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Meetup di Nettuno."Amici di Beppe Grillo di Nettuno & Anzio" Message Board › http://files.meetup.com/1082628/IMG%20puntina.gif[img
| Omar Soriente | |
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Nell'ultimo mio incontro con Salvatore Borsellino ho avuto modo di venire a conoscenza di una manifestazione che lo stesso Salvatore sta organizzando in vista del 19 luglio, giorno della morte di Paolo Borsellino.
Molti meetup ed associazioni hanno aderito a questa iniziativa e troverete alla fine del mio post tutti i dettagli e i contatti per poter aderire e partecipare attivamente. Inoltre copio ed incollo parte di un'intervista fatta a Salvatore. ![]() ![]() - Non ti capita mai di sentirti solo in questa battaglia? - Ma io, probabilmente per il fatto che vado tanto in giro e incontro tanti giovani e tante persone che della lotta alla mafia hanno fatto un loro impegno ben preciso e costante - e io vengo invitato in tutta Italia non sicuramente dalle istituzioni ma da gruppi autonomi di ragazzi, da ragazzi dei licei, ragazzi delle scuole, dai meet up di Grillo - mi sento meno solo, cosa che forse se non avessi questi incontri costanti con questo tipo di persone probabilmente mi potrebbe succedere. - Quale potrebbe essere il consiglio che ti sentiresti di dare alla gente che vive di televisione , alla gente che ogni 19 luglio prova una commozione autentica nel vedere al TG, se lo faranno quest’anno, il servizio sulla morte di Paolo? Qual è lo scatto che manca per avere veramente una nuova partigianeria, nel senso di prendere in modo deciso e netto e intellettualmente onesto una parte? - Guarda, quando faccio questi incontri con i giovani e anche con gli adulti alla fine qualcuno mi viene a dire: “mi sono commosso”. Io forse in maniera troppo brusca gli dico che se si è commosso allora io non sono riuscito a fare quello che intendevo fare. Perché io in questi incontri con la gente intendo far indignare le persone, intendo fargli suscitare una rabbia contro quello che è lo stato del nostro paese. Quello che invece qualcun altro vuole fare è proprio di limitare le memorie di Paolo alla commozione una tantum in occasione delle cerimonie di commemorazione o altro. Questo è quello contro cui mi ribello, questa è una ben precisa strategia e proprio a fronte di questo io ho organizzato questa manifestazione quest’anno in via D’Amelio il 19 luglio per impedire che la gente vada lì a commuoversi, per impedire che i soliti avvoltoi vengano lì a celebrare la morte di Paolo Borsellino Leggi il resto o ascolta l' intervista audio. Potete contattare le persone organizzatrici tramite il gruppo FACEBOOK Cercherò di aggiornare questa discussione ogni volta che Salvatore darà delle notizie sulla manifestazione. Da quello che ho potuto ascoltare dalla sua voce sembra che stia organizzando tutto con estrema attenzione e precisione. ![]() . Edited by Guido on Jun 17, 2009 1:55 PM |
| Omar Soriente | |
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Per chi fosse intenzionato ad andare a Palermo per la manifestazione organizzata da Salvatore Borsellino a nome dello stesso vi lascio il suo indirizzo email in modo da avere gli aggiornamenti e precisazioni sull'evento e sui vari modi per raggiungere via d'Amelio.
