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Amici di Grillo, Travaglio e De Magistris - Meetup EMPOLI Message Board › http://photos4.meetupstatic.com/photos/event/4/2/b/0/highres_3017072.jp
| Fabrizio Frosini | |
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da La Stampa : http://www.lastampa.i...
Ventiquattro fermi, indagato il braccio destro di Matteoli Ventiquattro fermi, decine di perquisizioni. È Crotone l’epicentro di questa nuova offensiva giudiziaria. Un’inchiesta che lambisce il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, che coinvolge il ministero dell’Ambiente e la Ue. Indagati (e perquisiti) per corruzione Emilio Brogi, capo della segreteria di Matteoli; il direttore generale del ministero dell’Ambiente, Aldo Cosentino; e il funzionario della Ue, Riccardo Menghi. L’inchiesta di Crotone racconta gli affari della cosca Megna-Russelli di Papanice, le estorsioni, i traffici di droga, gli omicidi. Ma soprattutto i grandi affari. Per «Europaradiso» la politica (bipartisan: An e Ds, oggi Pd) e la ‘ndrangheta avevano stretto un patto di ferro, nel 2005. Il progetto era del finanziere israeliano David Appel: alberghi, residence, servizi, porti, teatri, centri commerciali, attrezzature e campi da golf. Un megavillaggio turistico in grado di garantire 14 mila posti letto e quattromila posti di lavoro. Investimento: tra i cinque e i sette miliardi. Per «Europaradiso» la ‘ndrangheta ha fatto eleggere nel 2006 alcuni consiglieri comunali di Crotone (come il capogruppo Pd al Consiglio comunale, Giuseppe Mercurio) pagando 40 euro a voto. Ha organizzato una colletta di 280 mila euro tra i mafiosi per uccidere il sostituto procuratore Pierpaolo Bruni, una spina nel fianco. Per questo progetto si sono mobilitati anche gli affaristi che volevano partecipare a «Europaradiso». Per il megavillaggio turistico che doveva sorgere lungo la costa, alla foce del Neto, sono stati corrotti funzionari del comune di Crotone come il direttore generale Francesco Sulla (15 mila euro) e della Ue come Riccardo Menghi (8 mila euro). E si è mobilitato il ministero dell’Ambiente. Allora, nel 2005, ministro era Matteoli, a capo della segreteria c’era Emilio Brogi. Lui e il direttore generale del ministero dell’Ambiente, Aldo Cosentino, si sono mossi - secondo il pm Bruni - per impedire che la Ue dichiarasse quell’area «zona di protezione speciale», come chiedeva la Regione Calabria, bloccando la realizzazione di «Europaradiso». Sulla, il direttore generale, è un altro personaggio chiave. C’è un’intercettazione nella quale parla con l’ex sindaco Pasquale Senatore (An), diventato consigliere regionale: «Allora noi abbiamo parlato con Matteoli in persona... Ci ha dato più soddisfazione di Gasparri. Adesso... guarda... ha messo un ministero a disposizione». In un interrogatorio ammette: «In un incontro, al quale partecipai, tra il sindaco Riganello e il ministro, Matteoli rimandò per le decisioni e le valutazioni per la Zps a Brogi e a Cosentino, che ritenevano non legittimo l’operato della Regione Calabria». Sulla esplora anche altre praterie politiche. Verbalizza al pm Bruni: «Abbiamo avuto un primo incontro con il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa (al quale parteciparono anche gli israeliani) nel corso del quale fu illustrato il progetto. Cesa ci fece incontrare il sottosegretario Galati che, dopo aver convocato l’ufficio tecnico per valutare il progetto, ci disse che c’era la possibilità di un accordo di programma per l’assegnazione di risorse da parte del ministero delle Attività produttive». GUIDO RUOTOLO |
| Fabrizio Frosini | |
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da RaiNews24 : http://www.rainews24....
