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Meetup di Nettuno."Amici di Beppe Grillo di Nettuno & Anzio" Message Board › http://files.meetup.com/701292/Acqua_benecomune.jpeg
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sto studiando la legge galli (L. 5 gennaio 1994, n. 36. )
esistono i presupposti per promuovere un referendum abrogativo del comma 4 art 9 e e modifica dei relativi art 10 11 12 e 13 ![]() se i referendum del 25 aprile vanno in porto, allora abbiamo serie possibilità di poter cominciare a smuovere qualcosa con questo (limitato) potere costituzionale!!! che ne dite? si potrebbe promuovere a livello nazionale? magari può esser l'argomento del prossimo vday "abolizione gestori servizio idrico e riscossione tributi" ![]() p.s. considerando quanto la gente "ami" i gestori privati, sarebbe un sicuro successone! Edited by Unknow on Apr 23, 2008 6:23 PM |
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Chissà... potrebbe essere seriamente preso in considerazione!!!
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Comitato Cittadino Acqua Pubblica Aprilia www.acquapubblicalazio.org Tinfoaprilia@acquapubblicalazio.org Comunicato stampa del 7 DICEMBRE 2008 I SINDACI SI METTONO IL CAPPIO AL COLLO … E TIRANO DA SOLI! Come ormai noto il Consiglio di stato, ha chiarito che la Provincia di Latina non ha il potere di procedere contro i comuni dell’ambito idrico ATO4. La decisione dei giudici è stata presa respingendo l’appello di Acqualatina, Provincia di Latina, Fondi e Minturno, contro i comuni “ribelli” di Cori ed Amareno, che non hanno voluto approvare il contratto con il gestore. Una bella batosta per il Presidente Cusani e la stessa provincia di Latina, che fin dai tempi dell’Avv.to MARTELLA (ex presidente di Acqualatina), ha voluto svolgere un ruolo di padre-padrone espropriando i comuni delle loro funzioni. Ma come è noto il presidente Cusani, non è un amministratore sprovveduto ed è capace di fare atti di prospettiva ed anticipare il futuro! Ecco allora che non si da per vinto. Alla prossima conferenza dell’ATO4, prevista per il 12 Dicembre, tra le altre “imbarazzanti” delibere, né ha preparata una “ad hoc” per imporre le sue decisioni sui comuni. In pratica, scrive Cusani o forse il suo legale, che la sentenza del consiglio di stato è tutta sbagliata! Punto per punto elenca gli errori dei giudici, tanto che la delibera sembra essere la memoria difensiva da presentare il prossimo 13 gennaio. Infatti i giudici del consiglio di stato saranno chiamati ad esprimersi su analogo ricorso presentato dalla “cordata“ Acqualatina, Provincia di Latina, Fondi e Minturno contro il comune di Aprilia, che non ha voluto approvare il contratto con il gestore. Nella delibere “salvaricorsi” preparata “ad hoc”, il Presidente della provincia chiede quindi alla conferenza dei sindaci la delega per agire legalmente contro tutti gli enti che si mettono di traverso sulla gestione dell’acquapoliticalatina! Questo per “salvare” le ben 22 cause fatte dal suo legale, contro Aprilia, Bassiano, Anzio, Formia, Regione Lazio, consorzi di bonifica. Se i sindaci votano la delibera “salvaricorsi”, automaticamente autorizzano il Presidente a fare ricorsi contro qualunque comune dissenziente, anche per il futuro. Della serie … i sindaci si mettono il cappio al collo … e tirano da soli! |
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COMITATO PROVINCIALE DIFESA ACQUA PUBBLICA
Acqualatina e mutuo Depfa: gli ultimi giorni di tempo. Mentre in Germania scoppia la polemica sulla banca ?irlandese e orfana?attualmente in gravissima crisi (quando i suoi ?padri? tedeschi di Depfa ne andavano orgogliosi fino a pochi mesi fa); mentre in Inghilterra è scattato l?allarme sul rischio che persino la metropolitana di Londra sia coinvolta dalla crisi di liquidità della Depfa (attraverso la sua controllante Hypo Real Estate Bank); mentre dalla California arriva il grido di allarme di Sindaci e managers di aziende municipali che chiedono al Congresso americano di intervenire immediatamente sull?emorragia di liquidità delle proprie casse provocata dai contratti di finanziamento