Salvatore con l'aiuto di altre persone faranno in modo di realizzare una mailing list per avere così la comodità di mandare una email che arrivi a tutti gli interessati. Nella email che sriverete a Salvatore ci piacerebbe che ci sia il nome ed il luogo di partenza. Poi Salvatore con un po' di pazienza vi farà sapere ogni dettaglio. Ovviamente se siete un gruppo di persone non serve specificare i nomi ma almeno uno di riferimento con ovviamente luogo di partenza. Ho notato in alcuni meetup che l'organizzazione dell'evento è già molto avanti quindi credo che ci siano dei contatti diretti con Salvatore. In questo caso credo che Salvatore sappia già della vostra presenza ma se volete mandare una email anche voi non ci sono problemi. Ringrazio fin d'ora tutte le persone che si impegneranno per essere presenti a Palermo! ![]() ![]() salvatore.borsellino@gmail.com |
| Omar Soriente | |
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Veniamo alla partecipazione per il 19 luglio a Palermo. Innanzitutto non vorrei che quello che stiamo preparando venisse chiamato o inteso come "commemorazione". Le commemorazioni si fanno in Via D'Amelio a Palermo ormai da 17 anni e quello che io voglio fare è proprio spezzare questa catena che sta diventando ormai una abitudine. Per alcuni, i palermitani, forse gli stessi che parteciparono alla cacciata dei politici dalla cattedrale di Palermo il giorno dei funerali dei ragazzi della scorta e che oggi sembrano avere dimenticato quei momenti di indignazione e di rivolta, è un momento per risollevarsi dall'indifferenza e dall'assuefazione nelle quali sono ricaduti e per giustificare davanti alla propria coscienza, con una sempre più stanca partecipazione di qualche ora di quel giorno, il loro silenzio di oggi, Per altri, i complici morali o materiali di quella strage, è un periodico ritornare sulla scena del delitto ed assicurarsi che le vittime siano state effettivamente eliminate; il mettere corone e sentire suonare il silenzio è qualcosa che psicologicamente li rassicura, è proprio il silenzio che vogliono fare calare sui veri motivi e i veri mandanti di quella strage.
Ma quel giorno il buio che questo sistema di potere ha fatto calare su tutto quanto riguarda Via D'Amelio, il centro del SISDE sul castello Utveggio, l'agenda rossa sottratta e per cui viene negato anche un dibattimento in un pubblico processo, si deve necessariamente interrompere e per un giorno i riflettori sono accesi e illuminano tutta la scena. E' questo momento di pausa nelle tenebre che io voglio sfruttare per fare arrivare alla massa inerme dell'opinione pubblica il nostro grido di verità e di giustizia. E' perché questo grido sia abbastanza forte e faccia tremare gli avvoltoi che come ogni anno caleranno in via D'Amelio è necessaria una massa di gente, che, ognuno con la sua agenda rossa levata in altro a simboleggiare la nostra voglia di Giustizia, gridi a questi impostori, a questi sciacalli, la propria rabbia.Ma non si potrà esprimere per questa iniziativa una solidarietà di massima, dire che Palermo è troppo lontana, che non si ha il tempo. E' troppo spendere un giorno della nostra vita per chi ha dato la nostra vita per noi?: Questa non deve essere una manifestazione qualsiasi, deve essere quella scintilla che dovrà provocare un incendio nella massa amorfa di chi non sa, non si rende conto del baratro in cui è precipitato il nostro paese. Da Palermo è cominciato tutto e a partire da Palermo tutto deve cambiare. E' la nostra ultima occasione o dobbiamo rassegnarci a vivere in un paese di schiavi. E non basterà neanche partecipare, bisognerà che ciascuno di noi si attivi al massimo delle proprie possibilità perché questa manifestazione abbia il massimo della partecipazione e il massimo della risonanza. O sarà ancora una occasione sprecata. E non credo che possiamo permettercene ancora. Salvatore Borsellino. |
| Omar Soriente | |
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In questi giorni sto leggendo il libro "L' Agenda rossa di Paolo Borsellino" scritto da Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza. Le notizie riportate all'interno del testo mi danno modo di confrontare molti avvenimenti di ieri e di oggi e grazie all'aiuto di internet di osservare filmati dell'epoca. Devo dire che molte cose che sto leggendo le ho sentite dalla voce di Salvatore Borsellino sia agli incontri in cui ho avuto la possibilità di assistere sia tramite i filmati che sono presenti sul SITO di Salvorore oltre che su youtube.