Interferenza patologica sull'attività del pm De Magistris Per la Procura di Salerno Why not avocata illegalmente La procura di Salerno ha disposto oggi perquisizioni negli uffici di alcuni magistrati, che risultano anche indagati, della procura generale e della procura della Repubblica di Catanzaro nell'ambito di un'inchiesta sull'avocazione dell'indagine Why Not e sulla revoca del pubblico ministero dell'indagine Poseidone, che erano condotte dall'ex pm De Magistris, trasferito a Napoli dopo un procedimento disciplinare. Per quanto attiene all'inchiesta "Why not", secondo la Procura di Salerno sarebbe stata avocata a Luigi De Magistris in maniera illegale. Per gli inquirenti, inoltre, sarebbe stata dovuta l'attività investigativa nei confronti dell'ex ministro Clemente Mastella, la cui posizione fu in seguito archiviata dal pool subentrato al pm napoletano. I magistrati campani scrivono infatti nel decreto di perquisizione e sequestro, come sia "emerso che corretta e doverosa era l'indagine del dott. De Magistris nei confronti dell'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella e che l'avocazione del fascicolo ha impedito la prosecuzione della stessa anche nei confronti di Mastella". I magistrati di Salerno scrivono, nel provvedimento destinato agli indagati, di una "patologica attività di interferenza in un disegno corruttivo teso a favorire, tra gli altri, Antonio Saladino, Giancarlo Pittelli, ed il ministro della Giustizia Mastella". Sempre relativamente a Why not, i magistrati considerano illegale la revoca dell'incarico al consulente tecnico d'ufficio Gioacchino Genchi, inizialmente nominato da De Magistris. Rispetto a ciò il concorso in abuso d'ufficio, il favoreggiamento ed il falso ideologico sono contestati all'avvocato generale facente funzioni di procuratore generale Dolcino Favi, all'allora procuratore capo Mariano Lombardi, ed all'aggiunto Salvatore Murone. Riguarda invece la vicenda dei tabulati telefonici acquisiti da De Magistris nell'ambito delle indagini un ulteriore capo d'imputazione contestato dalla Procura di Salerno. Il pool campano, infatti, contesta al procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli, a Favi, ai sostituti procuratori generali Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo i reati di concorso in abuso d'ufficio, favoreggiamento e falso ideologico, con riferimento alle deleghe conferite al Ros dei carabinieri di Roma per l'analisi dei tabulati, in quanto "si prospettavano falsamente illegittimità ed illiceità che sarebbero state commesse dal pm dott. De Magistris, anche con strumentali segnalazioni disciplinari nei confronti di quest'ultimo". Secondo gli inquirenti, invece, "non è emersa alcuna irregolarità di De Magistris con riferimento alla vicenda relativa all'acquisizione dei tabulati in cui compare anche un'utenza riferibile all'allora ministro Mastella". La reazione del procuratore generale Jannelli: "Di quanto accaduto oggi ho informato il Capo dello Stato, il Csm ed il Ministro della Giustizia con i quali mi terrò in contatto". A dirlo è stato stasera il procuratore generale di Catanzaro, Enzo Jannelli in merito alle perquisizioni eseguite oggi nel suo ufficio. Jannelli ha detto di avere inviato una lettera al Capo dello Stato, al Csm ed al Ministro. "Per quanto riguarda l'attività svolta dalla Procura di Salerno negli uffici giudiziari di Catanzaro - ha aggiunto - non si può rilasciare alcuna dichiarazione". Edited by Fabrizio Frosini on Dec 2, 2008 11:57 PM |
| Fabrizio Frosini | |
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dal blog voglioscendere : http://www.voglioscen...
