user 5076881 Group Organizer
Empoli, FIPost #: 1,181
|
Questo commento è di Di Pietro, circa il caso FORLEO :INGIUSTIZIA E ' FATTA
Nulla da eccepire sul piano formale alla decisione del Procuratore generale della Corte di Cassazione di mettere sotto indagine disciplinare il giudice di Milano Clementina Forleo, pubblico ministero nell?indagine Unipol-Bnl.
Tutto formalmente corretto?e tutto come da copione.
Resta, però, l?amaro in bocca nel constatare ancora una volta che a farne le spese è sempre, e solo, chi tenta di fare il proprio dovere, senza aver "un occhio di riguardo" e timore riverenziale per alcuno. Allora, in questi rari casi, accade che un folto numero di personalità, organi ed istituzioni si muovano all?unisono per spulciare, tagliuzzare ogni frase detta e scritta, analizzare con la lente d?ingrandimento ogni comportamento alla ricerca della pagliuzza, del cavillo per muovere una critica nei confronti di chi, alla fine, ?deve? risultare incapace ed inaffidabile. Il punto di arrivo, indipendentemente dalla reale volontà di chi, anche in buona fede, si attiva in quest?opera di demolizione personale, è altrettanto scontato: per logica conseguenza e per proprietà transitiva, tutto ciò che fa o ha fatto quel giudice coraggioso ( e perciò contestato ) è poco credibile e quindi va archiviato. Non tutti i mali vengono per nuocere. Al giudice Forleo, come al P.M. De Magistris, rimane ancora la possibilità di far sentire alta la voce nelle sedi istituzionali (a cominciare dal CSM) e difendere il proprio operato. L?obiettivo è riaffermare il diritto-dovere che ogni giudice ha di motivare i propri provvedimenti secondo coscienza e libera convinzione, e non in base alle convenienze o alle persone coinvolte. Per intenderci, se si spulciassero migliaia di provvedimenti giudiziari riguardanti cittadini comuni, troveremmo un?infinità di espressioni o affermazioni usate dai giudici su cui si potrebbero sollevare le medesime critiche mosse al caso Forleo. A nessuno, nel caso di cittadini comuni, verrebbe in mente di mettere sotto accusa i giudici per le espressioni utilizzate nel motivare i loro provvedimenti. Invece, in questo caso, come in ogni altro caso riguardante il Palazzo e la casta, si sono mossi i più alti poteri dello Stato ( a cominciare dal Parlamento). L?attenzione, con la complicità dei media, è stata astutamente distolta dall?oggetto delle indagini, la colpa di tutti gli intrecci emersi dalle intercettazioni è del giudice che le voleva leggere e valutare, non dei furbetti del quartierino che cercavano sponsor e protezione per le loro scalate finanziarie.
|
user 5076881 Group Organizer
Empoli, FIPost #: 1,191
|
|
user 5076881 Group Organizer
Empoli, FIPost #: 1,251
|
per De Magistris e Forleo.. una candela il 2 Dicembre
da Laura, Meetup Nettuno :
Il passaparola sta funzionando E' già attivo un link da Casa della Legalità e della Cultura... 
cfr.: intervista a Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto a Palermo:
http://beppegrillo.me...
Nella mafia troviamo tanti colletti bianchi: imprenditori, medici, commercialisti, avvocati.. (R. Scarpinato)
|
user 5076881 Group Organizer
Empoli, FIPost #: 1,255
|
Il Meetup di Roma lancia un appello per la manifestazione nazionale:ILLUMINIAMO L'ITALIAContro il trasferimento di Luigi De Magistris per Clementina Forleo e per tutti noi che crediamo ancora nella legalità e nella giustizia
Manifestazione nazionale a Roma
ILLUMINIAMO L'ITALIA
Il meet up di Roma organizza la manifestazione nazionale:
16 dicembre ore 14.30 - 18.00
Presidio in una piazza che verrà comunicata successivamente, non appena ottenuti i permessi. Tutti i partecipanti sono invitati a portare una candela per illuminare la piazza in segno di solidarietà.
17 dicembre ore 9.00 - 14.00
Sit in davanti al CSM a piazza Indipendenza. Ufficialmente possono partecipare massimo 50 persone.
|
user 5076881 Group Organizer
Empoli, FIPost #: 1,256
|
dal Corriere di oggi: Csm unanime per trasferimento gip Forleo Incompatibilità ambientale e funzionale
Se si decreterà il trasferimento dovrà non solo lasciare Milano ma non potrà più svolgere funzioni monocratiche
ROMA - La prima commisione del Consiglio superiore della magistratura (Csm) ha aperto all'unanimità la procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità nei confronti del giudice per le indagini preliminari (gip) di Milano Clementina Forleo.
