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Ciao a tutti, siamo stati invitati a partecipare, per il terzo anno consecutivo, domenica 22 marzo, alla tradizionale " Festa delle Boche" che si terrà in San Giovanni Lupatoto e precisamente al parco all'adige che è esattamente difronte a Ca del Bue. La giornata, dopo il consiglio comunale che si terrà al parco in mattinata e che avrà come oggetto l'opposizione del comune lupatotino al termodistruttore proseguirà con la conferenza, organizzata dall'associazione Collamente di cui trovate qui il pdf col programma. Io domenica ci sarò, utilizzate questo thread ( o mandatemi sms al 340 7972232) per segnalare la vostra presenza e per tutto ciò che riguarda la giornata del 22 marzo! Per preparare al meglio la nostra partecipazione alla manifestazione ci troviamo, come da mail inviata a tutti, giovedì sera alla pizzeria al porto, non mancate! Ale
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Mi dispiace moltissimo, ma a causa di seri problemi familiari domani alle boche non potrò esserci.  Ale
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Dall'Arena del 23 marzo: SAN GIOVANNI LUPATOTO. Il Consiglio comunale si è riunito in seduta straordinaria sulla riva dell’Adige, di fronte all’impianto brucia rifiuti
Ca’ del Bue, nuova bocciatura
Renzo Gastaldo Zerman: «Incenerire è la peggior forma di smaltimento, una scelta che nuoce alla salute» Lunedì 23 Marzo 2009 PROVINCIA, pagina 19 e-mail print Ennesima bocciatura dell’inceneritore di Ca’ del Bue da parte del Consiglio comunale di San Giovanni Lupatoto, riunito ieri in riva al fiume in seduta straordinaria. In una giornata di sole caratterizzata da una brezza frizzante l’assemblea ha unanimemente ribadito il suo no ai forni a griglia e la sua preferenza per il trattamento a freddo dei rifiuti. «La scelta dell’incenerimento non può essere condivisa per l’insita obsolescenza di un metodo di smaltimento che provoca l’immissione in atmosfera di sostanze altamente nocive che si aggiungono a una situazione complessiva già compromessa», recita la mozione. «La scelta dell’incenerimento ha trascurato soluzioni tecnologiche meno impattanti per l’ambiente e le attività umane». «Non va dimenticato che la relazione commissionata dalla Regione in merito alle conseguenze sulla salute derivanti dalle emissioni degli inceneritori ha riscontrato che nella popolazione esaminata “risulta un significativo eccesso di rischio di sarcoma correlato sia alla durata sia all’intensità dell’esposizione”». «Dato che non c’è certezza di innocuità dell’inceneritore, deve prevalere il principio della precauzione», ha detto Daniele Turella, presidente del consiglio comunale aprendo gli interventi. «Andremo avanti fino quando l’Agsm non revocherà il bando dei forni». «La peggiore forma di smaltimento è l’incenerimento, che noi osteggiamo», ha detto il sindaco Fabrizio Zerman, che ha incassato il riconoscimento delle minoranze per la sua battaglia. «Ma occorre ripensare la politica sui rifiuti concentrandoci sulla loro riduzione. Le emissioni di Ca’ del Bue devono preoccupare non solo noi ma anche Borgo Roma. Da parte nostra non avalleremo mai una scelta come quella di Ca’ del Bue, che nuoce alla salute. Su questo non faremo sconti. Dobbiamo batterci e coinvolgere i politici a tutti i livelli, a cominciare da Roma». Era presente anche il sindaco di San Martino Buon Albergo Valerio Avesani, accompagnato da mezza giunta. Ha detto Avesani: «L’incenerimento è l’ultimo atto di una politica dei rifiuti sbagliata, va ricercata una alternativa di recupero. Ci chiediamo inoltre il perché dell’ostinazione a non voler approfondire altre ipotesi». Poi è stata la volta degli interventi. «Il piano di comunicazione messo in atto da Verona per convincere che Ca’ del Bue non provoca danni alla salute non è passato», ha detto Paolo Pasqualini. «Gli striscioni con la scritta “Tumori? No grazie!” devono essere esposti anche a San Martino e in Borgo Roma per rendere edotti tutti dell’enorme problema sanitario a cui si va incontro, dato che le nanopolveri arrivano a 10 chilometri dai camini». «Sappiamo da 20 anni che Ca’ del Bue è nocivo», ha affermato Amabile Dal Sasso. «Le scelte fatte devono essere compatibili con la salute e l’ambiente. La gestione privata dell’inceneritore è un’oscenità messa in piedi per nascondere i problemi economici di Agsm». «La campagna informativa non andava fatta in paese ma a Verona», ha detto il consigliere leghista Franco Gaspari. Il suo capogruppo Alberto Brunelli, su richiesta, ha precisato che la Lega è compatta a sostegno di Zerman nella battaglia. Il consigliere Remo Taioli si è chiesto motivi per cui non viene scelto il trattamento a freddo e ha auspicato il coinvolgimento dei medici per sensibilizzare la popolazione.