La cosa che più mi colpisce dalle vicende legate alle stragi di Capaci e di via D' Amelio è la grande folla che durante i funerali dei due magistrati siciliani ha fortemente espresso il proprio profondo dissenso verso mafia e stato. Nel libro in questione ci sono molte testimonianze che ricordano l'imponente forza dell'opinione pubblica contro un sistema che aveva permesso la morte di due persone che stavano concretamente arrivando ai punti nevralgici di mafia e stato deviato. Oggi ha distanza di quasi 17 anni vedo sempre più affievolirsi quella grande forza che terrorizzò gli allora Spadolini, Martelli, Scotti, Scalfari che durante i funerali sentirono adosso una pressione tale da farli impallidire. Per un periodo troppo breve ho potuto vedere come la forza dell'opinione pubblica possa essere in grado di mettere in ginocchio chiunque. Ora ragazzi vorrei fantasticare, ma non troppo, su quello che potrebbe succedere il 19 luglio 2009 a Palermo. Migliaia di persone oneste aspettano il fatidico momento della falsa commemorazione da parte delle figure istituzionali. In un impeto di grande rabbia convogliata in un gesto pacifico di insieme vedere Salvatore Borsellino attorniato da tutti i "suoi amici" avvicinarsi ai falsi commemoratori, guardarli in faccia e scorgere nei loro visi lo stesso terrore che nel 1992 si stampò nelle faccie di Spadolini, Martelli etc e impadronirsi così tutti insieme del vero significato di depositare una corona di fiori in memoria di Paolo Borsellino e di Giovanni Falcone. Ricordare, però agendo come allora per ottenere la giustizia che da troppo tempo i cittadini italiani aspettano. Lo so forse è quasi un' utopia ma lasciatemi pensare che il 19 luglio 2009 possa essere un giorno di svolta e cambiamento. ![]() ![]() Ogniuno di noi con la prorpia presenza può essere in grado di cambiare il mondo. |
| Omar Soriente | |
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Il caro Salvatore mi ha indicato e chiesto di diffondere questo SITO aperto proprio oggi da due scrittori e cronisti, Sergio Nazzaro e Pietro Orsatti, per diffondere maggiormante l'iniziativa del 19 luglio 2009
Troverete due lettere indirizzate a Salvatore che ritengo siano molto belle. All' interno del sito si possono ovviamente lasciare commenti e per chi vuole c'è anche la possibilità di scrivere la propria lettera a Salvatore che verrà poi pubblicata nel blog in questione. A mio modo di vedere questo strumento ci darà la possibilità di diffondere ancor di più il progetto a cui Salvatore in primis e tutti noi stiamo realizzando. 19 luglio 2009 Inserisco uno stralcio della lettera di Pietro Orsatti che troverete al link sopra indicato e dove troverete anche la lettera di Sergio Nazzaro. Con l'auspicio di vedere molte altre lettere scritte da ogniuno di noi. Io la mia la sto preparando, non sarà un capolavoro ma voglio raccontare quale significato ha per me aver conosciuto Salvatore e cosa significa per me il 19 luglio 2009. ![]() ![]() Salvatore il 19 luglio ci sarò anche io. Non solo per raccontare i fatti con la mia penna. Ma ci sarò con il mio corpo, insieme a te e ai tanti che raccoglieranno il tuo appello. Ci sarò anch’io a chiudere l’accesso a via D’Amelio a chi, a ogni commemorazione, nel momento stesso in cui depone una corona di fiori, rilascia due battute ai cronisti, posa per i fotografi e per le televisioni, occulta un frammento e poi un altro e un altro ancora della verità sulla morte di tuo fratello. Il giudice Paolo Borsellino, morto con accanto i ragazzi della sua scorta: Emanuela Loi, Walter Li Muli, Claudio Traina, Agostino Catalano e Eddy Walter Cosina. Per la continuazione cliccate sul link in alto. ![]() ![]() |