INCOMPATIBILITÀ - A quanto si è appreso, la procedura di trasferimento è stata aperta per incompatibilità ambientale e funzionale. Se al termine dell'istruttoria la commissione decreterà il trasferimento, Clementina Forleo dovrà non solo lasciare Milano ma non potrà più svolgere funzioni monocratiche, cioè potrà far parte soltanto di organi collegiali.
«NULLA DA DICHIARARE» - «Non ho niente da dichiarare», ha detto il gip Forleo commentando la decisione del Csm.
|
user 5076881 Group Organizer
Empoli, FIPost #: 1,257
|
Ancora sulla pronuncia del CSM su Clementina Forleo : da La Stampa, di Mattia Feltri.La donna incompatibile
La sollecitudine e la durezza con cui si risolve il problema Forleo sono forse altri indizi dell?ingresso nella Terza repubblica. La Prima morì (anche) per mano della magistratura. La Seconda non è decollata (anche) per il conflitto irrisolto fra il potere legislativo e quello giudiziario, e culminato dieci anni fa nel fallimento della Bicamerale di Silvio Berlusconi e Massimo D?Alema dopo la sentenza di Gherardo Colombo: «È figlia del ricatto». Oggi il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Milano - il tribunale che ha spesso comandato la vita pubblica italiana - vive gli effetti di uno spietato isolamento; interno ed esterno, ma comunque della corporazione. Il procuratore aggiunto Armando Spataro ha chiesto ieri la ricusazione del gip Clementina Forleo designata ad accogliere o respingere la domanda di processo per un presunto terrorista islamico. Secondo Spataro - monumento della magistratura di sinistra - l?inadeguatezza della Forleo ha presupposti tecnici: si è già occupata del caso e non può replicare; se ne occupò, infatti, e ne derivò una polemica furibonda con la Procura.
Orientamento unanime al Csm Nel pomeriggio, poi, si è conosciuto l?orientamento sostanzialmente unanime (le piccole divergenze sono state assorbite senza dolori) con cui la commissione del Consiglio superiore della magistratura formalizzerà oggi la procedura di trasferimento d?ufficio per la signora Forleo. Il Csm si appresta a stabilire la sua incompatibilità ambientale e funzionale, e cioè è incompatibile con i colleghi e con i collaboratori, turbati delle sue accuse e dai suoi atteggiamenti, ed è incompatibile con il ruolo di giudice monocratico. Leggeremo le motivazioni, ma si può dedurre che, secondo il Csm, la Forleo non possiede più la serenità e la caratura per occupare un ruolo solitario, come è quello del gip. Dovrà essere riciclata in posizioni ad autonomia più limitata: pm oppure giudice in organo collegiale. È una punizione di eccezionale gravità, casi simili troveranno forse domicilio negli archivi, non nella memoria. Le ragioni trovano invece supporto nelle parole spese ieri dalla vicepresidente della Commissione, Letizia Vacca, laica del Partito dei comunisti italiani: «Clementina Forleo e Luigi De Magistris sono cattivi magistrati e non perché fanno i nomi dei politici».
L?ultimo pessimo segnale Sarà magari vero. Giuristi di solida reputazione hanno dichiarato abnormi i metodi e lo stile dei due, sia sotto l?aspetto procedurale sia negli appelli al popolo per mezzo della televisione. L?unanimità raggiunta ieri nella Commissione del Csm è un sintomo ulteriore, e merita attenta valutazione. Il silenzio o l?ostilità dell?intero catalogo politico - che per tradizione si è diviso fra sostenitori e avversari della magistratura, e non sempre per nobili fervori democratici - sono un ultimo pessimo segnale indirizzato al gip milanese. Non si trova un suo difensore, non uno, nelle istituzioni né nei palazzi di giustizia, dove in altri tempi e per vicende non del tutto dissimili si sono profuse energie ed eloquio a protezione della sacralità togata. C?entrerà poco che De Magistris indagasse su Romano Prodi e sul ministro della Giustizia, Clemente Mastella. E che la Forleo volesse inchieste più approfondite su Piero Fassino e su D?Alema. Entrambi verrano traslocati e sottratti al lavoro cominciato. Questo conta: verrano traslocati nell?accordo planetario e con la patente di folli, o giù di lì. (MATTIA FELTRI , La Stampa, 4.12.2007) La signora Letizia Vacca, dei comunisti italiani, ritiene Forleo e De Magistris CATTIVI MAGISTRATI.. Proprio come Mastella.. Per conto mio, non posso che provare disgusto.. e non certo verso Forleo e De Magistris..