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Sempre dall'Arena del 22 marzo STOP AI FORNI. Mandato al sindaco Zerman a proseguire nelle sue iniziative di contrasto all’inc Lunedì 23 Marzo 2009 PROVINCIA, pagina 19 e-mail print STOP AI FORNI. Mandato al sindaco Zerman a proseguire nelle sue iniziative di contrasto all’inceneritore, invito all’Agsm a revocare il bando per i forni a griglia e a dare avvio a un «sereno e trasparente confronto su tutte le soluzioni tecniche possibili avendo come primo obiettivo la tutela della salute dei cittadini». Sono questi i contenuti della mozione approvata ieri dal Consiglio riunito a 300 metri dall’inceneritore. A Zerman il consiglio ha manifestato «piena fiducia e apprezzamento per le attività finora intraprese» e lo ha incaricato di «proseguire in maniera ancora più decisa nelle iniziative di contrasto e sensibilizzazione della popolazione non solo lupatotina, anche in forza delle migliaia di firme raccolte». La mozione verrà inviata al presidente Agsm Gian Paolo Sardos Albertini, al sindaco di Verona Flavio Tosi, al presidente della Provincia Elio Mosele e all’assessore regionale all’ecologia Giancarlo Conta.R.G.
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Dall'Arena del 23 marzo SAN GIOVANNI LUPATOTO. Il nodo Ca’ del Bue Bruciare i rifiuti? «Molto meglio la differenziata» Ambientalisti schierati con il trattamento a freddo Martedì 24 Marzo 2009 PROVINCIA, pagina 26 e-mail print Fuoco ad alzo zero contro Ca’ del Bue e dure critiche alla politica di gestione dei rifiuti in Italia. E’ questo l’esito della conferenza «Salute bruciata... io rifiuto», organizzata domenica scorsa, in riva al fiume Adige dall’associazione culturale Collamente. Relatori Alessandro Iacuelli, autore del libro «Le vie infinite dei rifiuti - Il sistema campano», Michele Bertucco, presidente regionale di Legambiente, Riccardo Artoni, ricercatore alla facoltà di Chimica di Padova, Daniele Nottegar dell’associazione Veronareattiva. Quest’ultimo ha ripercorso la battaglia dell’associazione con Comune di Verona e Agsm per disporre della documentazione della commissione tecnica sull’inceneritore e relativa al sopralluogo a Tel Aviv. Se non verrà resa disponibile, presenterà un esposto alla Procura. Nottegar ha infine illustrato il funzionamento dell’impianto di Vedelago, che lavora 99 tonnellate al giorno conferendo in discarica solo il 3 per cento. Iacuelli ha concentrato la sua relazione sui rifiuti speciali. «Sono prodotti soprattutto dall’industria e come quantità sono quattro volte quelli urbani», ha detto lo scrittore campano. «Diciotto milioni di tonnellate su 140, quelle complessivamente prodotte in un anno, non si sa che fine facciano. Non ascoltate chi vi dice che gli inceneritori hanno un impatto zero. Qualunque impianto emette inquinanti». Anche il presidente regionale di Legambiente, Michele Bertucco, ha spiegato le sue riserve. «Non c’è affatto motivo per stare tranquilli come assicura invece il presidente di Agsm Sardos Albertini. Con gli inceneritori nessuno è in grado di assicurare nulla. La soluzione è la raccolta differenziata spinta. Se si vuole evitare che Ca’ del Bue venga dotato dei forni a griglia, l’unica carta è di farlo escludere dalla pianificazione regionale». Artoni ha spiegato la differenza di tecnologia fra i forni a letto fluido e a griglia. «I primi richiedono un rifiuto standard pretrattato arrivando a condizioni di ottima combustione, i secondi consentono un’alta variabilità di rifiuti in ingresso e sono caratterizzati da picchi di temperatura rilasciando emissioni più eterogenee e pericolose. Le polveri ricadono in un raggio da uno a due chilometri, tenendo conto dei venti». Il presidente dell’associazione Collamente, Marco Gastaldo, si è detto soddisfatto dell’esito della conferenza e della partecipazione.R.G
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