| Omar Soriente | |
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Piccole resistenze crescono
Ho deciso di fermarmi un giorno a riflettere prima di scrivere su quello che abbiamo fatto sabato. Di ponderare, di chiarire. Ma l'entusiasmo e la grandissima soddisfazione non si placano, anzi. Ora dopo ora mi rendo conto che quello che abbiamo fatto in difesa di Gioacchino Genchi è stato qualcosa di grande, enorme, bellissimo. Sabato 28 marzo siamo riusciti a "presidiare" l'Italia. Siamo riusciti ad essere presenti in 25 grandi e piccole città italiane e a far risuonare il nome di Gioacchino Genchi di fronte a quel luogo, la questura, che fino a poco tempo fa era anche la sua "casa". Ora non più, perchè con un decreto di Antonio Manganelli è stato sospeso. Ma noi non abbiamo attaccato il capo della polizia, anzi. Abbiamo manifestato solidarietà anche a lui, alla polizia, coscienti che se non avesse firmato sarebbe stato lui a saltare, e forse lo farà, statene certi. "Noi rispettiamo A. Manganelli ma stiamo con Gioacchino Genchi" faceva un cartello. Abbiamo manifestato con una media di 15 persone per ogni gruppo, con i nostri striscioni, con i nostri tricolore. In alcune città erano una cinquantina. Abbiamo fatto tutto questo con soli tre giorni di preavviso, e solo usando Facebook, senza alcun appoggio o ripresa da parte dei media. Abbiamo fatto tutto questo puntando solo ed esclusivamente sulla nostra forza. Ora provate a pensare cosa avremmo potuto fare con un mese di tempo; e ora provate a pensare a quello che faremo. E' stato un test, superato a pieni voti. E "loro" sono avvertiti. "Loro" non troveranno più gente anestetizzata e incapace di reagire. Ogni qualvolta ce ne sarà bisogno noi ci riorganizzeremo, e torneremo a prenderci i nostri spazi, con i nostri corpi. Abbiamo armi scadenti, non abbiamo uniformi, abbiamo, appunto, solo i nostri corpi. Siamo i nuovi partigiani, e la nostra lotta è una nuova resistenza. Loro, che presto spariranno dai libri di storia, hanno ripulito l'Italia dai nazifascisti. Noi abbiamo un compito ancora più difficile, perchè il nostro nemico non ha insegne, non ha colori. E' subdolo e indegno, e soprattutto impunito. Facebook, la rete sono le nostre montagne, dove ci rifugiamo, dove pianifichiamo per poi tornare a valle e reagire da uomini e donne libere. Io non voglio ringraziarvi. Siamo una squadra, siamo un gruppo, e tra amici i grazie non servono. Dobbiamo tenerci pronti. Sabato ho avuto davvero la percezione che qualcosa stava cambiando. Ho visto mamme, nonne, indignate e stanche. Ho visto gente che si è presa mezza giornata di permesso dal lavoro per esserci. Il simbolo di sabato rimane però Luciana, una nostra amica lucana che ha manifestato da sola, avvolta nella sua bandiera, di fronte alla questura di Matera. Era sola, con i suoi cartelli, ed è rimasta lì fino alle 15. Ecco, il nostro spirito è quello di Luciana, e un giorno, ne sono certo, avremo un nostro 25 aprile. DAL BLOG DI BENNY CALASANZIO Ragazzi mancano circa 4 mesi al 19 luglio. Se saremo capaci di organizzarci al meglio potremmo cambiare le sorte della Sicilia e dell' Italia tutta. Tutti insieme! In via D'Amelio a Palermo possiamo far capire a chi di dovere che il popolo italiano non abbasserà più la testa. Lo dobbiamo a Paolo Borsellino e a tutte le persone che hanno sacrificato la loro vita per la giustizia. |
| Omar Soriente | |
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I motivi della manifestazione, i valori di uomini che ci hanno tramandato il vero senso di giustizia.