|
user 5076881 Group Organizer
Empoli, FIPost #: 1,261
|
Sullo stesso argomento (CSM/FORLEO), Mattam ha scritto il post che riporto qui dalla discussione da lui aperta http://beppegrillo.me... Penso che evitare di disperdere i contributi alla discussione, sia utile anche alla riflessione individuale. Ringrazio Matteo (Mattam) per il suo intervento Saluti a tutti FFPer risolvere le sue grane "Berlusconi" si è fatto delle leggi ad hoc, tanto che una sentenza nei suoi confronti si è espressa grossomodo in questi termini: "il processo non va avanti perché per effetto la nuova legge il reato è caduto in prescrizione...". Si è trattata di un'azione governativa che ha minato le fondamenta della Democrazia, per la quale ci siamo tutti indignati, per la quale la sinistra all'opposizione si era indignata.
Oggi quella stessa sinistra che tanto si era indignata è al governo ed ha la maggioranza in parlamento e (seppur di poco) al senato. Oggi quella stessa sinistra che si era indignata non ha modificato le leggi ad personam fatte dalla destra. Oggi, esponenti di quella sinistra sono indagati per reati gravi. Che fare? "Leggi ad personam? No, non si può..." - avranno pensato - "Allora? Allora trasferiamo i giudici che indagano su di noi: con la mafia ha funzionato (vedi Falcone e Borsellino), vuoi che non funzioni con noi?...".
Oggi viene trasferita Valentina Forleo, il giudice che indaga(va) sulle pressioni di DAlema & Co. alla scalata alle banche... Ieri stessa sorte era toccata a De Magistris, il magistrato che indaga(va) su Mastella (nientepopòdimenoche ministro della Giustizia (sì, proprio quella con la "G" maiuscola!)).
Che succede ora? Si indigna solo la destra o vogliamo indignarci TUTTI? Dal momento in cui non vi sono forze politiche che si oppongono a questo scempio della legalità e della Democrazia, è forse giunto il momento che la popolazione faccia qualcosa di concreto per porre fine a questi atti che riferiti ad altri Stati farebbero parlare di dittatura o, perché no?, tirannia.
La politica italiana sembra intraprendere due strade perché l'esecutivo ed il legislativo si prendano il potere giudiziario: - fare leggi ad hoc per depenalizzare reati anche gravi; - trasferire i giudici che indagano sulla classe (casta?) politica.
Vi sentite ancora cittadini di una democrazia? (Mattam) La signora Letizia Vacca, dei comunisti italiani, ritiene Forleo e De Magistris CATTIVI MAGISTRATI.. Proprio come Mastella.. Per conto mio, non posso che provare disgusto.. e non certo verso Forleo e De Magistris.. (FF)
|
|
Le vicende Forleo-DeMagistris ci devono indurre a superare l' indignazione indotta dalle pretestuose "prese" di posizione di alcuni organi istituzionali. Attiviamoci in tutte le occasioni e ambienti per convergere - massicciamente -su una idea-forza condivisa, per per contrastare efficacemente,democraticamente ma convintamente chi ostacola l'opera dei nostri magistrati. Non accettiamo passivamente che siano prevaricati e mobilitiamoci affinchè non restino isolati anche dall'opinione pubblica. Facciamo il passa-parola sulle vicende attinenti per non far spegnere i riflettori su eventuali "presunte" prevaricazioni in nome della verità. Se proponessimo una petizione rivolta a far rinviare i "procedimenti disciplinari" a dopo che i magistrati abbiano portato a termine le loro inchieste? Sarebbe forse meglio della nostra inerzia!! Per approfondimenti e per vigilare Vi segnalo il blog di seguito: http://toghe.blogspot... Non molliamo Umberto Non molliamo Umberto
|
|
Post #: 39
|
Ragazzi deve essere fatta una manifestazione globale di tutti i meetup pro de magistris e forleo per la legalità, ma mi sa tanto che se non da il via grillo non se ne fa niente siamo ancora grillo dipendenti.
saluti Alessandro
ps. il blog è quasi pronto
|
user 5076881 Group Organizer
Empoli, FIPost #: 1,291
|
Sul caso FORLEO, dal blog http://toghe.blogspot... : martedì 4 dicembre 2007 Alcuni aspetti meno noti della vicenda Forleo
Pubblichiamo un articolo di Carlo Vulpio tratto dal Corriere della Sera, che tratta di alcuni aspetti della vicenda della collega Clementina Forleo decisamente trascurati dai media.
di Carlo Vulpio (Giornalista , Corriere della Sera)
Il tenente dei carabinieri di Francavilla Fontana che l'ha querelata, Pasquale Ferrari, voleva ritirare la querela e lei, il G.I.P. di Milano Clementina Forleo, ha detto di no.