legati ai ?prodotti finanziari derivati? emessi da Depfa, Dexia ed altre ?banche d?affari?; qui da noi, nella remota provincia del villaggio globale dove si è determinato il ?successo biologico dei mediocri?, la Conferenza dei Sindaci dell?ATO 4 si appresta a consegnare l?intera gestione del servizio idrico integrato a quella spregiudicata banca che ha basato tutti i suoi affari sui ?project financing? sottoscritti dalle istituzioni pubbliche. E? stata riconvocata infatti per il prossimo 12 dicembre la riunione (rinviata dopo la sospensione del 1 dicembre) dell?organo che dovrebbe controllare ufficialmente l?attività del gestore e che invece fino adesso si è adoperato alacremente per avvallare tutte le richieste unilaterali avanzate dalla società. Avvalli rispetto ai quali la Regione Lazio ha chiesto perentorie spiegazioni. Il motivo (tecnico) di tanta urgenza è relativamente semplice da spiegare. In fase di aggiudicazione della gara per l?individuazione del socio privato di Acqualatina, la cordata capeggiata dall?attuale Veolia dichiarò che avrebbe finanziato gli investimenti per i primi 6 anni di attività, soprattutto attraverso un prestito bancario (quello attualmente in corso con la Depfa già rivenduto attraverso cosiddetti ?swaps?). Ma la banca, che deve garantire altri ?enti finanziatori? che hanno comprato le obbligazioni legate al ?progect financing?, si è accorta che le nostre segnalazioni erano (ancora una volta) esatte. L?articolo 17 del Disciplinare Tecnico infatti, prevede che qualsiasi finanziamento richiesto da Acqualatina debba essere preventivamente approvato dall?Autorità d?Ambito (la Conferenza dei Sindaci) che deve delegare il suo rappresentante (Armando Cusani) a sottoscrivere il contratto di finanziamento di 114,5 milioni di euro, congiuntamente al legale rappresentante di Acqualatina e a quello della banca. Siccome ciò non è avvenuto e siccome il periodo dei primi 6 anni di gestione scade il prossimo 31 dicembre, con un anno e mezzo di ritardo ora si cerca di ?metterci una pezza? attraverso un vero e proprio ricatto: la cessione dei crediti vantanti da Acqualatina (anche quello vantato verso l?ATO 4 di 14,7 milioni di euro) alla Depfa Bank. Documenti alla mano si dimostra come, non solo che la gestione dell?intero servizio verrà assoggettato definitivamente ed esclusivamente alle esigenze del rientro del finanziamento (altrochè investimenti), ma soprattutto che l?ingerenza di questa ?banca d?affari? è già intervenuta pesantemente nella gestione della società negli anni scorsi anni, per determinare aggiustamenti normativi e procedurali al fine di garantirsi il rientro del finanziamento secondo le sue condizioni (esattamente come avverrà il 12 dicembre con l?approvazione di quegli atti). Ciò è avvenuto a seguito dell?erogazione del primo prestito ponte di 35 milioni di euro a fine luglio 2006; giusto due settimane dopo che la Conferenza dei Sindaci (il 14 luglio 2006) aveva approvato ? a scatola chiusa? circa 1.500 pagine di atti che modificavano i rapporti tra ATO 4 e gestore e il rapporto tra gestore ed utenti. E siccome non avevano fatto in tempo a modificare anche le clausole del Regolamento del servizio che un?ordinanza del Tribunale di Latina aveva appena dichiarato vessatorie (depositata 13 luglio 2006 ? il giorno prima), ci ha pensato la società ?di suo pugno? senza che nessuno (tranne noi) dicesse una parola. L?operazione finanziaria che dovrebbe essere ?sanata? con uno degli atti (il n. 8) in approvazione il prossimo 12 dicembre è un?operazione tipica dei cosiddetti ?prodotti finanziari derivati?; proprio quelli che stanno mettendo in ginocchio le borse valori di tutti il mondo, le stesse banche che ci hanno ?giocato sopra? e di conseguenza l?intera economia mondiale. Depfa è in crisi e per salvarsi ha bisogno di liquidità al fine di dare garanzie reali a coloro che hanno sottoscritto le sue obbligazioni. I flussi di cassa che creeranno questa liquidità ovviamente sono legati alle bollette e agli obblighi finanziari di riequilibrio finanziario in capo ai Comuni e determinato dall?ormai famoso articolo 17 bis della Convenzione di Gestione (oggetto di una delle principali contestazioni della Regione). Tra gabelle legate ?all?istruttoria per concedere il finanziamento? (se ne sono andati 2 milioni di euro già lo scorso anno e ce ne saranno altrettanti fino al 2012), ?contratti di garanzia, ?contratti di Hedgding?, quel finanziamento comporterà esborsi per quasi 200 milioni di euro, oltre ai 114,5 realmente prestati. Esattamente come a Milano (dove la Depfa è sotto inchiesta insieme ad altre banche) dove un finanziamento di 55 milioni costerà a quel Comune 325 milioni di euro. Non a caso, nonostante le pressanti richieste della stessa Regione Lazio, quel contratto di finanziamento non esce fuori. Nessuno deve sapere che dallo scorso anno questo tipo di contratti sono illegali!! Ma nonostante ciò si porta in approvazione una delibera che avvalla questa spericolata operazione a danno degli utenti e dei Comuni. Operazione rispetto alla quale deve qualche spiegazione anche una banca locale: la Banca Popolare del Lazio. Presso l?agenzia n. 1 di Latina infatti, è stato aperto un conto corrente ?vincolato?, intestato ad Acqualatina, attraverso il quale passeranno tutte le somme riferite ai ?crediti? vantati nei confronti dell?ATO 4. Qual è il ruolo della ?nostra? banca in questo ?affare?? Qualche chiarimento sarebbe opportuno, visto che contrariamente a quanto succede per il servizio idrico, il cliente-utente in questo caso ha possibilità di scegliere la sua controparte contrattuale. Latina, 05 dicembre 2008. Il Comitato Provinciale Difesa Acqua Pubblica. |
| laura | |
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COMITATO PROVINCIALE DIFESA ACQUA PUBBLICA
Comunicato stampa dell'11 DICEMBRE 2008 DELIBERE FORVIANTI??? O SINDACI COMPIACENTI??? Le delibere poste alla votazione della prossima assemblea dei sindaci sono un vero capolavoro. Arte fine di sapiente amministrazione! Fermandosi solo al titolo della delibera, non si riesce a capire l'effetto dirompente dell'atto che si approva. Poche righe di delibera che si trascinano appresso allegati con tanta "ciccia". Per qualcuno poco avveduto, o forse compiacente, il gioco può anche ritornare utile per sentirsi con la coscienza a posto. Ma è il caso che pubblicamente i sindaci sappiano fin d'ora che il gioco non regge. Quando si approvano le delibere, si approvano soprattutto gli allegati e quindi "la ciccia" che essi contengono, e non solo il semplice e forse forviante titolino!!! Per esempio, il titolo della delibera n.3 è: "Effetto dell'inflazione sui costi del SII;?Approvazione". A volere essere chiari il titolo doveva essere: "Aumenti 2009 della tariffa del servizio idrico -APPROVAZIONE". Leggendo le spiegazioni del gestore nell'allegato, si capisce che questi sostiene che l'inflazione reale per il 2008 è del +3,8%. La tariffa per l'anno in corso però era stata calcolata su un'inflazione programmata dell'1,7%. Quindi, INFLAZIONE REALE - PREVISTA=+2,1%. Un +2,1% che rapportato ai costi gestionali stimati nel 2008 pari a 73,3 milioni (fatti i dovuti conteggi 73,3x2.1%) vale 1,533 milioni che il gestore deve avere. Altra spesa in più che era stata sottodimensionata in tariffa, è stata quella per l'energia elettrica. Qui il gestore sostiene che ha sostenuto maggiori spese per bolletta elettrica per 2 milioni nel 2007 e per 4milioni368mila nel 2008. In totale 6milioni368mila. Però sempre il gestore, avveduto ed onesto, si "accorge" che esclusivamente per il 2008, era posto a carico della tariffa il costo di 4milioni417mila euro, per le navi cisterna che trasportano l'acqua a Ponza e Ventotene. Costi che ammette di non aver sostenuti. Infatti, il servizio è ancora pagato dalla Regione Lazio. Si propone quindi di compensare i 6milioni368mila euro da avere, con i 4milioni417mila euro da restituire. Per cui 6,368 milioni-4,417milioni=1,951 milioni. Quindi, facendo il calcolo dei rientri che il gestore deve avere si ha: Maggiore costi per inflazione 1,533 milioni (+2,09%) Maggiore spesa elettrica 1,951 milioni (+2.66%) TOTALE avere 3,484 MILIONI (+4.75%) Calcoliamo a questo punto l'aumento tariffario complessivo per il 2009 : Aumento tariffa per il 2009 