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| Luca & Dany | |
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la guardia di finanza di trieste ha sequestrato oggi unaq discarica di 20.000 metri quadrati per stoccare rifiuti speciali che venivano poi...........
........ ........ EVVIVAAAA.....VENIVANO VERSATI TUTTI IN MAREEEE SENZA AUTORIZZAZIONE!!!!!! ciao a tutti e buona giornata dany |
| Claudia Fabris | |
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Sì ho sentito anch'io la notizia per TG, ma non ho capito (non l'hanno detto) di quale area trattasi né quale sia il nome della ditta incriminata.
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| sandrogiombi | |
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L'azienda posta sotto sequestro, è la 'Isp' di Monfalcone (Gorizia), specializzata nel settore del riciclo dei rifiuti. I reati contestati ai titolari della società vanno dalla realizzazione di una discarica non autorizzata, accettando il conferimento di rifiuti per i quali non vi era autorizzazione, all'omissione, nel contempo, di avviare il materiale stoccato alle operazioni di recupero entro un anno dalla messa in riserva.
I rifiuti speciali accatastati nel tratto di spiaggia vicino allo scalo legnami di Trieste* avevano assunto la dimensione di vere e proprie colline che periodicamente venivano 'smussate' liberando in acqua parte del materiale. Indagini sono ora in corso per appurare le responsabilità dei singoli soggetti coinvolti nonché a quantificare il tributo evaso, la cosiddetta 'ecotassa', in relazione al mancato pagamento per il regolare smaltimento dei rifiuti. * Ex Gaslini, di fronte alle "torri". |
| roberto Giurastant... | |
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Dalle notizie che sono state rese pubbliche dalla GdF mi sembra che la discarica non sia proprio così maxi come è stata definita. Si parla di 4.000 metri cubi di rifiuti provenienti dai cantieri edili (in particolare materiale di demolizione). Invece l'operazione messa in atto è davvero maxi: 100 uomini, mezzi aereonavali, pedinamenti di mesi, videoriprese (anche subacquee). Insomma un dispiegamento di forze notevole per una discarica artigianale. L'area poi si trova nel porto vecchio e mi pare che la competenza fosse dell'Autorità Portuale. Ma perché si sono lasciati scaricare per mesi rifiuti a terra e a mare (visto che l'area di discarica era monitorata costantemente dalle forze dell'ordine) prima di intervenire? In questa maniera si è lasciato proseguire un reato che doveva essere bloccato immediatamente.
Strano poi che la notizia sia venuta fuori proprio il giorno dopo la penultima udienza sulla discarica Acquario a Muggia (quella sì una delle grandi discariche costiere della nostra provincia con oltre 160.000 metri cubi di rifiuti tossico nocivi quali idrocarburi, mercurio, piombo, cadmio ecc.) nella quale si è appreso che ormai il reato è prescritto con il rischio che la bonifica (oltre 20 milioni di euro) gravi sulle tasche della collettività. Nella realizzazione della discarica Acquario (sopra vi si voleva realizzare uno stabilimento balneare) erano coinvolti politici locali. Uno dei responsabili di tale discarica è stato anche premiato venendo inserito nel consiglio di amministrazione dell'ATER ed inoltre è diventato vicepresidente della Fiera di Trieste. |
| Marco Basset | |
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E' vero, proprio ieri scendendo a piedi da Servola notavo quei cumuli di terra vicino al mare di fronte ai capannoni dello scalo legnami e mi chiedevo cosa fossero.
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| Smilzo | |
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Inoltro, in quanto relativo ai rifiuti speciali...
Se possedete telefoni cellulari che non usate più, potete portarli alla Bottega del Mondo di via Torrebianca a Trieste. (vicino alla libreria Transalpina) |
| Giorgio Jerman | |
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Non conosco questo consigliere ma ha ragione. Chi legge riconoscerà fra le righe il centro di Vedelago
23 Giugno 2008, ore 15:03 (ACON) Trieste, 23 giu - COM/RC - Gli annunci dell'assessore Vanni Lenna di creare un nuovo Piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti e un termovalorizzatore tra Udine e Pordenone, non hanno lasciato indifferente il gruppo consiliare Italia dei Valori-Cittadini. Il suo presidente, Piero Colussi, interviene sottolineando alcune incongruenze. Pur condividendo la realizzazione del nuovo Piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti con modalità comuni per quanto riguarda la raccolta differenziata - scrive infatti il consigliere - si chiede come sia possibile, in assenza di tale Piano (che per sua natura diventa l'indicatore della strada da intraprendere), annunciare la realizzazione di un nuovo termovalorizzatore. La contraddizione è sospetta e fa pensare a decisioni già prese. Poiché il Piano dovrà essere uno strumento condiviso e discusso con tutti gli enti interessati - riflette ancora il capogruppo di IdV-Cittadini - come mai si prefigura già la realizzazione di un nuovo impianto di termovalorizzazione? E chi ci dice che quello funzionante a Trieste non sia di per sé sufficiente a soddisfare le esigenze del resto della regione? Ogni scelta dovrà essere frutto di dati certi e concreti che indichino quali sono le vere esigenze. Anche perché non possiamo nasconderci che il 20% del residuo del processo di termovalorizzazione è altamente tossico (presenza di diossina) e necessita di discariche per rifiuti speciali. A detta di Colussi, la strada da perseguire è quella del riciclo. Nella nostra regione vengono prodotte 600mila tonnellate annue di rifiuti. Quando la raccolta differenziata si assesterà sul 60-70%, come già accade in alcune zone del Pordenonese e dell'Udinese, il ricorso a un nuovo termovalorizzatore non sarà necessario. Un esempio virtuoso è rappresentato dalla provincia di Rovigo, che attraverso un sistema innovativo riesce a riciclare sino al 75% dei rifiuti urbani. In discarica, perciò, ne finisce solo il 25%. Consiglio sinceramente l'assessore - conclude Colussi - ad intraprendere un viaggio nella vicina provincia veneta per documentarsi su questa esemplare esperienza. Ed esprimo perplessità anche sull'ipotesi del gestore unico, in quanto dal 2011 gli appalti pubblici dovranno essere messi in gara obbligatoriamente. |