Due giudici da riabilitare Dice bene il presidente Napolitano sul verminaio campano: occorre “forte capacità di autocritica e autoriflessione nel Mezzogiorno sull’impoverimento culturale e morale della politica”. Ora però, visto che l’autocritica non può ridursi a un “tua culpa, tua maxima culpa” battuto sul petto altrui, s’impone qualche parola sul Csm. Il Csm che, sotto la sua presidenza, ha cacciato in malo modo da Catanzaro un pm perbene come Luigi De Magistris che, pur con possibili e rimediabili errori, aveva scoperchiato altri letamai politico-affaristici in Calabria e Lucania. Il Csm che ha espulso a pedate da Milano una gip onesta come Clementina Forleo, colpevole di aver difeso De Magistris e sventato le scalate illegali a Bnl, Antonveneta ed Rcs facendo i nomi dei politici di destra e sinistra che proteggevano la Banda Furbetti. De Magistris e Forleo han dovuto emigrare a Napoli e a Cremona per “incompatibilità ambientale”. E mai formula si rivelò più azzeccata: per fortuna abbiamo ancora magistrati galantuomini (sempre più rari), dunque incompatibili con certi ambienti putridi. Ora, con il blitz della Procura di Salerno al palazzo di giustizia di Catanzaro per stanare i persecutori di De Magistris, comincia ad affiorare la trama che portò all’incredibile scippo delle sue indagini più scottanti. Una trama illustrata un anno fa dai pm salernitani al Csm. Che però finse di non sentire e procedette come un caterpiller contro i due reprobi. Ora urge una “forte capacità di autocritica” del Csm. E’ già tardi per cacciare da Catanzaro i magistrati inquisiti, reintegrarvi De Magistris e riabilitare la Forleo. Ma non è mai troppo tardi. MARCO TRAVAGLIO Zorro l'Unità, 4 dicembre 2008 |
| reporter78 | |
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ciao,
carpe diem, non molliamo e mobilitiamoci per non vanificare il nostro impegno pregresso a favore di De Magistris. reporter78 ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ Dal sito " Calabrialibre" ^^^^^^^^^^^^^^^^ Caso de Magistris, appello Rete per la Calabria Appello alle massime cariche dello stato dai centomila firmatari della petizione a favore di de Magistris. I Centomila firmatari della petizione per de Magistris chiedono trasparenza e imparzialità al Presidente della Repubblica, al CSM ed al Ministro Alfano. Alla luce degli avvenimenti delle ultime ore, notiamo come inizino ad agitarsi animosi i soliti insabbiatori e delegittimatori, gli stessi che manovrando sono riusciti a togliere di mezzo di volta in volta tutti i Magistrati che volevano andare a fondo sulla vicenda Why Not, ad iniziare dal PM napoletano Luigi de Magistris, Bruni e Greco a seguire. Molte procure Calabresi come alcune Lucane o Campane, appaiono essere con evidenza sempre più chiara, in mano di poteri forti e deviati, procure nelle quali la giustizia è amministrata in modo funzionale ad interessi di parte, di gruppi di affaristi e faccendieri. In queste Procure vi è stato una sorta di ammutinamento, una specie di tradimento del dettato costituzionale, di interi settori, che una volta preso il timone dirigono la prua verso le più disparate mete che nulla hanno a che fare con il concetto di legalità e giustizia. In questo momento i grandi manovratori, che temono di essere trascinati dal terreno che inizia a franare, sono in fermento, cercano di coinvolgere istituzioni come il Presidente della Repubblica, il CSM ed il ministro Alfano, sbandierano strumentalmente improbabili e affatto credibili progetti eversivi, onde arginare quello “Tsunami” dell’indagine della Procura di Salerno, che di fatto avalla in modo documentato, come giuste erano alcune piste seguite da de Magistris, e che di fatto conferma l’esistenza di vere e proprie organizzazioni strutturate a tutti i livelli, anche istituzionali che sono dedite alla “rapina” dei fondi diretti alle regioni meridionali e finalizzati allo sviluppo socio-economico, ma che invece finivano su conti correnti di speculatori e affaristi. E’ un cattivo esempio civico quello che stanno dando alcuni Magistrati che invece di sottoporsi tranquillamente e con la dovuta compostezza alle istanze di altri Magistrati, si dimenano convulsamente lanciando strali e appelli per essere soccorsi, con tale forza che pare vogliano sottrarsi al’universale ed ormai accettata regola delle società civili, che la legge è uguale per tutti. I cittadini già firmatari del documento a favore di de Magistris, provati dalle insulse decisioni prese nei mesi scorsi, tese a delegittimare