In questo filmato con immagini e breve appello di Salvatore Borsellino Parole non solo da ascoltare ma da mettere in atto! ![]() |
| Omar Soriente | |
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DA WHY NOT A VIA D'AMELIO
«Altro che Grande Orecchio nei computer di Giacchino Genchi - dice un esperto in riferimento alle accuse rivolte al principale consulente informatico di De Magistris - la verita' e' che la centrale di ascolto ha oggi i suoi terminali al Ministero, nei Palazzi di Giustizia. E che Genchi tutto questo lo aveva scoperto da tempo». Il tempo che basta per capire le tante, impressionanti ricorrenze tra fatti e personaggi delle attuali inchieste calabresi ed il contesto di omissioni ed omerta' dentro cui maturarono, nel 1992, la strage di via D'Amelio e le successive, tortuose indagini. Alle quali prese parte proprio Gioacchino Genchi. E' stato lui ad indicare senza mezzi termini l'allucinante sequenza delle “similitudini”, senza tuttavia fornire ulteriori particolari. E allora proviamo a ricostruirne qualcuno noi. LEGGI IL RESTO Ci sono sempre più particolari e coincidenze che fanno pensare ad uno stretto collegamento tra le stragi del 1992 e i processi revocati a De Magistris. Tutti in via D'Amelio da dove è partito tutto il 19 luglio 1992 per iniziare a rompere gli anelli della catena che ci porta fino ai giorni nostri. Palermo, via D'Amelio 19 luglio 2009 per contrastare mafia e politica ad essa collusa. |
| Omar Soriente | |
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Vi invito a seguire il gruppo FACEBOOK dove troverete notizie sempre aggiornate sull'organizzazione della manifestazione del 19 luglio.
Troverete inoltre le città che hanno aderito all'iniziativa e anche la possibilità di raggiungere Palermo con Pulman direttamente dalle vostre città. Iscrivetevi al gruppo Facebook così riceverete ogni novità sull'evento. Tutti a Palermo! ![]() ![]() |
| Omar Soriente | |
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MANIFESTAZIONE A PALERMO IL 19 LUGLIO 2009 Sono passati quasi diciassette anni dalla strage di via D'Amelio a Palermo in cui furono uccisi Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina e Walter Eddie Cosina. Nonostante la magistratura e le forze dell'ordine abbiano individuato e perseguito numerosi mandanti ed esecutori della strage, rimangono pesanti zone d'ombra sulle entità esterne all'organizzazione criminale Cosa Nostra che con questa hanno deliberato e realizzato la strage stessa. Per il 19 luglio di quest'anno, sarà una domenica, come 17 anni fa, insieme alle redazioni di www.19luglio1992.com e di ANTIMAFIADuemila e a tanti altri amici e compagni di lotta stiamo organizzando, al posto delle solite commemorazioni, una manifestazione popolare articolata in una serie di iniziative con lo scopo di chiedere che sia fatta giustizia e di sostenere tutti i Servitori dello Stato che nel corso du questi anni hanno sempre dato il meglio di se' affinche questo diritto di tutti noi fosse tradotto in fatti. Vogliamo così quest'anno evitare che, come più volte è successo nel passato, delle persone che spesso indegnamente occupano le nostre Istituzioni arrivino in via D'Amelio a fingere cordoglio ed assicurarsi così che Paolo sia veramente morto. Vogliamo impedire che si celebrino riti di morte per chi, come Paolo Borsellino e i suoi ragazzi, sono oggi più vivi che mai. Se lo faranno grideremo loro di andare a mettere le loro corone funebri sulla tomba di Mangano, è quello il "loro" eroe. QUI troverete molte informazioni sullo svolgimento della manifestazione e alcuni consigli per arrivare a Palermo. Ovviamente troverete anche il resto dell' articolo scritto da Salvatore. |