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Amici di Beppe Grillo a Vercelli Message Board › Acqua pubblica? E' possibile per legge.
| Roasio Dario | |
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Dal nostro blog:
Il blog è stato in pausa per troppo tempo. Ci siamo presi un momento di riflessione per capire se la nostra “sindrome di don chisciotte” ha una minima speranza di guarigione. Condurre battaglie nell’interesse esclusivo dei nostri concittadini è un’attività stimolante ed importante, ma quando si percepisce una continua indifferenza o, peggio, la volontà di delegare sempre e comunque ad altri le cose, beh, ad un certo punto può scattare, anche negli animi più forti e temprati come i nostri, un attacco di avvilimento. Purtroppo, però, la malattia è ad uno stadio di irreversibilità e la sindrome ci costringe a continuare la battaglia contro i mulini a vento. Anche le loro pale, prima o poi, dovranno fermarsi se i Vercellesi cominceranno finalmente a comprendere quali drammatiche scelte (solo per i cittadini) vengono prese sulla loro pelle dalla casta politica e dal potere economico. Chissà..... Sappiamo che vi siete preoccupati per la nostra pausa di riflessione. Continuate, infatti, ad aprire la home page del blog in cerca di nuovi interventi (persino le forze dell’ordine ci sono sembrate in apprensione per il nostro silenzio, considerata la frequenza degli accessi al blog) e quindi ci sentiamo in dovere di ricominciare a produrre attività politica ed informazione. ...E allora via: iniziamo subito parlando di “acqua”. Come cittadini vercellesi siamo preoccupati per tre “situazioni” che si intrecciano nella nostra città: 1. l’articolo 23 bis della legge 133/2008 permetterebbe, di fatto, la privatizzazione del servizio idrico, poiché, “ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati”. 2. la società francese Veolia, uno dei maggiori gestori di servizi pubblici (in particola modo acquedotti comunali) è ben presente e radicata a Vercelli, impegnata nella gestione dell’inceneritore cittadino. 3. Atena Spa, attuale gestore della rete idrica e proprietaria dell’impianto di via Asigliano, è partecipata da Amga Spa di Genova, società che vede tra i propri azionisti Impregilo e Veolia. Guardate cosa è successo a Genova per capire i nostri timori: http://www.carta.org/... Il contratto per la gestione del forno di via Asigliano scade nel 2012, ma, a prima vista, non sembra che ci siano evidenti manovre per espletare una nuova gara o per prorogare l’affidamento al gestore. Lo stesso obbligo, imposto dalla Regione Piemonte, a rispettare le alte percentuali di raccolta differenziata e la situazione ormai in sfacelo della macchina (i continui guasti alle linee provocano continuamente fermi dell’impianto imposti dalla Provincia), non rendono più appetibile per nessuno la gestione dell’inceneritore. Gli imprenditori del settore, infatti, crediamo siano molto più interessati al nuovo impianto che la Giunta comunale intende realizzare (e che Società Futura non vuole far costruire) piuttosto che a prendersi in carico una macchina ormai da rottamare. L’azienda francese, però, negli scorsi anni si è fatta carico di spese ed investimenti abbastanza consistenti e come potrebbe accettare il fatto di “chiudere la baracca” senza altri sbocchi? E’ vero: la nostra è una domanda carica di prevenzione istintiva nei confronti di Veolia e del Comune, ma da anni, ormai, assistiamo nel nostro Paese (e con la stessa irresponsabilità soltanto nei Paesi del terzo mondo) alla facile cessione di beni e risorse pubbliche ai privati. Il compito di smentirci, però, lo affidiamo con piacere ai nostri interlocutori istituzionali e cioè la Giunta ed il Consiglio comunale di Vercelli, compresi i latitanti gruppi di opposizione. In verità Rifondazione comunista aveva provato a far votare un ordine del giorno per impegnare il Consiglio comunale a non privatizzare la gestione dell’acqua, ma la maggioranza (se non ricordiamo male) respinse la proposta. Come non essere sospettosi, allora? Oggi noi vogliamo ritornare alla carica per fissare un punto fermo: l’acqua e l’acquedotto di Vercelli appartengono ai vercellesi e non possono diventare un affare per i privati. Sulle questioni di filosofia politica i nostri concittadini hanno il diritto di non essere sulle nostre posizioni (infatti spesso ci accusano di onanismo mentale), ma, almeno per un fatto cinicamente economico, le famiglie vercellesi non possono evitare di aiutarci