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Meetup di Nettuno."Amici di Beppe Grillo di Nettuno & Anzio" Message Board › http://photos2.meetupstatic.com/photos/event/5/0/2/2/event_2720514.jpeg
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Sposto su questo apposito thread il post di Giuseppe del 4 dicembre:
Comunicato stampa TAR LAZIO: RIMANDATA UDIENZA SU TURBOGAS APRILIA -------------------------------------- Abbiamo appreso nella giornata odierna la notizia che l'udienza prevista al Tar del Lazio, sezione III Ter del tribunale amministrativo di Roma, per il prossimo 13 dicembre sul ricorso contro l'autorizzazione alla costruzione della Centrale Turbogas di Aprilia è stata spostata al 10 aprile 2008 per motivi di ufficio. Per il nostro movimento si tratta di una notizia positiva che allontana lo spettro di precipitazioni ed accelerazioni che oggi appaiono completamente fuori posto e fuori tempo. Dal canto nostro proseguiremo con maggiore serenità il dialogo attivato grazie al Tavolo per Aprilia presso la Regione Lazio, e continueremo a tenere alto il profilo della mobilitazione dell'intera comunità locale fino a quando questa vicenda non sarà conclusa. LA RETE CITTADINI NO ALLA TURBOGAS DI APRILIA -------------------------------------- Edited by laura on Dec 5, 2007 1:43 PM |
| laura | |
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Sposto su questo 3d la discussione aperta da Valy:
INCENERITORE AI CASTELLI ROMANI?NO GRAZIE Ciao ! Vi segnalo questa manifestazione contro la costruzione di un cancerogeno inceritore ad Albano Laziale. MERCOLEDI' 16 GENNAIO ORE 16:00 A MALAGROTTA CI SARA' UNA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA CONTRO SITUAZIONE DI DEGRADO AMBIENTALE FUORI DA OGNI CONTROLLO E PER LA MANCANZA DI SICUREZZA PER LA SALUTE PUBBLICA, VENUTASI A CREARE IN 30 ANNI DI SCELTE SBAGLIATE . Organizzata dal Comitato di Malagrotta Analogamente ,lo stesso giorno e alla stessa ora ,ci sarà una stessa Manifestazione di Protesta nel centro di Albano , contro l'installazione di un Inceneritore nei Castelli Romani (Sito Ronciliano) . VI PREGHIAMO DI PARTECIPARE E DI DARNE MASSIMA DIFFUSIONE. http://beppegrillo.me... Edited by laura on Jan 6, 2008 9:28 PM |
| laura | |
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RIPORTO, PARI PARI, DAL BLOG DI BEPPE:
Inceneritori, perché no. 1 - L?incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine 2 - L?incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti 3 - Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze - le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche - i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso - l?incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare 4 - Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall?incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti 5 - Le patologie derivanti dall?inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici 6 - Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell?Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell?ultima Finanziaria è stato accordato il finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti 7 - In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all?aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo 8 - I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell?incenerimento dei rifiuti Cosa fare con i rifiuti. 1 - Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%) 2 - Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale 3 - Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato 4 - Quanto rimane di rifiuti dopo l?attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con in impianti di bioessicazione 5 - In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perchè: - il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato - il riciclaggio della carta rende più dell?energia che se ne può ricavare - il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica 6 - La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari Se nel settore dei rifiuti non ci fossero le attuali realtà, per legge, di monopoli privati a totalità di capitale pubblico, ma una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e l?incenerimento sarebbe superato. Aggiungo io: possibile che il sistema di vita delle "nostre" belle fattorie di solo pochi anni addietro, non ci abbia insegnato niente? |
| Valy | |
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Grazie per l'attenzione vi consiglio questo documentario. E' fatto molto bene ed è su una conferenza fatta da Paul Connett. http://www.arcoiris.t... Grazie per la collaborazione Valy |
| Orietta | |
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Grazie tante per la segnalazione Valy. E' un ottimo documento e ho già provveduto a linkarlo nel mio blog
![]() Intanto leggo e cito da un vecchio numero di "InComune", rivista dei dipendenti del comune di Roma, in relazione alla Notte Bianca del 2006: "Quest'anno la Notte Bianca ha portato nelle strade romane circa due milioni e mezzo di persone per un giro d'affari complessivo di centotrentuno milioni di euro. Lo sforzo organizzativo è stato enorme; basti pensare ai trasporti come alla ripulitura della città che ha visto raccogliere, all'indomani della notte più lunga dell'anno, 220 tonnellate di rifiuti, di cui 50 (10 in più rispetto al 2005) nelle sessanta aree che hanno ospitato le manifestazioni". L'anonimo autore dell'articolo in questione non ci spiega come l'amministrazione comunale abbia poi "smaltito" questa enorme massa di rifiuti, portata come simbolo dell'enorme successo (soprattutto dal punto di vista commerciale) della Notte Bianca. |
| laura | |
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Edited by laura on Jan 14, 2008 9:34 AM |
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Ho appena caricato su file due articoli.
