elezioni politiche. Porta infatti la data del marzo scorso.

Da ieri è stato rilanciato sul web, insieme ad una lettera rivolta al Presidente del Consiglio. Ecco cosa vi si legge.

Continua da sopra:

Gli scienziati dicono che il nucleare non è la soluzione al problema energetico "per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, possibile bersaglio per attacchi terroristici, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari".

A tutto ciò aggiungo solo una parola, oltre all'invito a firmare.

Non è vero che la Francia nucleare paga l'elettricità meno di noi. O meglio: l'energia elettrica è meno cara, proprio per questo se ne consuma - ne spreca - molta e alla fine la bolletta è la stessa. E comunque, nonostante tutte le sue centrali nucleari la Francia ha un'indipendenza energetica uguale a quella dell'Italia.

L'uranio non è infinito, anzi: esattamente come il petrolio. Verso il 2020 cominceranno le difficoltà di approvvigionamento.

E in ogni caso, non c'è santo. Nè il nucleare nè le energie rinnovabili, e nemmeno le due cose insieme, potranno darci tutta l'energia a buon mercato cui ora siamo abituati.

Piuttosto che investire nelle centrali nucleari, è utile investire per modificare le abitudini collettive affinchè richiedano meno energia.

Bisognerà cambiare il modo di coltivare cibo, di metterlo in commercio, di viaggiare... Meglio attrezzarci, no?

Se non credete a me, credete almeno a chi parla della crisi energetica sul Washington Post.

Su energiaperilfuturo.it l'appello e la raccolta firme degli scienziati contro il ritorno al nucleare

Leggi L'energia nucleare non conviene e non risolve i problemi dell'Italia
Gabriele Occhialin...
Posted Jun 22, 2008 12:14 AM
user 6997640
Fossombrone, PU
Post #: 68
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Su meetup Fossombrone ( http://newintown.meet... ) si puo' leggere il "Bollettino culturale REES Marche : contro il nucleare ". Ciao Gabriele .
Daniele
Posted Jul 22, 2008 1:46 PM
user 5661493
Urbino, PU
Post #: 23
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Di nuovo in Francia.
Paura nucleare, un incidente dopo l'altroDa quando l'Italia ha cominciato a parlare di costruire le centrali, il mondo ha collezionato una serie spaventosa di incidenti, quasi tutti in Europa. L'ultimo oggi, a Romans-sur-Isere.

Una serie spaventosa più per numero, per fortuna, che per gravità. Anche se non so come vi sentireste voi al posto della gente di Tricastin o di Romans-sur-Isere, in Francia, che non può usare l'acqua di pozzi e fiumi, e nemmeno pescare.

L'energia nucleare non ha solo il problema dei costi, che non la rendono conveniente, e delle scorie che non si sa dove mettere. C'è anche la sicurezza.

In qualsivoglia apparecchiatura, è pressochè inevitabile che ogni tanto si vada storto qualcosa. Ma quando capita in una centrale nucleare, allora sì che fa paura.

Siamo ai primi di giugno. Il ministro Scajola non ha ancora finito di ufficializzare l'intenzione dell'Italia di ritornare al nucleare che nella centrale di Krsko, in Slovenia, si scopre una perdita di liquido refrigerante.

Quasi contemporaneamente si spegne il reattore della centrale nucleare di Ul-jin, in Corea del Sud. Secondo la ricostruzione ufficiale è mancata completamente l'acqua nel generatore di vapore.

Nella notte fra il 7 e l'8 luglio dalla centrale nucleare di Tricastin in Francia finisce nei fiumi Gaffière e Lauzon, immissari del Rodano. Acqua contaminata con 74 chili di uranio. E nei luoghi adiacenti si vive tuttora senz'acqua: vietato bere, irrigare, pescare, nuotare.

C'è uranio perfino nelle falde sotterranee d'acqua a due chilometri dalla centrale di Tricastin. Ma potrebbe dipendere da una perdita proveniente da un deposito di scorie. E comunque, in Germania, a 750 metri di profondità, va in giro liquido radioattivo da una salina usata per stoccare scorie.

L'11 luglio nella centrale nucleare di Ringhals in Svezia va a fuoco il tetto di una turbina.

Brutti momenti in Spagna, dove però almeno Zapatero si impegna ad uscire dal nucleare. Dapprima quattro degli otto reattori nucleari spagnoli registrano "anomalie" in meno di 72 ore.

Poi due incidenti nello stesso giorno, il 13 luglio. A Cofrentes un aumento di potenza non programmata superiore al 20% di quella autorizzata. A Vandellos una, seppur piccola, fuga radioattiva.

Infine oggi a Romans-sur-Isere, ancora in Francia, altra fuoriuscita di acqua contaminata da elementi radioattivi. Di nuovo vietato bere, pescare innaffiare eccetera.

Ecco, vorrei tanto che l'Italia si svegliasse dai suoi sogni nucleari. Ma non vorrei che il risveglio venisse da una notizia come queste: magari più grave e più vicina.