a mantenere pubblico il servizio di fornitura dell’acqua potabile. E’ un fatto acclarato che la privatizzazione del servizio non migliora affatto la qualità, mentre spesso aumenta i costi. Infatti secondo un’inchiesta di Report (http://www.report.rai... e l’aggiornamento su http://www.report.rai... addirittura ci sono casi di aumento del 3.300% (sì, la cifra e propria quella), mentre proprio Veolia (a Latina) pare abbia chiesto aumenti del 300% sulle bollette per la fornitura dell’acqua potabile e “ai consumatori che protestano, il gestore manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori” (vedi http://www.liberacitt... I consulenti legali dei movimenti che si oppongono alla privatizzazione del servizio di acqua potabile hanno studiato le normative in vigore e ci tranquillizzano su un aspetto fondamentale: l’acqua pubblica è possibile, per legge. L’avvocato Maurizio Montaldo spiega: L’articolo 23 bissostituisce l’articolo 113 del Testo unico degli enti locali. Ma sulla sua applicazione c’è stata un po’ di confusione. Perché disciplina l’affidamento dei servizio solo nell’ipotesi dello ‘scopo di lucro’. C’era, però, un articolo, il 113 bis del Testo unico degli enti locali, che stabiliva cosa si può fare quando non c’è ‘scopo di lucro’. È stato eliminato dalla Corte costituzionale”. Ciò non significa, come molti vorrebbero far credere, che l’unico sentiero possibile sia quello che porta alla privatizzazione: “La tendenza è di far rientrare tutto sotto il 23 bis. In realtà, il governo ha messo ordine tra le norme. Disciplina solo quando c’è ‘scopo di lucro’. Quando non c’è, non poteva e non doveva disciplinarlo il governo centrale. Le norme, in questo caso, le decidono gli enti locali”. La conferma alle sue parole arriva dalla Corte dei Conti della Lombardia, che nel rispondere a una richiesta di parere del Comune di Malnate (Va) in merito all’articolo 23 bis scrive: “L’art. 23bis opera una scelta di fondo a favore del ricorso al mercato nell’esternalizzazione dei servizi pubblici a rilevanza economica. Tuttavia, non è possibile individuare a priori, in maniera definita e statica, una categoria di servizi pubblici a rilevanza economica, che va, invece, effettuata di volta in volta, con riferimento al singolo servizio da espletare, da parte dell’ente stesso”. Il Comune di Vercelli, quindi, può esser vincolato dai cittadini a dir la propria nell’assemblea dell’Ambito”. Sono gli Ambiti territoriali ottimali (Ato), infatti, gli organi decisori. Dire che “la legge non ci consente di non privatizzare”, invita a spostare l’attenzione sul Parlamento. È una delega di responsabilità”. Una deroga alla democrazia nelle gestione di un bene comune. Continua.... |
| Roasio Dario | |
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Cosa fare allora? Semplicissimo: accogliere la proposta della rete dei Comuni Virtuosi ad apportare una modifica allo Statuto comunale che sancisca in modo inequivocabile che l'acqua è un bene comune e non una merce. In questo modo possiamo fin da subito impedire a chiunque di gestire l’acqua dei Vercellesi per pura speculazione.
Società Futura intende promuovere una raccolta di firme per chiedere al Consiglio Comunale di Vercelli l’approvazione della seguente modifica dello Statuto Comunale: "Modifica e integrazione dello Statuto Comunale. Definizione dei servizi pubblici comunali privi di rilevanza economica". Art. ...... Il Comune di Vercelli dichiara di: a) riconoscere il Diritto umano all'acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico; b) confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà; c) riconoscere che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del d. lgas n. 267/2000. Invitiamo fin da ora tutte le forze politiche e sociali ad un incontro per programmare la raccolta firme tra i cittadini vercellesi e per la produzione e distribuzione di materiale informativo su questi temi e sulla campagna del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua (http://www.acquabenec... A breve inseriremo la petizione on line così da permettere a tutti di partecipare all’iniziativa. Chiunque voglia avere informazioni o abbia intenzione (finalmente) di partecipare a questa iniziativa può contattarci inviando una email a info@societafutura.com. Noi non molliamo, e voi? |
| danilo | |
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l'acqua deve essere pubblica !! assolutamente !! avanti cosi !!
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