Uno L'altro Edited by laura on Jan 15, 2008 12:25 PM |
| laura | |
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Chiuso l'inceneritore di Terni.
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| laura | |
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Sempre sull'inceneritore di Terni.
Ho ricevuto da Giuseppe e pubblico: Terni, produceva veleni killer, il pm chiude l'inceneritore di Terni. Emetteva diossina, inquinava il fiume. Gli operai invitati a farsi visitare. Sotto inchiesta il sindaco DS. Da stamattina i rifiuti portati nella discarica di Orvieto. La Repubblica. dal nostro inviato CARLO BONINI TERNI - Indicano l'inceneritore come un animale da cui guardarsi, accucciato in una conca dove l'aria stagna anche nei giorni di tramontana, in via Ratini, un budello sterrato tra le ciminiere e i silos della zona industriale del Sabbione. E lo fanno a maggior ragione ora, che l'animale tace della sua rugginosa ferraglia. Che i suoi due camini non esalano più bave di fumo. Un nastro bianco e rosso e una macchina del corpo forestale dello Stato tengono lontani i curiosi (che non ci sono) e gli operai, che qui non metteranno più piede. A lungo. Affissi al cancello di ingresso, due fogli dattiloscritti dell'Agenzia Speciale Multiservizi (Asm) datati 14 gennaio avvisano "il personale degli impianti di termovalorizzazione, selezione e trasferenza che, per cause di forza maggiore, gli stessi non sono accessibili e pertanto tutto il personale è posto provvisoriamente in libertà fino a nuova disposizione". Comunicano che 32 operai, entro le prossime 48 ore, "dovranno recarsi presso lo studio medico del dottor Barconi, in via Pacinotti, per sottoporsi ad esame radiologico". La città già sa dal primo mattino. La Procura della Repubblica ha disposto il sequestro dell'impianto con un provvedimento che racconta una storia lugubre, un "disastro ambientale" nella civile, ordinata e pulita Umbria. Che vale nove informazioni di garanzia e accusa il sindaco di una giunta di centro-sinistra eletta al secondo mandato con il 70 per cento dei suffragi di aver avvelenato la propria gente. L'aria che respira, la terra che calpesta, il fiume di cui va fiera, il Nera. Vecchio di trentadue anni, l'inceneritore ha ruminato e bruciato sino al dicembre scorso (quando ne era stato disposto dal comune un fermo temporaneo per lavori di manutenzione straordinaria) oltre il 50 per cento dei rifiuti urbani della città e della sua intera provincia producendo, sin quando è economicamente convenuto, energia elettrica (5 megawatt l'ora). Ma in uno scambio diabolico, a leggere le sette pagine con cui il pubblico ministero Elisabetta Massini avvisa gli indagati dello scempio di cui li ritiene responsabili. Perché la pulizia della città ne avrebbe significato di fatto la lenta e silenziosa intossicazione. A cominciare dal 2003 e fino a qualche settimana fa. I liquami dell'inceneritore - scrive il magistrato - venivano scaricati nel Nera in disprezzo dei limiti di concentrazione fissati dalla legge per il mercurio, per i residui dei cosiddetti metalli pesanti (selenio, cadmio, cromo totale, nichel, piombo, manganese, rame, zinco). E i responsabili dell'Asm (la municipalizzata che controlla l'impianto) ne sarebbero stati a tal punto consapevoli da tentare di "diluirli" nel tempo "aggiungendo acque di raffreddamento provenienti dalle torri dell'impianto". I forni bruciavano senza autorizzazione, anche ciò che non avrebbero potuto - si legge ancora - lasciando che le ciminiere alitassero nell'aria "acido cloridrico" e "diossine", liberate da una "combustione" tenuta al disotto dei limiti (850 gradi) e dissimulata da false attestazioni dei cicli di lavorazione. Ancora: avrebbero bruciato anche rifiuti radioattivi. Come dimostrerebbero cinque "incidenti" registrati lo scorso anno. Il 16 marzo 2007 - scrive il pubblico ministero - viene dato ingresso nell'impianto a legno e carta provenienti da Monza e risultati radioattivi. Il 