Subito dopo ? questo dicono le date degli atti processuali, e questo la Forleo ha ripetuto davanti ai P.M. di Brescia e al C.S.M. ?, indagini che languivano da un paio d'anni alla Procura di Brindisi sono state rapidamente concluse (il 9 novembre scorso).
E lei, per aver fatto una telefonata, secondo il tenente Ferrari arrogante e offensiva, che chiedeva conto delle indagini sulla morte di entrambi i suoi genitori (avvenuta dopo lettere e telefonate anonime che ne preannunciavano l'eliminazione) è finita indagata.
Anche i poliziotti di Milano, Agostino Marnati, Pisano e Massimiliano De Cesco (radiato dalla Polizia nel dicembre 2006 per aver pestato, filmandolo, un peruviano) hanno querelato il G.I.P. Forleo. Due volte. E anche loro, dopo, volevano ritirare le querele. Ma la Forleo ha rifiutato.
Nell'atto di incolpazione del procuratore generale della Cassazione però di tutto questo non v'è traccia. Vediamo allora come può cambiare la ricostruzione del caso Forleo se a questi fatti, che l'opinione pubblica conosce «all'ingrosso», si aggiungono elementi inediti, custoditi nei fascicoli processuali.
Il carabiniere. Il G.I.P. non conosce di persona il tenente Ferrari e non lo ha mai incontrato. Per questo, dice, non aveva motivo di scagliarsi contro di lui ? peraltro addetto alla sua sicurezza con il sistema della vigilanza radiocollegata ? con l'invettiva che lui racconta di aver subìto.
I tabulati. Forleo dice di aver chiesto conto («come cittadina, non come magistrato») del mancato arrivo dei tabulati telefonici a quasi due anni dalle minacce anonime nei confronti dei genitori e di aver fatto notare come il P.M. di Brindisi Alberto Santacatterina e Ferrari si fossero limitati a richiedere solo i tabulati in entrata e non quelli in uscita (i soli che possono rivelare i numeri telefonici da cui partono squilli molesti che restano senza risposta). Il P.M. di Brindisi, invece, ha scritto che dai tabulati arrivati non era emerso nulla.
Il G.I.P. di Brindisi. Il G.I.P. Simona Panzera giudica insufficienti le indagini del P.M. e gliene impone di nuove. A questo punto, smascherata l'inerzia investigativa, secondo il racconto della Forleo, P.M. e carabiniere capiscono di essersi cacciati in gravi difficoltà. E solo dopo che la Forleo li querela, le notificano la chiusura delle indagini a suo carico per la presunta telefonata offensiva.
I poliziotti. De Cesco e Pisano hanno querelato il G.I.P. Forleo perché intervenne mentre, l'8 luglio 2005 a Milano, stavano arrestando, secondo il G.I.P. con modalità brutali, un egiziano. Ma c'è anche un altro episodio: il pestaggio eseguito da De Cesco e Marnati di alcuni transessuali italiani.
Questo processo (ora in fase di udienza preliminare) venne assegnato alla Forleo, che correttamente si astenne e nel provvedimento, senza fare il nome dei due, raccontò i fatti di violenza ai transessuali alla base della sua astensione.
Per quel provvedimento, De Cesco e Marnati fanno un'altra querela a Forleo.
Il questore. Nel frattempo ? e nonostante in precedenza ci fossero state le minacce di un drappello leghista guidato da Borghezio, che sotto il tribunale urla: «Forleo scendi che ci prudono le mani» -, il questore di Milano, Paolo Scarpis, non solo segnala la Forleo all'allora ministro della Giustizia, Roberto Castelli (gli ispettori però non faranno rilievi e il C.S.M. archivierà), ma autorizza anche una conferenza stampa di De Cesco e Marnati nella caserma di Largo Gemelli, l'11 luglio 2005 a Milano.
La radiazione. Un fatto molto grave, sostiene la Forleo, dal momento che Scarpis sapeva che per De Cesco era in corso la procedura di radiazione dalla Polizia. E sono le date, dice il G.I.P., a dimostrarlo: De Cesco è stato radiato nel dicembre 2006 e il pestaggio dei transessuali è avvenuto ben prima dell'11 luglio 2005. Per le querele fatte dai poliziotti, infine, va detto che i P.M. di Brescia hanno chiesto l'archiviazione. Il G.I.P. non l'ha accolta, ma solo per acquisire tutti gli atti che possano scagionare senza ombre questo «cattivo giudice».
4 dicembre 2007
Edited by Fabrizio Frosini on Dec 4, 2007 8:58 PM
|