l’operato di coraggiosi Magistrati, invitano le importanti istituzioni chiamate in causa a tenere comportamenti consoni ed equidistanti, consci anche del fatto che, negli ultimi tempi troppe decisioni sono apparse asservite, condizionate e cedevoli. La tenuta della democrazia e la credibilità delle istituzioni, passa attraverso la garanzia di imparzialità e delle non condizionabilità delle più alte cariche dello stato. Ci si augura che dopo i le genuflessioni ed i tentennamenti, arrivino forti segnali che rassicurino il Popolo italiano del buon funzionamento delle istituzioni, lasciando i Magistrati portare a termine senza delegittimazioni o dubbi e “urgenti” provvedimenti di rimozione, le importanti indagini avviate. Come è veramente fuori luogo e fuorviante parlare di progetto eversivo, se proprio di eversione dobbiamo parlare, appare evidente a tutti gli italiani ed anche al resto del mondo, che l’unica e vera eversione portata a termine con complicità istituzionali, è stata quella che ha scippato e continua a scippare le indagini ai Magistrati che indagano su questo perverso intreccio di poteri. Azioni che di fatto sono ormai percepite impopolari e soprattutto ostative per il raggiungimento della verità e della giustizia e che gettano una luce sinistra anche su coloro che la giustizia e la verità devono o avrebbero dovuto garantire nel perseguire il loro mandato costituzionale. Il comitato promotore della Petizione Promossa dalle associazioni aderenti alla Rete per la Calabria Spedito da redazione Calabria libre |
| Fabrizio Frosini | |
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dal blog di Di Pietro : http://www.antoniodip...
Prendo atto, con il dovuto rispetto istituzionale, della decisione presa dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, di chiedere informazioni e acquisire atti riguardanti l'inchiesta in corso sul caso De Magistris. Ciò non mi esime, però, dall'esprimere riserve circa il modo e il tono usato. Con tale decisione si rischia la criminalizzazione preventiva e preconcetta dell'attività di indagine che sta svolgendo la procura di Salerno nei confronti dei colleghi magistrati calabresi e di atti di indagine coperti da segreto istruttorio. Inoltre si rischia, paradossalmente, di aggravare quella "compromissione del bene costituzionale dell'efficienza del processo, che è aspetto del principio di indefettibilità della giurisdizione", parole che ha usato lo stesso Capo dello Stato nella richiesta inviata al Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Salerno. |
| Fabrizio Frosini | |
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dal blog voglioscendere : http://voglioscendere...
Il dito e la luna L’operazione è chiara e spudorata: intimidire la Procura di Salerno che sembra aver trovato le prove del complotto contro De Magistris e gabellare l’indagine sulle toghe calabro-lucane come una “lotta fra procure”, una guerra per bande che qualcuno deve fermare per il bene di tutti. E stabilire una volta per tutte che sui politici e i loro protettori non si indaga. Non c’è alcuna guerra per bande, almeno non da tutte le parti. I pm salernitani, competenti per legge sulle vicende giudiziarie di Catanzaro, sono stati investiti da denunce di e contro De Magistris. Hanno indagato per un anno in silenzio, e alla fine non han trovato prove sulle denunce contro De Magistris, mentre le han trovate sui gravissimi fatti denunciati dal pm. Come la legge li obbliga a fare, hanno archiviato le prime e approfondito i secondi, indagando i magistrati calabresi sospettati e perquisendone gli uffici. Fin qui, tutto normale. Le anomalie sono accadute ieri: - l’atto di insubordinazione del Pg di Catanzaro, che definisce “atto eversivo” un’indagine doverosa nei suoi uffici; - gli avvisi di garanzia partiti da Catanzaro contro i pm di Salerno (Catanzaro non è competente su Salerno: lo è Napoli, le competenze incrociate sono abolite da 10 anni) e il contro-sequestro degli atti acquisiti dai salernitani; - l’ispezione a piedi giunti del cosiddetto ministro Alfano, gravissima interferenza politica in un’inchiesta in corso. - Insolita è anche la richiesta degli atti dal capo dello Stato. Si spera almeno che quelle carte inducano il Csm a mettere finalmente il naso nel vero scandalo: Salerno è il dito che indica la luna, ma la luna sta a Catanzaro. Marco Travaglio Zorro l'Unità, 5 dicembre 2008 |
| Fabrizio Frosini | |
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dal blog di Di Pietro : http://www.antoniodip...
