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La risposta dei Politici al V2-Day

Giovanni
Posted Apr 26, 2008 12:30 PM
user 6899474
Napoli, IT
Post #: 1
DEL BOCA, ORDINE DEI GIORNALISTI VA RAFFORZATO
L'Ordine dei giornalisti va rafforzato, non abolito: lo ha detto oggi, replicando al V2-Day di Beppe Grillo, il presidente nazionale dell'Ordine, Lorenzo Del Boca."Il giornalismo e i giornalisti hanno tante cose da farsi perdonare - ha detto del Boca - ma che cosa c'entra l'Ordine professionale? Anzi dovrebbe avere maggiori poteri per essere più incisivo nel far rispettare la deontologia". Senza Ordine - sostiene il suo presidente - non ci sarebbe modo di richiamare i giornalisti al rispetto della deontologia, delle regole di un giornalismo corretto, vincolato al principio della verità dei fatti. Anche sulle sovvenzioni va fatta chiarezza: "Alcune testate le ricevono senza meritarle, ma se non ci fossero finanziamenti, sarebbero ridotte al silenzio alcune voci libere, che non ce le farebbero a camminare da sole. Chi resterebbe in edicola? Gli editori che non avrebbero difficoltà a mettere mani al portafoglio per pagarsi una quantità di notizie cucite su misura".

SIDDI,SU ORDINE GIORNALISTI DI PIETRO NON CI AZZECCA
Abolire l'Ordine dei giornalisti "con un colpo di spugna, senza un'idea di libertà garantita da un sistema di chiara legalità, significherebbe consegnarsi a poteri assoluti". E' la replica di Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa, all'auspicio del leader Idv Antonio Di Pietro, intervenuto a Milano alla raccolta firme per il referendum sull'informazione che prevede la cancellazione dell'Ordine, nel mirino del V2-Day di Grillo. "Diciamolo chiaro: sfidiamo lui e tutta la politica alla riforma - aggiunge Siddi in una nota - ma Di Pietro stavolta con il suo urlo, mediatico, non ci ha proprio azzeccato". Il segretario della Fnsi 'smonta' il riferimento a Einaudi, citato da Di Pietro (insieme a Berlinguer) come personaggio che aveva criticato il ricorso all'Ordine "per poter scrivere e manifestare il proprio pensiero". Prima "di spararle grosse", dice Siddi, "occorre conoscere bene la storia e i fatti". Poi il segretario generale del sindacato dei giornalisti spiega che Einaudi quando si dichiarò contrario alla riedizione dell'Ordine professinionale dei giornalisti "pensava certamente all'Ordine di Mussolini. Quell'Ordine - sottolinea Siddi - non appartiene alla cultura centenaria dei giornalisti della Fnsi. Era l'Ordine di un regime basato sulla propaganda e non sull'informazione", quello "che si macchiò dell'orrenda colpa di collaborazionismo nell'applicazione delle leggi razziali". Per il segretario della Fnsi, l'attuale Odg "ha tanti difetti di funzionamento, causati da una politica capace solo di fare antipolitica sull'argomento anziché di fare le indispensabili riforme. Ma c'é un ordinamento della professione del giornalista che, nella parte fondamentale dei principi, è e deve restare intangibile".

DI PIETRO, LIBERI DI INFORMARE ANCHE SENZA ORDINE
"Prima di me persone di ben altro valore come Einaudi e Berlinguer avevano criticato il ricorso all'Ordine dei giornalisti per poter scrivere e manifestare il proprio pensiero". Lo ha detto il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che stamani a Milano è intervenuto ai banchetti per la raccolte di firme per il referendum sull'informazione, che prevede l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti. "Fu un atto di inciviltà - ha spiegato di Pietro - che nel ventennio Mussolini realizzò l'Albo per controllare l'informazione. Ora solo chi è iscritto all'Ordine è libero di informare mentre noi riteniamo che in uno Stato libero e civile tutti possiamo farlo. il giornalismo è una professione che non può essere soggetta a limiti in uno stato liberale".

"La maggior parte dei fondi dello Stato non vanno all'informazione vera ma a finanziare testate che nessuno legge e che nessuno ha visto se non nelle segreterie di partito". Lo ha affermato il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che stamani è intervenuto a Milano ai banchetti per la raccolte di firme per i referendum sull'informazione. "Ciò che chiediamo - ha spiegato Di Pietro - è una rivisitazione profonda della legge sul finanziamento dei giornali di partito e questo vuol dire che bisogna fare la legge. Nessuno però la vuole fare ecco perché il referendum è un grande istituto che mette con le spalle al muro la politica del doppio gioco, del lassismo e del rinvio". "Solo con un referendum - ha aggiunto - possiamo mettere sul tappeto la questione, come quando raccogliemmo le firme contro il finanziamento di partiti o per la legge elettorale. Tutti ci dicevano che facevamo antipolitica salvo il fatto che hanno dovuto provvedere a fare delle leggi. Ci auguriamo che non facciano anche in questo caso una legge truffa, però con il referendum vogliamo porre all'attenzione dell'opinione pubblica un problema da affrontare".

GASPARRI, DI PIETRO SI RASSEGNI MIA LEGGE RESTA
"Di Pietro, la cui scarsa conoscenza di lingua e leggi è nota, si rassegni. La legge Gasparri resta in vigore e sarà applicata. Serve solo una piccola e secondaria modifica. Quando imparerà a leggere, scoprirà che le firme raccolte oggi per eventuali referendum, sono nulle perché le norme non consentono ora iniziative simili". Lo sottolinea Maurizio Gasparri, esponente di An e autore della legge nel mirino oggi del V-Day di Grillo. "Quando e se si terrà poi tra molti anni il referendum - spiega ancora Gasparri a Di Pietro che oggi ha firmato per l'iniziativa -, non si raggiungerà il quorum e vincerà la legge Gasparri. Per il resto faccia festa a spese dei cittadini con i soldi che lucra costituendo costosi gruppi parlamentari che negava di fare dicendo evidentemente bugie in campagna elettorale. Del resto non sempre si trovano regali sotto l'albero di Natale, manna dal cielo o soldi nelle scatole di scarpe".
Jorghe
Posted Apr 28, 2008 12:16 PM
user 6081155
Portici, IT
Post #: 265
senza porole...

dopotutto c'era da aspettarsi risposte del genere, ma 1.300.000 (http://www.beppegrill...) firme raccolte solo il 25 nelle piazze è un numero che, secondo me, non li farà dormire sonni tranquilli, anche se nelle loro posizione di potere possono infischiarsene altamente.
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