come da convenzione +3.61% Inflazione programmata 2009 +1.70% Recupero differenza inflazione per il 2008 +2.09% Recupero maggiore spesa elettrica anni 2007 e 2008 +2.66% AUMENTO TARIFFA 2009 +10.06% Onestamente il gestore propone anche di "spalmare" l'aumento in modo differenziato per le varie categorie d'utenza, variando magari la struttura tariffaria. Ma se ciò non fosse possibile, dice chiaramente ai sindaci, di indicare una loro soluzione. Questa volta però non si potrà più usare l'accorgimento tecnico del 2005. Quando i sindaci, di fronte alla minaccia di un aumento tariffario del 21%, scelsero solo un 5%, salvo riconoscere a favore del gestore un debito dei comuni stessi per 14,7 milioni. Debito, in quota parte, mai iscritto nei bilanci comunali. Questa volta c'è di mezzo la DEPFA bank per il famoso mutuo di 114,5 milioni e le alchimie contabili non reggono: la banca vuole che scorra liquidità: in fondo si tratta di acqua!!! Altra delibera ambigua nel titolo è la n.8: "Accordo diretto con gli Enti finanziatori del SII dell'ATO4-Approvazione". La delibera viene giustificata come un'operazione di trasparenza, per meglio consolidare e specificare il flusso informativo della triangolazione ATO4-Acqualatina-DEPFA bank. Leggendo l'accordo però ci si accorge che il 24 Luglio 2007 il Presidente della Provincia si è assunto l'onere di accettare per conto dei comuni dell'ATO4, la cessione dei crediti in garanzia, di qualunque natura, derivanti dal contratto di gestione. Insomma coloro che in giro per il mondo (creditori garantiti) hanno comprato le obbligazioni DEPFA, legate a questo mutuo, sono garantiti dalle bollette dei cittadini dell'ATO4 e comunque da qualsiasi credito che genera la gestione dell'acquapoliticalatina. Eppure mai la Conferenza dei sindaci e/o i comuni hanno delegato il presidente della Provincia a firmare tale atto di cessione. Ecco spiegata l'urgenza di "sanare" la questione. In più nell'accordo in allegato alla delibera, oltre agli obblighi informativi è previsto all'art.5, il preventivo consenso scritto della BANCA per: (1)risolvere o recedere il contratto di gestione; (2)(3)concludere operazioni tra ATO4 e gestore per il riequilibrio economico-finanziario, cioè decidere la tariffa; (4)concludere qualunque accordo tra ATO4 e gestore per attività svolte dal gestore diverse da quelle conosciute all'atto del finanziamento, che non sono remunerate dalla tariffa, e che riducono la sicurezza finanziaria del rientro del mutuo; (5)concludere qualunque accordo che causi indebitamento del gestore diverso da quello pattuito per accordare il mutuo; (6) qualunque accordo tra ATO4 e gestore per la riduzione della durata del contratto di gestione, che terminerà nel 2032; (7)instaurare un contenzioso da parte del gestore verso l'ATO4 per risolvere il contratto. Insomma cari sindaci, chi di Voi ha ancora il coraggio di dire che il controllo della gestione dell'acquapoliticalatina non sta per essere ceduta definitivamente ad una banca irlandese? Domani vedremo se i sindaci di Aprilia, Sermoneta, Nettuno, Anzio, Pontinia, Sezze, Sabaudia, che ieri si sono lamentati al teatro Europa ad Aprilia, perché si sentono deboli di fronte ai grandi potentati economici, che stanno decidendo sulla questione centrale turbogas, saranno coerenti oppure ipocriti, visto che ai consigli comunali ed a loro stessi spettano di diritto le decisioni sull'acqua pubblica! |
| laura | |
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E Acqualatina finisce alla banca d'affari
su Il Manifesto del 16/12/2008 di Andrea Palladino I prestiti capestro della Depfa alle società laziale e calabrese. Si chiama project financing, si basa sui derivati ed è lo strumento con cui la finanza va alla conquista dei beni comuni privatizzati. Che ora rischiano di finire travolti dalla crisi economica. Il caso dell'acqua È un cocktail micidiale quello che si sta formando tra il capitale finanziario internazionale e i servizi pubblici locali in Europa. Dalla metropolitana di Londra fino all'acqua della Calabria, passando per la Toscana e per la provincia di Latina: la stessa vita quotidiana, l'acqua da bere, i