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I Grilli di San Marco in Lamis e del gargano (FG) Message Board › I video dell’incontro dibattito con Carlo Vulpio a Lucera del 31 maggio 2009
| Michele De Rosario | |
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I video dell’incontro dibattito con Carlo Vulpio a Lucera del 31 maggio 2009
1. Introduzione di Liliana Toriello 2. Intervento di Gianni Lannes 3. Intervento di Carlo Vulpio (prima parte) 4. Intervento di Carlo Vulpio (seconda parte) 5. Il dibattito L’incontro organizzato dal Comitato Salute e Territorio per la presentazione del libro “La città delle nuvole” del giornalista del Corriere della Sera Carlo Vulpio prestigioso candidato indipendente assieme a Luigi De Magistris e Sonia Alfano alle prossime Elezioni Europee per la lista “L’Italia dei Valori” di Antonio Di Pietro, caratterizzato da un respiro ampio che si è dato al nostro argomentare, non poteva non partire dalle elezioni europee, completamente oscurate nel dibattito in città, tutto proteso alle vicende locali con ciò rimarcando la separatezza, la netta separatezza, tra quanto l’Europa legifera, elargisce in contributi comunitari ed, anche, in sanzioni verso i suoi aderenti. Lucera compresa. Il nesso tra l’Europa, il “Sistema Paese Italia” e le Regioni che ne veicolano i fondi comunitari, riguarda, certamente, anche la nostra città. Si fa finta, per ignoranza (di molti) o per interesse (di pochi) che la cosa non ci riguardi. Niente di più sbagliato e pericoloso. Non è senza motivo, perciò, che l’incontro ha avuto per tema: “Libertà è informazione. Legalità è sviluppo. Sanità è salute”. La libertà d’informazione è molto carente oggi nel Paese se è vero come è vero che siamo posizionati al 61° posto nel mondo, finanche dopo la Bulgaria. Quanto alla Legalità, sempre da dati comunitari, ci classifichiamo all’ultimo posto dei paesi europei, avendo ceduto intere aree del Paese all’economia illegale (viene calcolato che il 25% del territorio e della sua economia è soccombente rispetto al fenomeno). Quanto, poi, alla salute “abbattuta” da ogni sorta di inquinanti, il “caso Taranto” è la punta dell’iceberg. È lo scandalo dei paesi comunitari. A Londra, di recente, i colleghi giornalisti di molte testate giornalistiche di più paesi della UE, ascoltando Carlo Vulpio, sono rimasti esterrefatti nel dover riconoscere che Taranto non ha parametri neanche con Chernobyl, in quanto quell’evento si realizzò in un sol colpo, esattamente come avvenne per la nube tossica di Seveso che “eruttò” 3 chili di diossina mentre a Taranto lo “sversamento” è di tre volte tanto (9 chili) ma prodotti con costanza e quotidianamente. Un fenomeno cronicizzato. Senza soluzione di discontinuità. Pur avendo le Regioni autonomia legislativa, la nostra regione non ha mai legiferato in materia se non nel recentissimo passato, salvo, poi, emettere, a soli tre mesi dalla legge, la “interpretazione autentica della legge” che …rimette in auge l’anarchia sui controlli dell’emissione di diossina. La legge concepita “all’italiana”. Essa ci caratterizza e ci allontana dalla Comunità Europea. Si dimostra così che lo Stato è soccombente di fronte ai poteri forti. Il polo industriale ed i suoi proprietari spadroneggiano sulla vita e la morte di Taranto e dei tarantini. Applicano le loro leggi di convenienza. Anche non pagando l’ICI per anni ed anni. Non è un caso che il dissesto finanziario del Comune è stato accertato essere anch’esso il più imponente di tutti i comuni in Europa. Il crocevia legalità, informazione, giustizia è oggi nodale nel Paese . Di questo si è discusso. Perché l’Europa di noi si scandalizza? E ci sanziona? Perché abbiamo parametri di libertà, di legalità e di inquinamento paragonabili ad un Paese non all’altezza di un Paese democratico. Un Paese “furbo” che mira ad attingere danaro senza che esso risolva e rimuova le criticità della Democrazia “malata”. Specie al Sud. La logica della spartizione partitica e del controllo strettissimo sulla gestione dei fondi, di fatto è il vero controllo sociale ed economico che domina e determina la politica di un territorio. Più il territorio è debole – economicamente e socialmente –, più è carente la città, la provincia, la regione di democrazia partecipata – che è controllo diretto esercitato dai cittadini –, più ci si attrezza per respingere le “intrusioni” di chi si batte per l’attuazione e la messa in pratica di DIRITTI Costituzionali negati. La minaccia reale per chi vive sul monopolio e, quindi, sul sottosviluppo di una intera comunità è costituita dalla “intrusione” democratica, di controllo, che i cittadini possono esercitare se i loro diritti costituzionali diventano pratica costante. Nella mia introduzione ho contestualizzato i parametri che ci portano a dire perché a Lucera siamo sottosviluppati e, quindi, non europei. Non è casuale che la Carta costituzionale del nostro Comune – il nostro Statuto Comunale – che, nei suoi principi è la diretta emanazione della Costituzione del Paese, è completamente disattesa nell’affermazione di tutte le forme partecipative perché volutamente non normate e, perciò, rese non applicabili per esorcizzare la minaccia di crescita e consapevolezza nei cittadini dei loro diritti. |