Nel tentativo di spargere fango, in modo che non si distingua l’erba buona da quella cattiva, oggi alcune agenzie stampa hanno riportato quanto segue: “DE MAGISTRIS: SALADINO, HO AVUTO RAPPORTI ANCHE CON DI PIETRO …In effetti anche con l'On. Di Pietro ho avuto pregressi rapporti fino alla data in cui non mi e' stato notificato il primo avviso di garanzia, ragion per cui ho comunicato ad un soggetto attualmente vicino a Di Pietro come fosse inopportuno l'incontro precedentemente fissato, proprio per non creare imbarazzo all'On. Di Pietro". Lo afferma Antonio Saladino, imprenditore ed ex presidente della Compagnia delle Opere in Calabria, principale indagato dell'inchiesta Why Not…” Si vuol fare di tutta l’erba un fascio, al fine di confondere le idee, e buttare all’aria tutta l’inchiesta? Tra l’altro, queste notizie circolavano già in rete da parecchi mesi e non mi sembra che abbiano mai avuto chissà quale rilievo. Non so se Saladino abbia commesso qualcosa di penalmente rilevante e mi auguro, per lui e per il Paese, che non sia così. Certo è che i miei rapporti con lui non sono stati né opachi né illeciti. Non sono solo io a dirlo. Ecco, infatti, cosa hanno riportato alcune agenzie on line all’epoca, circa i miei sporadici, e solo per fini elettorali, incontri con lui: “…Il nome di Di Pietro compare sull’agenda di Saladino, le cui copie circolano nella redazione di un grande settimanale della sinistra italiana. In esse sono annotati tre incontri: un primo avvenuto durante la prima campagna elettorale (2001) del leader del neonato partito dell’Italia dei Valori. Di Pietro e Saladino si incontrarono all’aeroporto di Lamezia Terme e viaggiarono insieme fino all’hotel Capo Suvero di Gizzeria (Catanzaro). Si discuteva di politica e Di Pietro propose a Saladino un accordo di tipo elettorale. La cosa, però, non andò a buon fine e non se ne fece nulla. Un secondo contatto avvenne invece in occasione della campagna per le politiche del 2006, e i due si ritrovarono a Roma. Era presente all’incontro anche un aspirante candidato nelle liste di Di Pietro e il leader dell’Italia dei Valori chiese di nuovo a Saladino se fosse interessato ad accordi di tipo politico. Ma, anche questa volta, la proposta non sortì effetti. Un terzo abboccamento avrebbe dovuto svolgersi invece nel marzo dell’anno scorso, quando già era scoppiato il caso Why not. Un intermediario, che lavorava nella segreteria di Nicola Mancino, si fece avanti con Saladino per chiedere un incontro. Ma fu lo stesso imprenditore a suggerire di rimandare a tempi migliori, anche per evitare imbarazzi all’onorevole Di Pietro…” Tutto qui. Nient’altro che incontri elettorali, senza alcun altro fine. Ed allora ribadisco che è estremamente necessario ricostruire fatti e rapporti di persone citate nell’inchiesta. Chi, come me, non ha nulla da nascondere non può che auspicare che ‘Why Not’ vada avanti. Anzi, buon senso vorrebbe che a proseguire le indagini fosse proprio De Magistris, il magistrato che, avendo iniziato l’indagine, conosce a menadito tutte le carte ed ogni risvolto processuale. E’ un’inchiesta che non deve essere lasciata nel limbo perché, ogni giorno, vengono tirate in ballo centinaia di persone, a volte a proposito, ma tante altre a sproposito. Solo la magistratura può dipanare la matassa tra rapporti leciti e illeciti. Se non può più farlo De Magistris lo si lasci fare alla Procura della Repubblica di Salerno che ha dimostrato con i fatti di non aver timore reverenziale per nessuno. (D.P.) |
| Fabrizio Frosini | |
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dal blog toghe : http://toghe.blogspot...
