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laura
Posted Oct 1, 2008 9:27 AM
MASCIARI
Nettuno, RM
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Ecco cosa fanno i politici di noi....
E come al solito nessuno ne parla angry
laura
Posted Oct 6, 2008 10:35 AM
MASCIARI
Nettuno, RM
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ieri sera a "blu notte" su raitre ho visto ed ascolatato sonia Alfano.
E' stata una trasmissione dirompente sulla mafia a Messina...
Qui una bella discussione sulle inchieste affrontate e una panoramica sulla nostra giustizia.
Totò Cuffaro, mafioso, interdetto dai pubblici uffici per 5 anni, è senatore della repubblica.
Unknow
Posted Oct 8, 2008 9:26 PM
user 6271551
Nettuno, RM
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il 7 settembre invece è andata in onda una puntata dedicata a tangentopoli...
qualcosa di agghiaciante rivedere tutto ricostruirsi e amalgamarsi con quello che ci accade oggi.

è la cosa più scioccante e che tutti hanno dimenticato!

è ancor più scioccante non è il giovane ventenne che non può sapere (allepoca aveva si e no 6-7 anni) ma gente più che quarantenne, che deve aver vissuto per forza consciamente quel periodo, tacere e o giustificare alcuni comportamenti, e peggio ancora volere per forza separare quei fatti da quelli di oggi!

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allego le clip per non dimenticare:

http://it.youtube.com...
http://it.youtube.com...
http://it.youtube.com...
http://it.youtube.com...
http://it.youtube.com...
http://it.youtube.com...

(p.s. mentre mediaset denuncia youtube, rai.it lo sfrutta creandoci anche un canale!)
laura
Posted Oct 21, 2008 1:31 PM
MASCIARI
Nettuno, RM
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Ho trovato in rete, questa notiziola piccola piccola e guardate un pò...riguarda il nostro Marco!
Ah premetto che il suo blog non esiste più...

Mercoledì, 29 Novembre 2006
Brogli elettorali: comunicato stampa

Un blogger, Marco Canestrari, http://www.marcocanes..., prega la rete di divulgare il seguente comunicato e mi sembra opportuno farlo e mi chiedo: perché l’attuale maggioranza teme di andare fino in fondo a questa vicenda? Non sarebbe bene ed utile fare un pò di chiarezza una volta tanto? Lo devono agli elettori e al popolo delle primarie!
Uccidete_la_democrazia Questo il comunicato.
Nelle ultime 24 ore il caso dei presunti brogli elettorali alle scorse elezioni politiche ha visto sviluppi repentini ed inaspettati: la magistratura ha fatto sapere che non ordinerà il riconteggio delle schede bianche e, poche ore dopo, ha messo sotto inchiesta gli autori del film “Uccidete la democrazia” per aver divulgato notizie false e tendenziose atte al turbamento dell’ordine pubblico.
Preoccupato per l’evoluzione che ha preso la vicenda, intendo far conoscere le dichiarazioni pubbliche del Sottosegretario Nando Dalla Chiesa rilasciate durante la conferenza tenutasi Lunedì 27 Novembre 2006 presso la Camera del Lavoro di Milano, riprese in questo filmato: http://video.google.i...
Questa la trascrizione dell’intervento:
“[…] forse abbiamo sbagliato noi, ma non credo…non credo…però è significativo che ci sia stato chiesto, a tutti, di andare nelle prefetture…questo è il [incomprensibile]. Poi che cos’è accaduto? Questa è la mia tesi: se è vero che c’è stata una manomissione delle schede bianche credo che il problema sia stato, infatti, cos’è accaduto dal momento in cui le prefetture hanno spedito i voti al momento in cui sono arrivati a Roma, lì è il mistero. E devo dire: avrebbero vinto loro se non ci fosse stata la vituperata forza del vecchio Partito Comunista, perchè cos’hanno fatto? quando vedevando che cominciavano a mangiare mezzo punto, mezzo punto, mezzo punto, mezzo punto e sono rimaste le 280-300 sezioni di cui dovevano arrivare i risultati chi aveva l’organizzazione ha chiesto alle sezioni di trasmettere immediatamente i risultati dello spoglio, i risultati dello spoglio sono arrivati direttamente da quelli che avevano assistito a chi organizzava, dei DS, il monitoraggio dello spoglio; a quel punto Prodi e Fassino hanno detto “abbiamo vinto noi” e lì hanno rotto l’incantesimo. Per quello Berlusconi è impazzito, perchè sono stati loro a dire “abbiamo vinto”, non l’ha detto il Ministro degli Interni, e Pisanu non si è sentito, sapendo che loro avevano i dati veri delle sezioni, non si è sentito di smentirli perchè sapeva che avevano contato i voti veri di quelle sezioni e quei voti non erano passati attraverso il filtro possibile di manomissione informatica. Questo è stato quello che è accaduto, allora io credo che quello che è stato rimproverato a Prodi e a Fassino ci abbia salvati, cioè il fatto che loro sulla base dei dati ricevuti dai loro militanti siano andati a dire “abbiamo vinto noi”; così questa vicenda si è chiusa, con Berlusconi che impazziva perchè c’era stato un’altro modo di contare i voti.”

