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Grilli del Piave - Amici di Beppe Grillo a S. Donà di Piave Message Board › LO SCEMPIO DI Vallevecchia (Caorle)
| Giacomo | |
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Riporto il doc del Ns amico Michele Zanetti.
COMUNICATO STAMPA DEL 03.07.2009 Oggetto: sabotaggio criminale a Valle Vecchia Dice un vecchio adagio fatalista che “La madre degli imbecilli è sempre incinta”. Verissimo, ieri come oggi, perché anche in questa società di analfabeti di ritorno, di veline e di calciatori milionari, di evasori fiscali e di mestatori, gli imbecilli sono sempre sulla breccia a farla da protagonisti. Ma si potrebbe citare anche un altro adagio, se possibile anche più attinente: “Tanto tuonò che piovve”. Sarebbe a dire che tanto s’è parlato, a sproposito, della necessità di riallargare Valle Vecchia con acqua salata, adducendo ragioni grottesche, del tipo che “I cittadini di Caorle avrebbero così potuto riappropriarsi del loro territorio e della loro storia”, che alla fine qualcuno ha voluto “dare una mano” agli eroi della finta e multimilionaria rinaturalizzazione. Lascia uno sconforto e un’amarezza profondi ciò che è successo a Valle Vecchia, con la manomissione delle paratie e il conseguente svuotamento di un intero bacino d’acqua dolce in piena stagione riproduttiva. Non solo, ma ciò che è più grave, con l’immissione di acque salate nei fossi e nelle scoline della campagna. E suscita rabbia e interrogativi, anche se le risposte sono chiare. Rabbia per il fatto che nessuno pagherà per questo grave crimine ecologico. Chi l’ha commesso probabilmente non è un “clandestino”, ma un civilissimo veneto DOC, un padano autentico, un paladino del “fare subito”, delle mine sugli argini della bonifica, della reversibilità della storia, del disprezzo dell’economia e, soprattutto, un colossale ignorante. Che potrebbe dunque succedergli anche se venisse identificato? Viene tuttavia da chiedersi, tra l’altro, se sia possibile che a livello di amministrazione comunale di Caorle, di Regione Veneto e di Consorzi di Bonifica Riuniti ci si sia resi conto di che cosa significhi veramente riallargare con acque salate. Viene da chiedersi se qualcuno ha fatto mente locale per qualche minuto; se qualcuno ha cioè realizzato che riallargare con acqua salata significa semplificare, distruggere, rendere omogeneo, smantellare biodiversità, vanificare investimenti e alterare irreversibilmente equilibri consolidati. Il tutto a costi elevatissimi. Possibile che nessuno dei consulenti professionali e dei fautori del riallagamento con acque salate si sia preso la briga di verificare il senso di una millantata “rinaturalizzazione” in un contesto totalmente antropizzato da millenni? Se l’avessero fatto e se Valle Vecchia e il suo progetto non fossero stati messi in discussione da questi enti, non ci troveremmo oggi a questo punto, perché avrebbero prevalso le ragioni dell’ecologia e del buon senso. Non ci troveremmo cioè con progetti di urbanizzazione turistica della bonifica a monte di Valle Vecchia; con un progetto di allargamento e navigabilità del canale Baseleghe e con il rischio concreto della portualità a Porto Baseleghe nell’immediato futuro. Proprio così, nell’immediato futuro: quello del Veneto ad Alta Velocità, in cui si sbandiera l’identità e si pratica la trasformazione distruttiva del territorio. In cui si predica contro i capannoni e si costruiscono allegramente migliaia di case che non servono a nessuno. Che dire allora a questo punto?. Grazie per il Parco di Caorle, chiesto da trent’anni e mai istituito; grazie per averci regalato l’illusione di Valle Vecchia e per avercela lasciata per ben dodici anni. E grazie infine alla Regione Veneto per la encomiabile scelta di costituirsi parte civile nella denuncia contro ignoti seguita a questa sconfortante vicenda. Il Presidente Michele Zanetti |