decreto di perquisizione della Procura di Salerno nella "vicenda De Magistris" Il testo integrale del decreto di perquisizione emesso nei giorni scorsi dalla Procura di Salerno nell'ambito della “vicenda De Magistris” può essere letto su internet, nel sito de “Il Resto”, a questo link. E' l'ultimo dei documenti al momento disponibili in quella pagina e si trova in fondo. E' diviso in 27 parti che si possono scaricare cliccando sui relativi link. dal blog toghe : http://toghe.blogspot... Panni immondi di Stefano Racheli (Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Roma) Siamo nel periodo liturgico dell’Avvento. Ma non è questo che mi spinge a invocare un passo di Isaia con cui, per l’appunto, i cattolici celebrano la liturgia della prima domenica d’Avvento. Il fatto è che sia nel macrosistema sia nel microsistema-giustizia la situazione è tale che le parole di Isaia risuonano, anche per chi non crede, come una ineccepibile metafora laica: “Siamo divenuti tutti come una cosa impura e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia: tutti siamo avvizziti come foglie, le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento”. Sissignori, è proprio così: le istituzioni vengono oggi vissute come un “panno impuro” di cui sbarazzarsi e le loro iniquità rischiano di diventare un vento destinato a spazzarle via. [..] |
| Fabrizio Frosini | |
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da RAINEWS24 : http://www.rainews24....
cominciate le audizioni delle procure di Salerno e Catanzaro davanti al Csm Sono cominciate al Csm le audizioni dei vertici delle procure di Salerno e Catanzaro, protagoniste dello scontro nato sulle indagini dell'ex pm Luigi De Magistris e combattuto a colpi di sequestri del fascicolo "Why not" e scambi di avvisi di garanzia. La Prima Commissione di Palazzo dei marescialli - competente sui trasferimenti d'ufficio per incompatibilita' ambientale e funzionale dei magistrati- sta ascoltando il procuratore generale di Salerno Lucio Di Pietro; e sentira' poi il pg di Catanzaro Enzo Jannelli; entrambi hanno gia' dovuto fornire ieri i primi chiarimenti sulla vicenda al procuratore generale della Cassazione Vitaliano Esposito, che con il ministro della Giustizia Alfano e' il titolare dell'azione disciplinare. In mattinata- secondo quanto e' stato programmato- saranno ascoltati dal Csm anche i presidenti delle Corti di appello di Salerno, Matteo Casale, e Catanzaro Pietro Sirena, mentre nel pomeriggio sara' la volta dei due procuratori Luigi Apicella e Antonio Lombardo. Le audizioni - alle quali partecipano numerosi consiglieri del Csm anche quelli che non fanno parte della Prima Commissione -sono state decise ieri in una riunione straordinaria, all'indomani dell'intervento sulla vicenda del capo dello Stato. da La Stampa : http://www.lastampa.i... 6/12/2008 (8:14) - LE INCHIESTE - GIUSTIZIA NEL CAOS Guerra tra procure: oggi i magistrati davanti al Csm Il ministro Alfano: ispettori al lavoro ROMA La guerra tra i pm di Salerno e Catanzaro finisce davanti al Csm. Oggi la Prima Commissione di Palazzo dei marescialli - che è competente sui trasferimenti d’ufficio e per incompatibilità dei magistrati - ascolterà i vertici degli uffici giudiziari; una convocazione decisa a tambur battente nel corso di una riunione straordinaria. Intanto, si è già mosso anche il procuratore generale della Cassazione Vitaliano Esposito, titolare con il ministro della Giustizia dell’azione disciplinare, che ha avviato un’istruttoria e che già oggi ha ascoltato i Pg di Salerno e Catanzaro. E al lavoro sono pure gli ispettori del ministro della Giustizia incaricati di svolgere «accertamenti preliminari» sulla vicenda, mentre il Guardasigilli ribadisce che il «tutti contro tutti» che segna la vicenda «è inconcepibile per i cittadini» e che la terapia per la giustizia malata sono riforme «anche di rango costituzionale». Le audizioni del Csm arrivano all’indomani dell’iniziativa senza precedenti del Capo dello Stato di chiedere