Chiedo a tutti gli organi di stampa e ai privati di far conoscere questo filmato, che dimostra che la notte del 10 Aprile 2006 il timore di eventuali irregolarità era già ben conosciuto e che spiega il motivo di tanta fretta di annuciare, da parte del centrosinistra, la vittoria delle elezioni politiche.
Marco Canestrari
laura
Posted Oct 21, 2008 1:33 PM
MASCIARI
Nettuno, RM
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Ecco perchè poi se la presero con Pisanu, ricordate???
Ricordate tutte le polemiche su di lui?

laura
Posted Oct 21, 2008 4:57 PM
MASCIARI
Nettuno, RM
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Bambini italiani e bambini immigrati in classi separate:
ecco come ci vede la Germania!!!

laura
Posted Oct 22, 2008 9:34 AM
MASCIARI
Nettuno, RM
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Ho dato un'occhiata a questo sito...e devo dire lo trovo molto interessante!!!
Acqua, rifiuti, giustizia...TUTTI i mali di questa nostra società...
Unknow
Posted Oct 22, 2008 5:32 PM
user 6271551
Nettuno, RM
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il 21 novembre al palalottomatica c'è la serata del tour "delirio" c'è qualcuno che ci va?

il mese dopo c'è anche a latina, ma i pressi sono doppi!
laura
Posted Oct 23, 2008 1:00 PM
MASCIARI
Nettuno, RM
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l'Unità, 21 ottobre 2008

Gentile direttore, ai sensi della legge sulla stampa le chiedo di rettificare l'affermazione diffamatoria scritta da Marco Travaglio nel suo articolo a pagina 11 dell'Unità di venerdì 17. Dopo avermi definito «biondo mechato» (falsità trascurabile) egli scrive che io avrei subito «una caterva di processi persi, con abbondanti risarcimenti dei danni ai pm di Mani pulite per le balle diffamatorie che lui rovescia loro addosso da una vita». Ebbene, il mio casellario giudiziale non riporta nessuna (ripeto: nessuna) condanna penale da parte dei pm di Mani Pulite. L'unico risarcimento che compare nel mio casellario, inoltre, per decisione del tribunale di Trento, è un modesto risarcimento a beneficio dell'avvocato Giuseppe Lucibello per quanto scrissi in un mio libro del 1997.
Filippo Facci

