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Gli Amici di Beppe Grillo di Verona Message Board › Lettera aperta ai consiglieri comunali su ca' del bue
| Daniele NoTav | |
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Lettera aperta ai consiglieri comunali
E’ “singolare” che la commissione che si occupa di Ca' del Bue venga convocata alcuni giorni dopo che il consiglio di amministrazione di AGSM (controllata al 100% dal comune) ha approvato il bando di gara per l’acquisto di due nuovi forni per la modica spesa di 120 milioni di euro. E’ preoccupante che, nonostante sul mercato esistano tecnologie e/o soluzioni più moderne rispetto all’incenerimento, ci sia un silenzio assordante da parte di chi dovrebbe curare gli interessi dei cittadini e per questo li rappresenta in consiglio comunale. Abbiamo cercato in tutti i modi di farvi conoscere queste alternative incontrando tre volte negli ultimi mesi il presidente del consiglio comunale per richiedere la convocazione di un consiglio comunale dedicato a questo “affare” e visto che questo non veniva fissato abbiamo inviato a tutti i capogruppo dei gruppi consiliari del comune di Verona la richiesta di poterli incontrare per informarli di quelle che erano le soluzioni alternative agli inceneritori già presenti sul mercato e già collaudate. I nostri rappresentanti comunali che evidentemente ritengono che spendere 120 milioni di euro dei cittadini per una tecnologia ormai superata quando sul mercato esistono soluzioni che a parità di prestazioni costano la metà, in un momento in cui devono vendere il patrimonio immobiliare del comune messo insieme da amministratori evidentemente più avveduti, ci hanno snobbato, al di fuori dei gruppi di Verona civica, Partito dei Comunisti Italiani e Alleanza Nazionale. Tra le alternative possibili c’era l’impianto israeliano di Tel Aviv (ora in funzione anche a Sidney) visitato a fine maggio scorso dall’assessore provinciale (ed ora vostro collega in consiglio comunale) Luca Coletto, e dai vertici di Agsm ed Amia (rispettivamente il presidente Giampaolo Sardos Albertini e l'allora presidente Enrico Toffali) e i due direttori Alfonso Ercole e Gianpietro Cigolini. Visita a carico della collettività ma di cui non è mai stata redatta una relazione scritta da cui si potessero evincere le motivazioni secondo le quali questo tipo di impianto non è adatto alla gestione dei rifiuti nella nostra provincia. Noi il resoconto scritto l’ abbiamo richiesto ufficialmente sia in provincia che direttamente ad AGSM, ma non ci è stato fornito; e voi che dovreste vigilare sulla buona amministrazione della cosa pubblica cosa avete fatto? E pensare che lo scorso 10 maggio abbiamo organizzato anche una visita al “centro di riciclo di Vedelago” dove vengono trattati tutti i rifiuti, escluso l’umido e dove solo l’1% della quantità iniziale finisce in discarica a cui hanno partecipato anche i consiglieri Marco Gruberio e Maria Luisa Albrigi oltre al presidente del consiglio comunale Alfonso Fratta Pasini, all'ing. Bombieri ed al geometra Lodi consulenti dell’Assessore allAmbiente Sboarina. Un impianto in provincia di Treviso gestito da una ditta privata che dà lavoro ad una sessantina di dipendenti che costa circa 13 (tredici) milioni di euro e che soprattutto guadagna dalla manipolazione dei rifiuti (a differenza dell’inceneritore che sopravvive solamente grazie ai contributi statali CIP6); ne stanno aprendo uno nel nord della Sardegna e uno è già attivo a Colleferro, vicino Roma. Ma nonostante questo il solito silenzio assordante da parte di chi gestisce l’ interesse dei cittadini; sarà forse perché anche facendone 3 (uno per AATO) costerebbero solo 39 milioni di euro? Il 22 ottobre scorso si è tenuto un incontro a porte chiuse tra “esperti” di AGSM ed i consigli comunali di S. Giovanni Lupatoto, Zevio e S. Martino Buon Albergo (chissà perché voi non siete stati convocati) dedicato all'inceneritore di Ca' del Bue di cui il giorno dopo sono state pubblicate sul più diffuso quotidiano distribuito a Verona le dichiarazioni del professor Massimo Federico che affermava “A Modena infatti abbiamo svolto con un gruppo di ricercatori oncologi, uno studio sull’eventuale incidenza di tumori sulla popolazione della città per la presenza dell’inceneritore. I risultati sono stati che non si è evidenziato alcun segnale di allarme e che i casi di tumore registrati non sono in percentuale più elevata rispetto alla normale percentuale di rischio”. Avendo noi consultato altri studi pubblicati su riviste internazionali che dicono il contrario, abbiamo richiesto di poter avere questo studio e di sapere su quali riviste internazionali è apparso, rivolgendo la richiesta anche al Sindaco di Verona Flavio Tosi in quanto responsabile della salute dei cittadini residenti nel comune da lui amministrato e per conoscenza a tutti i consiglieri comunali (protocollandola il 28 ottobre scorso) ma anche qui silenzio assoluto. A questo punto, per dimostrare che il consiglio comunale funziona ed è il luogo dove veramente vengono discusse le decisioni che si prenderanno, dovreste fare in modo che il bando di AGSM venga ritirato e venga rifatto prevedendo anche le soluzioni alternative all’incenerimento. A noi sembra una totale mancanza di rispetto il fatto che delle persone vengano convocate per discutere di cose che sono già state decise a priori. Quale sarebbe allora la vostra funzione? Una commissione diventa quindi solamente un luogo di teatralità per i cittadini che possono assistere ad un’inutile dibattito mentre le decisioni che vanno a incidere pesantemente sulla loro salute e sulle finanze del comune sono già state prese nel chiuso dei palazzi da una ristretta cerchia di persone, senza una discussione pubblica dove ne siano spiegate le motivazioni? Oggi dovete assumervi le vostre responsabilità senza bizantinismi e silenzi dicendo chiaramente se state dalla parte dei cittadini chiedendo il ritiro del bando e una ridiscussione dei suoi contenuti o preferite difendere chi vi sta prendendo in giro facendovi riunire a giochi fatti. Giochi che costeranno molto cari ai veronesi sia economicamente che in termini sanitari grazie a pochi che probabilmente godranno i frutti di questa inspiegabile scelta. Ultim’ora: la diossina (sostanza che non esiste in natura e pertanto non biodegradabile ma altamente pericolosa) che ha contaminato la carne irlandese sta creando una grande preoccupazione a livello europeo per le conseguenze sulla salute di chi ne dovesse eventualmente assorbire anche delle minime quantità. Con l’ inceneritore che verrà attivato a Ca’ del bue questa sostanza la produrremo in casa senza la necessità di importarla dall’ estero; pensa te che risparmio!!!!! |