trasporti, l'energia rischiano di essere messi sotto tutela dalle banche d'affari, che puntano al grande business dei fondi pubblici. Il grimaldello si chiama project financing e si basa sui prodotti derivati, la sofisticata e pericolosa finanza che ha inguaiato non pochi enti pubblici. In Europa il mercato è gestito da tre colossi: Depfa, Dexia e Fortis. I clienti potenziali sono le società che gestiscono gli acquedotti, l'energia, il trasporto pubblico. I primi a lanciare silenziosamente l'allarme sono stati alcuni comuni degli Stati uniti, che hanno scritto al congresso a fine novembre chiedendo aiuto, mostrando i conti comunali intossicati dai derivati, dai contratti di swap, dai prestiti legati a tassi rinegoziati di volta in volta, seguendo l'andamento del mercato finanziario. Anche a Londra sono preoccupati, gli investimenti per la ristrutturazione della storica metropolitana potrebbero saltare, visto che l'irlandese Depfa Bank - colpita dalla crisi - sembra abbia problemi di liquidità. Ed è proprio la Depfa che in Italia si sta specializzando nel finanziamento del settore delle public utilities, concedendo prestiti milionari ai gestori dell'acqua in Calabria e in provincia di Latina, ambedue controllati operativamente dalla multinazionale Veolia. A che condizioni? Questo è il punto più critico. La Regione Calabria, socia di Veolia in Sorical, il gestore degli acquedotti, non ha voluto divulgare informazioni sul contratto di finanziamento. «Sono dati delicati», hanno commentato dai palazzi regionali. Gli unici numeri certi riguardano la cifra, 240 milioni di euro, nulla di più. Un silenzio particolarmente preoccupante, visto che sulla gestione dell'acqua in Calabria aveva iniziato ad indagare anche il pm De Magistris prima del trasferimento a Salerno. A Latina i 38 sindaci che nel 2002 hanno affidato alla società mista pubblico-privata Acqualatina, controllata per il 49% dalla francese Veolia, il 22 dicembre dovranno votare la cessione di parte della sovranità sull'acqua al sistema finanziario. Qui la Depfa ha concesso 115 milioni di euro, in cambio di garanzie che hanno posto il sistema idrico di Latina sotto il controllo della banca irlandese. Il contratto di finanziamento tra Acqualatina e Depfa è stato firmato a Londra il 23 maggio dello scorso anno dall'amministratore delegato Silvano Morandi. Uomo di Veolia, guida la società idrica da vero manager privato. Mentre a Londra indebita la società con contratti basati su derivati, ad Aprilia autorizza la riduzione del flusso idrico a chi non può pagare facendo scortare i tecnici con guardia private armate. Due lati della stessa gestione. Acqualatina è in difficoltà, ha accumulato perdite di bilancio notevoli, non riuscendo a incassare molte bollette dopo aumenti che, in alcuni casi, hanno raggiunto il 300% rispetto alla precedente gestione comunale. L'ancora di salvezza viene offerta dalla Depfa in cambio del pegno sulle azioni del socio privato e di almeno il 18% dei soci pubblici, raggiungendo il 66,7% delle quote. Nessuno vuole dire quale comune ha già firmato l'atto di pegno delle azioni. La segreteria tecnico-operativa dell'Ato 4 comunica solo i nomi dei comuni che hanno approvato il finanziamento. Nel contratto siglato a Londra - ricevuto solo da alcuni comuni più di un anno dopo la stipula - si legge che in caso di «evento rilevante» il controllo passa nelle mani del nuovo padrone, la banca irlandese. Accanto ai pegni, la garanzia richiesta è pressoché totale: i crediti della società e i crediti che eventualmente i comuni possono vantare nei confronti di Acqualatina. La struttura del contratto - che prevede anche il ricorso all'hedging, uno degli strumenti finanziari più rischiosi - si basa poi su una previsione dell'andamento della società stimato al momento della firma. Che succede se qualcosa cambia? Che succede se i 7000 cittadini di Aprilia che contestano la bolletta dovessero vincere la loro battaglia? Il «modello» del contratto verrebbe ridiscusso. E già oggi a distanza di un anno dalla firma del finanziamento i conti non tornano. Ad esempio la spesa dell'energia che era preventivata nel