Ai sensi della legge sulla stampa, mi felicito per l’intuito di Facci che, mai nominato nel mio articolo, s’è riconosciuto nel “biondo mechato” e nella “Yoko Ono di Craxi”. Si vede che è fisionomista. Purtroppo è altrettanto smemorato sulle sue cause perse e i suoi processi penali. Finora non ho mai voluto usare, per polemizzare con questo o quel collega (o sedicente tale), i processi per diffamazione. So bene, anche sulla mia pelle, che sono incerti del mestiere poco rilevanti (salvo che riguardino parlamentari: nel qual caso, se le sentenze non sanzionano legittime opinioni, ma falsità conclamate, è giusto che gli elettori sappiano). Anche perché, per smontare le balle di chi mente sapendo di mentire, non c’è bisogno delle sentenze: basta conoscere i fatti. Come quando Facci venne ad Annozero a sostenere che Mangano non era mai stato condannato per mafia: fui costretto a rammentargli che era stato condannato in due processi istruiti da Falcone e Borsellino a 13 anni di reclusione per associazione a delinquere con la mafia e traffico di droga.

Ma ora, visto che il mèchato naturale ci tiene tanto, mi corre l’obbligo di rinfrescargli la memoria. Il suo casellario giudiziale non riporta “un modesto risarcimento”. Riporta una condanna penale definitiva per il reato di diffamazione per il libro “Di Pietro, biografia non autorizzata” (Mondadori), a 500 mila lire di multa e 10 milioni di provvisionale, più le spese, decisa dalla Cassazione il 20 novembre 2002. Dunque il Facci che l’altro giorno mi dava del “pregiudicato” (falsamente: la mia condanna è solo in primo grado) è, lui sì, un pregiudicato. Quanto al “modesto risarcimento”, Facci non pagò i 25 milioni di provvisionale inflittigli in primo grado, anzi scrisse sul Foglio che li avrebbe spesi “in droga, orge, donne, financo uomini, piuttosto che darli a Lucibello”. Così si vide pignorare pure il Bancomat. E, nella successiva causa civile persa in primo grado, dovette pagare (lui o, più probabilmente la Mondadori, cioè Berlusconi) altri 50 mila euro all’avvocato diffamato, più 10 mila di spese legali e riparazione pecuniaria. Alla faccia del “modesto risarcimento”.

Quando, nel processo penale, il pm gli domandò dove avesse tratto le notizie diffamatorie sul lavoro di Lucibello a Vallo della Lucania, lui tentò di sostenere che il suo era “giornalismo di costume”, “descrizione pittoresca” di “fatti comici”; ma poi, messo alle strette, il presunto comico dovette ammettere: “Non ho svolto un approfondimento particolarmente intenso…mi sono rifatto a un paio di racconti e alla pubblicistica peraltro scarsa… qualcosa ho letto, qualcosa mi è stato detto, dovrei fare una disamina parola per parola…non sono mai andato a Vallo della Lucania”. Poi concluse che quel “passaggio non lo giudicherei diffamatorio neanche se fosse falso”. Il pm, allibito, domandò: “Ma lei ha fatto verifiche sul passato dell’ avv. Lucibello?”. Risposta: “Non so cosa significhi ‘verifica del passato’…”. Un figurone.

Altri 10 mila euro di danni il nostro ometto ha sborsato (lui o il suo santo protettore) in sede civile a Enzo Biagi, per averlo insultato sul Giornale dopo che era stato cacciato dalla Rai, già molto anziano e malato, chiamandolo “il non-giornalista per tutte le stagioni” e accusandolo di confezionare “insulsi brodini” e “insipide sbobbe” (sentenza del Tribunale di Milano, 12 luglio 2006, non appellata e dunque definitiva).