notizie e atti ai due uffici protagonisti dello scontro, che si sta combattendo a colpi di sequestri e controseguestri: la procura di Salerno e la procura generale di Catanzaro. E danno il segno della preoccupazione per gli «effetti negativi» che questo conflitto sta producendo sull’«intera magistratatura» che «non ha certo bisogno di danni di immagine», come sottolinea lo stesso Csm in un comunicato. Per questo si è deciso di anticipare a oggi le audizioni inizialmente pensate per lunedì. La nostra è una «decisione autonoma», ma certamente presa «di intesa con il capo dello Stato» spiega il vice presidente Nicola Mancino, assicurando che non avrà interferenze nell’attività giudiziaria. Per chiarire «nel dettaglio» «i fatti che hanno condotto le due Procure» all’ «aspro confronto» davanti al Csm per tutto il giorno sfileranno in tanti: non solo i diretti protagonisti - il procuratore di Salerno Luigi Apicella e il Pg di Catanzaro Enzo Iannelli -, ma anche il Pg e il presidente della Corte d’appello di Salerno, Lucio Di Pietro e Matteo Casale, il procuratore e il presidente della Corte d’appello di Catanzaro Antonio Vicenzo Lombardo,e Pietro Sirena. La Commissione intende procedere «nel più breve tempo possibile» come assicura il consigliere Dino Petralia, che oggi ha presieduto la riunione straordinaria. E sul tavolo c’è pure l’eventualità di una trasferta del Csm a Salerno e Catanzaro. |
| Fabrizio Frosini | |
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da RAINEWS24 : http://www.rainews24.... dal blog voglioscendere : http://voglioscendere... Marco Travaglio Regime La I Commissione del Csm, nel pomeriggio, ha proposto al plenum, ovviamente all'unanimità, il trasferimento per incompatibilità ambientale del Procuratore generale di Catanzaro, Iannelli, e del Procuratore Capo di Salerno, Apicella. La parola chiave è: "unanimità". Dopo l'entrata a piedi giunti del Presidente Napolitano nella legittima, anzi doverosa, indagine di Salerno sui presunti reati commessi da magistrati di Catanzaro, e dopo l'incredibile trasversalismo di politici (tranne Di Pietro) e giornali nell'attaccare chi fa il suo dovere (Salerno) anziché chi si ribella alla giustizia (Catanzaro), stiamo alla soluzione finale. Tutti uguali, tutti a casa. Pari e patta. Come aveva anticipato la stampa di regime ieri mattina. Corriere della sera: “Guerra tra pm”. Repubblica: “Guerra tra pm”. Stampa: “Guerra dei pm”. Giornale: “Guerra tra giudici”. Mattino: “Guerra tra procure”. Unità: “Guerra totale tra procure”. Riformista: “Toga contro toga”. Europa: “Guerra civile fra magistrati”. In attesa del Partito Unico, abbiamo il Giornale Unico. Tutti a sostenere che Salerno uguale Catanzaro, anche se Salerno indaga su Catanzaro per un obbligo di legge, mentre Catanzaro indaga su Salerno contro la legge (su Salerno competente Napoli). Insomma avrebbero torto tutti: De Magistris, i suoi persecutori e chi li ha scovati. Come scrive su Repubblica il superprocuratore coi baffi, “nessuno si salva”. Anche perché “le inchieste di De Magistris sono state valutate da gip, Riesame e Cassazione: sempre De Magistris ha avuto torto”. Ma non è vero: delle tre inchieste che han suscitato il putiferio, due - Poseidone e Why Not - sono state scippate al pm dai suoi capi in corso d’opera; la terza - Toghe lucane - è dinanzi al gip con una raffica di richieste di giudizio. Se poi De Magistris fosse un pm incapace sempre bocciato dai giudici, non si vede perché levargli le indagini anziché lasciarle bocciare dai giudici. Ma la manovra è chiara: De Magistris “deve” avere torto, e così chi ha le prove che ha ragione. Nessuno - salvo noi e il Carlo Federico Grosso sulla Stampa - denuncia l’abominio dei pm di Catanzaro che indagano i pm di Salerno che indagano su di loro. Vien da rimpiangere il Minculpop: allora i titoli dei giornali li dettava direttamente il regime. Ora non ce n’è bisogno: si obbedisce agli ordini ancor prima di riceverli. Marco Travaglio Zorro l'Unità, 6 dicembre 2008 |