piano economico presentato alla banca è notevolmente aumentata, con un incremento dei costi operativi di alcuni milioni di euro. Variazioni che, a discrezione della Depfa, potrebbero essere considerate «evento rilevante» - che pone a rischio cioè la possibilità di rimborso del prestito - facendo entrare i banchieri nella gestione dell'acqua a Latina. I sindaci dei tanti piccoli comuni nel sud del Lazio si troveranno davanti strumenti finanziari concepiti dalle banche internazionali, ben differenti dai classici mutui della Cassa depositi e prestiti. Derivati e contratti di hedging sui quali potranno decidere solo a cose fatte, solo un anno e mezzo dopo la firma del finanziamento. Se poi l'acqua dovesse mancare - e le interruzioni di flusso in provincia di Latina sono praticamente quotidiane - dovranno rivolgersi ad una banca in Irlanda o ad una multinazionale con sede a Parigi. Se le cose poi dovessero andar male, se i cittadini non riuscissero a pagare più le bollette a quattro cifre del gestore, dovrebbero cedere il posto di azionisti a dei signori irlandesi, venuti da una banca, la Depfa, appena declassata dalle agenzie di rating internazionali. Per ora i sindaci della provincia di Latina non hanno ancora scritto lettere preoccupate al parlamento, come hanno invece fatto i loro colleghi negli Stati uniti dopo la crisi finanziaria. Hanno però un'ultima chance il 22 dicembre, quella di evitare che la finanza speculativa internazionale possa entrare nella gestione dei loro acquedotti. Anche perché ultimamente è una finanza che fa acqua da tutte le parti. Edited by laura on Dec 26, 2008 2:18 PM |
| laura | |
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Tutti a Istanbul contro il Forum mondiale dell'acqua "privata" E' partito oggi ad Istanbul in Turchia - e proseguirà fino al 22 marzo, giornata mondiale per l'acqua - il Forum Alternativo Mondiale dell?Acqua che riunirà movimenti, reti, sindacati e cittadini in difesa dell?acqua pubblica provenienti da ogni parte del mondo, per dire no al World Water Forum, l?incontro ufficiale delle multinazionali e della Banca Mondiale. Fra le numerose iniziative previste la giornata internazionale contro le dighe il 14 marzo durante la quale verrà ricordata la causa del popolo kurdo e la campagna contro la costruzione della diga di Llisu. L'associazione Yaku parteciperà al ControForum nella delegazione italiana del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Il Forum Mondiale dell?Acqua viene organizzato con cadenza triennale dal Consiglio mondiale dell'acqua (World Water Council), e riunisce esponenti di tutti i settori per determinare le politiche mondiali sull?acqua e ? così recita il comunicato ufficiale - ?cercare soluzioni sostenibili alle sfide idriche mondiali?. Come è noto, le reti mondiali per l?acqua pubblica di tutto il mondo contestano la legittimità del World Water Forum e considerano il Consiglio mondiale dell?Acqua una agenzia privatistica asservita alle politiche governative, connessa alle multinazionali dell?acqua e incapace per questo di promuovere politiche virtuose rispetto al problema dell?acqua nel mondo. Creato nel 1996 su iniziativa degli ambienti professionali legati alle compagnie multinazionali private e con il sostegno della Banca Mondiale, il Consiglio mondiale dell?acqua alterna la sua presidenza ai manager di Suez e Veolia, le più grandi ?sorelle dell?acqua?a livello globale, trovandosi così a gestire un enorme potere per definire le linee fondamentali dell?uso, della proprietà, della gestione del bene comune acqua secondo logiche commerciali e liberiste ignorando di fatto il ruolo, umanitario e solidale, che dovrebbe essere delle agenzie dell?ONU e dei suoi protocolli. Finalità del ControForum, oltre a quello di contestare la legittimità del Forum ufficiale, sarà quella di rielaborare la Carta di Città del Messico sottoscritta nel 2006 durante il precedente Foro alternativo da migliaia di organismi e movimenti di tutto il mondo, dove vengono affermati principi, proposte ed azioni globali per la difesa dell?acqua Bene Comune. Le attività del ControForum , iniziate già il 12 marzo, avranno