Poi c’è una sfilza quasi interminabile di processi persi, in sede civile e penale, contro il pool Mani Pulite, che era solito diffamare a maggior gloria della sua carriera nel gruppo Fininvest. Se non sono giunti in Cassazione, e talora nemmeno a sentenza, è per un motivo molto semplice: Facci (anzi, il suo spirito guida) è solito pagare subito il risarcimento dei danni, ottenendo la rimessione delle querele. Lui dice che le transazioni avvengono regolarmente “senza il mio consenso”: segno che qualcuno decide e paga per lui (indovinate un po’ chi), anzi forse lo paga per diffamare. Ma poi, in calce alle lettere con le richieste di transazione ai denuncianti e le promesse di pagare i danni, compare regolarmente la firma autografa di Facci. Che firmi in stato di letargo? Non si tratta, beninteso, di opinioni negative sul Pool, magari orrende, ma legittime. Si tratta di balle a getto continuo, sempre all’insegna del motto professionale: “Verifica? Non so cosa significhi”. Per esempio le cause intentategli dagli ex pm Di Pietro (rimborsato tre volte in via transattiva), Davigo (idem, tre volte), e poi ancora Colombo e Ielo. Per una diffamazione contro Borrelli, Facci fu condannato in primo grado e in appello, poi in Cassazione lo salvò la prescrizione, ma il risarcimento danni fu confermato e pagato.
laura
Posted Oct 23, 2008 1:00 PM
MASCIARI
Nettuno, RM
Post #: 1,125
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Facci subì poi due processi, uno penale e uno civile, su denuncia dell’ex gip Andrea Padalino, diffamato a proposito del processo Caneschi. Nel primo, Facci fu condannato a 3 mesi e 30 milioni dal Tribunale di Brescia per un articolo sul Giornale in cui aveva - scrivono i giudici - “dolosamente sottaciuto o colposamente ignorato” fatti decisivi per la ricostruzione del caso e scritto “evidenti elementi di falsità”, anche perché le sue fonti erano “unicamente… la parte in causa: la famiglia Caneschi” e il suo avvocato. Nel processo civile Facci fu condannato definitivamente dalla Cassazione a rifondere 70 milioni di lire di danni per il libro “Presunti colpevoli” (Mondadori): “difetta - scrivono i giudici - sicuramente la verità delle notizie pubblicate”, visto che Facci è autore di “pura invenzione fantastica” e “finge di ignorare” i fatti veri “al fine evidente di seppellire il Padalino sotto un cumulo di ardimentosi equivoci, volti a minarne la credibilità… L’intento dell’Autore... si rivela precisamente quello di delegittimare il singolo magistrato… Il narratore si colloca all’interno dei Palazzi di Giustizia, ma non come un cronista obiettivo, e tanto meno come un ‘comune cittadino’, bensì come un abile sfruttatore di quelle innegabili anomalie del sistema, da cui trarre e alimentare l’onda della sfiducia verso la serietà del singolo operatore della giustizia, attraverso una trama sottile di espressioni calunniose … La diffamazione così perpetrata costituisce reato poiché la coscienza e la volontà del Facci di diffondere quella congerie di notizie inveritiere è fuori discussione”. Un bel ritrattino. Anche i giudici, evidentemente, sono fisionomisti.
(Vignetta di Roberto Corradi)

Precisazione:
Nella puntata di Annozero del 19 aprile scorso, Facci non disse che Mangano non era mai stato condannato, anzi lo definì "mafioso", anche se difese Berlusconi che in quei giorni aveva raccontato la superballa. Poi però dimostrò di sapere ben poco della vicenda del presunto "stalliere": infatti scrisse sul Giornale che la famosa telefonata Mangano-Dell'Utri, a proposito di un certo "cavallo", "non vi fu mai". Invece vi fu eccome: fu intercettata dalla Criminalpol il 14 febbraio 1980 alle ore 15.44. Lo sa bene chi ha seguito il processo Dell'Utri, dove i pm ne fecero ascoltare l'audio e ne depositarono la trascrizione letterale. (m.trav.)

Segnalazioni

Siccome molti amici del blog mi chiedono notizie precise sulla gestione dei fondi dell'Italia dei Valori e sulle polemiche per alcuni investimenti immobiliari fatti da Di Pietro, mi sono procurato la sentenza del tribunale di Roma che ha archiviato le denunce subite dal leader dell'Italia dei Valori da parte di un ex dirigente del suo partito. Buona lettura. mt
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