27 giugno, una nuova "positività". Anche se questa volta i rifiuti sono ospedalieri. Arrivano da dietro l'angolo. Dal "Santa Maria di Terni". E non sembra un'eccezione. Perché il 4, il 9 e il 24 ottobre sono ancora "rifiuti sanitari" a far muovere gli aghi dei rilevatori di radiazioni. Va da sé - accusa il pubblico ministero - che agli operai che lavorano nella pancia dell'inceneritore venga taciuto in quale crogiolo di veleni siano immersi. A quale sorgente cancerogena siano esposti, "nonostante, già nel 2002, uno studio commissionato dalla stessa Asm avesse accertato come ragionevolmente prevedibile il rischio di contaminazione". Nell'impianto nessuno sembra preoccuparsene. Peggio: nel reparto di "trasferenza", dove i rifiuti vengono separati e compattati, i filtri sono a tal punto ostruiti che "gli operai, per poter respirare, sono costretti a tenere aperte porte e finestre dei locali, provocando continue immissioni nell'aria di polveri nocive, da carta, nylon e altri rifiuti leggeri". Paolo Raffaelli, il sindaco, parla con un nodo alla gola. Alle tre del pomeriggio, di fronte al magnifico palazzo Spada, la casa municipale, attraversando una piazza che brilla come uno specchio, c'è chi lo ferma e lo abbraccia scoppiando in lacrime. È stato nel Pci e nei Ds. Sarà nel Partito democratico. È stato fino al '99 parlamentare. È un uomo intelligente e non gli sfugge cosa significhi l'avviso di garanzia che ha ricevuto qualche ora prima insieme all'intero vertice della municipalizzata che gestisce l'inceneritore (il presidente dell'Asm Giacomo Porrazzini, anche lui ex parlamentare europeo dei Ds; i consiglieri di amministrazione Stefano Tirinzi, Antonio Iannotti, Attilio Amadio, Francesco Olivieri; il direttore generale Moreno Onori; i delegati per i servizi di igiene e prevenzione Giovanni Di Fabrizio e Mauro Latini). Dice: "Stavo già passando settimane umanamente terribili per la Thyssen, che qui ha il suo stabilimento madre. E non sarei sincero se ora sostenessi che sui rifiuti sono tranquillo perché nel merito di questa vicenda ritengo che, nel tempo, siano state fornite alla magistratura tutte le controdeduzioni tecniche necessarie a far cadere gli addebiti gravi e direi pure infamanti che ci vengono mossi. La verità è che questo sequestro non solo sporca la mia immagine politica, ma fa riprecipitare in tutto il Paese e nella sinistra la discussione sullo smaltimento dei rifiuti a un'antica e improduttiva guerra di religione: "inceneritore si", "inceneritore no". A Napoli, Bassolino e la Iervolino sono stati "impiccati" per non averlo ancora costruito. Io, da tempo, vengo "impiccato" dalla destra e da settori dell'ambientalismo per averlo fatto funzionare in un quadro integrato di raccolta differenziata, termovalorizzazione, uso delle discariche, sviluppo di nuove tecniche di bioriduzione. Una cosa sola è certa. Questo sequestro non riuscirà a sporcare la città, anche perché, sensibilizzata dal prefetto, la magistratura ha compreso che per evitare che Terni sia sommersa di rifiuti nel giro di quattro giorni, almeno i reparti di raccolta dei rifiuti dell'impianto possano continuare a funzionare come snodo di smistamento". A un costo, però. Che apre un nuovo capitolo dell'emergenza trecento chilometri a nord della linea del Garigliano. Da questa mattina, tutti i rifiuti urbani di Terni e della sua provincia saranno avviati "tal quali" (così si definisce in gergo l'immondizia non separata) nelle "crete" di Orvieto, la discarica che, sino ad oggi, ha raccolto solo il 20 per cento degli scarichi del ternano. Il cielo umbro respira. La sua terra comincia a gonfiarsi. Al veleno non sembra esserci rimedio. Neppure qui. Tra ulivi e colline smeraldo che il mondo ci invidia. |
| laura | |
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Un'ottima discussione sul board nazionale che raggruppa studi, ricerche e conclusioni in merito agli inceneritori.
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