due momenti cruciali: il 14 marzo proprio la giornata internazionale contro le dighe, e il 19 marzo un seminario comune fra le grandi reti mondiali in difesa dell?acqua ? la neonata Rete Europea, il Forum Italiano dei Movimenti dell?Acqua, Blue Planet, il Trans National Institute e la Red Vida - durante il quale per la prima volta è prevista la partecipazione del Presidente dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Miguel d?Escoto. Il Forum Italiano dei movimenti per l?acqua sarà presente a Istanbul attraverso le delegazioni delle numerose associazioni, tra cui Yaku, comitati locali e sindacati che ne fanno parte. Tra i relatori è stato invitato anche Oscar Olivera della Coordinadora del agua y la Vida di Cochabamba, (Bolivia) portavoce dei movimenti che nel 2000, per la prima volta al mondo hanno sollevato il problema delle privatizzazione dell?acqua strappandola,dopo mesi di mobilitazioni, dalle mani della multinazionale statunitense Bechtel. Una vittoria che ha rafforzato la resistenza dei movimenti mondiali in difesa dell?acqua e ha ispirato la ?Scuola Andina dell?acqua? il progetto di cooperazione che Yaku, insieme a numerosi partner andini e la Coordinadora del agua y la vida di Cochabamba sta portando avanti con il sostegno della cooperazione decentrata italiana. Sul sito di Yaku troverete tutti gli aggiornamenti sul Controforum di Istanbul con articoli, foto e i commenti dei participanti Roma, 13 marzo 2009 |
| Orietta | |
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stasera in diretta su la 7 ci sarà Beppe ospite al programma Exit di Ilaria D'Amico. Si parlerà della privatizzazione dei servizi pubblici.
Qui potete avere ulteriori informazioni sugli altri ospiti della trasmissione e sui contenuti. Sintonizziamoci! ![]() |
| Marionilla | |
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Carissimi,
Il Prof. Connett ci chiede di scrivere alla Commissione Europea contro l'introduzione del fluoro nell'acqua potabile e vi copio la bozza predisposta da lui. Personalmente non so se in Europa esista una lobby dei dentisti che fa pressione in questo senso o siano piuttosto altre note lobby che stanno cercando di vendere il fluoro ricavato dagli scarti di depurazione. Ad ogni buon conto, credo che il fluoro nell'acqua potabile non sia una buona idea. Il messaggio va inviato a questo indirizzo: Sanco-Sc8-Secretariat@ec.europa.eu Dear Members of the Fluoridation committee, You have asked for comments on your "Working Mandate on fluoridation" I am alarmed by the way the erroneous claim that "no one doubts the beneficial effects of fluoride" was slipped into your "Working Mandate on fluoridation." This phrase suggests to me that the dental lobby is already influencing this process. In order to regain the public's trust in this process, please remove this phrase because it is simply untrue. Please also make sure a balanced panel of toxicologists, neurologists, physiologists, and biologists review the new information on fluoride's harmful effects and the Working Mandate. I also request that any further role dentists or dental researchers play on your panel, be restricted to their input on dental fluorosis and whatever scientific documentation they can provide which has convinced them that while this visible aspect of fluoride's toxicity is manifesting itself it has not adversely affected any other tissues in the body. It is absolutely essential in my view that dentists should not be part of any discussions of fluoride's impact on tissues and organs, for which they have no expertise, and because they have a sad history of bias on the whole fluoridation issue Firma |
| Orietta | |
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grazie tante Maria Grazia per averci inoltrato la lettera...
essendo una bozza, dobbiamo aspettare la versione definitiva prima di spedirla? Oppure può già essere utilizzata così com'è? Il fluoro nell'acqua... non ci bastava quello nel dentifricio ![]() Paul Connett ha qualche link da fornirci per avere ulteriori delucidazioni sulla questione? Personalmente è la prima volta che sento parlare di questa storia... |