Su Aprile on Line il guasto alla centrale nucleare di Krsko in Slovenia

Su Green Report il blocco improvviso della centrale nucleare di Ul-jin nella Corea del Sud

Su Arianna Editrice quattro anomalie in 72 ore nelle centrali nucleari spagnole

Su Ansa incidenti nello stesso giorno alle centrali nucleari spagnole di Vandellos e Cofrentes

Su Ansa incendio alla centrale nucleare di Ringhals in Svezia

Su La Stampa l'incidente nella centrale nucleare di Tricastin in Francia

Da Instablog il mistero della falda contaminata sotto la centrale nucleare di Tricastin

Da Vogliaditerra in Germania liquido radioattivo da una salina usata per lo stoccaggio delle scorie

Da Agenzia Multimediale Italiana nuova fuoriuscita di acqua contaminata a Romans-sur-Isere
Gabriele Occhialin...
Posted Aug 6, 2008 10:15 PM
user 6997640
Fossombrone, PU
Post #: 209
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Tricastin, Romans – Sur – Isere, Saint Alban e ancora Tricastin.

Nelle centrali nucleari francesi si susseguono le fughe radioattive e per la quarta volta negli ultimi 20 giorni è scattato l’allarme rosso in un impianto transalpino, in un periodo già molto travagliato per l’atomo europeo dopo l'incidente accaduto ai primi di giugno in Slovenia nella centrale nucleare di Krsko ed i 4 incidenti registrati in Spagna a luglio in soli 12 giorni nella centrale nucleare di Cofrentes nei pressi di Valencia.

A Tricastin lo scorso 8 luglio le autorità francesi resero nota la fuoriuscita nell’ambiente, avvenuta il giorno precedente, di 74 kg di uranio.
A Romans – Sur – Isere lo scorso 18 luglio l’Autorithy per la sicurezza nucleare francese ammise la fuoriuscita di acque contaminate da elementi radioattivi, pur assicurando che l’incidente non aveva determinato impatti ambientali.
A Saint Alban lo scorso 21 luglio 15 operai vennero contaminati dalla fuoriuscita di liquido radioattivo.
Il 23 luglio, nuovamente a Tricastin 100 operai sono stati contaminati da elementi radioattivi di cobalto 58 fuoriusciti da una tubatura del reattore numero 4 fermo per manutenzione ed immediatamente evacuati dalla centrale.

Proprio intorno al sito nucleare di Tricastin, fra i più grandi al mondo, che non comprende solo la centrale, ma anche una serie di laboratori che lavorano l’uranio grezzo e depositi per le scorie radioattive, sembrano emergere molti scampoli di realtà, fino ad oggi sottaciuti, in grado d’incrinare più di una certezza riguardo alla capacità francese di gestire al meglio le conseguenze di quella sorta di “patto con l’atomo” che in Francia (dove il 78% dell’energia consumata viene prodotta dalle centrali nucleari) ha creato il mito dell’energia “facile”, pulita ed a buon mercato.

Gli incidenti nel sito di Tricastin avvengono da oltre 30 anni, anche se spesso sia la dinamica sia le conseguenze degli stessi sono state tenute nascoste per evitare polemiche e proteste.
Già dal 1964, prima ancora che sorgesse la centrale, il sito ospitava un deposito di scorie radioattive, provenienti da una vecchia fabbrica militare per l’arricchimento dell’uranio, stoccate senza alcuna precauzione, che avrebbero determinato nel corso del tempo la migrazione di 900 chilogrammi di uranio all’interno delle acque sotterranee che riforniscono i pozzi delle famiglie della zona. Ad esso si è aggiunto il deposito per scorie nucleari della Sogema, la società che a Tricastin arricchiva l’uranio per la costruzione degli ordigni nucleari, che contiene 700 tonnellate di scorie radioattive sepolte sotto un cumulo di quattro metri di terra Nel 1986 una fuga di esafluoruro d’uranio dalla centrale portò il livello di radioattività dell’aria a 130 bequerel per metro cubo, «quando il dato normale è di 0.00001».

Nel 1991 si verificò lo sgocciolamento di nitrato d’uranio sulla ferrovia della Sogema,. Nel 1997 si verificò una fuga di uranio arricchito nei terreni. Solamente un paio di settimane fa a due chilometri di distanza dalla centrale sono state trovate falde freatiche e pozzi privati dove il tasso di uranio rilevato dall’Istituto di radioprotezione e sicurezza nucleare Irsn, arrivava a punte di 64 microgrammi per litro, ben oltre i 15 ammessi dall’Oms per dichiarare potabile l’acqua.

Energia facile, pulita ed a buon mercato che inizia a manifestarsi sempre più lontana da una realtà costretta a specchiarsi con il dramma dei lavoratori sottoposti alla contaminazione radioattiva e degli abitanti dei comuni che sorgono in prossimità del sito di Tricastin, costretti a convivere con la paura e privati perfino dell’acqua, essendo ormai proibito berla, nuotarci, mangiarne il pesce ed irrigare i campi, destinati ad inaridire in questa fetta di pianura francese immolata, come tante altre, sull’altare di un atomo che sta iniziando a scolorare e preoccupare sempre più.

Marco Cedolin
Daniele
Posted Sep 29, 2008 1:38 PM
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Urbino, PU
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A PROPOSITO DI NUCLEARE:

PETIZIONE POPOLARE

NON ABBIAMO BISOGNO DEL NUCLEARE

http://petizione.peri...
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